LE TREDICI NOTTI SANTE

AUGURI DA ECOANTROPOSOPHIA

.

Famoso brano scritto e composto da Plamondon e Berger, ripreso da famosi artisti come DIMASH. E’ un grido diaiuto esistenziale e cosmico, e “SOS” in generale significa “SALVATE LE NOSTRE ANIME” o “Soccorso occorre subito”.

Dimash (Dimaş Qūdaibergen) è un cantautore e polistrumentista kazako, famoso a livello internazionale per la sua eccezionale estensione vocale (oltre sei ottave), che gli permette di spaziare tra registri bassi e acuti estremi, incluso il registro di fischio (Il registro di fischio è il registro vocale che permette di raggiungere il range tonale più acuto dell’estensione umana. Nella scena musicale internazionale è utilizzato soprattutto da cantanti donne come Georgia Brown, Mariah Carey, Ariana Grande, Minnie Riperton e Giuni Russo; ma è padroneggiato anche da diversi uomini, come Piet Arion, Adam Lopez, Gabriel Henrique, Vitas, Dimaş Qūdaibergen e Nicola Sedda).

Dimash è considerato un “portento della natura”, un “genio musicale moderno”, e un ambasciatore culturale, celebrato per la sua voce unica che fonde elementi classici e contemporanei.  Da far concorrenza agli Angeli. E dunque, con questa sorta di Angelo, anche questo anno il Blog 

ECOANTROPOSOPHIA AUGURA BUON NATALE A TUTTI I SUOI AMICI E LETTORI.

 

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, ARTE, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA

ALLELUJA (di Händel) e NATALE (di R. Steiner)

ALLELUJAH-Händel

⭐️

QUEST’ANNO IL GRUPPO DI ECO E’ PIU’ SPARUTO. E’ UN NATALE PIU PROFONDO E SENTITO NELLE NOSTRE ANIME. TANTO PIU’ CI MANCANO I NOSTRI CARI AMICI FRANCO DE PASCALE E FABRIZIO CARUSO, TANTO PIU’ ESSI SONO PRESENTI CON IL LORO CALORE POTENTE. INESPRIMIBILE LA NOSTRA GRATITUDINE PER CIO’ CHE CI HANNO DONATO E INSEGNATO.

ECOANTROPOSOPHIA AUGURA BUON NATALE A TUTTI I SUOI AMICI E LETTORI.

*

NATALE

Dorme

L’anima della Terra

Nel caldo tempo d’estate;

Chiaro allora

Lo specchio del Sole

Irradia nell’esteriore spazio.

.

Sveglia

E’ l’anima della Terra

Nel freddo tempo d’inverno;

Spiritualmente allora

Risplende il vero Sole

Nell’essere interiore.

.

Gioioso giorno d’estate.

E’ sonno della Terra

Notte sacra d’inverno

E’ giorno della Terra. 

*

(Rudolf Steiner)

_______________

Traduzione versi Steiner-  Editrice Trani- Trieste – 1939

 

ALBERO DI NATALE, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA

SOLSTIZIO INTERIORE (di F. Caruso)

🔴

SOLE LOGOS DELL’IO

LA NOTTE NEL GELO E’ SILENZIO ASSOLUTO.
ALTISSIMA FIAMMA SI MUOVE E COSTRINGE LE OMBRE A DANZARE.
CUORI RIUNITI OSSERVANO IL SOLE CHE NELLA FIAMMA IN PARTE RINASCE.
IN ATTESA DELLA RINASCITA VERA CHE IN CIELO SI ANNUNCIA.

ORO SOLARE SI APPRESTA NEI CIELI INFINITI
E L’ANIME UMANE ATTENDONO IL POTERE DI LUCE CHE INCORONA LA GLORIA.
ORO E CELESTE FULGORE DISSETANO I CUORI CHE MANTENNERO FEDE.
CHE RICORDO MANTENNERO DEL SOLE FULGENTE NEL PIU’ NERO AFFOGARE.

LA NOTTE COMINCIA A TREMARE MENTRE L’AUREO CELESTE RISORGE AL CALORE.
E’ VITTORIA PERENNE CHE PERENNE RINNOVA IL MISTERO DEL VERO SPLENDORE.

UN ABISSO E’ TRASCESO E SQUARCIATO POICHE’ IL SOLE RISORGE
E DISEGNA LE FORME DEL VERO CHE LA LUCE STRAPPA ALLA NOTTE DEL CIECO AMMASSARE.

