ARTE

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 SETT. 2014)

29 SETT  2014 FK 047

1/18006

AUREA CONNESSIONE

TUTTO INTRISTISCE NEL LIVORE CHE – IMMOTIVATO –  LIEVITA DAL BASSO
E SANCISCE IL DOMINIO DEL PLAUSIBILE NEGARE.

SI ESPANDONO LE OCCULTE NEBBIE DEL GIALLASTRO RADDENSARE.
E UN INVISIBILE INTRICO DI ENERGIE IMPONE UN ODIO CHE NON C’ERA.

PERDUTA LA LUCE ETERICA: INFINE SCOMPARE ANCHE IL SUO RICORDO.

RESTA LA COSCIENZA IMMERSA IN UN PANTANO ODIANTE
DI CUI NON CONCEPISCE NEPPURE L’ESISTENZA
MA DAL QUALE TRAE ORMAI OGNI SENSIBILITA’ CHE GENERA OPINIONI.

TALE LA MORTE CONOSCITIVA DI CHI E’ PERDUTO AI CIELI.

NAUSEA DISGUSTO E RABBIA ATTENDONO SOLTANTO UN’AUREA BELTA’ DA MALEDIRE.

MA ANCHE NEL PIU’ PROFONDO OLTRAGGIO PUO’ GIUNGERE –VOLUTA- L’IMMATERIALITA’ D’IDEA.

DALL’ESSENZA DI UN CONCETTO CONTEMPLATO DAL PENSARE :
SI TRAE UN VALORE CHE SCUOTE L’INFERO DILEGGIO DELLA NAUSEA.
E LA CONSUMA.

OVUNQUE ESSA AGISCA E INFETTI LA SVELA E LA DISSOLVE.

REIMPRIMENDO L’AUREA CONNESSIONE AI CIELI DEL CONCEPIRE.

FOLGORE SOTTILISSIMA NEL CUORE DEL PENSARE.

E SI ILLUMINANO DI SOVRUMANITA’ LE OSCURE STANZE CEREBRALI DEI PRECIPITATI.

MENTRE SI REINNALZANO I LIVELLI DELL’ACUME.

NEL FERREO DELINEARSI DEL VALORE DA CUI RISORGE L’AUREO.

_________________________

2/18007

LUCE DELL’IO

LE ESSENZE DEL NEGARE IMPRIMONO IL FASTIDIO.
IMPONGONO IL RIGETTO E LA CHIUSURA CONTRO OGNI LUCE MORALE.
PROFONDE GIALLASTRE PROPENSIONI ALL’INCREDULITA’ BLASFEMA.
ATTORTE POTENZE CEREBRALI IN CUI ABITA LA PERSONALITA’ MALIGNA.

IL SEMPLICE VIVERE NEL TROPPO UMANIZZATO
ACCOGLIE QUELLE POTENZE
E LE SUBISCE QUALE MOTORE OCCULTO
DEL PROPRIO PERDERE L’ANIMA CELESTE.
LIVIDA SOLFUREA PATINA DEL PROPRIO ACCOGLIERE SENSIBILITA’ INVERTITE.

LA TESTARDAGGINE NEL MALE SOLO DAL SOVRUMANO PUO’ ESSERE DISSOLTA.

MA SPENTA E SEPOLTA L’ANTICA DEVOZIONE :  RESTA SOLTANTO L’ATTO DEL PENSARE.

NELL’ESTREMA VOLONTA’ CHE CONTEMPLA UN CONCETTO RICORDATO :
SI ACCENDE INFINE UN VALORE CHE DISSOLVE QUEL NEGARE.

IL RITO DEL PENSARE PUO’ SCIOGLIERE GLI INFERNI.

SOLFUREITA’ NATE DALLA RABBIA VENGONO PERCORSE DALLA NUOVA DEVOZIONE.

NELLA FERREA INSISTENZA DELL’IDEA SORGE IL NUOVO AMORE.

SORGE E SI AFFERMA LA POSSIBILITA’ DEL VERO ESISTERE.

APICI IN CUI
UNIFICATI NELLA VOLONTA’ DINANZI AL PROPRIO SOLE INTERIORE
LA VERA ESSENZA DELL’IO RESPIRA NEL SOVRUMANO.
RESPIRA NEL FUOCO DELL’ARCANGELO.

E REDIME.

___________________________________

3/18008

FERRO DI METEORA

OVE LA SCIMMIA CEREBRALE INSEGUE IL SUO LIVORE
E TENACEMENTE NEGA OGNI LUCE IMMATERIALE.

LE CEREBRALITA’ RAPPRESE INCOLLANO AL NEGARE
OGNI POSSIBILE NUOVO CONCEPIRE.
AFFINCHE’ OGNI VERITA’ SIA CAPOVOLTA E AVVELENATA.

MASSE DI DERELITTI ACQUISTANO POTENZA INTELLETTIVA
ATTINTA OVE IL MENTIRE VIVE DEL LORO INSUPERBIRE.

ORDE DI NON PENSANTI ESEGUONO DISEGNI DI VOLONTA’
CUI NON SANNO DI OBBEDIRE
MA A CUI CEDONO IL PROPRIO VIVERE INTERIORE.

LA CONTROISPIRAZIONE MUOVE DAL BASSO E DISTRUGGE LE FORZE MORALI.
GUIDA VERSO IL CONTRARIO DEGLI ETERNI VALORI.

MA LA CALPESTATA SANITA’ TORNA –IMPOSSIBILE- A RIVIVERE.

PER ATTIMI SENZA TEMPO L’IMPOSSIBILE ACCADE.

NEL PENSARE CHE CONTEMPLA LA FORMA DEL CONCETTO
SI ACCENDE LA NUOVA SANITA’ CHE RICONSACRA.

APICI ETERNI VENGONO RINNOVATI E SI IMPRIMONO NELL’ILLIMPIDITO DECORSO DEI DESTINI.

CIO’ CHE APPARE IMPREVEDIBILE ED IMPOSSIBILE  ACCADE :
IL RINNOVARSI ED IL RISORGERE DEL BENE FRA LE ESSENZE.

ATTO INCANCELLABILE CHE SANA.

E MOLTE COSCIENZE INABISSATE TROVANO DEI LIMITI AL DECADERE.

POICHE’ DEL FERRO DI METEORA IMPRIME LA VOLONTA’ DIVINA
LIBERAMENTE IN ALLEANZA D’UOMO RICREATA.

_________________________________

4/18009

CONCEDONO IL SANARE

SENZA ASPIRAZIONI POICHE’ COMPLETAMENTE APPAGATI DALLA RABBIA.
I PIATTI.
I SENZA IDEALI.
I NEMMENO BRAMOSI.

AMANO SOLTANTO L’ODIO SOCIALE CHE LI NUTRE.
INABISSANDOLI.

L’ODIO PER LORO NON HA PIU’ SCOPO.
E’ FINE A SE STESSO.

TANTO ELEMENTARI DA DIVENTARE ZOLFO DEL NULLA.

SOLO LA CORRENTE DELL’ODIARE LI MANTIENE IN VITA.
E AD ESSA VOLGONO GLI ANELITI.
ALTRIMENTI NON AVREBBERO ESISTENZA NE PULSIONI.

L’ARIMANE CALUNNIATORE DEI TOTALMENTE IDEOLOGIZZATI NELLA FEDE.

EPPURE POSSONO ESSERE SVUOTATI DEL CALCARE E DEL VELENO.

POSSONO RIAVERE L’ANIMA PERDUTA.

POSSONO SUBIRE LO SPEGNERSI DELL’ODIO
SE DINANZI ALLO SGUARDO DELL’IDEA
E’ CONCESSO L’ALTO DILAVARE CHE CANCELLA IL MALE.

SE NELLO SVELARE S’ATTUA IL REDIMERE.

SE SUFFICIENTE INTENSITA’ D’ASCESI PERMETTE CHE IN ALTO SIA CONCESSO
AI VIZIATI DALL’ODIO IL POTER SOFFRIRE.

COSICCHE’ MOLTA DI QUELLA RELIGIONE INVERSA : MUORE.

L’ANIMA RISORGE AL NUOVO GIORNO.

RIAPPARE E VIVE UN SUO TENUISSIMO GERMOGLIO.

LUNGO I SENTIERI DELLE FOLGORI CHE CONCEDONO IL SANARE.

_____________________________________

5/18010

ORO DELL’IO

S’INNALZA OLTRE IL CAOS L’ATTIMO D’ARGENTO.
E NEL RINNOVATO ACUME
LA POTESTA’ DEL LAMPO IMPRIME VITA IMMATERIALE CHE CONSACRA.

SI LACERANO I VILUPPI DELLA DENSITA’ NEL CARNEO
E L’ANTIPENSIERO CHE NEGAVA : TACE DILAVATO.

ENERGIE SOLFUREE DELLA RIBELLIONE E DEL DEFORME :
VENGONO SQUARCIATE NEGLI APICI DEL VALORE LIMPIDO.

IMMATERIALITA’ REIMPRIME LE ESSENZE DELLA NORMA.

MENTRE LA VERITA’ INSISTE NELL’UNIRE.
RISORGENDO.

AVE DELLE AUREE VETTE NITIDO BAGLIORE CHE REDIME.

INSISTE NELL’INSEGUIRE L’ESSENZA DEL CONCETTO :
INSISTE IL CONTEMPLARE ESTREMO.
E PER ATTIMI RACCOGLIE SCINTILLE DI ARMONIA.

