Nome dell'autore: Daniel

INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE – K.L. von Knebel

 

Karl Ludwig von Knebel (30/11/1744 Castello di Wallerstein – 23/02/1834 Jena)

 

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Poeta di talento, traduttore nonché figura di spicco nella cerchia dei neoclassicisti di Weimar era un grande amico di Goethe con il quale intrattenne una fitta corrispondenza tra il 1774 ed il 1832 (sicuramente pubblicata in uno o due volumi da editori tedeschi, in Italia non so), alcuni estratti della quale li troviamo citati anche nelle “Introduzioni agli scritti scientifici”.

Congedatosi dall’esercito Prussiano dopo 10 anni di servizio, divenne tutore del principe Costantino di Weimar. Fu proprio durante un viaggio a Parigi intrapreso con il principe e il di lui fratello ed erede al trono Carlo Augusto, che fece tappa a Francoforte per andare a conoscere Goethe che ebbe in questa occasione il suo primo contatto diretto con la corte di Weimar presso la quale ricoprirà nel corso del tempo diversi e prestigiosi incarichi.

Nella Germania di fine ‘700 le traduzioni dei classici greci e latini conobbero una popolarità senza precedenti, tanto che nel giornalismo letterario dell’epoca si può trovare più di un riferimento alla necessità di traduzioni qualitativamente adeguate, per cui non solo filologi e traduttori professionisti ma anche molti professori, letterati e poeti vi si cimentarono. Quest’ultimo elemento assume particolare importanza, innanzitutto perché ebbe come conseguenza un’alto livello qualitativo delle traduzioni, che rimangono tra le migliori espressioni del classicismo tedesco, ed in secondo luogo per il forte impatto positivo sulle produzioni poetiche e letterarie tedesche medesime, giacchè il tipo di classicismo che si venne a sviluppare difficilmente avrebbe potuto giovarsi del solo studio (per quanto approfondito) dei classici nella lingua in cui furono scritti.

Forte fu l’influenza che i lavori di Knebel su Pindaro, Properzio e Lucrezio ebbero su Goethe (che assieme allo Shiller aiutò Knebel nel lavoro di resa in versi delle traduzioni), il quale approfondì lo studio e ne trasse ispirazione per le sue Elegie Romane. Le traduzioni di Lucrezio (annoverabili tra le migliori in assoluto di tutte le numerose traduzioni tedesche del De Rerum Natura) risultarono oltremodo preziose per il progetto goethiano di una resa epica in versi della storia naturale, ed in particolare per l’opera riguardante la “Metamorfosi degli animali”.

Knebel prese anche parte alla prima rappresentazione dell’Ifigenia in Tauride di Goethe che andò in scena nel teatro privato di Carlo Augusto.

Autore di diversi sonetti, Knebel accorpò le sue composizioni in due raccolte: “Collezione di Poemi brevi” (pubb. 1815) e “Couplets” (pubb. 1827).

INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE, LIBRI E AUTORI

L'ARCHETIPO – NOVEMBRE 2013

 

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In questo numero

Variazioni A.A. Fierro Variazione scaligeriana N° 57

Socialità L.I. Elliot Terre promesse

Poesia F. Di Lieto Estate di San Martino

GenEtica T. Diluvi Estinzioni

AcCORdo M. Scaligero Il fiore della solitudine

Il vostro spazio Autori Vari Liriche e arti figurative

Considerazioni A. Lombroni La forza segreta

Ascesi F. Giovi Ekâgrata sí, Ekâgrata no

Il Maestro e l’opera I. Stadera Il potere solare del pensiero

Esercizi  Regole per lo sviluppo interiore

Pubblicazioni F. Di Lieto Arturo Onofri – Nuovo Rinascimento

Miti e saghe R. Steiner Segni e simboli occulti

Uomo dei boschi R. Lovisoni Il libro

Inviato speciale A. di Furia Inceppiamogli la bussola…

Antroposofia A. Arenson Sul mistero cristico

Esoterismo M. Iannarelli Nessi esoterici del testamento di R.Steiner

Spiritualità R. Steiner I figli di Lucifero

Costume Il cronista Big Bang

Redazione La posta dei lettori

Siti e miti O. Tufelli Kapilavastu

          Arretrati

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ANNUNCI

ISIDE SOPHIA – Sesta Lettera (Parte I)

Denderah

SESTA LETTERA

Settembre 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(Continuazione)

Nell’ultima Lettera abbiamo dovuto arrestarci alla descrizione della Costellazione della Vergine. L’abbiamo trovata in rapporto alla Costellazione opposta dei Pesci ed anche in rapporto con i misteri della sostanza. E’ la manifestazione delle forze del Padre dell’Universo che dette e ancora darà “esistenza”. Certamente, se guardiamo i Pesci come il velo di quelle forze che, attraverso il loro sacrificio, dettero il fondamento di tutta l’esistenza fisica e cominciamo da lì, possiamo contare sette Costellazioni fino a che raggiungiamo la posizione della Vergine. Queste sette Costellazioni sono come il sembiante celeste di un Essere Spirituale che, con la sua più alta manifestazione nei Pesci, possiamo chiamare la “Volontà del Padre” e che discende – o ascende – verso la Vergine entro la sfera nella quale esso può manifestare se stesso in molteplici forme di sostanziata esistenza. Perciò, possiamo vedere nella Vergine la sfera di manifestazione delle forze del Padre nell’esistenza fisica. 