LA LUCE RISORGE E IMPONE LE FORME DEL LORO VERO VALORE A TUTTI GLI ENTI DEL MONDO.
LA TERRA SI PIEGA ALLE GERARCHIE DEL NUDO INTERNO VALORE CHE LE FORME DEL MONDO RIAPPARSE NON POSSONO PIU’ NELLA NOTTE DISTRUTTA CELARE.

IL SOLE DISCENDE NEI CUORI DEGLI UOMINI ATTRAVERSO IL LORO RINATO VEDERE LA LUCE OPERARE NEL MONDO TERRENO.
IL SOLE SI RIACCENDE NEI CUORI STREMATI E CONCEDE IL POTERE DI TRAVOLGERE IL MALE POICHE’ LA NOTTE NON PUO’ PIU’ ALLEVARE GLI OSCURI LANGUORI-MENZOGNA.

RISORTA E’ LA LUCE E PERMETTE IL RICORDO MORALE DEL CALORE DEL BENE.

SOLE LOGOS RIAPPARE PER CHI ELEVANDOSI LO PUO’ RICORDARE.


HELIOS FK AZIONE SOLARE

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ALBERO DI NATALE, ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, LE TREDICI NOTTI SANTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO,

DAL DIVIN FONDO DELL’ESSER NOSTRO

Il culto del Sol Invictus

*

Io sento

Come sciolto da incantesimo

Il Figliuol de lo Spirto

In seno all’anima;

In chiara purità di cuor

L’ha generato

Il sacro Verbo dei Mondi,

Della Speranza Frutto celestiale,

Che giubilando cresce

In lontananze eteree,

Dal divin fondo

Dell’esser mio.

(Rudolf Steiner)

*

In molti settori della spiritualità moderna si crede oggi che sia giusta volontà il caricare gli impulsi ed emozioni, gli entusiasmi verso i pensieri positivi o piacevoli, credendo ciò bastante ad assicurare conseguimenti di forza di pensiero tali da assicurare, quantomeno, comportamenti sinceri, buoni e fraterni .

In parole povere non pensiamo a liberare la volontà ma a caricarla ed alimentarla sempre e solo col sentire prigioniero: un solo sentimento generico deputato al cambiamento di quel pensiero, al mutamento di quella mente che porterebbe così a raggiungimenti di dimensioni solari credute mete profetizzate già dall’antico.

Direi che questa pratica, invece che un pensiero forza genera un pensiero… forzato, di quella energia che tiene oggi in piedi molta new age e svariati spiritualismi da banco, il grande nuovo bussiness del secolo, che ha contaminato anche l’antroposofia.

Parole vuote di un linguaggio romantico e positivo ma rigide come involucro, ingabbiante, e nello stesso tempo impermeabile allo Spirito.

Le verità spirituali sono ridotte a luoghi comuni in cui si insinua il proprio personale brevetto riducendo impunemente il sacrificio di Iniziati a comuni e universali ineluttabili iniziazioni… per esaltare se stessi.

Le verità di Steiner sono ritenute bruscolini quando vanno a cozzare con le nostre debolezze: rimandare la disciplina interiore è vizio risaputo. E questo sarebbe il minimo se non che si può peggiorare la situazione andando ad avversare per sciocco ed inutile amor proprio, ma sempre per interesse personale, proprio l’essenza  su cui si regge quella scienza spirituale che tanto ha ammaliato e nella quale si continua a sguazzare senza decidersi a nuotare.

Una contraddizione plateale e chiarissima alla quale sarebbe preferibile un bel silenzio compunto, almeno non si cadrebbe nel ridicolo, facilmente individuabile ad una semplice analisi logico razionale di ciò che senzientemente si dichiara.

E’ caratteristica umana formularsi pensieri alti e comportarsi non di conseguenza. La natura è forte. Così anche la nuova meta raggiunta e conseguita da pochi nel sacrario occidentale rischia di diventare per gli altri natura morta, pensato, una medicina fra tante che come unici effetti sa dare unicamente assuefazione ed effetti collaterali, una droga, un ritornello, un mantra che ci ripetiamo solo per illuderci e per non “pensare quello che si dovrebbe pensare”.

E così dell’Io solamente si parla, si studia e si fanno conferenze e congressi, ma non se ne fa esperienza. Sì, è giusto pensarne come siamo abituati a fare, spinti dal dovere e dal sentimento, è giusto usare il nostro pensiero migliore, quello forte pensante spinto fino alla sua ultima istanza, ma al limite di questo pensiero pensante non c’è un termine, una fine: un altro grande scenario si apre, lo scenario dell’Uomo. Si tratta di uno scenario che va oltre la forza del razionale, oltre la barriera cerebrale, quella forza che può essere cavalcata e domata, convertita perché conduca oltre, al nostro Io e….