OTTENENDO IL RISTORO LAMPEGGIANTE CHE REINNALZA I LIVELLI DI PENSIERO

POTENZE DELLA FORMA SCACCIANO GLI INFERNI.
E MOSTRANO LE VIE DELL’ASSOLUTO.

MOSTRANO GLI ALLORI DEL LONTANISSIMO ORO DELL’ALTARE.
LONTANISSIMO E PRESENTE.
LONTANISSIMO E VIVENTE.

ORO DELL’IO NEL CUORE DELL’ARCANGELO.

_________________________________

HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS FUOCO SOLARE FK   18 OTT 2012 FK 004

http://folgoperis.blogspot.com/

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

https://www.ecoantroposophia.it/2014/07/arte/fk-azione-solare/ascesi-del-pensiero/

 

 

ARTE, MICHELE - La Via del Pensiero, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

VERSO IL SANTO GRAAL (di Savitri)


(“Il Guardiano del Regno” di Marina Sagramora)
*
*****

Sogna la meta
il pensiero smarrito,
una volontà in germe
tenta di sostenerne un movimento di vita.

Miracolo d’amore
a superumano connubio
viene innalzato,
una luce si accende:
comincia a guarire, a destare.

Questa la prima azione di vita
da risvegliare
per capire che nessun sacrificio,
nessun perdono,
nessun amore è vano,
che tutto può essere assunto
e compreso in libertà
fin nella nostra più intima essenza.

(hierós gámos-verso Il Santo Graal)
( S. S. )

________________________________________

🌻

ARTE, PENSARE MASSIMO (poesie di Savitri), POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – ICONA del ROVETO ARDENTE

qr0u

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

ICONA del ROVETO ARDENTE

Icona del Roveto ardente

Icona del “Roveto ardente

*

Nel “Roveto Ardente” confluiscono elementi dell’Antico Testamento e Nuovo Testamento, all’esterno c’è la rivelazione fatta ai profeti (qui non ci sono).
Le immagini convergono al centro e dal centro dipartono, un’unità in se conchiusa che raccoglie la storia dell’uomo e il suo rapporto con il mondo spirituale.

– Partendo dal centro, vediamo, rappresentato nel fanciullo incoronato, il Logos. Egli è posto nel seno della Vergine Madre, che, avvolta in un manto di nubi, simboleggia anche la terra; entrambe hanno accolto nel loro seno il Cristo, ed Egli si è fatto uomo, così lo troviamo in braccio alla Vergine vestito della luce spirituale dell’oro. Dal centro della loro sfera irraggiano nell’oro il pensiero divino alle sfere circostanti.

– Da Essi le Virtù ricevono il potere sugli elementi del mondo nella seconda sfera verde irraggiata d’oro.

– Nella stella blu agli estremi sono rappresentati gli Arcangeli. E come dice l’iconografia tradizionale l’Arcangelo Michele rappresenta/porta la A, l’Arcangelo Gabriele la D, l’Arcangelo Raffaele la A, l’Arcangelo Uriele la M, e l’Arcangelo Uriele che pronuncia il nome di ADAM, viene rappresentato dalla Trinità e posto in una posizione centrale rispetto agli altri.

– Nella stella successiva gli Evangelisti rappresentanti negli animali le quattro direzioni cosmiche come punti cardini della fascia zodiacale.

– Posti nel cerchio esterno racchiusi dalle nubi gli Arcangeli avvolgono la Terra operando nelle stagioni, la loro attività è indicata nelle braccia scoperte. Le loro funzioni sono duplici (in questa immagine) perciò essi vengono rappresentati due volte (in questo ultimo cerchio) 30 in perfetta comunione tra loro e diametralmente opposti.

Nella stella blu è il presidio della stagione.

Estate

Sopra l’immagine della Trinità alla sinistra sta l’Arcangelo Uriele, avvolto in una atmosfera di fuoco. Illumina l’essere interiore umano (il fanciullo nel braccio) come luce e calore che irradia dall’esterno.

Alla sua destra l’Arcangelo Gabriele (verde) tiene alle mani due coppe, apportando nutrimento al corpo fisico ed eterico.

Le due immagini si corrispondono in un armonico interiore “Gabriele” esteriore “Uriele”. In estate quando nel cielo compare l’immagine dell’ l’Arcangelo Uriele, l’atmosfera terrestre viene pervasa del calore del pensiero divino e all’interno dell’uomo vengono apportate le forze della crescita e del nutrimento.

Autunno

Successivamente nella stella blu entriamo nel campo d’azione dell’Arcangelo Michele, Egli tiene un mano un fanciullino con gesto di protezione.
Nell’immagine sottostante in una atmosfera celeste rivestito da
un’armatura Michele trae dalle forze del cuore la spada della Luce
Divina.

Nell’immagine sovrastante in un’atmosfera giallo ocra è presente l’Arcangelo Raffaele. In autunno quando nel cielo compare Michele, l’atmosfera esteriore è pervasa dalle forze cosmiche dell’Arcangelo Michele e nel nostro interno l’Arcangelo Raffaele restaura ferite e dolori.

Inverno

Nella stella successiva l’Arcangelo Gabriele, incede portando in mano il turibolo per aspergere di incenso il frutto del divino amore.

Nell’immagine sottostante, in una atmosfera verde, l’Arcangelo Gabriele, con il nuovo Adamo racchiuso in un uovo, rappresenta le forze di generazione fisica da Lui tutelate.
Di presso l’Arcangelo Uriele con il fanciullo rinchiuso nel tempio; la sua opera di luce è ora all’interno del corpo umano. In inverno nell’atmosfera dell’Arcangelo Gabriele riceviamo dall’esterno le forze di nutrizione e generazione e all’interno le forze di un intelletto maggiore.

Primavera

In fine, nella stella blu l’Arcangelo Raffaele che tesse dalle sue mani un arcobaleno.

Nell’immagine sottostante (giallo) l’Arcangelo Raffaele tiene in mano un caduceo ed un vaso, simboli della medicina.
Nell’immagine superiore (celeste) l’Arcangelo Michele, tiene in mano il fuoco divino che porta nell’uomo forza intrepida e volontà.
A primavera nell’atmosfera dell’Arcangelo Raffaele operano all’esterno le forze di rinascita, rinnovamento e nell’interiorità umana il fuoco divino di Michele.
Il tutto riassunto in questa immagine: la Madre Terra (le nubi sulla veste lo evidenziano) circondata da questa atmosfera celeste che opera per la salvezza umana e ci ricongiunge al Cristo indicandoci una scala nelle braccia della Vergine Madre.

.

OSTERN
Das Mysterium zu Ephesus
(libera traduzione ritmica)

.

Nato dal cielo, fatto sei di luce
dal Sole forza trai, virtù da Luna,

Marte ti dona il suono creatore
e Mercurio l’alato movimento,

Giove t’irradia lume di saggezza
E Venere l’amore e la bellezza,

Che lo spirito antico di Saturno
Te allo spazio, e al tempo consacri!

Rudolf Steiner
(da “Wahrspruchworte” O.O. n 40)

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Terza Parte – quinta visione

qr0u

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

Tavola X
Quinta visione della terza parte

Ciclo cosmico terrestre (donna e sfera) e umano (quadrato e pietra) giunti a compimento.

Nell’estremo superiore centrale il piano divino (mano con pergamena) si realizza nello stato di Venere la cui orbita completa incorona la sua mano.

La Terra si libra quale corpo cosmico (donna nella sfera) e l’uomo non è più soggetto al ciclo di purificazione (cfr. Tav. VI); il corpo minerale nell’Archetipo Divino ad opera del Cristo nell’uomo e nella Terra si è trasformato (pietra bianca/pietra angolare).

La Carità quale volere del Padre (mano), del Figlio (pietra) e dello Spirito Santo (donna) si è realizzata; nella sua mano è posta una tavola di cristallo nella quale è scritto:

“Niente di ciò che ha inizio può comprendere ciò che non ha inizio… ”

Tavola X

Tavola X

.

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

ASCESI DEL PENSIERO

 A RUDOLF STEINER.    A MASSIMO SCALIGERO.

MAESTRI SOLARI

🟡

Tecnica dell’ascesi del pensiero ottenuta verificando autonomamente gli  insegnamenti dati da MASSIMO SCALIGERO in base alle indicazioni di RUDOLF STEINER.

SOLE TRAPASSANTE AUREO 8

ASCESI DEL PENSIERO

 

La Verità esiste.

Eterna e una.

Reale e tangibile.

Pura e assoluta ma al tempo stesso continuamente applicabile alla realtà contingente che da impura e relativa può approssimarsi ad essa sino a livelli supremi.

E tale è il compito dei tempi attuali.

Manifestare la Verità.

Farla fluire nel mondo tramite la propria persona.

Accedere ad essa secondo i  propri compiti e le proprie possibilità.

 

Ma non occorre cercarla  essa già esiste continuamente  sfiorata e perduta dall’uomo che pensaciò che occorre conquistare è quella purezza, quella assenza di desideri consci e semiconsci, quella serenità di anima e pensieri che permette di scorgerla.

 

La Verità è ciò che si vede e si sa e si decide quando si è tanto coscienti e tanto puri da poterla concepire.

 

Non è un concetto o una dottrina o una ideologia da ripetere in branco, ma una luce intuitiva della coscienza capace purchè pura di concepire in prima persona ciò che è giusto e ciò che non lo è in rapporto ai propri compiti ed alle proprie capacità.