La Costellazione della Bilancia

Libra

Mara Maccari – Libra

All’opposizione della Bilancia abbiamo la Costellazione dell’Ariete. Nel corso della descrizione dell’evoluzione dell’Antico Saturno, abbiamo trovato l’attività degli Spiriti localizzata, per così dire, in Ariete oppure dovremmo piuttosto dire che le loro attività cominciano da questo regno. Da questi Esseri emanavano Forze di Vita, sebbene non fossero ancora capaci di compenetrare l’esistenza con la Vita. Proprio come nel caso dei Pesci e della Vergine, possiamo ora partire dall’Ariete e percorrere sette Costellazioni.

Giungiamo allora alla Bilancia e possiamo percepire nelle sette Costellazioni l’immagine di un Essere Celeste, o di diversi Esseri, che possiamo chiamare i Donatori della Vita. Essi hanno donato realmente Vita in successivi cicli di evoluzione, dei quali dobbiamo parlare ancora in prossime Lettere. Proprio come possiamo trovare la sorgente originaria o l’impulso della Vita nell’Universo dietro l’Ariete, possiamo sperimentare qui, attraverso la Bilancia, la sfera dalla quale emana la manifestazione delle forze della Vita entro la sostanza. Così come abbiamo trovato la manifestazione delle forze del Padre nella Vergine, possiamo vedere il regno della manifestazione delle forze del Figlio nella Bilancia.

Il Padre donò l’esistenza, ma il Figlio la vivifica. Possiamo trovare ciò illustrato abbastanza chiaramente nel Mistero del Golgota.  Nel Cristo, il Figlio fu presente in un corpo fisico. Attraverso il sacrificio del Cristo sulla collina del Golgota, la Terra, che era allora al punto della morte cosmica, venne dotata di vita eterna. La manifestazione delle forze della Vita Cosmica presero luogo sulla Terra, e al tempo stesso la Luna era nella Costellazione della Bilancia (Venerdì Santo, 3 Aprile 33 d.C.).

Possiamo trovare ulteriori illustrazioni in molti eventi Stellari nella Bilancia. Saturno era in Bilancia quando nacque Johann Wolfgang von Goethe (28 Agosto 1749) , e sappiamo ch’egli fu il moderno iniziato delle forze vitali o, come le chiamiamo noi delle forze eteriche. Così egli poté dire: “La Natura ha inventato la morte per avere molta vita”. Ciò rivela come egli fosse un miglior cristiano di quanto molti non immaginino.

Il famoso pittore Raffaello Sanzio nacque quando Saturno e la Luna erano in congiunzione in Bilancia (26 Marzo 1483). Nelle sue pitture vengono rivelate le forze dotate di vita e risanatrici. Le forze vitali cosmiche del Sole risplendono attraverso tutto il suo essere come un eterno Sole, e queste forze vitali divengono nello stesso istante Amore cosmico.

La Costellazione dello Scorpione

 Scorpius

Mara Maccari – Scorpius

Lo Scorpione è all’opposto della Costellazione del Toro, nel circolo dello Zodiaco. Dobbiamo ricordare che questa Costellazione era percepita una volta come l’immagine di un’aquila. Possiamo procedere nuovamente nella stessa maniera di sopra. Dietro il Toro troviamo la sede delle attività degli Spiriti del Movimento. Da essi emanavano Forze di animazione. Esse erano forze cosmiche “dotanti di concetto e parola”. Di nuovo, se attraversiamo sette Costellazioni dello Zodiaco, ci troviamo nella Costellazione dell’Aquila –Scorpione, percepiamo ivi le caratteristiche di Esseri Gerarchici che in Aquila-Scorpione discesero nella loro manifestazione all’interno del mondo della sostanza. Troviamo poi in questa Costellazione la manifestazione dello Spirito Santo che discese sugli Apostoli nel primo evento di Pentecoste e dette loro il potere di “parlare e capire tutte le lingue del mondo”. E’ il potere della Parola creativa del mondo, com’esso fluì nelle molteplici differenti forme di esistenza nell’Universo.

Eventi Stellari in Scorpione sono sempre collegati con l’”appello spirituale” che si sforza di raggiungere il singolo essere umano, esigendo da lui di adempiere un certo compito del quale è capace attraverso il suo proprio destino. Scaturendo dalla molteplicità di tali “appelli spirituali” o “parole creative” viene composta la gigantesca immagine dell’evoluzione umana e lo sviluppo spirituale. Questa è la rivelazione dello Spirito Santo.