Eppure l’uomo può aver ragione della forza della natura per farne il proprio “sacro finalismo”.

Ma il metodo non è  visualizzazione, non è donarsi a ossessivi pensieri suggeriti dalle leggi di attrazione che vorremmo attivare per sperimentare poteri occulti e poteri terreni di abbondanza. Questi sono i lacci più stretti che possano esistere… : desideri primitivi che si convertono in altre brame più raffinate. E’ merce antica che non merita nemmeno di essere messa in saldo, il negoziante disonesto la camuffa perché non venga riconosciuta e la riespone come nuova ai maniaci dello shopping.

E le promesse e le descrizioni delle nuove schiere di profeti da strapazzo che siamo tentati di imitare e/o seguire, affondano ancora di più l’uomo nelle sabbie mobili, nominando invano il nome del Cristo per rifiutarlo e tradirlo nello stesso momento della sua pronuncia: nella perpetuazione di quella forza d’inerzia che ci conduce, sorda ed inesorabile: la stessa della natura.

Il metodo non è godimento nè sogno, non è parola morta nostra o di altri che possa regalare alcunchè di vero.

Morire davvero bisogna, morire davvero con tutta la nostra volontà vera conquistata in una viva esperienza quotidiana e fedele, morire di una morte che non dona sensualità e piacere terreno, di una morte che possa testimoniare la verità di quell’amore che diciamo di amare. Di quell’amore che non è un sentire malato da nutrire ancora con rinnovate dosi di sostanze allucinogene, di quell’amore che non bisogna rivestire di tecniche di PNL e similari, o di linguaggio di moda del momento.

Di quell’amore che non si trova nelle stanze dei congressi o nei luoghi di eventi e raduni, che non si trova nei libri, che non si trova nemmeno qui in internet ma bensì nel luogo più ignorato, più reietto e disprezzato del mondo (disprezzato prima di tutto da se stessi).

Un luogo da scoprire, raggiungere, conoscere e poi da inabitare: in noi è la Via, la Verità e la Vita. Quella piccola luce del pensiero  deve accendersi e volgersi a se stesso, ripercorrersi su quella via che dal riflesso può portare fino alla causa della sua sorgente: la Verità; dalla immagine morta a Ciò che la produce, per individuarsi, conoscersi.

Per  poi Vivere, veramente.

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La traduzione dei versi di Rudolf Steiner: Casa editrice Trani-Trieste-anno1939

ALBERO DI NATALE, LE TREDICI NOTTI SANTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

La vera origine di Babbo Natale? Uno sciamano siberiano, in trance con tamburi e funghi sacri (di M. N. Urech)

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, LE TREDICI NOTTI SANTE

VOCE (di M. L. Spaziani)

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.

Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole

💫

ALBERO DI NATALE, ARTE, LE TREDICI NOTTI SANTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

TU SCENDI DALLE STELLE

http://youtu.be/HzU9vVK51-Y

ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori coi grandi maestri italiani Pavarotti e D’Annunzio.

La poesia che segue  fa parte delle Laudi del cielo, una serie di 5 libri, pubblicata dal Vate tra il 1903 ed il 1912

I Re Magi
.
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.
.
(Gabriele D’Annunzio)

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, ARTE, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA, POESIA

PRECIOUS LORD, TAKE MY HAND.

ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori

i…………

Prezioso Signore, prendi la mia mano

E conducimi a casa

Mi portano via, lasciatemi stare.

Sono stanco, sono debole, sono consumato.

E quando la mia, quando la mia strada è oscura

Prezioso Signore per favore stammi vicino

E oh, quando la mia, quando la mia vita è quasi, quasi finita

Padre, Padre, Padre ascolta il mio grido, Signore

E oh, quando sono sulla riva del fiume

ascolta la mia chiamata e tieni, tieni la mia

Tieni la mia mano, Gesù affinche io non cada

Oh, prendi le mie mani, Signore prezioso

E conducimi, 

Conducimi verso la luce

Oh, prendi le mie mani, Signore prezioso

E conduci i tuoi figli a casa

E quando la mia, quando la mia strada è oscura

Prezioso Signore per favore stammi vicino

E oh, quando la mia, quando la mia vita è quasi, quasi finita

Padre, Padre, Padre ascolta il mio pianto, Signore

E quando sono sulla riva del fiume

oh, ascolta la mia chiamata e tieni, tieni la mia

Tieni la mia mano prezioso Signore, affinche io non cada

Oh, prendi la mia mano Signore prezioso

E conducimi a casa.

