Settembre 2023
AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 SETT. 2022)
AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI
(29 SETT. 2022)
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1/18061
ORO SOVRAMENTALE
NEBBIE ESALATE DALL’AURA DEI FEGATI
IN CUI DOMINA OSSESSIVA LA CERTEZZA MATERIALISTA
DEL TROPPO UMANO RAZIONALIZZARE NELLA FANTASIA MALATA.
NEBBIE CEREBRALI IN CUI L’ARROGANZA DELLA CERTEZZA ANIMALE
PERMETTE OGNI CONTORSIONE MORALE
FRA LE BRAME SCATENATE NEL BESTEMMIARE FISICAMENTE.
USANO I CORPI FISICI E LE LORO ENERGIE
PER RIBELLARSI CONTRO LE ARMONIE CELESTI.
TUTTA UNA MASSA DI PERSONALITA’ IMPAZZITE
PERCORRONO I SENTIERI DELLA FOLLIA URLANTE
TENTANDO DI EVOCARE INFERNI CUI PALLIDAMENTE SENTONO DI APPARTENERE.
INFERNI IN CUI VOGLIONO SPROFONDARE.
SI AGITANO INTENSAMENTE CERCANDO DI IMMETTERE
NEI PENSIERI COLLETTIVI QUANTO DI ORRENDO E DI DEFORME LI ATTRAVERSA E LI MUOVE.
EPPURE LE LORO VERTEBRE DI ENERGIE ABISSALI SI TORCONO SQUASSATE QUANDO UN RAGGIO DI SOLE LE ATTRAVERSA.
LE COLPISCE.
LE PORTA AL COSPETTO DELLA SOVRUMANA SANITA’.
IMPREVISTE E IMPREVEDIBILI FOLGORI SORGONO E SCOCCANO DALL’IMPOSSIBILE RISOLLEVARSI DELL’UMANO IN CUI LA TRACCIA DELL’IDEA GIUNGE A SFIORARE LE ARMONIE CELESTI.
ARMONIE MORALI.
RISORTI CIELI CHE LE POTENZE ARCANGELICHE CONCEDONO A QUELLA PARTE DI UMANITA’
CHE NEL SOVRAMENTALE SI RICONSACRA.
AVE AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI.
UNICA ARMA ED UNICO RITO.
FOLGORE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA IL PROPRIO UNIRE LOGICO
NELLA POTENZA DA CUI SORGONO I CONCETTI.
ARCANGELICA VITU’ CHE INNALZA SINO AL SOLE LOGOS.
OPERATIVO ORO SOVRAMENTALE.
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2/18062
NEL CENTRO DEL PENSARE
NELLE OSCURE PIEGHE CEREBRALI SI ACCUMULA L’INFERNO.
LA CARNEA ENERGIA DEL NEGARE.
DENSA VOLONTA’ CHE FINGE DI NON CREDERE A NULLA
MENTRE DEVOTAMENTE BRAMA L’APPIATTIRE NEL BESTIALE.
PIEGHE CEREBRALI : PIAGHE DI MEMORIA
IN CUI VIENE RIBADITA
– COME FOSSE EVIDENZA –
L’AMARA VIGORIA DELLA RABBIA CHE CALPESTA E OSCURA.
PIAGHE DI MEMORIA IN CUI SOLO L’OCCULTO FETORE
RIEMPIE I VUOTI DELLA OTTUSISSIMA INDIVIDUALITA’.
E’ L’AFFIORARE DEI SEMI DI VERGOGNA
ENUCLEATI NEL FISICO VIVERE COLMO DI DISPREZZO.
I SENZA DIO CHE ADERISCONO ALL’ESCA DELL’OPPOSITORE.
EPPURE TUMULTUA FORTE E TREMA IL CORO DEGLI INFERNI
QUANDO DALL’ALTO VI SI ABBATTE UNA FORZA CHE LI VEDE
LI VIVE
E CHE LI ARRESTA.
IMPOSSIBILE APPARE E AGISCE L’INCOMPRENSIBILE FULGORE.