Possiamo trovare un tale evento all’inizio del 17° secolo. Molte anime che vivevano in quei tempi attendevano un mutamento fondamentale della natura spirituale nell’umanità. E ve ne erano molte che basavano le loro aspettative e le loro speranze su eventi che leggevano nel mondo Stellare; poiché nell’anno 1603-1604, ebbe luogo una “grande congiunzione” nello Scorpione. Saturno e Giove ebbero una congiunzione in questa Costellazione e nella seconda metà del 1604 anche Marte era là. Insieme con questo evento una nuova Stella – una Nova – apparve nel cielo e fu visibile per diversi mesi. Coloro che conoscevano, attendevano qualcosa come una grande Pentecoste per l’umanità, ma non accadde nulla di visibile.

Comunque, ebbero luogo grandi eventi nella vita spirituale dell’umanità, e Rudolf Steiner parlò di questi.

Qualche tempo prima del 1603, cominciò un rapido declino sul Pianeta Marte. Dal 15° secolo in poi, questo declino cominciò ad essere riflesso nello sviluppo della conoscenza umana attraverso gli impulsi che le anime umane portarono giù nelle loro incarnazioni terrestri dalle esperienze prenatali nella sfera di Marte. Sorse allora il pericolo che l’aspirazione umana alla conoscenza ed il modo di vivere cadessero troppo profondamente nel materialismo, mentre i portatori della cultura spirituale sulla Terra divenivano sempre più stranieri su questo Pianeta. Tuttavia, verso la fine del XVI e il principio del XVII secolo, quando ebbe luogo questa grande congiunzione nella Costellazione dell’Aquila-Scorpione, lo Spirito ispirò vari membri dell’umana famiglia con compiti che, fluendo insieme alla fine, fecero in modo che questo pericolo venisse evitato, e dette la possibilità di una nuova prospettiva spirituale.

Christian Rosenkreutz, una delle più grandi guide spirituali dell’umanità, percepì il pericolo. Egli aveva un grande amico, l’anima del Gautama Buddha, il quale era nel Mondo Spirituale e che non si incarnava più in un corpo fisico.

Poiché l’anima che ha raggiunto il grado di un Buddha non discende più in un corpo fisico. Christian Rosenkreutz inviò ora il suo amico, il Gautama Buddha, su Marte onde rinvigorire quel Pianeta in declino.

Sappiamo che Gautama Buddha fu Maestro di Amore e Compassione. La natura di Marte nel suo declino era aggressiva e fredda; perciò, l’impulso di amore e compassione venne trapiantato su quel Pianeta per risanare la sua caduta.

Così lo Spirito Santo, operando attraverso i più alti membri dell’umana famiglia, aprì la via per il positivo sviluppo nel futuro. Ciò viene indicato negli eventi dell’Aquila-Scorpione, nel 1603-1604, e possiamo trovare sempre avvenimenti simili in rapporto con eventi in questa Costellazione.

 

Costellazione del Sagittario

SagittariusMara Maccari – Sagittarius 

Mentre troviamo le forze dell’Aquila-Scorpione che usano gruppi di esseri umani da differenti direzioni per la realizzazione degli impulsi dello Spirito del Mondo, scopriamo eventi in Sagittario che rivelano il rapporto del singolo essere umano col Mondo Spirituale. Conseguimenti di esseri umani che appaiono essere di un carattere singolarmente ingegnoso sono in prevalenza collegati col Sagittario.

All’opposizione del Sagittario vi è la Costellazione dei Gemelli. Da lì abbiamo visto l’impulso di individualizzazione che giunge come risultato dell’antico agire degli Spiriti della forma e degli Spiriti della Personalità sugli antenati della razza umana.

Abbiamo visto gli Spiriti della Personalità sperimentanti il loro stadio umano attraverso gli esseri di calore sull’Antico Saturno. In maniera simile, possiamo trovare indicato oggi in eventi nel Sagittario la maniera in cui il “Genio” del singolo essere umano vuole sperimentare e sviluppare se stesso. Moltissimo dipende, nell’atteggiamento morale, dal fatto se il Genio – l’Io superiore – non riesca ad esprimere se stesso oppure trovi il sentiero che conduce ad un positivo sviluppo. Oggi è nel dominio dell’umana libertà aiutare gli Angeli o provocare la loro caduta.

Quando nacque Richard Wagner (22 Maggio 1813), Saturno stava in Sagittario. Studiando il suo cielo di nascita, troviamo espressa attraverso la posizione di Saturno in Ariete la sua lotta di tutta la vita per l’espressione adeguata del suo impulso più interiore attraverso i vari stadi della sua vita. Per lui la mitologia e il mondo della musica furono i mezzi per causare l’entrata appropriata del suo Io superiore nell’esistenza terrena.

Nel Parsifal, che fu il suo ultimo poema e la sua ultima composizione, egli creò l’immaginazione del tendere dell’essere umano, attraverso le tenebre e il dubbio, alla sorgente della vita nel calice del Santo Graal; perciò, la Costellazione del Sagittario diviene l’immagine cosmica dell’umano tendere attraverso le valli e gli abissi della vita verso le altezze dello Spirito.