 

L’uomo continuamente sfiora questa luce, questa possibilità, questa potenza di retto giudizio che è implicita ad ogni pensiero, ma anziché ascendere sino ad essa, la ricopre dei propri “desideri interiori” e la degrada, la opacizza abbassandola al livello di opinione, di ciò che desidera che sia, di ciò che la sua conformazione caratteriale ed animica pretende che sia, perciò stesso perdendola.

 

I concetti, le ideologie, la cultura, le dottrine, gli ideali non sono la verità (e pertanto impararli cerebralmente a nulla vale) ma solo (e nel migliore dei casi, invero attualmente rarissimo) il prodotto di quella rarefatta, siderea dimensione di supremo equilibrio interiore e di lucida, cosciente trasparenza intuitiva che sola, aformale, eterna, archetipica, vuota è la Verità, e che è essa da conquistare, non i suoi prodotti dialettici, discorsivi, utilizzabili soltanto come appigli intuitivi per introdurvisi.

 

In questi termini la Verità è una con l’elevazione della persona e l’errore è il degradamento di essa al proprio livello umano, per quanto nobile o erudito o artisticamente acuto esso possa essere.

 

La via della Verità passa attraverso il troncamento, il superamento in alto  dei propri limiti umani.

 

Niente altro.

Senza scampo.

In suprema nudità.

 

La Verità è vuota e non può essere analizzata.

 

E’ una luce di purezza interiore cui solo chi ascende può attingere, ed al cui chiarore soltanto si possono concepire idee conformi a giustizia, realmente incidenti sulla realtà, realmente morali.

 

E’ uno stato d’essere, non una documentata analisi.

Una siderea dimensione interiore, non una consolante dottrina.

Una luminosa qualità d’animo e di mente, non una monumentale teoria economica.

 

E’ inoltre un apice umano che ha in se stesso la propria ragione d’essere, che E’ senza dipendere da nulla altro, che occorre conquistare di per se stesso e non per le eventuali applicazioni intuitive che dall’alto di quella luce possano venire concepite, formulate, decise ed applicate alla realtà, in quanto la Verità è già agire sulla realtà, è la riconnessione  (seppure temporanea e continuamente da riconfermare) dell’umano con la propria realtà originaria che compete ad ogni uomo secondo le proprie capacità e possibilità.

 

La Verità è la condizione normale dell’uomo.

 

Una assenza di desideri e di velleità naturalistiche insorgenti dalla componente semplicemente razziale, soggettiva, emotiva che è il rifiorire dell’IO umano al livello di nudità in cui soltanto è realmente libero, o in cui soltanto può iniziare ad esserlo, e dal quale soltanto può trarre indirizzi di azione  e di decisione realmente giusti perché liberi e quindi morali.

 

La via della Verità non è prefissata  (e nessuno può studiarla cerebralmente o fideisticamente recitarla mediante dogmi o testi sacri rivelati o ciechi e intoccabili materialismi dialettici che tutto credono di spiegare lasciando immutata ed immota l’interiorità umana)  ma è un compito di lucente, silenziosa, nobile ascesi interiore individuale, a cui nessuno può sottrarsi, poiché  ognuno è veramente se stesso solo fra le vette del proprio assoluto e soltanto fra i ghiacci e le aurore interiori di quelle ascese è riposta la purezza animica  e la luce intuitiva che è il proprio OGGETTIVO spiraglio sull’unica Verità.

 

Tale il compito.

La meta.

La conquista.

 

La Verità è una, molteplici spiragli su essa non potranno (non possono)  che accordarsi fra loro, seppure raggiunti a livelli diversi e tradotti in concetti diversi.

 

Soltanto l’errore  (la verità corrotta)  può dividere, la Verità è universale, è un assoluto umano, è una condizione  di chiarezza interiore che non può non unire secondo la realtà effettiva delle cose.

 

Il resto è solo ottundimento, sublimazione erudita, poetica, visionaria del soltanto umano, delle svariate componenti che sono diverse  (più o meno nobili)  per gradazione, intensità, qualità, in ogni uomo e che ne rappresentano soltanto il limiti, la componente subpersonale da superare e non da codificare dialetticamente, politicamente, religiosamente.

 

La Verità è in alto  (nuda, pura, incorruttibile)  e con essa è impossibile barare, così come è impossibile esaurirla in un dogma o in una filosofia, ad essa si può solo attingere elevandosi fra le vette delle proprie migliori qualità, che solo a tali altezze possono valicare i limiti del soltanto umano, iniziando a trasmutarsi in qualche cosa di oggettivamente, di universalmente valido, reale, operativo.

 

Così come fra uomo e donna quando fiorisce vero amore permeato di offerta interiore, di volontà di consacrazione reciproca, di dedizione interiore, l’archetipo di comportamento, la legge interiore, l’evidenza della realtà “amore” è identica per ambedue i componenti la coppia, o per ogni coppia che ascenda a tali livelli, altrettanto simile per ognuno è la realtà della Verità quando ad essa si voglia realmente ascendere, anziché subire il desiderio psicofisico di abbassarla a se stessi quali ci si trova ad essere per conformazione, sensibilità, predisposizioni innate, o sopraggiunte  (imposte)   tramite il caos contingente.

 

La Verità non è soggettiva e molteplice.

E’ una.

Sempre la stessa.

 

Ciò che è molteplice, multiforme, contraddittorio, opposto sono i veli che la alterano, le deformazioni di essa, le brame subconscie che la incrostano e che per poter esistere, comunque attingono ad essa come filtri sempre più opachi e plumbei di un’unica, incolore, siderea luce.

 

Rimuovere i filtri è ritrovare l’aurora che essi in vario grado e misura rendevano crepuscolo.

 

La via della Verità implica il superamento di se stessi, dei propri limiti, delle proprie  (sempre meschine)  velleità, e quanto più ci si libererà  (purificherà)  da essi  (sempre più incenerendoli)  tanto più come nuda evidenza oggettiva la realtà delle cose, un nobile criterio di giudizio, un cosciente intuito sicuro riguardo a ciò che è giusto, affiorerà come asse interiore fra le trame dei propri pensieri, illuminandoli.

 

E nei pensieri, nel proprio pensiero è l’inizio, il cardine, il campo di battaglia della via verso la Verità.

 

E’ nei pensieri che la luce di retto giudizio viene ad incontrarsi con le insorgenze automatiche della natura, del subconscio, delle predisposizioni emotive e caratteriali appartenenti alla “impalcatura organica” cui tale luce è innestata per trasmutarle in alto o per subirne la corruzione  (l’oscuramento)  qualora tale trasmutazione non avvenga.

 

L’Io dell’uomo è l’arbitro di questa lotta, colui a cui spetta la decisione di tale trasmutazione ed il compito di effettuarla.

 

L’uomo può essere concepito come una “impalcatura organica” evocatrice di sensazioni su cui è innestato un principio di luce conoscitiva che sono i pensieri, i quali “specchiandosi” nel corpo (individuandosi mediante esso, l’impalcatura organica)  permettono che un Io individuale sorga.

 

L’Io è conseguente ai pensieri, è tramite essi che un Io può sorgere ed innestarsi su questo piano di realtà, ed una individualità umana agire.

 

I pensieri non sono soggettivi, sono una pura, oggettiva, impersonale capacità conoscitiva che può venire soggettivizzata e quindi falsata, appunto dal mescolamento  (oscuramento) che la componente biologica, emotiva, naturalistica  (filtrandola impuramente)  può operare se l’Io non agisce ma si limita a subirla.

 

L’Io, l’uomo, è il ponte e l’arbitro fra la Verità ed il degradamento, la corruzione di essa.

 

Liberare i pensieri dalle brame sub-semiconscie della propria natura equivale all’ affiorare graduale della Verità, poichè una pura capacità conoscitiva riaffiora per l’Io al livello in cui essa inizia a ritornare tale, e l’Io dell’uomo è l’unica ragione per cui tale processo può avvenire, tale urto verificarsi, tale possibilità presentarsi.

 

La Verità già esiste  (Eterna,  Atemporale, Vivente, Una)  essa determina comunque anche le leggi biologiche  (fisiche ed iper fisiche, sottili) che reggono l’impalcatura organica, l’unico elemento libero, autonomo, non determinato di tale processo e per il quale tale processo accade, si manifesta, è l’Io dell’uomo  (l’ago della bilancia del creato)  che può elevarsi ai vari livelli di tale Verità e da tali altezze manifestarla coscientemente, reinserendola operante e folgorante al  livello di realtà in cui si trova ad esistere, oppure mancando a tale compito (ascesa) può corrompere tutto il piano di realtà  (spirituale, sociale,  fisica)  che da lui dipende e che da lui attende conoscenza, edificazione, attività sacrale.

 

I pensieri sono l’inizio, è tramite essi che l’Io sorge a coscienza di sé ed è tramite essi che si ricollega al mondo ed è tramite essi che potrebbe raggiungere  (concepire)  spiragli sempre più vasti di Verità.

 

La purificazione può principiare solo nel pensiero.

 

Il pensiero non è ciò che si pensa ma ciò che permette di farlo, un principio di pura lucidità conoscitiva che può essere potenziato, liberato, purificato, oppure ottenebrato.

 

Il pensiero è la capacità impersonale di concepire le cose, non il concepito, il formulato, il pensato che ne costituiscono il prodotto soggettivo.