TENUISSIMO ATTO DI TEMPESTA CHE RIMANIFESTA IL SOLE.
OVE IL DECORO ILLUMINA L’ALTARE E LI CANCELLA.
UNA CORRENTE DI VOLONTA’ UNITIVA
SCONVOLGE I POTERI DELLA BASSA CEREBRALITA’ NEGANTE.
OVE IL FARFUGLIARE FISICO DEVE CEDERE IL PASSO AL SILENZIO IN CUI IL SIGNIFICATO DI UN CONCETTO RICORDATO :
MANIFESTA UNA POTENZA CHE PURIFICA REINNALZA E LAVA.
SPAZZANDO VIA LE DENSITA’ :
LUCE IMPOSSIBILE REINTESSE LE ARMONIE MORALI
REALIZZANDO ACUME CONSACRATO.
ATTO DELLA FOLGORE NEL FUOCO DELL’IDEA.
ATTO DELL’IO NEL CUORE DELL’ARCANGELO.
OVE IL PENSARE GIUNGE A FARSI RITO
POICHE’ NELL’ALTA SINTESI LA LOGICA E’ DEL LOGOS.
ATTO COSCIENTE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA IL NUCLEO DEL CONCETTO
DIVENUTO A TALI ALTEZZE :
FORZA FORMANTE IN CUI LA RAREFATTA INTELLIGENZA E’ CUORE.
METEORA CRISTALLINA DEL VOLERE
NEL MISTERO DELL’INTELLIGENZA.
AVE NEL CENTRO DEL PENSARE :
AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI.
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3/18063
FERREO CONTEMPLARE
I DENSISSIMI VOLTI INTERIORI DEGLI APPIATTITI NEL BASSO PENSARE.
CADAVERI DALLE VIVENTI CARNI
CHE SI MUOVONO SENZA SCOPO
ENTRO MASSE DI PAROLE CEREBRALI CAOTIZZATE.
BLOCCHI DI PAROLE CEREBRALI SI URTANO E SI FONDONO
MENTRE L’ASSENZA DI VITA INTERIORE
OSSERVA QUELLO SCENARIO DI FOLLIA
E CREDE DI PARTECIPARE AD UN VIVERE
DEL QUALE SUBISCE SOLTANTO I MUTAMENTI SEMPRE PIU’ BLASFEMI.
INDIVIDUI TOTALMENTE SEPARATI DALLE FORZE ETERNE DELLA PROPRIA INTERIORITA’ :
SI IMMERGONO IN UNO SCENARIO DI AUTOMATISMI RAZIOCINANTI
IN CUI VI E’ SOLO ACCUMULO DI MENZOGNA ED ERRORE.
I NON VIVENTI AGITATI DALLA BREZZA DEGLI INFERI :
VOCIFERANO IL NULLA CHE LI CONTRADDISTINGUE
MENTRE SEGUONO IN BRANCO LE ORME DELLA BESTIA.
SOLO UNA CATASROFE PUO’ ESTINGUERE QUEL BALBETTANTE CRETINISMO MALIGNO.
SOLO UNA CATASTROFE O UNA LUCE TANTO INTENSA DA FORARE QUELLE NEBBIE.
ED INFATTI E’ UNA FOLGORE CIO’ CHE QUEL DIFFUSISSIMO RETORIZZARE MALIGNO
CHIEDE OCCULTAMENTE.
FOLGORE SCATURITA DAGLI ATTI DELL’ASCESI.
COLORO CHE NELL’ATTIMO GIUNGONO A SFIORARE
– SECONDO DEGNITA’ –
IL COSMO DELL’ARCANGELO.
NELLA VOLONTA’ SPESA PER MANTENERE EVIDENTE IL SIGNIFICATO DI UN CONCETTO.
OLTRE LA BARRIERA CEREBRALE L’ORIZZONTE E’ COLMO DI SPLENDORE CHE CONSUMA E SOVRASTA OGNI DENSITA’.
FRA OSSEE POTENZE OSTACOLANTI CHE VENGONO CONSUMATE.