ALBERO DI NATALE, ANIMA DELL'UOMO!, ANNUNCI, LE TREDICI NOTTI SANTE

CUM DEDERIT- TECUM PRINCIPIUM

Con i Salmi di Davide 126:4 e 110:3, di potente ispirazione per il periodo natalizio, magistralmente interpretati dal canto di due talentosi artisti, su musica del grande Vivaldi, il blog ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori...

 

Cum dederit dilectis suis somnum
Cum dederit dilectis suis somnum
Ecce haereditas Domini
Filii merces
Fructus ventris
Fructus ventris

Cum dederit dilectis suis somnum
Ecce haereditas Domini
filii merces
Fructus ventris
Fructus ventris
Fructus ventris
Fructus ventris

AVENDO DATO AI SUOI AMATI IL SONNO
AVENDO DATO AI SUOI AMATI IL SONNO
ECCO L’EREDITA’ DEL SIGNORE
LA GRAZIA DEL FIGLIO
IL FRUTTO DEL SENO
IL FRUTTO DEL SENO

AVENDO DATO AI SUOI AMATI IL SONNO
ECCO L’EREDITA’ DEL SIGNORE
LA GRAZIA DEL FIGLIO
IL FRUTTO DEL SENO
IL FRUTTO DEL SENO
IL FRUTTO DEL SENO
IL FRUTTO DEL SENO

******************

TECUM PRINCIPIUM
IN DIE VIRTUTIS TUAE:
IN SPLENDORIBUS SANCTORUM
EX UTERO
ANTE LUCIFERUM
GENUI TE.

TECUM PRINCIPIUM
IN DIE VIRTUTIS TUAE:
IN SPLENDORIBUS SANCTORUM
EX UTERO
ANTE LUCIFERUM
GENUI TE.

CON TE E’ IL PRINCIPIO
NEL GIORNO DELLA TUA POTENZA:
NELLO SPLENDORE DEI SANTI
PRIMA DEL SORGERE DELL’AURORA
DAL SENO TI GENERAI.

CON TE E’ IL PRINCIPIO
NEL GIORNO DELLA TUA POTENZA:
NELLO SPLENDORE DEI SANTI
PRIMA DEL SORGERE DELL’AURORA
DAL SENO TI GENERAI.

ALBERO DI NATALE, ANIMA DELL'UOMO!, ANNUNCI, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA

NATALE – CAMPANA SUONA…

La cantante folk solista ungherese Szilvia Bognár in una performance che condividiamo con voi su Eco. E’ tramite la sua splendida voce e le parole di una poesia di Endre Ady (uno dei maggiori poeti ungheresi del novecento) che ECOANTROPOSOPHIA porge ai suoi lettori gli auguri di

BUON NATALE

*

NATALE – CAMPANA SUONA …

I.
Suona la campana,
Risuona il canto,
L’inno di lode vola lontano,
Nel mio amato paesino
A Natale
Guarda in sé ogni cuore.
 
Ogni uomo
Con amore
Si prosterna per pregare,
Nel mio amato paesino
Il Messia
Felicità suol portare.
 
Verso la chiesa
In lunga fila
Piccoli e grandi partono,
Nel mio amato paesino
Grati sono
Al Dio dell’universo.
 
Quaggiù è come se
La santa grazia di Dio
Sussurrasse, volasse,
Nel mio amato paesino
In ogni cuore
Oggi discende l’amore.
 
II.
Al mio animo fa male
L’aspro rumore della grande città
Che bello sarebbe
Festeggiare
Là, a casa.
– Come allora –
Pregare,
Placarsi, che bello sarebbe.
 
Che bello sarebbe
Scordare tutto, tutto
Che bello sarebbe
Essere bimbo  giocoso.
Con vera fede e cuore-bambino
Fare pace
Col mondo,
Amando andare in Paradiso.
 
III.
Se questa bella leggenda
Diventasse fede pura
Che felicità grande
Sul mondo scenderebbe!
Quest’uomo peccatore
Nuovamente uomo diventerebbe,
Talismano sarebbe
Nella tristezza del cammino.
 
Questa vita terrena
Non sarebbe un calvario,
Una gran forza agirebbe
Sull’universo immane.
Non vi sarebbe altra fede
Se non questa soltanto:
Adorare Iddio
Ed amarsi l’un l’altro…
La leggenda di Natale
Se diventasse realtà
Vera felicità
Sul mondo stenderebbe.

