SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 7

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

 

21 dicembre 1930

 

Dopo l’esecuzione della “Sonata di Natale”, composta da Sigwart e suonata da una delle sue sorelle

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I suoni di Natale che un tempo risuonavano sulla terra, continuano a riecheggiare; risuonano ora nelle nostre sfere e impregnano lo spazio che vi circonda e ci circonda.

I suoni che ci uniscono sono stati creati un tempo a partire dallo spirito e sono stati incorporati nella materia; al presente, divenuti dei luminosi legami alati, tessono i fili che ci uniscono.

Formano una rete che, dolcemente, si posa su di noi. Festeggiamo insieme il Natale, perché le sacre cerimonie, i cui irraggiamenti impregneranno le nostre sfere, sono già iniziate.

Il suono delle campane si rivolge ai cuori degli esseri umani per innalzarli verso l’alto, verso le regioni dello spirito in cui saranno santificati e purificati per la santa notte di Natale.

Ascoltate, il suono delle campane si rivolge anche a voi!

 

17 febbraio 1931

Miei cari, oggi posso infine parlarvi e dirvi ciò che riempie interamente il mio cuore. Improvvisamente, mentre mia sorella eseguiva la mia Sonata (opera composta in trincea da Sigwart poco prima del suo decesso), mi sono ricordato dei momenti che ho vissuto creandola.

Anche se occupato da un duro lavoro, finché la componevo, ho vissuto tuttavia dei santi momenti .Luminosi sentimenti di felicità mi circondavano – non quella che gli esseri umani chiamano “felicità”-, no, qualcosa del tutto diverso si era impadronito di me.

Ora che siete dei saggi, miei fratelli e sorelle, posso ben dirvelo: all’epoca sapevo perfettamente che questa musica sarebbe stata il mio” canto del cigno”.Per questa ragione mi è stato dato di conoscere l’esperienza più alta che l’essere umano possa vivere e sentire nella sua esistenza terrena: il distacco assoluto e il presagio del volo verso i mondi superiori.

Credetemi, quando ho composto l’Adagio, ho pianto! Nel momento di prendere congedo da questo mondo, che avevo conosciuto nel suo aspetto più luminoso, il mio cuore si mise a tremare.

Avevo quasi voglia di fuggire, di scappare all’obbligo di creare, di strapparmi a questo commiato che, a poco a poco, prendeva forma. Ma essa mi teneva con una forza inflessibile, e un comandamento venuto dall’alto, mi ordinava di perseverare per finire quest’ultima opera nella quale stavo riversando il sangue del mio cuore, ma mi sembra che al presente siete forti abbastanza per poter ascoltare serenamente questo racconto.

Ho vissuto ore difficili a causa della tristezza che provavo nel dover lasciare tutto.

Il mio amore per la vita era immenso, perché avevo vissuto il cielo sulla terra. Ero capace di gioire intensamente della vita, ed ero più spesso trasportato dall’allegria che dalla tristezza.

E’ necessario che sappiate questo, affinché comprendiate ciò che sentivo quando creai la mia ultima opera. Essa non cessa di attirarmi e di collegarmi a voi, così come tutto ciò che mi era caro.

Fermiamoci qui per oggi, perché questa comunicazione mi ha troppo emozionato.

Con il mio profondo amore.

 

23 febbraio 1931

In quest’ora, qualcuno che non ha mai comunicato con voi si rivolge a voi, ascoltatelo!

Io, Sigwart, taccio.

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Il Messaggio del Maestro.

 

Voglio darvi conoscenza oggi, di un grande sacrificio d’amore che è stato fatto per voi.

Un tempo camminavate insieme sul sentiero terrestre cosparso di spine.

Uno dei vostri è uscito dal gruppo e vi ha lasciati. Circondato dai raggi del vostro amore, questo spirito di Luce è venuto a noi animato dall’intenso desiderio di dedicare ad una sacra meta le fiamme che il suo cuore nutriva. Il suo desiderio era così forte, che fu toccato da un raggio di benedizione divina sorto dai mondi più luminosi.

Ricolmo di felicità si prostrò, perché questo raggio gli dimostrò comprensione per l’esaudimento del suo desiderio. Raggiante, prese conoscenza di un compito enorme, santo e impregnato dalla presenza del Divino.

Quando egli divenne pienamente cosciente del compito che prendeva su di sé…. nel nostro spazio celeste risuonò il suo “SI” , grande, vasto, che espanse in tutte le sfere.

Così ebbe inizio la grande opera alla quale voi siete associati e alla quale, più tardi, molti altri si aggiungeranno. Un’ onda, nata dalle sfere più alte, impregna la sua entità che è divenuta amore.

Essa passa attraverso di lui con una forza di qualità così elevata, che le sue parti più luminose e fini si staccano da lui e trovano le vostre anime e i vostri involucri spirituali. Così vi impregna della sua entità che diviene una parte del vostro proprio Io.

Fiamma egli si offre a voi, affinché il fuoco rimannesse presso di voi. Tali azioni sono rette da alte Leggi: ora non gli è più permesso di lasciarvi prima che l’opera della vostra liberazione sia compiuta!

Potete dunque considerare che colui che voi chiamate “vostro” è veramente incorporato in voi.

Si tratta di un’opera di liberazione per amore – un’opera di valore inestimabile.

Avendo voi il privilegio di vivere questo, potete essere certi di essere stati colmati di favori divini.

Tuttavia, la vostra riconoscenza non deve limitarsi all’amore; deve essere animata dalla volontà di liberare a vostra volta questo salvatore, con la vostra propria elevazione e crescita.

Nel grande momento in cui vi avrà portati tutti alle sue altezze, alle cime rosseggianti, nell’istante in cui sarete maturi per unirvi a lui, alla sua entità, egli sarà libero!

Libero di elevarsi come gli dei! Allora il vostro lavoro, il vostro amore e ciò che avete creato saranno le fondamenta che gli permetteranno di spaziare liberamente nelle altezze e in direzione di infinite lontananze celesti.

Ho potuto annunciarvi questo oggi perché, ora che voi provate e sapete elevarvi poggiando sulle vostre forze, vi è permesso di accogliere in voi questo santo mistero.

Mostratevi degni della grazia che ho potuto concedervi, che consisteva nell’aprire i vostri occhi!

Io sono, unito con Sigwart, vostra guida e lo sarò fino a quando la sua missione sarà compiuta. Non dimenticate mai questa grande ora. Ci rivedremo il giorno in cui, inondati di luce, lui e voi confluirete in una unità che non avreste mai immaginato.

Sono l’Istruttore e il Maestro di Sigwart ,così come il vostro.

Amen!

 

1 giugno 1931

Si, è Sigwart che parla. Sì, ora siamo in contatto. Devi trasmettere le mie parole, ho spesso bisogno delle tue vibrazioni più sottili: quando esse sono compenetrate di pensieri, devo attendere.

Vorrei dare a tutti una comunicazione, come ho sempre fatto nell’anniversario del mio richiamo nell’altro mondo, nell’anniversario del giorno in cui ho dovuto lasciarvi.

Si è compiuta una profezia degli antichi tempi, nei quali noi vivevamo insieme sulla terra. Non eravamo una famiglia: fratelli, sorelle, genitori dello stesso sangue, ma una comunità.

