Raul Lovisoni

AGIRE NEL PROFONDO DELL’ANIMA

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Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni bui avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare verso l’oscurità liberticida.

Ricordo a tutti loro che la vera libertà si conquista nell’arrestare il flusso di pensieri angoscianti e di paure e quindi essa inizia da un lavoro quotidiano su noi stessi.

Dobbiamo imparare a dominare il flusso di pensieri che ci perseguita. Non esiste libertà senza silenzio interiore. Non esiste silenzio senza il dominio dei concetti. Il pilota automatico di pensieri che ronzano nella nostra testa è il vero nemico.

L’Arte della Concentrazione ci insegna ad esercitare il dominio su questo mortale intossicamento dell’anima. Come il musicista si esercita con lo strumento musicale noi dobbiamo esercitarci quotidianamente nell’Arte della Concentrazione interiore. Come il musicista si abbandona all’ascolto dei grandi compositori prediletti, cosí noi dobbiamo trovare la Luce nella direzione spirituale verso cui ci sentiamo chiamati.

Non esistono piú religioni imposte, neppure quella della cosiddetta scienza che viene inculcata nelle menti dei piú deboli. Sta alla nostra libertà trovare la direzione verso il Divino. E vi garantisco che la giusta pratica del dominio del concetto, ovvero l’arte quotidiana della Concentrazione, unita agli esercizi indicatici come fondamentali da Rudolf Steiner e approfonditi nella loro esecuzione da Massimo Scaligero, sono la porta verso la Luce e verso l’Amore.

Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni orrendi di ingiustizie tremende (e paventate), si rendono conto della situazione aberrante verso cui le Forze Oscure ci stanno sospingendo.

Sto parlando a quelli che avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare in direzione di una barbarie tecno-informatica.

Non trasformerete nulla nella società senza la volontà di trasformare voi stessi. Non concluderete nulla se non troverete il coraggio di esercitarvi quotidianamente nell’Arte della Concentrazione, della disciplina interiore e nella preghiera riconoscente e quotidiana.

Seduti in silenzio in una comoda poltrona iniziate la rivoluzione! Quando Luce e Amore saranno scesi in voi, allora avrete l’autorevolezza e la serenità per parlare al vostro prossimo.

E la vostra parola allora avrà vita e sarà esempio trascinante nei confronti degli spaventati e degli atterriti.

Vi accorgerete ad un certo punto che il Male (quello vero) non è degli uomini o degli esseri medium che ne sono portatori (l’élite che sembra oggi comandare il mondo), ma di potenze invisibili che possiamo combattere solo partendo da noi stessi.

Per la nostra salvezza e per quella di coloro che verranno dopo di noi, è giusto manifestare, ma ancor piú giusto agire nel profondo dell’anima.

Decidete allora se volete stare dalla parte dei travolti o dalla parte dei salvati. Salvati dalla consapevolezza che il lavoro interiore quotidiano è la chiave di volta della salvezza.

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SCIENZA DELLO SPIRITO

IL MITO È VITA (di Raul Lovisoni)

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Fin dai primordi della civiltà il colloquio tra le entità di luce e gli esseri umani ha preso i sentieri leggendari della mitopoiesi colmando di segni ogni vicenda terrestre degna di nota.

Gli Dei vivono nel mito perché esso dà compimento al loro canto che si trasforma in vicenda terrestre.

Non c’è evento significativo che non promani dal canto sapiente delle gerarchie che sostengono la missione cosmica della libertà affidata a quell’essere, per ora incompleto, che viene chiamato uomo.

