Anno XXXI n. 3
Marzo 2026


In questo numero:
Anno XXXI n. 3
Marzo 2026



DICIASSETTESIMA LETTERA
Agosto 1945
LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:
LA LUNA
(Continuazione)
Dentro all’evoluzione della Terra ebbe nuovamente luogo una condensazione di sostanza. Questa volta, una parte della sostanza derivata dai precedenti cicli di evoluzione venne condensata nella materia solida, formando il regno minerale. Comunque, gli Angeli conservarono la loro attività nella sfera delle sostanze liquide. Essi poterono lavorare nel mondo della materia, ma unicamente se essa era collegata con lo stato liquido. Così la loro attività appare ovunque attraverso il medium della Luna, ove la materia solida viene disciolta in essa oppure viene in contatto con essa. La Terra diverrebbe, senza l’acqua, un arido deserto, ma attraverso l’acqua la materia solida, con l’aiuto di numerosi esseri, può venir trasmutata nel mondo vegetale e in quello animale. Lo stesso è nel caso della nostra digestione: noi non possiamo mangiare cibo asciutto, bensì questo deve essere compenetrato dall’acqua. Quando le forze dell’acqua sono collegate con la materia solida, esse possono addirittura creare della materia, come hanno provato gli esperimenti di Herzeele. Unicamente per il fatto che il seme è organicamente compenetrato d’acqua, esso può germinare e così creare materia. Della materia anidra non può far questo. Le forze lunari, rivelandosi nelle fasi della Luna, possono operare attraverso l’acqua. Questa è l’eredità delle esperienze degli Angeli all’interno dell’evoluzione dell’Antica Luna.
Di gran lunga la maggior parte del corpo umano consiste d’acqua. L’equilibrio dell’acqua dentro di noi è la base della nostra vita animica cosciente. Non potremmo usare il nostro cervello se esso non “galleggiasse” nel liquido cerebrale.
Attraverso questo fatto, che è collegato con la legge della spinta idrostatica mediante spostamento, il sistema circolatorio del cervello è mantenuto in ordine, cosicché noi possiamo usare il cervello come un organo per la percezione e la concettualizzazione del mondo attorno a noi. Fu l’acqua quella che per lunghi periodi di evoluzione della Terra trasformò il corpo umano in uno strumento per la vita animica cosciente. In questo possiamo comprendere l’agire della sfera lunare o degli Angeli. Essi accesero la scintilla dell’arto animico in noi che la Scienza dello Spirito chiama l’anima cosciente.
Le persone sono collegate direttamente con le forze della Luna attraverso l’anima cosciente. Rudolf Steiner, in Teosofia [trad. it: p. 137], dice dell’anima cosciente: “Col nome di anima cosciente s’intende qui il nòcciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima. I’anima cosciente viene dunque qui distinta dall’anima razionale come un elemento costitutivo particolare dell’anima stessa. L’anima razionale è ancora impigliata nelle sensazioni, negli istinti, nelle emozioni e così via. Ognuno sa come a tutta prima gli sembri vero ciò che nei suoi sentimenti egli preferisce. Ma duratura è soltanto quella verità che s’é liberata da ogni traccia di siffatte simpatie o antipatie dei sentimenti, e così via. La verità è vera anche quando tutti i sentimenti personali le si sollevano contro. La parte dell’anima in cui vive questa verità, può essere chiamata anima cosciente”.
L’anima cosciente ha una duplice natura. Essa sta tra il mondo dei sensi e il Mondo dello Spirito. Essa realizza la verità del mondo dei sensi se il cervello è capace di riflettere un’immagine non distorta di esso. Così l’anima cosciente anèla alla percezione sensoria assolutamente obiettiva, ma anèla altresì ad una conoscenza del mondo dei sensi come manifestazione dello Spirito. Se le forze dell’anima cosciente devono essere realmente sviluppate nell’umanità, così come nel singolo essere umano, allora dev’essere costruito questo ponte tra i due mondi. Rendere le percezioni sensorie obbiettive così trasparenti che la Luce dello Spirito rifulga attraverso di esse, significa la trasformazione dell’anima cosciente in quella che possiamo chiamare anima immaginativa. Noi siamo collegati in questa maniera con la Luna anche attraverso i nostri cieli di nascita; le forze della Luna ci dotano di corpi che dovrebbero essere specchi non distorcenti il mondo dei sensi. Nostro còmpito, mentre siamo sulla Terra, è quello di rendere i fenomeni di questo mondo così trasparenti che la Luce dello Spirito possa compenetrarli. Dobbiamo creare immaginazione, essendo questo ciò che le forze della Luna si aspettano da noi. Perciò, la Luna ha due facce – come in realtà hanno tutti i Pianeti – essa dà e riceve pure. Se scorgiamo la Luna in una certa Costellazione dello Zodiaco, possiamo sempre trovare due aspetti: uno che mostra come dalle forze della Luna emani nutrimento cosmico, ed un altro che richiede da noi immaginazione creatrice.
Per esempio, se guardiamo la Luna nella Costellazione dell’Ariete, troviamo che essa dota l’essere umano con forze della tremenda memoria cosmica che può apparire nella veste del potere del pensare in relazione alla purificazione della percezione. Se proviamo a raggiungere una conoscenza della Luna in questa posizione mediante conoscenza interiore, dapprima possiamo non percepire molto di più di potenti corna che si estendono nello spazio universale e si avvolgono come spirali. Esse possono apparire come organi di percezione per tutta la Saggezza che è incorporata nell’Universo; inoltre è possibile percepire che questi immensi, cosmici organi eterici sono divenuti prigionieri nella tomba del cranio. Una volta essi potevano muoversi liberamente nello spazio cosmico. Ora sono fissi, e attraverso questa fissazione ed imprigionamento portano l’uomo nel pericolo di smarrirsi in essi come in un labirinto. Al cervello umano, che oggi ammiriamo così tanto, nel corso dell’evoluzione accadde questo dramma. Comunque, possiamo pure evolvere oltre il solo uso dei nostri cervelli fisici. Sul cammino che guida al conseguimento della conoscenza superiore, possiamo sviluppare immaginazione che non sia legata unicamente alla funzione del cervello. Possiamo allora sperimentare le “corna” eteriche che crescono dalla tomba del cranio nello spazio universale, e in tal modo, possiamo imparare come “chiamare” cose ed esseri con i nomi eterni creati dalla vera immaginazione. Se ciò può essere realizzato da noi, per la percezione sovrasensibile il vello dell’Ariete comincia ad irradiare con Luce fulgente.
Swedenborg e Novalis erano collegati con l’Ariete che rifulge attraverso la Luna nel loro cielo di nascita. Abbiamo l’impressione che Swedenborg, che fu un eminente scienziato nella prima parte della sua vita ed un maestro spirituale e religioso nel suo periodo successivo, non costruì completamente un ponte tra la sua percezione scientifica del mondo dei sensi ed il mondo visionario che cresceva nella sua esperienza animica. Vi è una breccia tra questi due mondi. Perciò, il mondo della sua visione non poteva provocare la redenzione del pensare ancora sepolto nella tomba del cervello. Il caso di Novalis è diverso. Dai suoi scritti abbiamo l’impressione ch’egli abbia costruito un ponte tra il mondo del pensare scientifico e la conoscenza immaginativa.
Se guardiamo la Luna in Toro, forse a tutta prima percepiamo soltanto le forze animatrici del possente Toro che scorrono nella coppa della Luna. Ciò è collegato con la percezione di ogni cosa dipendente dalle forze ereditarie attraverso i genitori fisici. Comunque, se attraverso l’evoluzione delle nostre forze interiori noi siamo capaci di trasformare questa originaria immaginazione del Toro, percepiamo poi che la testa e le potenti corna del Toro si metamorfosano nella forma di una coppa o di un crescente nel quale appare il disco brillante di un Sole dorato. L’aspetto unilaterale del declino ereditario viene allora trasformato nell’immaginazione della vera relazione tra eredità fisica e origine cosmica della loro natura spirituale. Una coscienza di questo fatto era ancora viva in epoca medievale, ma essa andò gradualmente perduta. La Scienza dello Spirito nuovamente rivela la natura spirituale dell’essere umano. Personalità come Dante, Pico della Mirandola, Keplero, e Haeckel erano collegati mediante la Luna col Toro, e possiamo vedere nelle loro vite un esempio di queste potenze del Toro.