Successivamente sono arrivati altri tempi in cui dovetti lottare molto e in cui il nostro reciproco amore spirituale si infiammò. E’ stato necessario vivere e sopportare tutto ciò per trarne insegnamenti e maturare.

Dopo questo ebbe luogo la santa promessa, il sacrificio che io ho compiuto per voi. Ho pronunciato quelle parole in un momento solenne, in ricordo del grande amore che ci univa.

Con la forza della sacra volontà, quel momento è rimasto vivente per millenni.

Quella promessa fatta da così lungo tempo, ora è compiuta!

Sappiate che il desiderio di compiere delle azioni importanti ha la forza di sussistere per dei millenni. Questa promessa non l’ho fatta nella mia ultima vita – oggi mi è permesso dirvi questo-

essa è stata fatta molto, molto tempo prima. In quei tempi, le forze magiche degli esseri umani erano molto sviluppate, la passione ardente per una santa causa agiva con la forza originale che è propria agli dei.

Oggi volgete lo sguardo verso il passato e sentite -non ne verrà che un leggero oscuramento- quella grande esperienza che avete vissuto allorché uno tra voi si è creato lui stesso il suo Karma con il suo sacrificio e con la sua volontà impregnata di santa forza e di gioia, che non sono mai impallidite nel corso di molte vite.

Sì, la felicità e la gioia furono le conseguenze di questo sacrificio compiuto volontariamente.

Valeva la pena che facessi il sacrificio? Giudicate voi stessi.

La mia volontà ha aspettato millenni per ottenere lo scopo che si era prefissata. Ha vissuto fino al momento del compimento. Ora il bocciolo è diventato fiore: in questa vita, in quest’epoca nell’ambito dell’unione che questa volta noi formiamo.

Oggi, nell’anniversario del compimento del mio desiderio che risale a migliaia di anni, volevo e avevo il permesso di raccontarvi questo, dopo che il nostro grande Maestro ve ne ha già dato conoscenza. Immergetevi profondamente nelle mie parole…silenziosamente…. lasciate agire le vibrazioni intorno a voi…allora vi ricorderete….vedrete delle immagini che si riferiscono all’origine del grande giorno.

 

Oro solare

Poi porpora incandescente

La notte cade.

 

L’oscillare e la danza di migliaia di partecipanti nelle loro ampie vesti… nuovi fuochi vengono accesi…

una pietra piatta è stata scaldata e su di lei viene versato del profumo….

Silenzio solenne…..allora io parlai

All’inizio la mia sola voce, poi il mormorio del cuore….

 

La folgore cadde e suggellò il mio giuramento

 

Il seguito fu un amore immenso e la grande devozione di cui avete tutti avuto prova.

 

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Cari amici di Eco, termina qui il mio lavoro di trascrizione di alcune comunicazioni “dall’aldilà” di un’anima molto evoluta.

Egli ha avuto la forza ed il privilegio di mantenere il contatto con la terra per lunghi anni dopo la sua morte, tramite una delle sue sorelle, con il gruppo di familiari e amici che si erano  raccolti intorno a lei.

Il modo di esprimersi, a volte, può sembrare un po semplice, (dobbiamo tener presente che c’è di mezzo anche una traduzione), ma i contenuti, per chi ha letto le numerose conferenze tenute dal dottor Steiner sulla vita dopo la morte, concordano in maniera stupefacente con quanto viene comunicato da Sigwart! Molto altro viene raccontato di alto e importante; gli interessati, ora, dovranno attendere la traduzione e la stampa ufficiale…. prima o poi arriverà!

Mi auguro che questo mio modesto lavoro, sia riuscito a portare un po di consolazione e di coraggio in chi ne aveva bisogno…. credo in tutti noi!

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DI SIGWART – 6

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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22 agosto 1919

Affronteremo oggi un argomento del tutto  nuovo sul quale vorrei darvi dei chiarimenti.

Gli spiriti umani che sono pronti per una nuova incarnazione, sono inviati in una specie di scuola, presso Maestri o Guide che sono stati loro affiancati già da lungo tempo.

Devono essere informati con precisione sullo scopo dell’incarnazione, che è imminente, e su ciò che dovranno imparare da questa nuova vita. Ogni spirito, che ha raggiunto un certo livello di evoluzione, decide lui stesso i principali avvenimenti della sua futura incarnazione.

Da quando sono qui, ho assistito frequentemente a delle preparazioni di questo genere e sono meravigliato dal coraggio con il quale gli spiriti sperano di vivere una vita terrestre complicata e piena di ostacoli. Spesso ho temuto che il loro zelo fosse troppo grande e che ne sarebbe seguita una delusione. Tuttavia mi è stato detto che, senza questo zelo forte ed entusiasta, l’evoluzione progredirebbe troppo lentamente.

Avevo anch’io sperato in una vita piena di resistenze, ma sapevo che – malgrado i macigni di cui è cosparso il cammino di coloro che sentono più profondamente, e che hanno l’ardente desiderio di essere creativi – sarei comunque andato incontro ad una vita piena di sole e ripiena d’amore. La causa di ciò si colloca in un lontano passato.

Vorreste certo sapere come si svolge il processo di incarnazione. E’ come un bagno. Lo spirito vive nell’attesa del momento, come una persona che, accaldata da un lungo lavoro, aspira ad immergersi nell’acqua fresca. Questo desiderio si accresce fino alla brama più ardente!

Lo spirito cerca la madre che ha scelto di riceverlo e non la lascia più, come se fosse legato a lei con un filo, per fare un immagine. Egli aspetta, circonda la sua futura madre con grande sollecitudine per paura che un malore possa mettere in pericolo la sua incarnazione. Poi viene il momento in cui l’embrione è pronto e, malgrado il desiderio intenso, è un momento sconvolgente e forse anche tragico perché, in quell’istante, lo spirito sente realmente ciò che significa “ritornare in un involucro fisico”…..e non è più possibile tornare indietro!

Con un grido si tuffa nei flutti e rabbrividisce, ma un solo istante; poi immediatamente dopo si dedica a sua madre per la quale egli aveva pregato e che aveva circondato con il suo amore e la sua sollecitudine. Ecco, vi ho dato una breve descrizione del processo di incarnazione.

E’ importante, particolarmente per la donna, conoscere il grande ruolo che gioca nella sua vita. Quanti peccati sono commessi in questo campo per incoscienza ed egoismo!

23 agosto 1919

Gli spiriti che desiderano vivere una vita piena di ostacoli sono coloro che hanno l’amore più profondo per l’Onnipotente e per ciò che è divino. Non avete alcuna idea di questi processi profondamente religiosi, né della sublime e potentissima direzione sotto la quale si svolgono certi avvenimenti, tra i quali per esempio ,quello della reincarnazione.

Finché la Terra sarà il centro dell’umanità che continuamente si reincarna, questo momento della vita sarà per noi esseri umani e spiriti, l’instante più importante, l’avvenimento degli avvenimenti!

Gli esseri umani non possono sapere quando arriverà il grande momento. Questo varia e dipende dal livello di evoluzione dell’Io. Le individualità con un Io molto evoluto, decidono solo all’ultimo istante di entrare nell’involucro, perché esse collaborano fino all’ultimo al lavoro che si effettua su quest’ultimo. Gli altri si legano più presto all’involucro, perché non sono in grado di interessarsi al processo.