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, LE TREDICI NOTTI SANTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

Il Canto del Sogno di Olaf Åsteson

Il Canto del Sogno di Olaf Åsteson

*

Winter land with the church

Durante un viaggio in Norvegia fu per Steiner “molto interessante trovare sintetizzato in una magnifica saga, conosciuta come “La leggenda del sogno”, il pensiero che con differenti parole è stato espresso in moltissime conferenze intorno al Mistero del Cristo.”
“Essa è la leggenda che in modo meravigliosamente bello ci racconta di come Olaf Åsteson venga iniziato – mediante forze naturali – allorchè egli cade addormentato la sera di Natale, dorme durante i tredici giorni e le tredici notti fino al 6 gennaio e vive tutte le vicissitudini che l’essere umano deve sperimentare attraverso le incarnazioni dall’inizio del mondo fino al Mistero del Golgotha. Racconta di come, avvicinandosi al 6 di gennaio, Olaf Åsteson abbia la visione dell’intervento nell’umanita’ dello Spirito-Cristo, di cui lo Spirito-Michele è il precursore.”
( da Le Tredici Notti Sante – Rudolf Steiner )

“Tutto il contenuto della poesia è collegato col Natale e con i giorni che lo seguono. La poesia racconta come Olaf Åsteson, un personaggio mitico, impiegò in un modo del tutto speciale i tredici giorni che seguono il Natale e che terminano col giorno dell’apparizione del Cristo. Ci viene così ricordato come nel mondo delle saghe popolari viva l’antica concezione di una primitiva chiaroveggenza dell’umanità. In sostanza il contenuto è che Olaf Åsteson nella notte di Natale arriva alla porta della chiesa, cade in una specie di sonno e nelle cosiddette tredici notti sperimenta a modo suo i misteri del mondo spirituale; li sperimenta nella sua semplice e primitiva natura infantile.
In quei giorni, nei quali in un certo senso vi è in natura la massima oscurità fisica sulla terra, in cui si ha il minimo germogliare della vegetazione, in cui per così dire tutto è esternamente fermo nell’esistenza fisica della terra, sappiamo che si risveglia l’anima della terra che ha allora il suo pieno stato di veglia.
Se ora l’anima umana confluisce col suo essenziale nocciolo spirituale in ciò che sperimenta lo spirito della terra, l’anima, se ha conservato il suo primitivo stato naturale, può aprirsi alla veggenza del mondo spirituale che l’umanità dovrà man mano riconquistare tendendo a quel mondo.
Vediamo così come Olaf Åsteson sperimenti in sostanza quel che riacquistiamo dal mondo spirituale.”
(da Formazione del destino e vita dopo la morte – in Settima conf. – Rudol Steiner )

Vi propongo la lettura di una traduzione alternativa a quella contenuta nella edizione dell’ Antroposofica, più che altro per attingervi in maniera più semplice dal punto di vista storico tradizionale:
http://bifrost.it/GERMANI/Fonti/Ballatesca…raumkvedet.html

 

Qualche anno fa, sembra ieri, ad alcuni di noi amici il carissimo Asgard inviò dalla Norvegia gli auguri di Natale e questo dono che possiamo ascoltare cliccando su questa traccia audio:
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E’un frammento musicale cantato della saga. Lo ritengo veramente prezioso. Vi confesso che lo ascolto ogni periodo di Natale da allora.

“Cari amici,
come mio augurio personale per un sereno ed intenso (interiormente, si intende) periodo natalizio, spero di farvi cosa gradita inviandovi un frammento cantato de “Il canto di Olaf Åsteson”.

Nelle terre scandinave di Norvegia, dalle quali vi scrivo, questo canto è ancora in uso durante il periodo natalizio. Esso sopravvive nella tradizione del canto a cappella per voce sola, che è uno dei modi principali in cui si esprime la musica tradizionale popolare di questi luoghi. Il Canto del Sogno, è forse il più noto e il più tipico esempio della tradizione espressamente norvegese.
Due nomi di cantanti (oggi impropriamente definite “folk”) che magistralmente esprimono questo antico stile, sono Kirsten Bråten Berg e Agnes Buen Garnås (considerata quest’ultima una stella di prima grandezza), per chi volesse fare una ricerca in merito.

Nelle chiese norvegesi, non solo ad opera di volenterosi antroposofi, ma in modo assai più esteso, si organizzano tutt’ora concerti in cui viene eseguito il “Draumkvedet”, il Canto del Sogno. I concerti, hanno un aspetto assai semplice ed informale, dove le luci in sala non vengono spente e il pubblico ha il testo del canto da leggere.
Ovviamente, esiste una disputa su quali cantanti siano i migiori esecutori di questo canto, e tale disputare mi pare il segno di quanto ancora sia viva e vissuta tale tradizione.