 

(Continua)

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ISIDE SOPHIA - Introduzione all'Astrosofia - Willi Sucher, LIBRI E AUTORI, SCIENZA DELLO SPIRITO

Takuan Sōhō – "Sogni"

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Takuan Sōhō (nato il 24 dicembre 1573) è stato uno dei più importanti maestri Zen della scuola Rinzai, nonché poliedrico protagonista in diversi campi della cultura nipponica del suo tempo, caratterizzato da numerose guerre, agli albori dell’era Tokugawa. Figlio di due agricoltori della provincia di Tajima, manifestò sin da giovanissimo il suo interesse per gli studi religiosi, tanto che all’età di 10 anni prese i voti, dedicandosi poi dai 14 anni allo studio della dottrina Rinzai con il maestro Shun-oku Soen.
Sebbene a 36 anni fosse già abate del tempio di Daitokuji conduceva una vita alquanto raminga, talvolta dettata anche da esili forzati a cui veniva sottoposto dal potente di turno infastidito dal radicalismo di certe sue idee.

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“Sogni” è composto da tre saggi nei quali vengono evidenziati quegli aspetti dell’arte della spada che, praticamente integrati con la meditazione Zen, portano all’utilizzo dell’arma come strumento di elevazione spirituale.
Il primo saggio, Fudōchi shinmyō roku (La Divina testimonianza della saggezza immutabile), consiste in una lettera indirizzata al maestro di spada della scuola Shinkage-Ryu, nonché suo amico e allievo Yagyu Munenori (1571-1646).

“Il termine ignoranza indica l’assenza della illuminazione, l’oscurità. E’ come dire inganno, errore, illusione. Luogo di stallo è quello in cui la mente si ferma. Nella pratica del buddismo si dice vi siano cinquantadue stadi e, tra l’uno e l’altro di questi, il luogo su cui la mente si ferma viene detto luogo di stallo. La mente si ferma quando è trattenuta da un oggetto, un’azione, una riflessione, una preoccupazione la quale può essere di qualsiasi natura. Nell’ambito dell’arte marziale stessa fermarsi significa, ad esempio, osservare la spada in movimento mentre sta per colpire. La mente, fissa, si preoccupa della spada in sé, e non permette ai movimenti del combattente di essere liberi e compiuti. In quel medesimo istante l’avversario ha la meglio”.

Aspetto peculiare di questo scritto è quello di costituire probabilmente un punto di svolta per la cultura della spada, nell’ambito della quale viene per la prima volta introdotto l’elemento del perfezionamento spirituale individuale. Saggezza immutabile: questo è Fudōchi. Difficile pensare ad una saggezza la cui essenza possa conservarsi pura e fedele a se stessa nei ristretti limiti dell’immutabilità. D.T. Suzuki individua tale saggezza con il termine sanscrito Prajna, rimandando così al concetto buddhista di saggezza trascendentale; lo stato di illuminazione, la mente del Buddha. Come Takuan anche Suzuki mette Fudoshi in relazione con il guardiano Acala-vidyaraja (nume tutelare dei samurai per quanto concerneva la pratica spirituale, presente anche in altre tradizioni è conosciuto anche col nome Fudo Myoo), l’Immutabile, distruttore delle illusioni ed inafferrabile da lusinghe e seduzioni del mondo sensibile. Abbiamo così un’immagine della mente immutabile: non afflitta da attaccamento alcuno e pertanto padrona nel/del suo non fissarsi e fermarsi su cosa alcuna; nulla volendo, tutto potendo.
Lo stesso Takuan evidenzia nel corso della lettera come Fudōchi consista nel “preservare l’assoluta fluidità della mente (kokoro) mantenendola libera da considerazioni intellettuali e disturbi dovuti a stati emotivi…”; mente che è “nella sua essenza mutabile ed immutabile al contempo, costantemente fluente senza mai fermarsi da nessuna parte, eppure avente in sé un centro che non è mai soggetto ad alcun tipo di movimento, e che permane tale e quale in eterno“. Come si arriva a tutto ciò? Esercizio, disciplina, disciplina ed esercizio, con incrollabile determinazione, per conoscere sé stessi, affrontare e superare le proprie paure e debolezze e forgiare lo spirito (seishin-tanren).

“La mente è immutabile quando vede senza guardare. Per guardare si dovrebbe fermare. Quando la mente si ferma su qualcosa, poiché il cuore si riempie di ogni genere di preconcetti, trattiene diversi movimenti in sé. Quando i movimenti nella mente cessano, la mente che si era fermata si muove, senza però muoversi affatto”.