28 settembre 1919

Oggi vorrei raccontarvi una scena interessante alla quale ho assistito.

Prendevo parte ad una festa d’addio per l’imminente incarnazione di uno spirito evoluto.

Egli si teneva coscientemente sulla soglia della discesa e voleva ancora istruirci, mostrandoci lo svolgimento del processo attraverso il quale un tempo passeremo anche noi.

All’inizio lo spirito inizia a distaccarsi dal suo mondo di quiete e di pace, rivestendosi per suo proprio sforzo, della sostanza delle sfere la cui densità aumenta gradualmente.

Questo processo è paragonabile a quello del bruco che sta tessendo il suo bozzolo. Egli raggiunge così il primo gradino della scala che lo conduce verso il basso e annoda delle relazioni. Tutto affluisce a lui e lo influenza. Il suo compito è quello di scegliere tra queste influenze: buone o cattive. Ambedue gli saranno utili in vista della sua ulteriore evoluzione.

A volte, le influenze cattive sono sorgenti di combattimenti e questi ultimi ci permettono di mettere alla prova le nostre forze.

Poi la discesa prosegue; gli strati diventano sempre più densi e perciò diventa sempre più difficile distinguere chiaramente. Discende così, lentamente, fino a raggiungere la soglia della materia reale, cioè il corpo fisico, secondo i vostri termini. E là comincia il lavoro che vi ho descritto da poco, e che, secondo il suo grado di evoluzione, lo spirito fa con totale coscienza o guidato dagli esseri superiori.

Lo spirito che ci ha trasmesso questi avvenimenti ha vissuto coscientemente tutto il processo di immersione e ce ne ha fatto parte con lo scopo di istruirci. Raramente succede questo, perché una discesa così cosciente non avviene spesso.

Ci eravamo accordati prima che cominciasse il processo, e così è stato fatto.

Io Sigwart vi ho parlato.

22 novembre 1921

Si, sono qui, io Sigwart!

Abbiamo ritrovato il contatto come era un tempo, ma con una grande differenza.

Ora non è più un corpo astrale costituito di sostanza grossolana che vi parla, ma un corpo spirituale affinato. Abbiamo creato una sostanza che faccia da legame tra noi, così non è più necessario implicare ogni volta il mio io profondo. Questo vi rassicurerà; so che temete sempre che la nostra relazione mi tiri troppo in basso. Noi tutti abbiamo preso la decisione di continuare, perché bisogna che le mie comunicazioni proseguano affinché un giorno quest’opera sia finita.

Potete immaginare la felicità che provo in questo momento in cui ritroviamo il contatto e in cui possiamo nuovamente comunicare come facevamo una volta.

 

Notte di san Silvestro, 31 dicembre 1924

Sì, sono presente io Sigwart.

Le vostre navi solcano un calmo oceano di fiducia. Più avanzate nell’età, più vi avvicinate alla Patria, la nostra Patria celeste.

L’afflizione che provate quando un membro del nostro cerchio lascia il corpo fisico, dovrebbe trovarsi diminuita. Non sono forse essi liberati dalla vita terrena che non è che una serie di afflizioni? Oh! Come sarei felice di vedervi seguire con il cuore coloro che vi precedono sulla strada che conduce al cielo con gioia e senza alcun dolore. Ma è difficile, lo so!

Il nostro amico M.H., recentemente deceduto, mi prega di trasmettervi i suoi saluti. Egli è già molto avanzato individualmente. Con il grande amore che mi porta e con la sua incrollabile fede nella mia attuale esistenza, ha già potuto legarsi a me, non del tutto naturalmente, ma solo alla parte più densa del mio essere, cioè con quella che non ha quasi più rapporto con la mia reale entità.

E’ molto felice di trovare la conferma di ciò che aveva appreso tramite le mie comunicazioni.

Vi ringrazia di tutto cuore dell’amore, dell’amicizia e della comprensione che gli avete dimostrato, e vi è grato per aver compreso il suo reale essere. Non si è mai sentito spaesato tra voi; eravate divenuti la sua patria, il suo focolare e tutto ciò non poteva che accadere.

 

(continua)

 

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 5

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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13 giugno 1916

Parlo io, Sigwart.

Oggi non parlerò che della natura dei Deva. Essi devono compiere qui dei lavoro ben definiti e devono sempre aver terminato il loro compito in un certo lasso di tempo.

Sorvegliano, per così dire, questo mondo celeste del devachan. Decidono se qualcuno può entrarvi oppure no. Abbracciano con un sol colpo d’occhio gli spiriti e riconoscono subito il loro grado di maturità devachanica. Qui essi dirigono tutto; anche i Maestri, che sono i nostri istruttori, sono loro sottomessi perché non è passato così molto tempo da quando ancora portavano l’abito fisico.

I Deva sono sette e sono a capo di diversi gruppi di servitori. I servitori sono indescrivibilmente buoni e il loro unico pensiero è quello di colmare di benefici coloro che hanno bisogno di aiuto o di qualche consiglio per fare del bene. D’altro canto aiutano e servono principalmente i sette dirigenti.

Questi ultimo sono molto più severi perché sono divinità che portano tutta la responsabilità, che promanano le leggi e che non hanno il diritto di fare delle eccezioni. Essi sono i dirigenti dell’evoluzione della terra anche se sono sottoposti a Dei superiori, ma di questo non posso parlare.

Non ho ancora incontrato i sette Grandi, vedo solo i servitori che sono molto numerosi.

Mi fa piacere incontrare queste nature magnetiche, sante e devote.

Sono sempre loro che abbelliscono il sonno degli esseri umani incoscienti (quelli che qui dormono) con spettacoli meravigliosi, ma per questi addormentati non sono che bei sogni.

Quando ho saputo che qui esistevano delle grandi potenze, ho creduto da principio che fossero gli Arcangeli, di cui si sente spesso parlare, ma non sono loro. Gli Arcangeli sono altre entità ma non posso dirvene nulla.

Ho anche iniziato a godermi il riposo. Tutto ciò che ho cercato l’ho già trovato e ora sono pronto per far fronte alla più forte corrente di felicità.

 

28 giugno 1916

Parlo io, Sigwart

Voglio oggi parlarvi di diversi gradini di evoluzione che si incontrano qui, nel mondo celeste.

Ve ne sono molto meno che nel mondo astrale, perché ciò che si pone al di sopra dei Deva non ha qui il suo posto. Qui i più elevati sono i Deva, è così che noi li percepiamo.

Al di sotto dei Deva, si trovano differenti stati o livelli di evoluzione.

Il più basso è quello degli esseri umani che qui dormono. Sono coloro che sulla terra si dedicarono unicamente e costantemente agli interessi inferiori.

Al successivo livello si situano coloro che forse erano dei grandi sulla terra, ma che sono rimasti piccoli nello spirito. Anch’essi passano generalmente il loro tempo del devachan dormendo.

Seguono coloro che sono svegli a metà. Sono già molto più evoluti e pur tuttavia non sono ancora maturi per vivere tutto coscientemente. La maggior parte dell’umanità, senza dubbio si situa a questo semi-livello.

Poi vi sono coloro che hanno più maturità, che si erano sforzati di trovare lo spirituale sulla terra, ma che non si sono ancora sbarazzati delle loro numerose idee errate.

