LIBRI E AUTORI

ISIDE SOPHIA-DICIASSETTESIMA Lettera

DICIASSETTESIMA LETTERA

Agosto 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

LA LUNA 

(Continuazione)

Dentro all’evoluzione della Terra ebbe nuovamente luogo una condensazione di sostanza. Questa volta, una parte della sostanza derivata dai precedenti cicli di evoluzione venne condensata nella materia solida, formando il regno minerale. Comunque, gli Angeli conservarono la loro attività nella sfera delle sostanze liquide. Essi poterono lavorare nel mondo della materia, ma unicamente se essa era collegata con lo stato liquido. Così la loro attività appare ovunque attraverso il medium della Luna, ove la materia solida viene disciolta in essa oppure viene in contatto con essa. La Terra diverrebbe, senza l’acqua, un arido deserto, ma attraverso l’acqua la materia solida, con l’aiuto di numerosi esseri, può venir trasmutata nel mondo vegetale e in quello animale. Lo stesso è nel caso della nostra digestione: noi non possiamo mangiare cibo asciutto, bensì questo deve essere com­penetrato dall’acqua. Quando le forze dell’acqua sono collegate con la materia solida, esse possono addirittura creare della materia, come hanno provato gli esperimenti di Herzeele. Unicamente per il fatto che il seme è organicamente compenetrato d’acqua, esso può germinare e così creare materia. Della materia anidra non può far questo. Le forze lunari, rivelandosi nelle fasi della Luna, possono operare attraverso l’acqua. Questa è l’eredità delle esperienze degli Angeli all’interno dell’evoluzione dell’Antica Luna.

Di gran lunga la maggior parte del corpo umano consiste d’acqua. L’equilibrio dell’acqua dentro di noi è la base della nostra vita animica cosciente. Non potremmo usare il nostro cervello se esso non “galleggiasse” nel liquido cerebrale.

Attraverso questo fatto, che è collegato con la legge della spinta idrostatica mediante spostamento, il sistema circolatorio del cervello è mantenuto in ordine, cosicché noi possiamo usare il cervello come un organo per la percezione e la concettualizzazione del mondo attorno a noi. Fu l’acqua quella che per lunghi periodi di evoluzione della Terra trasformò il corpo umano in uno strumento per la vita animica cosciente. In questo possiamo comprendere l’agire della sfera lunare o degli Angeli. Essi accesero la scintilla dell’arto animico in noi che la Scienza dello Spirito chiama l’anima cosciente.

Le persone sono collegate direttamente con le forze della Luna attraverso l’anima cosciente. Rudolf Steiner, in Teosofia [trad. it: p. 137], dice dell’anima cosciente: “Col nome di anima cosciente s’intende qui il nòcciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima. I’anima cosciente viene dunque qui distinta dall’anima razionale come un elemento costitutivo particolare dell’anima stessa. L’anima razionale è ancora impigliata nelle sensazioni, negli istinti, nelle emozioni e così via. Ognuno sa come a tutta prima gli sembri vero ciò che nei suoi sentimenti egli preferisce. Ma duratura è soltanto quella verità che s’é liberata da ogni traccia di siffatte simpatie o antipatie dei sentimenti, e così via. La verità è vera anche quando tutti i sentimenti personali le si sollevano contro. La parte dell’anima in cui vive questa verità, può essere chiamata anima cosciente”.

L’anima cosciente ha una duplice natura. Essa sta tra il mondo dei sensi e il Mondo dello Spirito. Essa realizza la verità del mondo dei sensi se il cervello è capace di riflettere un’immagine non distorta di esso. Così l’anima cosciente anèla alla percezione sensoria assolutamente obiettiva, ma anèla altresì ad una conoscenza del mondo dei sensi come manifestazione dello Spirito. Se le forze dell’anima cosciente devono essere realmente sviluppate nell’umanità, così come nel singolo essere umano, allora dev’essere costruito questo ponte tra i due mondi. Rendere le percezioni sensorie obbiettive così trasparenti che la Luce dello Spirito rifulga attraverso di esse, significa la trasformazione dell’anima cosciente in quella che possiamo chiamare anima immaginativa. Noi siamo collegati in questa maniera con la Luna anche attraverso i nostri cieli di nascita; le forze della Luna ci dotano di corpi che dovrebbero essere specchi non distorcenti il mondo dei sensi. Nostro còmpito, mentre siamo sulla Terra, è quello di rendere i fenomeni di questo mondo così trasparenti che la Luce dello Spirito possa compenetrarli. Dobbiamo creare immaginazione, essendo questo ciò che le forze della Luna si aspettano da noi. Perciò, la Luna ha due facce – come in realtà hanno tutti i Pianeti – essa dà e riceve pure. Se scorgiamo la Luna in una certa Costellazione dello Zodiaco, possiamo sempre trovare due aspetti: uno che mostra come dalle forze della Luna emani nutrimento cosmico, ed un altro che richiede da noi immaginazione creatrice.

Per esempio, se guardiamo la Luna nella Costellazione dell’Ariete, troviamo che essa dota l’essere umano con forze della tremenda memoria cosmica che può apparire nella veste del potere del pensare in relazione alla purificazione della percezione. Se proviamo a raggiungere una conoscenza della Luna in questa posizione mediante conoscenza interiore, dapprima possiamo non percepire molto di più di potenti corna che si estendono nello spazio universale e si avvolgono come spirali. Esse possono apparire come organi di percezione per tutta la Saggezza che è incorporata nell’Universo; inoltre è possibile percepire che questi immensi, cosmici organi eterici sono divenuti prigionieri nella tomba del cranio. Una volta essi potevano muoversi liberamente nello spazio cosmico. Ora sono fissi, e attraverso questa fissazione ed imprigionamento portano l’uomo nel pericolo di smarrirsi in essi come in un labirinto. Al cervello umano, che oggi ammiriamo così tanto, nel corso dell’evoluzione accadde questo dramma. Comunque, possiamo pure evolvere oltre il solo uso dei nostri cervelli fisici. Sul cammino che guida al conseguimento della conoscenza superiore, possiamo sviluppare immaginazione che non sia legata unicamente alla funzione del cervello. Possiamo allora sperimentare le “corna” eteriche che crescono dalla tomba del cranio nello spazio universale, e in tal modo, possiamo imparare come “chiamare” cose ed esseri con i nomi eterni creati dalla vera immaginazione. Se ciò può essere realizzato da noi, per la percezione sovrasensibile il vello dell’Ariete comincia ad irradiare con Luce fulgente.

Swedenborg e Novalis erano collegati con l’Ariete che rifulge attraverso la Luna nel loro cielo di nascita. Abbiamo l’impressione che Swedenborg, che fu un eminente scienziato nella prima parte della sua vita ed un maestro spirituale e religioso nel suo periodo successivo, non costruì completamente un ponte tra la sua percezione scientifica del mondo dei sensi ed il mondo visionario che cresceva nella sua esperienza animica. Vi è una breccia tra questi due mondi. Perciò, il mondo della sua visione non poteva provocare la redenzione del pensare ancora sepolto nella tomba del cervello. Il caso di Novalis è diverso. Dai suoi scritti abbiamo l’impressione ch’egli abbia costruito un ponte tra il mondo del pensare scientifico e la conoscenza immaginativa.

Se guardiamo la Luna in Toro, forse a tutta prima percepiamo soltanto le forze animatrici del possente Toro che scorrono nella coppa della Luna. Ciò è collegato con la percezione di ogni cosa dipendente dalle forze ereditarie attraverso i genitori fisici. Comunque, se attraverso l’evoluzione delle nostre forze interiori noi siamo capaci di trasformare questa originaria immaginazione del Toro, percepiamo poi che la testa e le potenti corna del Toro si metamorfosano nella forma di una coppa o di un crescente nel quale appare il disco brillante di un Sole dorato. L’aspetto unilaterale del declino ereditario viene allora trasformato nell’immaginazione della vera relazione tra eredità fisica e origine cosmica della loro natura spirituale. Una coscienza di questo fatto era ancora viva in epoca medievale, ma essa andò gradualmente perduta. La Scienza dello Spirito nuovamente rivela la natura spirituale dell’essere umano. Personalità come Dante, Pico della Mirandola, Keplero, e Haeckel erano collegati mediante la Luna col Toro, e possiamo vedere nelle loro vite un esempio di queste potenze del Toro.

Attraverso la Luna nei Gemelli possiamo sperimentare le possenti forze nell’Universo che una volta, molto tempo fa, separarono il Cosmo unitario in un Mondo Spirituale e in un mondo fisico. Possiamo apprendere da queste forze la causa della Luce e delle Tenebre, per esempio, così come di ogni polarità nel mondo. Queste sono le reali cause del dualismo nella vita religiosa e filosofica dell’umanità moderna. Se di nuovo trasformiamo questa immaginazione mediante le nostre facoltà animiche, possiamo percepire che improvvisamente una terza immagine sorge tra la Luce, che sebbene splendente nelle Altezze Cosmiche non può pervadere la Tenebra, e la Tenebra, che crea la paura dell’isolamento e della solitudine. Vediamo il Terzo Essere che mantiene le altre due forze al loro posto, cosicché esse con il loro conflitto non possano sopraffare l’anima degli uomini. Possiamo sperimentare come questo Terzo Essere possa realmente giungere a vita in noi. Tra molti altri, esso è espresso in una bella immaginazione proveniente da Albrecht Dürer. Dürer ricevette le forze dei Gemelli attraverso la coppa della Luna nel suo cielo di nascita, e tra altre immagini simili come carattere, egli creò la ben nota incisione “Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo”. È  una bellissima espressione immaginativa della terza Potenza: del coraggio animico che non erra, esercitante il dominio su questi due possenti antagonisti.

Se vogliamo volgere gli occhi al Cancro, come esso venga raccolto nella coppa della Luna, osserviamo dapprima la forma del granchio visto, per così dire, di fronte. Vediamo la possente coppia di chele e la creatura che è nascosta nel suo guscio. In questa immaginazione percepiamo quelle forze nel Mondo che hanno portato l’evoluzione un passo avanti dopo che le potenze dei Gemelli avevano causato la frattura tra il Mondo Spirituale e quello fisico. Vediamo l’immagine del materialismo che ha tagliato il filo che ancora collegava i due mondi con le taglienti chele del pensiero legato ai sensi e si è ritirato nella cavea rocciosa del cranio. Ma se trasformiamo questa immaginazione, osserviamo come essa venga mutata nell’immagine di una coppa rovesciata ricolma dei frutti dell’anelare morale umano. Malgrado l’esperienza di temporanea separazione dal Mondo Spirituale durante la vita sulla Terra, questa coppa può essere la portatrice del cibo sostentatore in un’epoca futura molto distante. Personalità come Edward Geo, Bulwer-Lytton, R. W. Emerson e John Ruskin sono collegati al Cancro attraverso la Luna.

Allorché la Luna è nella Costellazione del Leone, possiamo avere l’immaginazione di una testa di Leone che guarda attraverso noi come se fossimo trasparenti e guarda oltre noi in una distante lontananza. In essa vediamo l’immagine dell’accumulazione spirituale, attraverso le ère, dei conseguimenti e dei raggiungimenti umani sulla Terra. È l’immagine del coraggio, dell’intrapresa, dell’orgoglio. Per uno che evolve le sue capacità animiche, essa muta in un’immagine nella quale la natura animale viene soggiogata dalle tempeste del Destino, sino a che le qualità egoistiche non siano trasmutate in uno stato interiore di accettazione della sfida del Destino. In questa lotta tra la natura egoistica e le Potenze del Destino che guidano il Mondo, possiamo sviluppare una conoscenza sovrasensibile dei piani superumani e delle Potenze che guidano spiritualmente l’umanità. Possiamo allora riconoscere le Entità Spirituali che operano dietro i movimenti del Cielo Stellato e formano il destino degli esseri umani e del Mondo. Questo può essere facilmente raggiunto nella nostra epoca. Molto spesso le forze animiche degli individui si smarriscono in questa lotta. Benjamin Disraeli era collegato col Leone attraverso la Luna nel suo cielo di nascita e così anche Tolstoj. L’ex-imperatrice Carlotta del Messico aveva la Luna nella stessa posizione alla sua nascita. Ella era la moglie dell’infelice Imperatore Massimiliano del Messico, fucilato dagli insorti messicani, e divenne folle dopo la morte del marito.

La Luna in Vergine ci appare nell’immagine della Madre Celeste di ogni esistenza che conosce i segreti della Creazione. Nei tempi antichi la gente sperimentava questa Entità nell’atto di tenere un fascio di spighe di grano in mano, simbolo di maturazione. L’esoterismo cristiano può evolvere ad un punto in cui vediamo non solo la celeste Vergine Madre ma anche il Bambino dell’Universo che cresce come Sole raggiante nei più remoti spazi del Cosmo. Le potenze d’immaginazione che fluiscono nel mondo dalla parte più intima dell’anima dell’individuo verso la Luna, in questa Costellazione creano azioni che sono della più grande importanza storica, tuttavia esse non sono mai alla superficie degli eventi terreni. Esse stanno dietro, nel retroscena delle correnti dell’evoluzione dell’umanità. Sebbene queste azioni siano raramente riconosciute dai contemporanei, la loro influenza è la più forte di tutte e arriva lontano nel futuro, quando i portatori fisici di questi impulsi, gli “impulsi dell’infante” dell’umanità, non sono più vivi. In questo gruppo possiamo nominare personalità come Giovanna d’Arco, Ticho de Brahe e Rudolf Steiner.  La Luna nella Costellazione della Bilancia guida all’immaginazione della bilancia del giudizio cosmico, come la gente l’ha percepita sin dai tempi antichi. Sperimentava il giudizio cosmico Nostradamus, il famoso astrologo che alla sua nascita aveva la Luna in Bilancia, allorché scrisse le profezie che giungevano molto oltre la sua epoca. Esse erano velate immaginazioni del Destino dei popoli europei che s’inverarono molto dopo la sua morte. Comunque, la chiaroveggenza cristiana può sperimentare la trasformazione di questa immaginazione in un’altra impressione; la Bilancia diviene allora le due mani che delicatamente ed invisibilmente operano nel Mondo come Potenze risanatrici ed equilibratrici. Esse spianano il cammino per la rivelazione dello Spirito nel Mondo. Quest’immaginazione diviene manifesta nella vita di Raffaello Sanzio. Nella sua pittura possiamo sperimentare il magico potere di queste mani risanatrici.

(Continua)

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LETTURA DI TESTI ANTROPOSOFICI: LA SCIENZA OCCULTA (di F. Giovi)

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Il potere di risvegliare, all’interno del pensiero, l’originario elemento creativo, è stato donato da Rudolf Steiner mediante una articolata sequenza di immagini riguardanti la biografia, cosmica e metastorica dell’entità umana.

Tali immagini suscitano nell’anima la forza del ricordo che è uno dei più profondi e segreti poteri del pensiero. E’ una possibile trasmissione iniziatica nella forma richiesta dai nuovi tempi poiché essa si può attuare solo per decisione cosciente e capacità del discepolo di rispondere con corrispondenti forze dell’anima (pensare, volere e sentire) al contenuto trascendente risorgente da quelle immagini.

Un tempo, il discepolo giungeva alla visione delle gerarchie di potenza sovrasensibile in quanto veniva portato dagli Jerofanti ad un distacco dal corpo fisico-eterico per giungere ad una estatica immersione nel mondo dello Spirito, così da ricevere una intensa impressione. Questa, a sua volta si imprimeva nel corpo eterico rinnovando completamente la sua vita.

Nella via iniziatica tracciata da Rudolf Steiner, il discepolo conquista (e simultaneamente riceve) la “visione penetrante e trasformante” in un perfetto stato di destità senza regredire né alla catalessi né a forme, più o meno leggere, di trance. Questo pare risaputo finchè il discepolo non si accorge che, sui primi passi, può bastare l’evocazione e l’immersione in un’immagine per abbassare lo stato di veglia, per cedere impercettibilmente al sogno (da cui le tante “veggenze” che passeggiano per il mondo dell’occulto).

Ogni operazione interiore che declini a condizioni di coscienza inferiori alla comune coscienza sensibile, è già fallita.
Perciò ogni iniziativa deve risultare cosciente e poggiata su un robusto esercizio dell’anima in tale direzione. A fronte delle immagini suscitate sono pure necessarie capacità di reale spregiudicatezza, di silenzio interiore e di calma al limite dell’impersonale.

A mio parere l’ideale potrebbe essere un atteggiamento d’anima e coscienza, magari non percepito ma inteso come il prodotto dalle discipline formative idonee allo sviluppo delle summenzionate qualità. Ciò per permettere una serena Spontaneità nel dedicarsi ai pensieri e immagini senza i lacci e lacciuoli di retro/pensieri di disciplina, che facilmente riempiono di sé l’anima e fatalmente la irrigidiscono.

Già la forma dell’insegnamento può presentare seria difficoltà a molti poiché esso è del tutto privo di enfasi, di retorica e verbalismi affascinanti: persino noioso se il proprio accostarsi desidera dall’esposizione dell’occulto una reazione che soddisfi il piacere dell’intelletto o del sentimento: ciò che giustamente fino a ieri, se confrontato con il ‘sacro’ veniva definito come ‘profano’.

Sperimentalmente è davvero meglio seguire l’indicazione, poco raccolta, del Dottore: pensare i pensieri così come sono esposti (e, per l’amor di dio, null’altro).

Come per il controllo del pensiero e ancor più per la Concentrazione, è un agire quantitativamente minore di quello che la natura umana ordinaria si sente disposta ad elargire. Anche quando non siano impulsi a connettere pensieri estranei, vaganti o antroposofici che possano essere, si pregiudica il percorso dei pensieri che si ravvivano con l’attenta lettura, persino tingendo l’anima di una artefatta sacralità o con la predisposizione alla razionalità critica.

Sull’astensione dalla razionalità critica molti si inalberano, quasi si consigliasse loro il suicidio come presupposto. Qui, in linea di massima, c’è solo il moto di difesa del nostro essere psicofisico che, da usurpatore quale è in realtà, si sente minacciato da ciò che veramente può rovesciarlo dal trono che non gli appartiene. Però, da altro punto di visuale, può anche indicare che il soggetto non è al momento maturo o idoneo per questa esperienza.

Che sia un gioco dell’astrale inferiore, può essere svelato già quando ci si rapporti alla vita ordinaria. Faccio un esempio: siamo sull’ultimo gradino della scaletta che porta al mare. Che si fa? O si torna indietro, ci si riveste e si torna a casa o ci si immerge: immergendosi sperimenteremo il mare. Ma stando sull’ultimo gradino, su quell’ultimo gradino ad almanaccare intorno ai corpi immersi nel liquido e così via, ci manterremmo nella più sterile o stupida posizione possibile. Lo stesso vale con “La Scienza Occulta”.