 

L’atto del pensare  (continuamente folgorante la mente)  avvenendo si trova innanzi un potenziale di innatismi e predisposizioni caratteriali, di desideri consci e semiconsci, di convinzioni e schematismi culturali imparati  (letti o sentiti)  ma raramente pensati in prima persona  (di prima mano)  che immediatamente lo vincolano, lo ottenebrano, lo guidano verso formulazioni cui fornisce vita ma in cui si “sporca”, perdendo la possibilità di retta intuizione che sorgivamente  (se avesse trovato una mente ed un animo puri)  portava con sé come possibilità e potenza, e l’Io a tal punto (per debolezza di pensiero)  non può fare altro che fornire la propria individualità, ossia la recitazione di un soggetto agente per “proprie convinzioni”, a tale processo meccanico, subpersonale e cieco.

 

Il caos dei tempi attuali non ha altra origine.

 

Tale abdicazione del pensiero avviene sistematicamente nella generalità umana  (salvo rare eccezioni)  variando solo le forme di apparire ed i livelli di intensità e di degradamento di un unico generale stato di dipendenza interiore dell’uomo rispetto alla propria inferiore natura biopsichica.

 

Nessuno dei massimi esponenti della cultura attuale  (ufficiale o rivoluzionaria che sia)  escluso.

 

I meccanicismi razziali  (innati ed acquisiti)  già esistono comunque, per potersi purificare da essi l’unica via è rafforzare il pensiero sino a che sia tanto potente e radicato in sé  da non venire travolto, guidato, manovrato da essi;  a tal punto l’Io inizia a liberarsi ed a giudicare conformemente a verità, a giustizia, a serenità d’animo, a purezza, seppure applicherà i prodotti di tale elevazione secondo le proprie capacità e qualità ed attitudini personali depurate.

 

Tale la via della Verità.

Rafforzare il pensiero è il compito.

Purezza e serenità la meta.

Verità lo scopo.

Rettificazione dell’umano il risultato.

Manifestarsi del Divino.

 

 

L’ASCESI

 

Arida.

Apsichica.

Geometrica.

Concentrazione contessuta di volontà.

Che è volontà del vero.

Amore del vero.

Volontà di amore.

 

Occorre poggiare inizialmente la capacità di pensare su di un oggetto artificiale fabbricato dall’uomo, il più semplice ed il meno emotivamente interessante possibile  (penna, scarpa, spilla, bottone, bicchiere, cavatappi, zappa, etc…)  e in solitudine ricostruirlo mentalmente, analizzarne e visualizzarne la forma, le singole componenti, il colore, il materiale, l’uso a cui serve, le connessioni logiche e gli altri oggetti che ad esso si riconnettono, se ne può fare brevemente la storia rintracciando l’evoluzione dell’oggetto.

 

Tutto ciò in solitudine, concisamente, attentamente, il più minuziosamente possibile, senza divagazioni, concentrando i pensieri solo su tale operazione volitiva di ricostruzione  e di unificazione mentale di un oggetto ideato dall’uomo.

 

Ciò per circa qualche minuto.

Limpida attenta minuziosa operazione di pensiero contessuta di volontà.

Al termine di questa azione preliminare, occorre riprendere l’insieme dei pensieri dipanati attorno all’oggetto  (ossia tutto ciò che si è pensato nel corso degli almeno alcuni minuti)  e tentare di contemplarli TUTTI INSIEME, in sintesi, in un unico “concentrato” di significato.

 

Compiere o tentare di compiere ciò per almeno qualche altro minuto, regolandosi temporalmente ad intuito.

 

Così come spontaneamente, senza neppure esserne coscienti, al termine della lettura di un libro, il senso (la sintesi)  di tutto ciò che si è letto affiora nella mente in un unico insieme intuitivo, adialettico, che precede nei pensieri le parole con cui eventualmente si potrebbe descrivere ciò che si è letto, così  (coscientemente e volitivamente)  al termine della ricostruzione mentale dell’oggetto occorre fermarsi contemplativamente al livello di pensiero in cui la SINTESI di tutto ciò che si è pensato è una pura evidenza, un’idea allo stato formante, un senso pieno di significato che PRECEDE LE PAROLE con le quali eventualmente lo si potrebbe esprimere scomponendolo.

 

In definitiva si viene a consumare, ad incenerire, a trascendere il dialettismo, il dispiegarsi delle parole, la frase fatta, poiché quando si tenta di osservare unitariamente, in sintesi, in un unico “colpo d’occhio” mentale, tutto ciò che si è pensato attorno all’oggetto, NON SI PUO’  PIU’ PENSARE A PAROLE, si salta di livello, si è costretti a raggiungere, si è in grado di  “toccare”  la zona interiore in cui il pensiero sta per rivestirsi di un contenuto, di un significato discorsivo, è sul punto di farlo ma non è più le parole con cui lo si può tradurre e scomporre, è qualcos’altro, inizia a ritornare nudo: spogliato delle parole con cui si determina, il pensiero inizia a rafforzarsi ed a mostrarsi in quella zona sorgiva in cui ancora non può rivestirsi di errore.

 

L’apparente semplicità della tecnica concentrativa, l’apparente meccanicità che sembra contraddistinguerla, l’apparente lontananza da ogni contenuto metafisico simbolico, magico, religioso può trarre in inganno i  “miopi dello spirito”, mentre in realtà è l’inizio e la chiave  di volta pressoché imprescindibile di ogni rettificazione individuale, di ogni ascesa conoscitiva dell’uomo verso il proprio assoluto.

 

Tutto il resto è erudizione.

 

Nulla può essere compreso se la capacità di comprensione è impura in partenza.

 

La prima ascesi attualmente è la rettificazione della propria capacità conoscitiva.

 

L’inizio di tutto non può essere un verità imparata  (qualunque essa sia e per quanto “giusta” essa possa essere)  dalla quale dedurre norme, orientamenti e dogmi, ma soltanto ed unicamente la verifica e la rettificazione della capacità che permette di imparare, ossia la coscienza e l’esperienza dell’atto del conoscere che è tutt’uno con la sua purificazione.

 

Insistere nella tecnica concentrativa permette di prendere coscienza del livello di luce in cui ancora non si pensa discorsivamente, poiché osservare in sintesi  – tutti assieme –  l’insieme di pensieri discorsivi dipanati attorno ad un oggetto e cercare di mantenere per alcuni minuti tale osservazione, implica un salto di livello interiore, ci si trova ad avere a che fare con UNA FORZA che tiene unita un’evidenza, che tiene unita l’essenza, l’idea, il concentrato adialettico  (privo di parole)  di quanto si è pensato.

 

Tale forza è pura.

 

Tale forza è ciò che continuamente dà vita a ciò che si pensa, ma che mai si è in grado di sperimentare, perché si è troppo avvinti al significato di ciò che si pensa, al prodotto del pensiero, al concetto pensato e non a ciò che permette di concepirlo.

 

Insistere nella tecnica concentrativa purifica.

E’ l’inizio.

E’ il progressivo SPERIMENTARE sempre più lucidamente l’elemento formativo dei pensieri, che non è i pensieri pensati ma ciò che permette di produrli.

 

E’ il progressivo prendere coscienza di sé al livello in cui i pensieri STANNO PER FORMARSI, superando il comune livello di veglia e dell’errore in cui si diventa coscienti di sé e del mondo nel pensato, fra i prodotti dialettici, discorsivi in cui l’elemento formante si è già rinchiuso e degradato, poiché gli innatismi e le predisposizioni caratteriali e la razza dell’anima sono ciò che ha ricoperto il suo cadere  – folgorare –  fra loro di per sé inerti.

 

E l’Io inizia a purificarsi nel prendere coscienza di sé senza dover pensare qualcosa ma pensando soltanto, poggiando sul potere formante dei pensieri e non sui pensieri già formati.

 

E’  l’inizio della libertà dalle opinioni,dalle verità accettate perché desiderate in quella forma, dalle frasi fatte che la propria personale natura preferiva.

 

Tramite la disciplina “concentrativa”  l’Io si conquista un terreno vergine, una zona pura, una luce di serenità di giudizio, ossia una autonomia dai propri vincoli che parallelamente è la possibilità di scorgere sempre più disinteressatamente  (secondo i propri compiti e le proprie possibilità)  il “nocciolo dei problemi” che si pone, sino a che la soluzione può spontaneamente fiorirgli in animo come naturale conseguenza del seme posto con la progressiva liberazione dell’Io.

 

Tale la via della Verità.

L’inizio di essa:

 

E con tale inizio l’anima si rischiara.

 

Poiché conoscere, concepire secondo verità è elevarsi alla qualità delle cose, alla loro bellezza morale, alla riposta purezza della realtà, mediante un atto interiore che è lucidità conoscitiva e splendore animico contessuti di volontà ossia di amore (si può volere solo ciò che si ama).

 

LA VIA DELLA POTENZA

 

La concentrazione del pensiero fa appello ad una zona di determinazione interiore che è la chiave della potenza, sia nell’analisi dell’oggetto creato dall’uomo, sia nella contemplazione della sintesi dei pensieri dipanati attorno all’oggetto,  si attinge ad una zona di decisione interiore che è crogiuolo di potenza.

Fissare l’attenzione pensante su di un oggetto insignificante e banale fabbricato dall’uomo e poi contemplare – o tentare di contemplare, il che è lo stesso – tutti assieme i pensieri  sviluppati intorno all’oggetto è sviluppare una volontà di attenzione cosciente fluente tramite i pensieri che è potenza.