Attraverso la Luna nei Gemelli possiamo sperimentare le possenti forze nell’Universo che una volta, molto tempo fa, separarono il Cosmo unitario in un Mondo Spirituale e in un mondo fisico. Possiamo apprendere da queste forze la causa della Luce e delle Tenebre, per esempio, così come di ogni polarità nel mondo. Queste sono le reali cause del dualismo nella vita religiosa e filosofica dell’umanità moderna. Se di nuovo trasformiamo questa immaginazione mediante le nostre facoltà animiche, possiamo percepire che improvvisamente una terza immagine sorge tra la Luce, che sebbene splendente nelle Altezze Cosmiche non può pervadere la Tenebra, e la Tenebra, che crea la paura dell’isolamento e della solitudine. Vediamo il Terzo Essere che mantiene le altre due forze al loro posto, cosicché esse con il loro conflitto non possano sopraffare l’anima degli uomini. Possiamo sperimentare come questo Terzo Essere possa realmente giungere a vita in noi. Tra molti altri, esso è espresso in una bella immaginazione proveniente da Albrecht Dürer. Dürer ricevette le forze dei Gemelli attraverso la coppa della Luna nel suo cielo di nascita, e tra altre immagini simili come carattere, egli creò la ben nota incisione “Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo”. È una bellissima espressione immaginativa della terza Potenza: del coraggio animico che non erra, esercitante il dominio su questi due possenti antagonisti.
Se vogliamo volgere gli occhi al Cancro, come esso venga raccolto nella coppa della Luna, osserviamo dapprima la forma del granchio visto, per così dire, di fronte. Vediamo la possente coppia di chele e la creatura che è nascosta nel suo guscio. In questa immaginazione percepiamo quelle forze nel Mondo che hanno portato l’evoluzione un passo avanti dopo che le potenze dei Gemelli avevano causato la frattura tra il Mondo Spirituale e quello fisico. Vediamo l’immagine del materialismo che ha tagliato il filo che ancora collegava i due mondi con le taglienti chele del pensiero legato ai sensi e si è ritirato nella cavea rocciosa del cranio. Ma se trasformiamo questa immaginazione, osserviamo come essa venga mutata nell’immagine di una coppa rovesciata ricolma dei frutti dell’anelare morale umano. Malgrado l’esperienza di temporanea separazione dal Mondo Spirituale durante la vita sulla Terra, questa coppa può essere la portatrice del cibo sostentatore in un’epoca futura molto distante. Personalità come Edward Geo, Bulwer-Lytton, R. W. Emerson e John Ruskin sono collegati al Cancro attraverso la Luna.
Allorché la Luna è nella Costellazione del Leone, possiamo avere l’immaginazione di una testa di Leone che guarda attraverso noi come se fossimo trasparenti e guarda oltre noi in una distante lontananza. In essa vediamo l’immagine dell’accumulazione spirituale, attraverso le ère, dei conseguimenti e dei raggiungimenti umani sulla Terra. È l’immagine del coraggio, dell’intrapresa, dell’orgoglio. Per uno che evolve le sue capacità animiche, essa muta in un’immagine nella quale la natura animale viene soggiogata dalle tempeste del Destino, sino a che le qualità egoistiche non siano trasmutate in uno stato interiore di accettazione della sfida del Destino. In questa lotta tra la natura egoistica e le Potenze del Destino che guidano il Mondo, possiamo sviluppare una conoscenza sovrasensibile dei piani superumani e delle Potenze che guidano spiritualmente l’umanità. Possiamo allora riconoscere le Entità Spirituali che operano dietro i movimenti del Cielo Stellato e formano il destino degli esseri umani e del Mondo. Questo può essere facilmente raggiunto nella nostra epoca. Molto spesso le forze animiche degli individui si smarriscono in questa lotta. Benjamin Disraeli era collegato col Leone attraverso la Luna nel suo cielo di nascita e così anche Tolstoj. L’ex-imperatrice Carlotta del Messico aveva la Luna nella stessa posizione alla sua nascita. Ella era la moglie dell’infelice Imperatore Massimiliano del Messico, fucilato dagli insorti messicani, e divenne folle dopo la morte del marito.
La Luna in Vergine ci appare nell’immagine della Madre Celeste di ogni esistenza che conosce i segreti della Creazione. Nei tempi antichi la gente sperimentava questa Entità nell’atto di tenere un fascio di spighe di grano in mano, simbolo di maturazione. L’esoterismo cristiano può evolvere ad un punto in cui vediamo non solo la celeste Vergine Madre ma anche il Bambino dell’Universo che cresce come Sole raggiante nei più remoti spazi del Cosmo. Le potenze d’immaginazione che fluiscono nel mondo dalla parte più intima dell’anima dell’individuo verso la Luna, in questa Costellazione creano azioni che sono della più grande importanza storica, tuttavia esse non sono mai alla superficie degli eventi terreni. Esse stanno dietro, nel retroscena delle correnti dell’evoluzione dell’umanità. Sebbene queste azioni siano raramente riconosciute dai contemporanei, la loro influenza è la più forte di tutte e arriva lontano nel futuro, quando i portatori fisici di questi impulsi, gli “impulsi dell’infante” dell’umanità, non sono più vivi. In questo gruppo possiamo nominare personalità come Giovanna d’Arco, Ticho de Brahe e Rudolf Steiner. La Luna nella Costellazione della Bilancia guida all’immaginazione della bilancia del giudizio cosmico, come la gente l’ha percepita sin dai tempi antichi. Sperimentava il giudizio cosmico Nostradamus, il famoso astrologo che alla sua nascita aveva la Luna in Bilancia, allorché scrisse le profezie che giungevano molto oltre la sua epoca. Esse erano velate immaginazioni del Destino dei popoli europei che s’inverarono molto dopo la sua morte. Comunque, la chiaroveggenza cristiana può sperimentare la trasformazione di questa immaginazione in un’altra impressione; la Bilancia diviene allora le due mani che delicatamente ed invisibilmente operano nel Mondo come Potenze risanatrici ed equilibratrici. Esse spianano il cammino per la rivelazione dello Spirito nel Mondo. Quest’immaginazione diviene manifesta nella vita di Raffaello Sanzio. Nella sua pittura possiamo sperimentare il magico potere di queste mani risanatrici.
(Continua)
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Purificazione
attraverso la Concentrazione
e Concentrazione
attraverso la Purificazione.
Serenità, calma, semplicità.
Sentirsi buono con tutti.
In drammi e vicende
movimentate
mantenersi immobile,
non colpito,
non trasportato.
Si diviene cosí centro degli Avvenimenti e la sorte non ha nessuna presa su noi.
Le idee su cui spesso si ritorna col pensiero e con l’imaginazione, acquistano forza plastica: divengono forze operanti in noi: siano buone, siano cattive. Concentrarsi dunque su idee di forza, di serenità. È sempre il tema della Concentrazione
e della Purificazione.
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ossia il corpo magico, immortale, non piú dipendente dal mondo fisico.
Ricordarsi sempre di sé.
Sorvegliarsi di continuo.
Riconoscere in sé quale forza possa aiutare meglio fra tutte a progredire:
l’Amore.
Quindi: AMORE COME VIA DI CONCENTRAZIONE E DI PURIFICAZIONE.
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(da una lettera indirizzata a un discepolo)
Per gentile concessione de L’ Archetipo
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Questione difficile perché la Concentrazione è una faticosa scala che arriva sino al Cielo, della quale non ci è concesso di saltare nessun gradino, nessun piolo!
