L’ARCHETIPO-GENNAIO 2025
Anno XXX n. 1
Gennaio 2025


In questo numero:
Anno XXX n. 1
Gennaio 2025


ALLELUJAH-Händel
⭐️
QUEST’ANNO IL GRUPPO DI ECO E’ PIU’ SPARUTO. E’ UN NATALE PIU PROFONDO E SENTITO NELLE NOSTRE ANIME. TANTO PIU’ CI MANCANO I NOSTRI CARI AMICI FRANCO DE PASCALE E FABRIZIO CARUSO, TANTO PIU’ ESSI SONO PRESENTI CON IL LORO CALORE POTENTE. INESPRIMIBILE LA NOSTRA GRATITUDINE PER CIO’ CHE CI HANNO DONATO E INSEGNATO.
ECOANTROPOSOPHIA AUGURA BUON NATALE A TUTTI I SUOI AMICI E LETTORI.
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NATALE
Dorme
L’anima della Terra
Nel caldo tempo d’estate;
Chiaro allora
Lo specchio del Sole
Irradia nell’esteriore spazio.
.
Sveglia
E’ l’anima della Terra
Nel freddo tempo d’inverno;
Spiritualmente allora
Risplende il vero Sole
Nell’essere interiore.
.
Gioioso giorno d’estate.
E’ sonno della Terra
Notte sacra d’inverno
E’ giorno della Terra.
*
(Rudolf Steiner)
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Traduzione versi Steiner- Editrice Trani- Trieste – 1939

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SOLE LOGOS DELL’IO
LA NOTTE NEL GELO E’ SILENZIO ASSOLUTO.
ALTISSIMA FIAMMA SI MUOVE E COSTRINGE LE OMBRE A DANZARE.
CUORI RIUNITI OSSERVANO IL SOLE CHE NELLA FIAMMA IN PARTE RINASCE.
IN ATTESA DELLA RINASCITA VERA CHE IN CIELO SI ANNUNCIA.
ORO SOLARE SI APPRESTA NEI CIELI INFINITI
E L’ANIME UMANE ATTENDONO IL POTERE DI LUCE CHE INCORONA LA GLORIA.
ORO E CELESTE FULGORE DISSETANO I CUORI CHE MANTENNERO FEDE.
CHE RICORDO MANTENNERO DEL SOLE FULGENTE NEL PIU’ NERO AFFOGARE.
LA NOTTE COMINCIA A TREMARE MENTRE L’AUREO CELESTE RISORGE AL CALORE.
E’ VITTORIA PERENNE CHE PERENNE RINNOVA IL MISTERO DEL VERO SPLENDORE.
UN ABISSO E’ TRASCESO E SQUARCIATO POICHE’ IL SOLE RISORGE
E DISEGNA LE FORME DEL VERO CHE LA LUCE STRAPPA ALLA NOTTE DEL CIECO AMMASSARE.
LA LUCE RISORGE E IMPONE LE FORME DEL LORO VERO VALORE A TUTTI GLI ENTI DEL MONDO.
LA TERRA SI PIEGA ALLE GERARCHIE DEL NUDO INTERNO VALORE CHE LE FORME DEL MONDO RIAPPARSE NON POSSONO PIU’ NELLA NOTTE DISTRUTTA CELARE.
IL SOLE DISCENDE NEI CUORI DEGLI UOMINI ATTRAVERSO IL LORO RINATO VEDERE LA LUCE OPERARE NEL MONDO TERRENO.
IL SOLE SI RIACCENDE NEI CUORI STREMATI E CONCEDE IL POTERE DI TRAVOLGERE IL MALE POICHE’ LA NOTTE NON PUO’ PIU’ ALLEVARE GLI OSCURI LANGUORI-MENZOGNA.
RISORTA E’ LA LUCE E PERMETTE IL RICORDO MORALE DEL CALORE DEL BENE.
SOLE LOGOS RIAPPARE PER CHI ELEVANDOSI LO PUO’ RICORDARE.