Troviamo in seguito coloro che sono ancora più evoluti grazie agli sforzi prodotti nel corso delle loro ultime vite terrene. Questi sono qui gli esseri coscienti e sono essi che costituiscono la mia cerchia perché -ve l’ho già detto- vivo totalmente in questo mondo celeste e sono totalmente cosciente.

Al di sopra di questi ultimi si collocano esseri umani superiormente evoluti, dotati di ogni sorta di forze, che tutto dominano. Sono coloro che impartiscono insegnamenti, e poi i Maestri. Per loro non esistono più leggi. Sono ciò che vogliono essere, vivono nella sfera nella quale vogliono vivere, tutto è loro possibile senza pena. Sono i nostri aiuti, i nostri amati maestri.

Con ciò spero avervi dato un’immagine chiara degli abitanti di questo mondo.

Tutto vostro Sigwart.

 

26 ottobre 1916

Io, Sigwart, voglio parlarvi di ciò che si trova al di sopra di voi, del firmamento luminoso, della regina della notte e delle stelle che, come punti luminosi appaiono nella volta celeste notturna.

Le stelle là in alto sono dei mondi che si trovano a differenti livelli di evoluzione e sui quali ci siamo spesso incontrati durante la notte. Abbiamo bisogno di loro per l’evoluzione del nostro Sé. Sono stati creati per ricondurci sulla via, affinché si possa tornare ad essere le entità spirituali che siamo stati all’origine.

Mondi d’origine, voi che in tempi lontani siete stati la nostra patria! Mondi che sono stati sottratti allo sguardo umano fino a che le nebbie diraderanno e gli uomini sapranno di nuovo servirsi delle loro ali!

E’ così che ho visti tutti questi mondi, la cui grandezza vi intimorirebbe.

Le stelle, che voi contate nelle notti di nostalgia, si trovano davanti a me come un libro aperto.

Possiate pensare alle stelle in questa maniera, non come bambini che accettano le cose ingenuamente, ma come dei saggi che comprendono sempre più ciò che vive e si muove intorno a loro!

 

11 gennaio 1917

Si, sono presente io Sigwart.

Quando avevo delle difficoltà a percepire i vostri fluidi e a raggiungervi, questo era dovuto a correnti che non erano corrette. La causa erano i vostri pensieri o perché voi stessi non eravate nell’armonia richiesta. Tutto ciò ha un forte impatto sulla nostra relazione!

Bisogna che sappiate che dovete trovarvi in certe disposizioni quando desiderate entrare in relazione con me, perché spesso potreste facilmente eliminare tutti questi ostacoli.

Per esempio, quando siete attorniati da persone che producono correnti contrarie, queste correnti agiscono, indirettamente, così fortemente su di voi e sul vostro stato, che difficilmente mi apro un varco. Gli esseri umani non sospettano il ruolo che anche la più piccola cosa possa giocare nel mondo spirituale.

Ogni pensiero agisce ed equivale a delle azioni! Innumerevoli errori vengono commessi su questo piano, perché gli uomini credono sempre di esseri liberi di pensare quello che vogliono. Per tutto il tempo che questa idea falsa persisterà, l’umanità non potrà elevarsi.

L’elevazione non sarà possibile fino al momento in cui ciascuno avrà il dominio dei suoi pensieri.

Agiscono ancora fortemente le azioni di numerosi spiriti malvagi che sono soddisfatti quando le persone pensano male. Essi si insinuano dappertutto e soprattutto presso coloro che cominciano a sorvegliare e a controllare il loro pensiero; rendono la vita dura specialmente a questi ultimi perché sanno che l’essere umano acquista improvvisamente un potere quando si sforza in questo senso.

Anche se dovete faticare, credo che potrete fare ancora meglio. La vostra vita interiore sarà molto più calma; è l’unico modo per trovare la felicità che gli umani continuamente cercano.

Dunque ciò che conta sono i pensieri non le azioni, perché queste ultime non ne sono che le conseguenze! La cosa più importante è ciò che le precede cioè il pensare.

La faticosa esistenza terrestre è sopportabile solo se ciascuno ha trovato in sé stesso la felicità e la calma. Trovare la felicità in se stessi significa: non cercarla mai al di fuori, ma sempre in sé e costruirla tentando costantemente di vincere le tentazioni che si avvicinano dall’esterno.

Certamente presagite come tutto può diventare più luminoso e facile grazie a questi consigli.

Vostro Sigwart

8 marzo 1917

Vorrei dirvi qualcosa riguardo a mio figlio. Le vostre idee, per ciò che lo riguarda, sono false!

Ciò che a voi sembra tragico riguarda solamente le circostanze fisiche.

Tutti voi dite: “Il bambino non ha più il padre”. Se sapeste quanto questo pensiero a noi sembra falso! Vorrei aiutarvi raccontandovi come ci siamo trovati, lui ed io.

Egli ha desiderato questa incarnazione, perché lo avrebbe liberato da un pesante fardello che portava. Lo scopo al quale aspiravo era di portarlo alla vita, ma che in seguito, avrebbe completato il percorso senza di me. Eravamo d’accordo. L’abbiamo fatto rispondendo ad un desiderio pienamente cosciente e con lo scopo di progredire: lui ed io.

Sapevo che sarebbe arrivato quando io dovevo partire; dovevo dargli degli elementi di cui aveva assolutamente bisogno per la sua vita terrestre. E’ per questa ragione che ci siamo incrociati.

Se non fossi partito, giustamente non sarebbe venuto nel presente, perché si è nutrito della mia vita o ne è nutrito. Era la determinazione fondamentale della sua vita; è soltanto così che può arrivare al grado di evoluzione al quale deve giungere. Sono molto vicino a lui, non veramente perché io sono o ero il padre, ma perché gli ho dato delle forze che provenivano da me, e perché già in altre vite sono stato suo amico e consigliere.

Io Sigwart vi ho detto questo.

 

24 marzo 1917

Vi tendo le mani, miei amatissimi, per parlarvi di nuovo di questo mondo.

Ascoltate: succedono qui avvenimenti esattamente come possono capitare tra di voi.

Relazioni meravigliose si stabiliscono qui tra coloro che sono dello stesso livello. Ritrovamenti, auguri di benvenuto, felicità di riconoscersi e ritrovarsi…è questo che noi viviamo!

E’ paragonabile ad un onda luminosa che irrompe improvvisa e che, secondo la forza del suo contenuto, diviene incandescente. Della stessa qualità è la corrente che cambia in mille modi, che si illumina di mille colori, che si dispiega in un mare di colori e che risuona in un modo così bello… come le sinfonie più maestose. La festa è di entrare nella corrente degli altri, in quelle dei fratelli e delle sorelle di questo mondo che sono, si potrebbe dire, risvegliati a nuovo, dunque anche rinati.

Festeggiamo tutti coloro che riappaiono e che appartengono al nostro grado di evoluzione.

E’ un eterno arricchimento in tutti i sensi. Ciò che vivo con la musica, mi rende sempre infinitamente felice perché vibro al suo ritmo e perché, durante questo tempo, creo opere attingendo dalle profondità dei miei sentimenti. Più si ha del sapere, in qualunque campo, più si può mettere a profitto cogliendo gioia.

Conoscenze e “saper fare” non vengono perduti qui, restano per l’eternità.