E poi Massimo Scaligero dice che nella Concentrazione il discepolo non deve essere aiutato troppo, perché sono gli sforzi individuali che fanno procedere nella Via del pensiero. Diceva che descrivere ad alta voce una Concentrazione eseguita è un grave errore, perché nel discepolo poi la cosa si meccanizza. Semmai è importante tornare spesso alle descrizioni che Massimo fa nella “Logica contro l’uomo”, nel “Manuale pratico della meditazione”, in “Yoga, Meditazione, Magia”.
Il controllo del pensiero, sostanzialmente, si realizza nella descrizione dell’oggetto, descrizione nella quale la concatenazione dei pensieri non deve subire deviazioni arbitrarie, né distrazioni. Per cui è un esercizio di grande attenzione. La fase ulteriore viene determinata dall’immissione della volontà nel processo del pensiero.
Certamente, la volontà è già attiva nell’esercizio del controllo del pensiero come l’attenzione continua ad essere presente nella Concentrazione, ma questa volontà diviene decisiva allorché non vi sono più significati da elaborare ma vi sono soltanto attenzione assoluta e volontà impegnata in maniera crescente, sino ad essere illimitata, nell’atto del pensare che non deve “significare” proprio niente, bensì “essere” qualcosa: un atto dello Spirito, un atto di volontà individuale nel quale fluisce l’essere sovraindividuale del volere dello Spirito.
Questo deve essere voluto, sino al punto che la volontà “sparisce” di fronte al volere dello Spirito. A questo bisogna consacrare la vita. E meno se ne parla, meglio è e sarà!
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Liberando il mentale dai pensieri dialettici e riflessi, il mentale torna ad essere la Mente originaria, svuotando il cuore dalle emozioni inferiori questo torna ad essere il Cuore originario, e liberando la volontà dalle tensioni e dalle pulsioni egoiche questa torna ad essere il Volere cosmico che scorre in noi.
Abbattute queste tre barriere, che sono tre condizioni di menzogna che ammalano l’uomo, e spazzato via il miserabile ego, che è la caricaturale contraffazione dell’Io originario, si ritorna – come afferma il Taoismo – alla Sorgente, a quell’Uno-Tutto, o “En-kai-Pan”, o “En-to-Pan”, l’antichissima e suggestiva espressione ellenica.
In tale condizione, non è più il miserabile ego a pensare in noi, ma è il pensare cosmico, il pensare originario a pensare in noi. O, se vuoi, è l’Uno-Tutto o il Tao a pensare in noi. E nel nostro cuore non vi saranno più le emozioni deformate di un’anima prigioniera, illusa e sofferente, ma sarà il sentire cosmico a risuonare in un’anima limpida, fattasi una con l’Uno-Tutto. E il nostro volere non sarà più mosso da brama, paura e avversione, ma “vuoto” di tensioni egoiche, sarà il volere dell’Uno-Tutto che si attua in noi.
La libertà è attuare audacemente l’annientamento del mentale egoico, del deformato sentire egoico, dell’oscuro e bramoso volere egoico. Ed è la Concentrazione, che si faccia Concentrazione profonda e Contemplazione concentrativa dell’essere del pensiero, ad attuare l’estinsione della “natura” caduta e dell’ego in noi.
Ogni forma di resistenza e di avversione nei confronti della pratica della Concentrazione, della sua centralità nell’Ascesi e nella Via dell’Iniziazione, è il segno del dominio del miserabile ego e della natura inferiore in noi. Contro di essi va condotta una lotta a morte. per questo la Via del Pensiero è una Via eroica, o – come la chiamava Afredo Rubino, il fedelissimo discepolo di Massimo Scaligero – la Via Vera.
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(Massimo Scaligero-Dicembre 1968)
Per gentile concessione de L’ Archetipo
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Anno XXXI n. 1
Gennaio 2026



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HAI SPESSO AFFERMATO CHE LO STUDIO DELLO ZEN, TAOISMO E BUDDISMO, È UNA VIA DI LIBERAZIONE MA NON TROPPO ADATTA PER NOI OCCIDENTALI; MA CHE COMUNQUE SI È RIVELATA UTILE PER LA CONOSCENZA. COME, E IN CHE MODO, UNO STADIO PARALLELO TRA LO ZEN… UNO STUDIO PARALLELO TRA LO ZEN E LA SCIENZA DELLO SPIRITO PUÒ RIVELARSI UTILE?
Io ho scritto per questo Zen e psicanalisi, e credo di aver sviluppato l’argomento. Niente… lo Zen è una delle molte vie del passato e, siccome va di moda ne abbiamo parlato, in modo da cercare di isolare quello che c’è di positivo. Però qui abbiamo già detto tutto, perché per isolare quello che c’è di positivo bisogna esserne capaci, ossia essere già sulla linea di una conoscenza che sceglie con una certa autorità, perché se non c’è questo lo Zen è un errore come un altro. Non c’è niente di peggio di un occidentale che senza conoscere niente del proprio pensiero si mette a fare le meditazioni Zen. Tra zen e strazen e tazan e tz, poi alla fine: zum! E … altro che zazen.
E non c’è niente di peggio che questa mancanza di tessuto noetico, ossia nerbo cognitivo che non si dà a buon mercato, e che bisogna conquistarselo al di là di tutti i metodi orientali, come metodo universale ma che purtroppo, eh… solo in occidente fiorisce per ora. Abbiamo dovuto dire a questo proposito che, chi sa come stanno le cose, non dice più: ex oriente lux, ma dice: ex occidente lux. Quando questa lux fiorisce allora la via è aperta verso ogni contenuto: orientale, occidentale, antico, moderno, futuro; è tutto contenuto nel momento vivido del pensiero, che pensa e si libera, pensa e cessa di pensare stupidamente, perché il pensiero è stupido se non è vero pensiero, è sempre una dispersione di forze, è sempre la menzogna, è sempre il furto luciferico o arimanico che noi subiamo. Per cui se non ci accorgiamo di questo furto e ci immergiamo per esempio nel tantrismo viene fuori una confusione terribile che diventa confusione mentale e dopo anni bisogn… : due sono le vie: o c’è una specie di salvazione ad opera del salvatore che sta funzionando, oppure… psichiatra: non c’è altra via. Perché si arriva… oppure c’è anche una terza via: auto-guarigione, ma allora proprio per il fatto che ha incontrato l’amico Salvatore, salva tutti, salva l’anima e i brutti.
Quindi amico Silvio, potentissimo amico: prima di tutto pensiero auto-cosciente e nerboruto. E poi con questo pensiero puoi acciuffare tutto quello che vuoi, spremere tutto da tutti. Puoi leggere anche dei testi di magia nera, tanto li spremi, togli quello che c’è e vedi che rimane un cece soltanto e basta. Eh! Ma quel cece può anche essere… perché non è una… un male assoluto non esiste, non c’è male in cui non ci sia da salvare un cece, o un pisello. Come vedete non dico un cereale perché i cereali sono…alzano un’altra cosa.
Quindi… adesso qui mi fa sta fatica… a leggere tutta ‘sta lettera..

