12 Aprile 2013

L'uomo si racconta

Cari amici,

dato che, di quando in quando, amo immergermi nei contenuti magici dei miti, delle saghe e delle fiabe, ho cercato di approfondire un po’ questi concetti, mettendoli anche in relazione all’evoluzione dell’essere umano.

Come ogni bambino cresce e si sviluppa per tappe successive, così l’umanità nel suo crescere si è raccontata in forme sempre diverse, a secondo delle sue capacità e del suo livello di coscienza, in questa storia infinita che è la storia dell’Uomo.

I quattro gradini fondamentali dell’evoluzione dell’arte narrativa sono: il mito, la saga, la fiaba, la storia.

Queste quattro forme esprimono quattro fasi dell’evoluzione dell’umanità, intesa quale processo di individualizzazione dell’essere umano e di progressiva conquista della libertà.

Il mondo della mitologia è sconfinato e infinitamente appassionante. L’essere umano, all’inizio del suo percorso sulla Terra, è inserito in una realtà spirituale – animica – corporea comune. Agiscono in lui esseri spirituali, parla il lui l’anima di gruppo umana, e opera in lui la natura, il sangue. La prima fase evolutiva è quella in cui l’essere umano è ancora immerso nel divino, ancora del tutto non autonomo: è il tempo del mito, la cui caratteristica è quella di porre al centro una figura divina. Il mito è una narrazione che gravita attorno all’opera di esseri divini, dei   in perenne competizione tra di loro o in lotta con divinità infere, e che interferiscono grandemente nella vita e nel destino degli uomini.

L’essere umano deve ancora nascere come coscienza individuale, è custodito nel grembo divino che gli dà vita, vive ancora nel “paradiso” della divinità.

Il secondo gradino viene narrato dalle saghe che pongono al centro non più gli dei, ma  semidei o  eroi. Il concetto di semidio va compreso in rapporto all’evoluzione umana. L’essere umano, a uno stadio ben definito della propria evoluzione, comincia a distaccarsi dalla matrice universale divina per diventare autonomo. E’ soltanto un inizio, però vige già un’interazione tra la conduzione divina ed il primo apparire dell’autonomia umana. Non c’è modo migliore per descrivere questa fase che dire: l’essere umano è, a questo stadio evolutivo, un “semidio”. Si racconta che uno dei genitori è un dio, l’altro è già un essere umano. Realtà e fantasia si confondono, l’elemento magico è ovunque presente, il gusto del grandioso e dell’incredibile percorre tutta questa letteratura. I semidei sono i grandi eroi dell’umanità, sono i fondatori di religioni, i promotori di nuove culture e di nuove comunità sociali

La terza grande fase dell’evoluzione si esprime nella forma narrativa della fiaba. Le vere fiabe dell’umanità raccontano, tutte, esperienze specificamente umane. La fiaba è sorta dunque più tardi, quando gli esseri umani cominciarono ad occuparsi maggiormente di se stessi.

La vera fiaba, però, parla ad un essere umano che ha ancora coscienza di vivere in un mondo di esseri e realtà spirituali e di non appartenere soltanto alla realtà fisica.

Col sopravvenire del materialismo moderno si persero di vista gli dei, sparirono i semidei e gli eroi, e si perse ogni capacità di creare fiabe vere e proprie. Le fiabe “ moderne” vengono create dalla fantasia arbitraria, per la quale può andare bene tutto, persino raccontare storie umane interpretate da animali!  Le fiabe antiche invece conoscevano solo la veracità, esprimevano esperienze umane oggettive fatte in mondi spirituali, che non erano meno veri e reali del mondo fisico. Ad esempio , le fiabe classiche, raccolte dai fratelli Grimm, non hanno nulla di arbitrario: sono state percepite nella loro oggettività grazie ad un’immaginazione spirituale. I primi creatori di fiabe  raccontavano fedelmente ciò che avevano visto o vissuto nei mondi spirituali. Per questo lo sforzo di interpretarle non è facile per l’uomo d’oggi che ha perso quasi totalmente il senso per lo spirituale.

L’umanità degli ultimi secoli, orientandosi unicamente verso il mondo fisico, ha creato la forma narrativa della storia vera e propria – che sfocia poi sempre più nella cronaca – .

Da un lato ci si dà all’osservazione dei fatti e degli eventi che, essendo considerati solo fisici, vengono riconosciuti come oggettivi solo in quanto esteriormente documentabili. Dall’altro lato è sorta una fantasia del tutto arbitraria, senza alcun ancoraggio nella realtà vera, e che produce, in massima parte, romanzi o racconti che, quando va bene, sono solo passatempo.

Si potrebbe vedere tutta al negativo questa discesa dell’uomo, sempre più giù verso la materialità, ma non è così. Questa discesa era la via da percorrere, per arrivare alla possibilità di autonomia, di individualizzazione e di libertà.

L’evoluzione non improvvisa!