Potenza dell’Io.

Potenza di determinazione.

Potenza di decisione.

Una individuale potenza di decisione che è asse interiore di fedeltà, di consacrazione, di dedizione al vero.

In antico tale potenza di decisione – che è consacrarsi ad un valore – poteva venire e veniva sollecitata ed eretta grazie alla spontanea capacità evocativa del sentire, dei sentimenti, dell’anima che sapevano “toccare” valori ideali (entità viventi) e dall’ardore che tale contratto accendeva, si enucleava forza di decisione interiore, la capacità di votarsi completamente, di consacrarsi del tutto ad un compito scelto in conformità a quei valori.

Ed era l’idealismo innato e spontaneo degli antichi.

Presente in tutti gli antichi, seppure in vario grado e misura, ed è una possibilità esaurita che non può essere imboccata in senso ascendente.

Ed è una via morta.

I mistici ed i cavalieri medievali agivano in questa direzione e da essa traevano forza.

Ma l’anima in essi era sana, forte, vigorosa, capace di orientarli nel mondo etico dei valori, capace di spietrificare le dottrine ed i simboli religiosi poggiando su essi la propria capacità intuitiva e morale, capace di sentire le qualità ideali come buone e sane o come cattive e malate.

Un’anima vasta e generosa splendente di un contatto emotivo per le qualità che sorreggono il mondo.

Un’anima che nell’unificare l’uomo secondo gli eterni valori non incontrava barriere celebrali.

La nascita del pensiero cerebrale moderno – ossia di un pensiero privo di intuizioni morali, capace di dipanare nessi logici soltanto razionali, capace di articolarsi in virtù di un intrinseco canone logico interno al pensiero e sordo ai suggerimenti evocativi dell’anima ad esso esteriori – ha segnato la fine, lo strangolamento, la morte dell’anima come organo di conoscenza innata e di orientamento spontaneo.

La barriera cerebrale è quanto si è sviluppato nell’uomo moderno e ha dato origine all’attuale civiltà agnostica e priva del sublime (del Divino).

E’ la solitudine – nei migliori è l’angoscia – che ogni uomo moderno sperimenta all’interno dei propri pensieri.

E’ la solitaria potenza razionale in cui ciascuno sa – più o meno consapevolmente – di essere separato da tutto e da tutti, dal vivente, dalle certezze ultime, da un reale rapporto con l’Eterno, con l’assoluto, col sublime, col superumano.

E’ l’isolamento all’interno della propria potenza concettuale, una vera e propria barriera che sa solo scomporre in pensieri razionali ogni aspetto del mondo e degli altri, che sa solo ricomporre in cerebralismi privi di slancio e di spontaneità il mistero dell’esistere, che sa solo parlare, pensare a parole, quando si vorrebbe provare amore o pietà, coraggio o dolore, amicizia o tripudio, ossia quando si tenta il collegamento unificante con una qualità, con un valore vivente super razionale.

La barriera cerebrale è un potere di pensiero che isola da tutto e da tutti, un deserto, un nulla puramente logico in cui ciascuno è solo, in cui ciascuno è libero, in cui ciascuno può disporre di se ed è responsabile di quanto compie.

Gli antichi erano meno liberi.

Mancando – poiché in via di svilupparsi – la barriera cerebrale, un orientamento riguardo al senso della vita era spontaneamente fornito dall’anima.

Mai un antico ha avuto problemi esistenziali.

Non avrebbe potuto.

Vi furono antichi che scelsero il male, ma – in occidente – la loro visione del male era sorretta dalla comprensione animica del bene, sapevano di compiere il male nella visione di un bene che sapevano esistere, che conoscevano, che sapevano di trasgredire, di tradire, di offuscare ma che esisteva, e che veniva da loro percepito.

Sapere di compiere il male non è compierlo fino in fondo, poiché una visione animica del bene ne è alla base e ne crea il rimorso, la nostalgia del celeste, una dilacerazione interiore che impedisce di demonizzarsi, di corrompersi del tutto.

Percepire il bene compiendo il male è compierlo in uno stato di relativa ingenuità.

Gli antichi erano ingenui.

Qualunque atrocità abissale da loro commessa  – e ne commisero molte – è paragonabile alle perfidie  (a volte atroci ) dei bambini: sono compiute in stato di inconsapevolezza parziale di semicoscienza, di ingenuità sostanziale, il bene può rifiorire in ogni istante facendovi appello, il male non è mai definitivo.

Le atrocità ma soprattutto i superbi splendori degli antichi rientravano ancora in una “economia dei divini”, in uno scontro tra potenze ideali, tra Dei che agivano tramite le anime degli uomini, la cui responsabilità interiore – che comunque vi era – era minore di ora .

In Occidente ad ogni antico – dopo la venuta del Logos – era innata la sensazione, il calore, il sentimento, la percezione animica del bene ( di ciò che è universalmente il bene, la potenza solare che tutto sorregge ) sia che vi aderisse  – secondo le proprio possibilità –  sia che vi rinunciasse per desiderio di vita.

Comunque agisse sapeva del bene.

Spontaneamente la forza del bene fluiva in tutti.

E quindi uno stato di ingenuità – ossia un potere di redimersi, una forza del rimorso – obbligava tutti a non potersi incattivire del tutto, obbligava tutti a vedere comunque, a vivere comunque, a percepire comunque il bene.

Poi l’avvento della barriera cerebrale.

L’avvento dell’uomo solo, che dipende da sé, dai propri pensieri astratti – perché incapaci di vedere il mondo quale è: sorretto dal bene e assediato dal male – pensieri che proprio in quanto astratti (ossia ciechi verso le potenze morali del mondo ) sono liberi.

Liberi di restare astratti (ossia di incattivirsi) o di superare l’astrattezza.

Liberi da ogni percezione obbligata – perché spontanea – del bene e quindi capaci di compiere il male peggiore: quello completamente estraneo ad ogni percezione del bene, quello la cui scelta ricade completamente sulle responsabilità individuali, quello privo di ingenuità, privo di rimorsi, arido, consapevole, tetro, convinto di sé.

Un male diretto, privo di scrupoli, convinto della propria potenza che è potenza di non essere più umano.

Il male del pensiero astratto che non vuole saperne di vincere la propria astrattezza, di riattingere all’eterno, al vivente, agli eterni valori, che vuole continuare ad inebriarsi dell’assenza di vincoli morali che la astrattezza fornisce, che vuole restare quale è, irrimediabilmente vincolandosi sempre più al subumano.

Questo male può essere vinto.

Deve essere vinto.

La barriera cerebrale isola da ogni percezione obbligata del bene (e quindi anche da ogni percezione del male, poiché la percezione del male può sorgere solo dal paragone col bene), la barriera cerebrale è una nebbia molto intelligente che può giostrare con i concetti in maniera tanto abile quanto errata, è come possedere un grande potere di comprensione intellettiva senza riuscire ad avere realtà viventi da comprendere, senza avere “materiali” su cui esercitare, su cui usare tale potere; pertanto è un potere che gira a vuoto, che non afferra nulla, che vorticosamente accelera la ginnica intellettiva nell’astratto.

Tale potere intellettivo astratto, proprio in quanto tale ha come costante sottofondo semiconscio la sensazione di soffocare.

Si tratta della percezione semiconsapevole del potere cosciente, dell’enorme potere di intelligenza individuale che ci si trova a dover amministrare e che d’altra parte non riesce ad afferrare nulla, non riesce ad afferrare entità, realtà capaci di soddisfare la sete di potenze reali nelle quali immettersi tramite il pensiero.

E’ come essere intelligenti nel punto zero di tutti i valori.

C’è l’intelligenza ma mancano i valori sui quali poggiarla.

C’è l’intelligenza ma manca il terreno, la realtà su cui poggiarla.

C’è l’intelligenza ma non c’è nulla che possa nutrirla.

Tale è la situazione iniziale dell’uomo moderno.

Si è intelligenti nella totale sterilità di un mondo e di una vita che sembrano privi di senso, scopo, mete.

Tale intelligenza può compiere una sola azione: contemplare se stessa.

Può compiere unicamente l’ascesi del pensiero.

La tecnica della concentrazione.

Nel punto zero di tutti i valori, un solo valore resta: il potere che permette di accorgersi di tale vuoto.

L’acume pensante.

In cui già è presente – inespresso – il bisogno, ossia il ricordo di una realtà capace di dare un senso alla vita.

Il bisogno di una realtà di cui il deserto è la mancanza e la negazione.

Ed è la via della potenza.

La via dell’impossibile potenza.

Poiché all’intelligenza astratta appare impossibile superare il deserto, pur riconoscendone l’esistenza, pur soffrendone la presenza.

Ed invece la potenza capace di spezzare il deserto gli è interna: è la potenza che permette ai concetti di concatenarsi tra loro.

E’ la potenza che permette di muoversi entro i pensieri.

E di una forza si tratta.

Di una potenza.

Una realtà che è oltre ogni barriera razionale.

Oltre ogni morta aridità.

Oltre ogni deserto.

La via della Potenza.

La potenza di manifestare il sovamentale consacrato.

 

LA FONTE

 

Se vi è sufficiente acume per accorgersi del deserto:

Se vi è sufficiente limpidità per soffrirne:

Se vi è sufficiente vastità intuitiva per comprendere che si è sull’orlo di un abisso razionale incolmabile: allora la potenza può essere ipotizzata.