HELIOS FK AZIONE SOLARE
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Io sento
Come sciolto da incantesimo
Il Figliuol de lo Spirto
In seno all’anima;
In chiara purità di cuor
L’ha generato
Il sacro Verbo dei Mondi,
Della Speranza Frutto celestiale,
Che giubilando cresce
In lontananze eteree,
Dal divin fondo
Dell’esser mio.
(Rudolf Steiner)
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In molti settori della spiritualità moderna si crede oggi che sia giusta volontà il caricare gli impulsi ed emozioni, gli entusiasmi verso i pensieri positivi o piacevoli, credendo ciò bastante ad assicurare conseguimenti di forza di pensiero tali da assicurare, quantomeno, comportamenti sinceri, buoni e fraterni .
In parole povere non pensiamo a liberare la volontà ma a caricarla ed alimentarla sempre e solo col sentire prigioniero: un solo sentimento generico deputato al cambiamento di quel pensiero, al mutamento di quella mente che porterebbe così a raggiungimenti di dimensioni solari credute mete profetizzate già dall’antico.
Direi che questa pratica, invece che un pensiero forza genera un pensiero… forzato, di quella energia che tiene oggi in piedi molta new age e svariati spiritualismi da banco, il grande nuovo bussiness del secolo, che ha contaminato anche l’antroposofia.
Parole vuote di un linguaggio romantico e positivo ma rigide come involucro, ingabbiante, e nello stesso tempo impermeabile allo Spirito.
Le verità spirituali sono ridotte a luoghi comuni in cui si insinua il proprio personale brevetto riducendo impunemente il sacrificio di Iniziati a comuni e universali ineluttabili iniziazioni… per esaltare se stessi.
Le verità di Steiner sono ritenute bruscolini quando vanno a cozzare con le nostre debolezze: rimandare la disciplina interiore è vizio risaputo. E questo sarebbe il minimo se non che si può peggiorare la situazione andando ad avversare per sciocco ed inutile amor proprio, ma sempre per interesse personale, proprio l’essenza su cui si regge quella scienza spirituale che tanto ha ammaliato e nella quale si continua a sguazzare senza decidersi a nuotare.
Una contraddizione plateale e chiarissima alla quale sarebbe preferibile un bel silenzio compunto, almeno non si cadrebbe nel ridicolo, facilmente individuabile ad una semplice analisi logico razionale di ciò che senzientemente si dichiara.
E’ caratteristica umana formularsi pensieri alti e comportarsi non di conseguenza. La natura è forte. Così anche la nuova meta raggiunta e conseguita da pochi nel sacrario occidentale rischia di diventare per gli altri natura morta, pensato, una medicina fra tante che come unici effetti sa dare unicamente assuefazione ed effetti collaterali, una droga, un ritornello, un mantra che ci ripetiamo solo per illuderci e per non “pensare quello che si dovrebbe pensare”.
E così dell’Io solamente si parla, si studia e si fanno conferenze e congressi, ma non se ne fa esperienza. Sì, è giusto pensarne come siamo abituati a fare, spinti dal dovere e dal sentimento, è giusto usare il nostro pensiero migliore, quello forte pensante spinto fino alla sua ultima istanza, ma al limite di questo pensiero pensante non c’è un termine, una fine: un altro grande scenario si apre, lo scenario dell’Uomo. Si tratta di uno scenario che va oltre la forza del razionale, oltre la barriera cerebrale, quella forza che può essere cavalcata e domata, convertita perché conduca oltre, al nostro Io e….
Eppure l’uomo può aver ragione della forza della natura per farne il proprio “sacro finalismo”.
Ma il metodo non è visualizzazione, non è donarsi a ossessivi pensieri suggeriti dalle leggi di attrazione che vorremmo attivare per sperimentare poteri occulti e poteri terreni di abbondanza. Questi sono i lacci più stretti che possano esistere… : desideri primitivi che si convertono in altre brame più raffinate. E’ merce antica che non merita nemmeno di essere messa in saldo, il negoziante disonesto la camuffa perché non venga riconosciuta e la riespone come nuova ai maniaci dello shopping.