Il canto viene fatto risalire ad un periodo compreso tra il 1200 e il ‘300, cioè dopo la cristianizzazione della Scandinavia, avvenuta ad opera di San Olaf (detto anche Olaf il Grande, stesso nome del protagonista del Canto, e non casualmente, avendo questo nome nella sua etimologia un diretto riferiemento a “ciò che viene prima e ciò che viene dopo”, cioè ad un senso di eterna continuità nel tempo), che regnò tra il 1015 e il 1028. Nei tredici soli anni del suo regno (in realtà violentissimo), avvenne un passaggio storico determinante per la Scandinavia, che segnò la fine della cosiddetta era vichinga. Di seguito a tale passaggio, il paganesimo fu combattuto in modo acerrimo, e molto sangue è stato sparso.
Il Canto del Sogno di Olaf Åsteson, data le sue incerte origini, secondo la filologia storica convenzionale, al periodo delle Crociate baltiche, nel quale (tra le altre cose) la resistenza pagana vichinga fu definitivamente abbattuta. La schiavit fu bandita dalla Chiesa, in favore di un più mite servaggio (la differenza è sottile, ma a quei tempi poteva voler dire molto essere servi ma liberi…), secondo il concetto che un padrone cristiano non poteva avere sotto di sè schiavi che erano essi stessi cristiani. Ciò, in un contesto più ampio di trasformazioni politico-sociali, aiutò tra l’altro la definitiva conversione al cristianesimo delle fasce sociali più basse, nelle quali l’antico paganesimo ancora sopravviveva.

L’origine precisa del canto è persa nella storia più antica del popolo norvegese: non vi sono certezze in merito, ma solo ragionevoli ipotesi. Dal canto mio, non trovo affatto casuale che Olaf si metta all’ingresso di una chiesa (dove non gli è permesso di entrare, ma, diciamo così, con il volente o nolente beneplacito del prete che sta officiando la Messa) e da lì canti per i fedeli che si trovano all’interno, attraendone lo spirito con il mistero delle sue visioni, avvenute in sogno durante un sonno che dura tutto il periodo delle tredici notti sante. Essi non vedono Olaf, ma lo sentono disvelare le sue immagini dentro se stessi, ricollegandosi alle proprie radici spirituali senza tempo. Ma lascio a voi ogni interpretazione possibile….

Il testo in uso tutt’oggi, è simile al testo riportato da Steiner (in “Formazione del destino e vita dopo la morte” O.O. 157). Dico simile perchè nella esecuzione cantata dei 43 versi a noi giunti (manca infatti una parte, forse fondamentale, della visione dell’al di là di Olaf), si trovano molte ripetizioni e il cantante ha anche spazio per allungare o sottolineare in tal modo alcune parole chiave, (ad esempio “Luna”), nella chiusura dei capoversi.
La lingua in cui il testo è stato trascritto, solo alla metà dell’800 (questa versione che vi invio riprende il testo di Moltke Moes, del 1890), è un norvegese assai musicale. In Norvegia sono in uso due varianti linguistiche, il Bokmål, la lingua principale, quella della politica, del commercio, della saggistica, della narrativa, etc. e il Ny Norsk (nuovo norvegese), lingua più legata alle antiche tradizioni rurali e delle popolazioni della lunga costa oceanica, che è tutt’ora la lingua della poesia, del teatro e del canto. In una antica variante di Ny Norsk, ci giunge il Canto del Sogno.

Il brano che vi invio (l’unica versione registrata a mia disposizione) è cantato da Berit Opheim Versto, in una recente edizione discografica (2006), eseguita dal vivo nella Chiesa di Voss (non c’e’ alcun reverbero digitale aggiunto alla registrazione). Si tratta della prima e della seconda parte del testo, secondo l’edizione antroposofica citata più sopra. L’esecuzione integrale dura oltre una trentina di minuti, troppo per un unico invio tramite posta elettronica, e invierei volentieri gli altri frammenti a chi di voi fosse interessato ad ascoltarla, in varie email successive.

Vi auguro quindi un sereno, musicale periodo di Natale.
Con affetto, Matteo (asgard)”

LE TREDICI NOTTI SANTE, LIBRI E AUTORI, MUSICA, SCIENZA DELLO SPIRITO

ANIMA DELL’UOMO!

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Carissimi,

se può servire a qualcuno, questa in calce è la traduzione dell’Anima dell’Uomo stampata nel 1939 (Trani editore).

Sottolineo il fatto, secondo me di non poca rilevanza, che è l’unica versione dal tedesco (seppur datata) controllata personalmente ed autorizzata dalla signora Maria Steiner von Sivers.