Si può giungere a sospettare che l’estrema capacità intellettiva è in se una forza.

Ed è in se l’unica vita in una sfera di morte conoscitiva.

Ed è la via dei tempi attuali.

L’unica via.

Il passo ulteriore è viverla questa potenza.

Percepirla.

Elevarsi ad essa.

Abbeverarsi al suo fluire.

Ed è la tecnica della concentrazione.

Indicata da Massimo Scaligero.

Donata da Massimo Scaligero.

In base agli insegnamenti di Rudolf Steiner.

Poiché tentare di contemplare la sintesi dei pensieri usati per descrivere un oggetto, è in definitiva finire per contemplare la forza che li tiene uniti, la forza che tiene unito il senso, il significato che essi sono.

Tale forza è la vita.

Dapprima appunto potrà essere concepita solo come una potenza ma sperimentata che sia, essa col tempo si disvelerà come un valore che vive.

La potenza si svelerà: vita superiore.

Vita.

Valore in cui l’intelligenza ed il puro sentire diventano tutt’uno.

Valore in cui l’intelligenza svela la propria anima eterna.

L’impossibile.

Ciò che all’interno della barriera razionale appare impossibile diviene realtà: l’anima eterna cui gli antichi si abbeverarono tutti, è intima al pensiero, è intima alla potenza che permette di pensare e di muoversi nei pensieri.

Ed è la progressiva morte di ogni deserto.

E’ superare l’abisso razionale.

E’ riuscire a respirare oltre ogni soffocamento.

Poiché ora l’intelligenza ha veramente ciò su cui immettere l’enorme acume che prima dispiegava unicamente per dubitare e per soffrire del vuoto.

Ed è proprio questo il senso del deserto e della barriera razionale: che tutto rivelandosi vuoto e privo di scopo, permette in quella suprema nudità sofferente di accorgersi della nuova vita che albeggia là ove si riflette sul vuoto, là ove si diviene coscienti del nulla.

Tale nuova vita è una potenza che può logicamente essere ipotizzata.

La potenza del proprio muovere entro pensieri che sanno di essere giunti là ove ogni ulteriore riflettere sul mondo, sulla vita, sui valori è un barare con se stessi.

Ogni pensiero può essere errato o irreale ma indubitabile è la realtà di ciò che li concatena e li fa muovere.

Una potenza.

La potenza.

La fonte di vita.

Nella sintesi della concentrazione essa affiora.

In quello sforzo.

Nello sforzo di mantenerla.

Nella lotta interiore che si sviluppa per continuare a contemplare la sintesi.

Tale lotta, tale sforzo impegna il più intenso acume di pensiero, poiché si ha a che fare con un ente che si è manifestato tramite l’oggetto analizzato, ma che non ha nulla a che vedere con esso, in quanto ciò che si finisce per contemplare è il mistero del prodursi dell’intelligenza in un uomo.

Si finisce per contemplare ciò che in noi è il mistero del nostro essere individui raziocinanti.

Si finisce per contemplare il potere che in noi si fa intelligenza individuale.

Si entra in contatto con il mistero della nostra vita cosciente. Tale mistero è una potenza in cui sottile ed impalpabile vive il sentire, l’eterno sentire, l’anima eterna del solo valore, la fonte eterna di ogni verità.

Una fonte oggettiva, universale, valida per tutti, seppure individuale e sperimentabile unicamente all’interno del proprio pensare.

Ed è la via della potenza.

La potenza di ritrovare l’anima eterna.

Il sentire.

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

http://folgoperis.blogspot.com/

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

HELIOS FUOCO SOLARE FK 18 OTT 2012 FK 004

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

ORO OLTRE IL DESERTO CAP.6

 MAESTA' D'AURORA (2)

(OROLDES)

 

4/9014

LIBERTA’ E CALORE

 

PASTOSITA’ BIOLOGICHE.

DENSE NUBI DI ENERGIE INABISSANTI

CHE RISUCCHIANO I PENSIERI NEL DOMINIO DELLE CORPOREITA’.

FRA LE POTENZE IN CUI L’INDIVIDUO MUTA INDIRIZZO INTERIORE.

 

LE INTEMPERANZE TELLURICHE IN CUI SOLO IL NOCIVO DIVENTA PLAUSIBILE.

LE DENSE FORZE IN CUI SOLTANTO L’AVVERSIONE AL BENE DOMINA INAVVERTITA.

 

INSOPPRIMIBILE ARGOMENTARE CEREBRALE ACCECA SE STESSO

E PROCEDENDO IN UNA FALSA SPONTANEITA’ : VOLGE AL MALE.

 

TURBINANTI MASSE DI MEMORIA ACCULTURATA E DI COGITANTI ENERGIE

PERDONO OGNI ACUME ED OGNI SENSIBILITA’ MORALE

IMMERGENDOSI NELL’OPACO VORTICARE DEL MEDIANISMO ISTERICO

IN CUI IMPERA LA VOLONTA’ NON UMANA DEL LACERARE IL BENE.

 

INFINE UN ENTE NE SORGE E  ABITA I DORMIENTI NELLA CEREBRALITA’ ACUTIZZATA.

L’ENTE DELLA CONTRO-ISPIRAZIONE CONTINUA.

AVVELENATORE DELLE SENSIBILITA’ PROFONDE.

ENTE DELLE RABBIOSE REAZIONI COLLETTIVE CONTRO IL BENE.

 

L’ANTICA SAGGEZZA SPONTANEA VOLGEVA L’ANELITO PROFONDO VERSO L’AUGURARE IL BENE AL PROSSIMO.

ORA SORGE E DOMINA L’OPPOSTO  :

UN VORTICE NON UMANO CHE VUOLE IL MALE E IL DOLORE DEL PROSSIMO

E CHE POI RICERCA ARGOMENTAZIONI RAZIONALI PER MOTIVARE IL MALE CHE DESIDERA INFLIGGERE.

 

IRRITAZIONE LATENTE E SEDIMENTATA AVVOLGE DI RABBIA LE CEREBRALITA’ FISICIZZATE.

CUPO CONTINUO MALEDIRE IN CUI L’ODIARE SI NUTRE DEL MANCATO AMORE

MUTANDO IN IMPLACABILE LIVORE QUELLA DEVOZIONE VERSO UNA PERFEZIONE AFFERMATRICE

CHE PIU’ NON SI RIESCE A CONCEPIRE.

 

I SERVI DEL DOPPIO ARIMANICO DIVENTANO ORDA

E I LAMENTI CHE LANCIANO INCONTRO ALLA NOTTE SONO ISTERICHE SFIDE DI CRUDA FOLLIA.

OGNI FERITA ALLA CELESTE BELTA’ DIVENTA UNA META IMPELLENTE DA PRETENDERE IN BRANCO.

IL DIRITTO DI ERIGERE INFERNI MORALI E’ PRETESO E OTTENUTO FRA NORME GIURIDICHE FORMULATE DA OSSESSI.

 

MA IL PROBLEMA REALE E’ CHE NON VIDERO MAI QUEL BENE CONTRO CUI PURE SI SCAGLIANO.

NON VISSERO MAI FRA LE ARMONIE SOVRUMANE CONTRO CUI  -ALLUCINATI- INVEISCONO.

MAI RESPIRARONO FRA LE POTENZE FORMANTI DELL’UNICO BENE.

 

OCCORRE UNA LUCE TANTO DIRETTA  CHE POSSA FOLGORARE IL MALE

IMPRIMENDO L’EVIDENZA DEL RICORDO SOVRUMANO NELLE COSCIENZE OTTENEBRATE.

ESSENZA LOGOS DELL’AUREO IRRAGGIARE DALLE FONTI IMMATERIALI DEL PENSARE.

SOLE SOVRUMANO DELLA SOLA MERAVIGLIA IN CUI LA NUOVA DEVOZIONE E’ DESTA E PUO’ ISPIRARE.

 

SOLTANTO L’ATTO DEL PENSARE PUO’ TACITARE IL CONTINUO BLATERARE DELLE CEREBRALITA’ IMMERSE NEL MALIGNO.

SOLTANTO L’ESSENZA COSCIENTE DELL’IO -CHE VIVE  ALL’INTERNO DEI PENSIERI-  PUO’ DECIDERE DI CONTEMPLARE LA FONTE DA CUI IL PENSARE SORGE.

 

SOLTANTO IL VIVERE STRENUAMENTE TENTANDO DI MANTENERE COSCIENTE E UNITO IL SENSO DI UN INSIEME DI CONCETTI CEREBRALI :

OSSIA UN INSIEME DI RICORDI LOGICI ERETTI PER POTERLI CONTEMPLARE NELL’ESSENZA LORO :

PUO’ INNALZARE OLTRE LE SOGLIE DELL’UMANO DECADERE E PUO’ PORRE AL COSPETTO DI UN VALORE SOVRUMANO

CHE E’ INTERNO ALL’ESSENZA STESSA DEL MISTERO DELL’INTELLIGENZA IN UOMO.

 

UN AUREO VALORE SORGE DALL’IMMERGERSI VOLITIVO NEL POTERE UNIFICANTE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA UN INSIEME DI CONCETTI.

UNA QUALITA’ SOTTILE CHE SOLO NEL TEMPO VERRA’ RICONOSCIUTA COME SOLA MEDICINA NEI RIGUARDI DELL’UMANO DECADERE.

UN LIVELLO DI SANITA’ INTERIORE CONGIUNTO AL POTERE UNITIVO E COSCIENTE DEL PENSARE.