-Scenography by Franz Stassen (1869-1949) for Parsifal by Richard Wagner. 1937-
LA MATERIA È LA SOMMA DELLE SENSAZIONI; SCIENZIATI D’OGGI. E’ FORMATA DA ELETTRONI, PROTONI, NEUTRINI, ECC… , MATERIALISTI– adesso fa tutto l’elenco – ISPIRATI DA ARIMANE. LA MATERIA È UN BISOGNO ANIMICO DI ESSENZE, PSICOLOGI ISPIRATI DA ARIMANE E LUCIFERO. Qui aumenta la… LA MATERIA È VOLONTÀ PIETRIFICATA NEL DOLORE – SPIRITUALISTI PESSIMISTI – È VOLONTÀ SACRIFICATA NELL’AMORE – SPIRITUALISTI OTTIMISTI – ISPIRATI DA LUCIFERO. LA MATERIA È LA COORDINAZIONE, LA COMBINAZIONE DEI QUATTRO ETERI – SCIENZIATI, ANTROPOSOFI, FIDEISTI. LA MATERIA È CIÒ CHE RIEMPIE LO SPAZIO SPERIMENTATO COME IDEA – IDEALISTI ISPIRATI DA LUCIFERO CELESTE. LA MATERIA È UN AMMASSO DI MACERIE DELLO SPIRITO E L’ESSENZA DELLA MATERIA È IL LOGOS. STEINER
MA SE PÒ SAPÈ CHE COS’È QUESTA BENEDETTA MATERIA E IN CHE RAPPORTO STA CON LA FORMA di cacio? Ah no, con la forma…
La forma significa sparizione della materia quindi, anche se si tratta di forma di cacio… comunque ritorniamo a bomba o a maritozzo.
Perché la materia esiste? Esiste perché noi siamo dei rammolliti, perché il pensiero è impotente, perché siamo dei poveri esseri caduti in uno stato che… di cui… fammi ricordare quello che diceva… ah! Plotino! Che si vergognava di essere uomo, proprio perché era andato così in basso… e quindi ha costruito un sistema per poter risalire. Ed è un sistema veramente rispettabile: Plotino è veramente… altro che Zen. Lì c’è tutto lo Zen e c’è anche il Vedanta e c’è… si affaccia l’esigenza del Cristo. Comunque, però, quando afferma che si vergogna di essere uomo è segno che lì non ha capito, perché bisogna veramente sentirla questa vergogna e vedere che cosa cela di forze.
Quindi, perché noi vediamo la materia? La vediamo perché siamo in uno stato, io ho detto di rammollimento, e sembra che io scherzi, ma è veramente così, perché il nostro pensiero è caduto, è morto. Il Dottore non fa altro che insistere: non c’è un’opera in cui Lui non parli del pensiero come di ciò che è cadaverico nell’uomo.
Pensate che noi edifichiamo una civiltà col pensiero cadavere e infatti la culminazione è la macchina, la quale è l’oggetto più morto che esista. Oggi agli amici dicevo ancora una volta una cosa che è anche scritta: che in un seme di zucca c’è più potenza creatrice che non nel meccanismo più evoluto che abbia creato la civiltà meccanica. Perché il seme di zucca messo sotto terra crea un’altra zucca, un bel fiore di zucca; un meccanismo messo sotto terra arrugginisce, diventa inservibile.
Quindi bisogna svegliarsi e accorgersi di questo: che siamo in uno stato di rammollimento, di degradazione e ci crediamo potenti perché creiamo qualcosa che è il simbolo della morte.
E tutto quello che è scienza… la logica aristotelica l’abbiamo già detto, un giorno a un amico, che è un mio vecchio amico logico, che tu conosci, non è più tornato da quel giorno, perché ho detto che la logica di Aristotele è la logica della morte; ma è realmente così, non c’è niente di… come attacco di antipatia ad Aristotele, che se qui stiamo… non abbiamo né simpatie né antipatie: per Aristotele abbiamo la massima ammirazione, e La logica di Aristotele nel suo tempo fu una grande conquista del Logos. Però sono passati 2500 anni da allora, e noi stiamo ancora con la Logica di Aristotele, la quale è veramente utile unicamente per il pensiero cadavere. E con questo pensiero noi cerchiamo di risolvere i problemi dell’anima, i pro… tutti i problemi: i problemi dell’economia, ecco perché c’è l’inflazione, ecco perché gli equivoci spaventosi: proprio perché il pensiero è morto e nessuno se ne accorge. Goethe ha cercato di ridargli vita, ma ha avuto il terrore di dire che stava pensa… di scoprire che stava pensando. E guardava solo quello che poteva avere mediante questo.
Ora viene finalmente il Maestro dei nuovi tempi, il più grande Iniziato di tutti i tempi. Veramente il più grande. Eh! ma nemmeno coloro che sono suoi seguaci se ne accorgono. E veramente c’è da piangere nell’accorgersi che Lui ha dato la Via e l’ha data non nascostamente perché l’ha data in tutte le forme. Ha dato la Via per la resurrezione del pensiero; e ha ricongiunto questa esperienza con quello che è il compito sublime dell’uomo: il compito della redenzione.
La redenzione comincia con la redenzione del pensiero. Ha dato la Via e non l’ha data come una specie di formula mistica. L’ha data scientificamente, l’ha data filosoficamente, l’ha data in tutte le forme; e c’é persino oggi un occultismo che crede di conoscerlo e che parla con sufficienza di Lui ma devono passare anni e forse altre vite perché questi si accorgano di quale Maestro, di quale Maestro non si sono… non sono stati capaci di imbattersi.
Quindi Lui ha dato la Via e la Via è questa: riconquistate lo strumento mediante il quale siete; realizzate l’essere e troverete il pensiero; realizzate il pensiero e troverete l’essere. Hegel purtroppo lo tentò ma il suo pensiero per quanto fosse – questo a detta dello Steiner – il più grande filosofo del mondo, non aveva abbastanza forze di pensiero per poter dare la vera sintesi a priori. Quindi… Essere, non essere, divenire… Eh sì, Antitesi e sintesi quella Triade è bellissima e costruita in maniera tale che il Dottore dice che tutto il sistema di Hegel non è altro che un Vedanta moderno, è molto cosciente, è il massimo elogio che possa avere Hegel. Però, alla luce dell’esperienza del pensiero, purtroppo questo divenire, che non è il divenire di Eraclito ma è il divenire di ciò che crea, ossia: è il movimento che crea, e che diviene perché non è nell’essere ed è nel non essere; però l’essere e il non essere Hegel lo fa precedere al divenire, quindi è vero che a un certo punto diviene ma prima di divenire è, e c’è un essere che è indipendente dal pensiero che lo pensa.
E qui casca l’asino; non è irriverente per Hegel ma purtroppo per coloro che seguono Hegel, gli hegeliani, casca l’asino; perché c’è un essere che sfugge al pensiero e diventa una trascendenza mentre noi a un certo punto realizziamo, l’assoluta immanenza, il mondo comincia nel pensiero; l’idea è l’idea che deve arrivare al divino, deve avere tutto: non c’è niente di fuori dell’idea che si ritrova come l’inizio del Pensiero Vivente. E quindi il mondo comincia a risorgere in noi.
Che cos’è questo in sostanza: è il pensiero che noi dobbiamo conquistare. E come lo conquistiamo: come dice Parsifal con l’arma in pugno. Infatti non c’è un amico qui dentro che non mi racconti come sia difficile fare la concentrazione: si capisce, perché qui si tratta di riprendere una forza perduta, una forza… fa risorgere una forza morta, congiungere con il Logos, che è la resurrezione; congiungere la forza pensiero che è ciò che è morto. La resurrezione comincia nel pensiero. E questa resurrezione noi la dobbiamo conquistare impetuosamente; il Christo la conquistò attraverso sofferenze inenarrabili, sofferenze di cui i santi sentono l’ eco, e versano sangue, provano le stimmate, provano dolori terribili, seguono la via del Christo in quella forma.
Ora noi abbiamo la concentrazione e la concentrazione è una operazione eroica.
Nella concentrazione dobbiamo essere veramente dinamici, terribili, prepotenti, egoisti.
Non lo dico io, lo dice il Dottore, perché il Dottore nel ” Verso i mondi spirituali ” dice: “L’egoismo é un male sul piano fisico ma comincia a essere una forza sul piano sottile “.
Il primo piano sovrasensibile è il piano eterico, lì dobbiamo essere egoisti.