FORZE FORMANTI SI IRRAGGIANO DAI LUOGHI INTERIORI
IN CUI IL SILENZIO CONTEMPLA IL POTERE DEL RICORDO.
SINO AL CREARE ARMONIE IN SENO ALLA TEMPESTA CHE PURIFICA.
E CHE INNALZA.
SANITA’ RIESCE A PROGREDIRE POICHE’ SQUASSA E INDEBOLISCE LE FORZE DELLA MALATTIA INTERIORE.
ESPANDENDO I LUOGHI OCCULTI IN CUI L’ESSENZA LOGOS
PUO’ IMPRIMERE
SECONDO LIBERTA’ D’ASCESI
IL SUO REDIMERE SUPREMO.
ARCANGELICO FERREO CONTEMPLARE NEL CENTRO
DEL PENSARE.
ESSENZA UNITIVA DEL CONCETTO CHE GIUNGE A FARSI RITO SOLARE.
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4/18064
RESPIRO DEI CIELI
NELL’ALTO PENSARE SI UNIFICA IL VOLTO INTERIORE.
E RISORGE.
LA VERA QUALITA’
(IMPOSSIBILE E NEGATA NEL PLAUSIBILE MENTIRE CEREBRALE)
SI IMPRIME E SVELA E MANIFESTA IL SUPREMO VALORE.
LE RAZIONALITA’ SORRETTE DAL TANGIBILE VIVERE NEL MONDO FISICO :
SI SVELANO ATTRAVERSATE E DOMINATE DA UNA CORRENTE CHE BRAMA PIATTEZZA E PESO.
FRANTUMATE E BALBETTANTI VITE INTERIORI
IN CUI LE BANALITA’ RAZIONALI SONO ASSEDIATE E MOSSE DALL’ANTIAMORE.
TUTTO CIO’ NELL’ATTO DELL’IDEA :
E’ COME SE VENISSE POSTO DINANZI AL RISORGERE DEL POTERE DI CUI ERA LA NEGAZIONE.
RESURREZIONE CHE IN QUANTO SI MANIFESTA
URTA CONSUMA E CANCELLA QUANTO LA ODIAVA.
NELL’ATTIMO IN CUI LA SINTESI RIESCE AD ATTUARSI
E PUO’ ESSERE CONTEMPLATA :
SORGE NELL’ACUME L’ESSENZA DI UN VALORE
CHE FRANTUMA L’ANIMA PERVERSA DEL NEGARE INTERNO AL RAZIOCINIO.
IL METRO DI OGNI VALORE SI CREA RISORGE E AGISCE NEL RITO DELL’IDEA.
E L’INTIMA VIRTU’ DELLE ARMONIE FOLGORA.
ATTO DI ACUME NEL FERRO CELESTE DELL’ARCANGELO.
STRENUA VOLONTA’ SPESA INNALZANDO I LIVELLI DEL PENSARE.
SINO AL CONSACRARE IL CUI RESPIRO GIUNGE SINO AI CIELI.
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5/18065
INCENDIA L’ORIZZONTE
DENSI PENSIERI CARNEI GIUNGONO A FARSI OSSEI.
PEGGIORANDO.
RIGIDA NEL DISPREZZO L’ARIDA CORRENTE DEL MALEDIRE :
QUASI TANGIBILE COME CORRENTE DI ENERGIE :
SOMMERGE GLI INFETTATI PORTANDOLI AL DELIRIO.
EPPURE MASSE STERMINATE DI OTTUSI NELLA RABBIA :
PERDONO POTERE.
DIVENGONO ACCESSIBILI AGLI STRALI DEL DESTINO RETTIFICATORE.
VENGONO COLPITI DAL DISVELARSI DEL LORO MENTIRE.
VI E’ LUCE SACRA CHE COME FORZA DELL’ALTRUI ACUME
ORA LI FERISCE E LI RENDE VULNERABILI.
CROLLANO SECOLARI BASTIONI DI PERFIDIA E DI MENZOGNA.