 

IL RITO DEI NUOVI TEMPI.

 

COME UN RESPIRARE NEL SOVRUMANO PER POI REIMMERGERSI NELL’UMANO QUOTIDIANO E GRADUALMENTE –STRENUAMENTE- CONSUMARNE I VELENI.

REINNALZANDO E REDIMENDO.

RICONSACRANDO.

 

ATTO DI SOLA LUCE VOLITIVA.

NELL’IMMANE CONTINUO FORARE LE TENEBRE CEREBRALI IN CUI SI DECIDONO I DESTINI DEL MONDO.

 

ATTO DI LUCE DI LAVACRO E DI RESPIRO IN CUI TORNANDO OGGETTIVA LA MERAVIGLIA  :  TORNA LA VERA DEVOZIONE.

 

IMPREVISTO IMPREVEDIBILE ED IMPOSSIBILE INTRICO DI ENTI CHE ABITAVANO I MEANDRI INTELLETTUALI E FETIDI DELLE CEREBRALITA :

MOSTRA I SUOI VOLTI ORRIBILI MENTRE CEDE LE SUE FORZE ALLE FISIONOMIE DIVINE CHE –NETTE LINEARI ARMONIOSE E CALDE- IRROMPONO.

VOLUTE E CONCESSE NEGLI ATTI DI LIBERTA’ COMPIUTI.

 

NEL CONTINUO IRRAGGIARE DELL’UNICO REDIMERE RIPOSTO IN CENTRO AL SOLE IN CUI IL VIVENTE LOGOS RISPONDE E INNALZA E CREA.

 

RICAMBIO MORALE NELLA LIBERTA’ DI ACUME.

 

E POSSENTE SI FA IL LIEVISSIMO VALORE.

 

 

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://folgoperis.blogspot.com/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/article-ascesi-del-pensiero-62747149.html

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Terza Parte – quarta visione

qr0u

 ..

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

Tavola IX
Quarta visione della terza parte

In questa tavola viene rappresentato il ciclo vitale umano giunto a termine terreno e la sua prosecuzione nel regno spirituale.

Il corpo fisico (quadrato e città interne) è abbandonato dall’Anima (donna) e cade in dissoluzione.

L’Anima, che nell’uomo è passata attraverso la vita terrena (veste verde) e ha trasformato in gioielli le sue buone azioni e in perle tutte le sofferenze, si presenta al cospetto della divinità.

L’Io umano che ha vissuto in quel corpo è al tempo stesso contessuto con lo psicopompo (essere alato) che nelle mani di Dio Padre (mani blu) rimette il suo spirito, perché si faccia la sua volontà (testa nel ventre); il  giudizio sarà emesso nelle sfere planetarie (specchi nelle ali) che dovrà attraversare.

Ala destra

Via e Verità

Io sono la porta

di tutti gli arcani di Dio

Sono la

manifestazione di tutti i beni

Ala sinistra

Sono lo specchio in cui si valuta  l’intenzione degli eletti

Dicci se sei colui che  deve regnare

sul popolo di Israele

Tavola IX

.

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA, SCIENZA DELLO SPIRITO

CAMPANULE BIANCHE di VLADIMIR SERGEEVIČ SOLOV’ËV

1campanula_persicifolia_alba

⚜️

CAMPANULE BIANCHE.

Quante ne fiorirono, or non è molto,
candido mare in mezzo al bosco!
Una brezza tiepida le cullava ondosa,
proteggeva la loro fragile bellezza.

Sfiorisce la bellezza, sfiorisce:
si è appannata la corolla bianconivea,
ed è come se tutto il mondo appassisse…
fra le tombe io sto solitario.

«Noi, tuoi bianchi pensieri, viviamo
sul ciglio dei sacri sentieri dell’anima.
Per una strada tetra tu erri,
noi nel silenzio immoti splendiamo.

Non noi proteggeva il vento folleggiante:
noi potremmo proteggerti dalle tempeste.
Affrettati a raggiungerci attraverso il piovoso occidente:
per te noi siamo il meridione sereno.

Se la nebbia ottenebra la vista,
se echeggiò un tuono sinistro –
fiorisce il nostro cuore, e sospira…
Vieni, e ne saprai il perché».

*

ARTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO, VLADIMIR SERGEEVIČ SOLOV’ËV

FRAMMENTI

Novalis

۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩۩

.

Il fenomeno eterno, quello più mirabile è la nostra esistenza.

*

Il mistero più grande, per l’uomo, è lui stesso.

*

La vita è l’inizio della morte.

*

La vita esiste per amore della morte.

*

La morte è insieme compimento e principio, al tempo stesso separazione e più stretta unione.

*

Quando uno spirito muore diventa uomo.

*

Quando muore un uomo, diventa spirito.

*

Libera morte dello spirito, libera morte dell’uomo.

*

Per mezzo della vita futura si può salvare e nobilitare la vita passata.

*

Comprenderemo il mondo comprendendo noi stessi, poiché noi e il mondo siamo due metà che vanno insieme.

*

Tutto è seme.

*

La natura non può essere spiegata statisticamente, bensì solo nel suo diventare moralità. Un giorno non dovrà più esservi una natura: essa deve gradualmente trasformarsi in un mondo di spiriti.

*

L’uomo è il messia della natura.

*

La forza matematica è forza ordinatrice. Ogni scienza matematica tende a ridiventare filosofica – a diventare animata o razionalizzata – indi poetica – infine morale – ultimamente religiosa.

*

Secondo Kant la matematica pura e la scienza naturale pura si applicano alle forme della realtà esteriore. Qual è allora la scienza che si applica alle forme della realtà interiore? Esiste anche una conoscenza extrasensibile? Si apre anche un’altra via per uscire da se stessi e pervenire ad altri esseri o a risentirne l’azione?

*

Solo in questo mondo noi siamo questi esseri limitati, ma non limitati per sempre.

*

Noi siamo congiunti con l’invisibile più strettamente che col visibile.

*

L’umanità è il senso superiore di questo pianeta, il nervo che lo congiunge col mondo di sopra, l’occhio che esso innalza al cielo.

*

L’universo è in tutto l’analogo dell’essere umano, in corpo, anima e spirito: questo l’abbreviatura, l’altro l’allungatura della medesima sostanza.

*

Il sole è nell’astronomia quello che Dio è nella dottrina religiosa.

*

Noi siamo in missione: siamo chiamati a formare la terra.

*

Tutta la nostra vita è servizio divino.

*

Con la formazione e la solidità del pensare cresce la libertà.

*

Libertà e amore sono una cosa sola.

*

Dio è l’amore. L’amore è la realtà suprema – il fondamento primo.

*

Il cuore è la chiave del mondo e della vita.

*

Così Cristo è certamente la chiave del mondo.

*

L’amore è lo scopo finale della storia universale – l’amen dell’universo.

.

Novalis

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

ARTE E TERAPIA

muse

****************************

Cari amici lettori,

è arrivato un po’ di caldo e subito s’avvicina la tentazione di batter fiacca…Massimo diceva: “Stanchi o col mal di denti, il teorema di Pitagora continua ad essere vero” intendendo che si può pensare in ogni condizione.

Vabbè, sono troppo esigente. Rallento il passo e mi dirigo su temi più generici che non riguardino gli esercizi essenziali ma che in taluni casi possono essere attività assai utili. Poi, come sempre ognuno farà (o non farà) ciò che reputa interessante, necessario o ininfluente. 

Qui non si tratta di “creazioni artistiche” ma di una semplici pratiche elementari che stimolino forze creative e curative per l’anima ed il corpo. Ogni arte trova applicazione nelle forze che operano nell’uomo: la forma, il ritmo e la materia informe. Tratto perciò brevemente di musica, di pittura e di scultura. 

Musica: 

E’ l’arte più diretta in relazione al sistema ritmico e alla sfera del sentire. Tensioni e abbandoni, cupezza e gaiezza, dissonanze e armonie sembrano fatte per esprimere le disposizioni dell’anima oscillante tra gioia e dolore. Potenza certa e come lo spirito governa il sentire che s’innalza o ricade in seno all’anima. Come il calore in altro modo, la musica irraggia e attraversa il nostro essere sino alla sfera del movimento e agisce sui nostri istinti, la volontà ed il ritmo sanguigno. Poiché ha origine nei Cieli che sono anche patria dell’uomo, ha il potere di ristabilire armonia tra opposte tendenze a cui ci trascinano le cangianti impressioni sensorie per ricondurci all’ordine dell’eternità. Un tempo percepita come “armonia delle sfere” e infatti nella gamma delle sette note, negli intervalli e nella misura si riflettono le leggi numeriche cosmiche che ritroviamo nel moto planetario e nel passaggio del sole attraverso i dodici segni dello zodiaco. L’accelerazione o il rallentamento di un pianeta è sottomessa alla legge matematica della vibrazione armonica che regola anche la sonorità delle corde strumentali. 

La musica è veramente un’eco del macrocosmo. Certo che ognuno la sente differentemente, ma si può dire che porta nell’anima una risonanza delle sfere immortali. Richiamandosi alla realtà dello Spirito in noi, chiunque può sperimentare che la vera musica ispira il bene e l’aiuta a trionfare sugli impulsi cattivi. Per contro, le musiche degenerate hanno un effetto opposto (disgregano le formazioni ‘delicate’ del corpo eterico); se l’anima non è ancora sotto l’autorità dell’Io, è frequente al giorno d’oggi che pensiero, sentimento e volontà tendano ad una precoce indipendenza gli uni dagli altri.