Se vogliamo riconquistare il pensiero lo dobbiamo strappare ad Arimane e Lucifero,
ecco perché é difficile; lì non c’è da essere teneri – aah! come se mancassimo di rispetto al mondo spirituale – lì bisogna essere aggressivi! E prendere il pensiero e strapparlo. Soltanto quando viene strappato e nuovamente reso vivo allora noi possiamo acquietarci e sentire reverenza per il pensiero che viene dal mondo spirituale.
Adesso ti do la risposta.
La materia è il potere allucinante di Arimane che arriva a essere un potere reale, realistico, tant’ è vero che ci sono degli esseri oggi che sono portati ad un superamento del limite umano, però si trovano in una situazione tragica perché non ci sono… è mancata la pedagogia, è mancato l’insegnamento, l’orientamento: noi cerchiamo di fare un minimo sforzo ma ci vuole molto di più. Allora ci sono dei giovani che prendono la droga. Ma perché prendono la droga ? Per cercare qualcosa che supera la realtà fisica ossia la realtà arimanica, e con questo peggiorano la situazione ma l’impulso é quello: di vincere questa realtà, questa realtà pesante che tu hai descritto benissimo, neutroni, elettroni, macerie dello spirito, volontà pietrificata, è che tutto questo però, è il segno di un potere che per i drogati sparisce appena prendono la droga perché muta per un momento la visione della realtà e pensate che tutti gli yogi, gli iniziati del passato per superare questa realtà dovevano andare in Samādhi, dovevano fare un movimento di distacco e lasciare la terra perché qui non avrebbero avuto quella comunione col divino. Ramakrishna, Vivekananda… e in queste condizioni viene un essere il quale dice: “No, il Christo è venuto per insegnarci come questo Samādhi si debba avere allo stato di veglia”.
Ed ecco la via della quale stavamo parlando.
Perché… e qui vorrei citare per esempio un santo cristiano: Padre Cottolengo.
E’ un santo che mi sono studiato veramente… direi attraverso ogni episodio perché volevo capire da dove gli veniva quella forza, sapevo che era la forza del Christo, ma come agiva in lui? Agiva in lui come una forza di ebbrezza, di ebbrezza che superava la realtà fisica per cui non c’era realtà tragica che lo impaurisse. Lui viveva in uno stato quasi… tant’è vero che diceva: ora è come se avessi bevuto vino. Però non beveva per niente e quando conosceva qualcuno che era capace di elevarsi diceva: “Ah gli piace anche a lui il goccetto, anche a lui gli piace…” – gli dava una piccola gomitata – “anche a te ti piace…” perchè anche lui sentiva questa gioia del divino.
Del resto, guarda, qui per coloro che conoscono Aurobindo etc…in fondo lo Shaktismo, il Vishnuismo, Radha-Krishna, la via delle Gopī, le pastorelle che ad un certo punto entrano in estasi per amore di Krishna… non è altro… non sono che vie per potere vincere questa terribile realtà che è terribile, è terribile perchè c’è la morte che sta lì continuamente…
E quando una volta Ramakrishna sentì il dolore di un essere, di un padre a cui era morto il figlio, sentì qualcosa di terribile che lui normalmente non sentiva perchè era sempre in stato di ebbrezza; e allora capì che doveva aiutare questo pover’uomo, e allora cominciò in una specie di estasi sveglia a cantare un inno alla Dea inventando le parole ” ARMATI, VINCI ! La morte non ha nessun potere, ritrova il rapporto con l’essere che è caro! ”
E qui è stato una specie di inno, ecco, un’ebbrezza. Che cos’è questo? Un modo di superare l’incantesimo della realtà arimanica, quella di cui stai parlando te; perché se noi non la superiamo ogni giorno noi riceviamo batoste terribili, ogni giorno c’è il terrore di perdere una persona che si ama, che si ammali gravemente un essere che noi amiamo…
Giorni fa ho conosciuto un giovane che è uno tra i più coraggiosi direi e che mi ha confessato: “Per quanto – dice – io segua la scienza …, per quanto sia bravo, è inutile, sono un matto perchè come mia moglie esce e ritarda qualche minuto a tornare io vengo preso da angoscia, da un’ angoscia terribile, perchè penso qualsiasi cosa terribile.
Ora queste cose accadono, è il potere della materia, è il potere di Arimane.
Quindi abbiamo citato le vie orientali, ma l’ebbrezza: ritorniamo all’ebbrezza. Uno che coltiva veramente la meditazione conosce l’ebbrezza lucida.
Io posso ricordare un periodo in cui ci fu una serie concatenata di disgrazie, nella prima fu difficile inserirmi, nella seconda ero allenato, nella terza comiciai a dire: ” E’ come un campo di battaglia.”
Da quel momento capii che qualunque cosa poteva succedere oramai stavo in quel livello, poi naturalmente il ciclo si chiuse e direi che quasi quasi ne ero dispiaciuto perchè sapevo che mi sarei nuovamente abbioccato e poi avrei dovuto fare nuovamente lo sforzo per ritrovarmi in quella zona. Comunque la chiave è questa, la chiave è avere un pensiero che non sia più morto, che sia vivo, che porti il Logos, che esploda in noi come una forza più potente di quella di Arimane, per cui non abbiamo bisogno della droga per essere in stato di ebrezza; ma io insisto sullo stato di ebrezza che non vuol dire – non lo raccontate fuori perchè se no diranno “ammazza però quello che insegna… – è un’ebbrezza lucida, ossia uno stato di certezza in cui si sente la sicurezza di tutto, qualunque cosa accada. Sono dei momenti però noi possiamo anche pensare che un momento può essere ripetuto, ripetuto. e poi fino a diventare a un livello. Eh! bisogna che qualcuno di noi lo faccia questo.
E qui credo di avere risposto anche all’amico Renato.

CONQUISTARE LA CERTEZZA DELLA LA SPERANZA
Il Conte di Montecristo, quel bellissimo romanzo di Dumas finisce proprio con questa immagine che è “attendere e sperare” dove lo sperare non è un’ operazione di passiva attesa ma è la certezza della speranza di un mondo meraviglioso che continuamente sta per verificarsi, realizzarsi, nella nostra vita, nei nostri atti e qui comunque credo di poter rispondere ancora.
SOLITUDINE MIA BEATA E SANTA COSÌ RICCA SEI TU; PURA ED IMMENSA COME UN GIARDINO CHE SI DESTI ALL’ALBA. SOLITUDINE MIA BEATA E SANTA TIENI SERRATE LE TUE PORTE D’ORO ‘SÌ CHE ATTENDA DI FUORI OGNI ALTRA COSA. (RILKE)
Ah, e io credevo che fossi tu Livio.
Dicevo: mamma mia Livio che bel poeta che è diventato! E invece c’è scritto Rilke.
E PUÒ MAI QUESTA ESSERE UNA PROFESSIONE DI EGOISMO DA MAGO NERO?
Ah ecco, adesso qui riconosco Livio.
Ecco, noi dobbiamo sempre ricordarci che non diamo regole, non diciamo “colui che si isola è un reprobo” oppure “colui che diventa solo attivista è un reprobo”. Ma no, noi sappiamo che ognuno deve essere il timoniere di se stesso e quindi uno di noi può anche arrivare ad una tale saturazione di attivismo esteriore che può decidere per un po’ di giorni di andarsene a Subiaco a fare l’asceta. Con questo sarebbe un errore dire ” Ah! Ecco questo si isola come gli asceti”. Ma ognuno di noi è libero. Se noi ci comportiamo così noi non abbiamo capito niente di Filosofia della Libertà e mi ricordo che questa fu una delle discussioni che proprio 40 anni fa, sostenni proprio questo con un antroposofo che diceva che assolutamente la via dell’ascesi solitaria era proibita.
Ma dico, ma chi l’ha detto ? Io proprio perchè so’ libero posso in certi momenti entrare qui e parlare eccetera, fare e sprofondare nell’azione esteriore e poi posso anche sentire che mi è necessario l’isolamento di 7 giorni.