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Con il secondo saggio, Reirōshū (Il tintinnio cristallino delle gemme), l’attenzione si sposta sulla natura prevalente dell’essere umano, sulla capacità di discernere rettamente ciò che è “bene” da ciò che è “male” e sul come sapere quando e dove morire (aspetto questo particolarmente rivolto alla classe dei samurai).
“Morire perché un insulto ci ha contrariati non è affatto questione di rettitudine. Questo è piuttosto dimenticare se stessi in un momento d’ira. Non è certo rettitudine, anche se ne ha l’aria. È rabbia, nient’altro. Un uomo che si adira per l’insulto, si è già allontanato dalla rettitudine prima ancora di essere insultato. L’uomo retto, quando è tra le gente, non viene mai insultato. Essere insultati significa aver perso la propria rettitudine prima di aver ricevuto l’offesa”.
I concetti prevalenti in questo scritto, che inizia in forma di dialogo fra Takuan ed alcuni passanti, riguardano la rettitudine (il “gi”), ed il distaccato esercizio di virtù, integrità e giudizio. Viene esposta come necessaria l’arte di far propria in profondità tanto la “Via del Signore” quanto la “Via del servo” concentrandosi sull’essenza impersonale di tali vie, di modo che tutti i servi siano uguali agli occhi del Signore e che il servo non faccia riferimento ad un determinato Signore ma semplicemente al Signore. Vengono poi esaminate le dieci qualità essenziali ed il modo in cui si compenetrino a vicenda in un movimento circolare senza inizio né fine, sottolineandone la relazione con i dieci mondi della tradizione buddhista. La trattazione si occupa anche del tema dei divertimenti, che vengono indicati come necessari pure per i monaci sebbene sia importante fissarne i limiti onde evitare derive insane ed erronee, e dei fantasmi.

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L’ultimo “sogno” è Taiaki (Gli annali della spada Taia).
Anche con questo saggio si torna alla forma-lettera, questa volta indirizzata a Munenori o forse a Ono Tadaaki (maestro della scuola Itto). Rispetto agli altri due componimenti è qui maggiormente presente una connotazione psicologica riguardante l’interrelazione fra sé e l’altro da sé. Takuan si basa su una storia cinese avente per protagonista allegorica la spada Taia, preziosissima, ricoperta di gemme ed in grado di tagliare qualsiasi cosa; a tale spada vengono comparate le facoltà più eccelse presenti in latenza in ogni individuo (la natura buddhica). Una siffatta latenza rende inutile la presenza di un maestro per l’acquisizione di una reale saggezza, essendo essa conseguibile grazie al lavoro interiore di ognuno. La spada, e la maestria nel suo utilizzo, non hanno dunque più a che fare esclusivamente con la morte; la scelta può ricadere invece sull’utilizzo di arma e abilità per dare piuttosto la vita, nonché per affrontare le varie situazioni della vita stessa in maniera desta.

“L’uomo che sa, usa la sua spada, ma non uccide altri uomini. Usa la spada e dà agli altri la vita.Uccide solo quando è necessario. Senza pensare al bene e al male, egli è capace di vedere il bene e il male, senza provare a discriminare, egli è capace di discriminare bene.Camminare sull’acqua è come camminare sulla terraferma, se è capace di far sua questa libertà, non sarà confuso da niente al mondo.
Tutti gli uomini sono dotati dell’affilata spada Taia, e per ciascuno essa è perfettamente efficente.Coloro i quali hanno compreso questo concetto sono temuti persino dai demoni-ladri di vita.
…non devi mai trascurare di esercitarti..passeranno i mesi e gli anni, e senza l’aiuto di nessun maestro, troverai la saggezza e ti accorgerai di possedere misteriose abilità nel fare cose mai tentate prima.La forza di questa misteriosa abilità si definisce Spada Taia
“.

Takuan Sōhō morì il 27 gennaio 1645. Giunto il momento di rendere le spoglie mortali chiese un pennello con il quale scrisse il carattere cinese 夢 (yume – sogno) e se ne andò, lasciando ai suoi seguaci le seguenti istruzioni:
Seppellite il mio corpo sulla montagna dietro il tempio, copritelo con i detriti e tornate alle vostre dimore. Non leggete i sūtra, non officiate cerimonie. Non accettate alcun dono né dal monaco né dal profano. Lasciate che i monaci indossino le solite vesti e consumino i loro pasti e procedete come in un giorno qualsiasi

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immagine tratta da zenworld.it

Curiosità per gli amanti del genere: Takuan Sōhō è presente come personaggio nella serie Manga “Vagabond” (ispirata all’opera “Musashi” di Eiji Yoshikawa), mentre il regista /scrittore Yoshiaki Kawajiri ha creato il personaggio Dakuan, presente nell’anime Ninja Scroll, in suo omaggio.

LIBRI E AUTORI

ISIDE SOPHIA – Quinta Lettera (parte II)

 

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Denderah

 

 

QUINTA LETTERA

Agosto 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(Continuazione)

Può sorgere la domanda: che cosa è successo alle altre cinque Costellazioni dello Zodiaco: Cancro, Leone, Vergine,  Bilancia, Scorpione? Come abbiamo già visto in relazione alla creazione del metabolismo primordiale, aiutato dagli Angeli e dagli Arcangeli, queste Costellazioni sono un’immagine della “vita interiore”, ma, essendoci soltanto una sembianza di vita entro quei corpi di calore dell’Antico Saturno, le cinque Costellazioni dal Cancro allo Scorpione sono ancora, per così dire, sullo sfondo. Esse sono ancora velate nelle nubi dei cicli dell’evoluzione che segue l’Antico Saturno. Esse si manifestano più tardi, quando l’essere umano è capace di acquisire vita e animazione. Dobbiamo immaginarle come poste “dietro” gli eventi sull’Antico Saturno, come rivelanti le somme motivazioni e le più interiori esperienze degli Dèi. Nella seguente descrizione delle caratteristiche delle docici Costellazioni dello Zodiaco, secondo l’evoluzione dell’Antico Saturno, intraprenderemo nondimeno ad elaborare le cinque Costellazioni “mancanti”, allo scopo di poter avere un’immagine più o meno completa. Le spiegazioni seguiranno nelle Lettere successive.

