Isidoro

LA FEDE NELLA DISCIPLINA INTERIORE (di F. Giovi)

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Metto giù qualche parola dettata dalla sonorità del cuore.

La fede che l’asceta ha in sé non è una fede ignorante, oscura, ma una fede luminosa: fede nella Luce, non nell’oscurità.

Può essere chiamata cieca dall’intellettualismo scettico già solo perché rifiuta di essere guidata dalle apparenze esteriori o da quelli che sembrano essere fatti, perché essa cerca il vero dove sono altri coloro che non vedono e non poggia sulle grucce della prova sensibile e dell’evidenza.

E’ un’intuizione che non attende l’esperienza per essere giustificata: è la potenza che conduce all’esperienza.

Se io credo nella capacità dell’autoguarigione, troverò domani o tra mille anni il modo di guarirmi. Ma se comincio la disciplina con il dubbio e continuo con dubbi ancora più grandi, fino a che punto potrò proseguire il viaggio che cerco di intraprendere?

Questa fede speciale non dipende dall’esperienza diretta. E’ qualcosa che esiste in me prima dell’esperienza.

Quando si inizia la Concentrazione del pensiero, tale inizio non è quasi mai basato sulla forza dell’esperienza, nemmeno la logica del processo, anche compresa, non è sufficiente.

Esso principia con un profondo atto di fiducia, che chiamo con lo scandaloso nome di fede. E’ così non solo nella vita spirituale ma anche nella vita comune.

Tutti gli uomini d’azione, esploratori, inventori, creatori di conoscenza, procedono con fede incrollabile finché la prova non si presenti o l’impresa riesca… e vanno avanti malgrado delusioni, fallimenti, contraddizioni, negazioni: solo perché vi è qualcosa che dice loro che sono sul campo della verità e che l’impresa va portata a termine.

Secondo il grande Ramakrishna la fede o è fede oppure è altro: deduzione ragionata, convinzione provata, conoscenza accertata.

La fede che qui intendo è la testimonianza dell’anima verso qualcosa che non è ancora manifestato, compiuto, realizzato, ma che Colui che è in noi conosce anche senza previe indicazioni e ci avverte che è vero, che è il valore estremo da seguire e realizzare.

Qualcosa in noi persiste, resiste anche se la mente viene tormentata e la psiche corporea si rivolta e rifiuta. L’ascesi del pensiero comporta lunghi periodi di delusione, di smacchi, di stanchezza e oscurità. Eppure qualcosa in noi ci sostiene, ci spinge nostro malgrado: sentiamo che ciò che seguiamo è vero e davvero, in fondo, lo sappiamo.

La fondamentale fede nell’ascesi del pensiero, nel risveglio di sé, è che l’uomo spirituale esiste e che reintegrarsi a esso è il valore supremo della vita.

Finché un uomo ha questa fede, è segnato dallo Spirito, e se anche la sua natura fosse piena di ostacoli, gremita di negazioni e difficoltà e dovesse lottare per la vita e ancora oltre, è destinato al Risveglio della Vita spirituale.

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SCIENZA DELLO SPIRITO, ,

PICCOLI GRADINI (di F. Giovi)

(La scala fenicia nella roccia-Capri)

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Quando scrivo alcune cose che riguardano quanto attornia la disciplina fondamentale è per fornire qualche consiglio che vorrei avuto quando ero molto più giovane.

A essere del tutto sincero, quando ho iniziato il mio tortuoso cammino nell’Occultismo, avevo ricevuto alcuni buoni consigli ma non li presi troppo sul serio perché, primo, non giudicavo di grande livello (mi parevano troppo “alla buona”) le persone ed i consigli che mi avevano dato e, secondo, proprio i concetti che riguardavano un occultismo semplice e senza fronzoli, non mi furono ripetuti in continuazione.

Così ignorai quelle che in realtà erano indicazioni semplici e sane e seguii le più complicate ed oscure direttive propinate in arcani testi magici e che, sebbene ancor più diluite sono la stessa roba che si insiste a proporre oggi, più per far cassa che per fermezza di idee.

So per diretta esperienza, e dai resoconti di parecchi, che bisogna essere assai ben determinati per restare sui binari delle operazioni semplici e del tutto coscienti, così da non essere risucchiati dalla baraonda che predomina nelle teste e nelle librerie.

Ma anche con idee chiare e un buon programma, gravi problemi e gli estremi rigori della vita corrente possono ostacolare brutalmente il progresso interiore; ma passare a più complesse meditazioni e ad ausili psicofisici o implementando tutta la giornata con i “5”, gli “8” o i “12”, state tranquilli che non servirà a niente.

Sebbene il porsi qualche immagine grandiosa delle nostre mete possa essere motivante, è la gestione dei passi giornalieri che determinerà il raggiungimento dell’obbiettivo finale.

E’ nel lavoro giornaliero che viene preparato il futuro raggiungimento. Se fate il vostro meglio oggi, domani, il giorno dopo, ecc…, si sommeranno mesi ben fatti e poi anni. In questo semplicissimo modo si creeranno tutte le modificazioni interiori indispensabili per raggiungere gli obbiettivi a lungo termine.

Anche adesso vi esorto a impegnarvi per gli obbiettivi che vi siete prefissati per il resto della giornata e per domani.

Impegnatevi a dare nutrimento spirituale all’anima, a soddisfare il suo bisogno perenne. Quando è il momento di una lettura “ispirata” o di Silenzio interiore, siate sicuri e adempienti. Se avete programmato uno spazio serale per la Concentrazione, impegnatevi a farla più dedita ed intensa del solito.

Ma impegnatevi anche – dovrei dire: disimpegnatevi – a chiudere porte e finestre del lavoro occulto e dedicatevi alla vita e alle persone che vi sono care.

Liberi di non credermi, ma vi sono non pochi occultisti, disciplinatissimi, che non riescono più a vivere con spontaneità e naturalezza. Per molte persone il vivere la vita è così difficile che preferiscono irrigidirsi in esercizi e valori. Ciò è tutt’altro che salutare, sia per l’anima che per il corpo.

Contemplate con calma e serenità il programma che vi siete dati: ricontrollate per la centesima volta che esso sia formulato sull’intensità e non sulla mera quantità e che inoltre sia dominato dagli esercizi di fondamento.

Impegnatevi ad aggiungere intensità a tutti gli esercizi principali, impegnatevi a passare qualche minuto in interiore silenzio ogni giorno: finché nel tempo esso diverrà la “normale” condizione della mente.

Esaminate con calma tutti i fattori che possono influenzare indirettamente il lavoro interiore, comprendendo anche sonno ed alimentazione e stabilite per ognuno obbiettivi giornalieri molto specifici. Che raggiungerete costantemente, settimana dopo settimana.

Se i piccoli gradini giornalieri non venissero mai raggiunti, è quanto mai difficile raggiungere in un futuro gli obbiettivi più grandi.

Concentratevi nel raggiungere ciò che è possibile nel breve termine, sempre, sempre e sempre, e l’obbiettivo a lungo termine giungerà da solo: questo è il fulcro del progresso e deve essere ripetuto.

Sarà il fulcro del progresso anche nella prossima settimana, nel prossimo anno, nel prossimo secolo.

E se voi o io non lo affronteremo nel modo giusto oggi e domani, la prossima settimana e in quelle successive, sprecheremo le nostre attuali possibilità per progredire.

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