OSSESSIONE O STRATEGIA?
Avevo pubblicato il giorno 24 maggio dello scorso anno un breve articolo intitolato “Slogan esoterici?”. Se vi può interessare lo trovate nell’archivio di Eco in “Scienza dello spirito”: https://www.ecoantroposophia.it/2014/05/scienza-spirito/isidoro/slogan-esoterici/
Avrei voglia di ristamparlo ora, quasi un anno dopo. Esattamente com’era. Ma in quelle righe c’è troppa bonomia ed esse sono, per così dire, generiche. Lì, a modo mio, avevo cercato un filo di ragionamento e un’oncia di cortesia. Ora non ho alcun desiderio di girare intorno alla pesante contraffazione che mi è capitata sotto gli occhi curiosando tra temi cari e famigliari che vedo scorrere nel fiume delle cose pubblicate o lette.
Adesso, se non vi dispiace, svolgo il tema prendendo, posso dire a caso, come esempio, alcune righe tratte dal V capitolo della Scienza Occulta (pag 256 dell’edizione 1969).
Scrive il Dottore: “Vi possono essere anche concentrazioni sopra dei semplici sentimenti; queste sono di particolare efficacia.”
Riscrivo queste due righe dappertutto, le ingrandisco, le coloro, faccio in modo che esse vengano ripetute, rincarate nel tempo: così da divenire – quasi – il senso di un tutto completo. Confidando nei pigri non indico la loro esatta origine, confidando negli ingenui le firmo col nome di garanzia di Rudolf Steiner.
Né mi importa che manchi un sopra o un sotto, la loro concreta articolazione: di pensanti ricercatori non mi interessa punto. Cerco solo di ottenere nei lettori un’impressione animica immediata, meglio se poi, io insistendo, essa perdura nel tempo.
Ora abbiate pazienza: dopo le due righe scritte sopra andiamo a visitare il pensiero complessivo, comprensivo delle due righe estratte: “ Vi possono essere anche concentrazioni sopra dei semplici sentimenti; queste sono di particolare efficacia. Si prenda per esempio il sentimento della gioia per effetto di uno stimolo esteriore. Quando un’anima dotata di sentimenti sani si accorge che un uomo compie un’azione per bontà di cuore, essa potrà provarne soddisfazione e gioia; ma può inoltre riflettere sopra un’azione di quel genere e dirsi: “Chi compie un’azione buona per per bontà di cuore non persegue il proprio interesse, ma l’interesse del suo simile. E una tale azione può essere detta moralmente buona”.
Orbene, l’anima che la contempla può mettere da parte completamente la rappresentazione di quel singolo caso esteriore, che le ha procurato gioia o soddisfazione, e può formarsi un’idea generale della bontà di cuore. Riflettendo su questa, può pensare che la bontà di cuore derivi dal fatto che un’anima assimila, per così dire, l’interesse dell’altra, e lo fa proprio. L’anima può ora sentire gioia per l’idea morale della bontà di cuore. E allora è gioia derivante non da un avvenimento determinato dal mondo dei sensi, ma gioia proveniente dall’idea come tale (il corsivo è dell’Autore, la sottolineatura è mia). Se si cerca di far vivere questa gioia per lungo tempo nell’anima, si ottiene la concentrazione sopra un sentimento…(continua ancora).
Bene, come ho già scritto, trovate la completa trattazione a pag 257 della Scienza Occulta. Qui volevo soltanto evidenziare come estraendo dal contesto le prime due righe, esse oltre che apparire come una specie di indicazione tranchant assai generica, sono completamente fuorvianti, esse paiono indicare un esercizio dell’anima ben grossolano e diverso se non opposto a quanto lo Steiner cerca di far capire.
Passo avanti. Talvolta digito al pc sul motore di ricerca qualche termine usato nelle scienze spirituali, poi leggo a caso cosa riporta sul tema Tizio o Caio o la reincarnazione di Semiramide. Nel caso in questione avevo digitato Iside-Sophia. Oltre la ripetitiva offerta del libro di Scaligero, le personali elaborazioni del signor Bellucci e le follie “copia/incolla” dei mattacchioni, come succede sempre su internet, resta ben poco.
E guarda: trovo una pagina (che poi è facebook) in cui il discepolo (trattasi di Piero Cammerinesi) che per otto anni si abbeverò di continuo alla fonte di via…Scadolini (non è un refuso ma un’opzione ragionevole), imposta, esattamente due giorni dopo il mio scritto, in splendida cornice, come unico materiale visibile anche per chi non è iscritto al social, sotto la scritta “Iside Sophia”, le righe che mi permetto di incollare direttamente:
ISIDE-SOPHIA
La stessa Via del Pensiero rischia di divenire una via dell’orgoglio o del sublime egoismo, se non conduce alla consacrazione di sé al Divino e all’amore illimitato per il prossimo: appunto il ritrovamento della Iside-Sophia.