Quindi questi versi sono bellissimi e posso aggiungere questo, che uno che abbia l’immaginazione viva, uno che abbia il senso della donazione insieme all’immaginazione viva, può anche realizzare questa solitudine purchè abbia qualche ora a disposizione di se stesso. E può persino immaginare il ghiacciaio in piena estate, immaginarlo con tale intensità che dopo un po’ sente il profumo della vetta e persino il respiro fresco. E quindi questa solitudine beata la realizza con un atto interiore in cui etericamente c’è tutto quello che c’è in un luogo dove sono presenti le forze della natura. Le forze della natura sono nell’etere mediante cui si opera questa immaginazione. Quindi: niente paura.
Qui ci sono molte domande interessanti, però… non credo di poter rispondere a tutte, e quindi, per ora quelle che sono connesse…

LE FORZE ETERICHE NELLA PIANTA E NELL’UOMO: QUALE È LA DIFFERENZA?
Ecco, l’uomo ha un grande aiuto nella possibilità di contemplare le piante, perché nella contemplazione della pianta l’ uomo ha l’immagine simbolica e anche il contenuto interiore del moto eterico allo stato puro, e quindi é molto aiutato da questo. E… e se voi ricordate, il Dottore annette un’ importanza decisiva a certi esercizi di Iniziazione, perché nel corpo eterico sono celate delle forze originarie: dobbiamo ricordare che quando I Due furono espulsi dal Paradiso Terrestre, dopo la seduzione di Lucifero, il Signore disse: “Cercate di allontanarli dall’Albero della Vita perché non rechino danno anche a questo”. E noi dal Dottore impariamo, vedi Scienza Occulta, che uno dei primi atti del Cristo é stato quello di preservare il corpo eterico dell’uomo dall’ influsso di Lucifero che ormai divampava nel corpo astrale dell’uomo. Allora il primo grande aiuto del Cristo fu proprio questo: di mettere nel corpo eterico una forza che lo rendesse indipendente dal corpo astrale, per cui il corpo eterico – malgrado che avesse perduto il potere di presa sul corpo fisico – e quindi il potere dell’ immortalità – il corpo eterico manteneva intatti dei centri di luce originaria che precedevano la caduta. E questo Lui l’ha fatto in attesa dei tempi in cui sarebbe venuto. E questo, Iniziati per esempio come Zarathustra, lo sapevano, perché sapevano che il Signore di Luce era colui che comunicava le massime verità mediante questo corpo eterico, ma sapevano anche che sarebbe venuta l’epoca in cui un essere nel corpo astrale avrebbe incarnato le stesse forze che agivano nel corpo eterico.
Ora, quello che é avvenuto: il Mistero del Logos, il Battesimo del Giordano, e poi il Golgota, é un evento che echeggia nella sfera eterica, come l’orientamento di una nuova storia e di una nuova esperienza interiore dell’uomo. Quindi, che cosa é avvenuto? E’ avvenuto che i centri eterici preservati dalla caduta hanno cominciato ad avere la possibilità di comunione con i centri astrali che hanno avuto l’inizio della loro possibile animazione, dall’intervento del Cristo: per esempio l’eterizzazione del sangue, e l’attività delle forze mentali del pensiero di cui stavamo parlando, la possibilità di collegamento con il corpo eterico.
La forza del Logos consiste nel poter congiungere la coscienza dell’uomo, la coscienza eterica, con i centri che sono rimasti intatti dal Paradiso Terrestre, e questo é il grande dono del Cristo: l’ uomo ha questa possibilità. E… soltanto che l’uomo deve volerlo. E per volerlo deve disincantare tutta la vita interiore dalla potenza di Arimane, e qui mi riferisco alla risposta che ho dato a Walter, ossia: quel disincantamento é importantissimo, significa vittoria sulla necessità materiale. Finché noi siamo presi dalla necessità materiale, qualunque forma abbia: paura, preoccupazione, brama di successo, brama di conquiste…: questa connessione non può avvenire. Quindi é importantissimo afferrare che cosa si deve superare perché questo collegamento coi centri eterici sia possibile.
Quindi: é tutto il senso della Scienza dello Spirito. Quando noi abbiamo a che fare con vie occultistiche che si dicono tradizionali, e che hanno un grande senso di importanza della loro missione, che é semplicemente dialettica, penso quanto siamo lontani da una simile possibilità; perché innanzitutto é necessaria l’auto-coscienza. Dall’auto-coscienza viene l’impegno della resurrezione del Pensiero. Dalla resurrezione del Pensiero viene la prova decisiva per il superamento dell’attaccamento del corpo astrale al mondo, alla necessità materiale. Dopo di che noi siamo sulla soglia del mondo spirituale, ma questo significa la possibilità che noi operiamo dai centri eterici, perché c’é un centro che si deve formare provvisoriamente nella testa, poi deve passare alla laringe, poi deve passare al cuore, poi deve passare al plesso solare, poi deve risalire, poi il compito finale é che risplenda nuovamente, come ha intuito qualcuno, come il Cuore Celeste. E il cammino é lontano… e il cammino è lungo, però é il cammino dell’uomo.
E adesso abbiamo solo pochi minuti per rispondere all’ amico che ci parla: PUOI CHIARIRE IL NESSO TRA IL PENSIERO DEL SINGOLO IN RELAZIONE AL KARMA DELLA COLLETTIVITÀ?
Prendo come premessa quanto abbiamo detto sul pensiero che deve risorgere, perché quando ci interessiamo del karma, dobbiamo capire che, da principio possiamo avere una nozione dialettica del karma, ma questo deve essere uno stimolo a qualche cosa di più, ossia essere informati, ma non ridurre tutto a causa ed effetto, e dire, ah beh, adesso ho capito, tutto quello che mi capita viene da cause precedenti, o da meriti oppure da demeriti. Tutto questo é molto semplicistico, perché il karma é un tessuto misterioso che viene pre-vissuto da entità divine prima che divenga qualcosa di umano. Viene preparato dalla prima Gerarchia, ed é qualche cosa in cui si muovono gli Dei, poi diventa una forma umana, e l’umano, nella misura in cui non sappia nulla, e non abbia nessuna attività, deve subirlo, e comincia ad avere una certa confidenza se educa la volontà, se educa il sentire, se educa il pensare. Però noi sappiamo che c’é quella via di cui abbiamo parlato, la Via del Pensiero, e scopriamo che in questo tessuto divino può agire unicamente una coscienza morale, ossia un’alta moralità.
Un’alta moralità é quella di cui si parla nella Filosofia della Libertà, quando si parla della fantasia morale; quindi é l’atto libero mediante cui si intuisce l’azione da compiere. E quando diviene una serie di azioni, e quindi un’abitudine interiore, allora noi formiamo una coscienza, possiamo chiamare morale, ma spero di non essere frainteso: una coscienza che supera la legge di causalità della natura. E questo l’abbiamo mostrato, sulla base della Scienza dello Spirito, quando abbiamo rievocato il processo del pensiero come un processo distruttivo, e il processo della volontà che interviene, volitivamente e determinatamente, come una potenza di resurrezione, una potenza di riedificazione, per cui si distrugge volitivamente e si riedifica mediante il potere della volontà. E lì veramente la virtù morale supera la causalitá fisica, perché realmente viene superata quella legge che dice che la materia non si crea e non si distrugge, invece viene distrutta e riedificata mediante forze della volontà.
Peró é questa la direzione, perchè noi abbiamo detto che il karma é un tessuto degli Dei, é un discorso degli Dei, un tracciato… un ricamo degli Dei che viene donato all’uomo, naturalmente in relazione a quello che egli è, che l’uomo vive, che l’uomo ha il dovere di conoscere.