Dunque mettetevi al lavoro con coraggio!

Sigwart

 

25 marzo 1917

Vi sono molto grato per avermi chiamato, perché spesso vorrei incontrarvi ma siete troppo occupati.

Chiamatemi il più spesso possibile perché, al presente, posso raggiungervi in ogni tempo.

Sono indipendente, lontano da ogni sfera di ostacolo o di perturbazione. In questo consiste la grande felicità della beatitudine nel devachan. E il “vivere il proprio essere”, è l’attività di cui, inconsciamente, abbiamo nostalgia e che è il desiderio fondamentale della nostra vita terrena.

Tutti i sentimenti di felicità che vi può procurare una “gioia perfetta”, non sono che dei piccoli presentimenti di ciò che noi viviamo qui.

Più l’essere umano sulla terra assimila, sente e comprende intensamente, più la sua vita devachanica sarà ricca. Qui la vita dipende dalla nostra capacità più o meno grande di “sentire”.

Pochi lo sanno, non comprendono per niente la profondità di questo mondo che si estende in tutte le direzioni. Credono che il punto più alto del godimento sia quello materiale, ma questo fa loro molto torto perché, abbandonandosi alle gioie e ai godimenti solo fisici, si uccidono le gioie dei piaceri spirituali. Non dimenticatelo al fine di arricchire la vostra vita qui! Aprite i vostri occhi, le vostre orecchie e i vostri organi di sentimento -questi organi che si trovano nel profondo di voi stessi, e che, nella sfera della vostra coscienza ancora dormono.

L’ho fatto anch’io, e quale ricchezza ne ho ricavato!

 

(continua)

 

 

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 4

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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19 gennaio 1916

Oggi posso dedicarmi completamente a voi. Sono molto felice di passare questa serata in vostra compagnia, miei amatissimi; non saremo disturbati da influenze che vengono dall’esterno. Siate lieti, io sono qui, comprendo ciò che dite e voglio essere gioioso in vostra compagnia.

Forti correnti passano da uno all’altro e questo legame mi permette di avvicinarmi più facilmente a voi, perché posso immergermi in esse e in questo modo sentirvi molto distintamente. Siete uniti dalla spiritualità, cioè dalla meditazione, e queste correnti vi uniscono anche sul piano fisico. Anche se uno o l’altro non lo percepisce, ugualmente tutti ne siete impregnati. Non dimenticate che noi cerchiamo comunità che coltivino la spiritualità, perché esse ci fanno progredire, voi e noi. Ciò vi stupisce, ma credetemi, numerose alte e buone entità spirituali si rallegrano sovente del vostro cerchio. Tuttavia, anche altre tentano di prendervi posto con la forza e noi non siamo sempre così forti per scacciare gli impuri. Spesso mi sono preoccupato a questo proposito, ma ora sono tranquillo. Tutto questo già voi stessi lo sentite, e questo è un grado di sviluppo spirituale che non va sottovalutato.

Ora devo ritornare ad un mio spiacevole compito. E’ stato un gradito rilassamento aver potuto trascorrere questo tempo in vostra compagnia, miei amatissimi!

21 gennaio 1916

Cara sorella, c’è voluto molto tempo prima che tu potessi ritrovare la calma.

Si avvicina il tempo in cui tutto si farà più chiaro in voi. I cambiamenti sono iniziati e ora li sentirete sempre di più. Oggi sono felice perché sono stato reso libero da un penoso lavoro. Lode e grazie al Signore! Ho vissuto giorni veramente spaventosi. Ho partecipato alla distruzione di forze malvagie. Ho fatto ciò che mi è stato richiesto e al presente, posso di nuovo agire secondo la mia volontà.

3 febbraio 1916

Ti detterò una difficile comunicazione: ti prego di essere molto attenta.

Già da qualche tempo sono in quella sfera chiamata “devachan”, un mondo che è il “cielo” nel vero senso del termine. (Il 31 marzo Sigwart rettificherà questa comunicazione).

Qui non esistono più né sofferenza né desideri: tutto è spirito “denudato” e puro. Per giungere così rapidamente a questo livello bisogna aver preparato le vie. Il germe di questo rapido sviluppo, l’avevo già creato nella mia precedente vita terrena. Bramavo questa evoluzione, la desideravo.

Poi venne l’intervallo, durante il quale dovevo prepararmi per questa mia vita terrena, e durante questo tempo ero sempre animato da questo pensiero: “Progredire, progredire, per niente al mondo restare fermo, soprattutto non perdere tempo!”

Questo forte sentimento viveva ancora in me quando ero giù presso di voi. Sulla terra, ho concretizzato una gran parte dei miei voti.

All’inizio era molto difficile, perché nonostante i miei desideri interiori, mancavo di energia. Sovente ho sofferto molto della mia incapacità di domare il corpo, fino al giorno in cui L., la mia cara sposa, è entrata nella mia vita e mi ha mostrato come giungervi. Poco a poco è divenuto la mia seconda natura, e da allora ho conosciuto la fortuna di poter realizzare le mie intuizioni attraverso il mio lavoro. Ve lo dico, si conosce la vita, la sola vera vita, quando si è stati creativi in un qualsiasi campo.

Per questa ragione vi è sempre e dappertutto del lavoro che ci attende. E’ una condizione della vita.

Io l’ho assolta tardi, per me è stata una vera rivelazione. Ho tutto ritrovato. L’aspetto spirituale di ogni mia opera, anche la più piccola, l’ho veduta e risentita come un vecchio intimo amico.

Fate in modo da poter vivere anche voi questa fortuna. Ora, voi comprendete meglio ciò che io devo alla mia sposa. Essa mi ha donato l’accesso a questa grande verità, lei sola. Ella doveva entrare nella mia breve vita terrestre perché soltanto lei comprendeva ciò totalmente.

Dio sia con te!           Sigwart

 

8 febbraio 1916

Gli insegnamenti che vi do, non provengono da me ma dai Maestri. La coordinazione delle meditazioni e l’ordine nel quale esse devono succedersi richiedono un tale sapere. Soltanto spiriti di grande levatura e di grande saggezza possono concederle. Sono divenuto loro allievo e faccio anche delle meditazioni, non esattamente le stesse vostre, ma alcune di loro hanno del tutto lo stesso senso. I Maestri ricevono tutta la loro saggezza dalle alte divinità che si trovano sopra di loro.

Ma tutto ciò è ancora molto lontano da noi. Noi, e anche voi, abbiamo appena un presentimento delle forze di questa suprema potenza. Anch’io, che ne sono tuttavia già molto più vicino, non ho che un oscuro presentimento del livello ascendente della divinità. Alla loro estremità regna Colui che ci conosce totalmente e a Lui noi tutti apparteniamo. Egli è tutto.

12 febbraio 1916

Oggi ho assistito a qualcosa di particolare. Ho aiutato qualcuno che si trovava in una situazione molto spiacevole. Mi è stato detto che questa era l’occasione per compiere una buona azione e mi sono deciso molto rapidamente. Si trattava di un povero essere umano che era stato lui stesso la causa della sua sofferenza, e che nella sua vita non aveva conosciuto che dolore. La sua evoluzione ne era stata deviata sorprendentemente. E’ morto nel delirio dell’anima che da sola si era torturata.

