LA VIA DELLA CONCENTRAZIONE (di F. De Pascale)

🟠

La Via della Concentrazione è una Via asperrima: una Via poco o punto amata dalle “anime belle” in perenne ricerca di animiche “consolazioni” per rimanere quello che sono e permanere in quello che sono. Ma può essere paradossalmente amata da quelle orsolupesche anime, che vogliono cessare di essere quello che purtroppo ancora sono, per cominciare ad essere autenticamente ciò che possono osare essere: lo Spirito.

Per me, sin dal principio, la Concentrazione è stata un aspro apprendistato, che ancor dura. Apprendistato che non solo neppure accenna a iniziare a finire, ma che addirittura sta tuttora continuando a iniziare. Sembra un giuoco di parole, ma – credetemi – non lo è affatto.

Massimo Scaligero affermava che la Concentrazione – l’esercizio a sé sufficiente per chi ne abbia la forza e l’audacia – è l’esercizio del novizio neofita e dell’Iniziato. Perché non si finisce mai d’impararla. E, per quel che mi riguarda, non finisco mai d’iniziare ad impararla. E’ vero – sempre Massimo Scaligero dixit – che “nello Spirito non si sta, nello Spirito si è”.

Iniziai, diciannovenne, a praticarla come una cosa – per me che venivo dalle Vie orientali e da un passato alquanto agitato – veramente impossibile: una pratica alla quale tutto l’essere corporeo e animico si ribellava. E trovavo ridicolo che per dire cosa era un oggetto mi ci volesse un tempo enorme, esagerato. Della contemplazione del concetto, poi, non se ne parlava proprio.

Negli anni – nei decenni – la Concentrazione è divenuta sempre più scarna, ma anche questo bisogna conquistarselo a viva forza. E non è affatto scontato il poterlo fare sempre. Ciò che è conquistato, deve essere sempre di nuovo – come fosse la prima volta – riconquistato. E non aiuta l’aver vinto in passato. Nello Spirituale di rendita non si vive. Occorre – OGNI VOLTA – portarsi, con sforzo, dal gelo e dall’aridità all’incandescenza e allo slancio. Non sempre ci si riesce. Ma se si è costanti e fedeli nei periodi di tenebra e di aridità, quando meno ce lo si aspetterebbe, irrompe in noi la travolgenza di una forza assoluta dello Spirito, che ci scioglie dall’incrampimento tetanico, fluidifica dall’impietramento la volontà, restituisce il respiro spirituale. E poi si ricomincia.

Questo sino a quando non si realizzi quella trasformazione vitale-spirituale, che fa sì che la consacrazione allo Spirito, ogni volta tentata, conquistata e poi smarrita, non divenga “memoria interiore”. Ma anche allora le cose non divengono più facili. Anzi divengono difficili al massimo, MA in tal caso si avrà la forza per tutto osare – oltre ogni limite umano – osare ogni volta l’atto assoluto, senza risparmio, che esaurisce l’umano, e realizza lo Spirituale autentico. Ossia come era scritto sulla tomba di un Iniziato del Settecento: “NATUS QUAECUMQUE AUDERE”, ovvero “nato a tutto osare”.

Per questo, i lupacci paradossalmente amano ciò che le “anime belle” trovano poco o punto amabile: la Concentrazione.

___________________________________________

SCIENZA DELLO SPIRITO

UNA LEZIONE ESOTERICA (di R. Steiner)

𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒐’ 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒅𝒊𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊, 𝒏𝒆𝒍 𝒘𝒆𝒃, 𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂 𝒖𝒏 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒓𝒐𝒎𝒑𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒍𝒖𝒗𝒊𝒐 𝒊𝒏𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒓𝒐𝒕𝒕𝒐, 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀ 𝒏𝒐𝒏 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒓𝒈𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒆. 𝑰𝒏 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒂 𝒂𝒃𝒃𝒐𝒏𝒅𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒆̀ 𝒓𝒊𝒕𝒓𝒂𝒓𝒔𝒊, 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆, 𝒐 𝒇𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒔𝒊𝒏𝒐 𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒏𝒂𝒖𝒔𝒆𝒂. 𝑨𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒎𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒕𝒎𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒂𝒍 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒊𝒏𝒇𝒂𝒔𝒕𝒊𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆.
𝑬𝒄𝒐 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒅𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝑳’𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒕𝒊𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒏𝒂 𝑺𝒂𝒈𝒓𝒂𝒎𝒐𝒓𝒂. 𝑰𝒍 𝑩𝒍𝒐𝒈 𝒏𝒂𝒄𝒒𝒖𝒆 𝒏𝒆𝒍 2013, 𝒎𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂𝒗𝒂𝒎𝒐 𝑳’𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒕𝒊𝒑𝒐 𝒔𝒖𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒄𝒆𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒖𝒎𝒇𝒓𝒆𝒆 𝒅𝒊 𝑬𝒄𝒐. 𝑺𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒂𝒗𝒆𝒓 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒑𝒐’ 𝒅𝒊 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂, 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝑺𝒊𝒈𝒏𝒐𝒓𝒂 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒏𝒂 𝑺𝒂𝒈𝒓𝒂𝒎𝒐𝒓𝒂. 𝑬’ 𝒖𝒏 𝒄𝒂𝒔𝒐 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆, 𝒐 𝒇𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒐 𝒆̀, 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒍’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒔𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒈𝒂 𝒍𝒂 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 – 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒆𝒏𝒅𝒐, 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒅𝒂 𝑳’ 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒕𝒊𝒑𝒐 – 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒐𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝑳’𝑨𝒓𝒄𝒉𝒆𝒕𝒊𝒑𝒐 𝒉𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒄𝒆𝒎𝒃𝒓𝒆 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐, 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒄𝒐 𝑨𝒍𝒍𝒂𝒔𝒊𝒂. 𝑵𝒐𝒊 𝒅𝒊 𝑬𝒄𝒐 𝒍’𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒕𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒊𝒏𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒂𝒍 𝒅𝒊 𝒍𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒆𝒕𝒕𝒊 ( 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒓𝒊𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒐, 𝒗𝒐𝒍𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒂 𝒊𝒏𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝑪𝒐𝒍𝒂𝒛𝒛𝒂) 𝒎𝒂𝒈𝒂𝒓𝒊 𝒓𝒊𝒑𝒆𝒕𝒖𝒕𝒊 𝒎𝒂 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒓𝒊𝒏𝒏𝒐𝒗𝒆𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒅𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒕𝒆𝒊𝒏𝒆𝒓. 𝑬 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆𝒏𝒅𝒐𝒍𝒂 𝒄𝒊 𝒆𝒓𝒂𝒗𝒂𝒎𝒐 𝒓𝒊𝒑𝒓𝒐𝒎𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒆𝒓𝒍𝒂. 𝑶𝒗𝒗𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊 𝒎𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂𝒍𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒗𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒐𝒇𝒇𝒓𝒐𝒏𝒐 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒎𝒆𝒔𝒆, 𝒅𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒊 𝒂𝒏𝒏𝒊 ’90 (𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 𝒊𝒏 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒂𝒄𝒆𝒂) 𝒆 𝒊𝒍 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒂𝒇𝒇𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒆𝒓𝒂̀ 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒏𝒖𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒖𝒊 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒆𝒅 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊.
𝑫𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒎𝒊𝒏𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒍’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒏𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝑳𝒆𝒊 𝒍’𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒎𝒐, 𝒄𝒉e 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒄𝒊 𝒔𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒃𝒖𝒐𝒏 𝒂𝒖𝒔𝒑𝒊𝒄𝒊𝒐, 𝒂 𝒏𝒐𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒍 𝑺𝒖𝒐 𝒇𝒆𝒅𝒆𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒆𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒆 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐, 𝒂 𝒏𝒐𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒂 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒘𝒆𝒃 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒄𝒊 𝒔𝒊 𝒔𝒇𝒊𝒐𝒓𝒂, 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆 𝒏𝒂𝒗𝒊𝒈𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊.

ECO

_______________________________________

Lezione esoterica

 

Come nei numeri precedenti, persone presenti alla Lezione esoterica di Rudolf Steiner hanno preso appunti in modo diverso. In questo caso le tre versioni che presentiamo differiscono di poco ma si integrano tra loro, rendendo piú completa la trascrizione.

 

Versione A

Lucifero e Ahrimane

Attraverso i nostri esercizi penetriamo gradualmente nel mondo spirituale, ma ciò non è possibile senza contemporaneamente entrare in contatto con Lucifero e Ahrimane. Nella Bibbia troviamo la storia della caduta dell’uomo nel peccato originale, attraverso il quale Lucifero e piú tardi Ahrimane hanno acquisito la loro influenza sugli esseri umani. Hanno un tale effetto sull’uomo che, quando questi sale nel mondo spirituale, ha difficoltà a sopportare il proprio Io. Alcune persone non tollerano nemmeno il segno esteriore dell’Io nel mondo fisico, cioè svengono quando vedono il sangue.

La caduta dell’uomo ci ha dato l’autocoscienza, ma con una limitazione, e ogni volta che facciamo un passo avanti nella conoscenza di noi stessi, nuove tentazioni si avvicinano a noi nella misura in cui possiamo sopportarle. Come l’uomo è limitato nel suo corpo fisico per quanto riguarda il grado di sopportazione del dolore, cosí sono limitate le forze con cui possiamo sopportare i mondi superiori.

Poiché Lucifero e Ahrimane ci hanno allontanato dal paradiso quando siamo caduti nel peccato, essi sono anche quelli che incontriamo quando vogliamo entrare nel mondo spirituale attraverso la meditazione, e che ci fanno sentire i nostri limiti.

Ahrimane è all’interno di ciò che è spirituale, nei suoni, nelle parole e in tutto ciò che può essere udito. Bisogna sempre diffidare di questi, perché c’è della falsità nel linguaggio umano, che si differenzia nelle varie lingue delle nazioni. Non del tutto, ovviamente, altrimenti chiunque aprisse bocca per parlare sarebbe destinato a mentire. Quanta verità c’è nel linguaggio, altrettanta verità può esserci nelle “voci”. Se le voci dicessero sempre la verità, allora Lucifero non avrebbe dovuto dire durante la tentazione: «Sarete come gli Dei», ma avrebbe dovuto dire: «Sto mentendo».

Lucifero dà le visioni. Dovete superarle, altrimenti non riuscirete a rompere il guscio che circonda ogni essere umano e che copre il vero mondo spirituale. Le visioni e le voci sono intorno a noi come il guscio che circonda il pulcino nell’uovo. Potreste, forse, vedere un angelo in una visione e, quando penetrerete attraverso la visione, l’angelo si trasformerà in un serpente, il segno di Lucifero, perché lui è apparso sotto forma di serpente anche durante la tentazione. O forse vedrete il colore blu nella meditazione: se lo attraversate, il blu può scomparire e diventare rosso, e allora diventa evidente che abbiamo visto le nostre passioni.