Massimo Scaligero
Per rafforzare il pensiero di…Scaligero, il seguito consiste in un ritaglio di un dipinto di carattere spirituale con, a lato, le seguenti righe:
La stessa Via del Pensiero rischia di divenire una via dell’orgoglio o del sublime egoismo, se non conduce alla consacrazione di sé al Divino e all’amore illimitato per il prossimo: appunto il ritrovamento della Iside-Sophia.
Massimo Scaligero.
Infine, nello spazio che rimane sotto, troviamo questo:
Iside-Sophia (Massimo Scaligero)
La stessa Via del Pensiero rischia di divenire una via dell’orgoglio o del sublime egoismo, se non conduce alla consacrazione di sé al Divino e all’amore illimitato per il prossimo: appunto il ritrovamento della Iside-Sophia…
Ora, vi prego, ancora uno sforzo: leggete il brano completo, come fu scritto da Massimo Scaligero:
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“La ricongiunzione del pensiero con l’Io è l’iniziale moto della Volontà magica: l’atto della libertà possibile unicamente all’uomo autocosciente. La pura connessività del pensiero dialettico può portare lo sperimentatore a intuire una simile logica del pensiero vivente: l’autonomia di questo rispetto ai sensi e alla psiche, la sua possibilità di donare l’iniziale esperienza del “corpo sottile”. Ma ciò non è ancora ritrovare il Logos: anzi, questo è il momento in cui l’asceta corre il rischio di usare inconsciamente l’acquisita virtù del puro pensiero contro il Logos: secondo un residuo impulso della radicale natura egoica. Egli può diventare l’istruttore di molti discepoli avidi di dipendenza da un maestro che dialetticamente mostri di possedere la via.
La Via del Pensiero rischia di divenire una via di sublime egoismo, se non viene illuminata dalla luce della Iside-Sophia.
V’è un possibile punto d’arresto nella sfera dell’intellettualismo esoterico, dotato della sua dinamica interiore e persino dei suoi poteri: certamente limitati. Si può parlare di arresto della via, al livello di un intellettualismo esoterico organico ma incapace di connessione radicale con l’Io, ossia con il Logos. E’ la zona che può essere superata soltanto, ove si segua radicalmente l’Ascesi del Pensiero: così che apra la via al cuore, dal quale risorge la Memoria delle cose divine, la Iside-Sophia.
Per superare la zona neutra, in cui è possibile il ritorno alla viltà senziente o al tradimento dell’intelletto, occorre il trasferimento dal sussistente modo di essere dell’anima a un modo di essere originario, perduto: che era necessario perdere, per riconquistarlo da un grado di spontaneità a un grado di libertà: la Memoria delle essenze perenni, che è l’intima struttura dell’anima, smarrita: eliminata dalla coscienza dialettico-sensuale.
L’originario modo di essere dell’anima risorge nella misura in cui essa giunga a contemplare fuori di sé ciò che le è divenuto processo intimo: il formarsi dell’idea, l’imaginare creatore. Questo imaginare è il s e n t i r e liberato, che volge verso la zona in cui può accendersi, come fiamma dell’Amore Divino, la potenza dell’antica fede ridestata, la virtù dell’assoluta consacrazione di sé. Essa viene preparata dal connubio del Pensiero con la Volontà.”
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Nel confronto si notano subito alcune cose, tra cui l’inserimento di “illimitato amore per il prossimo” che non trovate nel brano originario: nobilissime e vuotissime parole che appartengono al Nostro ma ripetutamente affibbiate a Scaligero. Non ci sta nemmeno l’orgoglio ed il resto è personale sintesi…ma avvalorata dall’autorità di Scaligero (magari mi risponderebbe che “sente” che così avrebbe voluto Scaligero). Sono queste le licenze di “libero pensiero” permesse da chi mette la MORALITA’ davanti a tutto? Forse sarà attorcigliata coerenza se si appartiene a quella rete di personaggi che modificano, con scuse strampalate, persino i capitoli dei libri di Scaligero e macellano le sue conferenze?
Del resto Hugo su ciò si è sgolato. Il problema resta sempre lo stesso: esiste in tali esseri una precisa volontà di attutire o alterare l’insegnamento, anestetizzare o almeno confondere i ricercatori più giovani. Questo, perché? Personalmente sono stufo di scriverlo. Ognuno indaghi e valuti da sé…oppure lasci perdere e continui con studio e disciplina.
Invertendo la celebre frase trasmessa dall’Apollo 13 nel 1970, potrei concludere che a Houston ci dev’essere un problema, abbastanza grosso.