LA TELLURICAMENTE FERREA ALBIONE ORA ARRUGINISCE.
AFFILATISSIMA INTANGIBILE MISTERIOSA FORZA DI VERITA’ :
ORA COLPISCE GLI ASTUTISSIMI DEMENTI.
NEI PIU’ RAREFATTI ALTISSIMI LAMPI DELL’IDEA :
TENUISSIMA LAMA DELL’ARCANGELO IMMETTE CORRENTI DI VERITA’.
NEL MONDO DELLE FORZE ORA UN IRRADIARSI DI METALLO CELESTE HA LA FACOLTA’ DI RISVEGLIARE NUMEROSI MOTI DI ACUME.
NEL FUTURO ORO E NELL’ACCIAIO.
NEL PURISSIMO LAMPEGGIARE
IN CUI DALLA LIBERA VOLONTA’ NASCE L’INCANTO.
VERITA’ VIVENTE CHE SEPPURE NON COMPRESA NELL’UMANO :
AGISCE ALL’ORIZZONTE.
SCULTOREO IMMETTERSI DI ARMONIE MORALI.
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HELIOS FK AZIONE SOLARE

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“A VOLTE UNO SCHIAFFO SALVA UNA VITA” (di Rastignac)

Certo, ognuno ha la propria rispettabile storia, ma sarebbe offensivo se dicessi che probabilmente 1 o 2 anni d’antroposofia sono troppo poco, non tanto in termini di tempo convenzionale quanto nel senso di conoscenza e del livello di questa?
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Comprendere è lunga e pugnace impresa, così è difficile comprendere con qualche lettura d’attacco che l’antroposofia sia una corrente iniziatica, cioè un evento spirituale mediato nel mondo tramite eccezionali figure umane operanti concordemente a esseri sovraumani.
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Il fatto che essa sembri accessibile poiché è facile reperire testi, non dovrebbe trarre in inganno: come in fondo è sempre stato, la Scienza dello Spirito è “moderna” nella misura in cui si è voluto che essa fosse adeguata ai tempi e, cosa più importante, alla struttura della coscienza umana contemporanea.
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Coscienza che dapprima, leggendo i testi magari senza impegno, capisce poco rispetto ai molti livelli che si aprono in perfetta corrispondenza al pensiero che diventi attivo, insieme al sentire e al volere. Un paragone concreto e comprensibile del divario iniziale potrebbe venir dato dall’esercizio di “asta e filetto” che si eseguiva in prima elementare e che precedeva gli iniziali tentativi di scrittura. Scambiare l’asta e filetto con il saper scrivere porta a pasticci senza fine.
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Pur nel rispetto dei sentimenti di tanti, mi sembra che troppo sovente si sia scambiata la Scienza dello Spirito per uno dei tanti spiritualismi all’acqua di rose della new age e se non lo si è fatto spesso si fa il possibile per farlo sembrare.
Ridurre o tradurre l’antroposofia a schematizzazioni, farne dei “Bignami”su cui per sopraggiunta pure discutere, è possibile e molti l’hanno già fatto: sapendo tutto senza aver capito nulla.
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Se dico che l’antico Saturno fu una massa di calore che si evolse in una massa gassosa che chiamiamo antico Sole, non faccio sintesi spirituale ma esprimo un contenuto simile a: «Luigi l’altro ieri ha mangiato cinque biscotti e ieri ne ha mangiati sei». E il prodotto è solo una caricatura che non porta da nessuna parte.
Quello che mi domando è: cosa si legge veramente? Non di certo le opere dedicate al Metodo conoscitivo goethiano o La Filosofia della Libertà – sono troppo difficili con il loro linguaggio filosofico – ma almeno Teosofia… dove però il Dottore ricorda che la comune lettura «non vale per questo libro» in cui «ogni pagina, spesso anche pochi periodi dovranno essere conquistati con sforzo» poiché «chi si limiti a scorrerlo, non lo avrà affatto letto», e aggiunge che quanto in esso viene comunicato, va pure “sperimentato”.
