EURITMIA (di M. Scaligero)

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Ove si educasse l’anima al suo vero rapporto col sistema muscolare, questo acquisirebbe, per virtĂą cosciente, sempre maggiore autonomia del proprio movimento: la sua forza attingerebbe sempre piĂą direttamente alla sorgente metafisica. E sarebbe esperienza ulteriore dell’anima.
La coscienza è insufficiente al suo rapporto con la corporeitĂ , essendo coscienza dell’organismo fisico: perciò tende a far leva, piĂą che per se medesima, sul rapporto immediato che è il corpo. Con ciò si impedisce di avere un obiettivo rapporto con il corpo: opprime e distrugge il corpo.
L’autonomia della corporeitĂ non è il risultato di una diminuzione della coscienza, bensì di un rafforzamento.
Così l’euritmia è l’arte di ricongiungere il movimento del corpo e degli arti, in quanto manifestazione individuale, con i ritmi del cosmo, la cui vita affiora nello spazio: come movimento. Viene ricongiunto il pensiero che vuole nel movimento del corpo e delle membra nello spazio, con il pensiero originario. Perciò il movimento tende a esprimere la parola originaria da cui è nato l’essere corporeo.
L’euritmia non può essere tecnica: dove essa è soltanto tecnica, la sua arte perisce e le forze del movimento proiettate nella corporeitĂ per via della coscienza riflessa, divengono distruttive.
L’arte dell’euritmia è iniziatica: non patisce adattazione profana, o scolasticismo, potendo essere trasmessa ai discepoli mediante ordinario insegnamento, a condizione che questo, in colui che insegna, sia in veste di contenuto fluente per virtĂą super-individuale.
La trasmissione dell’arte non è tecnica, ma virtĂą del maestro che nella sua opera si giova della tecnica, come di una forma vivente, la cui anima è il ritmo stesso della corporeitĂ nel movimento incorporeo: il movimento. Il movimento originario non è spaziale, ma mediante la mobile figurazione della forma umana entra nello spazio e, grazie alla coscienza individuale dello spazio, può fluire dal cosmo nella terra, recando i lineamenti di un volere superumano.
L’euritmia è il meditare profondo immeditato, ma tracciato in figure di luce e di spazio. E’ il meditare che non dĂ luogo a conoscenza o visione, perchĂ© si esprime direttamente nella sonoritĂ della parola e nel movimento. La conoscenza o la visione possono conseguire in altro tempo e silenzio. L’euritmia è il meditare che fluisce immediato nell’individuo corporeo, come incontro dell’essere del tempo con l’essere dello spazio: perciò gli è necessaria la virtĂą della spontaneitĂ propria al pensiero sorgivo. Tale spontaneitĂ riprende in sĂ© e incanta la potenza degli istinti: la trasferisce in una <<zona>> in cui opera per lo spirito.
La potenza degli istinti, come potere serpentino, che inevitabilmente si sprigiona dalla discesa della virtĂą del movimento, viene dominata e trasfigurata da colui che insegna l’euritmia, e così dominata e trasfigurata opera nel rapporto con il discepolo. Ma ove manchi l’impegno primo della meditazione nel maestro, l’èmpito serpentino opera in luogo della luce nel movimento. Il movimento come espressione della tecnica euritmica si estrania all’elemento ispirativo, e opera inconsciamente come veicolo di forze istintive: nelle quali si scatena sottile e divoratrice la sensualitĂ .
La magia del movimento è l’espressione immediata del pensiero universo, secondo leggi realizzate nella struttura del corpo: riaffioranti ogni volta nel suo incedere e operare mediante gli arti nello spazio: risonanti nella parola, per un’ulteriore vita.
Il volere originario come parola creatrice si esprime nella corporeitĂ : l’anima dell’uomo può lasciarsi permeare dall’amore originario vivendo nel mistero del movimento corporeo secondo l’arte dell’euritmia e abbandonandosi a una piĂą alta vita, che fluisce perchĂ© chiamata a congiungersi con le profonditĂ corporee in cui normalmente si esprime per via di sonno della coscienza.
Ma l’arte dell’euritmia è inseparabile da uno spirito di saggezza e da un’alta moralitĂ che non lasciano all’egoitĂ impossessarsi della tecnica euritmica per esprimersi in brillante geometrismo: questo diviene una distruttiva magia, destinata a paralizzare la vita cosciente dei discepoli sino a forme di alterazione mentale.
MASSIMO SCALIGERO
da MAGIA SACRA –Â UNA VIA PER LA REINTEGRAZIONE DELL’UOMO
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