Le Costellazioni sono la cronaca o la testimonianza della creazione. Le impressioni che son state fatte in queste sfere dell’Universo sono ancora operanti attraverso le Costellazioni visibili. Il destino del mondo appare ivi in quanto i Pianeti si muovono di fronte alle Costellazioni. L’essere umano può essere un testimone di quello che è l’espressione esteriore della Volontà del mondo, provando così a capire e a comprendere la Volontà o, se non si vuole diventare un testimone, divenire soggetto del significato della Volontà, soggetto alle forze del destino. Provare a capire e a comprendere la Volontà del mondo, significa salire lungo il sentiero che conduce verso la libertà. Perciò, diventerà sempre più necessario ascoltare il linguaggio delle Stelleper udire la Volontà del mondo – la Volontà del Padre – che ha le sue espressioni visibili nei movimenti delle Stelle. Così non udiremo il nostro “destino” o il nostro immutabile fato, bensì udiremo i nostri compiti spirituali sulla Terra. Possiamo perciò percepirli nella sfera del pensare attivo, dell’attività spirituale. E’ la sfera nella quale possiamo conquistare la libertà, o l’esser liberi, nella presente èra di civiltà.

Possiamo già provare a leggere la scrittura delle Stelle in quanto i Pianeti si muovono attraverso le Costellazioni dello Zodiaco. Naturalmente, a questo punto possiamo trovare soltanto delle indicazioni generali, poiché i vari Pianeti non formano sempre la stessa “lettera” passando davanti alle Costellazioni. I diversi Pianeti modificano il loro carattere a seconda del carattere e della speciale attività del Pianeta che è davanti a una Costellazione.

 

La Costellazione di Ariete

Se qualcosa accade nella Costellazione dell’Ariete – se uno o più Pianeti sono in questa Costellazione – significa che un nuovo impulso desidera venire nel mondo. Ci viene ricordato di aprire gli occhi per qualcosa di nuovo, una nuova era dell’umanità, un nuovo aspetto della vita, o forse persino nuove invenzioni che provocheranno un cambiamento nella nostra vita terrestre. Esso può essere ancora nascosto e noi possiamo doverlo cercare, ma può essere come un messaggio del Mondo Spirituale agli esseri sulla Terra, onde ascoltino di mutate condizioni; di nuove domande e di nuovi compiti. Questo, per esempio, avvenne nei tempi precedenti la nascita del Cristo allorché i profeti del popolo ebraico parlarono della venuta del Cristo. Allora, nell’VIII-IX secolo a.C., quando il profeta Elia visse come il grande Precursore dell’evento del Cristo, il punto vernale era all’incirca al centro dell’Ariete.

AriesAries – Mara Maccari




  
La Costellazione del Toro

 

Eventi nel Toro richiamano, per così dire, una cosmica “animazione”. Essi sono più che altro un rammemoratore del fatto che noi dobbiamo irrompere attraverso i muri della tradizione e della routine che possono essere stati tirati su nelle età precedenti. Impulsi e nuovi aspetti, che possono esser nati in silenzio e in solitudine umana, vogliono plasmare se stessi nella realtà. E’ come se le vocali e le consonanti di un nuovo linguaggio, che fino ad allora non erano note, dovessero essere apprese e praticate nella vita. Se l’umanità o il singolo essere umano non rispondono all’appello del Toro, allora le forze cosmiche “animano” l’evoluzione per mezzo di catastrofi; per esempio, la Guerra dei trent’anni iniziò allorché Saturno era nella Costellazione del Toro, e giunse a fine allorché Saturno vi fu nuovamente. A quei tempi, e ancor oggi pure, l’umanità aveva un certo compito che desiderava o non desiderava comprendere, e il risultato fu la Guerra dei Trent’anni.

 TaurusTaurus – Mara Maccari

La Costellazione dei Gemelli

 

Eventi Stellari nei Gemelli indicano che l’umanità dovrebbe svegliarsi per compiti e ricerche in rapporto con lo sviluppo di forze dell’Io. Allorché Gesù nacque ([a mezzanotte] del 24 dicembre, 1° d.C.), Saturno era entrato nei Gemelli, e trent’anni dopo, all’epoca del Battesimo del Giordano, l’”IO SONO” entrò nel corpo di Gesù: Saturno era nuovamente nei Gemelli. Allora fu compito dell’umanità quello di testimoniare la vita del Cristo sulla Terra. Solo pochi lo fecero, tuttavia essi furono abbastanza per portare oltre la corrente dell’evoluzione umana.