L’uomo puó intervenire in questo unicamente mediante ció che é divino in lui, e questo comincia con la coscienza morale di cui abbiamo parlato. Allora il discorso diventa vasto, perché, abbiamo un minuto… Dobbiamo dire che continuamente noi assistiamo ad eventi in cui ci viene insegnato che questo Divino non é recludibile in una formula, ma spazia nella coscienza se l’uomo é sveglio. E noi abbiamo avuto l’esperienza di un dolore, e una serie di esperienze di questo genere: un dolore che a un certo punto scuote alla base l’anima per il terrore di perdere un essere caro. C’é una serie di eventi che costruiscono questo clima di preoccupazione, di malattia, di paura di perdere, di paura di una malattia gravissima, di un’operazione tragica. Tutto questo guardiamolo con l’ occhio disincantato.
Che cosa puó fare di diverso il Divino, se vuole destare delle potenze di Amore piú forti, che non agirebbero se non ci trovassimo dinanzi a qualcosa di terribile, qualcosa che sta lí a darci la paura di perdere un essere caro? Bisogna veramente svegliarsi, e accorgersi che il Divino agisce cosí. Fuori c’é questo, la causalità, una causalità che viene superata, la causalità che non c’é piú, ma perché non ci sia, bisogna che noi entriamo veramente nella corrente della liberazione interiore.
Quindi, il singolo, in questo senso, puó fare molto per la collettività. Peró, vedete, ho citato quest’esempio perché si diventa veramente preziosi per la collettività unicamente se si é capaci di afferrare l’elemento tragico, quello che De Unamuno, un pensatore veramente potente, chiamava il tragico – il senso tragico della vita – come lo stimolo piú potente alle forze interiori dell’uomo. C’é stato il mio amico Martin che ha paragonato l’Opera di Unamuno alla Filosofia della Libertà di Steiner, naturalmente é una cosa personale, peró c’é qualcosa di molto grande su questo pensiero.
Ora, abbiamo capito: come abbiamo bisogno dell’ebbrezza, come fece Ramakrishna per suparare il terrore della morte, un inno e una danza. Ora, a freddo non si vince… Il pensiero ha bisogno di essere potente, ritmico. Ci vuole tutto, il concorso del sentire, il volere, l’Euritmia; il concorso continuo di forze che ti diano quest’ebbrezza di superamento della realtà arimanica, della vittoria permanente del Cristo.
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Famoso brano scritto e composto da Plamondon e Berger, ripreso da famosi artisti come DIMASH. E’ un grido diaiuto esistenziale e cosmico, e “SOS” in generale significa “SALVATE LE NOSTRE ANIME” o “Soccorso occorre subito”.
Dimash (Dimaş Qūdaibergen) è un cantautore e polistrumentista kazako, famoso a livello internazionale per la sua eccezionale estensione vocale (oltre sei ottave), che gli permette di spaziare tra registri bassi e acuti estremi, incluso il registro di fischio (Il registro di fischio è il registro vocale che permette di raggiungere il range tonale più acuto dell’estensione umana. Nella scena musicale internazionale è utilizzato soprattutto da cantanti donne come Georgia Brown, Mariah Carey, Ariana Grande, Minnie Riperton e Giuni Russo; ma è padroneggiato anche da diversi uomini, come Piet Arion, Adam Lopez, Gabriel Henrique, Vitas, Dimaş Qūdaibergen e Nicola Sedda).
Dimash è considerato un “portento della natura”, un “genio musicale moderno”, e un ambasciatore culturale, celebrato per la sua voce unica che fonde elementi classici e contemporanei. Da far concorrenza agli Angeli. E dunque, con questa sorta di Angelo, anche questo anno il Blog
ECOANTROPOSOPHIA AUGURA BUON NATALE A TUTTI I SUOI AMICI E LETTORI.

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L’uomo è un dio caduto e al tempo stesso un dio che risorge dalla caduta. Il luogo della caduta è l’“umano” a cui tutti sono bramosamente legati.
Gli Dei, le Gerarchie, sono tessuti d’Amore Divino, ma non sanno che cosa sia l’Amore, perché essi lo sono. È l’uomo che da “fuori” di essi deve irradiare verso essi l’amore, perché essi lo sperimentino come dono di un essere “libero”: libero di non amare, dapprima. Essi non conoscono l’Amore perché sono fatti di Amore, sono dalla loro stessa natura costretti ad amare. Per loro la Beatitudine Divina è l’alimento naturale: se ne nutrono, ma è l’essenza loro propria. L’uomo può conoscerla..
La Forza-Cristo è la sola che può unire la coppia umana, la sola che può dare l’identità una a due esseri che si amano, perché è la forza che inizia la ricostituzione della coppia superumana, per la redenzione dell’umano dall’impulso dell’antico peccato.
Massimo Scaligero
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(Massimo Scaligero-Dicembre 1968)
Per gentile concessione de L’ Archetipo
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CON IL TEMPO LE FORZE SPONTANEE DELL’ANIMA SI USURANO. CIÒ È INEVITABILE. LE ANIME PROGRESSIVAMENTE SI IMPIETRANO E PERDONO LE EVIDENZE CHE EBBERO. PERDONO L’ATTITUDINE SPONTANEA ALL’IDEALISMO. PERDONO SOPRATTUTTO LA CAPACITÀ DI ARDERE; DI ILLUMINARSI NELL’ADESIONE ALL’IDEALE. PERDONO LE FORZE DI SPONTANEA ADESIONE SINCERA AL VERO.
RESTA LA FEDELTÀ.
OSSIA RESTA LA CAPACITÀ DI RICORDARE CIÒ VERSO CUI SI FÙ FEDELI. TALE FEDELTÀ, TALE RICORDO RIMANE L’UNICA FORZA. ED È IL TRAPASSO DALL’ANIMA AL PENSIERO. RICORDARE È RICREARE I VALORI CUI SI È PIÙ FEDELI. L’AMORE PER LA LUCE. LA DEVOZIONE, IL RISPETTO, LA PROTEZIONE VERSO TALE VALORE. MA APPUNTO TALE RICORDO DEVE RICREARE PER ATTIMI NELLE ANIME CIÒ CHE ESSE SPONTANEAMENTE NON RIESCONO PIÙ A DARE. CON IL TRASCORRERE ULTERIORE DEL TEMPO TALE RICORDO NON POTRÀ PIÙ TOCCARE LE ANIME.
RIMARRÀ SOLO.
SOLO E LUMINOSO.
SARÀ FEDELTÀ. FEDELTÀ NEI PENSIERI.
SARÀ ACUME.
OSSIA IN ALCUNE ZONE ALTE DEI PENSIERI TALE RICORDO POTRÀ REINTUIRE I VALORI CUI ADERÌ. TALE REINTUIRE SARÀ RICREARE. RICREARE QUEI VALORI IN UNO SPAZIO INTUITIVO IN CUI NEL PENSARE SI RIAFFACCIA IL SENTIRE. E QUESTA È LA VIA DEI NUOVI TEMPI. LA VIA DEL SOLE ETERICO. LA VIA IN CUI OLTRE L’INEVITABILE MORTE DELLE ANIME, ESSE POTRANNO RINASCERE NEL PENSARE, NEL PENSIERO. VI È UN LIVELLO ALTO DEL PENSIERO IN CUI DIVIENE ANCHE SENTIMENTO. UN LIVELLO IN CUI SI ANIMA DI INTIMO CALORE. UN LIVELLO IN CUI PENSARE E SENTIRE DIVENGONO TUTT’UNO. NEL VOLERE.
NELLA VOLONTÀ CHE È PENSIERO DI FEDELTÀ.
ED ALLORA TUTTO SI RIUNIFICA IN UNA REALTÀ DI DECISIONE INTERIORE IN CUI SI PUÒ RINASCERE AL VERO. ALLA VERITÀ
MEDIANTE ACUME FEDELE.
LA TECNICA AFFINCHÈ CIÒ ACCADA È LA TECNICA DELLA CONCENTRAZIONE INTUITA ED ESPOSTA DA MASSIMO SCALIGERO IN BASE AGLI INSEGNAMENTI DI RUDOLF STEINER.