A causa della tentazione di Lucifero, l’uomo non ha ricevuto tutto ciò che hanno gli Dei; ha ricevuto una conoscenza prematura, ma non la vita. Ciò significa che tutto ciò che riconosciamo e percepiamo è permeato da Lucifero e Ahrimane. Fondamentalmente è cosí anche per il contenuto dei nostri esercizi. Se si guardano i propri esercizi, si vedrà che sono concepiti in modo tale da non fare mai appello all’egoismo umano, cosa che molte persone trovano molto spiacevole. Non meditiamo sull’“amore” o sulla “verità” perché tutto ciò non farebbe altro che promuovere l’egoismo. Ma concetti come “luce” e “calore” che si trovano nei nostri esercizi sono cose del mondo fisico che l’uomo conosce inizialmente solo attraverso i sensi fisici. Questi sono ancora tutti doni di Lucifero. Pertanto, dopo la meditazione dovremmo abbandonare il contenuto e svuotare completamente la nostra anima anche da queste impressioni; cosí facendo rinunciamo a tutto ciò che proviene da Lucifero e Ahrimane e ci prepariamo per il puro mondo spirituale. Allora il mondo dei sensi scompare per noi e si apre davanti a noi il mondo spirituale, che non ha nulla in comune con il mondo fisico.

 

La persona comune è come un pulcino che considera il suo guscio d’uovo come il mondo reale. Se il pulcino potesse percepire l’interno del suo guscio d’uovo, non lo vedrebbe piccolo, ma molto ingrandito, anzi, grande come noi vediamo il nostro mondo. Vedrebbe il contenuto del guscio come il mondo intero. È cosí che vediamo il nostro guscio d’uovo, cioè la nostra aura, che si estende intorno a noi come la volta azzurra del cielo. Se rompiamo il guscio, il Sole e la Luna si oscurano, le stelle cadono sulla Terra e al loro posto si dispiega il mondo spirituale.

Le persone vivono nel loro guscio d’uovo, la loro aura. Gli Elohim ci hanno dato la nostra aura che, a causa della caduta, e attraverso il peccato originale, è diventata come un guscio intorno a noi, e noi ci siamo dentro come il pulcino nell’uovo. Il cielo e le stelle sono il nostro limite e dobbiamo romperlo con la nostra forza dell’anima, proprio come il pulcino deve sfondare il guscio con le proprie forze. Allora entriamo in un nuovo mondo, proprio come il pulcino ha un nuovo mondo davanti a sé quando si trascina fuori dall’uovo. E poiché in realtà tutti gli uomini hanno attorno lo stesso guscio d’uovo, potrebbe anche nascere un’astronomia come quella che abbiamo oggi, che permette ai corpi celesti di muoversi nella volta celeste.

Il guscio dell’uovo è questo: Ex Deo nascimur. Per poterlo sfondare e portare qualcosa con noi nel mondo spirituale, dobbiamo portare con noi ciò che dal mondo esterno, cioè dal mondo spirituale, penetra nel nostro involucro, ciò che abbiamo in comune: cioè il Cristo. E per ciò diciamo: In Christo morimur e spe­riamo che quando avremo sfondato il guscio con l’aiuto del Cristo, saremo risorti: Per Spiritum Sanctum reviviscimus.

Versione B

Dovremmo percepire la lotta con Lucifero come la soppressione della meditazione [si tratta di spegnere il contenuto della meditazione dopo la meditazione, vedi piú sotto e la versione A]. Dobbiamo acquisire una comprensione della cosiddetta Caduta dell’uomo. Una cosa simile si sperimenta quando si diventa esoteristi. Cosa fa l’uomo quando diventa esoterista? Anticipa qualcosa che l’umanità dovrà affrontare in seguito. E ogni volta che l’uomo non vuole davvero andare avanti nel modo normale, la tentazione arriva per prima. Lucifero ci tenta quando sentiamo delle voci dentro di noi che ci parlano nella nostra lingua. Dall’altra parte non parlano questa lingua, parlano un’altra lingua: ecco perché dobbiamo dire a queste voci: «State tutti mentendo!». Ahrimane cerca di mostrarcelo attraverso le immagini.

Dobbiamo penetrare sia le voci che le immagini per arrivare alla verità. A titolo di esempio si riporta quanto segue: pensiamo al pulcino che è nell’uovo prima di uscire. Ha il guscio dell’uovo intorno a sé, questo è ciò che il pulcino sa e ciò che vede, ciò che vede dall’interno, proprio come noi, che come guscio dell’uovo intorno a noi abbiamo e vediamo il cielo e tutto, tutto ciò che l’occhio vede. Questo è tutto l’uovo visto dall’interno. Anche la nostra aura la vediamo dall’interno. Dobbiamo attraversare, rompere questo guscio d’uovo, proprio come il pulcino lo fora con il suo becco, lo butta via ed entra in un nuovo mondo, solo allora entriamo nel mondo degli esseri divino-spirituali, delle Gerarchie.

 

Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo abbandonare tutto nella meditazione, spegnere tutto ciò che vuol presentarsi a noi sotto forma di altri pensieri e sentimenti, a parte il contenuto della meditazione. Ma poi dobbiamo anche abbandonare questo, spegnerlo e rimanere comunque coscienti, questa è la parte significativa, questo è ciò che dobbiamo sentire.

Lucifero vive nel pensiero, anche nel pensiero della meditazione. Perciò facciamo un patto con Lucifero nel pensiero della meditazione. Ora dobbiamo lasciar cadere il pensiero nella meditazione, cioè renderci vuoti, far cadere il contenuto della meditazione, staccare il potere del pensiero dal pensare. Attraverso la volontaria soppressione con la coscienza sveglia uccidiamo consapevolmente ciò che viene da Lucifero.

È la creazione di un’attenzione focalizzata senza un oggetto. Essere attenti a un oggetto è l’inizio della meditazione, poi bisogna distogliere l’attenzione e restituire il pensare agli Dei; questa è la cosa importante. Solo allora si entra nel vero mondo spirituale.

Dopo che l’uomo ha ceduto alla tentazione di Lucifero, che gli ha detto: «Sarai come gli Dei!», allora la divinità disse: «No». E gli Dei tolsero la vita a ciò che Lucifero gli ha dato, cioè gli infliggono la morte.

Quando si entra nel mondo spirituale, si fa l’esperienza della forza che forma plasticamente la corporeità umana; ci si ritrova dietro se stessi. La forza del giudizio, del discernimento tra il bene e il male è quello che l’uomo impara a conoscere attraverso Lucifero.

Il corpo ha dei limiti su come può sopportare il dolore. Quando questo limite viene superato, si verifica lo svenimento. Anche l’anima ha dei limiti, in essa allora si verifica l’incoscienza.

Staccando il pensiero dal cervello, si sperimenta se stessi al di fuori del proprio cervello. È come avere delle correnti che circolano nel proprio cervello; è cosí che ci si sente. In seguito, ci si muove letteralmente intorno al proprio cervello. Se si continua a pensare in modo ordinario e ci si sente connessi con i processi che altrimenti lo precedono sempre, [ci si sente connessi] con ciò attraverso cui sorge il processo di pensiero, allora si conosce una sensazione che si può esprimere in questo modo: si ha letteralmente paura di arrivare al punto di avere un pensiero. Nella comunicazione di tali verità e fatti, di queste idee spirituali, che si sono sperimentate al di fuori del cervello, è necessario un certo superamento, perché ora si conosce ciò che funziona effettivamente nell’essere umano. Si vede il processo di distruzione del pensiero ordinario. Il ricercatore spirituale riesce per un po’ a non esercitare il processo di distruzione. Si mette lí accanto al suo cervello. La devozione all’universo senza attività fa parte della ricerca spirituale. Allora il ricercatore spirituale impara a fare volontariamente tutto ciò che gli uomini altrimenti fanno involontariamente nel sonno. Il ricercatore spirituale impara a sentire tutte le funzioni del corpo, la respirazione, le ghiandole eccetera eccetera, e sta di fronte all’intero essere umano esternamente, lo sente dall’esterno. A ciò arriva il ricercatore spirituale attraverso la devozione e l’approfondimento delle forze dell’anima, del pensiero e soprattutto del sentimento.

 

Vedersi fuori di sé

In una tale meditazione, in una simile immaginazione, bisogna essere con il cuore. Dovremmo meditare emotivamente, allora non solo saremo fuori dal nostro cervello con la nostra forza di pensiero, ma gireremo intorno all’intero essere umano. Allora sorge la consapevolezza: «Tu c’eri prima del concepimento, sei sceso in questa incarnazione!». Si guarda oltre la vita terrena. Questa è una tipica esperienza occulta: è come se un fulmine dividesse il corpo in due! L’esperienza è descritta con un’im­magine: è come se il fulmine attraversasse una casa, attraversasse il vostro corpo e lo portasse via.

È un’esperienza sconvolgente! È l’esperienza di avvicinarsi alla morte! Ora sapete e vedete qual è l’essenza animico-spirituale dell’uomo!

Poi si deve anche imparare a concentrare la propria volontà in modo disinteressato sull’attività esterna e quotidiana nel campo del parlare. Proprio come attraverso il sentimento si può staccare il potere del pensiero dal cervello e dall’intera persona, cosí si può staccare la forza della parola può essere distaccata dalla parola stessa. I movimenti della parola devono essere silenziosi, non si deve permettere che si arrivi a parlare. Bisogna esercitarsi in questo senso, interiormente, spiritualmente e animicamente, ma interiormente si continua a esercitare la stessa attività di quando si parla. Bisogna portarlo a un punto tale da non permettere al suono di entrare nei nostri nervi. Ciò che altrimenti si usa per parlare deve rimanere nel gesto.

Il mantra, la meditazione non è un concetto, ma è semplicemente sperimentare il suono internamente. Ascoltiamo noi stessi, ma non lasciamo che si arrivi al punto di parlare. In questo modo conosceremo le nostre vite terrene precedenti: questa è la vera memoria. Le forze dell’anima ci permettono di guardare nella vita oltre la nascita e il concepimento; le forze della volontà ci mostrano le vite precedenti sulla Terra.