Proprio in questi giorni (Agosto 1944) Saturno è entrato nuovamente nella Costellazione dei Gemelli. Di nuovo l’umanità sarà messa a confronto con il compito della percezione dell’”IO SONO del Mondo”, solo ad un livello più alto. Speriamo che un numero sufficiente di uomini ascoltino il richiamo del Mondo Spirituale.

 GeminiGemini – Mara Maccari

La Costellazione del Cancro

 

Nelle precedenti descrizioni abbiamo visto che il Cancro è connesso con la creazione degli organi di senso entro l’evoluzione dell’Antico Saturno. Fu un’interazione tra gli Spiriti dell’Amore e gli Arcangeli, ovvero nel linguaggio delle Stelle, tra Capricorno e Cancro. Così eventi nel Cancro richiamano alla “vita dei sensi”. Ci viene perciò richiesto di dirigere la nostra attenzione verso ciò che possiamo percepire con i nostri sensi nel mondo della materia. Se possiamo far ciò senza alcun pregiudizio, allora saremo capaci di percepire il mistero della vita e della rinascita in tutte le sfere della vita.

Ciò accadde all’epoca della vita del Cristo sulla Terra. A quell’epoca, persino nel momento del Mistero del Golgota, Saturno era nella Costellazione del Cancro. Allora il Regno dei Cieli fu aperto al mondo dei sensi umano, perché il Dio era presente in un corpo fisico che poteva essere visto con gli occhi, e le Parole di Dio potevano essere udite con le orecchie – la Divinità poteva esser accostata non soltanto nel Mondo Spirituale. Perciò, nel Mistero della Morte sul Golgota e della Resurrezione, il ringiovanimento dell’intero Universo poteva essere percepito dai pochi che erano svegli. Gli altri, che non erano svegli nei loro sensi, poterono veder solo morte e distruzione. Questo avviene se il richiamo del Cancro non viene udito, come ebbe luogo nell’evento della distruzione di Gerusalemme (70 a.c.) allorché Marte era nel Cancro.

  CancerCancer – Mara Maccari

La Costellazione del Leone

 

Gli eventi nel Leone chiedono l’apertura del cuore umano nei confronti del linguaggio dell’Universo. Abbiamo trovato il Leone collegato con il primordiale metabolismo sull’Antico Saturno, ove gli Spiriti dell’Armonia insieme con gli Angeli dirigevano la digestione del calore entro i corpi ignei. Questi erano come dei cuori cosmici attraverso i quali gli Dèi potevano percepire le armonie dei mondi.

Il Leone agisce ancor oggi in questa maniera. Esso richiede all’essere umano di trasmutare se stesso in un grande cuore, in una specie di cosmico strumento musicale attraverso il quale la corrente dell’esistenza universale possa fluire e creare una nuova armonia delle sfere. Questo è il linguaggio del Leone: che tutti gli esseri esistenti vogliano esser risvegliati e rinascere nell’umana “percezione del cuore”.

Molte grandi individualità nella storia spirituale dell’umanità, ognuna nella maniera sua propria, hanno risposto a questo richiamo in quanto erano connessi tramite la loro nascita con il Leone. Tra loro vi sono il famoso poeta Novalis, H.P.Blavatsky e Rudolf Steiner. Essi hanno tutti Saturno in Leone all’epoca della loro nascita.

 LeoLeo – Mara Maccari

La Costellazione della Vergine

La Vergine è opposta alla Costellazione dei Pesci. Con i Pesci è collegato il sacrificio della sostanza della Volontà da parte degli Spiriti della Volontà che diviene la base di tutta la materia fisica. Perciò, se guardiamo alla Costellazione dei Pesci – ed ancor più a quella della Vergine – siamo alla soglia dei misteri di sostanza e di materia. Essendo questi misteri, ancor oggi, di non facile conquista da parte dell’essere umano, eventi nella Vergine richiedono moltissimo dagli esseri umani. Esigono la più alta devozione e l’amore supremo nei confronti del Mondo Spirituale e del mondo dell’esistenza fisica. Qui deve essere sviluppato un atteggiamento interiore; quello, per esempio, che Goethe aveva quando guardava il mondo che i sensi gli presentavano, e che lo rendeva capace di sperimentare l’Urpflanze – la pianta Archetipica. Qui deve essere trovato il corretto atteggiamento nel quale sviluppare la meditazione ed anche il sacramento religioso. Possono così esser trovati il mistero della sostanza ed anche quello della transustanziazione. I misteri della transustanziazione, in quanto hanno luogo nell’operare delle Potenze del Destino, possono rivelare se stessi se l’essere umano coltiva le capacità nascoste nell’anima.

L’Ultima Cena ebbe luogo quando la Luna era in Vergine. Questo non significa che le azioni del Cristo siano dipendenti dalle Costellazioni o dalle Stelle, bensì rivela un nuovo atteggiamento verso le Stelle, che giunge nel mondo attraverso il Cristo. Oggi siamo ancora lontani da questo atteggiamento. Possiamo soltanto apprenderlo gradualmente.