I gradini necessari all’evoluzione sono stati concepiti tutti fin dall’inizio di questo “ Progetto Uomo”. E non è cosa da poco sentirsi avvolti da una saggezza eterna che abbraccia l’inizio e la fine del tempo.  All’uomo resta il compito di capirli, questi stadi, o di non capirli, di attuarli o di ometterli.  Ma che l’essere umano abbia la possibilità di diventare libero e autonomo, è stato da sempre previsto e voluto.

Ad un certo punto dell’evoluzione, gli dei, i semidei e gli eroi, hanno dovuto ritirarsi….. per lasciare il posto all’uomo ormai cresciuto.

Ci si può chiedere: “Forse anche l’uomo, un giorno, potrà venir superato da qualche essere più forte e più dotato di lui?”

A questa domanda, se attraverso la scienza dello spirito si è un pò compreso chi è l’essere umano, si può rispondere con certezza in senso negativo, perchè lo spirito individuale non è a sua volta uno stadio intermedio, esso è la meta complessiva di tutto il divenire umano e come tale non può essere in vista di qualcos’altro.

L’Uomo è uno spirito potenziabile all’infinito, ma mai superabile! E’ un essere sulla via della libertà e quindi sempre più chiamato alla scelta e alla responsabilità personale.

Per lo spirito umano, però, era anche stato previsto, che il conseguimento del suo supremo stadio evolutivo gli sarebbe costato molto…. moltissimo…..

Sì, anche questo era previsto!

SCIENZA DELLO SPIRITO

I PRINCIPI SENSATI DELLA NUTRIZIONE

 acqua

 I principi sensati della nutrizione

Qui su Nuova Eco abbiamo voluto una sezione sulla salute e le interpretazioni possono essere molte.

Poiché sono anche un vecchio atleta, iniziato allo sport verso i 15 anni di vita e non mollo ancora, nonostante i pesanti limiti della senescenza (chi pratica non si sente mai del tutto vecchio), avendo letto, in una parabola di tempo relativamente lunga, infinite sciocchezze su quello che fa bene o male, su migliaia di consigli dietetici che avrebbero dovuto portare giornalisti ed editori di riviste serie e burlone almeno all’ergastolo, cercherò di rappezzare qualche pensiero sensato sulle basi della nutrizione umana.

Padroneggiare i fondamentali forse aiuterà qualcuno, ma certamente difenderà molti lettori e lettrici dalla stupidità, che diffusasi in ogni settore della vita, impera totalmente su quanto viene comunicato in riguardo all’alimentazione.

Una volta che le attitudini fondamentali saranno comprese, si potrà iniziare a preoccuparsi delle interpretazioni, delle proporzioni dei macronutrienti, degli integratori, ecc.

Questi articoli, che scriverò quando mi sarà possibile, tratteranno le basi e solo le basi.

Detto ciò, parliamo di un nutriente che la maggior parte delle persone dimentica ma che è il secondo nutriente più importante per la buona salute generale: l’acqua.

Alcuni possono discutere sull’inclusione dell’acqua tra i nutrienti: allora definirò un nutriente come “qualsiasi sostanza che sia necessaria su base quotidiana per la buona salute”.

L’acqua risponde a questi requisiti (il 99% degli integratori no) ed è il secondo nutriente in ordine di importanza di cui abbiamo bisogno su base quotidiana. L’aria è il nutriente numero uno per noi umani. Senza di essa si sopravvive per circa tre minuti. Senza apporto di acqua il tempo di sopravvivenza sale a circa tre giorni.

In confronto il cibo è quasi di poca importanza. Ci sono individui che sono sopravvissuti senza alcun cibo fino a quaranta giorni. Probabilmente non è stata una allegria e dubito che fossero, alla fine, l’immagine della buona salute, ma ciò rende l’idea.

Da ciò vorreste indovinare quanto in basso su una scala d’importanza può trovarsi l’integratore di L Carnitina o la dieta delle banane?

Poiché per il bisogno di aria la saggezza trascendente ci ha messo di suo, cominceremo parlando dell’acqua.

Forse l’acqua è la sostanza più semplice sulla terra, essendo composta solo da due molecole di idrogeno e una di ossigeno. Così semplice che svolge un ruolo in ogni processo che si verifica nell’organismo. Che si tratti di assorbire i nutrienti, bruciare il grasso corporeo, persino nella sintesi del tessuto muscolare, l’acqua è fondamentalmente coinvolta.

Le implicazioni di ciò dovrebbero essere piuttosto evidenti: bevete l’acqua di cui avete bisogno!

Quante persone vedete ogni giorno (non dimenticatevi di guardarvi allo specchio) che si sostengono a bibite, caffè, te, ecc. senza mai bere un bicchiere d’acqua?

Probabilmente la risposta è: troppe. Il caffè, il te, le bibite non contano come apporto quotidiano di acqua. Il contenuto di caffeina di queste bevande agisce disidratandovi ulteriormente. Anche la birra è un diuretico e non dovrebbe essere considerata come un sostituto della cara, vecchia acqua.

Dal punto di vista dell’uomo attivo, l’acqua è in situazione critica. Anche una leggera disidratazione (pari solo al 2% della massa corporea) fa diminuire forza e prestazione.