Il “pensare i pensieri così come sono esposti” stimola immagini. Tali immagini hanno il potere di non accatastarsi nella testa ma di scendere nel torace e negli arti. Ossia nel sentire e nel volere. Se la coscienza pensante continua a dedicarsi “solo” a quest’opera, un contenuto sovraumano (Aurobindo direbbe sovra-mentale) viene, fluisce ed anima il pensare ordinario che stavamo usando.

Compito della pregressa educazione interiore o di un momento di Grazia è permettere che il potere iniziatico interno alle immagini non si perda nella banalità del pensiero che si aliena e nella avida meschinità del sentire personale ma, oltrepassando per propria virtù il limite astrale, giunga ad imprimersi nel corpo eterico. Una più complessa struttura di immagini (come l’insieme completo dell’Antico Saturno) può portare assai oltre: è possibile udire le sonorità espresse dal Principio.

Così “La Scienza Occulta” può divenire la strada e la porta dei Misteri iniziatici, diversa dall’antica poiché dipendente dalla attività individuale e cosciente. Le immagini date dall’Iniziato Solare sono congegnate in modo da ‘contenere’ la Potenza superatrice del pensiero decaduto. Sul confine del pensiero morente, attende la forza originaria dello Spirito e, in momenti di calma dedizione, essa può scendere nell’uomo, attraversarlo in tutti i suoi veicoli, possedendo il potere della Trasmutazione sino al corpo fisico: è davvero la Pentecoste dei nuovi tempi.

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CAGLIOSTRO E LA NASCITA DEL RITO EGIZIANO (di F. De Pascale)

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“Il culto interiore della Verità, l’indipendenza dall’<<opinione pubblica>>, dalle propagande, dal <<sentito dire>>, la ricerca della realtà dietro la parvenza, la continua lotta contro lo Spirito della Menzogna, la volontà di conoscere il contenuto non evidente delle situazioni e ciò che si cela dietro le generali calunnie o esaltazioni umane, costituiscono la disciplina della Verità, che libera dal Male: disciplina che viene assunta come un dovere di fondamento da chi segue la via spirituale.

È una simile disciplina che, esigendo il continuo sacrificio delle simpatie e delle antipatie personali, porta l’intimo dell’anima alla relazione vera con gli altri: relazione sostanzialmente possibile grazie a una confidenza di fondo con il Divino, da cui si vede scaturire in ciascun essere la reale forza: la forza della guarigione spirituale.

Si sa di essere a contatto con la forza che può tutto e da cui può fluire la Verità, o la Rivelazione, su tutto”.

Massimo Scaligero

Guarire con il pensiero, pag 179

Edizioni Mediterranee

Roma, 1975

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Animæ sidereæ

meæ dilectæ reginæ cælestis,

in gaudio atque luce,

in æternum fideli corde,

mea cum anima tota,

hoc opus dicavi.

Auctor

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Anteprima 

Cagliostro e la nascita del Rito Egiziano

 

«Ogni luce viene dall’Oriente, ogni iniziazione viene dall’Egitto».

Mémoire pour le comte de Cagliostro

accusé par le Procureur Général – Paris, 1786.

 

Queste parole, davvero emblematiche, (in Appendice, pag.765 e segg. il testo integrale) – pronunciate dal Conte di Cagliostro di fronte ai giudici del Parlamento di Parigi, riuniti come Tribunale Regio, in occasione del famoso “Processo della Collana della Regina”, processo nel quale egli, assolutamente innocente, fu coinvolto a causa delle false accuse e delle calunnie mossegli contro da quell’intrigante scellerata e ladra che era Jeanne de Saint-Rémy, ovvero la sedicente contessa de La Motte-Valois, e nel quale, con voto unanime, fu mandato assolto in quanto, checché ne dica tuttora la parte avversa, riconosciuto totalmente innocente e assolutamente estraneo alla scabrosa vicenda – riassumono tutta intera l’essenza del suo pensiero e la storia della corrente spirituale alla quale egli apparteneva.

Ma in questo, Cagliostro non faceva che seguire le orme di quelli che fuor li maggior sui, giacché sin dall’antichità l’Egitto fu considerato essere non solo una terra sacra, ma addirittura l’Alma Mater di quella Tradizione Mediterranea che per millenni generò ed alimentò la Sapienza spirituale d’Occidente.

Alla Sapienza egizia attinsero i Greci non solo per la Religione e l’istituzione dei Misteri – per loro, infatti, i Misteri Eleusini non erano altro che la traduzione in forme, in immagini e in lingua ellenica dei Misteri egiziani d’Iside e d’Osiride – ma anche per le Scienze, le Arti e la legislazione sociale.

Alla medesima fonte di Sapienza attinsero per quasi due millenni, dopo il crollo del Mondo Classico e il sorgere di una nuova, gelosa e intollerante visione del mondo, molti di coloro che cercarono l’Iniziazione ad una Conoscenza superiore all’illusione dei sensi e alla labilità mortale.

Malgrado l’intolleranza confessionale e l’odium theologicum da allora imperanti, molti cercarono quell’occulta Sapienza egizia, che per segreti canali si trasmise sotto le forme dell’Ermetismo, dell’Alchìmia, della Teurgia, della Filosofia pitagorica, platonica e neoplatonica, durante tutto il Medioevo sino alla Rinascenza, allorché, come dopo un percorso carsico, il Nilo della Sapienza Egizia riemerse in parte alla luce visibile assieme a molta parte dell’antica Sapienza Classica greca, italica e romana.

E così si espresse, verso la fine dell’Ottocento, François Jollivet-Castellot, appartenente a quel variopinto, nonché alquanto agitato e bizzarro milieu parigino, risvegliatore dell’Occultisme (il termine occultismo era stato creato solo una generazione prima dal kabbalista Eliphas Levi), nella sua Histoire de l’Alchimie, pubblicata tra il 1897 e il 1898 sulla rivista Hyperchimie, da lui diretta (trad. it. a c. di Pietro Bornia, riedita da Bastogi, Foggia, 1992, p. 11):

«Il vero nome della Scienza Occulta, è Ermetismo.
Il simbolismo di questa parola ci esprime una pregevole rivelazione. Difatti sappiamo che i sacerdoti egiziani dichiaravano essere Ermete figlio di Osiride o di Misraim e di Iside.

Ora Osiride, il dio maschio, aveva per corrispondenza nel piano fisico il Sole; nel piano astrale, il principio animatore o creatore; e nel piano supremo, l’Essere, Colui che è!

Iside, poi, era la Natura feconda, sempre vergine e sempre pregna del Verbo, del figlio di Dio.
Iside simboleggiava il principio femmineo, la realizzazione, il polo fisso e materiale del fluido astrale, della sostanza eterna!

Ma questo Verbo di Dio, figlio della Vergine, chi poteva essere se non Ermete? – Ermete che è lo Spirito Santo Vivificatore o trasformatore senza posa di tutto, ch’è la Parola vitale, ch’è il Messia di tutti i secoli, ch’è la corporizzazione dei due termini precedenti? – Ermete, cioè, per dirlo più semplicemente, il Sale, che possiede in se stesso il Solfo e il Mercurio?».

Ora, poco importa che queste espressioni, figlie romantiche d’un Occultisme parigino fin-de-siècle, suonino errate alla disseccata filologia universitaria, ch’esse contraddicano i dati disanimati di un’archeologia e di una disciplina storico-religiosa, riducenti tutto alla bidimensionale astrattezza di un intellettualismo esangue e meccanico. Esse, pur nella loro imprecisione e genericità, evocano ed alludono ad un contenuto vero, come vere sono tutte le cose eterne.

Contenuto, comunque, che vanamente si tenterebbe, nella sua estraformale potenza, di racchiudere in parole umane. Queste parole divengon vere nella misura in cui il loro contenuto ineffabile viva nell’anima di chi le pensa o le pronuncia o le medita come veicolo e veste di una verità-realtà intuita.

Verità o realtà che non può essere conosciuta se non amata, essendo la conoscenza vera, appunto, amore. È noto come di Cagliostro venisse detto: Pour savoir ce qu’il est, il faudrait être lui-même (ovvero, per sapere quello ch’egli è, bisognerebbe essere lui stesso).

È noto, altresì, come lo stesso Cagliostro amasse dire: Per conoscere una cosa, bisogna diventare quella cosa, per sapere che cosa sia l’amore, bisogna amare. E cioè che per conoscere ermeticamente qualcosa – ossia: veramente – bisogna diventare quella stessa cosa nella immedesimazione contemplativa.

L’oggetto del nostro studio è rappresentato da quella forma particolare che, a partire dal XVIII secolo in poi, l’Ermetismo ha assunto in taluni ambienti come massoneria egiziana, all’interno della quale le espressioni più notevoli furono l’Antiquus Ordo Aegypti seu Misraim, fondato a Napoli dal Principe Raimondo di Sangro di Sansevero il 10 dicembre 1747; il Rito dell’Alta Massoneria Egiziana ufficialmente fondato da Cagliostro a Lione nel 1784, anche se risalente in realtà a diversi anni prima; e il Rito di Misraim seu Aegypti, sempre da lui fondato o risvegliato a Venezia nel 1788, il quale, come vedremo nel corso della nostra trattazione, delle precedenti formazioni fu veicolo ed erede.

Questi Riti Egiziani – massonici solo fino ad un certo punto – della Sapienza Ermetica rappresentarono un veicolo all’interno di un movimento massonico, che già allora aveva largamente perduto il contenuto iniziatico: perdita che è la causa prima di quella degenerazione involutiva della quale si è ampiamente parlato nella Introduzione.

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ISIDE SOPHIA-SEDICESIMA Lettera (Parte II)

Denderah

SEDICESIMA LETTERA

Luglio 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

LA LUNA 

I ritmi della Luna si imprimono in tutti i ritmi di crescita organica sulla Terra. Possiamo scoprirli nei ritmi di crescita delle piante. I contadini dei tempi antichi lo sapevano, e così disponevano attentamente i periodi di semina e di piantagione secondo le fasi della Luna. L’antica saggezza è stata dimenticata nell’epoca moderna. Ma ora, il contadino e il giardiniere, che hanno acquistato fiducia nelle indicazioni della moderna Scienza dello Spirito, nuovamente tengono conto dei movimenti dei Pianeti, in special modo di quelli della Luna. Essi sono aiutati, nel loro anelito ad una nuova conoscenza dell’operare delle forze lunari nella natura, da esperimenti scientifici e dai moderni approcci a questo problema. (Vedi: Luna e crescita delle piante, di L. Kolisko).

L’influenza ritmica delle forze della Luna rende manifesta se stessa non solo nell’esistenza del mondo vegetale, ma anche nella crescita di ogni sostanza organica; per esempio nei processi embrionali. Lì i ritmi della Luna sono importantissimi, specialmente nelle prime quattro settimane dopo il concepimento, che corrispondono ad un ciclo della Luna, da una fase tornando indietro alla stessa fase.

In rapporto all’evoluzione embrionale dell’essere umano, possiamo scoprire una relazione molto significativa tra i ritmi della Luna e il destino che è impiantato nel corpo che cresce. Ricerche fatte in relazione ad un gran numero di personalità storiche hanno mostrato che i ritmi della Luna corrispondono ai periodi delle vite terrene di queste individualità. La Luna ha bisogno di 27,3 giorni per completare un ciclo attraverso lo Zodiaco, cioè ritorna nella stessa Costellazione nel quale stava 27,3 giorni prima. L’evoluzione embrionale umana comprende, mediamente, dieci di tali cicli lunari; ossia 273 giorni. Ognuno di questi cicli corrisponde ad un periodo di sette anni della vita che seguirà la nascita dell’essere umano. Per esempio, il periodo dal concepimento alla fine della quarta settimana embrionale è in relazione con i primi sette anni della vita della persona dopo la nascita, le successive quattro settimane sono in relazione con il periodo dai sette ai quattordici anni ecc.

La Luna ritorna sempre, dopo quattro settimane, al punto dello Zodiaco nel quale stava all’epoca del concepimento. Se troviamo che un certo evento cosmico ha avuto luogo durante il quarto ciclo embrionale della Luna, possiamo pure trovarlo realizzato nella biografia di quest’essere umano durante il quarto dei settenni nella vita dopo la nascita, cioè emerge negli eventi del periodo tra i 21 e i 28 anni d’età. Un tale evento che si riflette nella posteriore vita può essere un aspetto tra due Pianeti come una congiunzione, o un’opposizione o un altro aspetto; oppure può essere un’importante evoluzione di un singolo Pianeta, come la transizione da una Costellazione ad un’altra.

Così la Luna riunisce, per così dire, la mèsse di eventi cosmici nella sua coppa e li riversa o li intesse, a seconda dei destini individuali, nei corpi degli esseri umani che sono in procinto di entrare nel mondo fisico. Qui la Luna si presenta come la grande “tessitrice” cosmica che procura il pane del destino che viene cotto con la mèsse delle precedenti vite terrene, affinché possa venire elevato e spiritualizzato a livelli superiori dell’attività morale umana. Possiamo scoprire l’influenza della Luna pure nella sfera “animica”. I cambiamenti atmosferici e metereologici attorno al globo del nostro Pianeta possono essere riconosciuti come l’espressione di una vita animica della Terra. In una certa misura possiamo includere il fenomeno delle maree in questi processi animici. Essi sono un’espressione visibile di queste ritmiche attività respiratorie della Luna di cui abbiamo parlato più sopra. In realtà, le maree e gli eventi metereologici sono in relazione con i movimenti ritmici della Luna. Certamente la cruda affermazione che la Luna fa il tempo è insufficiente e persino dilettantesca, ma se studiamo il retroscena animico dei fatti metereologici, allora scopriremo chiaramente l’influenza della Luna. Ciò si applica principalmente al periodo dell’elemento acqueo sulla Terra. L’”acqua” della Terra è uno dei principali domìnî delle forze della Luna. Vedremo nella successiva descrizione ove nasca questa relazione.

L’influenza del ritmo lunare può essere osservata altresì nei ritmi dell’anima umana o nella vita di coscienza. È persino comparativamente facile fare osservazioni delle condizioni animiche del nostro ambiente umano e di noi stessi.

Troviamo sempre nei periodi di Luna Piena – a meno che ciò non venga inibito da più forti eventi stellari – che l’anima umana è più attiva che in altri periodi. Essa è, per così dire, espansa nell’intero Universo. Il pensare umano e l’immaginazione sono molto più animati durante questi periodi e molto più pronti ad imbarcarsi in azioni avventurose e magnanime. Ma nell’epoca della Luna Nuova la nostra vita animica è maggiormente contratta, passiva, è volta al mondo circostante. La nostra vita animica allora può essere maggiormente in uno stato di interiore ricettività. In quel periodo l’anima umana è in una condizione simile alla sfera lemniscata della Luna che abbiamo descritto più sopra. Mediante questa contrazione essa può essere in se stessa più sveglia, mentre nello stato opposto – la Luna Piena – può provocare una condizione cosmicamente sognante. Questi ritmi si manifestano in special modo nelle attività artistiche.

Sarà ora nostro còmpito trovare perché queste influenze emanino dalla Luna. Da precedenti descrizioni sappiamo che le sfere dei Pianeti indicano pure l’estensione delle attività delle Gerarchie Spirituali. La sfera della Luna arriva più lontano della sfera della Terra. Così essa è il luogo di dimora degli Angeli nell’Universo. Essi sono attivi anche entro la sfera della Terra, perché la sfera della Luna compenetra la sfera della Terra, ma la loro influenza si estende al di là, fuori nell’Universo. La Gerarchia degli Angeli ha compenetrato specialmente la Luna e la sua sfera con la propria attività; perciò, se comprendiamo un po’ del loro essere, comprenderemo pure le influenze della Luna sugli eventi e gli esseri della Terra.

Nella Lettera Quarta abbiamo delineato brevemente le attività degli Angeli all’interno dell’evoluzione dell’Antico Saturno. Essi crearono allora una sorta di metabolismo di calore con l’aiuto degli Spiriti dell’Armonia. Se immaginiamo questa specie di nutrizione cosmica, il calore affluente negli antenati della razza umana e poi di nuovo defluente da essi dopo una specie di digestione, abbiamo allora una grande immaginazione dei processi che abbiamo sopra descritti; cioè dei cambiamenti della vita animica umana tra lo stato d’animo dell’attività e della ricettività in relazione alla Luna Piena ed alla Luna Nuova. Avendo gli Angeli creato questi ritmi, essi sono ancora collegati con questa sfera della Luna. Con il ritmo che è impresso da epoche primordiali in questa sfera, il calore animico viene inalato dall’umanità, e ciò si manifesta come attività e positività; mentre, quando il calore animico viene esalato, a seconda delle fasi della Luna, ciò si manifesta nella passività. Nella nostra epoca noi dovremmo evolvere ad una condizione animica che ci renda capaci di stare maggiormente al di sopra di questi ritmi che sinora ci hanno afferrato “dall’esterno”. Dovremmo trasformare questo ritmo in un equilibrio cosciente tra l’attività nel mondo dei sensi e l’attività nel mondo interiore dell’immaginazione.

All’interno dell’evoluzione dell’Antico Sole troviamo che gli Angeli furono di nuovo attivi in una sorta di metabolismo, ma questa volta tutte le condizioni erano cambiate. Il corpo del nostro antenato umano consisteva in una sorta di guaina e di scheletro di calore, per così dire, che conteneva “aria”. Così gli Angeli, ancora con l’aiuto degli Spiriti dell’Armonia, causarono cambiamenti e trasformazione dell’ “aria” dall’interno. Se meditiamo su questi eventi, riceviamo un’impressione che ci ricorda degli eventi che hanno luogo oggi nell’atmosfera che circonda il globo terrestre. È quasi come se visioni ed immaginazioni sottilissime e splendide di forme animali s’imprimessero sull’ “aria” e scomparissero nuovamente dopo qualche tempo. Questa antica attività degli Angeli è scritta altresì nella sfera della Luna, ed appare nella relazione dei ritmi e dei movimenti della Luna con la vita animica della regione atmosferica e metereologica della Terra di cui abbiamo sopra parlato.