E’ arrivato qui, sprovveduto, privo di esperienza, come un bambino, ma rinchiuso in un mondo di pensieri di sofferenza, pensieri creati da lui stesso. Era difficile far capire a questo povero essere, completamente smarrito, che era venuto il momento di pensare a se stesso e alla propria evoluzione.

Con infinita pazienza ho potuto ottenere che egli credesse in me, che mi ascoltasse e che accettasse ciò che gli dicevo. Ne sono felice perché ora si apre, anche se per ora inconsciamente, alle correnti spirituali e il resto verrà da se. Spesso si presentano casi strani, enigmatici.

In generale questi casi anomali sono dovuti a grande ottusità o a stordimento scientifico.

Ricondurre degli eruditi alla ragione è di gran lunga lo sforzo più difficile. Quando i problemi sono il risultato dell’ottusità, la riuscita è quasi assicurata, soprattutto se si agisce con amore.

Siamo invece impotenti di fronte ad un alta erudizione che ha i paraocchi. In questi casi, raramente ho registrato un successo nello spazio di tempo che è trascorso dalla mia separazione dal corpo fisico. E’ triste. A mio avviso, sembra che manchi loro la scintilla divina. A cosa serve tutta l’erudizione del mondo se manca l’elemento principale: la voce interiore divina?

31 marzo 1916

Insieme abbiamo ammirato oggi la bellezza della terra e ne ho provato un grande piacere. Mentre voi accoglievate le meraviglie della natura che Dio vi ha donato, mi sono legato ai vostri fluidi e, attraverso voi, ho potuto vedere nel vostro mondo. Sono stati per me momenti di esaltazione.

Qui, dopo essere stati liberati dalla materia, tali visioni sono accordate alla condizione di averle meritate. Sulla terra, al contrario, potete ammirare ogni bellezza senza chiedere il permesso a nessuno. Qui è tutto molto più severo, vi sono dappertutto e sempre delle leggi. All’inizio è molto difficile, perché si dimentica che ogni pensiero viene visto e controllato.

Vorrei darvi qualche ulteriore spiegazione.

Il Devachan è il cielo. Solo coloro che hanno tutto superato e si sono spogliati dei vari involucri vi hanno accesso. Non sono ancora in grado di parlarvi del Devachan, perché non trovo i termini per descriverlo. Devo dirvi che non ho ancora raggiunto totalmente questa sfera. Mi trovo ad un livello di transizione che si situa tra l’ultima sfera astrale e il Devachan .Qualche tempo fa avevo creduto di aver raggiunto quest’ultimo, perché ne avevo avuto un presentimento e perché vedo interiormente al di là dello stato in cui mi trovo.

Questo mondo celeste sorpassa tutto ciò che voi, esseri sulla terra, potreste immaginare. Offre una tale profusione di vaste esperienze e di sublimi visioni, che nessuno potrebbe trovare le parole adatte a descrivere queste impressioni. Certamente vi stupirete che parli del Devachan, nel quale non sono purtroppo ancora.

Qualche tempo fa vi avevo detto che lo avevo raggiunto. Allora avevo veramente creduto di essere nella sfera celeste, invece avevo raggiunto solo quella in cui mi trovo tutt’ora. Con il passare del tempo mi sono accorto che esistono altre sfere che, per ora, mi sono inaccessibili. Perdonatemi questo errore. Certamente comprenderete che abbia potuto crederlo perché qui si trova già tutto ciò che ci procura la felicità suprema. Devo ancora imparare a vedere perfettamente e a riconoscere tutte le Entità luminose: non ho ancora questa capacità.

Nondimeno sono circondato da un mare di Luce, che mi procura senza sosta nuove forze che mi permettono di creare delle opere musicali e di compiere altre ricerche.

Queste attività mi preparano all’entrata nel Devachan.

Quando pensate a me, vedetemi totalmente felice perché tutta la mia vita è improntata da una profusione di esperienze e di felicità.

Discendere da voi non mi crea difficoltà, sto acquisendo sempre più forze che me lo permettono.

Mi avvolgo con i vostri fluidi che mi sono così cari e, ben presto, sono nella vostra sfera.

Qui, come là in basso, vivo nella pienezza. Mi sembra di scendere da sante montagne e di entrare nelle vallate in cui la fioritura terrestre ed il profumo dei fiori mi immergono nel rapimento.

Vedetemi così, voi che attraverso il vostro amore, mi avete ricondotto alla terra e che, attraverso voi, amo ancora, perché ci unisce.

(continua)

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 3

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

*

14 dicembre 1915

Ho sentito quanto avete detto e voglio rispondervi.

I miei messaggi rappresentano per voi delle rivelazioni: le più sacre che possiate ottenere grazie all’amore che vi ha innalzato alle sfere che rendono possibile il nostro rapporto. Voglio adesso innalzarvi ancora e condurvi con me fuori dai residui dei pesi terreni. Dovrete imparare a respirare e a contemplare in libertà, nella misura che vi verrà concessa.

Desidero elevarvi per far maturare i germi che sono in voi e mostrarvi come far fruttificare i vostri più intimi tesori.

Non ho dimenticato la prigione terrena e posso ancora sentire la mia umanità. Provo perciò compassione per voi e voglio indicarvi la via che permette di evadere da tale prigionia.

E’ la vostra libera volontà a dover rispondere alla mia chiamata. Interiormente ciascuno sentirà quello che è giusto fare. Non temiate mai che possa condurvi a trascurare i vostri doveri terreni.

No, dovrete anzi diventare più forti e abili per poterli affrontare da padroni e non da servi.

Dovreste rendervi conto di quanto possiate crescere ancora e di come possa germogliare e maturare tutto ciò che vi circonda allorché sarete capaci di elevare con regolarità il vostro spirito e renderlo signore del corpo.

Noi sappiamo quanto ciascuno di voi può avanzare e deploriamo il fatto che i terreni fertili vengano portati incolti verso l’estate. Voglio pertanto aiutarvi ad ottenere quei benefici di cui io godo liberamente che, pur se vivete sulla terra, sono ugualmente alla vostra portata. Se crescerete, il vostro agire si riscalderà e illuminerà dall’interno così da aumentare la forza con cui assolvete quei doveri che anche per noi sono sacri.

Di certo non vivete sulla terra per rimanere immersi nella materia e ricercare soltanto in quest’ambito l’area dei vostri doveri. Tale area si eleva con voi e consegue ogni volta il livello che voi stessi conseguite. A ogni livello dovete imparare a chiedervi: “Cosa devo fare? Cosa mi viene richiesto? Per cosa devo vivere?”.

La forza di assolvere i propri doveri scaturisce sempre dall’Alto. Ma elevandovi alle sfere superiori apprenderete il modo di svolgerli secondo la volontà del Creatore. Giudicate, decidete e agite affrontando ogni cosa con grande coraggio! Non dimenticate mai che il tempio di Dio da voi edificato, potrebbe essere scosso violentemente anche soltanto da una menzogna.

Oltre ai pensieri, controllate pure le parole. La forza della vostra ascesa dipende dal vostro atteggiamento interiore e dalla purezza del vostro stile di vita. Siate saldi su questi due punti.

17 dicembre 1915

La grande missione che dovevo qui svolgere è terminata: ora sono libero. Posso scegliere se continuare o meno a lavorare nella medesima direzione: se voglio cioè acquisire nuove forze, per evolvermi il più rapidamente possibile, oppure assumermi ancora dei grandi e importanti impegni di carattere musicale. Sceglierò la cosa che mi permetterà di rimanere più vicino a voi.