(Rastignac)

,

***

Anima dell’uomo!
Tu vivi nelle membra,
Che pel mondo spaziale
Nell’essere del mare spirituale
Ti portano.
Dello Spirito usa memoria
Nelle profondità dell’anima,
Dove in dominante
Essere Creator dei mondi
L’Io
Nell’Io Divino
Si sostanzia:
E vita vera avrai
Dentro la cosmica
Entità dell’uomo.

Perchè regge
Lo Spirito del Padre nell’altezze,
Essere generando
Nelle profondità dei mondi.
Voi Spiriti di Forza:
Dall’altezze fate risonare
Ciò che nelle profondità
Trova sua eco,
Che dice:
Dal Divino sorge
L’umanità.
Odono ciò gli Spiriti
A Est-Owest-Nord-Sud:
Uomini possano udirlo

*

Anima dell’uomo!
Nel battito tu vivi
Del cuore e del respiro,
Che te, col ritmo del tempo
Nell’essenzial sentire
Dell’anima tua propria adduce.
Usa considerar lo Spirito
In equilibrio d’anima,
Là, dove il fluttuante
Agire del divenir dei mondi
L’Io
Coll’Io dei Mondi
Unisce:
E sentir vero avrai
Nell’umano operar
Dell’anima.

Perchè domina
Il voler del Cristo a te d’intorno,
Nei ritmi dei mondi
Grazia donando all’anime;
Voi Spiriti di Luce:
Dall’Oriente fate infiammare
Quanto in Occaso si forma,
Che dice:
Nel Cristo divien vita la morte.
Odono ciò gli Spiriti
A Est-Owest-Nord-Sud:
Uomini possano udirlo.

*

Anima dell’uomo!
Nella calma della testa
Tu vivi,
La qual da fondi di Eternità
I cosmici pensieri ti dischiude.
Usa contemplar lo Spirito
In quiete di pensier,
Là, dove
Gli eterni fini degli Dei
Luce sostanzial dei mondi
All’Io
Per suo libero volere
Donano:
E pensar vero avrai
Nel profondo
De l’uman tuo Spirito.

Perchè governano
I cosmici pensieri dello Spirito,
Nella realtà dei mondi
Luce implorando:
Voi Spiriti dell’Anime,
Dalle profondità fate pregare
Ciò che nell’altezze viene ascoltato
Che dice:
Nei cosmici pensieri dello Spirito
L’anima si sveglia.
Odono ciò gli Spiriti
A Est-Owest-Nord-Sud:
Uomini possano udirlo.

*

Nella svolta dei tempi
Entrò la Luce Spiritual dei Mondi
Nel corso della terrestre
Realtà.
Notturna tenebra
Avea sgombrato;
Chiaro giorno di luce
Anime umane irradiò.
Luce, che scalda
I poveri cuor dei pastori;
Luce, che illumina
Sagge teste di re.

Divina Luce,
Sole del Cristo;
I cuor nostri riscalda,
Le nostre teste illumina,
Che a bene riesca
Ciò che dai cuor nostri
Fondiamo,
Ciò che dalle nostre teste
Condurre vogliamo.

Rudolf Steiner

ANIMA DELL'UOMO!, LE TREDICI NOTTI SANTE, SCIENZA DELLO SPIRITO,

LE TREDICI NOTTI SANTE

Massimo Scaligero

LE TREDICI NOTTI SANTE

Due domande a Massimo Scaligero.
Trascrizione di alcuni estratti di conferenze del dicembre 1979.

*

“Le tredici notte sante”: vuoi parlarcene?

Questo periodo è una tradizione ormai per noi, una conoscenza che ci viene dalla Scienza dello Spirito: dal 25 dicembre al 6 gennaio, l’Epifania.

Sono 13 notti in cui c’è una situazione particolare del corpo eterico dell’uomo; perchè noi ogni notte abbiamo l’esperienza del mondo spirituale però non ce lo ricordiamo, il corpo eterico è troppo risonante delle impressioni del giorno e quindi è difficile che riesca a raccogliere il messaggio della notte, nel momento in cui c’è  il sonno profondo senza sogni, che dura una ora e mezza due, anche qualcosa di più,  ed è il vero sonno perchè  il resto è tutto regalato .

Ora, in queste tredici notti, c’è la possibilità  per il corpo eterico di una risonanza verso il mondo spirituale…. della quale……..veramente si trova l’Io…, quindi il mondo spirituale stesso…: per dare qualche orientamento, qualche intuizione, qualche direzione, e il periodo è  piuttosto particolare perché ci sono diverse condizioni cosmiche, diverse condizioni particolari della terra che rispondono a un momento delicatissimo del cosmo, perché  nel solstizio d’inverno il respiro della terra raggiunge il massimo della interiorità, si concentra verso il centro e quindi c’è un momento di stasi prima della ripresa della espirazione che raggiunge il massimo nel solstizio d’estate.