Nel successivo ciclo di evoluzione, che chiamiamo evoluzione dell’Antica Luna, gli Angeli erano ancora attivi. Essi erano evoluti ad un superiore stato di esistenza, e le condizioni generali sull’Antica Luna erano considerevolmente mutate. Ora il corpo fisico degli antenati dell’umanità consisteva non solo di calore e d’aria, bensì anche di “acqua”, nella quale una parte della sostanza originaria si era condensata. Insieme a ciò, avvenne una “scissione” in questo ciclo di evoluzione. Le Gerarchie Superiori non vollero collegarsi con questa condensazione, cosicché esse si ritirarono su un altro corpo o regno cosmico. In tal modo, giunse una dodecuplicità in tutto ciò che esisteva in quell’Universo, e in special modo i nostri antenati umani furono attirati in questa polarità. Vi furono tempi in cui essi vivevano entro un corpo che era stato maggiormente densificato e nel quale avevano una coscienza più luminosa, poiché erano ora dotati di un corpo animico. Vennero poi per loro dei tempi nei quali il loro corpo venne corrotto da queste forze di coscienza. Il corpo animico venne allora ritirato nel regno delle Gerarchie Superiori, in cui esso raccoglieva forza una volta di più per rivivificare il proprio corpo. Quest’ultimo non era stato dissolto nel frattempo. L’intero processo fu più simile ad uno staro tra l’esperienza della morte e dell’addormentarsi e quella della nascita e del risveglio. Qualcosa di simile ad un seme, o ad una radice, era stato lasciato indietro: qualcosa che potesse essere vivificato allorquando il corpo animico del nostro antenato umano ritornava dal suo soggiorno nella regione superiore. Questo antenato allora non aveva conquistato l’ “Io” , e gli Angeli lo guidavano attraversando queste metamorfosi del suo essere. Essi protessero i “semi” e li portarono a “germinazione”.

Così il nostro antenato umano sull’Antica Luna aveva una dodecupla natura persino nel suo corpo. Una parte era simile ad una testa che procurava altresì una coscienza più luminosa, ma essa era conficcata, per così dire, come la radice di una pianta negli “strati” più densi di questo Pianeta. L’altra parte mostrava la sua relazione con le altezze colme di calore e di aria dell’Universo lunare. Essa era come le foglie e i fiori di una pianta. I processi di fioritura e di appassimento erano guidati dagli Angeli, ed un intero gruppo di questi esseri era sotto la guida di un Angelo che era il loro “Io di gruppo”.

Possiamo ora comprendere perché la Luna e la sua sfera, come luogo di dimora degli Angeli, operi nei processi di germinazione e di crescita delle piante e, allo stesso modo, in tutti i processi organici degli esseri viventi. Essa è così fortemente collegata con l’evoluzione embrionale.

(Continua)

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ISIDE SOPHIA-SEDICESIMA Lettera (Parte I)

Denderah

 

SEDICESIMA LETTERA

Luglio 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

LA LUNA 

Ora, dopo la conclusione della descrizione dei Pianeti superiori – Saturno, Giove, Marte e Sole – dovremo esplorare le attività dei Pianeti inferiori: Mercurio, Venere e Luna. Dovremo entrare in un mondo abbastanza diverso da quello dei Pianeti superiori e delle loro attività, proprio come il Mondo Animico dell’essere umano è interamente diverso dalla regione dei suoi princìpi corporei. La Luna è la “più vicina” oggi alla nostra coscienza animica, perciò cominceremo con lei.

La Luna

Nelle Lettere Undicesima Tredicesima abbiamo menzionato l’idea del movimento in forma di lemniscata sia dei movimenti del Sole che della Terra. Secondo quest’idea, anche il cammino della Luna appare abbastanza diverso da quello dato dal punto di vista copernicano. Esso appare come una linea serpentina lungo la  lemniscata Sole-Terra; comunque, pensare i movimenti della Luna – così come quelli del Sole e della Terra – come quelli aventi luogo su certe linee nello spazio dell’Universo, ci guiderebbe soltanto ad un’altra astratta prospettiva dell’Universo.

A meno che non impariamo ad immaginare i tragitti dei corpi celesti come confini degli organi viventi di quell’Essere il cui corpo è l’Universo, possiamo sperimentare l’Universo come un’Entità che opera in tutti i regni della natura.

Per esempio, il movimento a forma di lemniscata del Sole e della Terra può risvegliare in noi l’impressione che questa lemniscata abbia una certa somiglianza con il sistema circolatorio del sangue del corpo umano.

Questa è una realtà. La  “corrente sanguigna” spirituale dell’Essere del nostro Sistema Solare causa il movimento del Sole e della Luna in forma di lemniscata. Naturalmente possiamo obiettare che la circolazione del sangue umano non costituisca una semplice lemniscata. È più complicata di quella. Ma nemmeno la lemniscata Sole-Terra è così semplice come può apparire a prima vista. Per esempio, ci sono movimenti portati in relazione ad essa che fanno sì che il corpo del Sole, durante l’anno, appaia in un cerchio.

In maniera simile dovremmo guardare il movimento della Luna. Il diagramma che segue ci aiuterà a riconoscere il suo carattere essenziale. La lemniscata tratteggiata esterna indica allora qual è il limite dell’invisibile, e tuttavia spiritualmente reale, corpo lemniscatico della Luna.

Quindici giorni più tardi vi sarebbe la Luna Nuova. Questa è l’epoca in cui la Luna sta tra la Terra e il Sole. Naturalmente nel frattempo il Sole e la Terra si sono spostati nella posizione (b). Ora, come possiamo vedere nel diagramma, la lemniscata della Luna si è contratta sino alla forma che viene indicata dalla lemniscata tratteggiata e interna.

Andando verso la successiva Luna Piena, questa forma a lemniscata del percorso della Luna si espanderebbe di nuovo e crescerebbe lentamente al di là della misura della lemniscata Terra-Sole. Possiamo osservare così un’espansione una contrazione continue del corpo lemniscatico della Luna in relazione alle sue fasi.

È una sorta di attività respiratoria che è molto caratteristica per la Luna, e che illumina le sue tendenze essenziali nei vari regni della natura.

 Corrispondono aisimboli, da sinistra a destra: Sole, Terra, Luna

Corrispondono ai simboli, da sinistra a destra: Sole, Terra, Luna

Possiamo volgere ora la nostra attenzione a quest’attività respiratoria della Luna. In Lettere precedenti abbiamo delineato le attività contraddittorie del Sole e della Terra. Abbiamo descritto il Sole come un “buco” nell’Universo la cui attività giunge lontano fuori nello spazio cosmico e aspira, per così dire, la sostanza astrale dai margini dello Zodiaco verso il centro. Tra la regione Stellare dello Zodiaco e il “buco” del Sole vi sono i Pianeti superiori e specialmente la Terra. Essi sono le pietre miliari della condensazione di questa sostanza astrale nella materia. La culminazione di questa attività condensante ha luogo sulla Terra. Poi di nuovo nello spazio tra la Terra e il Sole, ove troviamo i Pianeti inferiori, ha luogo la dissoluzione ed eterizzazione della materia. Così l’attività aspirante del Sole è la causa indiretta della materializzazione della sostanza astrale, ed è poi infine il foro attraverso il quale la materia viene dissolta e riportata indietro alla sua origine eterica dopo che la natura dei Pianeti superiori e quella della Terra hanno operato un’impronta su di essa.

La Luna sta tra queste attività del Sole e della Terra. Il diagramma ci mostra che, all’epoca della Luna Piena, la Luna e il suo corpo lemniscatico sono fortemente connessi alla regione dello spazio che è preposta al processo di materializzazione “dietro” la Terra, poiché il corpo lemniscatico della Luna è esteso molto oltre la sfera in cui ha luogo l’attività dissolvente ed eterizzante tra la Terra e il Sole. All’epoca della Luna Piena, dobbiamo così presumere che la Luna abbia una tendenza creatrice di materia. All’epoca della Luna Nuova il corpo della Luna e la sua lemniscata sono all’interno di quella sfera di eterizzazione tra la Terra e il Sole, e dobbiamo presumere un’attività maggiormente dissolvente ed eterizzante. In mezzo, grosso modo all’epoca del Primo e dell’Ultimo Quarto, essa dev’essere neutralizzata o trasmutata da un’attività all’altra.

Perciò, possiamo concepire la Luna come la grande “tessitrice” cosmica, che tesse le sostanze cosmiche nell’esistenza terrestre e le riprende nuovamente nel Cosmo come Immaginazioni eterizzate delle dissolte forme terrene.

Possiamo trovare questa ritmica attività tessitrice delle forze della Luna ovunque nella natura e nell’umanità. La sua attività creatrice di materia è stata tracciata scientificamente mediante esperimenti. Già nel secolo scorso [n.d.C.: nell’Ottocento] uno scienziato, che da allora è stato dimenticato, provò la creazione della materia. Il suo nome era Herzeele. Pochi anni fa uno scienziato, il Dr. Hauschka, trasse quest’idea dall’oblio. In esperimenti accuratamente predisposti, in relazione alla germinazione dei semi delle piante egli provò che ha luogo un aumento di materia che può essere pesato e misurato. Egli scoprì che ciò avviene all’epoca della Luna Piena. Con lo stesso metodo scoprì che una diminuzione di materia si manifesta in relazione con la Luna Nuova. Abbiamo qui la conferma della conclusione cui eravamo giunti allorché avevamo alzato gli occhi alla cangiante lemniscata della Luna, che appare intessuta nelle attività del Sole e della Terra come una sorta di fattore equilibrante.

Possiamo ora capire perché la falce della Luna crescente sia stata sperimentata da alcuni veggenti come l’immagine della coppa sempre alimentante del Santo Graal e la parte oscura della faccia della Luna, il cui profilo può essere pallidamente riconosciuto immediatamente dopo la Luna Nuova, come l’immagine dell’Ostia Santa che discende come sorgente di salute eterna. Verso l’epoca della Luna Nuova la coppa si svuota e poi è già pronta a ricevere nuovamente le forze dell’Ostia Santa ch’essa riversa sulla Terra durante il periodo della Luna crescente. Così la storia del Graal, della Sacra Coppa sostentatrice, non è semplicemente una bella fantasia. È una realtà.

 (Continua)

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ISIDE SOPHIA-QUINDICESIMA Lettera (Parte I) – Continuazione

Denderah

QUINDICESIMA LETTERA

Giugno 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 3

(Link alla parte precedente)

Il conte Leone Tolstoj nacque il 9 settembre 1828 nuovo stile [calendario gregoriano]. In questo giorno il Sole era nella Costellazione del Leone, vicinissimo al punto di transizione dal Leone alla Vergine. All’epoca del suo concepimento il Sole era nello Scorpione. Così lo “spazio aperto” comprende le Costellazioni della Vergine, della Bilancia e parte dello Scorpione, ma la Vergine è la Costellazione dominante. Questa è la Costellazione opposta ai Pesci, che abbiamo trovato così fortemente collegata con Tommaso Moro. Perciò, l’anelito all’esperienza del Sole Spirituale nella Terra era vivo in Tolstoj in maniera abbastanza diversa che in Tommaso Moro, ma fu allo stesso livello, poiché cercava lo Spirito Solare all’interno dell’ordinamento sociale. Tommaso Moro sperimentava il Divino della Terra nella visione di uno Stato perfetto che è guidato interamente dalla religione. L’essere umano singolo è accolto nell’influenza di questa religione obbiettiva, che ordina la sua esistenza all’interno della comunità.

Per Tolstoj l’anelito per una comunità giusta ed armoniosa rivelò proprio il problema opposto. Egli non poté partire da un’obbiettiva istituzione religiosa che fosse capace di accogliere l’essere umano nelle sue braccia orientatrici e protettive. In effetti, ad una certa epoca della sua vita egli recise tutti i suoi legami che lo legavano alla Chiesa Ortodossa. Dovette partire dal suo proprio essere interiore. Per lui la domanda era ” Come posso trovare in me stesso la ’religio‘ eterna, come posso io trasmutare il mio essere imperfetto?”. Possiamo trovare questa ricerca del vero “umanesimo” nei primi libri come I Cosacchi. Arrivò così all’esperienza del Divino nella vita delle comunità, nei rapporti dell’umanità persino là dove essi confinano stranamente col caos sociale. Tutti i suoi romanzi lo dimostrano, in special modo il libro Resurrezione.

Tommaso Moro nella sua visione di Utopia guardò in faccia il Divino come esso si rivelava nell’ordinamento sociale. Tolstoj doveva discendere nelle insondabili profondità della natura umana al fine di trovare, oltre la caricatura dell’uomo, l’immagine splendente del Divino realizzata nella fratellanza umana. Egli trovò così lo Spirito Solare della Terra, ovvero la Terra nella Vergine, la “rivelazione segreta” dell’enigma della vita. Vi fu inoltre un’altra rivelazione a lui dello Spirito della Terra che portò l’esperienza della Vergine ad un superiore compimento.

Tramite il suo destino egli era stato portato alla convinzione che l’equilibrio dell’anima fosse la medicina della quale abbiamo bisogno per divenire realmente umani. Nella sua gioventù egli aveva vissuto la vita sfrenata e selvaggia di un giovane nobile russo, fino a che non riconobbe l’effetto rovinoso di questo tipo di vita sulla sua vera umanità. Da quel momento lo vediamo anelare e lottare per l’equilibrio, e in molte immagini dei suoi romanzi possiamo trovare questo equilibrio realizzato in descrizioni meravigliose. Esse sono i centri risanatori dentro al tumulto degli eventi. E’ la realizzazione della ricerca dello Spirito Divino della Terra, che viene indicata nella posizione della Terra in Bilancia, come ha luogo nell’oroscopo di Tolstoj. Inoltre dovette sempre combattere duramente per l’equilibrio nella sua anima. Sempre di nuovo dovette attraversare crisi nelle quali tutto quello che aveva raggiunto sino ad allora sembrava essere lacerato in pezzi e diventare indegno. Ma sempre di nuovo egli si risollevò e salì a più alti stadi di umana perfezione. Queste continue esperienze di morte divennero la fonte della sua tremenda attività e produttività. E’ l’esperienza della Terra nello Scorpione. La Costellazione opposta alla Terra nel Toro, ereditando l’anelito alla rivelazione del Divino nella molteplicità della creazione, accende l’impulso a cercare la manifestazione dello Spirito Solare nell’indomabile Spirito creativo che sorge dalla morte e dalla distruzione.

Il famoso astronomo Ticho de Brahe nacque il 14 dicembre 1546, allorché il Sole era nella Costellazione del Sagittario. All’epoca del suo concepimento esso era appena entrato nei Pesci. Perciò, il Sole non era stato nelle Costellazioni del Sagittario, del Capricorno e dell’Acquario, ed esse formano lo “spazio aperto” ovvero l’aspetto della Terra del suo cielo di nascita.

Ticho nacque in una nobile famiglia danese. Il padre cercò di allevare suo figlio affinché entrasse nella carriera politica e così, sotto la guida di un tutore, lo inviò all’università per gli studi di giurisprudenza. Tutta la severità del tutore non poté impedire a Ticho di percorrere la sua via. Mentre i Tutore era addormentato, Ticho si arrampicava sul tetto della casa ed osservava le stelle con strumenti molto primitivi. All’età di 16 anni aveva già fatto importanti scoperte. Nessuno poteva impedirgli di diventare matematico e astronomo. Dopo molti viaggi, con l’aiuto del re di Danimarca, egli si stabilì sulla piccola isola danese di Hveen. All’età di 30 anni costruì lì un osservatorio, e per un lungo, pacifico periodo riuscì a compiere estese osservazioni astronomiche. Produsse, tra le altre cose, un catalogo contenente le esatte posizioni di circa mille Stelle sino ad allora non registrate.

La determinazione con la quale questa individualità percorse la sua vita sin dalla prima Gioventù, ci mostra la direzione della sua ricerca dello Spirito Solare sulla Terra. E’ la Terra nel Capricorno che lo compenetrava con l’impulso a cercare lo Spirito in ciò che il suo occhio poteva rivelargli della moltitudine delle Stelle sopra di lui. Nella Costellazione opposta del Cancro abbiamo incontrato, in relazione con Emerson, l’esperienza del Calice nel quale fluivano azioni, colpe e speranze umane nel corso della Storia. Ticho de Brahe osservò e divenne l’Alto Sacerdote dell’altro Calice nel quale le anime umane vanno al momento della loro morte e dal quale esse provengono quando nascono: il Calice del Cosmo nel quale la Terra è incastonata. Nella rivelazione accordata tramite l’attività del suo occhio, egli sperimenta lo Spirito Divino della terra. L’Universo al di sopra di lui sicuramente non era soltanto un Mondo meccanico. Per lui era un Essere vivente, col quale egli poteva fluttuare attraverso lo spazio cosmico, il cui cuore batteva e il cui linguaggio poteva comprendere.

Non era soltanto quello che oggi chiameremmo un astronomo, era anche un astrologo, sebbene dobbiamo immaginare che a quel tempo ciò avesse implicazioni diverse che non oggi. Predisse la morte del sultano turco Solimano, quasi nello stesso giorno in cui ciò avvenne realmente. Predisse pure altri eventi che si avverarono dopo la sua morte. In questa relazione interiore con le Stelle, e nella percezione del loro linguaggio, scopriamo ancora un’altra esperienza dello Spirito Solare indicata dalla Terra in Acquario, tuttavia ciò non comprende interamente il carattere universale di questa personalità. C’era ancora dell’altro. Il suo osservatorio sull’isoletta di Hveen era un edificio stranissimo. Sul tetto di questo, ove venivano fatte le osservazioni astronomiche, stavano gli strumenti usati per la misura delle angolazioni delle posizioni Stellari. Ma nel seminterrato della casa vi era qualcosa di simile al laboratorio alchemico, nel quale le sostanze della Terra venivano bollite ed esaminate tenendo conto della loro relazione con le Stelle. Quest’anelito ad una conoscenza della natura cosmica delle sostanze della Terra rivela ancora un’altra relazione con lo Spirito Solare che aveva collegato Se Stesso con la Terra. Ciò è indicato nella posizione della Terra in Sagittario che realmente si presentava nell’oroscopo di Ticho come abbiamo fatto notare più sopra.

Ci sono soltanto pochi esempi che possono mostrare come l’anima che discende da altezze cosmiche sperimenti la Terra come l’unico luogo ove egli può incontrare lo Spirito Solare del nostro Universo.

Quando l’anima passa attraverso la sfera del Sole nella vita tra morte e nuova nascita, ha un’esperienza dolorosa. Trova il Sole abbandonato dal suo Spirito dirigente di un tempo, poiché il Christo si è unito alla Terra. Perciò, l’anima viene colmata dal desiderio di ritornare alla Terra per sperimentarvi lo Spirito della Terra. Le rivelazioni del Divino Spirito della Terra sono molteplici, e l’essere umano può riceverle secondo le condizioni di “percezioni” acquisite in precedenti incarnazioni. La direzione di queste possibilità viene indicata nello “spazio aperto” dell’oroscopo e in ciò che avviene in esso. Ciò comprende, naturalmente, solo una parte della dodecupla rivelazione dell’Essere del Christo. E’ la “libbra” (ovvero i “talenti” secondo la parabola dei Vangeli), che ci fu data dal Signore del Destino, ma è nostro còmpito incrementare il dono, ed esso deve diventare l’ideale cristiano di sperimentare sempre più in maniera comprensibile la rivelazione dello Spirito Solare.