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Oppure La Scienza Occulta dove, poveri noi, nella sua caratterizzazione (1° Capitolo) l’Autore sottolinea l’importanza primaria dell’attività psichica, «ché il lettore perviene ai fatti descritti solamente se riesce a svolgere egli stesso, in modo adeguato, tale attività».
Ecco: mi sono permesso di usare il Dottore (e di ciò mi scuso) per affermare che lo studio dell’antroposofia non può, per il carattere dei suoi contenuti e per lo scopo che si prefigge, essere ‘facile ’e neppure ‘facilitato’.
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L’apparente facilità con cui possono venire letti i Testi è il primo, occulto, ostacolo che si presenta all’anima del ricercatore. Il Dottore già in un testo complessivo come La Scienza Occulta dice tutto ed è già la perfetta sintesi di ciò che può venire afferrato dalla ragione e quanto può manifestarsi al ricercatore dello Spirito.
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Ma dico: chi, di fronte ad un testo in latino medievale o ad una complessa dimostrazione matematico-geometrica o davanti all’Etica di Spinosa, chi potrebbe pensare di capire evitando gli sforzi necessari?
Persino per farti diventare uno con la divisa, ai Centri Addestramento Reclute, ti facevano marciare otto ore al giorno per tre mesi! L’uovo di Colombo consiste in uno sforzo disciplinato, in un pensiero che si rianimi dalla passività del percepito sensibile adeguandosi al contenuto della lettura, al suo percorso: riattivandolo con una attività logico-immaginativa per iniziativa nostra ma strettamente conforme all’architettura di ogni singolo rigo del testo. Questo è il primo lavoro che andrebbe fatto, proprio per “motivarsi” e non perdere tempo.
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È scorretto, sbagliato (questa l’ho sentita), confrontare L’Iniziazione con il Manuale. L’Iniziazione di Steiner non è una semplice somma di indicazioni, ma un complesso dialogo su come e cosa l’anima debba sperimentare nel lungo cammino che la separa dalla condizione ordinaria sino alla soglia di una totale reintegrazione spirituale a cui sono chiamati pochissimi, e nessuno nel breve tempo di una singola esistenza.
Ciò nondimeno le indicazioni più elementari che il ricercatore trova nelle prime pagine del testo sono tutte condizioni necessarie, come avere le gambe per camminare.
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Il Manuale, invece, è ciò che il suo titolo suggerisce: un manuale. Scaligero, voglio ricordare, nell’arco di oltre vent’anni aveva scritto già 15 libri che non trattavano ippica o cucina. Poiché da un lato eravamo un po ’scemi e dal lato opposto qualcuno era ormai attivo e preparato, scrisse con il Manuale un testo d’uso, rivolto, in primis, a chi già operava avendo compreso cosa fosse la Via del Pensiero di cui, a parer mio, i primi capitoletti sono comunque una splendida sintesi molto concreta. Studiarli e comprenderli alla radice offrono all’anima il terreno più solido che possa presentarsi.
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L’antroposofia è una Scuola di vera vita interiore ma non deve essere una imitazione della scuola in cui, pigramente, si chiede al compagno la risposta su di un argomento che, per inettitudine o indolenza, non si è studiato. Così si va qua e là e si chiede a qualcuno di dare una risposta facile ad interrogativi che non dovrebbero nemmeno esistere se almeno si possedesse il prodotto più ottuso dello studio antroposofico: il nozionismo relativo alle Opere fondamentali. In questo campo l’orientatore deve sviluppare la massima comprensione ma non una sorta di buonismo ideologico che diviene complicità, poiché in tale modo sorregge e dignifica difetti e mancanze: l’opposto dell’atto morale di cui, a sproposito, si parla spesso.
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So che queste righe possono sembrare dure (il che non vuole assolutamente essere): possono essere sentite persino come rimproveri o schiaffi; però mi si lasci passare nell’anima un’osservazione di Scaligero: «A volte uno schiaffo salva una vita».