Gli Dei luminosi e perenni in cerchie solenni accordano le voci intonando cosmiche melodie e sulla terra sgorgano idee che come onda sollevano i popoli ciascuno con una missione precisa, ciascuno con la sua tonalità di colore, ciascuno con la sua lingua, ciascuno con la sua identità. Un Dio è l’anima della missione di ogni nazione, un Dio è la lingua, un Dio è la terra stessa dove quella tribù sarà collocata. Poco cambia se a queste entità diamo nome di elfi, pianeti, deità orientali, angeli o arcangeli o potestà, cherubini,troni o dominazioni; poco importa se il loro nome viene dalla mitologia norrena o dall’Olimpo degli Dei della Grecia, o dallo stuolo delle divinità che s’incontrano nell’iconografia dell’induismo o del buddismo.

Restano pur sempre esseri di luce il cui sfolgorare si trasforma in volontà ed azione nella vita vissuta, che si trascrive in cronache diventando storia e infine mito.

Certo la storia può essere deformata, o può venire nascosta, alterata falsata dai servi della menzogna. Ma le bugie con le loro gambe corte e falsità dei giornali e dei media non vanno lontano ed alla fine la falce della verità raggiunge i servi della menzogna e sega la fuga dei disonesti mentitori. Allorquando la realtà è negata sotterrata dal falso luogo comune la verità, quella forza che scalda i cuori, rinasce sotto la forma di mito essendo il mito la lama spietata che ristabilisce il vero. Allora la storia riprende il cammino di ciò che è veridico ed eterno si solleva e profuma come rosa in giardino, ed il roseto s’espande curato dai Giardinieri: uomini e Divinità che coltivano lo stratificarsi delle memorie condivise nelle diverse civiltà. Cresce allora, sintesi di sintesi una Storia per metà umana e per metà divina e questa storia archetipica divenuta ormai perenne ed eterna che non si può cancellare prende il nome di mito.

Il mito si invera sempre e si ripete nel suo archetipo fondante. Diversificata invece è la forma che rivestirà sulla terra in quanto il mito rispetta la libertà delle forme d’ogni diversa epoca. Il Dio Odino per i Longobardi cristianizzati, si chiamò san Michele Arcangelo, troviamo tutta l’Italia costellata di santuari a lui dedicati. Cambiarono le vesti ma non l’ identità spirituale dell’entità in questione.

E questo vale anche per i luoghi: a Chartres, sorse una cattedrale sopra la sede di misteri druidici antichi. Così a Lourdes a Roma ed in mille altri posti, la terra mantenne memoria dell’incontro tra Dei luminosi ed umani capaci di rilevare la potenza in lande speciali intessute di forza.

Alessandro il Grande non poteva nascere ateniese imbrigliato dalla democrazia e senza falange. Certe intuizioni speciali si possono ottenere soltanto in paesi lontani, il realismo magico di Marquez è tutt’uno con la sua Colombia, Borges doveva nascere a Buenos Aires, Ezra Pound era americano ma scappò in Europa e tornò a Washington recluso per pazzia, dileggiato dai suoi compatrioti. Dante non avrebbe scritto la Commedia restando a Firenze. Soltanto a Vienna certa musica sublime sgorgò dal cuore di Mozart o Beethoven. Haendel dovette lasciare il continente e vivere circondato dall’acqua di un’ isola, per trovare il fulgore e la soavità della sua arte. I Beatles dovevano provenire da una brutta città portuale posta di fronte alla magica Ibernia e nel loro sangue ed in quel suolo scorreva il ricordo ancestrale delle ballate irlandesi assieme ai suoni dell’India, colonia britannica.

Il mito s’accende in taluni esseri e in luoghi prestabiliti nei tempi predisposti ad accogliere l’entità di un Dio che entra nella storia e quell’entrata o incorporazione per gli psicologi materialisti risulta essere una semplice e banalissima predisposizione.

IL MITO NON E’ LETTERATURA

IL MITO E’ VITA.