Non c’è bisogno di dire, che è impossibile dare regole definite circa il carattere della relazione dello Spirito della Terra nelle varie Costellazioni. Questo è appunto il carattere distintivo del terzo “Mistero Solare”, che possiamo soltanto accostare allorché diventiamo attivi e creativi nelle nostre anime. Nulla accadrebbe se sedessimo soltanto ed aspettassimo che qualcosa giungesse a noi, altrimenti il “talento” che abbiamo ricevuto potrebbe esserci portato via.

Se impariamo a guardare il cielo di nascita, l’oroscopo, dal punto di vista della nostra propria attività spirituale; se possiamo scorgere l’indicazione verso la perfezione e il compimento della nostra esistenza come esseri umani, allora possiamo giungere ad una cognizione interamente diversa dell’ “oroscopo”. Non esisterà più allora l’oscuro, persino crudele dominatore sulle nostre vite, bensì la mano orientatrice del nostro Amico in cielo che ci mostra la Via alla vera cristianità umana.

GLI EVENTI IN CIELO

Siamo stati testimoni nei pochi mesi passati delle scene finali di un dramma storico che era iniziato già vent’anni fa. Se avessimo guardato con occhi conoscitori gli eventi in Europa Centrale nell’anno 1933 e dopo, avremmo visto che essi portavano entro se stessi i semi della distruzione. Gli eventi nel 1944 e nel 1945 furono soltanto la rivelazione del gigantesco spazio vuoto che era stato creato ove una volta esisteva la Germania. Spessissimo abbiamo chiesto a noi stessi: “Come è stata possibile questa distruzione, e che cosa ha provocato questa decadenza?”.

La scrittura Stellare può aiutarci a trovare la risposta a queste domande. Ma non dobbiamo cercarle negli attuali eventi in Cielo. Le cause reali giacciono molto più indietro nel tempo. Per dirlo in maniera chiara, molte delle tendenze che iniziarono in Europa Centrale nel 1933 avevano le loro radici negli eventi collegati con la conquista del Messico al principio del XVI secolo. Non tutti, ma molti di essi avevano la loro origine lì. La scrittura delle Stelle lo può chiarire.

Hernando Cortès salpò dall’isola di Cuba il 18 novembre 1518 per conquistare il Messico. Sbarcò sulla costa del Messico nel marzo 1519 e fondò la città di Vera Cruz. Esattamente in quel momento il Pianeta Saturno entrò nella Costellazione del Capricorno. Cortès bruciò le navi con le quali lui e il suo piccolo esercito avevano attraversato il mare, cosicché nessuno potesse sfuggire alla lotta che era di fronte a loro. Presto gli spagnoli giunsero in vista della bella Città del Messico che era costruita su un’isola in mezzo al lago e dove risiedeva l’imperatore Montezuma. Dopo molte avventure ed imprese disperate contro varie tribù indie, Cortès dovette fronteggiare un’insurrezione dello stesso impero di Città del Messico.

Egli sconfisse un enorme esercito di Messicani il 7 luglio 1520, e sebbene avesse soltanto un esiguo esercito a sua disposizione, aveva il vantaggio delle armi da fuoco alle quali gli indiani d’America non erano affatto abituati. In seguito a questa battaglia, Città del Messico fu assediata e conquistata il 15 agosto 1521. Ciò fu seguìto dal terribile sterminio degli indiani americani. Per tutto questo tempo il Pianeta Saturno fu nella Costellazione del Capricorno.

Anche alla fine del 1932 e al principio del 1933 Saturno era entrato nella Costellazione del Capricorno. Così abbiamo in quegli eventi un riflesso della Storia dell’inizio del XVI secolo. A prescindere da ciò, un’indagine mostrerebbe che i fili karmici di certuni degli attori principali nel dramma del 1933 riportano all’inizio del XVI secolo e al Messico.

Molto è stato detto contro la crudeltà con la quale Cortès e i suoi uomini distrussero e sterminarono l’impero messicano. Essi sembravano agire soltanto come un mucchio di avventurieri e desperados che non avevano nulla da perdere e che erano guidati dalla estrema avidità per l’oro e le ricchezze dei messicani.

Dobbiamo altresì immaginare la situazione cui si trovarono di fronte gli spagnoli, sebbene essi possano esser stati in generale di basso carattere morale. Gli ultimi resti di rituali, che ad una mente europea dovevano apparire come l’estremo limite dell’umana crudeltà, venivano praticati nei templi messicani. Non solo in questi luoghi venivano eseguiti sacrifici umani, ma addirittura gli organi interni di corpi viventi, perlopiù di prigionieri di altre tribù, venivano asportati e sacrificati alle immagini degli Dèi indios.

E’ un argomento troppo vasto per noi spiegare l’origine di quei rituali decadenti che erano divenuti la porta per culti di magia nera.

Gli spagnoli, dal punto di vista della loro civiltà europea, sentivano un incomprensibile disgusto e distrussero queste cerimonie, ma il loro Cristianesimo era ancora troppo debole per sradicare le cause profonde dei segni di questo completo declino di civiltà, che era collegato con antichissimi e insondabili misteri del sangue. L’azione degli spagnoli osservata dal punto di vista del Cristianesimo fu un insuccesso. E quale fu il risultato? Nel XX secolo quelle forze oscure degli antichi misteri del sangue risorsero di nuovo ed esercitarono la loro crudeltà, ed ora furono colmate con l’odio estremo per la civiltà dell’umanità cristiana.

Perciò, una conoscenza della scrittura Stellare può insegnarci, e può divenire una chiave per la cognizione e la comprensione degli eventi terrestri. Ma può essere pure un severo ammonimento…

 (Continua)

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ISIDE SOPHIA-QUINDICESIMA Lettera (Parte I)

Denderah

QUINDICESIMA LETTERA

Giugno 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 3

Nelle due ultime Lettere abbiamo parlato del Sole e delle sue attività in relazione col momento della nascita. Ora noi guardiamo il Sole a partire dall’aspetto dell’evoluzione prenatale dell’essere umano. Sappiamo che l’evoluzione embrionale di un essere umano dura circa nove mesi. Il periodo è differenziato, naturalmente, in ogni caso individuale. Se prendiamo il periodo di nove mesi come una media, troviamo allora che il Sole si muove attraverso tre quarti dello Zodiaco, ovvero nove Costellazioni, mentre esso avrebbe attraversato l’intero Zodiaco se lo stato embrionale fosse durato un anno intero. Questa è la ragione del fatto che in ogni oroscopo ci sono circa tre Costellazioni attraverso le quali il Sole non è passato durante l’evoluzione prenatale. Sono quelle tra le posizioni del Sole al momento del concepimento e il momento della nascita. Sono costellazioni diverse a seconda del giorno di nascita dell’essere umano. Per esempio, se qualcuno è nato il 21 giugno allorché il Sole entra nella Costellazione dei Gemelli, allora possiamo presumere che il Sole non è stato nelle Costellazioni dei Gemelli , del Cancro e del Leone, poiché iniziò il suo corso nove mesi prima nella Costellazione della Vergine.

Se potessimo immaginare noi stessi sul Sole, vedremmo la Terra nella direzione opposta da quella in cui osserviamo il Sole dalla Terra. Per esempio, se dalla Terra osserviamo il Sole che entra nella Costellazione dei Gemelli, dal Sole vedremmo allora la Terra che entra nella Costellazione del Sagittario.

In un oroscopo individuale tutte le Costellazioni dello Zodiaco sono compenetrate dall’attività del Sole, eccetto che quelle tre che abbiamo menzionato più sopra. Ma alla metà dell’evoluzione embrionale, dal punto di vista del Sole, potremmo vedere la Terra in quelle Costellazioni. Nella Figura 1 più sotto vediamo il cammino del Sole durante i nove mesi di un’evoluzione embrionale. Esso comincia nella Costellazione della Vergine e si trova nei Gemelli allorché ha luogo la supposta nascita. Così esso lascia aperti i Gemelli, il Cancro e il Leone. La Figura 2 mostra il cammino della Terra nello stesso periodo. La Terra può essere vista dal Sole nei Gemelli, nel Cancro e nel Leone, mentre il Sole stesso è in Sagittario, in Capricorno e nell’Acquario, cioè durante il periodo centrale dello sviluppo embrionale. Perciò, queste tre Costellazioni nello “spazio aperto” sono collegate in maniera particolare col Pianeta Terrae il suo speciale significato nell’Universo.

SPAZIO APERTO

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Ѐ la Terra sulla quale gli esseri umani sono discesi, dove cercheremo e forse troveremo il nostro compito, dove ci attendono dolore e gioia. Le tre Costellazioni nello “spazio aperto” dell’oroscopo prenatale indicano la natura di quelle esperienze terrestri che attendono l’anima. Diciamo che è la posizione della Terra che può essere osservata dal Sole all’incirca alla metà dello sviluppo embrionale durante il quarto, il quinto, e il sesto mese. Questo periodo, e gli eventi cosmici che avvengono durante esso, sono un riflesso d’importanti stadi nella vita tra l’ultima morte e la nuova nascita. Ed è altresì una previsione del periodo centrale della futura vita sulla Terra, in special modo per il periodo tra i 30° e i 35° anno.

Finora ciò appare essere interamente una questione riguardante la Terra, e la sua relazione col Sole sembra essere soltanto indiretta. Inoltre, qui è celato un profondo mistero che concerne ciò che tesse spiritualmente tra il Sole e la Terra.

Dalla Morte sul Golgotha, l’Essere del Christo si è unito con la Terra ed è lo Spirito dirigente, l’Individualità Cosmica, per così dire, di questo Pianeta. Il Christo discese sulla Terra da altezze cosmiche e dimorò nel corpo di Gesù. La discesa venne osservata dagli Iniziati delle civiltà precristiane. Essi sapevano che il Christo era lo Spirito Solare, la Guida degli Esseri Solari, che sarebbe disceso per salvaguardare ed abbracciare l’evoluzione della Terra. Ѐ l’azione fondamentale che giunge lontano nel futuro, poiché attraverso questo evento l’attuale condizione del nostro Universo muterà completamente, e la Terra diventerà il “Sole” di un nuovo Universo. Così la Terra viene conquistata dallo Spirito del Sole, dall’Essere del Christo, e allorché l’anima passa attraverso la sfera del Sole nella vita tra la morte e la nuova nascita, non può trovare più l’Essere del Christo in quella regione.

Possiamo ora immaginare che, quanto prima l’anima viene compenetrata dal desiderio di scendere in una nuova incarnazione sulla Terra, essa abbassi lo sguardo sulla Terra come il solo luogo nell’Universo ove, dall’epoca del Mistero del Golgotha, essa può sperimentare l’essere del Christo. Questo desiderio dell’anima di discendere in quel luogo ove il Christo può essere sperimentato, trova il suo riflesso in quella parte dell’oroscopo che abbiamo chiamato lo “spazio aperto”.

Possiamo leggere in esso gli impulsi e le decisioni che l’anima ha accolto mentre è ancora nel grembo del Mondo Spirituale. Esso mostra come, a prescindere dalle esperienze e dagli errori in precedenti vite terrene, l’anima vuole unirsi con la Terra nella Grande Opera d’Amore, al fine di trasformarla nella veste splendente del Christo. Allorché l’anima poi è nata sulla Terra e vive un un corpo, un velo d’incosienza cela tutte queste esperienze prenatali. Comunque, esse vivono nell’anelare dell’anima alla Verità, nelle molteplici maniere in cui il destino guida ognuno fino a che lui, o lei, non trovi la verità e la Pace dell’anima. Non possiamo mai comprendere le nostre intenzioni e i nostri impulsi prenatali, possiamo persino tradirli, ma poi realizzeremo dopo la morte dove abbiamo sbagliato, e questa conoscenza ci aiuterà a costruire le basi delle nuove incarnazioni sulla Terra per redimere il nostro proprio passato.

Ora può essere giunta l’epoca in cui ognuno di noi deve anelare al riconoscimento cosciente delle nostre risoluzioni prenatali, e per questo scopo ci  potrebbe essere permesso di guardare al nostro cielo di nascita, in questo caso lo “spazio aperto” e il suo valere come retroscena di eventi spirituali.

Per illustrare ed elaborare ciò che è stato detto circa questo terzo aspetto del Sole, considereremo ora pochi cieli di nascita di personalità storiche.

In Lettere precedenti abbiamo parlato di Tommaso Moro, che era nato il 7 febbraio 1478. Il Sole era allora nella costellazione dell’Acquario. Il suo concepimento deve aver avuto luogo attorno all’inizio di maggio del 1477. Il Sole era allora entrato nella Costellazione del Toro.

Così avvenne che il Sole non era stato nella Costellazione dell’Acquario (vi era entrato all’epoca della nascita), nei Pesci e nell’Ariete. Essi costituiscono lo “spazio aperto”. In questo “spazio aperto” il Pianeta Giove aveva formato un nodo nella transizione dai Pesci all’Ariete durante l’evoluzione embrionale di Tommaso Moro. Se fossimo riusciti ad osservare dal Sole la discesa della sua anima giù nell’incarnazione, avremmo visto ad un certo momento – all’incirca al quinto mese del suo stato embrionale – la Terra nei Pesci e dietro di essa la brillante luce di Giove. La Terra nei Pesci è la Costellazione che illumina l’anelito di Tommaso Moro per il riconoscimento della Divinità nella vita terrena, ma abbiamo pure le Costellazioni dell’Acquario e dell’Ariete.

Tommaso Moro appare, forse molto contro la sua volontà, come una figura fortissima nella vita sociale e politica della sua epoca. Fu più volte sul punto di ritirarsi completamente dalla sfera politica e seguire una vita di studio e di devozione, tuttavia il destino lo condusse sempre di nuovo sulla scena politica. Quando ebbe 37 anni di età, egli scrisse la sua Utopia che lo rese famoso. Espose le sue vedute per creare uno stato ideale, e pronunciò giudizi severi sulle istituzioni sociali e culturali corrotte del suo tempo. Inoltre basò il suo ideale di uno stato perfetto su un’assoluta sovranità della religione, addirittura sulla sovranità della Chiesa.

Perciò, egli sperimentò l’essenza dell’esistenza terrena nella sfera della vita sociale. Egli era un uomo profondamente religioso e pio. Inoltre il destino premeva su di lui sempre di nuovo per cercare le esperienze del Divino, non solo nella pace dell’anima ma anche di fronte all’umanità nel corpo sociale. Era la sfera in cui egli cercò la presenza dello Spirito Solare, che aveva unito Se Stesso alla Terra attraverso il Mistero del Golgotha. La Terra nella Costellazione dei Pesci eredita l’anelito all’esperienza del Sole spirituale nel corpo dell’umanità, essendo la realizzazione cristiana dell’Uomo Spirito che fu creato al principio dell’evoluzione del Mondo (vedi Lettera Quinta ) ed opera al di là dai Pesci. Quest’esperienza del Divino dalla Terra nei Pesci fu ulteriormente aiutata nella vita di Tommaso Moro dalle altre due Costellazioni nello “spazio aperto” : Ariete ed Acquario. L’Ariete gli dette il potere di realizzare il Divino nell’umanità attraverso il pensare purificato. Sappiamo che egli era un umanista ed un allievo devoto di Erasmo da Rotterdam. L’aspetto della Terra in Acquario gli dette il potere di sperimentare nel suo cuore il Sole Spirituale della Terra nella gentilezza e nell’amore per tutte le creature dell’Universo. La sua erudizione non fu una questione di mera formalità, bensì fu collegata ad una profonda venerazione e devozione per l’Universo del Creatore.

Un altro esempio di significato universale è Ralph Waldo Emerson. Egli nacque il 25 maggio 1803: il Sole era allora in Toro. All’epoca del suo concepimento esso era nella Costellazione del Leone. Così lo “spazio aperto” comprende le Costellazioni del Toro, dei Gemelli, del Cancro e parte del Leone, con i Gemelli al centro. La Terra nei Gemelli indica una ricerca per l’esperienza del Sole Spirituale nella sfera dell’Io, nella vita più intima dell’anima. E indubbiamente troviamo ciò realizzato nell’anelito di Emerson ad un grado tale che noi possiamo guardare con una profonda ammirazione questa personalità. All’età di 30 anni, al suo ritorno da un viaggio in Italia, Francia, Scozia ed Inghilterra, egli scrisse:

“Una persona contiene dentro di sé tutto ciò che necessario al suo governo… Tutto il bene o il male reale che può accaderle deve provenire da lei stessa… Vi è una corrispondenza tra l’anima umana e tutto ciò che esiste nel mondo; o meglio, tutto ciò che è conosciuto. Invece di studiare le cose al di fuori di se stesso, è possibile penetrare i princìpi di tutte le cose dall’interno di sé… Lo scopo della vita per una persona sembra essere il realizzare la conoscenza di se stesso…La più alta rivelazione è che Dio è in ogni-uno”.

Egli poi si stabilì a Concord e sviluppò quello che usualmente è chiamato il suo Trascendentalismo. Comunque, in ogni cosa che proveniva dal suo insegnamento, egli si rivelò come maestro d’indipendenza. “Desidero dire quello ch’io sento e penso oggi; con la clausola che domani forse io contraddirò tutto ciò”. Questa è l’esperienza del Sole Spirituale dentro l’individualità umana o la Terra nei Gemelli. (Sui Gemelli, vedi le  Lettere Terza e Quinta). Essa venne assecondata dalla Terra in Toro, che portò l’esperienza della presenza del Divino nella molteplicità delle cose create. Ciò apparve in special modo nelle conferenze e nei saggi sui Grandi Uomini nella storia e sulla Filosofia della Storia. Ma il suo atteggiamento interiore nei confronti della storia e dei grandi uomini rivelava inoltre un’altra esperienza dello Spirito Solare.

Se leggiamo i suoi saggi su Napoleone I, Swedenborg ed altri, diventeremo più coscienti del fatto ch’egli non agisce come un critico o come un giudice, bensì come il portatore del calice nel quale erano confluite le azioni, i raggiungimenti e gli errori di quegli uomini. Egli fu un vero sacerdote, che attentamente e devotamente recò la coppa dell’anelito umano sulla Terra e l’offrì per la transustanziazione allo Spirito Divino operante nell’umanità.

Questa è la ricerca dello spirito Solare che opera dalla Terra nel Cancro o Calice.

 (Continua)

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DALLE INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE – Wilhelm Friedrich von Gleichen

Wilhelm Friedrich von Gleichen (detto Russwurm) nasce a Bayreuth il 14 gennaio 1717.