LUCE E TENEBRA DEL SILENZIO (di M. Sagramora)

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Stare da soli con se stessi sembra non essere piú una cosa piacevole e ricercata. Si desidera la presenza dell’altro, degli altri, magari con il telefonino, in chat, sui social, nelle mail o anche guardando la Tv, ascoltando la radio o la musica in cuffia. In strada si vedono persone camminare parlando a voce alta, a volte agitando le braccia per sottolineare il discorso.
Ho assistito, involontariamente alla fine di un amore, mentre mi recavo a fare la spesa mattutina. Una giovane donna in lacrime chiedeva spiegazioni del perché veniva lasciata, cosí, per telefono: uno strano modo di interrompere una relazione, da lontano, senza guardarsi negli occhi, forse per impedire una possibile riconciliazione.
Restare in silenzio con se stessi è corroborante: si recuperano quelle forze che continuamente vengono disperse nella nostra partecipazione con altri all’impegno quotidiano.
Dobbiamo sempre rendere conto del nostro operare alle persone che ci circondano, ne subiamo il giudizio, espresso o sottaciuto, anche se a volte ne condividiamo volentieri azioni e pensieri. Siamo esseri sociali, e non dobbiamo isolarci. Ma riservarci dei momenti di silenzio fisico e mentale ci restituisce il giusto equilibrio per tornare a collaborare senza tensioni o avversioni. Distaccarci per rimettere al centro il nostro “Io”.
E se durante questo distacco inseriamo la disciplina interiore, torneremo a operare con energie rinnovate e una serenità di spirito che coinvolgerà le persone vicine a noi.
Esperienza vissuta durante un recente viaggio aereo verso la Scozia: alla partenza si era imbarcata una nutrita comitiva di italiani che si recavano a Glasgow per un evento ciclistico internazionale. C’erano i partecipanti alle gare che sarebbero state disputate, con accompagnatori, tecnici e familiari. Tutti chiacchieravano festosamente, e anche piuttosto rumorosamente. Si scambiavano i posti, chiamavano ripetutamente la hostess per richieste di vario genere. Quando il carrello con le vivande e le bibite è passato, molti hanno chiesto alcolici e brindato allegramente, altri invece discutevano animatamente.
La cosa sarebbe continuata cosí fino al termine del volo, se non ci fosse stata una improvvisa turbolenza, con la voce del comandante ad imporre di restare seduti e di tenere allacciate le cinture. Anche le hostess e lo steward hanno interrotto il servizio e si sono seduti. L’aereo continuava a dare forti scossoni e vuoti d’aria. Un silenzio è calato all’interno del velivolo. Tutti in quel momento sono rientrati in sé. Passati cinque minuti o poco piú, l’aero ha ritrovato il suo assetto e tutto è tornato alla normalità. Ma l’atmosfera era del tutto cambiata. Quel ciarlare precedente non è ripreso, e all’arrivo le persone che si erano imbarcate in maniera chiassosa sono scese composte e tranquille. Il loro “Io” era tornato al centro.
Il silenzio e il raccoglimento in sé, anche di pochi minuti, è una terapia, e quando è fatto insieme, rappresenta una feconda terapia di gruppo.
C’è però un silenzio che ha un profondo aspetto negativo, ed è il silenzio di chi non parla ad altre persone, persino nel proprio ambito famigliare, chiudendosi in un mutismo che pesa e intende colpire, che mostra un aperto disinteresse, un voluto isolamento che gli altri cercano di superare ma non riescono a scalfire. Molti drammi di questo genere si consumano nelle case o negli ambienti dove si vive a stretto contatto.
C’è il silenzio di figli che non visitano e neppure telefonano ai genitori da anni, per una colpa a loro attribuita che non riescono a perdonare. Quel mutismo si sbocca a volte solo dopo la loro morte, e allora ci si chiede perché non si era fatto quel passo, non si era interrotto quel duro silenzio accusatore.
Un tempo la religione aiutava a vincere questi blocchi. Si andava dal confessore e questi suggeriva di agire con carità e compassione anche verso chi si presumeva avesse sbagliato. Citava il vangelo e la parabola del Cristo nel discorso della montagna: «Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello».