E le promesse e le descrizioni delle nuove schiere di profeti da strapazzo che siamo tentati di imitare e/o seguire, affondano ancora di più l’uomo nelle sabbie mobili, nominando invano il nome del Cristo per rifiutarlo e tradirlo nello stesso momento della sua pronuncia: nella perpetuazione di quella forza d’inerzia che ci conduce, sorda ed inesorabile: la stessa della natura.
Il metodo non è godimento nè sogno, non è parola morta nostra o di altri che possa regalare alcunchè di vero.
Morire davvero bisogna, morire davvero con tutta la nostra volontà vera conquistata in una viva esperienza quotidiana e fedele, morire di una morte che non dona sensualità e piacere terreno, di una morte che possa testimoniare la verità di quell’amore che diciamo di amare. Di quell’amore che non è un sentire malato da nutrire ancora con rinnovate dosi di sostanze allucinogene, di quell’amore che non bisogna rivestire di tecniche di PNL e similari, o di linguaggio di moda del momento.
Di quell’amore che non si trova nelle stanze dei congressi o nei luoghi di eventi e raduni, che non si trova nei libri, che non si trova nemmeno qui in internet ma bensì nel luogo più ignorato, più reietto e disprezzato del mondo (disprezzato prima di tutto da se stessi).
Un luogo da scoprire, raggiungere, conoscere e poi da inabitare: in noi è la Via, la Verità e la Vita. Quella piccola luce del pensiero deve accendersi e volgersi a se stesso, ripercorrersi su quella via che dal riflesso può portare fino alla causa della sua sorgente: la Verità; dalla immagine morta a Ciò che la produce, per individuarsi, conoscersi.
Per poi Vivere, veramente.
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La traduzione dei versi di Rudolf Steiner: Casa editrice Trani-Trieste-anno1939

(Catacombe di S. Callisto-ROMA)
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Era un sabato mattina. Una passeggiata lungo il viale del Gianicolo con Massimo Scaligero. Pace, calma, tempo sereno. Poi, sul piazzale, confusi ai tanti turisti in ammirazione davanti al panorama, uno sguardo dall’alto della città di Roma. Un panorama fantastico, unico. Io mi espressi con frasi di meraviglia per la bellezza di quanto si offriva ai nostri occhi. Lui mi guardò e aggiunse, alle mie parole: «Dobbiamo essere grati al mondo spirituale per vedere il vuoto là dove è il pieno: questa per noi è una protezione».
Stetti per un po’ a pensare a cosa significassero quelle parole, poi chiesi: «Da cosa siamo protetti?».
«Dal vedere ciò che ci circonda e che potrebbe essere fonte per noi di paura, di smarrimento o di angoscia».
«In che senso?».
«Non siamo preparati a “vedere”, quindi vediamo il vuoto là dove c’è il pieno».
«Ma chi lavora con gli esercizi, con la disciplina interiore, potrebbe arrivare a vedere?» insistetti io.
«Certamente, ma al termine di un lungo cammino».
«Ma io non potrei vedere?…». La mia sfrontatezza, a distanza di anni, mi fa vergognare di me stessa. Ma allora ero sicura di essere già abbastanza avanti nella strada. Non sapevo certo a quell’epoca che dopo sessant’anni avrei realizzato di essere ancora all’inizio del percorso».
«Ti spaventeresti e non sarebbe giusto per il momento».
«Anche se potessi solo per poco tempo?».
«Sarebbe una visione difficile da accettare».
«Eppure io vorrei averla, questa visione, anche solo per un attimo».
La mia insistenza continuò per un po’, con l’improntitudine della giovinezza e la sicurezza di me stessa che con il tempo si è, giustamente, del tutto ridimensionata.
Alla fine Massimo mi accontentò.
Mentre guardavo davanti a me, in silenzio, improvvisamente vidi.