Versione C

 

Cos’è la Caduta dell’uomo? È successo qualcosa che ha effettivamente plasmato lo sviluppo dell’umanità in modo diverso da come avrebbe dovuto essere secondo il volere degli Dei e di Jahvè in particolare. L’uomo sarebbe dovuto diventare una creatura che avrebbe dovuto seguire gli istinti degli Dei, proprio come l’animale segue i suoi istinti. Ma ora gli veniva data la distinzione tra bene e male, la conoscenza terrena. Essa gli ha insegnato a giudicare, ma prima gli ha anche tolto la conoscenza del cielo. E l’esoterista, oltre alla conoscenza terrena, si impegna a conquistare “l’altra” conoscenza, quella del mondo spirituale. Non si sente piú a suo agio come il resto delle persone che semplicemente vivono; per lui si presentano, in effetti, doveri e responsabilità gravi, per esempio verso la verità. Sa che se in una incarnazione ha detto a qualcuno una falsità, deve fare ammenda dicendo la verità. Questo non è sempre facile, può anche essere terribilmente difficile, ma deve essere fatto, perché il karma deve essere compiuto. L’esoterista può sentire, ad esempio, che qualcosa lo soffoca in gola, quello è lo spirito della verità che vuole che la falsità venga sradicata. L’esoterista deve accettarlo come un avvertimento a dire la verità. Oppure, in un altro caso, può sentire una sensazione di formicolío nel sangue. Questi sono gli egoismi nascosti che sono presenti nell’Io; finché l’uomo li nasconde, non vuole vederli, ciò si esprime nel fatto che l’uomo non può vedere l’espressione dell’Io egoistico, il sangue. Sviene alla vista del sangue, cioè si nasconde agli egoismi che formicolano dentro.

Le forze luciferiche ed ahrimaniche agiscono ovunque, e l’esoterista le conosce molto da vicino, deve combattere con loro e non deve sottrarsi alla lotta. L’uomo ha ricevuto la conoscenza terrena attraverso il serpente, attraverso Lucifero; deve portarla avanti fino alla morte, perché la morte è una conseguenza della conoscenza terrena. L’uomo deve imparare a sentire la Terra interiormente morta [illeggibile nel testo manoscritto…], deve essere in grado di spegnere il suo pensiero e tuttavia rimanere un essere umano sveglio e consapevole. Il contenuto della sua meditazione gli è stato dato nelle parole del linguaggio umano, ma il linguaggio è opera di Lucifero (la Torre di Babele); [le parole] hanno oscurato il vero linguaggio umano, la lingua originaria. Cosí l’uomo ha dovuto ricevere un contenuto luciferico sin dentro la sua meditazione. Se ora l’uomo crede di sentire delle voci in certi stadi dello sviluppo spirituale, e se queste parlano in una lingua qualsiasi, deve già sapere da questo: quello è Lucifero, quella è una menzogna, e attraverso un’ener­gica forza interiore deve rompere il guscio di queste menzogne per arrivare alla verità, cioè al vero mondo spirituale, che gli viene coperto da questo involucro. E quando crede di vedere immagini, lí per primo è all’opera Ahrimane.

 

Angelo e demonioL’essere umano è come un pulcino in un uovo, che crede che il guscio di questo uovo sia come uno specchio e legge da esso ciò che è lui stesso. Poi l’uomo deve avere di nuovo la forza interiore, se per esempio gli appare un angelo, di penetrare attraverso questa immagine con il potere interiore della conoscenza, e allora un diavolo apparirà dalla trasformazione dell’angelo. Il pulcino poteva credere che il suo guscio fosse l’universo, e anche la gente crede la stessa cosa. Sono bloccati nel loro guscio d’uovo e credono che questo involucro blu dell’uovo del mondo, in cui vedono le stelle, il Sole e la Luna, sia il mondo. Non è cosí. Fanno la stessa cosa che fa il pulcino, ma quando questo pulcino rompe il guscio con la sua forza, allora è come una persona che, con la sua forza interiore, rompa il guscio dell’uovo cosmico, che crede essere tutto il mondo. Allora vede che ciò che gli astronomi dicono del Sole, della Luna e delle stelle è velleitario, vede il mondo delle Gerarchie e il loro regnare e il loro operare, ma per lui le stelle cadono e il Sole e la Luna perdono il loro aspetto fisico. Poi esce nel mondo del Padre, che è il creatore dell’uovo del mon­do che in precedenza era il suo mondo. L’uomo entra in questo mondo attraverso la morte, ma anche attraverso l’Iniziazione. Il Cristo appartiene ad entrambi i mondi, al mondo originario ma anche al mondo dell’uovo, perché ha fatto il sacrificio di entrarvi e di operarvi, affinché attraverso di lui gli uomini potessero trovare la forza interiore per rompere il guscio ed entrare nel mondo delle Gerarchie: il mondo dello Spirito Santo. In Christo morimur significa lasciar morire la conoscenza terrena affinché la conoscenza celeste possa risplendere.

Come il corpo raggiunge i limiti della sua capacità di sopportare e poi non può andare oltre e sviene per l’eccesso di dolore, cosí anche l’anima ha dei limiti nella sua capacità di sopportazione. Allora non può piú andare oltre e deve fare ciò che lo spirito di verità le chiede: tagliare il nodo.

L’anima si sente circondata dalla propria forza come da un guscio. Deve rompere questo guscio e Lucifero e Ahrimane sono proprio lí.

Versione D

La Caduta dell’uomo può essere sperimentata nuovamente sul sentiero esoterico, poiché la tentazione si frappone a ogni progresso umano.

Chi diventa esoterista deve rendersi conto che deve prendere la vita in modo diverso dall’exoterista. Fisicamente si può anestetizzare il dolore, ma mentalmente non si può piú intorpidire se stessi. Bisogna sapere che se si dice una menzogna, la si dovrà correggere in una vita successiva, che si dovrà dire la verità, ma con un senso di vergogna. Il corpo può sopportare solo una certa quantità di dolore, poi sviene e si perde il controllo del proprio Io. Anime deboli, possono anche svenire per paura o terrore. Quando un’anima immatura che ha un’inclinazione psichica entra rapidamente attraverso gli esercizi nel mondo spirituale, allora cade anche lí in uno stordimento: sono le voci che ci parlano nelle nostre lingue che Lucifero pone davanti al mondo spirituale. Bisogna quindi fare appello a una grande forza d’animo per gridare loro: «State mentendo». Allora si fermano. Ahrimane si oppone a noi nell’immaginazione. Alcune persone vedono un angelo; quando focalizzano lo sguardo su di lui, scompare nella nebbia e al suo posto si erge un diavolo. Un’apparizione ha un colore blu; se la si guarda da vicino, diventa rossa e indica che c’è ancora un desiderio dentro di noi.

 

Oltre le stelleL’essere umano si trova nell’aura delle sue illusioni, anche per quanto riguarda l’ambiente fisico, come un pulcino nel guscio di un uovo. Per en­trare nel mondo spirituale dobbiamo superare questa barriera. Dobbiamo quindi prima imparare a capire il lin­guaggio del mondo spirituale, e per farlo dobbiamo riempirci di qualcosa che ci è arrivato da lí, nel nostro gu­scio d’uovo: dobbiamo portare quello con noi, cioè è l’Impulso-Cristo. Die­tro la maya della volta celeste troviamo allora le Gerarchie. Nelle nostre meditazioni abbiamo qualcosa (una parte) che appartiene al regno di Lucifero, quindi ci colleghiamo con Lucifero. Se poi spegniamo la meditazione, spegniamo ogni pensiero, chiamiamo la nostra anima a combattere con Lucifero.

 

Rudolf Steiner

 


Conferenza tenuta a Copenaghen il 15 ottobre 1913.

O.O. N° 266/3.

Traduzione di Marco Allasia.

Da appunti dei presenti non rivisti dall’autore.

Grazie a MARINA SAGRAMORA

MARINA SAGRAMORA, MATERIALI DI STUDIO, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-GENNAIO 2025

ANNUNCI, MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

ALLELUJA (di Händel) e NATALE (di R. Steiner)

ALLELUJAH-Händel

⭐️

QUEST’ANNO IL GRUPPO DI ECO E’ PIU’ SPARUTO. E’ UN NATALE PIU PROFONDO E SENTITO NELLE NOSTRE ANIME. TANTO PIU’ CI MANCANO I NOSTRI CARI AMICI FRANCO DE PASCALE E FABRIZIO CARUSO, TANTO PIU’ ESSI SONO PRESENTI CON IL LORO CALORE POTENTE. INESPRIMIBILE LA NOSTRA GRATITUDINE PER CIO’ CHE CI HANNO DONATO E INSEGNATO.

ECOANTROPOSOPHIA AUGURA BUON NATALE A TUTTI I SUOI AMICI E LETTORI.

*

NATALE

Dorme

L’anima della Terra

Nel caldo tempo d’estate;

Chiaro allora

Lo specchio del Sole

Irradia nell’esteriore spazio.

.

Sveglia

E’ l’anima della Terra

Nel freddo tempo d’inverno;

Spiritualmente allora

Risplende il vero Sole

Nell’essere interiore.

.

Gioioso giorno d’estate.

E’ sonno della Terra

Notte sacra d’inverno

E’ giorno della Terra. 

*

(Rudolf Steiner)

_______________

Traduzione versi Steiner-  Editrice Trani- Trieste – 1939

 

ALBERO DI NATALE, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA

SOLSTIZIO INTERIORE (di F. Caruso)

🔴

SOLE LOGOS DELL’IO

LA NOTTE NEL GELO E’ SILENZIO ASSOLUTO.
ALTISSIMA FIAMMA SI MUOVE E COSTRINGE LE OMBRE A DANZARE.
CUORI RIUNITI OSSERVANO IL SOLE CHE NELLA FIAMMA IN PARTE RINASCE.
IN ATTESA DELLA RINASCITA VERA CHE IN CIELO SI ANNUNCIA.

ORO SOLARE SI APPRESTA NEI CIELI INFINITI
E L’ANIME UMANE ATTENDONO IL POTERE DI LUCE CHE INCORONA LA GLORIA.
ORO E CELESTE FULGORE DISSETANO I CUORI CHE MANTENNERO FEDE.
CHE RICORDO MANTENNERO DEL SOLE FULGENTE NEL PIU’ NERO AFFOGARE.

LA NOTTE COMINCIA A TREMARE MENTRE L’AUREO CELESTE RISORGE AL CALORE.
E’ VITTORIA PERENNE CHE PERENNE RINNOVA IL MISTERO DEL VERO SPLENDORE.

UN ABISSO E’ TRASCESO E SQUARCIATO POICHE’ IL SOLE RISORGE
E DISEGNA LE FORME DEL VERO CHE LA LUCE STRAPPA ALLA NOTTE DEL CIECO AMMASSARE.

LA LUCE RISORGE E IMPONE LE FORME DEL LORO VERO VALORE A TUTTI GLI ENTI DEL MONDO.
LA TERRA SI PIEGA ALLE GERARCHIE DEL NUDO INTERNO VALORE CHE LE FORME DEL MONDO RIAPPARSE NON POSSONO PIU’ NELLA NOTTE DISTRUTTA CELARE.