Per una persona di 68 kg, il 2% del peso corporeo sarebbe poco meno di 1,4 kg. Questo cambiamento di peso rientra ragionevolmente nel contesto della variabilità della bilancia. Perciò non rimanete confusi se il vostro (stabile) peso corporeo scende da un giorno all’altro. Limitatevi a bere dell’acqua in più quella mattina per compensare la differenza.

Una diminuzione del 10% della massa corporea derivante dalla disidratazione può causare danni cerebrali o morte.

Di quanta acqua c’è bisogno esattamente?

Probabilmente tutti abbiamo sentito la massima degli otto bicchieri al giorno per quanto riguarda l’apporto. Stranamente questo valore non è stato mai confermato in alcun modo e ignora le esigenze individuali. Se fate un lavoro pesante  al caldo o in un luogo senza ventilazione, perderete probabilmente più acqua di chi è seduto in un ambiente confortevole.

Anche la consuetudine dietetica influenza il bisogno d’acqua: una dieta con molte proteine causa disidratazione e accresce i bisogni d’acqua. Alti apporti di frutta abbassano il bisogno poiché i frutti hanno un elevato contenuto d’acqua.

Non pensate però di avere bisogno d’acqua in giorni in cui sudate di più. Si perde acqua sempre, anche nei giorni in cui ci si riposa: siamo una continua colonna di vapore.

Una buona regola empirica è che bisognerebbe urinare 4 o 5 volte al giorno, e l’urina dovrebbe essere chiara, più altre una o due volte dopo una sensibile sudata per avere la sicurezza di essere reidratati. Se non si raggiungono questi livelli, è molto probabile che l’acqua bevuta sia troppo poca. Durante lo sforzo fisico, un apporto d’acqua pari a un bicchiere ogni quindici minuti è una buona regola generale empirica. Pesandovi prima e dopo, dovreste riuscire a compensare tutto il peso perso bevendo due bicchieri d’acqua: non bibite: acqua!

Se non vi pesate sulla bilancia (il che va bene), accertatevi però di bere tanta acqua – dopo un lavoro manuale – in modo da assicurare almeno due minzioni di urina chiara successivamente.

La sete non è un indicatore accurato dello stato di idratazione. Nel momento in cui si sente sete vuol dire che si è già un poco disidratati. Allo stesso modo, la comparsa della sete non è un indicatore che ci si è completamente reidratati, ma solo che il meccanismo della sete è stato bloccato.

Probabilmente la maniera più facile per assicurare l’apporto d’acqua è di procurarsi una bottiglia d’acqua e portarsela dietro. Diversamente, ogni volta che passate davanti ad un rubinetto fatevi una bella bevuta.

Molte persone con cui ho parlato preferisce acqua fresca o fredda piuttosto che tiepida. In tal caso comperate un thermos, riempite a metà il contenitore, mettetelo nel congelatore per la notte. Al mattino colmatelo con acqua. Sciogliendosi, il ghiaccio manterrà fredda l’acqua.

Infine un modo (quasi) facile per essere sicuri di bere una quantità abbondante di acqua è questo: mettiamo che abbiate una bottiglia di 90 cl e che abbiate determinato di aver bisogno di tre volte questa quantità al giorno per fare urina chiara per 5 volte; mettete 3 elastici intorno alla bottiglia e toglietene uno ogni volta che la svuotate. Se a fine giornata non avete tolti tutti e tre gli elastici, provateci con più impegno il giorno dopo. Alla fine il vostro apporto d’acqua diverrà un’abitudine.

Non è ottimale rimanere disidratati per tutto il giorno e poi immettere tutta l’acqua alla sera. Ciò equivarrebbe a stare privi di cibo e mangiare tutto per cena: perché le sue funzioni siano ottimali, il corpo ha bisogno di rimanere idratato costantemente.

Se attualmente bevete acqua in quantità abbastanza inferiore all’ottimale, non aumentate l’apporto drasticamente, a meno che non amiate correre di continuo alla toilette. Incrementate gradualmente la quantità d’acqua bevuta. Inoltre per alcuni l’acqua viene sentita come “pesante” o poco digeribile. E’ una sensazione che può passare o meno. In questo caso basta poco per renderla assai più accettabile allo stomaco: la trasformiamo da minerale a vegetale con un grado più alto d’assimilazione. E’ una cosa semplicissima: basta aggiungere nella bottiglia alcune gocce di succo di limone o pompelmo (anche uva o mela, purché non sia nettare ma succo senza aggiunte). Poi scuotete vigorosamente la bottiglia e bevete (per alcuni può essere una condizione quasi necessaria).

Infezioni del tratto urinario, calcoli renali e tanti altri spiacevoli problemi possono essere prevenuti con il semplice atto di immettere abbastanza acqua nell’organismo ogni giorno.

Consideratelo come una misura preventiva che fa risparmiare dolore, sofferenze ed indecifrabili malesseri.

Bene: se ascolterete la metà di quanto ho scritto, avrò fatto qualcosa di buono per la vostra salute. Ci risentiamo poi con temi un po’ più complessi.

SALUTE
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