Però è la musica che permette allo spirito d’intervenire nella vita animica. Si sa da tantissimo che accompagnando il lavoro fisico lo rende più leggero grazie all’elemento ritmico: l’anima può volare sulle ali della melodia quando il metro scandisce il moto delle membra. E’ solo una delle influenze, tra altre ben più sottili, che una terapeutica può utilizzare con profitto. 

Pittura: 

La pittura e il mondo dei colori hanno un rapporto con le forze del cuore. Come i colori nascono da un’oscillazione tra luce e tenebre, così l’anima vive tra le mille sfumature che le emozioni suscitano tra la luce e le tenebre interiori. Essa sente la salute quando, in una sorta di respirazione psichica, si dà al mondo per poi ritirarsi in sé stessa. Se tale ritmo è sregolato, si producono molteplici danni nella respirazione e nella circolazione, alludendo da un lato ai processi nervosi, dall’altro ai fenomeni digestivi.

Quando dipingiamo, doniamo forma esteriore ad immagini interiori. Traduciamo le impressioni ricevute dall’ambiente o da immagini che ascendono in noi: corrispondentemente ad una inspirazione ed espirazione. Dipingere è oscillare continuamente tra l’azione e la contemplazione e tra i due interviene un “giudizio di sentimento” che guida il tocco del pennello. Bisogna provare almeno una volta per comprendere l’analogia che esiste tra le due fasi della pittura ‘terapeutica’ e quelle della respirazione. Molti tra quelli che non sono abituati a contemplare il mondo circostante si meravigliano dopo qualche esercitazione, che l’anima si arricchisce, che si coglie nel percepito le sfumature più svariate, che la sensibilità si apre alla bellezza delle forme naturali. La respirazione si fa più profonda e conduce a prendere parte più attiva nei confronti delle sensazioni dateci dalla vita giornaliera. A quelli troppo esclusivamente legati a idee astratte e fisse, il colore che fluttua insegna come svincolarsi dalla rigidezza e respirare più liberamente.

La pittura ha uno spazio d’applicazione assai ampio in tutti i problemi che si rapportano tra l’individuo ed il suo ambiente. L’amore per il mondo dei colori ci rende più indulgenti e più pazienti: sveglia più interesse per gli esseri e le cose della vita.

Più siamo capaci di fare ‘immagini’ di uomini, cose e avvenimenti, portiamo più comprensione e simpatia al mondo in cui viviamo.

Un ricordo personale: stavo per uscire dal suo studio quando Massimo mi disse: “Se hai un po’ di tempo, prova a dipingere. Ti farà bene” Mi spiazzò un poco. 

Scultura: 

E’ ancora diversa l’azione dello scolpire. La creta, la cera, la pasta da modellare che la mano impasta sono sostanze terrestri. Esse devono prendere forma. Quando si pratica quest’arte per un certo tempo, non ci si sente soltanto fermi sul suolo terrestre ma ci si muove con più sicurezza poiché si percepiscono meglio le forze spaziali. Si rendono in effetti più attivi i sensi del tatto e dell’equilibrio.

La ‘fermezza’ delle forme scolpite non deve tuttavia condurre all’indurimento ed è per questo che il movimento delle forme gioca un grande ruolo. Le forme organiche evolvono secondo una necessità interna e ciò suscita una profonda calma. Tale calma agisce fino agli organi e gli fortifica.

La scultura fa appello alla volontà per guidare l’attività delle membra; insegna a orientarsi ed adattarsi alle leggi dello spazio nella realizzazione di forme concepite dal pensiero. Se il dominio della corporeità è difettoso e si producono malanni come vertigini, angosce, perdita dell’orientamento, in tali casi la scultura è risanante. La sua azione si fa sentire nei problemi interiori legati alla mancanza di concentrazione, perdita di memoria e manifestazioni nervose diverse (da eccitazioni leggere a malattie nervose più serie).

 Ci sarebbero tante altre cose da scrivere, ma col caldo che arriva…

 

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

… SE UNO …

(Nutrimento di luce di Marina Sagramora)

*********

Se uno

ha veramente a cuore la sapienza,

non la ricerchi in vani giri,

come di chi volesse raccogliere le foglie

cadute da una pianta e già disperse dal vento,

sperando di rimetterle sul ramo.

La sapienza è una pianta che rinasce

solo dalla radice, una e molteplice.

Chi vuol vederla frondeggiare alla luce

discenda nel profondo, là dove opera il dio,

segua il germoglio nel suo cammino verticale

e avrà del retto desiderio il retto

adempimento: dovunque egli sia

non gli occorre altro viaggio.

*

(Margherita Guidacci)

ARTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Terza Parte – terza visione

 ..

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

Tavola VIII
Terza visione della terza parte

In questa tavola è rappresentata l’Anima che fa da ponte tra l’elemento cosmico e  il corpo fisico umano (quadrato) vivificandolo con la sua acqua di vita.

Rappresentate nelle virtù:

Carità, Umiltà e Pace nell’essere umano tripartito corrispondono:

Spirito – pensare – anima cosciente – (figura con viso rosso) Pace

Anima – sentire – anima senziente – Umiltà

Corpo – volere – anima razionale – Carità.

Acqua di vita nella quale affondano le loro radici donando nutrimento vitale umano.

Al lavoro silenzioso che l’anima opera nella corporeità è dovuto lo stato di salute, di Grazia e  ogni miracolo di guarigione, essendo l’Anima sempre contigua al mondo spirituale (nube con i Santi); riceve sostanzialità dai pianeti (castelli nella città di Dio), che sono governati dall’armonia che l’Anima riesce a stabilire.

Tav. VIII

Tavola VIII

.

************************************

 

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

 

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

 

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA, SCIENZA DELLO SPIRITO

L'ESSERE ANGELICO

chagall_theBirthday


L’essere angelico che attendiamo

Viene quando si è pronti

Meritarlo significa amarsi per amare

L’essere angelico che attendiamo

Muta continuamente forma

Quando si crede preso

L’abbiamo già perso

L’essere angelico che attendiamo

Ci invia continuamente segnali

Avvisi mai colti

Perché troppo pieni di noi e troppo vuoti d’amore!

L’essere angelico che attendiamo

È una ricerca continua d’amore

Cercata però su falsi piani

Lontani dalla vera sede … il Cuore

E per questo continuamente perso

*

BARTOLO MADARO

ARTE, POESIA

Una Volontà Solare (di A. Onofri)

arturo onofriscrittoregiovannetti olympia

L’alto movente, ch’ eccita ogni stasi

del passato a riprender contatto

col volere che intima nuove fasi

in avanti alla terra, urta di scatto

le resistenze nere

illuse di volere.

 

Volontà d’ uomo è solo movimento

verso il proprio rinascere immortale

e il desisterne è morte, è il fuoco spento

d’antichi dei, nel corpo minerale

ove l’ uomo è feticcio

irreale e terriccio.

 

Dal cherubico volto di Michele

splende in mondialità, senza arrestarsi,

l’ uomo che crea divine parentele

fra il suo futuro e gli esseri scomparsi,

che fu lui stesso, ma

senza sua volontà.

 

Raggia, da quel divino aspetto, il fuoco

della parola-dio, che uccide il mostro

superstite nel nostro sangue fioco;

e in quel volto risuscita, ma nostro,

l’ onnipotente aiuto

già da noi ricevuto.

 

Ora il nostro risveglio umano è l’ atto

che induce, fatto spada eccelsa, stasi

del passato a riprender contatto

col voler nostro, ch’ eccita altre fasi

in avanti alla terra.

E santa è questa guerra.

*

Arturo Onofri

ARTE, ARTURO ONOFRI, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

TRE GESTA (di V. S. SOLOV’ËV)


Il caos e la violenza dopo “La morte di Orfeo” – Chrispijn Van Den Broeck, 1558 – Uffizi

.
TRE GESTA

Quando la docile pietra si scoprirà

dinanzi allo scalpello nella sua luminosa bellezza,

e la potente fiamma dell’ispirazione

avrà dato corpo e vita al tuo sogno,

giunto al limite sacro

non creder l’impresa compiuta:

dal corpo divino non attendere

amore, o Pigmalione.

L’amore abbisogna di una nuova vittoria.

Strapiomba lo scoglio sul baratro.

Te, Perseo, te, Alcide,

Andromeda chiama angosciata.

Verso l’abisso balza l’alato destriero,

s’erge e si abbassa lo scudo di specchio:

specchiatosi, il drago sprofonda

inghiottito nella voragine.

.

Ma risorgerà l’occulto nemico:

non dar fiato al corno di vittoria.

Ben presto, ben presto si muterà in banchetto

funebre il convito della felicità e dell’amore.

Si spengeranno i concenti di gioia;

saranno di nuovo e dolore e lacrime e tenebre…

Euridice, Euridice

non per il tuo amore fu salva.

.

Ma sorgi: non piegarti

con anima stanca dinanzi al fato:

inerme, indifeso,

sfida la morte a mortal tenzone.

E alla soglia crepuscolare,

nella folla dell’ombre piangenti,

ammaliati gli dèi

ti riconosceranno, Orfeo.

Le onde del canto trionfante

hanno scosso le volte dell’Ade,

e restituisce il Signore

della pallida morte Euridice.

*

ARTE, POESIA, VLADIMIR SERGEEVIČ SOLOV’ËV
Torna in alto