IL SOLE DISCENDE NEI CUORI DEGLI UOMINI ATTRAVERSO IL LORO RINATO VEDERE LA LUCE OPERARE NEL MONDO TERRENO.
IL SOLE SI RIACCENDE NEI CUORI STREMATI E CONCEDE IL POTERE DI TRAVOLGERE IL MALE POICHE’ LA NOTTE NON PUO’ PIU’ ALLEVARE GLI OSCURI LANGUORI-MENZOGNA.

RISORTA E’ LA LUCE E PERMETTE IL RICORDO MORALE DEL CALORE DEL BENE.

SOLE LOGOS RIAPPARE PER CHI ELEVANDOSI LO PUO’ RICORDARE.


HELIOS FK AZIONE SOLARE

🔥

_________________________________________________

*

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://folgoperis.blogspot.com/

http://lampisilenti.blogspot.it/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

http://folgoperis.blogspot.it/2014/07/ascesi-del-pensiero.html

ALBERO DI NATALE, ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, LE TREDICI NOTTI SANTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO,

DAL DIVIN FONDO DELL’ESSER NOSTRO

Il culto del Sol Invictus

*

Io sento

Come sciolto da incantesimo

Il Figliuol de lo Spirto

In seno all’anima;

In chiara purità di cuor

L’ha generato

Il sacro Verbo dei Mondi,

Della Speranza Frutto celestiale,

Che giubilando cresce

In lontananze eteree,

Dal divin fondo

Dell’esser mio.

(Rudolf Steiner)

*

In molti settori della spiritualità moderna si crede oggi che sia giusta volontà il caricare gli impulsi ed emozioni, gli entusiasmi verso i pensieri positivi o piacevoli, credendo ciò bastante ad assicurare conseguimenti di forza di pensiero tali da assicurare, quantomeno, comportamenti sinceri, buoni e fraterni .

In parole povere non pensiamo a liberare la volontà ma a caricarla ed alimentarla sempre e solo col sentire prigioniero: un solo sentimento generico deputato al cambiamento di quel pensiero, al mutamento di quella mente che porterebbe così a raggiungimenti di dimensioni solari credute mete profetizzate già dall’antico.

Direi che questa pratica, invece che un pensiero forza genera un pensiero… forzato, di quella energia che tiene oggi in piedi molta new age e svariati spiritualismi da banco, il grande nuovo bussiness del secolo, che ha contaminato anche l’antroposofia.

Parole vuote di un linguaggio romantico e positivo ma rigide come involucro, ingabbiante, e nello stesso tempo impermeabile allo Spirito.

Le verità spirituali sono ridotte a luoghi comuni in cui si insinua il proprio personale brevetto riducendo impunemente il sacrificio di Iniziati a comuni e universali ineluttabili iniziazioni… per esaltare se stessi.

Le verità di Steiner sono ritenute bruscolini quando vanno a cozzare con le nostre debolezze: rimandare la disciplina interiore è vizio risaputo. E questo sarebbe il minimo se non che si può peggiorare la situazione andando ad avversare per sciocco ed inutile amor proprio, ma sempre per interesse personale, proprio l’essenza  su cui si regge quella scienza spirituale che tanto ha ammaliato e nella quale si continua a sguazzare senza decidersi a nuotare.

Una contraddizione plateale e chiarissima alla quale sarebbe preferibile un bel silenzio compunto, almeno non si cadrebbe nel ridicolo, facilmente individuabile ad una semplice analisi logico razionale di ciò che senzientemente si dichiara.

E’ caratteristica umana formularsi pensieri alti e comportarsi non di conseguenza. La natura è forte. Così anche la nuova meta raggiunta e conseguita da pochi nel sacrario occidentale rischia di diventare per gli altri natura morta, pensato, una medicina fra tante che come unici effetti sa dare unicamente assuefazione ed effetti collaterali, una droga, un ritornello, un mantra che ci ripetiamo solo per illuderci e per non “pensare quello che si dovrebbe pensare”.

E così dell’Io solamente si parla, si studia e si fanno conferenze e congressi, ma non se ne fa esperienza. Sì, è giusto pensarne come siamo abituati a fare, spinti dal dovere e dal sentimento, è giusto usare il nostro pensiero migliore, quello forte pensante spinto fino alla sua ultima istanza, ma al limite di questo pensiero pensante non c’è un termine, una fine: un altro grande scenario si apre, lo scenario dell’Uomo. Si tratta di uno scenario che va oltre la forza del razionale, oltre la barriera cerebrale, quella forza che può essere cavalcata e domata, convertita perché conduca oltre, al nostro Io e….

Eppure l’uomo può aver ragione della forza della natura per farne il proprio “sacro finalismo”.

Ma il metodo non è  visualizzazione, non è donarsi a ossessivi pensieri suggeriti dalle leggi di attrazione che vorremmo attivare per sperimentare poteri occulti e poteri terreni di abbondanza. Questi sono i lacci più stretti che possano esistere… : desideri primitivi che si convertono in altre brame più raffinate. E’ merce antica che non merita nemmeno di essere messa in saldo, il negoziante disonesto la camuffa perché non venga riconosciuta e la riespone come nuova ai maniaci dello shopping.

E le promesse e le descrizioni delle nuove schiere di profeti da strapazzo che siamo tentati di imitare e/o seguire, affondano ancora di più l’uomo nelle sabbie mobili, nominando invano il nome del Cristo per rifiutarlo e tradirlo nello stesso momento della sua pronuncia: nella perpetuazione di quella forza d’inerzia che ci conduce, sorda ed inesorabile: la stessa della natura.

Il metodo non è godimento nè sogno, non è parola morta nostra o di altri che possa regalare alcunchè di vero.

Morire davvero bisogna, morire davvero con tutta la nostra volontà vera conquistata in una viva esperienza quotidiana e fedele, morire di una morte che non dona sensualità e piacere terreno, di una morte che possa testimoniare la verità di quell’amore che diciamo di amare. Di quell’amore che non è un sentire malato da nutrire ancora con rinnovate dosi di sostanze allucinogene, di quell’amore che non bisogna rivestire di tecniche di PNL e similari, o di linguaggio di moda del momento.

Di quell’amore che non si trova nelle stanze dei congressi o nei luoghi di eventi e raduni, che non si trova nei libri, che non si trova nemmeno qui in internet ma bensì nel luogo più ignorato, più reietto e disprezzato del mondo (disprezzato prima di tutto da se stessi).

Un luogo da scoprire, raggiungere, conoscere e poi da inabitare: in noi è la Via, la Verità e la Vita. Quella piccola luce del pensiero  deve accendersi e volgersi a se stesso, ripercorrersi su quella via che dal riflesso può portare fino alla causa della sua sorgente: la Verità; dalla immagine morta a Ciò che la produce, per individuarsi, conoscersi.

Per  poi Vivere, veramente.

____________________________________________

🌻

_________________________________________________

La traduzione dei versi di Rudolf Steiner: Casa editrice Trani-Trieste-anno1939

ALBERO DI NATALE, LE TREDICI NOTTI SANTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

IL PIENO DEL VUOTO (di M. Sagramora)

(Catacombe di S. Callisto-ROMA)

🟡

Dal GianicoloEra un sabato mattina. Una passeggiata lungo il viale del Gianicolo con Massimo Scaligero. Pace, calma, tempo sereno. Poi, sul piazzale, confusi ai tanti turisti in ammirazione davanti al panorama, uno sguardo dall’alto della città di Roma. Un panorama fantastico, unico. Io mi espressi con frasi di meraviglia per la bellezza di quanto si offriva ai nostri occhi. Lui mi guardò e aggiunse, alle mie parole: «Dobbiamo essere grati al mondo spirituale per vedere il vuoto là dove è il pieno: questa per noi è una protezione».

Stetti per un po’ a pensare a cosa significassero quelle parole, poi chiesi: «Da cosa siamo protetti?».

«Dal vedere ciò che ci circonda e che potrebbe essere fonte per noi di paura, di smarrimento o di angoscia».

«In che senso?».

«Non siamo preparati a “vedere”, quindi vediamo il vuoto là dove c’è il pieno».

«Ma chi lavora con gli esercizi, con la disciplina interiore, potrebbe arrivare a vedere?» insistetti io.

«Certamente, ma al termine di un lungo cammino».

«Ma io non potrei vedere?…». La mia sfrontatezza, a distanza di anni, mi fa vergognare di me stessa. Ma allora ero sicura di essere già abbastanza avanti nella strada. Non sapevo certo a quell’epoca che dopo sessant’anni avrei realizzato di essere ancora all’inizio del percorso».

«Ti spaventeresti e non sarebbe giusto per il momento».

«Anche se potessi solo per poco tempo?».

«Sarebbe una visione difficile da accettare».

«Eppure io vorrei averla, questa visione, anche solo per un attimo».

La mia insistenza continuò per un po’, con l’improntitudine della giovinezza e la sicurezza di me stessa che con il tempo si è, giustamente, del tutto ridimensionata.

Alla fine Massimo mi accontentò.

Mentre guardavo davanti a me, in silenzio, improvvisamente vidi.

Tutto il vasto cielo che incombeva sul panorama era fitto di esseri di ogni genere, e cosí il piazzale in cui stavamo insieme ai visitatori e ai turisti. C’erano entità luminose insieme a entità oscure, esseri elementari di ogni tipo e grandezza, dai piú piccoli ai piú grandi, di bell’aspetto o buffi o anche alquanto sgradevoli alla vista. E poi una quantità di esseri demoniaci, scuri, orribili a vedersi, alcuni anche attaccati alle persone che gremivano il piazzale. Tutto era in movimento e gli esseri, muovendosi, sia i luminosi, angelici, sia i cupi, demoniaci, si intersecavano l’uno nell’altro, non avendo uno spazio delimitato ognuno escludente l’altro, ma piuttosto fluido e mutevole.

Ero ghiacciata dalla testa ai piedi, impietrita. L’immagine credo sia durata pochi secondi, ma per me è stato un tempo lunghissimo, che mi ha lasciato senza parola.

Ci siamo incamminati in silenzio sulla via del ritorno. Non avevo il coraggio di commentare.

Massimo ogni tanto mi dava un sguardo per vedere come avevo reagito alla visione. La sua presenza era per me una sicurezza, per cui non mostravo segni di angoscia.

Però quella fu una lezione che ho serbato sempre gelosamente in me e che mi è servita a capire quanto ci sia da lavorare interiormente per arrivare ad avere uno sguardo sulla realtà del mondo che ci circonda, di cui cogliamo soltanto quanto ci permettono i nostri sensi fisici. Ed è una vera protezione, come diceva Massimo.

Alcuni hanno come dono la possibilità di vedere “il pieno del vuoto”, sia perché sono dei Maestri, sia perché forse l’hanno conquistato, come discepoli, in una vita precedente.