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SCIENZA DELLO SPIRITO, TRADIZIONE

IL MORSO DEL DRAGO (di Raul Lovisoni)

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L’opera del ricercatore è far corrispondere ad ogni percezione di cosa, o fatto, il pensiero che ne è l’intimo senso:che non è il consueto pensiero mosso dalla percezione ed esaltante e consacrante il suo valore sensibile, sino a che domini la visione della vita, l’arte la cultura – ravvisabile come falso realismo, la mentita esteriorità che ha bisogno del dolore e della morte per mostrare il suo essere fittizio – […]

La deificazione della cronaca quotidiana, la feticizzazione realistica della banalità fattuale in ogni campo della cultura e dell’arte, l’esaltazione della analitica prosaicità delle cose, sono tutto fuorchè la realtà che esse pretendono far valere.

Massimo Scaligero, LA LUCE ed.Tilopa, Roma, pag.45

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Vi sono persone che sentono il morso del drago, che non possono fare a meno della ricerca interiore, che non possono vivere senza l’Arte dell’ascesa alla montagna sacra ovvero dell’ascesi.

Costoro tentano, sono spinti comunque verso lo Spirituale. Ma senza la Luce di Pensiero che viene dalla comprensione profonda, vissuta e sperimentata delle parole qui sopra riportate, ogni meditazione, ogni esercizio è vano ed opaco, perfino dannoso.

Perchè è normale nel nostro tempo, essere impregnati di falso realismo, credere nella mentita esteriorità del mondo sensibile e quindi “meditare” seguendo le categorie meccaniche di una “iniziazione” che esclude la via del pensiero. Ma tutto ciò è vano ed illusorio.

Ovviamente in ogni epoca ci sono stati esseri bisognosi del conforto devozionale. Gli gnostici dicevano che vi sono tre categorie: gli Iloti, ovvero i materialisti appagati dalla maya materiale, gli Psichici, ovvero i sentimentali che presagiscono qualcosa di reale oltre l’illusione sensibile ed infine, pochissimi i Pneumatici, coloro che lavorano per essere signori di se stessi, oltre se stessi.

La New Age orientalistica e la rete di culti e sette che essa esprime è un complesso di movimenti devozionali, ricchi di superstizioni che possono alleviare (in parte) il disagio degli Psichici che un tempo si riversavano sui banchi delle chiese cattoliche e nelle parrocchie. Oggi frequentano gli Ashram ed hanno pseudo maestri non dissimili da certi bonari parroci di campagna che ovviamente non erano in grado di penetrare i Padri della Chiesa nè di emulare l’eroismo di San Francesco. Ciò non toglie che a quel livello, molte anime semplici erano aiutate dai Sacramenti e dalla Tradizione e che in questa epoca siano meglio l’incenso ed i Buddha sui comodini (per dirla con Battiato) piuttosto che lo sballo del sabato sera.

Ma non è questa la strada della Libertà, non è questa la Via Solare. Scrive Massimo Scaligero:

L’opera del ricercatore è far corrispondere ad ogni percezione di cosa, o fatto, il pensiero che ne è l’intimo senso.

Come si può meditare su un Chakra se lo si immagina con la stessa categoria percettiva di pensiero che applichiamo al mondo materiale e alla banalità di chi compera un prodotto al supermercato? Ovviamente a tale domanda un vero Maestro darebbe la soluzione che è quella di risalire la corrente del pensiero fino all’incontro con la radice del Pensiero Vivente ovvero del Logos.

Invece uno pseudo maestro New Age consiglia di insistere e non pensare, di fare il vuoto, che vuoto non è ma solo opacità e stordimento sonnolento: il tutto intriso di somaticità ovvero della dittatura dell’anima legata ad aspetti fisiologici.

Ma gli Psichici ovvero i devozionali appagati dalla pratica gratificante dalla loro “meditazione” si accontentano del fare e preferiscono ignorare i segreti veri dell’arte Rosicruciana. Ripetono formule vuote come i devoti di Radio Maria con i loro rosari meccanici e sono così appagati.

Alcuni, morsi dal drago ad un certo punto comprendono ed incominciano per la prima volta la risalita.

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SCIENZA DELLO SPIRITO
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