Figlio maggiore di Heinrich von Gleichen and Caroline von Russworm, nel 1734, dopo aver ricevuto una rudimentale istruzione ed aver trascorso alcuni anni a Francoforte come paggio di corte presso i Principi Thurn und Taxis passa al servizio del Marchesato di Bayreuth, come stalliere.

Le sue prime pubblicazioni iniziano dopo la sua dipartita da Bayreuth, ospitate dal periodico Fränkische Sammlung aus der Naturlehre, Arzneigelahrtheit, Ökonomie und der damit verbundenen Wissenschaften, e trattano tra le altre cose di storia naturale, fisica e chimica ma risultano in gran parte piuttosto fantasiose, tanto da procurargli qualche fastidio e controversia. Le pubblicazioni successive saranno  meno stravaganti anche se nel 1782 darà alle stampe un estroso trattato sulle origini e la struttura della Terra che risulta oggi interessante solamente per un vago abbozzo della teoria evolutiva.

Nel 1753 sposa Antoniette Heidloff da cui avrà sette figli, solo due dei quali sopravvivranno fino all’età adulta.

Dal 1756 si dedica prevalentemente all’amministrazione del patrimonio famigliare lasciatogli in eredità dalla madre nel 1748.

Nell’estate del 1760 conosce Martin Ledermüller, che aveva già avviato la pubblicazione del suo Mikroskopische Gemüths- und Augenergötzungen (1759–1762), lavoro che porterà Gleichen-Russwurm a concentrarsi sul microscopio. Ledermüller si reca a Schloss Greifenstein nel 1762, e Gleichen-Russwurm continua a beneficiare dei suoi consigli fino al 1764, anno di stampa di Geschichte der gemeinen Stubenfliege  pubblicato da Russwurm e ritenuto dal Ledermüller eccessivamente critico nei suoi confronti.

Da un certo momento in avanti i suoi studi si concentrarono in maniera particolare sui processi di fertilizzazione di piante e animali. Nel 1763 esce il primo fascicolo di un lavoro intitolato Das neueste aus dem Reiche der Pflanzen , che include cinquantuno tavole colorate, ad illustrare numerosi dettagli di strutture floreali e varietà di pollini, oltre a sei tavole dedicate al microscopio e a  varie modifiche ed accessori  progettati dal Russwurm stesso. Il suo trattato sul polline della Asclepias syriaca L. incluso in Auserlesene mikroskopische Entdeckungen (1777–1781) include quella che con tutta probabilità è stata la prima osservazione di un tubo pollinico , sebbene l’autore non fosse a conoscenza della sua importanza.

Nel 1778 giunge il suo più importante contributo alla scienza, quando in Abhandlung über die Saamen-und Infusionsthierchen descrive la tecnica per la colorazione delle cellule fagocitarie  che aveva sviluppato a seguito di studi su vecchi saggi sull’utilizzo di tinture come agenti coloranti per piante e tessuti animali. Per poter studiare i processi di nutrizione di una colonia di ciliati  aveva utilizzato una miscela di acqua e carmine osservando il successivo colorarsi dei vacuoli digestivi ,  descritta successivamente con illustrazioni. Questa tecnica rimase generalmente sconosciuta fino a quando non se ne ebbe una descrizione da parte di alcuni biologi del IXX secolo Christian Gottfried Ehrenberg, Theodor Hartig, and Joseph von Gerlach.

Muore a Bayreuth il 16 giugno 1783.

 

ISIDE SOPHIA-QUATTORDICESIMA Lettera (Parte II)

Denderah

QUATTORDICESIMA LETTERA

Maggio 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 2

(Link alla parte I)

Il suo anelito fu di trovare nell’incontro con la Natura la via alle radici della sua esistenza. Se leggiamo, o almeno proviamo a leggere i suoi libri, poiché è difficilissimo intendere il loro linguaggio, scopriamo esservi stata realmente una profonda conoscenza delle radici spirituali della Natura. Questa fu la sua grande azione per amore dell’umanità. Egli stette come un guardiano alla soglia che dall’antica sapienza conduceva alla nuova era della scienza, come uno che si ricordi dello Spirito che opera nel regno della Natura. Questo dono all’umanità fu accolto da Goethe e sviluppato ulteriormente. Goethe aspirava a trovare le radici Spirituali della Natura e vi riuscì. La percezione sovrasensibile della pianta Archetipica, come Essere-Madre di tutte le piante esistenti, e della quale Goethe parlò chiarissimamente, è la prova che egli era fortemente collegato con il grande impulso che era stato vivente in Paracelso. Perciò, Rudolf Steiner poté chiamare Goethe il Padre della Scienza dello Spirito, cioè di quella scienza che riconosce lo Spirito operante dietro i fenomeni del mondo dei sensi.

Possiamo qui concepire che ad una personalità della sua epoca possa esser permesso di sviluppare una certa idea o un certo impulso solo fino ad un certo punto. Poi un’altra individualità può assumere quest’impulso molto tempo dopo che il primo è morto e, attraverso un reale collegamento con il morto, portarlo avanti ulteriormente. E veramente Goethe ebbe un rapporto reale con Paracelso. Troviamo nella biografia di Goethe che in un periodo di profonda crisi interiore egli studiò intensamente Paracelso.

Il famoso filosofo Spinoza nacque il 24 novembre 1632. Il Sole era nel segno del Sagittario. Questa “Porta del Sole” venne aperta dai Nodi Lunari due anni prima della nascita di Spinoza, nel 1630. Saturno era allora nella Costellazione della Bilancia. Questo ci riporta a Giordano Bruno che morì 30 anni prima, il 17 febbraio 1600, allorquando pure Saturno si trovava in Bilancia.

Giordano Bruno fu bruciato sul rogo dall’Inquisizione Romana. Nella prima parte della sua vita egli era stato un monaco, ma il suo entusiasmo per la verità e il suo attaccamento alle nuove concezioni scientifiche, come esposte per esempio nel sistema copernicano, lo portò in conflitto con i suoi superiori ecclesiastici. Egli fuggì dal suo monastero e fece lunghi viaggi attraverso l’Europa, ed insegnò le nuove idee della scienza. Poi fu catturato dagli emissari della Chiesa Romana e, non ripudiando egli i suoi insegnamenti, fu bruciato vivo. Anche in Spinoza era presente questo spirito d’incrollabile entusiasmo e di devozione alla verità ed alla libertà della concezione filosofica. Veramente possiamo dire di lui, come di Giordano Bruno, ch’egli fu un martire di questa lotta per la libertà spirituale. L’intera sua vita fu una serie di persecuzioni da parte di ogni sorta d’istituzioni che erano ansiose di conservare obsolete tradizioni spirituali. Egli morì in giovane età, nella miseria causata dalle incomprensioni di coloro che erano attorno a lui.

Un altro filosofo e matematico, Gottfried Wilhelm Leibniz, nacque il 21 giugno 1646 vecchio stile [calendario giuliano]. Il Sole era ancora nel segno eclittico del Cancro. Questa “Porta del Sole” venne aperta dai Nodi Lunari nell’anno 1647, un anno dopo la sua nascita. Troviamo Giove nella Costellazione del Leone, ove era stato allorché morì il già menzionato Giordano Bruno. Possiamo trovare così un collegamento pure tra Leibniz e Giordano Bruno, ma qui era Giove a stabilire il collegamento. Perciò la qualità, per così dire, che Leibniz ereditò spiritualmente, fu di diversa natura. Fu il mondo di pensiero di Bruno che giunse nuovamente a vita in Leibniz e che venne sviluppato ulteriormente. Il nocciolo dell’insegnamento di Bruno è la sua idea delle monadi come fondamento di ogni esistenza nell’Universo. L’originaria unità universale, che egli chiamava la monas monadum, si separa nella molteplicità dei singoli esseri, o monadi, che sono esseri viventi, ed ognuno di loro è un Universo in se stesso. L’anima di un essere umano è una monade pensante. Leibniz basò il suo insegnamento filosofico sulla sua “monadologia” e sull’idea della “armonia prestabilita” (prestabilierte Harmonie). Così come Giordano Bruno egli immagina Dio come la monas monadum. Le singole monadi derivate dalla monas monadum hanno vari gradi di coscienza. Esse sono, per così dire, le anime delle cose e degli esseri ma, anche per Leibniz, ogni monade è in se stessa una rappresentazione dell’Universo in gradi.

GLI EVENTI IN CIELO

Già in Aprile il Pianeta Marte è entrato nella Costellazione dei Pesci. Esso si muove attraverso questa Costellazione per tutto il mese di Maggio. Una quantità inconsuetamente grande di personalità storiche hanno Marte in questa posizione, o al momento della nascita oppure a quello della morte.

Se guardiamo più da vicino a questa raccolta, possiamo scoprire che vi sono i più grandi contrasti tra queste persone. Sembra più simile ad una gigantesca lotta tra persone che sono unicamente consacrate alla vita spirituale dell’umanità ed altre che sono discese profondamente nel mondo della materia e di quello dell’azione politica.

Tra loro vi è una grande personalità che molto ci insegna su questa lotta spirituale. È il Papa Nicola I . Quando morì, il 13 novembre 867, Marte era nei Pesci nella stessa posizione in cui sarà all’inizio di Maggio. Questo papa, che talvolta è chiamato “il Grande”, fu profondamente coinvolto nelle cause della separazione tra la Chiesa Occidentale e quella Orientale che sorsero allora. Esse portarono allo scisma tra la Chiesa di Roma e la Chiesa Greca. Il suo grande oppositore fu il Patriarca Fozio a Costantinopoli.

Questo scisma è molto di più che non la differenza d’opinione tra pochi dignitari ecclesiastici. È un problema dell’umanità, e da quei giorni la sua importanza non è diminuita bensì aumentata. L’umanità nella nostra epoca deve trovare la giusta soluzione, oppure far fronte a tremende catastrofi persino più grandi di quelle che abbiamo dovuto sopportare così a lungo. Perciò, l’individualità della quale parliamo può insegnarci una grande quantità di cose su questi còmpiti giganteschi.

Sappiamo che egli fu nuovamente incarnato in un corpo fisico durante il XIX e il XX secolo e nuovamente egli venne posto di fronte ad un problema riguardante l’umanità simile a quello che si era manifestato allorché egli era Papa della Chiesa Romana. Ma in quest’epoca egli era posto di fronte alla situazione mondiale che si era sviluppata a partire dalla separazione e dall’inimicizia tra Oriente e Occidente.

Il Papa Nicola I dovette far fronte alla situazione che in Oriente – in Grecia, in Asia Minore ed in Egitto – veniva seguito un Cristianesimo che era ancora profondamente collegato con gli antichi Misteri; con l’antica sapienza che era sopravvissuta alla caduta della cultura degli antichi templi. La Chiesa Greca era soltanto una specie di avamposto verso l’Occidente, e ve n’erano molti altri che sono sopravvissuti sino ad oggi. Spiritualmente, dietro di essa stava l’immenso continente dell’Asia che era considerato come il misterioso dominio degli Dèi. Gli altipiani del Tibet sono ancor oggi sperimentati come la vera sede degli Dèi. Il Cristianesimo occidentale giunse ad una via diversa. Esso arrivò a Roma in una data precocissima. La Roma politica all’inizio si era fortemente opposta alla fede cristiana. Dopo l’età delle persecuzioni, il Cristianesimo  romano e la vita dello stato romano si amalgamarono sempre di più. Perciò si sviluppò il Cristianesimo pratico e colonizzatore dell’Impero Romano. Si diffuse nelle lande selvagge del Nord, al di là delle Alpi, e fondò i monasteri che divennero i centri per l’agricoltura e l’insegnamento. Nicola I era profondamente collegato con questo sviluppo occidentale. Quasi con la percezione di un veggente, egli scorse la necessità del Cristianesimo occidentale che prepara il cammino verso lo sviluppo culturale dell’Occidente, nel quale doveva svilupparsi l’era moderna della scienza naturale, delle grandi scoperte e della tecnica.

L’Occidente ha volto in basso lo sguardo alla Terra e l’ha presa nelle sue mani. L’Oriente non volle discendere dalle sue altezze spirituali, preferì anzi rinunciare alla conquista della Terra fisica. Perciò, Papa Nicola I vide sopraggiungere il grande scisma tra Oriente e Occidente come una necessità storica. Egli non poté evitarlo. Esso dovette arrivare nell’interesse dell’evoluzione dell’umanità.

Comunque questo scisma evolvette a partire dal IX secolo in un  gigantesco problema per l’umanità. In occidente l’umanità ha raggiunto il dominio quasi completo sulla materia morta. L’essere umano è diventato, nel corso della sua evoluzione storica, un individuo ed un essere emancipato. L’individuo è divenuto così emancipato che può dubitare e persino negare l’esistenza di un Mondo Spirituale. L’ideale è la macchina.

Perciò, anche l’ideale dell’organismo sociale è più o meno una macchina. In Oriente l’essere umano rimase indietro. Lì, il centro della vita è ancor oggi l’adorazione degli Dèi, implicante la sottomissione alla Volontà del Mondo Spirituale. L’esistenza di uno, in quanto essere umano singolo, non conta. La morte è una transizione più o meno benvenuta. L’organismo sociale o la vita dello Stato viene edificata secondo questa concezione spirituale. Essa è guidata da impulsi religiosi; il rappresentante dello Stato è considerato addirittura di origine celeste. Ma il singolo membro dell’organismo sociale non può sperimentare se stesso come un essere individuale. Il membro individuale è una parte più o meno insignificante del tutto.

Queste concezioni largamente opposte dell’esistenza umana devono presto o tardi portare ad un tremendo conflitto tra l’umanità occidentale e quella orientale, a meno che non venga trovata e praticata la vera Immaginazione del Nostro Essere. Ambedue le concezioni sono lontane da questa Immaginazione: in Occidente l’emancipazione spirituale conduce ognuno ad un punto in cui l’esistenza terrena diviene senza senso e fantasmatica, e in Oriente il singolo essere umano è sommerso in un incontrollabile diluvio di fanatismo razziale o religioso. In ambedue le concezioni l’umanità in ultima analisi elimina se stessa. Ambedue le concezioni lotteranno per la loro esistenza, l’una contro l’altra, e l’umanità verrà stritolata tra loro se la vera Immagine del Nostro Essere, il Christo cosmico, rimane irriconosciuto – non la semplice persona della tradizione cristiana del XIX secolo, bensì il Dio, il Quale entrò nell’esistenza corporea: Colui che venne a ricordare all’umanità terrestre la sua cittadinanza cosmica. Il Christo fece la volontà del Padre, rappresentò l’intero Universo nella piena coscienza di un’esistenza terrestre legata al corpo, e mostrò il sentiero al raggiungimento di questa rappresentazione dell’adempimento della Volontà del Padre. I primi cristiani sperimentavano il Christo allorché disegnavano il loro simbolo segreto, il Pesce.

Così noi troveremmo nuovamente il Christo come rappresentante dell’umanità, il Pesce che è l’immagine cosmica dell’umanità nel mare delle nuvole eteree intorno alla Terra. Allora non ci troveremo più confinati unicamente alla realtà terrestre, oppure non verremo sommersi nel dominio dell’anima di gruppo, bensì sperimenteremo noi stessi come discesi da altezze spirituali allo scopo di trasformare la Terra nell’Immagine dell’Uomo Spirito (Essenza), come Novalis, Rudolf Steiner ed altri hanno fatto. Questo è il linguaggio di Marte nei Pesci.

(Continua)

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ISIDE SOPHIA-QUATTORDICESIMA Lettera (Parte I)

Denderah

QUATTORDICESIMA LETTERA

Maggio 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 2

L’astronomia moderna considera il Sole come una più o meno gigantesca palla di fuoco. Esistono molte teorie sulla natura e la sorgente della sua attività; tuttavia nessuna di queste può fornire realmente una risposta soddisfacente ai molteplici problemi connessi con i vari fenomeni del Sole.

Secondo tutte queste teorie, il Sole è un corpo di materia gassosa o persino solida. Rudolf Steiner indicò una diversa concezione con la quale possiamo risolvere molti enigmi della natura del Sole e del nostro intero Universo. Egli ci dette la concezione di uno spazio negativo ovvero “antispazio”, e secondo questo antispazio il Sole che vediamo in Cielo esiste perché lo spazio del nostro Universo scompare e viene creato antispazio. Così il Sole è qualcosa simile ad un foro nello spazio universale, e l’attività del Sole è una sorta di potere aspirante che attira la sostanza presente nello spazio dentro la regione dell’antispazio. Ci riferivamo ad una tale attività quando, nell’ultima Lettera , parlavamo del Sole che attira la sostanza astrale dell’Universo verso di sé.

Comunque, prima di raggiungere il Sole, questa sostanza astrale attraversa un’evoluzione verso la densificazione che ovviamente raggiunge la sua culminazione sulla Terra. Ciò non esaurisce l’attività del Sole, che può essere paragonata col processo della digestione all’interno di un essere umano. Per digerire, una persona deve mangiare. Comunque, si può dire che il fine ultimo è la dissoluzione e la decomposizione del cibo. Per realizzare ciò, le persone devono assumere il cibo che esse sperimentano coi loro sensi. In maniera simile, l’impulso del Sole è quello di dissolvere la sostanza universale per creare la base eterica per il progresso e il rinnovamento del nostro Universo.

Il Sole è l’organo di “digestione” del grande Essere cosmico dell’Universo nel quale viviamo. Entro questo Universo la Terra è la regione nella quale il “cibo” – la sostanza – viene assunta e realizzata dai sensi. Così come è stato descritto nella Lettera Tredicesima , la Terra ed anche la creazione della forma umana individuale sono soltanto, per così dire, un risultato indiretto dell’attività del Sole. La mèta finale è la dissoluzione della forma umana allo scopo di trasformare le forze e le sostanze ereditate nel germe eterico di un Universo futuro. Chiamiamo questo processo della dissoluzione della forma umana, morte. Perciò, il Sole è la porta della morte ovvero, come possiamo anche dire, la porta che conduce alla morte.

La posizione del Sole al momento della morte è di grande importanza per la vita nel Mondo Spirituale dopo la morte. Avremo da dire molto di più su ciò allorché studieremo l’ “oroscopo della morte”. La posizione del Sole al momento della nascita è altresì molto significativa, poiché mostra il rapporto dell’essere umano col mondo dei morti in una maniera particolarissima.

Dobbiamo abituarci al fatto che i singoli dettagli di un cielo di nascita sono gli indicatori di eventi che ebbero luogo durante la vita nel Mondo Spirituale prima della nascita, ovvero possono essere la chiave per una comprensione di eventi spirituali o d’influssi entro la vita dopo la nascita. Per trovare la chiave per una comprensione di ciò che è così celato dietro al Sole del cielo di nascita, dobbiamo discutere alcune peculiarità astronomiche dei cammini del Sole e della Luna.