Ci sono però anche delle persone che per qualche ragione karmica hanno squarciato il velo di protezione e vedono ciò che non sono in grado di sostenere, e allora vengono considerati pazzi e per questo tenuti dalla medicina ufficiale sotto psicofarmaci.

 

Istruito da un Angelo

Altri possono invece essere degli aiutatori, e pongono il loro dono di veggenza al servizio degli altri. Questo è ciò che ognuno di noi dovrebbe aspirare ad essere: un aiutatore in grado di vedere e comprendere i nostri fratelli, in accordo con le entità angeliche che si mostrano e danno il loro consiglio, se ne siamo degni.

Questo era il lavoro che facevano i “buoni uomini” del catarismo, nel periodo che va dal 1100 al 1250 circa, cosí come in passato era accaduto per i bogomili e ancora prima per i manichei. Essi consigliavano, imponevano le mani sul capo dei malati, che venivano guariti, e dei posseduti, che venivano liberati. L’efficacia del loro aiuto poneva un termine di paragone troppo alto per la Chiesa petrina, che li sterminò con la “Santa Inquisizione” e i roghi.

Ed è quanto potrebbe ripetersi anche per chi oggi, seguendo in maniera vera e attiva, non passiva e dialettica, volesse attuare fino in fondo ciò che la Scienza dello Spirito insegna.

Il nostro è il nuovo catarismo, tanto che un giorno Rudolf Steiner, durante una riunione e guardando il pubblico, disse che molti seduti lí in passato erano stati dei catari.

 

Nuove catacombeMassimo Scaligero affermava che dopo il Duemila si sarebbe verificato un periodo che lui definiva “delle nuove catacombe”. Era evidentemente un modo per esprimere il fatto che il lavoro esoterico piú alto scientifico-spirituale sarebbe stato avversato e si sarebbe dovuti ricorrere al segreto “catacombale”. Non siamo ancora giunti a questo, ma dato ciò che la comunità umana sta esprimendo in questo periodo, non sembra lontano quel tempo, né evitabile.

Prepariamo quindi le forze necessarie per sostenere la visione del “pieno del vuoto”, e anche la conseguente possibilità di ricevere il sostegno dei Maestri e delle Entità angeliche, per dare a nostra volta aiuto e consiglio a chi ne ha necessità, in questa società che non ha ancora trovato la Via che Duemila anni fa ci è stata insegnata dalla Divinità fattasi uomo tra noi: la sola che conduce alla salvezza.

_________________________________________

Grazie a Marina Sagramora-L’Archetipo

Immagini testata e di copertina: affresco e cunicoli catacombe San Callisto-Roma

MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AGIRE NEL PROFONDO DELL’ANIMA

🔴

Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni bui avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare verso l’oscurità liberticida.

Ricordo a tutti loro che la vera libertà si conquista nell’arrestare il flusso di pensieri angoscianti e di paure e quindi essa inizia da un lavoro quotidiano su noi stessi.

Dobbiamo imparare a dominare il flusso di pensieri che ci perseguita. Non esiste libertà senza silenzio interiore. Non esiste silenzio senza il dominio dei concetti. Il pilota automatico di pensieri che ronzano nella nostra testa è il vero nemico.

L’Arte della Concentrazione ci insegna ad esercitare il dominio su questo mortale intossicamento dell’anima. Come il musicista si esercita con lo strumento musicale noi dobbiamo esercitarci quotidianamente nell’Arte della Concentrazione interiore. Come il musicista si abbandona all’ascolto dei grandi compositori prediletti, cosí noi dobbiamo trovare la Luce nella direzione spirituale verso cui ci sentiamo chiamati.

Non esistono piú religioni imposte, neppure quella della cosiddetta scienza che viene inculcata nelle menti dei piú deboli. Sta alla nostra libertà trovare la direzione verso il Divino. E vi garantisco che la giusta pratica del dominio del concetto, ovvero l’arte quotidiana della Concentrazione, unita agli esercizi indicatici come fondamentali da Rudolf Steiner e approfonditi nella loro esecuzione da Massimo Scaligero, sono la porta verso la Luce e verso l’Amore.

Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni orrendi di ingiustizie tremende (e paventate), si rendono conto della situazione aberrante verso cui le Forze Oscure ci stanno sospingendo.

Sto parlando a quelli che avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare in direzione di una barbarie tecno-informatica.

Non trasformerete nulla nella società senza la volontà di trasformare voi stessi. Non concluderete nulla se non troverete il coraggio di esercitarvi quotidianamente nell’Arte della Concentrazione, della disciplina interiore e nella preghiera riconoscente e quotidiana.

Seduti in silenzio in una comoda poltrona iniziate la rivoluzione! Quando Luce e Amore saranno scesi in voi, allora avrete l’autorevolezza e la serenità per parlare al vostro prossimo.

E la vostra parola allora avrà vita e sarà esempio trascinante nei confronti degli spaventati e degli atterriti.

Vi accorgerete ad un certo punto che il Male (quello vero) non è degli uomini o degli esseri medium che ne sono portatori (l’élite che sembra oggi comandare il mondo), ma di potenze invisibili che possiamo combattere solo partendo da noi stessi.

Per la nostra salvezza e per quella di coloro che verranno dopo di noi, è giusto manifestare, ma ancor piú giusto agire nel profondo dell’anima.

Decidete allora se volete stare dalla parte dei travolti o dalla parte dei salvati. Salvati dalla consapevolezza che il lavoro interiore quotidiano è la chiave di volta della salvezza.

_______________________________

🪈

SCIENZA DELLO SPIRITO

ANIMA NOBILE E’ LA META (di F. Caruso)

🏔️

𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀.

𝑨𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒈𝒊𝒖𝒔𝒕𝒊𝒛𝒊𝒂.

𝑨𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐.

𝑺𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒂𝒔𝒄𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒊𝒆𝒓𝒆.

𝑼𝒏𝒂 𝒑𝒖𝒓𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒖𝒂𝒓𝒆.

𝑼𝒏 𝒍𝒊𝒎𝒊𝒕𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒄𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆.

𝑳𝒖𝒄𝒊𝒅𝒂 𝒂𝒔𝒄𝒆𝒔𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆

– 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒆 –

𝒆̀ 𝒑𝒖𝒓𝒂.

𝑺𝒐𝒍𝒊𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒆𝒅𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂

𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒍𝒆𝒗𝒂𝒕𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆,

𝒄𝒖𝒔𝒕𝒐𝒅𝒊𝒔𝒄𝒆, 𝒆̀.

𝑨𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒗𝒆𝒕𝒕𝒆

𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒎𝒖𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒍𝒖𝒎𝒃𝒆𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒑𝒖𝒔𝒄𝒐𝒍𝒐

𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒊𝒛𝒊𝒂 𝒊𝒏 𝒄𝒓𝒊𝒔𝒕𝒂𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒖𝒓𝒐𝒓𝒂.

𝑨𝒏𝒊𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒂

𝑻𝒂𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐𝒏𝒐.

_________________

🔥

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-DICEMBRE 2024

ANNUNCI, MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

FABRIZIO CARUSO, IN MEMORIA

🟠

Due giorni fa, il 27 novembre, Fabrizio Caruso, FK AZIONE SOLARE per noi di Ecoantroposophia, discepolo di Massimo Scaligero, ha varcato la soglia.

Silente ma sempre presente, ci è stato sempre accanto da prima che nascesse Ecoantroposophia. 

Silenzioso si affiancò a noi, allora alquanto rumorosi, sul forum on line della Società Antroposofica che poi fu chiuso, dal quale fummo cacciati, ma ci restò al fianco sempre e noi abbiamo sempre sentito il calore, il fuoco, della sua presenza. Non abbiamo fatto in tempo a raccontargli che quella stessa Società, ben 15 anni dopo, ha spedito un invito di partecipazione per il Convegno di Napoli,  a quegli “stessi ragazzi” che fondarono il Blog Ecoantroposophia.

Umile, discreto e dignitoso, Fabrizio suscitava in noi sempre un grande rispetto senza richiederne, però un rispetto mai più grande di quello che lui a noi riversava, che riversava a tutti: un grande Asceta, un essere nobile,  di una razza superiore. 

Sempre il suo pensiero si levava in alto fra le nubi a ritrovare la Luce, nella certezza della Vittoria: ogni sua lirica lo testimoniava – mentre, con la prosa, nei suoi scritti declinava la sintesi dei suoi Pensieri – e sempre tutto col suo tipico stile virile e nobile spirito.  

Quale dono più grande di questo suo Pensiero costante alla Vittoria  poteva lasciare ai suoi amici?

Perchè non sarà facile rimanere anche senza di Te Fabrizio, e non avremmo creduto di rimanere così dolenti per la separazione, un vuoto sconcertante: cercheremo nel tempo di fare tesoro del Tuo esempio fedele alla Via,  in questa maniera Ti terremo sempre con noi. 

Grazie infinite per averci onorato della  Tua amicizia.

Continua a vegliare su di noi.

Ave, Fabrizio!

________________________________________________________

ANNUNCI, ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

PICCOLO SOLE (di Savitri)

(Assunta-Tintoretto-Dipinto in Chiesa di S. Fosca-Venezia)

*

“Un giorno ti leverai col tuo vero corpo.

Non sognerai piú oasi nel miraggio del sogno.

Separerai la parte di te che è sempre presente: 

sulla terra – dove chi eri entrerà nel sogno – 

percorrerai sentieri che trattengono l’orme.

Ma il miracolo è adesso: la forza di colui 

che sta destandosi mentre sogna se stesso 

sveglio e addormentato, è questo il mistero:

il continuo tendere a raggiungere il Sé

che sfugge alle apparenze.”

☀️

Ora all’orizzonte il piccolo sole si leva 

con amore penetrando la notte:

e la Madre apre il manto sulla Vite 

vittoriosa dal grembo della terra.

Ha inizio dei Tralci il primo giorno di vita: 

l’unione mistica nel sacrificio del sé

Al Sole di Mezzanotte.

(hierós gámos-verso Il Santo Graal)
( S. S. )

________________________________________

🌻

ARTE, PENSARE MASSIMO (poesie di Savitri), POESIA

IL SILENZIO SACRO (di F. De Pascale)

Un nudo silenzio impersonale è ora la mia mente,
un mondo di visione chiara e inimitabile,
un volume di silenzio firmato da una Divinità,
una grandiosità scevra di pensiero,vergine di volontà.

Un giorno sulle sue pagine l’Ignoranza poteva scrivere
in uno sgorbio dell’intelletto la cieca congettura del Tempo
e lasciare pallidi messaggi di luce d’un sol giorno,
cibo per anime che errano al margine della Natura.
Ma ora ascolto una parola più grande
nata dal raggio muto, invisibile, onnisciente:
la Voce che solo l’orecchio del Silenzio ha udito
balza emessa da una gloria eterna di Luce.
Da una vastità e da una pace intatta tutto passa
a tumulto di gioia in un mare di ampio riposo.