MA L’ACUME È UNA FACOLTÀ INTERIORE CHE È AFFIDATA UNICAMENTE ALLA VERIFICA INDIVIDUALE. È AFFIDATA ALLA FEDELTÀ DEL SINGOLO. L’ACUME È LA CAPACITÀ SOTTILE DI RIUSCIRE A PENSARE I SENTIMENTI RIVIVENDOLI. È LA CAPACITÀ DI RIVIVERE I SENTIMENTI NELLE ZONE ALTE DEL PENSIERO. È LA CAPACITÀ DI CONQUISTARE UNA ZONA TRASPARENTE E INTUITIVA DEL PENSIERO IN CUI È POSSIBILE RICORDARE LE ESSENZE. RICREARE CIÒ CHE SI VISSE. RICORDARE LE SFUMATURE DEL SENTIRE CHE SI EBBE E CHE ORA L’ANIMA NON HA PIÙ.
TALE ACUME PERMETTE DI CAPIRE QUANTO DI MORENTE ACCADE NELLE ANIME. PERMETTE DI INTUIRE LA CONTINUA MORTE, LA PROGRESSIVA MORTE DI OGNI ATTITUDINE DELL’ANIMA, PERMANENDO VIVI. VIVI E DESTI. VIGILI. FEDELI. IMMUTABILI NELLA VOLONTÀ DI CONTINUARE A CONSACRARSI AGLI ETERNI VALORI. ANCHE SE LE ANIME DIVENGONO MUTE E SILENZIOSE. MUTE, SILENZIOSE ED ARIDE.
COSA CHE NORMALMENTE NON SI FA. ATTO CHE SPONTANEAMENTE NON SI COMPIE. IN QUANTO GENERALMENTE LA VITA È UN ABBANDONARSI A CIÒ CHE SI VERIFICA NELLE INTERIORITÀ. QUANDO TUTTA LA SPONTANEITÀ GUIDA VERSO L’IDEALISMO SI È IDEALISTI. QUANDO L’ARIDITÀ INGRIGISCE E OPACIZZA TUTTO, LE INTERIORITÀ SI ADEGUANO A TAL PUNTO DA NON AVERE PIÙ ALCUN RICORDO DI COME FURONO. E SI MUTA COSCIENZA. SI DIVENTA STRANIERI A SE STESSI. IN BASSO. NELLA PROSAICITÀ E BLASFEMIA. NELL’IMBARBARIMENTO RAZIONALE.
ED È PROPRIO IN TALE MISTERO INOSSERVATO CHE AVVIENE IL CONTINUO PERVERTIMENTO, IL CONTINUO PEGGIORAMENTO DELLA REALTÀ UMANA ESISTENZIALE. IL CONTINUO TRACOLLO NEL DISUMANO. L’INGIGANTIRSI DELL’INCUBO SUBUMANO NELLE COSCIENZE.
TUTTO CIÒ AVVIENE NEL MISTERO DEL MUTAMENTO RADICALE DI COSCIENZA FRA FRA LA GIOVENTÙ E LA PIENA MATURITÀ. UN MUTAMENTO PRIVO DI VERI RICORDI. UN MUTAMENTO CHE AVVIENE NELL’INCOSCIENZA E NEL TORPORE. NEL TRADIMENTO. NELLA MANCANZA DI MEMORIA SOTTILE. NELLA MANCANZA DI FEDELTÀ. FEDELTÀ CHE SE FOSSE MANTENUTA IMPEDIREBBE TANTE MORTI. POICHÈ DI QUESTO SI TRATTA. IL MUTAMENTO DI COSCIENZA CHE IMPLICA LA MORTE DELL’ANIMA.
L’INARIDIRSI DEL SENTIRE: EQUIVALE AD UNA MORTE. È UNA MORTE DEFINITIVA PER LA QUASI TOTALITÀ DEGLI UOMINI. UNA IMMERSIONE NEL SUBUMANO DA CUI MAI SI RISVEGLIERANNO DA SOLI. E DI CUI ANZI SI PERVERTIRANNO OGNI GIORNO DI PIÙ. SINO ALLA FOLLIA.
CIÒ PUÒ ESSERE INTERROTTO DALLA FEDELTÀ.
DALLA MEMORIA SOTTILE. DALLA MEMORIA CELESTE.
DALL’ACUME.
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Collana Helios Fuoco Solare – F. Caruso: “La Fedeltà” – cap. 4
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La produzione pratica del materialismo è qualcosa che soprattutto si perpetra sul piano politico. Il materialismo dell’attuale cultura, ossia il parossistico sistematismo, il dialettismo irrefrenabile, la possibilità dei mediocri di vincere la loro personale battaglia letteraria o artistica, l’arrangiamento e il conformismo continuo dell’intellettuale a ragioni politiche ed economiche, e la sua impotenza a muovere dalle ragioni da cui unicamente dovrebbe muovere, quelle ideali, certamente si debbono spiegare con la mancanza di spirito negli spiritualisti, o di intelletto negli intellettuali, o di arte negli artisti.
Ma, se ben si guarda, è la situazione che riconduce all’intervento dello Stato nella cultura, onde si dà la dipendenza della cultura da tattiche ed esigenze politiche, o da fatti economici. L’amministratore, o il politico, o il contabile controlla ciò che dovrebbe essere il lavoro dello Spirito e perciò non può piú esserlo: perché lo Spirito dovrebbe controllare l’amministrazione, la contabilità, la politica. Lo Spirito non può avere sorveglianti, essendo colui che solo può sorvegliare.
Il lavoro intellettuale non potrebbe mai essere comprato senza venir snaturato: per esempio, lo scrittore non dovrebbe scrivere per guadagnare: dovrebbe scrivere in quanto abbia veramente da dire qualche cosa. In un organismo culturale libero, il vanitoso non ha nulla o poco da dire, sarebbe subito scoperto. Lo scrittore vero potrebbe dare il meglio di sé alla società, al mondo, non stimolato dalla necessità del guadagno ‒ perché alla sua vita economica dovrebbe provvedere l’organismo economico, esplicando esso parimenti la propria autonoma funzione ‒ ma da necessità umane piú profonde e piú vere: che è la sua possibilità di essere d’aiuto all’umanità.
Esaminando come la metafisica della materia si traduca in una concezione di vita, si può non soltanto scoprire come nasca una tale metafisica, ma soprattutto come essa sia indice di una condizione mentale che non può essere se non alimentata dall’attuale cultura: ma può esserlo proprio perché, in sostanza, essa è l’attitudine da cui questa nasce. Si alimentano reciprocamente, cosí da recare all’uomo l’inevitabilità della loro correlazione e della loro alternativa.
Che uno non sia se stesso è forse l’ipotesi e l’imagine che può spiegare l’enigma materialistico. È possibile che ci siano creature umane, individui, che non siano se stessi? Che questa possibilità si dia, forse è la spiegazione di molti fenomeni di questo tempo. Alla base della marcia mondiale verso materialismo e meccanicismo, può essere veduta una sorta di “possessione” contagiosa: una malattia mentale che tende a essere collettiva e dalla quale in molti la difesa si manifesta sotto forma di nevrosi periodicamente affiorante. In altri tale difesa non riesce a funzionare, e allora il caso è grave. Ce ne stiamo accorgendo ogni giorno.
Come mostrano la scienza e la filosofia della storia, l’uomo evolve da una condizione di “gruppo” verso l’individualità. Il lungo cammino dell’uomo è il procedere da una società di tipo collettivistico, di cui ciascun individuo si sente membro, verso una società individualistica, in cui la possibilità di associarsi – almeno come ideale da conseguire – non è piú l’antica dipendenza dal gruppo, bensí la relazione dell’uomo libero: onde in generale la società comincia a valere in quanto è formata da individui, ciascuno avente con l’altro un rapporto cosciente e autonomo.
Massimo Scaligero
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Tratto da: Il marxismo accusa il mondo, Tilopa, Roma 1964.
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