Se potessimo contrassegnare il movimento del Sole come una linea, un tratto bianco sullo sfondo del Cielo blu, scopriremmo che il suo sentiero appare come un cerchio completo nel corso di un  anno. Inoltre, se potessimo osservare la Luna alla stessa maniera per un periodo di 28 giorni e disegnare il suo cammino come una linea in Cielo, troveremmo che anch’essa si muove in cerchio attorno al nostro globo. Tuttavia se fossimo veramente accurati scopriremmo, guardando dal nostro punto di vista sulla Terra, che la Luna non si muove nello stesso circolo in cui il Sole appare ruotare. Esso è un cerchio diverso che si trova dentro all’altro, ma che è leggermente devasto, che quindi interseca il cerchio del Sole in due punti che sono opposti l’uno all’altro.

Questi punti d’intersezione sono chiamati i Nodi Lunari. Naturalmente, non possiamo vederli in Cielo, potremmo vederli soltanto se fossimo capaci di disegnare i due cerchi dei movimenti del Sole e della Luna in Cielo. Comunque, possiamo calcolare la loro posizione. Dobbiamo ora immaginare il cammino del Sole come un immenso cerchio attorno al nostro globo dentro al quale giace l’altro cerchio, quello della Luna con una deviazione di 5 gradi. Ora, dobbiamo inoltre immaginare che i due punti opposti d’intersezione – i Nodi – si muovano, o in altre parole, che il secondo cerchio deviato si muova lentamente in senso antiorario e così muove i punti d’intersezione, ovvero i Nodi, sul primo cerchio del Sole. Una completa rivoluzione del cerchio interno del cammino della Luna ai punti dei Nodi, ha luogo in circa 18 anni e 7 mesi. Poi i Nodi ritornano alla loro posizione originale sul cerchio del cammino del Sole. Entro un periodo di 18 anni e 7 mesi, i Nodi muovono attraverso l’intero cerchio solare che è indicato attraverso le posizioni giornaliere del Sole nel corso di un anno.

NODI LUNARI

nodi

Linea tratteggiata = Orbita della Luna; linea continua = Orbita del Sole; intersezioni = nodi; al centro la Terra.

Nei due diagrammi qui sopra, il cerchio continuo rappresenta il cammino apparente del Sole attorno alla Terra, e il cerchio tratteggiato è quello della Luna attorno alla Terra, al centro. I disegni mostrano i due cerchi come se fossero scorti da un punto di vista al di fuori e al di sopra della sfera di movimento del Sole e della Luna. Quindi, se possiamo metterci al centro, ove è indicata la Terra, possiamo creare l’immaginazione appropriata. Il diagramma 1 mostra la posizione del cammino della Luna e dei Nodi in un certo momento. Dunque nel diagramma 2, dopo un certo tempo, questo cerchio e i nodi si sono mossi in maniera retrograda, e sono in una diversa posizione.

Questi Nodi sono di grande significato spirituale. Essi mostrano come la sfera del Sole e quella della Luna siano intrecciate in un certo momento. I Nodi sono punti in cui la sfera del Sole tocca la sfera della Luna e fornisce così una specie di porta da una sfera nell’altra. Il Sole rappresenta, come abbiamo detto, una sorta di attività “digestiva” nel nostro Universo. Allorché l’anima lascia il corpo al momento della morte, essa è attirata verso il Sole. La luna e la sua sfera provocano un’attività che può essere paragonata con l’inalazione e l’esalazione del corpo umano, ma non con il processo che ha luogo nei polmoni e che dipende dal respiro. E’ un’attività che sta tra la testa del nostro Universo, che è rappresentata dalla Terra, e la “digestione” rappresentata dal Sole. E’ un’attività equilibrante tra l’assunzione e il dissolvimento della sostanza cosmica.

Così i Nodi Lunari – la porta dal Sole alla Luna – forniscono una relazione tra i morti, che sono nella sfera del Sole, e la Terra. Perciò, se guardiamo la posizione del Sole nel cielo di nascita, possiamo riconoscerla come la relazione individuale con il regno dei morti. Inoltre per rendere effettiva questa relazione entro la vita terrena di un essere umano, deve essere stabilita una porta dal Sole alla Terra attraverso la Luna. Ciò è possibile attraverso il movimento dei Nodi Lunari.

Un esempio lo renderà chiaro: Goethe nacque il 28 agosto 1749, il Sole era allora a 5 gradi nel segno della Vergine. Il primo aspetto di questa posizione del Sole è quello che abbiamo esposto nella Lettera Tredicesima. Accanto a questo, riconosciamo il rapporto di Goethe con il regno dei morti in questa posizione del Sole. Comunque, questo rapporto può essere realizzato unicamente nel momento in cui i Nodi Lunari aprirono una porta dalla regione della sfera del Sole verso la Terra. Non era possibile al momento della nascita di Goethe, perché i nodi non erano là dove stava il Sole, ma avvenne qualche tempo prima della nascita di Goethe, quando quest’anima era ancora nel Mondo Spirituale. Nell’anno 1747 uno dei due Nodi Lunari revolventi giunse, nel cammino del Sole, alla posizione in cui il Sole si ritroverà due anni più tardi, il 28 agosto 1749. Così venne stabilito il legame tra il Sole e la Terra. Non si tratta del fatto che il Sole natale di Goethe fosse in quel punto dell’eclittica molto più tardi. La porta tra il Sole, la Luna e la Terra può essere aperta già molto tempo prima della nascita, e in qualche caso persino dopo la nascita. In questa regione siamo posti a confronto con concezioni del tempo diverse da quelle alle quali siamo abituati sulla Terra.

La posizione dei Pianeti all’epoca in cui questa porta è aperta rivela qualcosa della relazione individuale che Goethe aveva con i morti nella sua ultima vita. Nell’anno 1747, all’inizio di marzo, troviamo, per esempio, Saturno nella Costellazione della Vergine, esattamente nella posizione nella quale stava allorché Paracelso morì il 23 settembre 1541. Dobbiamo ora immaginare che in questa posizione di Saturno nella Vergine sgorgò tutto l’anelare di Paracelso, specialmente l’essenza spirituale delle sue azioni nella misura in cui esse riguardavano il progresso dell’intera umanità duecento anni prima che Goethe nascesse. Nell’ “oroscopo-Porta del Sole” , come potremmo chiamarlo, Saturno era ritornato alla stessa posizione di quella collegata con Paracelso nella regione di queste azioni nel passato.

Che cos’è l’essenza spirituale delle azioni di Paracelso? Egli fu un famoso medico del sedicesimo secolo che aprì coraggiosamente la via all’evoluzione della medicina moderna. Egli chiese, ed adempì egli stesso alla sua richiesta, che il medico non leggesse più gli antiquati trattati sulla medicina, bensì che leggesse il “gran libro della Natura” per trovare la causa delle malattie ed i rimedi per la loro cura. Comunque, egli poteva ancora leggere il “gran libro della Natura” in una maniera diversa da quella della moderna scienza naturale.

(Continua)

Tutti i diritti di riproduzione, di traduzione o di adattamento sono riservati per tutti i Paesi. E’ vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, se non espressamente autorizzata per iscritto dall’editore, salvo piccole citazioni in recensioni o articoli.

ISIDE SOPHIA-TREDICESIMA Lettera (Parte II)

Denderah

TREDICESIMA LETTERA

Aprile 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 1

(Continuazione)

GLI EVENTI IN CIELO

L’evento più importante in Cielo attualmente è il nodo di Venere nella Costellazione di Ariete e in quella dei Pesci. Durante i mesi passati abbiamo visto Venere come la brillante Stella vespertina nel Cielo occidentale, ma presto scomparirà completamente dalla nostra vista. Nello Zodiaco si muove in maniera retrograda verso il Sole, e il 25 aprile starà direttamente sopra il Sole. Dobbiamo immaginare che in realtà sta tra il Sole e la Terra; solo l’angolo nel quale la vediamo dalla Terra ci appare come stesse sopra il Sole. Questi nodi di Venere, che avvengono allorché essa sta di fronte al Sole – cioè nello spazio tra il Sole e la Terra – hanno luogo in intervalli ritmici di circa 19 mesi, ed ogni volta essi hanno luogo in Costellazioni diverse dello Zodiaco.

Se disegnassimo un’immagine come un cerchio su un foglio di carta, e dopo l’osservazione dei movimenti di Venere per un periodo di 8 anni segnassimo i nodi – le congiunzioni inferiori allorché Venere è di fronte al Sole, e le congiunzioni superiori allorché Venere è dietro il Sole – faremmo una sorprendente scoperta. Troveremmo che tutte le congiunzioni hanno luogo ai 5 angoli di un pentagramma regolare inscritto nel cerchio. In un intervallo di 8 anni avremmo sempre un nodo ed un a congiunzione superiore in ogni angolo di questo pentagramma.

PENTAGRAMMA DI VENERE

foto

L’attuale nodo di Venere ha luogo in Ariete e nei Pesci. Dobbiamo ora immaginare che in questo punto dello Zodiaco uno dei 5 angoli di un enorme pentagramma sta sospeso nei Cieli.

Perciò, questo angolo in Ariete e nei Pesci deve essere stato la scena di altre congiunzioni di Venere con il Sole.

L’ultimo nodo, ed anche l’evento culminante che fu la congiunzione inferiore, ebbe luogo in questo angolo attorno a Pasqua del 1937. Quattro anni più tardi, alla Pasqua del 1941, avvenne una congiunzione superiore all’incirca nella stessa posizione.

Una vicina comparazione mostra che questo angolo del pentagramma si è mosso leggermente in maniera retrograda dal 1937. Nel 1937 era esattamente tra la testa dell’Ariete ed uno dei Pesci. Ora, nel 1945, è entrato completamente nei Pesci, e per i futuri 100-120 anni questo angolo si muoverà lentamente attraverso i Pesci. Non solo questo angolo è in movimento, ma l’intero pentagramma sta lentamente ruotando nello Zodiaco come i raggi di una gigantesca ruota cosmica. Noi viviamo in un’epoca nella quale uno dei raggi della ruota sta allontanandosi dall’Ariete e sta entrando nei Pesci. Soltanto dopo altri 300 anni circa l’umanità sarà nuovamente testimone di questo evento.

Proprio come il volto di un essere umano tradisce le sue emozioni e le sue esperienze, questo evento esprime la vita interiore dei Mondi Spirituali. Nella sfera di Venere possiamo incontrare le Entità Spirituali che sono le guide e i Guardiani delle comunità umane; per esempio quelli delle nazioni. Così, se la “Stella a cinque punte” di Venere (che è il pentagramma creato dalle congiunzioni di Venere col Sole) inizia un nuovo ciclo con l’entrata dei Pesci, dobbiamo aspettarci che sia un’espressione di grandi decisioni degli Spiriti dei Popoli. Nel guardare negli eventi del Cielo, potremmo dire che possiamo percepire qualcosa come un grande consiglio degli Spiriti di Popolo a causa dell’allarmante situazione sulla Terra.

Un evento simile ebbe luogo alla fine del XVII secolo allorché Pietro il Grande divenne Zar di Russia ed occidentalizzò il suo Paese con grande energia. Sarebbe molto interessante studiare la storia di quei giorni strettamente in rapporto con gli eventi attuali, e attraverso un tale studio troveremmo una migliore comprensione di molte tendenze che divengono manifeste oggi in Europa.

Il presente nodo è collegato pure all’anno 1937, che fu il periodo della cosiddetta Guerra Civile in Spagna, e soprattutto con il periodo precedente lo scoppio della guerra tra la Germania e la Russia nella primavera del 1941.

Ciò indica altresì i problemi dell’umanità così come essi si rivelano da un punto di vista spirituale. Il transito dall’Ariete ai Pesci suggerisce il problema Oriente-Occidente dell’umanità moderna che è rappresentato in Europa, in una specie di via miniaturizzata, nella polarità di Spagna e Russia. Così, se siamo coscienti di questo evento venusiano in Cielo, impariamo ad ascoltare l’Apocalisse dei prossimi cinquanta e persino cento anni, che è il necessario risultato del giudizio spirituale degli eventi attorno a noi.

(Continua)

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ISIDE SOPHIA-TREDICESIMA Lettera (Parte I)

Denderah

TREDICESIMA LETTERA

Aprile 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

IL SOLE 1

Nell’Undicesima Lettera abbiamo indicato la forma a lemniscata del nostro sistema solare. Una concezione di questa prospettiva del mondo può prima o poi trasformare il sistema copernicano, così che venga risvegliata una comprensione più spirituale del mondo. Dovendo ora parlare del Sole, sarà di grande aiuto se proviamo ad immaginare questa forma del Sole che si muove nel corso di un anno attraverso lo spazio in una lemniscata, e disegnando la Terra dietro di esso nella medesima lemniscata. Così questa forma costituirebbe il cammino sia del Sole che della Terra. Quest’immagine può aiutarci a creare una comprensione della sfera del Sole.

Il solo sistema copernicano non può portarci un’immaginazione della sfera del Sole, ma la lemniscata del cammino Terra-Sole crea l’immagine di una forma spaziale che possiamo pure trovare inscritta nella forma umana in  collegamento con le attività contraddittorie nel capo e nel corpo. Possiamo trovare questa forma anche in molti altri rapporti. Il movimento a forma di lemniscata è soltanto il principio fondamentale. Il movimento del Sole e della Terra è in realtà molto più complicato, cosicché il Sole a noi sulla Terra appare muoversi attraverso il circolo dell’eclittica nel corso dell’anno. Comunque, non ci dobbiamo occupare di questi dettagli nell’accostarci alla natura spirituale del Sole.

Nelle nostre precedenti descrizioni abbiamo visto che Saturno è la sfera, ovvero la veste, degli Spiriti della Volontà, che Giove è la sfera degli Spiriti della Saggezza e che Marte è la sfera degli Spiriti del Movimento. Nella sfera del Sole – la sfera che è la forma spaziale indicata dal movimento del Sole e che possiamo immaginare fondamentalmente come una lemniscata – possiamo vedere la regione degli Spiriti della Forma, le Exousiai dei Greci e gli Elohim secondo l’insegnamento esoterico ebraico ( vedi Lettera Nona).

La biografia spirituale ci darà un’impressione delle forze che operano attraverso la sfera del Sole. Possiamo trovare l’attività degli Spiriti della Forma già all’interno dell’evoluzione dell’Antico Saturno. Essi irradiarono l’impulso dell’individualizzazione nell’Universo dell’Antico Saturno, e inoltre questo Pianeta era lungi dall’essere capace di assumere ed evolvere quest’impulso. Così ivi rimase unicamente un riflesso dell’impulso delle Exousiaiche apparve come la divisione del corpo sino ad allora unitario in molti corpi singoli, i predecessori del corpo fisico umano di oggi (vedi la Terza Lettera).

Perciò, gli Spiriti della Forma appaiono come quegli Spiriti che prepararono la Via per l’entrata finale dell’individualità, dell’ “Io” , entro il Mondo. Essi continuarono ciò attraverso tutti i cicli di evoluzione sino a che non fu giunta l’epoca del compimento, nel creare e raffinare il recipiente dell’ “Io” , la forma fisica umana. Questo impulso fondamentale degli Spiriti della Forma è intessuto entro la loro veste cosmica che è la sfera del Sole. E’ ancora preservato in essa ed è ancora collegato con l’entrata dell’individualità umana nella forma corporea attraverso la porta della nascita.

La posizione del Sole al momento della nascita mostra che parte del corpo umano è specialmente evoluta all’epoca dell’entrata nella vita terrestre. Ciò è complicatissimo, poiché lo sviluppo più o meno unilaterale può essere un ostacolo, così come un aumento di certe capacità derivate da passate incarnazioni. Questo ostacolo deve essere vinto nella misura in cui proprio le capacità dovranno essere ulteriormente sviluppate durante l’evoluzione terrestre. Un’investigazione dei dettagli del cielo di nascita può rivelare queste peculiarità.

Le posizioni del Sole nel segno dell’eclittica al momento della nascita dànno la base per formare un  giudizio circa la particolare relazione dell’essere umano con la sua forma corporea. Qui dobbiamo distinguere chiaramente tra le Costellazioni delle Stelle fisse dello Zodiaco e l’eclittica con i suoi dodici “segni” (nella Seconda Lettera). Le dodici Costellazioni delle Stelle fisse sono al di là dell’intero nostro sistema solare nelle profondità dell’Universo delle Stelle fisse. Esse rappresentano l’immagine visibile dell’originario Spirito creativo dell’Ordine Gerarchico. Inoltre in esse è presente l’eterna Archetipica immagine astrale dell’Essere Individuale così come fu progettata dagli Dèi.

Nell’eclittica, che è il cammino annuale del Sole attraverso lo spazio e che è causato dal movimento a lemniscata del Sole, dobbiamo vedere quelle forze che discendono come una specie di doppio della forma umana entro il corpo fisico ed anelano a farne un’immagine dell’Archetipo astrale. Esse sono potenze eteriche formatrici. Essendo l’Archetipo astrale dell’umanità un’entità dodecupla, visibilmente manifesta nelle dodici Costellazioni dello Zodiaco, pure le potenze formatrici dell’eclittica sono dodecuple ed in relazione alle dodici principali regioni del corpo umano. Inoltre, dobbiamo immaginare queste dodici regioni dell’eclittica separate dallo zodiaco delle Stelle fisse. Per esempio, l’eclittica inizia in maniera diversa; è interamente una questione di rapporto tra Sole e Terra. Ciò viene espresso nel mutamento delle stagioni sulla Terra. L’anno delle stagioni principia con la Primavera, ovvero all’epoca in cui il Sole è al punto equinoziale. Questo è il punto d’inizio dell’eclittica. Ed esso è in rapporto al capo della forma umana, ovvero Ariete, perché è quella regione nella sfera del Sole nella quale hanno il loro centro le sottili forze formatrici che imprimono l’Archetipo astrale del capo entro il corpo umano. Così il Sole – ed anche la Terra – nel corso di un  anno attraversa le dodici regioni dell’eclittica che corrispondono alle dodici regioni del corpo umano. Il Sole entra nel segno dell’Ariete il 21 di Marzo, nel segno del Toro il 21 di Aprile fino al 21 di Maggio allorché entra nel segno dei Gemelli, e così via.

La posizione del Sole in uno dei dodici segni dell’eclittica all’epoca della nascita, mostra la “forma” finale che è stata creata durante l’evoluzione embrionale a partire dalle conseguenze delle incarnazioni precedenti. Durante l’intera epoca dei processi embrionali, il Sole si muove mediamente attraverso nove segni dell’eclittica. Questa è un’immagine della metamorfosi evolutiva del corpo nei confronti della forma finale peculiare e individuale, ed è pure impressa entro la forma umana, così che essa appare come l’immagine dei vari periodi nell’evoluzione del corpo durante  la vita dopo la nascita.