(Sri Aurobindo da “Last poems”)

🔵

La mia orsolupesca animaccia – che viene da varie parti, con intenti ingiuriosi, definita “pagana”, ingiuria che mi fa troppissimo onore e che cercherò di meritare sempre più – sente fortemente il fascino delle antiche misteriosofie eleusine, orfiche, pitagoriche, platoniche, mitriache, isiache e osiriane, etrusche e romane. E di quelle antiche misteriosofie – oramai per sempre trascorse, come la “irremeabilis unda” del mio amato Virgilio, nella traseunte espressione formale e storica, ma NON certo nel contenuto di eternità – ho molto amato il SILENZIO sacro!

Il motto – eleusino, orfico e pitagorico – “Sygè kài Alètheia”, ossia “Silenzio e Verità”, è valido oggi come 2000 anni fa, e un grande Maestro d’Oriente, un Saggio molto amato da Massimo Scaligero, Ramana Maharshi, diceva che il Silenzio è l’Upadesha, l’Insegnamento, più elevato, e delle varie “forme” d’Iniziazione che il Guru può donare – quella silente, quella per toccamento, quella verbale, quella rituale – quella del Silenzio è la più elevata ed efficace, della quale purtroppo pochissimi discepoli son tanto maturi da giovarsene. E questo mi ricorda i lunghi silenzi, narratimi da chi lo conobbe, di Giovanni Colazza, o i lunghi, ermetici, silenzi di Massimo Scaligero nei quali immergeva alcuni di noi.

Religioni e filosofie che a tale silenzio si sottrassero degenerarono nella dialettica – la grande traditrice dello Spirito – e nell’intellettualismo – il grande assassino di ogni forma di spiritualità – ed accompagnarono sovente tale tradimento e assassinio con quella sciropposa, edulcorata sentimentalità, spacciata per “via dell’anima”, conseguenza della rinuncia all’autentica impresa spirituale e al coraggio di voler essere liberi, nonché patetico surrogato, assieme all’attivismo, della consacrazione allo Spirito.

Questo, e non un “residuale dono divino” sono quelle forme di spiritualità sfaldata, e la stessa Antroposofia, nella misura in cui cada nella dialettica, nell’intellettualismo, nell’attivismo e nel sentimentalismo, non è certo migliore, anzi è sicuramente molto peggiore delle varie forme di spiritualità sfaldata che oggi si fanno concorrenza in quel mondo di “mercanti di birra e venditori di trippa”, che è l’attuale, mediocre e bottegaio, immondo mercato esoterico!

Meglio tacere.

___________________________

SCIENZA DELLO SPIRITO

CONFERENZA DI MASSIMO SCALIGERO DEL 10/9/1975: AUDIO E TRASCRIZIONE

*

VORREI CHE CI PARLASSI DI PADRE PIO

Padre Pio, dal 29 aprile pubbliche dieci foto autentiche e ...

E perché no? Eh… era una simpaticissima persona, un uomo veramente religioso, profondamente dedito… col Cristo e quindi capace anche di dare un grande aiuto… e anche di far funzionare il meccanismo del prodigio, del miracolo, perché era un uomo di grande fede e anche ispiratore delle forze di fede. 

Era piuttosto brusco, certe volte anche severo: è capitato spesso che prendesse a calci qualcuno, perché quello che soprattutto lo irritava era la finzione, la finzione religiosa che purtroppo è inevitabile, proprio come fatto non cosciente. Mentre amava molto la sincerità e questa lui la sentiva perché era… aveva una certa veggenza.

Tuttavia, rappresenta un personaggio di una schiera che tramonta, che non ci può essere più perché, perché l’epoca del credere è finita, è l’epoca del conoscere. Quindi Padre Pio è stato un grande aiutatore di una serie di esseri che ancora avevano bisogno dell’aiuto del cristianesimo mediante il sentimento. Ora però, questo è un aiuto che si può dire esaurito, perché nella sfera del sentire non è più possibile avere un rapporto con il Cristo senza che ci sia una animosissima azione sollecitatrice e suscitatrice. E allora non è soltanto il sentire, è una volontà profonda, una volontà veramente lanciata verso il cristianesimo, ma allora un simile sentire ha bisogno di conoscenza, ha bisogno di sapere come attingere alle forze più profonde della volontà. E quindi ecco che noi possiamo capire come la funzione di un Padre Pio sia esaurita. Lui ha lasciato dei discepoli, e ci sono dei sacerdoti molto devoti che continuano in quella direzione ma non è che abbiano il potere che aveva lui, però sono necessari, come saranno necessari ancora per diverso tempo dei sacerdoti onesti, dei sacerdoti che parlino del Cristo ma, oltre no, proprio secondo il Cristo. E questi sono certamente degli esseri rispettabili. Quindi di Padre Pio non possiamo che dire veramente bene.

Certo…  così in questo momento ricordo, per esempio, che un certo Guido De Giorgio che nel gruppo… in un gruppo che coltivava La magia come scienza dell’Io, e con una specie di ardimento,  collaborava con articoli potenti in cui sembrava di vedere un essere che conquistava i mondi superiori mediante un’autoaffermazione magica, e… che poi fallisse, perché tutto questo si reggeva su una specie di tensione, e andasse da Padre Pio, cosa che a quei tempi, siccome il capo di questo gruppo era Evola, Evola rimase piuttosto stupefatto… e … ma sono fenomeni che ci insegnano qualcosa. Quest’uomo, a un certo punto, con tutte le tensioni della magia di Ur, del tantrismo, ed era uno di quelli che scriveva in una maniera piuttosto aggressiva, poi alla fine è andato da Padre Pio, ecco.

Adesso, dunque, c’è un altro tema qui…

*

SE IL KARMA DI UN ESSERE CHE È GIUNTO ALLA SCIENZA DELLO SPIRITO È STATO TALE DA PRIVARLO DI ALCUNE ESPERIENZE NECESSARIE ALLA NORMALITÀ, QUALI SONO I MEZZI CHE QUESTO ESSERE HA A DISPOSIZIONE PER COMPLETARSI?

Ecco, io vorrei, all’amico che fa questa domanda, far notare questo: che è la stessa cosa… Che è stato privato di alcune esperienze necessarie alla normalità… ma questo è proprio ciò che l’aiuterà. Proprio questo lo farà camminare perché deve sviluppare delle forze in una direzione, continuamente sollecitato da queste privazioni. Certamente, se un essere in queste condizioni conosce la Scienza dello Spirito, avrà l’aiuto che veramente gli è necessario, perché allora trasformerà tutto quello che gli si presenta come barriera, come ostacolo, come privazione dolorosa, lo trasformerà in una occasione di forza perché tutto quello è il senso, non solo, ma di forze che possono essere formidabili proprio per il fatto che ci sono quegli ostacoli. Un essere simile può benissimo, può senz’altro diventare un gigante dello Spirito proprio perché ha questi ostacoli. E qui bisogna che noi ricordiamo che siamo nell’epoca della libertà. Adesso siccome ho una domanda su questo discorso, lo continuo proprio con quest’altra domanda… Comunque, occorre vedere in queste privazioni, ecco qui vengono chiamate privazioni, delle decisioni dell’Io, è l’Io che si è preparato queste privazioni per poter… per poterle riempire di potenza dell’Io. E quanti esseri che hanno veramente camminato debbono il loro più alto sviluppo spirituale proprio al fatto che hanno avuto queste privazioni… Guardate, è piena la storia di esseri che sono stati vittoriosi proprio perché avevano un ostacolo continuo che sollecitava la forza. Tant’è vero che è sempre da considerare come un aiuto dell’Io tutto questo.

Ecco, qui, ho una frase molto bella, tratta dalla Filosofia della Libertà che dice: 

*

“NON VOGLIAMO PIÙ CREDERE: VOGLIAMO CONOSCERE”

Pensare liberato

E io aggiungo: se conosciamo, poi crederemo. Ma questo credere sarà il vero credere, sarà il credere nuovo, la fede ricostituita, la fede riconquistata; perché la fede non può venire più dal semplice, gratuito credere. Noi dobbiamo dire che l’ opera vicaria di Lucifero è finita in questo tempo. 

In che cosa consiste quest’ opera vicaria? Che c’è una parte celeste di Lucifero che ha funzionato al servizio del Cristo fin dai tempi dell’avvento del Cristo e dopo, in tutto il periodo che precede l’anima cosciente.  Ossia, coloro che hanno potuto accostare il cristianesimo, salvo che non fossero della schiera dello Spirito Santo, la schiera dei discepoli, la schiera di Paolo, coloro che sentivano profondamente il cristianesimo, lo potevano sentire con forze che precedevano il cristianesimo, con forze del sentire, con forze del Lucifero Celeste, ossia con forze di fede profonda in cui non c’è attività dell’Io.

Ora, questa funzione del Lucifero positivo è finita ma noi, come seri studiosi della Scienza dello Spirito, dobbiamo renderci conto di questa funzione di Lucifero perché nel sentire non abbiamo il Cristo, abbiamo un’immagine del Cristo. E perché San Francesco avesse qualcosa di più di un’immagine fu necessario che avesse un corpo astrale particolarissimo, allora poteva sentirlo… ma Jacopone da Todi aveva un’immagine del Cristo.

Ora, l’epoca dell’anima cosciente è un’epoca eroica, un’epoca nuova, è l’epoca in cui c’è la possibilità della identità con il Cristo e noi, quando parliamo dell’idea, parliamo di qualcosa in cui il Divino è in movimento direttamente, mentre nel sentire c’è un movimento indiretto, nel volere ancora più indiretto. Però il sentire e il volere poi possono entrare nella corrente del pensare che realizza il Logos. 

Ora, questo assunto di “Non vogliamo più credere, vogliamo conoscere” è l’assunto vero ed è veramente da pensare il più difficile perché l’uomo rifugge dal conoscere, preferisce credere. Chi di noi va a controllare tutto quello che ci dice la scienza? Ci crede e non se ne accorge che è una fede… Uno di noi: ha detto il tale, c’è un minimo di dimostrazione, io ci credo. E quindi la fede della antica rivelazione viene sostituita dalla fede nei fatti della scienza, la quale scienza, però, si regola in una maniera molto strana perché la scienza vuole soltanto i fatti sensibili, e già parte da un presupposto che è poco scientifico perché indifferenzia il reale con il percepibile con i sensi e non esce da questo. E vieta al pensiero di avere la persuasione che possa arrivare nel cuore della verità.

