L'uomo si racconta
Cari amici,
dato che, di quando in quando, amo immergermi nei contenuti magici dei miti, delle saghe e delle fiabe, ho cercato di approfondire un po’ questi concetti, mettendoli anche in relazione all’evoluzione dell’essere umano.
Come ogni bambino cresce e si sviluppa per tappe successive, così l’umanità nel suo crescere si è raccontata in forme sempre diverse, a secondo delle sue capacità e del suo livello di coscienza, in questa storia infinita che è la storia dell’Uomo.
I quattro gradini fondamentali dell’evoluzione dell’arte narrativa sono: il mito, la saga, la fiaba, la storia.
Queste quattro forme esprimono quattro fasi dell’evoluzione dell’umanità, intesa quale processo di individualizzazione dell’essere umano e di progressiva conquista della libertà.
Il mondo della mitologia è sconfinato e infinitamente appassionante. L’essere umano, all’inizio del suo percorso sulla Terra, è inserito in una realtà spirituale – animica – corporea comune. Agiscono in lui esseri spirituali, parla il lui l’anima di gruppo umana, e opera in lui la natura, il sangue. La prima fase evolutiva è quella in cui l’essere umano è ancora immerso nel divino, ancora del tutto non autonomo: è il tempo del mito, la cui caratteristica è quella di porre al centro una figura divina. Il mito è una narrazione che gravita attorno all’opera di esseri divini, dei in perenne competizione tra di loro o in lotta con divinità infere, e che interferiscono grandemente nella vita e nel destino degli uomini.
L’essere umano deve ancora nascere come coscienza individuale, è custodito nel grembo divino che gli dà vita, vive ancora nel “paradiso” della divinità.
Il secondo gradino viene narrato dalle saghe che pongono al centro non più gli dei, ma semidei o eroi. Il concetto di semidio va compreso in rapporto all’evoluzione umana. L’essere umano, a uno stadio ben definito della propria evoluzione, comincia a distaccarsi dalla matrice universale divina per diventare autonomo. E’ soltanto un inizio, però vige già un’interazione tra la conduzione divina ed il primo apparire dell’autonomia umana. Non c’è modo migliore per descrivere questa fase che dire: l’essere umano è, a questo stadio evolutivo, un “semidio”. Si racconta che uno dei genitori è un dio, l’altro è già un essere umano. Realtà e fantasia si confondono, l’elemento magico è ovunque presente, il gusto del grandioso e dell’incredibile percorre tutta questa letteratura. I semidei sono i grandi eroi dell’umanità, sono i fondatori di religioni, i promotori di nuove culture e di nuove comunità sociali
La terza grande fase dell’evoluzione si esprime nella forma narrativa della fiaba. Le vere fiabe dell’umanità raccontano, tutte, esperienze specificamente umane. La fiaba è sorta dunque più tardi, quando gli esseri umani cominciarono ad occuparsi maggiormente di se stessi.
La vera fiaba, però, parla ad un essere umano che ha ancora coscienza di vivere in un mondo di esseri e realtà spirituali e di non appartenere soltanto alla realtà fisica.
Col sopravvenire del materialismo moderno si persero di vista gli dei, sparirono i semidei e gli eroi, e si perse ogni capacità di creare fiabe vere e proprie. Le fiabe “ moderne” vengono create dalla fantasia arbitraria, per la quale può andare bene tutto, persino raccontare storie umane interpretate da animali! Le fiabe antiche invece conoscevano solo la veracità, esprimevano esperienze umane oggettive fatte in mondi spirituali, che non erano meno veri e reali del mondo fisico. Ad esempio , le fiabe classiche, raccolte dai fratelli Grimm, non hanno nulla di arbitrario: sono state percepite nella loro oggettività grazie ad un’immaginazione spirituale. I primi creatori di fiabe raccontavano fedelmente ciò che avevano visto o vissuto nei mondi spirituali. Per questo lo sforzo di interpretarle non è facile per l’uomo d’oggi che ha perso quasi totalmente il senso per lo spirituale.
L’umanità degli ultimi secoli, orientandosi unicamente verso il mondo fisico, ha creato la forma narrativa della storia vera e propria – che sfocia poi sempre più nella cronaca – .
Da un lato ci si dà all’osservazione dei fatti e degli eventi che, essendo considerati solo fisici, vengono riconosciuti come oggettivi solo in quanto esteriormente documentabili. Dall’altro lato è sorta una fantasia del tutto arbitraria, senza alcun ancoraggio nella realtà vera, e che produce, in massima parte, romanzi o racconti che, quando va bene, sono solo passatempo.
Si potrebbe vedere tutta al negativo questa discesa dell’uomo, sempre più giù verso la materialità, ma non è così. Questa discesa era la via da percorrere, per arrivare alla possibilità di autonomia, di individualizzazione e di libertà.
L’evoluzione non improvvisa!
I gradini necessari all’evoluzione sono stati concepiti tutti fin dall’inizio di questo “ Progetto Uomo”. E non è cosa da poco sentirsi avvolti da una saggezza eterna che abbraccia l’inizio e la fine del tempo. All’uomo resta il compito di capirli, questi stadi, o di non capirli, di attuarli o di ometterli. Ma che l’essere umano abbia la possibilità di diventare libero e autonomo, è stato da sempre previsto e voluto.
Ad un certo punto dell’evoluzione, gli dei, i semidei e gli eroi, hanno dovuto ritirarsi….. per lasciare il posto all’uomo ormai cresciuto.
Ci si può chiedere: “Forse anche l’uomo, un giorno, potrà venir superato da qualche essere più forte e più dotato di lui?”
A questa domanda, se attraverso la scienza dello spirito si è un pò compreso chi è l’essere umano, si può rispondere con certezza in senso negativo, perchè lo spirito individuale non è a sua volta uno stadio intermedio, esso è la meta complessiva di tutto il divenire umano e come tale non può essere in vista di qualcos’altro.
L’Uomo è uno spirito potenziabile all’infinito, ma mai superabile! E’ un essere sulla via della libertà e quindi sempre più chiamato alla scelta e alla responsabilità personale.
Per lo spirito umano, però, era anche stato previsto, che il conseguimento del suo supremo stadio evolutivo gli sarebbe costato molto…. moltissimo…..
Sì, anche questo era previsto!