Daremo ora una breve descrizione del Sole nei dodici segni dell’eclittica, ma non dovremmo dimenticare che tutte queste descrizioni sono insufficienti per formare un giudizio sull’influenza del Sole nel cielo di nascita, perché vi sono tantissimi fatti individuali che devono essere considerati a lato di quella della posizione nell’eclittica. Perciò, è impossibile fissarli entro regole definite.

Il Sole nel segno dell’Ariete è specialmente attivo nel formare la testa dell’essere umano. Le sottili forze eteriche che edificano la testa vengono usate quindi più fortemente che in qualsiasi altro caso per esprimere le peculiarità individuali di una personalità. Quelle forze possono allora divenire il veicolo dell’abbracciare una grande iniziativa ed energia. Esse rendono possibile l’introduzione di nuove idee, di nuovi metodi e di nuove prospettive in qualsiasi ramo della vita. Una tale personalità può essere la portatrice di un impulso, l’esecuzione del quale è lasciata ad altri. E’ un altra questione se un tale impulso sia costruttivo o distruttivo. Ne abbiamo esempi in: Johann Sebastian Bach, il compositore; il Principe Otto von Bismarck, il fondatore della Germania prussianizzata.

Il Sole nel segno del Toro dà una tendenza verso una forte formazione nella regione della laringe. Una personalità può edificare quasi l’interezza della sua vita  terrestre a partire dalle forze che trovano la loro espressione in questa zona del corpo. Ciò può apparire nell’uso predominante delle forze di parola e di suono, come nel caso del compositore Tschaikowsky, oppure del poeta Shakespeare; ma queste forze possono anche essere abusate per la ricerca del potere come, per esempio, nel caso di Robespierre e di Lenin, perché la posizione del Sole non concede alla personalità un qualsiasi giudizio morale nell’espressione dei suoi poteri.

Il Sole nel segno dei Gemelli imprime sul corpo le forze formatrici che sono collegate in maniera speciale con le braccia. Una personalità nella quale questi poteri sono attivi può sentirsi incentrata in questa regione ed usare queste sottili forze eteriche per l’autoespressione nella vita. Ne sono esempi: il romanziere Bulwer-Lytton, i cui doni di espressione si mostrano nello scrivere e non attraverso la parola, ed altresì il pittore Albrecht Dürer.

Il Sole nel segno del Cancro incentra le capacità della personalità in quelle forze che provengono dal tronco del corpo umano; perciò esso dà una tendenza ad abbracciare il mondo personale, sia esso grande o piccolo. Da questa tendenza può far scaturire amore per quello che è affidato dal destino alla sua cura, o persino desiderio di conquista. Ne sono esempi: Alessandro MagnoCarlo XII di Svezia e Massimiliano del Messico.

Il Sole nel segno del Leone rafforza le forze formatrici che operano nella circolazione del sangue e nel respiro. Una personalità con questa dotazione può mostrare una sorta di regale atteggiamento, in qualsiasi sfera della vita; per le correnti vitali che scaturiscono dal più intimo cuore. Ciò può, comunque, diventare anche la sorgente di un estremo egoismo. Ne sono esempi: H.P. BlavatskyShelleyNapoleone I  [e Willi Sucher].

Il Sole nel segno della Vergine concentra le abilità di un essere umano in quelle forze che si esprimono nella regione sotto il diaframma. Una tale individualità può, per così dire, riassumere il mondo, piacevole o duro che sia. Ne sono esempi: Goethe, la Regina Elisabetta d’Inghilterra, il Cardinale Richelieu  e Leone Tolstoj.

Il Sole nel segno della Bilancia favorisce l’impiego di quelle capacità che sono inerenti ai fianchi ovvero ai vari organi di equilibrio del corpo umano. Una persona in cui questi sono sviluppati può diventare un maestro nell’equilibrare le differenze o nello smussare le difficoltà nel mondo umano. Una tale persona può diventare un giudice incorruttibile così come un insincero impostore con il destino. Esempi ne sono: Savonarola  e Cesare Borgia.

Il Sole nel segno dello Scorpione dà il potere di adoperare forze che causano progresso, e spesso questo progresso viene conquistato dalla distruzione di ciò che è sorpassato e reazionario. Lo spazzar via pregiudizio e tradizione può aprire la strada per il progresso umano, ma può altresì diventare una forza unicamente distruttiva. Ne sono esempi: Erasmo da Rotterdam, l’umanista; Martin Lutero, il riformatore; Friedrich Shiller, il poeta.

Il Sole nel segno del Sagittatio dà l’opportunità nella vita di usare in modo speciale quelle forze che formano le cosce del corpo umano. Esso porta l’essere umano nelle onde sempre cangianti del mondo esteriore. Una tale personalità può essere veramente vivace, ma se questa capacità è troppo unilaterale essa può anche essere travolta dal suo potere. Esempi ne sono: la Regina Maria di Scozia, il Re Carlo I d’Inghilterra, Beethoven ed Heinrich Heine.

Il Sole nel segno del Capricorno potenzia quelle forze che formano le ginocchia e i gomiti. Sono forze che stabiliscono il legame tra il mondo esterno degli oggetti e il mondo interiore della coscienza. Agli organi di senso, in special modo gli occhi, inerisce una simile capacità. Se una personalità è nata allorché il Sole è in Capricorno, essa è posta di fronte al problema di equilibrare il rapporto tra il mondo interiore e quello esteriore. Da un lato può raggiungere la fiducia nella realtà obbiettiva delle sue esperienze interiori, dall’altro può soffrire della mancanza di questa fiducia ed anelare vanamente ad un’immagine obbiettiva e sicura del mondo fuori dei limiti dell’esperienza animica umana. Esempi ne sono: Giovanna d’ArcoNostradamus, famoso per le sue profezie, ed Isaac Newton.

Il Sole nel segno dell’Acquario favorisce lo sviluppo di quelle forze che edificano la parte inferiore delle gambe. Esse sono atte a portare la coscienza umana nella regione “oltre la sua pelle” nel vasto mare dell’etere cosmico. Per una personalità con queste doti il problema decisivo è se l’Io sia forte abbastanza per mantenere ed orientare se stesso su quel mare. Ne sono esempi: John Ruskin, ByronMozart Swedenborg.

Il Sole nel segno dei Pesci, infine, è collegato con le forze formatrici dei piedi. Una persona nata allorché il Sole è in questo segno sperimenta la Terra sulla quale i suoi piedi camminano e, per così dire, la “assaggia”. Secondo il potere dell’Io individuale, la Terra è allora sperimentata come un corpo caduto, ovvero come un fardello pesante e opprimente, che è còmpito dell’umanità trasmutare e redimere. Ne sono esempi: MichelangeloVictor HugoShopenhauer e il Cardinale Newton.

Così il Sole ha il potere di portare l’Archetipo Astrale dell’Essere Individuale giù nella vita individuale dell’individuo sulla Terra. Le membra di quest’Essere Archetipico sono gettate nel vortice del destino individuale umano. Il Sole del nostro sistema solare attira questa virginale sostanza astrale, che è l’origine di ogni sostanza fisica, dalle profondità del mondo delle Stelle fisse verso il centro del nostro Universo. Questa sostanza Archetipica passa attraverso vari gradi di densificazione prima di raggiungere il Sole. Sulla Terra essa raggiunge lo stato di materia e di manifestazione nella sfera dell’individuo.

Ma questo non è il gradino finale dell’attività del Sole. Di ciò dovremo parlare nella Lettera successiva e vedremo allora che il Sole è in realtà un Essere triplice. Dovremo allora toccare il massimo mistero nell’Universo. In questa Lettera siamo stati capaci di descrivere soltanto un lato di questo problema.

(Continua)

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ISIDE SOPHIA-DODICESIMA Lettera (Parte II)

Denderah

DODICESIMA LETTERA

Marzo 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

MARTE

(Continuazione)

Marte nei Pesci: Marte nei Pesci può condurre alla realizzazione della pace come risultato della riconciliazione tra le forze contradditorie sopra descritte, ovverosia tra i poteri del Cielo e della Terra. Questa realizzazione può giungere unicamente dopo una lotta di una vita attraverso la profonda valle della Caduta. Qui una considerazione dei movimenti prenatali di Marte è straordinariamente importante.

novalis

Abbiamo conoscenza di un solo esempio ideale di Marte nei Pesci. Allorché nacque Novalis, il 2 maggio 1772, Marte era in questa Costellazione. All’incirca all’epoca del suo concepimento, Marte entrava in Vergine. Ciò indica che vi era nel corpo astrale di Novalis una manifestazione dei sette aspetti del corpo animico di cui abbiamo parlato più sopra, e che abbiamo descritto dal punto di vista di Marte nelle Costellazioni dalla Vergine ai Pesci. In Novalis l’innocenza cosmico-solare delle forze del corpo astrale era manifesta, così come la grande “Caduta e Resurrezione”. Tutta questa grandezza della potenza astrale fu poi infine accumulata nella posizione di Marte nei Pesci. Essa divenne un potere risanatore di pace e di riconciliazione che permeava tutti coloro che vivevano attorno a quell’essere meraviglioso. Abbiamo molti racconti di questo fatto. Le sue forze astrali erano portate in armonia e si risvegliavano alla realtà del Mondo Spirituale dopo ch’egli era passato attraverso le esperienze animiche più tormentose che gli aprirono gli occhi sulla realtà della Caduta nelle vesti della morte, avendo incontrato la morte nella perdita di uno dei suoi più amati amici.

Marte in Ariete: Marte in Ariete indica un corpo animico che, se è associato con certi altri fatti, fornisce una base adatta per la conoscenza del Mondo Spirituale. Marte nelle Costellazioni dalla Vergine ai Pesci è collegato con lo sviluppo cosmico che condusse nella Caduta e con la sua Redenzione. Le costellazioni dall’Ariete al Leone sono opposte a quelle che abbiamo descritto più sopra; perciò, esse riflettono quei poteri che gradualmente si ritirarono nelle regioni spirituali superiori quando si verificò la Grande Caduta.

Emanuel_Swedenborg

Ne abbiamo un esempio nel cielo di nascita di Swedenborg. All’epoca della sua nascita, il 29 gennaio 1688, Marte stava in Ariete. Sappiamo che egli sviluppò una facoltà di chiaroveggenza nell’ultima parte della vita. In questo caso abbiamo bisogno di aggiungere vari fatti per comprendere questa chiaroveggenza di Swedenborg, ma non possiamo farlo adesso. Forse in séguito giungerà per noi un’opportunità di elaborare i dettagli di questo cielo di nascita.

Marte in Toro: quando nacque Raffaello Sanzio, il 26 marzo o il 6 aprile 1483, Marte era entrato nella Costellazione del Toro. All’epoca del suo concepimento Marte era in Acquario ove compiva un nodo nei primi stadi dello sviluppo prenatale di Raffaello.

Raffaello Sanzio Autoritratto INV. 1890 - n° 1706

Marte indica una condizione del corpo di coscienza che, dal principio, porta l’impulso della riconciliazione tra le forze astrali della testa e quelle del cuore, e forma anche una relazione cosciente tra il Cielo e la Terra. Indubbiamente se guardiamo il suo ritratto o leggiamo la sua biografia, possiamo trovare confermato che in quest’amabile personalità non vi era l’ombra della discordia tra Cielo e Terra, bensì caldo, raggiante amore per ogni esistenza nell’Universo.

In questo caso, infine, Marte era entrato nel Toro, che è il segno opposto allo Scorpione. Allorché Marte è nello Scorpione, abbiamo una manifestazione della Caduta scritta nel corpo astrale umano. Sebbene questa posizione segni l’inizio del declino dello sviluppo universale nella materia, esso segna altresì la spiegazione per l’umanità della bellezza del mondo dei sensi. La bellezza del mondo dei sensi è l’ultimo residuo della manifestazione dello Spirito in esso, che irradia dal Toro attraverso Marte e può compenetrare la Costellazione opposta. Perciò, se Marte è in Toro in un cielo di nascita, esso si manifesta nel corpo astrale di un tale essere umano come il potere di riconoscere lo Spirito nel mondo fisico come bellezza. Può manifestarsi come un’inclinazione nei confronti della poesia, ma nel caso di Raffaello si rivela nel bel mondo del colore. Se stiamo di fronte ai suoi dipinti, per esempio a quelli della “Stanza della Segnatura”, possiamo sperimentare la condizione animica che deve aver ispirato Raffaello. Qui il mondo degli oggetti materiali è diventato una rivelazione dello Spirito attraverso il linguaggio del colore.

Marte nei Gemelli: Il famoso filosofo Schopenhauer era nato quando Marte stava nella Costellazione dei Gemelli, il 22 febbraio 1788. Esso inizia la sua corsa nei Pesci all’incirca all’epoca del suo concepimento. Durante gli ultimi mesi del suo sviluppo prenatale formò un nodo nei Gemelli.

shopen

I Gemelli sono il segno opposto del Sagittario. Nell’aspetto di Marte in Sagittario abbiamo trovato una condizione astrale che può far apparire l’esistenza umana come una contrapposizione tra il mondo materiale e quello spirituale. Con Marte nei Gemelli, questa lotta è, per così dire, decisa in favore del Mondo Spirituale.

La filosofia di Schopenhauer, che in una certa misura è collegata con la condizione individuale del suo corpo animico, è un’espressione di questa tendenza. Un’esperienza del mondo di un essere umano, secondo la concezione del mondo di Schopenhauer, è il risultato della sua propria condizione animica.

Perciò, se sperimentiamo pena e dolore, ciò è dovuto al fatto che noi stessi abbiamo creato questo mondo attraverso il nostro collegamento animico con esso. Per amore della salvezza da pena e dolore dobbiamo strappare la nostra vita animica da questo mondo. In questa prospettiva appare qui un qualche vago collegamento con un Buddhismo frainteso. E’ una sorta di spiritualismo che non vuole purificare le percezioni sensorie , così che la Luce dello Spirito possa di nuovo risplendere attraverso gli oggetti del mondo fisico, bensì desidera ardentemente fuggire quel mondo che è rigido e doloroso e lasciarlo irredento.

Questo è il pericolo di Marte nei Gemelli, ma naturalmente la mèta che esso esige è la realizzazione della necessità per quella lotta in noi come una questione d’importanza per l’intero destino mondiale.

dante

Marte in Cancro: Quando (maggio 1265) nacque Dante, il poeta della Divina Commedia, Marte era in Cancro. Esso iniziò durante lo sviluppo prenatale con un nodo in toro. Perciò, possiamo ricordare quel che abbiamo detto su Marte in Toro. In questo caso il poeta getta la Luce dello Spirito sugli eventi del mondo materiale che erano oscuri e tragici nella vita personale del poeta. Poi, nell’aspetto di Marte in Cancro troviamo indicata un’altra facoltà impressa nel corpo animico di Dante. Nella Costellazione opposta, in Capricorno, abbiamo trovato indicato l’impulso a pacificare le forze contraddittorie dell’anima. Qui, nel poema di Dante, adombrato da Marte nel Cancro, troviamo la manifestazione della grandezza cosmica di questo processo di pacificazione e purificazione. Le gigantesche scene dell’Inferno e del Purgatorio sono il retroscena cosmico di quelle esperienze attraverso le quali ogni essere umano deve passare dopo la morte.

Marte in Leone: il Leone è il segno opposto all’Acquario. Marte in Acquario indica l’anelito all’unione tra le forze astrali operanti nel cuore e nella testa. Allorché Marte è in Leone, possiamo sperimentare l’anelito alla realizzazione cosmica, il raggiungimento spirituale di questa unione. Ciò appare come entusiasmo nel capo, o regione del pensare, e nel cuore, o regione del volere.

schiller

Possiamo scoprire una sorta di entusiasmo sostanziato nel poeta Shiller. Quando nacque, il 10 novembre 1759, Marte era pure in Leone, ma in congiunzione con Nettuno. Esso era partito in Ariete con un nodo e in congiunzione con Urano. Il potere del corpo animico, indicato nel gesto di Marte, potrebbe anche esser diventato un entusiasmo realizzato, diciamo, per l’ideale della Rivoluzione Francese. Comunque, esso fu estraniato dal mondo fisico e divenne invece una specie di meccanico dinamismo spiritualistico che piuttosto distrusse l’unione tra il mondo fisico e quello spirituale.

Questa tragedia si manifesta nelle congiunzioni di Marte con Urano e Nettuno che imposero uno stato d’animo superumano, persino inumano, sulle qualità di Marte.

Gli eventi in Cielo

Il Pianeta Saturno è nella Costellazione dei Gemelli. Esso entrò in questa Costellazione al solstizio d’estate dello scorso anno [1944], allorché era in congiunzione con il Sole, vale a dire: esso allora stava direttamente dietro il Sole. Durante il periodo natalizio, il 29 dicembre, esso era in opposizione al Sole. Il Sole si era allora mosso nella parte opposta dello Zodiaco e stava nella Costellazione del Sagittario. Dal 24 ottobre fino al 6 marzo Saturno eseguiva un nodo. Poi si muoveva in maniera retrograda, ovvero contro la direzione generale nella quale si muovono i corpi celesti del nostro sistema planetario. Comunque, durante questo moto retrogrado esso non lascia la Costellazione dei Gemelli.

Dovremmo volgere lo sguardo su un tale evento come osservando i movimenti delle lancette dell’orologio. Non è l’orologio che determina la nostra vita, bensì siamo noi che disponiamo la nostra vita secondo il tempo che indica l’orologio. Così non possiamo parlare di una qualsiasi determinazione degli eventi terrestri dall’influenza dei corpi celesti – per esempio, in questo caso, da Saturno nei Gemelli – tuttavia possiamo leggere l’ “ora” cosmica nella quale l’umanità è entrata. E’ lasciato a noi adempiere alle necessità di questa ora.

Saturno è riflesso nelle profondità della vita animica dell’umanità. Esso annuncia l’ora dei più profondi impulsi storici che giungono in vita nelle regioni sconosciute dell’umano volere. L’ultima volta che Saturno fu nei Gemelli, l’umanità era nel mezzo della Prima Guerra Mondiale, giacché fu durante gli anni tra il 1914 e il 1917.

Siamo ora in una posizione simile e sembra come se tutti i problemi irrisolti di quegli anni passati siano risorti e stiano nuovamente sulla soglia. Spessissimo appare come se essi fossero diventati addirittura maggiori.

La Costellazione dei Gemelli riflette l’antica dualità degli esseri umani allorché essi si sperimentano come singole individualità. Da un lato essi sperimentano più o meno chiaramente in sé stessi la scintilla divina che collega l’individuo con un Mondo Spirituale o Cosmico, e dall’altro essi si trovano posti nel mondo terrestre che sperimentano tramite i sensi e che rigidamente imprigiona dentro di essi la loro vera natura “umana”.