Ora si va dallo psicologo, un confessore laico, e per di piú a pagamento, il quale, se non è un illuminato, non farà che sviscerare traumi subiti nell’infanzia, fissazioni attuali e pregresse, incontri sbagliati che hanno lasciato ferite non ancora cicatrizzate, colpe dei genitori o dei partner incontrati e lasciati. Tutto ciò non aiuterà certo a trovare un equilibrio, e a tentare una necessaria riconciliazione.
Ne hanno fatto di danni questi presunti aiutatori, in realtà spesso persone che hanno scelto tale disciplina perché a loro volta disturbate e cariche di quei “complessi” da cui presumono liberare i loro pazienti!
Cosí scrive Massimo Scaligero in quel mirabile libro che ogni serio e sano psicologo o psicanalista dovrebbe conoscere, Psicoterapia – Fondamenti esoterici: «Dagli Psicoterapeuti del presente tempo la dimensione metanoetica della coscienza invero è stata ignorata, onde si sono scientificamente coltivati nella psiche impulsi d’autonomia non riferibili al loro fondamento, bensí alla corporeità, epperò si è confusa la fenomenologia della libertà con quella della istintività. Le psicologie, le pedagogie e le filosofie hanno cessato di conoscere l’organismo dell’uomo come struttura sorretta da gerarchie di forze estrasensibili, operanti parimenti nella Natura e nel Cosmo, secondo un ordine che tende a manifestarsi nella coscienza e la cui conoscenza è il reale principio della Psicoterapia».
Lo psicoterapeuta dovrebbe quindi essere una sorta di novello sacerdote, per poter aiutare a sciogliere nodi, a salvare dal silenzio colpevole e a riportare serenità nei rapporti famigliari e sociali.
L’immagine che mi diede un giorno Massimo, rimasta indelebile nella mia mente, è quella di un calmo lago che riflette il cielo. Lo psicologo che fruga nel passato del paziente alla ricerca di drammi e colpe da attribuire, è come un agitatore della mota che giace sul fondo del lago, facendola salire in superficie a intorbidare l’acqua: questa non rifletterà piú il cielo, cosí come il paziente non farà che rimuginare sul torbido del suo passato, che deve invece restare là dove è decantato, lasciando libera la psiche di affrontare, con luminosa trasparenza, il presente e il futuro.
Ognuno è il vero e unico costruttore di se stesso, senza appigli informatici, telematici o psicoterapeutici. Nel silenzio della propria interiorità, lontano dalle eccessive stimolazioni esteriori – spesso ricercate per tacitare quella che in altri tempi veniva chiamata “la voce della coscienza” – si ritrova la centralità del proprio essere e la soluzione a problemi spesso risolvibili con una generosa disponibilità verso l’altro: si attiva la forza del perdono.
Sulla porta dello studio di Via Cadolini Massimo mi chiese di scrivere con il pennello giallo, sulla porta verniciata di verde, una frase che alcuni ricorderanno, e che intendeva suggerire la giusta atmosfera interiore a chi arrivava: «Pax et bonum. Silentium!».
Marina Sagramora
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per gentile concessione de L’Archetipo
https://www.larchetipo.com/2023/09/socialita/luce-e-tenebra-del-silenzio/
AUTUNNO (di M. Scaligero)

(“Autunno nel villaggio” di M.Chagall)
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AUTUNNO
Un venticello autunnale
spira tra i pallidi rami
mentre la foglia già frale
quasi da molli richiami
tratta di dolce usignolo
si stacca e tremula e lenta
va a riposare sul suolo.
🍁
Già son le foglie appassite,
già gli arboscelli son spogli,
co’ pampini s’erge la vite,
sorgono nuovi germogli
pe’ fertili ed umidi campi
vi regna il porifero autunno
calcatis sordidus uvis.
🍁
2 agosto 1919 (Massimo Scaligero)
Lettera APOCRIFA di Goethe dal suo Viaggio in Italia (di R. Arcon)