Allora in quella sospensione, in quel momento, che del resto basta non esser troppo presi dalle feste esteriori del Natale per accorgersene perche’ c’e’ veramente un momento di grande calma anche nella natura…._ potrebbe anche venire una tempesta, in questi giorni ormai tutto e’ possibile… – però per solito sono sempre giorni di una grande pace della natura, e c’è  l’eco “pace in terra..” ect , e del canto dei Re Magi, in cui c’è l’eco della cantica del Buddha …. Quindi e’ un’occasione grandiosa, per cui se uno di noi riesce a entrare nel sonno con una certa apertura può veramente sentire questo dono e giovarsene.

Non crediamo di dover aggiungere altro perchè è tutto qui.
Cioè si potrebbe dire molto dal punto di vista della significazione cosmica di questo ma è sufficiente richiamare la condizione dell’anima a questo momento particolare del passaggio dal trattenimento massimo del respiro all’inizio di una nuova respirazione della terra che si esprimerà, comincerà ad esprimersi, con la primavera…

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La corrente eterica che unisce la testa con il cuore e poi con il centro della volontà nel plesso solare può essere messa in relazione con la possibilità spirituale che in queste notti sante si ha di avere un contatto con il mondo spirituale?

Questo senz’ altro.

Ne abbiamo parlato l’altra volta. Possiamo ripetere questo.
In queste notti noi abbiamo una maggiore mobilità, una maggiore disponibilità del corpo eterico in rapporto alle esperienze della notte, ogni notte noi abbiamo un rapporto purissimo col mondo spirituale, che dura …. in quel periodo in cui non abbiamo assolutamente sogni …ossia una ora e mezza .. .due, dopo cominciano i sogni, il vero riposo avviene in quelle due ore.

In quelle due ore noi siamo veramente nel mondo spirituale, lo siamo ma ciascuno in forma diversa perché c’è un rapporto con le gerarchie, coi mondi spirituali, rapporto che il quel momento subisce tutte le conseguenze dei contenuti della giornata e avviene che uno abbia una delusione oppure una critica, che abbia un rapporto col mondo spirituale che la coscienza inferiore si rifiuta di accogliere mentre chi ha, chi fa un lavoro interiore, ha la possibilità di sentire con grande intensità, quindi anche con dolore, il risultato di questo confronto della propria anima col mondo spirituale perché questo poi sarà rivissuto dopo la morte.

Ora capita che degli esseri molto poco evoluti abbiano per esempio dei sogni bellissimi mentre degli esseri che fanno un lavoro spirituale veramente serio abbiano dei sogni terribili.
E quindi quasi sembra che essi siano colpevoli e quegli altri no, invece è il contrario.
Non ci dobbiamo mai spaventare se abbiamo dei sogni terribili, è un buon segno, è segno che meritiamo di capire in quale zona ci muoviamo e quali forze dobbiamo attingere in noi per affrontare certi ostacoli che si presentano sotto forma di sogno, ma per il fatto che prima nello stato di sonno senza sogni noi abbiamo attinto al puro spirituale, abbiamo attinto all’io superiore.

Ora in queste notti però c’è una specie di tregua per tutta l’umanità, questo è veramente un dono del Cristo, si può dire la strenna della Befana, il dono che ci viene fatto, se l’umanità potesse in questi giorni fare, seguire il Natale con sincerità, e non ridurlo a una specie di festa di famiglia con bei pranzi e poi scambi di doni e basta, ma invece riuscisse a sentire il Natale come quello che è, non ci sarebbe da aggiungere nulla.
Fare silenzio in sè, calma, per far risonare il momento del Natale che è; queste ore qui…., in queste ore la percezione spirituale funziona da sé, ma in questi giorni avverrà, avviene sempre…
Allora: avviene che durante la notte noi possiamo avere aiuti, nel senso che la visione del sogno riflette con una certa immediatezza, con una certa fedeltà, il contenuto spirituale che noi attingiamo nelle prime ore di sonno senza sogni.
E certo bisogna essere lì sul varco .. bisognerebbe addormentarsi in un certo modo e poi durante il giorno bisognerebbe essere molto memori, memori di quello che è il senso potente del Natale.

Il solstizio di inverno è un momento di pace universale anche astronomicamente, è un momento di stasi della natura in cui tutto sembra si sia fermato e che debba nascere qualcosa di grandioso, e nasce ogni volta, bisogna accorgersene.

LE TREDICI NOTTI SANTE, SCIENZA DELLO SPIRITO
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