Tutto il vasto cielo che incombeva sul panorama era fitto di esseri di ogni genere, e cosí il piazzale in cui stavamo insieme ai visitatori e ai turisti. C’erano entità luminose insieme a entità oscure, esseri elementari di ogni tipo e grandezza, dai piú piccoli ai piú grandi, di bell’aspetto o buffi o anche alquanto sgradevoli alla vista. E poi una quantità di esseri demoniaci, scuri, orribili a vedersi, alcuni anche attaccati alle persone che gremivano il piazzale. Tutto era in movimento e gli esseri, muovendosi, sia i luminosi, angelici, sia i cupi, demoniaci, si intersecavano l’uno nell’altro, non avendo uno spazio delimitato ognuno escludente l’altro, ma piuttosto fluido e mutevole.
Ero ghiacciata dalla testa ai piedi, impietrita. L’immagine credo sia durata pochi secondi, ma per me è stato un tempo lunghissimo, che mi ha lasciato senza parola.
Ci siamo incamminati in silenzio sulla via del ritorno. Non avevo il coraggio di commentare.
Massimo ogni tanto mi dava un sguardo per vedere come avevo reagito alla visione. La sua presenza era per me una sicurezza, per cui non mostravo segni di angoscia.
Però quella fu una lezione che ho serbato sempre gelosamente in me e che mi è servita a capire quanto ci sia da lavorare interiormente per arrivare ad avere uno sguardo sulla realtà del mondo che ci circonda, di cui cogliamo soltanto quanto ci permettono i nostri sensi fisici. Ed è una vera protezione, come diceva Massimo.
Alcuni hanno come dono la possibilità di vedere “il pieno del vuoto”, sia perché sono dei Maestri, sia perché forse l’hanno conquistato, come discepoli, in una vita precedente.
Ci sono però anche delle persone che per qualche ragione karmica hanno squarciato il velo di protezione e vedono ciò che non sono in grado di sostenere, e allora vengono considerati pazzi e per questo tenuti dalla medicina ufficiale sotto psicofarmaci.

Altri possono invece essere degli aiutatori, e pongono il loro dono di veggenza al servizio degli altri. Questo è ciò che ognuno di noi dovrebbe aspirare ad essere: un aiutatore in grado di vedere e comprendere i nostri fratelli, in accordo con le entità angeliche che si mostrano e danno il loro consiglio, se ne siamo degni.
Questo era il lavoro che facevano i “buoni uomini” del catarismo, nel periodo che va dal 1100 al 1250 circa, cosí come in passato era accaduto per i bogomili e ancora prima per i manichei. Essi consigliavano, imponevano le mani sul capo dei malati, che venivano guariti, e dei posseduti, che venivano liberati. L’efficacia del loro aiuto poneva un termine di paragone troppo alto per la Chiesa petrina, che li sterminò con la “Santa Inquisizione” e i roghi.
Ed è quanto potrebbe ripetersi anche per chi oggi, seguendo in maniera vera e attiva, non passiva e dialettica, volesse attuare fino in fondo ciò che la Scienza dello Spirito insegna.
Il nostro è il nuovo catarismo, tanto che un giorno Rudolf Steiner, durante una riunione e guardando il pubblico, disse che molti seduti lí in passato erano stati dei catari.
Massimo Scaligero affermava che dopo il Duemila si sarebbe verificato un periodo che lui definiva “delle nuove catacombe”. Era evidentemente un modo per esprimere il fatto che il lavoro esoterico piú alto scientifico-spirituale sarebbe stato avversato e si sarebbe dovuti ricorrere al segreto “catacombale”. Non siamo ancora giunti a questo, ma dato ciò che la comunità umana sta esprimendo in questo periodo, non sembra lontano quel tempo, né evitabile.
Prepariamo quindi le forze necessarie per sostenere la visione del “pieno del vuoto”, e anche la conseguente possibilità di ricevere il sostegno dei Maestri e delle Entità angeliche, per dare a nostra volta aiuto e consiglio a chi ne ha necessità, in questa società che non ha ancora trovato la Via che Duemila anni fa ci è stata insegnata dalla Divinità fattasi uomo tra noi: la sola che conduce alla salvezza.
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Grazie a Marina Sagramora-L’Archetipo
Immagini testata e di copertina: affresco e cunicoli catacombe San Callisto-Roma
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Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni bui avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare verso l’oscurità liberticida.
