Gennaio 2026

L’ARCHETIPO-FEBBRAIO 2026

ANNUNCI, MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

LA MENTE ORIGINARIA (di F. De Pascale)

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Liberando il mentale dai pensieri dialettici e riflessi, il mentale torna ad essere la Mente originaria, svuotando il cuore dalle emozioni inferiori questo torna ad essere il Cuore originario, e liberando la volontà dalle tensioni e dalle pulsioni egoiche questa torna ad essere il Volere cosmico che scorre in noi.

Abbattute queste tre barriere, che sono tre condizioni di menzogna che ammalano l’uomo, e spazzato via il miserabile ego, che è la caricaturale contraffazione dell’Io originario, si ritorna – come afferma il Taoismo – alla Sorgente, a quell’Uno-Tutto, o “En-kai-Pan”, o “En-to-Pan”, l’antichissima e suggestiva espressione ellenica.

In tale condizione, non è più il miserabile ego a pensare in noi, ma è il pensare cosmico, il pensare originario a pensare in noi. O, se vuoi, è l’Uno-Tutto o il Tao a pensare in noi. E nel nostro cuore non vi saranno più le emozioni deformate di un’anima prigioniera, illusa e sofferente, ma sarà il sentire cosmico a risuonare in un’anima limpida, fattasi una con l’Uno-Tutto. E il nostro volere non sarà più mosso da brama, paura e avversione, ma “vuoto” di tensioni egoiche, sarà il volere dell’Uno-Tutto che si attua in noi.

La libertà è attuare audacemente l’annientamento del mentale egoico, del deformato sentire egoico, dell’oscuro e bramoso volere egoico. Ed è la Concentrazione, che si faccia Concentrazione profonda e Contemplazione concentrativa dell’essere del pensiero, ad attuare l’estinsione della “natura” caduta e dell’ego in noi.

Ogni forma di resistenza e di avversione nei confronti della pratica della Concentrazione, della sua centralità nell’Ascesi e nella Via dell’Iniziazione, è il segno del dominio del miserabile ego e della natura inferiore in noi. Contro di essi va condotta una lotta a morte. per questo la Via del Pensiero è una Via eroica, o – come la chiamava Afredo Rubino, il fedelissimo discepolo di Massimo Scaligero – la Via Vera.

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SCIENZA DELLO SPIRITO,

LA COMUNIONE CONTINUA (di M. Scaligero)

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Attraverso la devozione la conoscenza può dignificarsi, sí da accedere al mondo spirituale. Questa “conoscenza”, la cui elaborazione deve divenire il contenuto della vita, per essere vera, per realizzarsi, deve essere consacrata, deve attraversare un processo di cristificazione. Il dolore del mondo ha questo senso.
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Ciò che l’uomo chiama felicità è una routine banale, che non ha senso per chi conosce il sentiero iniziatico. Arte, sentimento, affetto, poesia, cultura, sono un illusorio bagaglio per chi non conosce il senso della “via”: nessuno, che non conosca la “via”, può amare gli altri: ama al massimo se stesso. È la routine dei dormenti che rendono piú difficile il passo a coloro che operano per lo spirito. Occorre sacrificio per costoro, ma non subire il loro condizionamento affettivo, o etico, o culturale o economico.
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Amare è reincontrarsi dal segreto essere dell’altro. Come essere dell’amore, l’amato è sciolto dalla sua corporea configurazione, ma in esso si nega l’essere corporeo di colui che ama. Perciò l’amato, in quanto accogliente la negazione, ricostituisce la fiamma che ritorna ed ama, e lo scambio è continuo. La comunione è ininterrotta, se è consapevole la determinazione.
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Perché la determinazione del cuore divenga luce della coscienza, è necessario il dolore. Il dolore attiva l’amore. La comunione è dunque reale, quando la negazione si continua sino a riaffermarsi come amore.
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Questa aurea ascesa verso il Graal è il senso reale dell’incontro della coppia umana: incontro che investe tutti i piani: dallo spirituale all’animico, al corporeo. L’ascesa è all’altezza pura, al sacro mondo della luce creatrice.
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Ma anzitutto è necessario ricostituire l’“androgine” spirituale. L’Io, penetrando nell’anima, deve andare a possedersi in quelle potenze profonde dell’essere corporeo in cui dormono “divinità” che attendono da un atto assoluto dello spirito la loro liberazione: normalmente da queste esso ora è privato del suo potere, in quanto preso dalla maya della separatività sensibile.
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Il mistero dell’amore magico è un gioiello splendente nel segreto tessuto del cosmo terrestre: un’opera di redenzione angelica. È il senso della riascesa dalla sfera del falso sentimentalismo, della recitazione luciferica, della corruzione e della morte. È l’ascesa al San Graal.
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Là dove le anime sono potenze di luce operanti per il bene della razza umana, il loro sentiero è sempre tracciato dalla fraternità del Graal.
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(Massimo Scaligero-Dicembre 1968)
Per gentile concessione de L’ Archetipo

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SCIENZA DELLO SPIRITO
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