Quando si nega al pensiero la possibilità di arrivare all’essenza delle cose, già si è nella condizione della Chiesa che imponeva il dogma e poi…: credeteci! La scienza allora impone il dogma dei fatti e poi dice: il pensiero non può arrivare nel cuore dei fatti. Da Kant in poi la situazione è questa. E la scienza inorridisce se c’è qualcuno che dice: “io nell’essenza della forza vitale arrivo col pensiero” che è l’attitudine più scientifica. No, la Scienza, senza saperlo, inconsciamente dice: “noi ti diamo i fatti percepiti, i fatti che sono solo i fatti percepibili con i sensi, e tu ci devi credere!”.

Ma questo non è un dogmatismo che vale come quello trascorso, della Chiesa, ma è qualcosa di peggio perché si tratta di oggetti fisici e noi arriviamo all’idolatria moderna di tutto ciò che è fisico, dimostrabile sul piano dei fenomeni fisici, con una relazione di pensiero che non dobbiamo sapere che cos’è questa relazione, perché il pensiero sta lì al servizio di questa fenomenologia e non deve conoscere chi è lui; mentre noi sappiamo che questo pensiero che si inserisce nella fenomenologia fisica, e che trova i rapporti, è il pensiero che va conosciuto come la parte più importante di questa fenomenologia: è la parte viva, la parte realmente dinamica.

Perché quando questi scienziati propongono l’esperienza pura e stare solo ai fatti, e questo lo abbiamo ricordato che il positivismo logico è fondato su questo, la scuola di Vienna è nata da questo, poi se n’è andato lungo la tangente della logica matematica, ma il presupposto era questo: basta con le metafisiche, basta con le mistiche, dobbiamo stare alla pura esperienza, ossia ciò che ci viene dato… Soltanto che già partono da un piccolo… da una piccola superstizione, da un piccolo dogma: che il dato è solo quello dei sensi. E il pensiero non è un dato? E questo noi lo scopriamo con lo schema di Filosofia della Libertà: con la Filosofia della Libertà noi scopriamo che c’è un dato che viene dal mondo sensibile e gli va incontro un dato che si affaccia in me e che non è meno reale di quello sensibile, anzi, è più reale perché senza questo dato la serie delle note sensibili non avrebbe senso; perché quando io ho un fenomeno e lo collego col pensiero, tolgo il collegamento che il fenomeno è una serie di fatti sensibili che non hanno contenuto. Il vero contenuto gli viene dal pensiero.

Quindi il pensiero è un dato allo stesso titolo per il dato sensibile. E allora, esperienza pura… l’esperienza pura non si potrà mai avere mediante le percezioni sensorie, a meno che non sia l’esperienza della percezione pura, che voi sapete che ascesi difficilissima è … ma se noi vogliamo veramente l’esperienza pura, questa, quella di cui parlano gli scienziati, è l’esperienza del pensiero, lì noi possiamo parlare di esperienza pura, perchè sperimentiamo un dato che noi stessi vediamo nascere in noi, mentre il dato sensibile è già fatto senza di noi; e noi entriamo in questo dato mediante la percezione perché la scoperta ulteriore è che non esiste percezione sensoria senza pensiero. Una percezione sensoria in cui non sia presente un atto del pensiero non è possibile perché non esiste una percezione sensoria da sé, esiste sempre per un soggetto, e uno dei punti importanti della Filosofia della Libertà è proprio questo, quando il Dottore dice: “Non c’è contenuto sensibile se non per un soggetto che lo sperimenta”. Quindi è inseparabile dal soggetto, e come lo sperimenta? Mediante un atto di pensiero che è inserito nella percezione. Ora, considerare separati percezione sensibile e pensiero, questo è stato intanto l’errore di Kant, errore perché ? Si può anche considerare separati, ma per comodo di ragionamento, ma in realtà non esiste una separazione tra il pensiero e la percezione, tra la percezione e il pensiero anzi.

Quindi, ecco, non vogliamo più credere, vogliamo conoscere…: questo è il conoscere, questo è uscire dall’antica oscurità, veramente da un vero oscurantismo che purtroppo si riaffaccia con l’eruditismo della scienza, nelle verità matematiche c’è un’intuizione empirica della verità nella quale lo Spirito non riconosce se stesso perché crede che la verità sia lì, nel fenomeno, nella formula o nell’espressione, e non nell’atto del pensiero che si riconosce e dà l’assenso, per cui quello diventa una verità. Quindi abbiamo empirismo ingenuo e dogmatismo che si uniscono nella Scienza a fare presumere di essere la Scienza della concretezza. Noi questo lo dobbiamo scoprire perché per uscire dall’inganno dell’attuale cultura, per uscire dalla dialettica, per riconquistare quello che è perduto dobbiamo veramente capire i limiti interiori di una simile indagine, soprattutto per un fatto che qui non possiamo non ricordare, perché il pensiero che si limita ad apprendere i fatti, la fenomenologia…, e che, svirilizzato, depotenziato e, direi, paralizzato, deve ignorare il proprio movimento. Questo pensiero non avrà mai la fonte del vero conoscere, non avrà mai il punto in cui è un pensiero in movimento, lo deve ignorare perché quello è il pensiero essenziale che Kant negava all’uomo. 

Questo pensiero che cosa è? Ancora Filosofia della Libertà, dal momento che è stata chiamata in causa… Questo pensiero vivo è la fonte degli impulsi morali; non c’è impulso morale che non nasca come intuito del contenuto interiore di qualcosa, quindi quando noi abbiamo paralizzato questo pensiero, non c’è… non è possibile che ci sia più moralità al mondo, ma ci sarà la moralità finta, quella delle regole, delle regolette, delle regole psicologiche oppure etico-religiose, oppure religiose, che sono degli assunti retorici con cui l’Io conoscente non ha rapporto, proprio per la ragione che abbiamo detto; perché, questo è un altro punto che abbiamo spesso sviluppato, non c’è più regola che possa funzionare se non è l’Io che è il creatore della regola.

Quindi, qualsiasi intuito morale è un intuito assolutamente personale e quanto più è personale, tanto più è morale; ossia quanto più entro nell’idea esatta di un’azione che devo compiere e la cesello e entro dentro, tanto più questo intuito è individuale e tanto più è una potenza morale. Dove manca questo la moralità non c’è più. Quindi moralità che manca alla pedagogia, e quindi la pedagogia folle, che ci dà i criminali fin dall’adolescenza… (avete letto quello che dice oggi il giornale, di due ragazzette che in America, hanno voluto sperimentare per curiosità come moriva un ragazzo, e l’hanno strangolato… per capire come moriva) ecco, questi sono il frutto dell’assenza di scorrimento di forze morali nella Cultura per il fatto che è paralizzato il pensiero… assenza di moralità nella pedagogia, assenza di moralità nella sociologia, perché il problema investe tutto,  perché quando abbiamo paralizzato il pensiero, kantianamente e marxianamente, non crediamo più in un’essenza interiore del pensiero, e allora non c’è più forza morale che entri nella cultura, che entri nell’anima dell’uomo e che sia una forza dell’uomo, abbiamo soltanto degli esseri che da sé riescono, allora ci sono delle figure eccezionali, che noi conosciamo, ma sono veramente delle eccezioni.

Quindi: non vogliamo più credere, vogliamo conoscere: questo è veramente il senso della nascita dell’anima cosciente. E adesso troviamo il modo di continuare il discorso. Dunque, vediamo se… cosa possiamo inserire… Dunque..

*

“LA VOLONTÀ DI ANDARE CONTRO SE STESSI”

L’altra domanda che si può collegare a questo è: “L’IO QUALE SOGGETTO PERCHÉ ESECUTORE DELLA VOLONTÀ DELL’IO SONO NELL’ UOMO.”

Dunque, miei cari amici, siamo proprio alla vigilia dell’epoca, poi… alla vigilia dell’epoca che vuole questo: che cessiamo di credere, perché dobbiamo conoscere: per poter nuovamente credere e per avere quella Fede di cui il Cristo dice che “muove le montagne”, ma quella è la Fede che ce la dobbiamo conquistare mediante la conoscenza. 

Ora l’epoca è la quinta epoca: è l’epoca della libertà, che è caratterizzata dalla libertà. Proprio il principio che domina la quinta epoca è l’esperienza della libertà dell’uomo. Tutto si risolverà veramente nella direzione della libertà. Però, simultaneamente, bisogna dire che è l’epoca in cui le forze del Male si scatenano. E’ proprio in quest’epoca che avremo a che fare con il Male perché la libertà avrà un compito molto grande quando sarà la funzione dello Spirito. Il compito molto grande è questo: di usare le forze del Male, e di di piegarle per il Bene, quindi trasformare il Male in Bene. 

Questa è l’epoca in cui noi avremo a che fare con il male in una maniera che avrà un crescendo pauroso … e la scienza già sta producendo qualcosa di simile, la scienza non interiorizzata, la scienza non dominata dallo Spirito, la cultura non permeata dallo Spirito sta producendo questi germi. Ora, l’epoca passata è l’epoca in cui si doveva preparare la venuta del Cristo, la quinta epoca è l’epoca dell’azione del Cristo eterico, della libertà dell’uomo e dell’affrontamento del male da parte degli esseri liberi.

E questa sarà un’epoca veramente di eroismo, ecco perché si parla tanto del Graal, perché la sesta epoca invece sarà un’epoca di contemplazione dello spirituale, un’epoca di contemplazione del Divino, quindi si realizzerà tutto ciò che si sarà preparato come forza spirituale nella quinta epoca. 

Ora noi dobbiamo essere consapevoli di questo perché tutta l’opera dello Steiner che noi studiamo, ci costruisce questa visione, la sintesi è questa visione: l’uomo deve conoscere, l’uomo deve essere libero, ci debbono essere dei dirigenti dell’umanità che siano degli esseri liberi, occorre che ci siano delle elites, delle comunità di esseri veramente liberi, capaci del coraggio della libertà, che – naturalmente ricordiamo sempre che la libertà interiore non ha niente a che vedere con quella di cui si commercia nelle propagande politiche – è la libertà interiore, la libertà dell’Io, la possibilità dell’Io di essere indipendente dall’astrale e di fronteggiare le situazioni drammatiche, le situazioni tragiche dell’anima. 

Quindi noi ci troviamo dinnanzi questo compito perché verranno degli esseri, si incarneranno, e già si sono incarnati degli esseri, che devono combattere in questa direzione perché la decisione della direzione è un evento che si verificherà poco prima della fine del secolo. Un decennio prima della fine del secolo ci sarà veramente una decisione da parte di esseri che nascono con delle forze nuove che, però, hanno bisogno di orientamento. Quello che è importante è che noi possiamo impedire che questi esseri debbano conoscere la loro funzione, o la loro missione attraverso una serie di errori, una serie di confusioni; e che soltanto lasciando brandelli delle loro forze lungo il cammino riescono a capire quello che devono fare: ecco la nostra responsabilità, la nostra chiarezza, la possibilità di andare incontro a questi esseri, in modo da chiarire loro il compito, in modo che immediatamente possano, raggiunta l’epoca della giovinezza, con l’Io a ventun anni, possano cominciare a operare veramente per lo Spirito. Se questo sarà fatto allora noi avremmo veramente corrisposto a ciò che il Mondo Spirituale aspetta da noi. Però, naturalmente, occorre una grande volontà di andare oltre se stessi. 