Ricordo a tutti loro che la vera libertà si conquista nell’arrestare il flusso di pensieri angoscianti e di paure e quindi essa inizia da un lavoro quotidiano su noi stessi.
Dobbiamo imparare a dominare il flusso di pensieri che ci perseguita. Non esiste libertà senza silenzio interiore. Non esiste silenzio senza il dominio dei concetti. Il pilota automatico di pensieri che ronzano nella nostra testa è il vero nemico.
L’Arte della Concentrazione ci insegna ad esercitare il dominio su questo mortale intossicamento dell’anima. Come il musicista si esercita con lo strumento musicale noi dobbiamo esercitarci quotidianamente nell’Arte della Concentrazione interiore. Come il musicista si abbandona all’ascolto dei grandi compositori prediletti, cosí noi dobbiamo trovare la Luce nella direzione spirituale verso cui ci sentiamo chiamati.
Non esistono piú religioni imposte, neppure quella della cosiddetta scienza che viene inculcata nelle menti dei piú deboli. Sta alla nostra libertà trovare la direzione verso il Divino. E vi garantisco che la giusta pratica del dominio del concetto, ovvero l’arte quotidiana della Concentrazione, unita agli esercizi indicatici come fondamentali da Rudolf Steiner e approfonditi nella loro esecuzione da Massimo Scaligero, sono la porta verso la Luce e verso l’Amore.
Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni orrendi di ingiustizie tremende (e paventate), si rendono conto della situazione aberrante verso cui le Forze Oscure ci stanno sospingendo.
Sto parlando a quelli che avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare in direzione di una barbarie tecno-informatica.
Non trasformerete nulla nella società senza la volontà di trasformare voi stessi. Non concluderete nulla se non troverete il coraggio di esercitarvi quotidianamente nell’Arte della Concentrazione, della disciplina interiore e nella preghiera riconoscente e quotidiana.
Seduti in silenzio in una comoda poltrona iniziate la rivoluzione! Quando Luce e Amore saranno scesi in voi, allora avrete l’autorevolezza e la serenità per parlare al vostro prossimo.
E la vostra parola allora avrà vita e sarà esempio trascinante nei confronti degli spaventati e degli atterriti.
Vi accorgerete ad un certo punto che il Male (quello vero) non è degli uomini o degli esseri medium che ne sono portatori (l’élite che sembra oggi comandare il mondo), ma di potenze invisibili che possiamo combattere solo partendo da noi stessi.
Per la nostra salvezza e per quella di coloro che verranno dopo di noi, è giusto manifestare, ma ancor piú giusto agire nel profondo dell’anima.
Decidete allora se volete stare dalla parte dei travolti o dalla parte dei salvati. Salvati dalla consapevolezza che il lavoro interiore quotidiano è la chiave di volta della salvezza.
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🪈
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𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀.
𝑨𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒈𝒊𝒖𝒔𝒕𝒊𝒛𝒊𝒂.
𝑨𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐.
𝑺𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒂𝒔𝒄𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒊𝒆𝒓𝒆.
𝑼𝒏𝒂 𝒑𝒖𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒖𝒂𝒓𝒆.
𝑼𝒏 𝒍𝒊𝒎𝒊𝒕𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒄𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆.
𝑳𝒖𝒄𝒊𝒅𝒂 𝒂𝒔𝒄𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆
– 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒆 –
𝒆̀ 𝒑𝒖𝒓𝒂.
𝑺𝒐𝒍𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒆𝒅𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂
𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒍𝒆𝒗𝒂𝒕𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆,
𝒄𝒖𝒔𝒕𝒐𝒅𝒊𝒔𝒄𝒆, 𝒆̀.
𝑨𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒆
𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒎𝒖𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒍𝒖𝒎𝒃𝒆𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒑𝒖𝒔𝒄𝒐𝒍𝒐
𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒊𝒛𝒊𝒂 𝒊𝒏 𝒄𝒓𝒊𝒔𝒕𝒂𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒖𝒓𝒐𝒓𝒂.
𝑨𝒏𝒊𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒂
𝑻𝒂𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐𝒏𝒐.
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Anno XXIX n. 12
Dicembre 2024