Per la vostra salvezza, sono pronto a rinunciare volentieri a ogni ulteriore e rapido progresso. Devo decidere entro oggi. Finora tutto si è evoluto nel rispetto di norme e leggi ben precise. Adesso però sono giunto al punto in cui posso decidere l’indirizzo da dare alle mie future attività.

Di solito, una cosa del genere -usando il metro terrestre- si realizza soltanto dopo molti anni. Potete quindi capire quanto sia felice e grato per aver ottenuto il permesso di iniziarvi, quale maestro, alle verità dello spirito: le uniche che contino davvero.

(La sua opera musicale, terminata poco prima dello scoppio della guerra, venne per la prima volta rappresentata in questo periodo, a sei mesi dalla morte).

19 dicembre 1915

M. sorella mia, mi hai chiesto spesso se c’era qualcosa che tu potessi fare per me. Ho buone notizie: ti dirò cosa puoi fare per me muovendo dalla tua libera volontà.

Ho ricevuto il permesso di assistere alla rappresentazione della mia opera, e di vedere e udire, nella sfera terrestre, gli effetti del mio lavoro. Per questo ho però bisogno di avere a mia completa disposizione un anello di congiunzione. Vuoi esserlo tu? Saresti disposta a rinunciare del tutto ai tuoi sensi fisici per permettermi, utilizzandoli al posto tuo, di vedere e udire fisicamente?

(Più tardi)

Ti ringrazio! Sapevo che questa mia richiesta ti avrebbe resa felice. L’esaudimento di questo mio desiderio è per me un sacro dono, il migliore che potessi farmi. Ti ringrazio in tutte le maniere in cui è possibile ringraziare da questa sfera! Tuo Sigwart.

Dovreste cogliere gli echi della verità e del sublime che risuonavano in me, allorché composi la mia opera, e calarvi nelle loro profondità. Il sacro sentimento di cui è intessuto questo mio lavoro vi apparirà ancora più bello se gli porterete incontro una maggiore lucidità spirituale.

Le porte del mio tempio sono spalancate e ne sgorga un mare di luce che fonde i vostri esseri e il mio in un’unità.

Sono più vivo che mai e posso ascoltare tutto. Quando si riaffacciano dei pensieri tristi, relativi alla mia morte, non pensate di potermeli nascondere. Dispongo di una sensibilità maggiore della vostra in quanto è il mio Io superiore a percepire: a voi, invece, tutto viene oscurato dalla materia.

Anche noi sperimentiamo ancora la sensazione del pianto: soltanto però quando ci troviamo di fronte alla Grandezza.

Vi prego ancora, cercate il mio spirito, il mio vero Sé, non la veste materiale che non indosso più. Pensate a una figura di luce somigliante alla mia immagine terrena.

Dispongo ora della mia libera volontà e posso fare tutto ciò che desidero. Per voi è difficile immaginare cosa significhi qui una cosa del genere: l’essere liberi dai vincoli terreni, liberi da ogni occupazione materiale, liberi dal desiderio di un corpo fisico, liberi dal cordoglio di coloro che abbiamo lasciato. Sono indicibilmente fortunato. Posso ora elaborare tutti i pensieri che albergano in me. Qui si deve esercitare con fermezza la più grande pazienza. Per quanto sublimi possano essere le opere che ha creato, un artista non può utilizzarle a beneficio degli altri finché non ha superato tutte le prove e conseguito un certo grado di sviluppo. Ho voluto dirvelo perché sappiate che non si può essere subito attivi nel lavoro che si è scelto.

Ho deciso per la musica, la mia diletta musica! Potrò così esservi particolarmente vicino.

Proprio adesso mi trovo impegnato in una composizione. Conterrà tutte le mie sacre e sublimi esperienze recenti. Quale “pegno di riconoscenza” la dedicherò al miei Maestri che, come mediatori della Divinità, mi hanno reso possibile una vita grande e illuminata. Sin tratterà di una sorta di inno eseguito da numerosissimi esseri messi a mia disposizione. Potete facilmente immaginare quanto mi piaccia questo lavoro! Non sono in grado di parlarvene in maniera più dettagliata perché io stesso non so ancora come risulterà. Per il momento ho chiaro solo il motivo conduttore, la chiave e, in modo approssimativo, le linee di sviluppo. E’ esaltante poter di nuovo creare da solo qualcosa di grande!

Per il resto sto bene. Ho trovato molte care anime umane che mi consolano della nostra separazione spaziale. Sono tutte stupite del mio saldo e intimo rapporto con voi perché è considerata cosa rara il poter mantenere relazioni così strette con i propri cari in terra. Nessuno mi è comunque più caro di voi. Con quanta gioia guardo al giorno in cui ci ritroveremo uniti qui, nel mondo spirituale!

L’uno per l’altro significheremo molto più di prima perché qui non esiste alcuna separazione.

Vostro Sigwart.

(continua)

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 2

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

*

Cari amici di Eco,

come promesso, trascriverò per voi delle comunicazioni inviate da Sigwart Graf zu Eulenburg alla sua famiglia, dopo la sua dipartita dalla terra. Ricordo brevemente che Sigwart era un giovane artista, un musicista e che, se pur per un breve periodo, aveva conosciuto e seguito Rudolf Steiner e la sua Antroposofia.

All’inizio della guerra mondiale, si arruolò volontario con l’ardente entusiasmo che all’epoca poteva ancora essere suscitato nella gioventù europea. Dopo un primo addestramento nella cavalleria, fu trasferito al fronte russo. Qui, in Galizia, il 9 maggio del 1915, durante un assalto venne colpito ai polmoni. Morì il 2 giugno dello stesso anno. Aveva 31 anni.

Sigwart era molto legato a una delle sue sorelle e fu a questa che si rivolse, subito dopo la morte nel tentativo di creare un contatto fra di loro e con la famiglia nell’angoscia. Dopo quasi due mesi riusci finalmente a convincerla della sua identità.

La sorella sperimentò i primi tentativi di approccio del fratello nella forma di una agitazione interiore che culminò nella certezza che Sigwart si attendesse qualcosa da lei. D’altro canto non riusciva a sopportare l’idea di associare la memoria del fratello alle pratiche spiritistiche o medianiche. Dopo qualche tempo tuttavia, un risveglio interiore le consentì, in piena coscienza, di stabilire un contatto con l’amato fratello, contatto che durò per circa 30 anni.

Queste comunicazioni vennero custodite gelosamente dalla famiglia e apparvero per la prima volta nel 1950 a Whitsuntide, nella forma di una trascrizione edita privatamente e in numero limitato di copie. Successivamente venne stampato in Germania con il titolo: “ Bruecke ueber den Strom”. Da poco tempo è stato tradotto anche in italiano, al momento solo privatamente ed in poche copie. Sono sicura che prima o poi uscirà anche nelle nostre librerie.

Intanto io trascriverò le comunicazioni, a mio parere, più belle e interessanti. Seguirò l’ordine cronologico delle comunicazioni per dar modo di cogliere, oltre ai contenuti, anche il progressivo “risveglio” dell’anima di Sigwart nei mondi spirituali e l’espandersi della sua coscienza in sfere sempre più alte.