Non sembra esistere alcuna riconciliazione tra i due mondi che si incontrano nell’individualità umana. Quei due mondi sono in inimicizia e quest’odio cresce ogni giorno di più. Questa è la posizione nella quale si trova oggi l’umanità. Saturno nei Gemelli annuncia l’ “ora” dell’ “Io”. Tali problemi devono essere risolti durante quest’ora, oppure l’umanità sarà colta in un’epoca successiva da una catastrofe molto più possente.

Questa è la grande domanda che appare riflessa nella posizione di Saturno nei Gemelli: come può l’anima umana guidare se stessa tra lo Spirito e il corpo? Le rivelazioni dello Spirito sono potentissime e diventano sempre più potenti. Nella nostra epoca queste rivelazioni possono essere stranissime e quasi distruttive. Coloro che sono al centro degli eventi, e coloro che devono combattere nei diversi teatri di guerra, questo lo conoscono sin troppo bene. Vi è inoltre il pericolo che gli esseri umani non possano essere capaci di prendere più a lungo queste esperienze in maniera sufficientemente seria, ovvero che le loro anime possano essere sopraffatte e le loro vite portate nel caos. Lo Spirito dell’umanità e del mondo corre il pericolo di diventare un fantasma disturbante per l’esperienza animica dell’umanità.

Il mondo al quale gli esseri umani sono avvinti tramite il corpo è divenuto sempre più indurito e doloroso. Positiva inimicizia nei confronti di ogni cosa collegata con lo Spirito o persino con l’anima sembra essere innata in esso. A causa di questa gelida inimicizia il Pianeta Terra è in pericolo di diventare completamente inadatto per le anime umane e adatto unicamente per fantasmi meccanizzati dell’essere umano. Il problema nelle profondità dell’anima umana, che è riflesso nella posizione di Saturno, è questo: come può oggi l’umanità vincere questo duplice pericolo?

Dobbiamo vincere in noi stessi il potere che causa il fatto che il mondo, al quale appartiene il nostro corpo, ci appaia come rigido, freddo e odioso. Se purifichiamo i nostri sensi dall’antico mondo, dall’innato egoismo, possiamo imparare a percepire il mondo fisico come una rivelazione dello Spirito. La Scienza dello Spirito ci dà il potere di guardare nella natura e di vedere la Luce dello Spirito che lo compenetra. Se lo Spirito si rivela nella regione dell’anima umana, abbiamo bisogno di riconoscere che qui vi è un vero sentiero dal quale noi possiamo ottenere una conoscenza definita dei Mondi Superiori. La realizzazione di questa conoscenza, e il potere di comunicarla a coloro che sono nel bisogno, è il còmpito di coloro che hanno già seguito il sentiero che la Scienza dello Spirito ha rivelato. Solo questa conoscenza può rendere capaci gli esseri umani di vincere i pericoli che sorgono da esperienze spirituali per le quali l’anima è impreparata e che operano come fantasmi disturbanti.

Questa è la situazione presente dell’umanità così come essa è riflessa nella posizione di Saturno nei Gemelli. Essa mostra il profilo generale delle forze che sono operanti nelle profondità delle anime umane come un destino cosmico. Ulteriori influenze sono riflesse dalla posizione e dai movimenti degli altri Pianeti, ma parleremo di questi nelle prossime Lettere.

(Continua)

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MAGIA DEL PENSIERO ( Frammenti di Novalis)

Novalis

Nello stesso modo in cui esprimiamo i moti dell’organo del pensiero, in cui li manifestiamo coi gesti, li concretiamo in azioni, in cui in genere ci muoviamo e ci fermiamo ad arbitrio, uniamo e singolarizziamo i nostri movimenti, nello stesso modo dobbiamo anche imparare a muovere, frenare, collegare e singolarizzare gli organi interiori del nostro corpo.

Tutto il nostro corpo è senz’altro capace di esser messo dallo spirito in qualsiasi movimento. Gli effetti della paura, del terrore, della tristezza, della collera, dell’invidia, del pudore, della gioia, della fantasia ecc. sono indicazioni sufficienti.

Oltre questo però esistono abbastanza esempi di uomini che hanno raggiunto una padronanza arbitraria su parti del corpo comunemente sottratte all’arbitrio. In tal caso ciascuno sarà il proprio medico e potrà acquistarsi un sentimento completo, sicuro e preciso del proprio corpo; allora soltanto l’uomo sarà effettivamente indipendente dalla natura e forse persino in grado di restaurare membra perdute, di uccidersi con la sola propria volontà e di raggiungere, solamente con questo mezzo, vere rivelazioni sul corpo, l’anima, il mondo, la vita, la morte e il mondo degli spiriti.

Forse dipenderà soltanto da lui la possibilità di animare una sostanza. Egli costringerà i propri sensi a produrgli la forma da lui voluta e potrà vivere nel suo mondo nel piú vero significato della parola. Allora sarà capace di staccarsi dal corpo nel momento in cui lo crederà opportuno; egli vedrà, udrà e sentirà ciò che vorrà, come vorrà, e nel nesso che gli piacerà.

L’uso degli organi non è altro che pensiero magico, taumaturgico, o uso arbitrario del mondo dei corpi; infatti la volontà non è altro che magica, energica capacità di pensiero.

Novalis

Da: «Frammenti», Ed. Rizzoli, Milano 1987, pp. 432-33

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per gentile concessione di www.larchetipo.com

ISIDE SOPHIA-DODICESIMA Lettera (Parte I)

Denderah

DODICESIMA LETTERA

Marzo 1945

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO:

MARTE

(Continuazione)

Nella nostra ultima Lettera abbiamo descritto in dettaglio la natura e la sfera del Pianeta Marte. Ora proveremo ad illustrare questa conoscenza in un certo numero di cieli di nascita storici. In una tale considerazione , abbiamo bisogno di tener conto non soltanto del momento reale della nascita, bensì anche del periodo dello sviluppo embrionale prenatale. Sebbene la posizione di Marte al momento della nascita dia il quadro decisivo della natura di Marte di un essere umano, i movimenti e i gesti di questo Pianeta durante lo sviluppo embrionale sono pure importanti. Essi mostrano l’evoluzione interiore delle forze animiche nei confronti della manifestazione finale della natura di Marte. Per comprendere la qualità essenziale di Marte in relazione alle dodici Costellazioni dello Zodiaco, dobbiamo partire con la Costellazione della Vergine.

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Marte in Vergine: quando nacque Giovanna d’Arco, il 6 gennaio 1412, Marte aveva lasciato la Costellazione del Leone ed era sul punto di entrare nella Vergine. Questo esempio ci dà un’impressione di come un essere umano percepisca il mondo e di come questo mondo risvegli la coscienza nell’anima. In questo caso Marte, che non era ancora pienamente entrato nella Vergine dopo esser passato attraverso le Costellazioni dai Pesci al Leone durante lo sviluppo embrionale, era ancora libero dall’influenza della Caduta che era avvenuta durante l’evoluzione dell’Antica Luna e che abbiamo descritto nell’ultima Lettera. Esso aveva ancora una qualità simile al Sole e non era ancora ostacolata dall’influsso oscurante delle Potenze “ribelli” nell’Universo. Il corpo animico era ancora in uno stato di innocenza cosmica. Questo ci aiuta a comprendere lo strano potere che era vivo in Giovanna d’Arco e che la rendeva capace di intervenire in maniera così decisiva nel corso della Storia. Non era solo entusiasmo ciò che le dava forza e impavidità, ma era la certezza incrollabile della sua vocazione spirituale. Essendo le forze della sua anima al di là delle Potenze oscuranti e indebolenti dell’Ostacolo dovute alla Caduta, la magia solare del suo apparire operava come un miracolo strano e irresistibile sul popolo del suo tempo.

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Quando nacque Friedrich Nietzsche, il famoso filosofo (il 15 ottobre 1844), Marte era già entrato nella Vergine. Era entrato nella regione dello Zodiaco che riflette l’entrata nella grande epoca cosmica durante la quale la ribellione di cui abbiamo parlato ebbe luogo. Anche questo Marte di Nietzsche passava attraverso le Costellazioni dai Pesci alla Vergine. Ciò indica che anche nel corpo animico di Nietzsche viveva qualcosa come l’innocenza cosmica che abbiamo trovato in Giovanna d’Arco, tuttavia nel suo caso questa innocenza cosmica divenne la vittima delle Potenze superumane distruttive. La vita di Nietzsche è una delle più grandi tragedie. Marte sulla sua via dai Pesci alla Vergine non poté vincere un’opposizione di Saturno nella seconda metà dello sviluppo embrionale di Nietzsche. La potenza animica innocente, solare, che era nascosta in Nietzsche e che in maniera timida tentò di irrompere in alcuni dei suoi scritti, così come nella relazione con Richard Wagner, non poté discendere dalle sue altezze spirituali nelle realtà della vita terrena. Così il suo essere animico venne straziato, e divenne folle nel 44° anno della sua vita.

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Marte in Bilancia: Marte entrò in Bilancia quando Tommaso Moro nacque il 7 febbraio 1478. Qui Marte ha già fatto un passo ulteriore nella regione che riflette la Caduta entro l’evoluzione dell’Antica Luna. Da quel che conosciamo del suo destino, se proviamo a metterci al posto di Tommaso Moro, troviamo che egli era circondato da un mondo nel quale impulsi oscuri operavano ad opporsi alla manifestazione della verità spirituale. Comunque, Tommaso Moro stava eretto in mezzo a questa tenebra. Era una così grande individualità, e il suo corpo animico o di coscienza era così ricolmo di luminose forze solari, che egli fu capace finalmente di essere vittorioso sulle prove del destino. Possiamo trovare questo potere animico riflesso nel movimento prenatale di Marte. All’epoca del suo concepimento Marte era in Toro, e poi si mosse attraverso le Costellazioni dei Gemelli, del Cancro, del Leone e della Vergine fino a che finalmente non passò in Bilancia. Troviamo qui di nuovo la cosmica innocenza delle forze di Marte che abbiamo trovato pure nei due esempi dati sopra. Ciò dette a Tommaso Moro la sua grande forza di carattere.

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Marte in Scorpione: Marte in  Scorpione è il preciso riflesso cosmico della Caduta entro l’evoluzione dell’Antica Luna. Esso è un’espressione delle forze animiche che sono sommerse, in una maniera o nell’altra, dalle conseguenze dell’evento che abbiamo descritto; quell’evento che dopo lunghi periodi di evoluzione infine fece apparire la Terra puramente materiale.

Quest’influenza di Marte in Scorpione possiamo trovarla in cieli di nascita come quello di Bacone da Verulamio, nato il 22 gennaio 1561 e dell’Arciduca Rodolfo d’Austria, nato il 21 agosto 1858. Bacone da Verulamio, in special modo verso la fine della sua vita, fu sconfitto dall’impulso che condusse alla moderna concezione della scienza naturale. Egli è stato persino chiamato il padre dell’empirismo, che divenne così importante nel metodo scientifico. Questo è un empirismo che non prende in considerazione la presenza di veruno spirito in Natura. Esso considera i fenomeni della Natura semplicemente come il risultato delle reazioni più o meno meccaniche di sostanze materiali. Così quelle forze che avevano la loro origine nella Caduta portarono l’umanità al punto più profondo dell’intero corso della sua evoluzione, onde l’umanità giungesse a sperimentare il mondo come pura materia.

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L’Arciduca Rodolfo d’Austria divenne così insoddisfatto della vita ristretta e veramente materialistica, che come erede della corona austriaca e ungherese egli era obbligato a vivere, da suicidarsi. Ciò mostra che l’impulso di Marte della Caduta, se non fermato, può addirittura distruggere una vita umana.

Marte in Sagittario: Marte in Sagittario riflette una condizione del corpo astrale che porta agli esseri umani un’esperienza del conflitto del mondo materiale con la scintilla dello Spirito dentro di loro. Quando Goethe nacque, il 28 agosto 1749, Marte era entrato nella Costellazione del Sagittario. All’epoca del suo concepimento Marte stava in Vergine. Da lì esso muoveva attraverso la Bilancia e lo Scorpione e negli ultimi mesi dell’evoluzione embrionale di Goethe fece un nodo in Scorpione e in Sagittario.

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A causa della natura individuale del corpo animico di Goethe l’effetto della Caduta potrebbe esser visto pienamente in questa personalità, ed egli riconobbe dentro di sé il conflitto dovuto a questo evento cosmico. Egli parla delle due anime che vivevano in lui. Una tendeva sempre a trascinarlo giù nella regione nella quale i sensi hanno trovato modo di sperimentare un mondo di pura materia, e l’altra lo richiamava al Mondo Celeste in cui vivono quegli Spiriti che sono i sublimi antenati dell’essere proprio dell’umanità. Possiamo pure sperimentare che Goethe, nella sua lotta tra queste forze nel suo corpo animico, vinse le conseguenze della Caduta. Egli purificò la coscienza delle sue esperienze sensorie. Poté vedere lo Spirito operante nella Natura e lo descrisse nei suoi scritti sulla pianta Archetipica. Egli percepiva questa come il prototipo sovrasensibile di tutta la vita vegetale esistente, che appare modificata nelle peculiarità dei tipi visibili del mondo vegetale.

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Un’altra personalità che aveva quasi gli stessi gesti di Marte nel suo cielo di Nascita e durante il suo sviluppo prenatale è il conte Leone Tolstoj, nato il 9 settembre 1828. Se leggiamo le sue biografie, i suoi diari e i suoi libri, molti dei quali rivelano la lotta della sua vita, possiamo scoprire in lui quella discordia che origina dalla Caduta causata dallo sviluppo del corpo astrale umano. Egli si sentì continuamente lacerato tra un mondo di materia , che lo afferrava attraverso i suoi sensi, ed un mondo che era la manifestazione dell’evoluzione spirituale dell’umanità e dell’Universo. Egli soffrì violentemente a causa di questa discordia, tuttavia anche lui in grande misura vinse quella Caduta. Questo è rivelato non tanto dalle sue azioni e dai suoi scritti, bensì dalla maniera in cui alla vita animica dell’umanità egli oggi appare come essere umano. Il semplice suono del suo nome ha un certo peso nella vita culturale di oggi, e ciò non può essere facilmente messo da parte.

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Marte in Capricorno: Marte in Capricorno riflette una condizione del corpo animico umano che lo rende capace di vincere le conseguenze della Caduta. Ora, l’essere umano può infine redimere la dualità creata dalla tentazione dell’umanità dalle forze della grande Caduta cosmica.

Allorché nacque Richard Wagner, il 22 maggio 1813, Marte era entrato nella Costellazione del Capricorno. All’epoca del suo concepimento esso stava in Leone. Così esso si mosse durante lo sviluppo prenatale attraverso Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione e Sagittario finché non entrò in Capricorno. Questo significa, per così dire, un lungo viaggio di queste forze prima che esse raggiungano la loro mèta finale. Possiamo trovare ciò confermato nella vita di Richard Wagner. Vi era nella sua natura animica qualcosa che era come l’eredità di un’innocenza solare, derivata da stadi passati dell’umanità, allorché essa non era ancora entrata così profondamente nell’abisso della separazione dal Mondo Spirituale. Troviamo ciò riflesso nella posizione di Marte in Leone. Poi lo vediamo entrare nelle Costellazioni che riflettono la Caduta. Questo è in relazione con un lungo periodo di lotta interiore e difficoltà. Comunque, più tardi nella sua vita egli raggiunse la mèta del suo anelare. Egli trovò ciò che chiamava “pace dai poteri dell’illusione” nella sua propria anima, e a partire da questa pace dell’anima poté creare la musica del suo ultimo grande dramma: il Parsifal. Marte in Capricorno anela alla pacificazione delle forze animiche, che erravano attraverso la valle profonda del rinnegamento umano dello Spirito e della solitudine entro il mondo materiale, risultanti dallo sviluppo del corpo animico umano dalla ribellione entro l’evoluzione dell’Antica Luna.

Marte in Acquario: Con Marte in Acquario qui sorge il problema se l’essere umano possa non soltanto anelare alla purificazione della natura di Marte, bensì addirittura redimere la dualità entrata nell’anima come risultato della Caduta. L’anelito alla redenzione della discordia nel corpo animico umano è per lo più collegato – visto da un punto di vista superficiale – con catastrofi nella vita umana. Da un punto di vista più spirituale esso è per lo più una lotta tra le forze della testa e quelle del cuore. Nella testa sono attive quelle forze del corpo astrale che attraverso i sensi sono atte a collegare l’umanità troppo fortemente col mondo della materia, mentre quelle forze che operano mediante il cuore vogliono stabilire attraverso il potere dell’Amore il collegamento dell’umanità con l’Universo. La testa e i sensi sono aperti alla tentazione ahrimanica; il cuore deve guardarsi dalla tentazione di Lucifero.

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Ciò può addirittura condurre, in certe circostanze, a malformazioni fisiche. L’astrologo Alan Leo riporta il caso di un bambino che era nato “senza sviluppo craniale cerebrale posteriore, in realtà meramente una maschera frontale”. Allorché nacque questo bambino, Marte era in Acquario. Naturalmente ciò non fu il solo fatto nel cielo di nascita che indicava la causa di questa malformazione. Abbiamo come esempio storico il cielo di nascita di Maria, Regina di Scozia. Quand’ella nacque, il 7 dicembre 1542, Marte era appena entrato in Acquario. All’epoca del suo concepimento esso stava tra la Bilancia e lo Scorpione, ove cominciò a formare un nodo.

Abbiamo così un ottimo esempio di una personalità che attraverso il suo corpo astrale era coinvolta nella Caduta. La posizione di Marte in Acquario all’epoca della sua nascita indica che ciò era soltanto un lato della sua natura. La storia della sua vita prova che ella fu continuamente assorbita dalla lotta tra la sua coscienza della testa e quella del suo cuore. Possiamo comprendere soltanto in questa maniera il caos attraverso il quale ella dovette passare in certi periodi. L’ultimo atto che avvenne nella sua vita, la decapitazione, è come un simbolo della lotta gigantesca entro questa personalità.

Da un punto di vista esteriore può apparire che ella non riuscì nel riconciliare le forze della testa e quelle del cuore, in quanto la sua testa fu recisa dal cuore. Nonostante ciò, durante la sua lunga prigionia, ella gradualmente stabilì dentro di sé la pace tra le forze opponentisi nella sua anima. Alla fine rimase come vincitrice sul campo di battaglia del suo proprio essere, e i dettagli della sua morte sono come una distorta caricatura riflessa dipinta dalle potenze della gelosia che si oppongono spiritualmente.

(Continua)

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