Che cosa significa questo, volontà di andare oltre se stessi? Noi abbiamo i problemi personali, abbiamo i problemi dell’Io, dell’Io contingente, abbiamo tutta l’organizzazione astrale che si fa passare per l’Io. Ora: questo è il personale, tutto ciò che di personale ci accompagna nella… nell’allenamento interiore. E’ questo che va superato, è questo lavoro di continua misura delle proprie difficoltà, come una tensione verso il limite soggettivo, che ci porta a capire che la nostra azione è collegata a un evento che riguarda tutta l’umanità, e che quindi noi veramente possiamo superare tutto ciò che è personale contemplando il contenuto di questo evento. Allora cominciamo ad avere delle forze, e le forze sono necessarie, sono necessarie perché… guardate il mondo, adesso, quello della cronaca dei giornali, poi guardate tutto quello che avviene nell’intorno prossimo che voi conoscete, e poi potete avere un’idea di quello che si sta preparando, perché c’è una lotta sul piano fisico… 

Non si da forse abbastanza importanza al fatto che nel Libano sono cominciate le lotte tra cristiani e musulmani, questo è un regresso di secoli. Ma dovunque ci sono resipiscenze razziali, per esempio… gruppi etnici che rivendicano autonomia, quello è razzismo. I baschi che agiscono sventolando un’ideologia che sembra quella del collettivismo, quella è una forma di razzismo, è un regresso terribile, arimanico: perché è l’era dei popoli, non delle razze. Un popolo unisce diverse razze e le unifica secondo un denominatore spirituale.

L’Italia, ma quante razze ci sono in Italia, l’Italia fu unificata da Iniziati, Garibaldi era un Iniziato, Cavour era un Iniziato, Giuseppe Mazzini era un Iniziato, leggete le conferenze sul karma del Dottore o fatevele raccontare da chi le conosce. Degli Iniziati si sono riuniti per fare l’Unità d’Italia, per far superare il regionalismo, per far superare le differenze tra Nord Sud, razze mediterranee, razze nordiche… e l’italiano è vivo, è bello, è forte, è geniale perché è un incontro dinamico di razze. Guai se a un certo punto i sardi dicessero: “ma noi siamo sardi”, oppure: “noi siamo siciliani”; oppure i piemontesi: “ah ma noi…”: questo è un regresso, è il regresso di Arimane. Ma guardate che sta avvenendo in tutto il mondo che ciascuno torna indietro nella propria razza, ma ci son voluti secoli per superare la razza e creare i popoli… e il Cristo viene per abolire i legami del sangue come condizione per un’unione tra gli uomini, per creare legami cosmopoliti, legami internazionali dello Spirito. Questo è il Cristianesimo, non si ritorna indietro alle razze, questo sta avvenendo, questo è un aspetto… ma poi guardate quello che sta avvenendo di distruzione delle forze morali, distruzione delle forze di generosità per cui condannano qualcuno: se appartiene a una certa corrente fanno le petizioni, se non è di quella corrente lo vogliono ucciso… ma questo che cosa è…? 

Ora, questo, è inutile che io vi dica, perché ogni giorno voi lo potete vedere leggendo i giornali. Ora, questo ha un retroscena occulto, sul piano occulto c’è una lotta ancora più terribile, e se noi saliamo ancora più in alto, troviamo un’altra lotta che si svolge tra esseri giganteschi e tutto però si svolge intorno all’uomo. Se poi noi ascendiamo troviamo il Mondo Spirituale che non è un mondo facile, è un mondo del quale abbiamo, come dicevamo poc’anzi, tutte le descrizioni possibili; ma quelle descrizioni, cari amici, sono un materiale che bisogna veramente trasformare in conoscenza, non è un sapere, non è qualcosa per conferenze, per insegnamenti, è qualche cosa che deve diventare alimento di forze che si liberano secondo quella libertà di cui parlavamo prima. Allora noi siamo in relazione con forze spirituali, perché questa lotta sul piano fisico noi possiamo vincerla soltanto con le forze vittoriose sul piano spirituale, collegandoci con ciò che vince sui piani spirituali. Ci sono scatenamenti demoniaci oltre quelli di Arimane e Lucifero, ci sono legioni di esseri che obbediscono a questi, poi ci sono le correnti occulte arimaniche, le organizzazioni occulte luciferiche o arimanico-luciferiche. 

Ora, noi possiamo dire che ci sono veramente molti ostacoli… ecco l’importanza della via della conoscenza, del superamento di se stessi, la volontà di andare oltre se stessi.

Qui collego con un’altra immagine…

*

L’ IO QUALE SOGGETTO PERCHÉ ESECUTORE DELLA VOLONTÀ DELL’ IO SONO NELL’ UOMO

santauri-san-michele-arcangelo

Noi qui ricordiamo che le forze che guidano l’uomo sono la Forza di Michele e il Cristo. Per esempio la Filosofia della Libertà è un’espressione di Michele, del pensiero di Michele. Tutta la Scienza dello Spirito è il messaggio di Michele, ma il messaggio di Michele è il messaggio del Cristo. Michele è il portatore della libertà, è Colui che può avere rapporto con l’uomo là dove l’uomo si libera. Uno di noi che invocasse Michele potrebbe fare… provare persino estasi micheliane ma il mite non lo sentirebbe per niente… ma se libera il pensiero e, contemplativamente riesce a muovere secondo l’immaginare micheliano, allora è in contatto con Michele, allora la forza di Michele penetra in lui. 

Che cosa significa questo? L’uomo è in relazione con le Gerarchie, l’uomo in quest’epoca comincia l’esperienza della libertà e qui dobbiamo fare una piccola parentesi: l’uomo è libero. Noi abbiamo parlato di una libertà che bisogna conquistare per avere… mediante il conoscere. Ma, come karma, come impulso cosmico, ogni essere oggi è libero. C’è un impulso di libertà in tutti perché è proprio l’epoca dell’anima cosciente, è l’Io che sta scendendo, soltanto che questo Io, non afferrato nella zona della sopra-coscienza o della coscienza più desta va a finire nella sfera degli istinti e allora abbiamo degli esseri ricchi di Io ma che sono degli esseri terribilmente istintivi e negatori dello Spirito, questo è il pericolo. Qui chiudiamo la parentesi.

Ora, ci sono le Gerarchie le quali voi sapete che sono in relazione con l’uomo, che sono in relazione per esempio con l’attività del sentire, con l’attività del volere, con l’attività del pensare. Più potenti gerarchie sono in relazione con i sistemi fisiologici dell’uomo, per esempio con il corpo fisico, con il sistema ghiandolare dell’uomo,con il sistema respiratorio, il sistema sanguigno… Si può dire che tutto ciò che in noi si muove sono correnti spirituali, quelle più importanti sono quelle che agiscono nell’anima. Ora le correnti delle Gerarchie operano come prima, come qualche secolo fa, come in antico… E’ solo Michele che ha il rapporto nuovo con l’uomo. Quindi, se l’uomo non trova il rapporto con l’anima cosciente, col portatore dell’anima cosciente che è Michele, le correnti delle Gerarchie agiscono in un modo antico, e tutto quanto quello che viene come forza devia e diventa ostacolo per l’uomo. Questo voi lo potete trarre dalle lettere ai membri, quello che viene chiamato “L’impulso di Michele”. 

Ora questo è importantissimo, perché se noi non seguiamo la via del pensiero liberato, anche quelle che sono forze spirituali pure, deviano. E quindi le forze delle Gerarchie vanno contro le forze di Michele in noi. Ecco il conflitto umano, ecco che, delle forze che in alto sono forze creatrici, in noi diventano forze distruttrici. C’è persino un capovolgimento, ossia delle forze di amore che diventano forze di odio e voi vedete che tutta la vita dell’uomo è tessuta di questi contrasti, di amore, odio, di continua perdita di quella che è la linea positiva dello Spirito. 

Un amore che non è capace di fedeltà, per esempio, un amore che non è capace di sacrificio e di continuità… ma è proprio alla mercè di queste correnti, di queste forze contrastanti, perché su quel piano, sul piano umano agiscono le Gerarchie inferiori, ossia gli Ostacolatori. Detto questo, però, dobbiamo dire che c’è una Forza in noi che giunge fino all’intimo della personalità; mentre per Michele noi dobbiamo arrivare veramente a liberare il pensiero altrimenti non abbiamo relazione con Lui, e allora tutto il rapporto con le Gerarchie è sbagliato, quindi voi pensate tutte le nevrosi… guardate, la nevrosi è una malattia generale dell’umanità, non c’è nessuno che si sottragga, ma proprio per questo contrasto tra forze regolari con forze altrettanto regolari che, se entrano in contrasto nell’uomo… 

C’è però una forza che unifica tutto e che non ha bisogno che noi ci eleviamo: ha bisogno che sprofondiamo in noi stessi, ma anche questo è un atto di coscienza… questa è la forza del Cristo. 

Questo noi l’abbiamo detto che c’è… Il pensare deve essere liberato dal soggettivismo per avere… per… perché sperimenti la propria corrente, la universalità fondata in se stessa. Nel rapporto col Cristo noi possiamo essere terribilmente personali, quanto più noi siamo personali tanto più questo rapporto di profondità c’è. E allora però noi scopriamo che, se non siamo dotati di pensiero liberato, capace di liberazione, questo contatto col Cristo lo possiamo avere soltanto sotto l’impulso di potenti dolori o di potenti amori, sotto l’impulso di una disperata ricerca di un principio. Ma questo può essere realizzato a fortiori, a maggior ragione, se c’è la liberazione del pensiero.

Allora non dobbiamo dimenticare questo, che, se per l’esperienza di Michele abbiamo bisogno veramente di elevare il pensiero con sfera delle proprie idee, per il contatto col Cristo noi dobbiamo operare con ciò che è più potentemente personale, di più intimo, di più segreto, di più privato, di più sincero, come confessione di se stessi, perché questa è la vera confessione: che uno incontri il Cristo in sé e gli apra la propria anima. E allora può ricevere le forze, ma vi posso assicurare che la venuta di queste forze non si può verificare senza che divenga un’istanza per la conoscenza di Michele.

_______________________________________

MASSIMO SCALIGERO: CONFERENZE-INCONTRI INEDITI. Files audio e trascrizioni., MATERIALI DI STUDIO, SCIENZA DELLO SPIRITO
Torna in alto