“E’ giunto il tempo in cui abbiamo concesso a vostro fratello di estendere il dono di Dio a cerchie più ampie. Quanto gli è stato concesso di trasmettere a voi, dovrebbe essere ora diffuso per benedire, curare, infervorare gli uomini e additare la via della Luce. IL TEMPO E’ VICINO!”

(25 aprile 1932)

4 dicembre 1915

Quelli che vi circondano vi stanno rendendo la vita difficile! Vi è davvero impossibile liberarvi in spirito dai pesi e dagli affanni terreni? Per noi che viviamo nel mondo spirituale non è facile sopportare una tale tormentosa confusione. Tutte queste correnti d’ansia simile ad un mare in burrasca, si spingono fin qui. E’ una cosa terribile: appena venite inghiottiti da questi flutti, non mi riesce più di trovarvi. Posso rimanere con voi e aiutarvi soltanto se siete immersi nell’armonia e nella pace dell’anima.

6 dicembre 1915

Diventerete capaci di svilupparvi anche mentre assolvete i vostri doveri quotidiani: perciò non disperate, tutto andrà bene! Fidate in Dio e credete alla mia fedeltà.

7 dicembre 1915

(Sottoponemmo i messaggi al giudizio di Rudolf Steiner: il più importante ricercatore spirituale del nostro tempo. Li trattenne per più settimane e li esaminò con grande scrupolo, consapevole della responsabilità che comportava un giudizio del genere. Alla fine le giudicò assolutamente autentiche e di grado eccezionalmente elevato. Ne fu così interessato che ci chiese di tenerlo informato).

Sono molto contento! Vi aspettavate forse un giudizio diverso? Spero adesso che il nostro rapporto venga apprezzato anche dai profani. Comprendo le ragioni che vi hanno spinto a cercare una convalida definitiva: al vostro posto avrei fatto lo stesso. Ora lavoreremo in modo tale da far maturare in voi la certezza. Vedrete quanto ancora dovrà scaturire dal nostro lavoro. Sento la vostra gioia e ciò contribuisce a rendermi felice. Verrà un giorno in cui gli uomini, avendo sviluppato i propri organi spirituali, saranno in grado di comunicare con i propri defunti. Tali comunicazioni si manifesteranno in un primo momento come delle immagini di sogno: tuttavia si tratterà di qualcosa di più di un sogno perché tali rappresentazioni saranno molto chiare e fondate sulla realtà.

Tutto questo accadrà quando i tempi saranno maturi. L’orologio di Dio non si ferma e i suoi ingranaggi non si consumano mai. Aspettiamo quindi, con umiltà, che segni l’ora del superamento della morte tra gli uomini, e ringraziamo intanto il Padre nostro per i desideri già esauditi.

(in risposta a una domanda)

Anche dopo la morte, non possiamo vedere subito le Entità superiori. Occorre prima spogliarsi di tutti i propri involucri.

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 1

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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Cari amici,

Isidoro ha ricordato Sigwart ed io penso possa farvi piacere leggere, in occasione della festa dei “cosiddetti morti” che è ormai dietro l’angolo, due comunicazioni dall’aldilà del “nostro” Sigwart, mandate alla sorella e alla sua famiglia i primi di novembre 1915, pochi mesi dopo la sua dipartita dalla terra:

2 novembre 1915 (giorno dei morti)

Oggi hanno suonato tutte le campane e gli uomini sulla terra hanno reso omaggio ai defunti.

Non voi, perché sapete bene che non sono “morto”.

Ai miei orecchi questa parola suona in modo orribile. Che significa “morto”, “scomparso”?

Sono forse scomparso io? Per fortuna voi usate raramente questa parola: se così non fosse potreste perdere tutta la vostra forza. Quando vi sfugge dalle labbra, non ne avvertite subito la falsità?

Dite che sono morto e poi, magari dopo qualche istante, mi sentite e mi ascoltate!

E’ davvero una fortuna per voi l’aver superato ciò che la gente chiama morire.

Per la verità qualcosa di mio è perito, qualcosa che però ha ben scarsa importanza a confronto del mio vero Io. Rapportata all’eternità, la mia esistenza fisica è stata invero brevissima. Grazie alla vostra forza e alla vostra abnegazione, il mio corpo si è dissolto molto rapidamente, a tutto mio vantaggio. Finché si vive sulla terra il corpo fisico va comunque curato. I grandi Maestri hanno nutrito e amato i loro corpi quali degni veicoli dello spirito. L’uomo deve curare il proprio corpo: quando questo infatti è malato, debole o deforme, lo spirito vi si sente allora infelice e il tempo fugace della vita viene avvertito lungo e tormentoso. Per potervisi sentire bene e a proprio agio, lo spirito deve educare il corpo in modo appropriato. Abbiate cura di voi così che lo spirito possa essere soddisfatto della propria veste.

L’anima dell’uomo è delicata e sensibile, e reagisce a ogni pensiero mutando di colore. E’ facile ferire l’anima: anche un semplice pensiero di fastidio può far male al suo sottile tessuto.

Capirete bene, perciò, quanto gradevoli risultino quegli uomini solari che in se stessi albergano prevalentemente gioia, speranza e amore.

4 novembre 1915

A causa vostra all’inizio ho sofferto. Troppi vincoli d’amore mi trattenevano e mai mi avrebbero lasciato andare via! Ho dovuto trasformarli e, avendo voi fatto la stessa cosa, il nostro legame si è fatto ora eterno. Niente ormai potrà separarci: né la vita né la morte. Il nostro amore è eterno!

Stanotte, cara sorella, hai sperimentato l’agonia del mio primo periodo. Senza di voi ho provato un’infinita solitudine. Voi, i più vicini, eravate rimasti tutti indietro.

Poi ho trovato qui nuovi amici e con loro mi sento adesso soddisfatto e felice.

Mi sono sentito solo perchè mi ero legato a voi con tutte le mie forze: per questo la mia dipartita è stata così dolorosa. Ora non soffro più, potete credermi. Anzi, mi è adesso quasi impossibile immaginare una vita con voi sulla terra, nel mio corpo fisico. Di certo non la preferirei alla mia vita attuale. Se l’Onnipotente mi dicesse: “Riprendendo il tuo vecchio abito potresti tornare ai tuoi cari”

io risponderei: “No Signore, io sono libero. Ho tutto quello che il mio cuore desidera. Persino i miei cari li ho qui più di prima e sperimento la gloria e l’eternità”.

Carissimi, vi lascio alcune parole di conforto:

Figlio dell’uomo, nella tua immensa e vuota solitudine, nel tuo incessante soffrire, nella tua aspirazione profonda al sublime, nel tuo amore per Me, ben volentieri ti aiuterei.

Vieni, vieni a me! Il tuo anelito è però ancora privo di ali. Il tempo curerà il tuo male, non posso sollevarti a me, alla vetta santa dell’eternità.

Devi essere solo e da solo devi lottare per guadagnare l’eterna beatitudine. Così svilupperai le tue ali e verrai a Me con un volo beato .Mai più sarai solo perché con le tue forze hai raggiunto la vetta della gloria e Me, Signore dell’eterno.

Se saprete farcela da soli, assolverete il più grande dei compiti terreni: il superamento della morte.

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )
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