Il nostro Universo Stellare è diventato un meccanismo, i movimenti del quale possiamo calcolare in modo simile alla struttura e ai movimenti di una macchina. Nondimeno il Cristo mentre era sulla Terra ha iscritto azioni e Parole negli eventi di questo Universo meccanico cosicché esso è ringiovanito. Perciò il Cristo impresse, in questa posizione della Luna in Vergine, il Nuovo Mistero della Transustanziazione che venne istituito dal Cristo per il bene del futuro dell’umanità. Da allora la Luna può essere passata migliaia di volte attraverso la Costellazione della Vergine e nulla d’importante può esser stato fatto entro la famiglia dell’umanità. Tuttavia, il fatto che ciò sia successo una volta può dare all’umanità in futuro la possibilità di colmare questa Costellazione di un nuovo contenuto spirituale che non sarà calcolato, ma che sarà il risultato degli atti umani di fantasia morale.

Virgo

Virgo – Mara Maccari

Nelle precedenti descrizioni delle Costellazioni dello Zodiaco, pochi pianeti – Saturno, Marte, Luna – sono stati menzionati. Essi dovrebbero essere considerati unicamente come esempi. Il significato e le attività dei Pianeti devono ancora essere elaborati in ulteriori Lettere. Perciò, dovrebbero essere considerati soltanto come indicatori; come le lancette sul grande orologio del nostro Universo. Essi agiscono come mediatori tra lo Zodiaco e la Terra. Il carattere delle influenze zodiacali viene modificato a seconda dei diversi Pianeti che sono in queste Costellazioni. Saturno ha certamente un potere di modificazione abbastanza diverso rispetto, per esempio, a Marte o alla Luna. Ma queste modificazioni devono essere ancora elaborate in dettaglio.

 

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ISIDE SOPHIA - Introduzione all'Astrosofia - Willi Sucher, LIBRI E AUTORI, SCIENZA DELLO SPIRITO

ISIDE SOPHIA – Quinta Lettera (parte I)

 

Denderah

QUINTA LETTERA

Agosto 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(Continuazione)

Nelle due precedenti Lettere abbiamo elaborato alcune delle Costellazioni dello Zodiaco secondo gli eventi dell’evoluzione dell’Antico Saturno. Ora dobbiamo terminare questa raffigurazione descrivendo il settimo grande ciclo di questa esistenza planetaria del nostro Universo. 

Durante i sei precedenti cicli, è stato creato un essere che consisteva di calore, portava una sembianza di vita, di animazione, di individualizzazione e mostrava le prima tracce di una vita interiore. Ora nel settimo ed ultimo ciclo, quest’essere appare aver raggiunto un certo completamento all’interno di questo grande giro di evoluzione. Le sue azioni sono automatiche e in accordo con gli eventi e le attività che hanno luogo nel suo ambiente circostante. Entità spirituali diverse hanno ancora una possibilità di compenetrare quest’essere di calore con le loro forze. Questi sono gli Spiriti della Volontà che sono stati già menzionati in rapporto con l’inizio dell’evoluzione dell’Antico Saturno. Nel principio essi sacrificarono la loro sostanza di Volontà, e questa sostanza divenne il fondamento per le attività degli altri Esseri Spirituali. Questa sostanza divenne altresì il fondamento per la sostanza fisica di fuoco o di calore che fu creata dentro l’Antico Saturno. In effetti, essa è l’origine di tutte le sostanze fisiche che sono state create nei successivi stadi della creazione. Dopo che questa sostanza di Volontà è stata trasmutata in calore, gli Spiriti della Volontà sono di nuovo capaci di operare nei corpi di calore che sono l’origine del corpo fisico umano di oggi. Così il principio di questo grande giro della creazione è collegato con la fine e, con ciò gli eventi rivelano l’interiore significato dell’esistenza dell’intero mondo al centro del quale noi oggi viviamo. Durante quest’ultimo ciclo dell’Antico Saturno gli Spiriti della Volontà crearono, dentro questi corpi di calore, capacità che ancor oggi non possono essere sviluppate coscientemente dall’essere umano, ma che ancora dormono e devono attendere un lontano futuro dell’evoluzione cosmica. 

Per descrivere ciò, dobbiamo partire da un’altra fine. 

Abbiamo descritto questa fase dell’evoluzione nelle Lettere terza e Quarta, così come essa può essere letta nelle Costellazioni di Ariete, Toro, Gemelli, Sagittario, Capricorno ed Acquario, con il Cancro e il Leone nello sfondo. Inoltre abbiamo trovato le sue tracce nella forma umana, nel capo o nel cervello, nella laringe o nell’organizzazione della parola e del suono, e nelle braccia con il braccio superiore, il gomito e l’avambraccio. L’ultimo ciclo dell’evoluzione di Saturno può essere trovato inscritto nella Costellazione dei Pesci. A San Michele la Costellazione dei Pesci è visibile nelle ore di mezzanotte esattamente al di sopra dell’orizzonte meridionale. Le Costellazioni si Andromeda e di Pegaso sono sopra di essa. 

PESCI

Così ritorniamo all’inizio dell’Antico Saturno, e come abbiamo trovato il sacrificio degli Spiriti della Volontà inscritto nei pesci, così ora troviamo la loro attività, durante quest’ultimo ciclo, indicata nei Pesci. Entro la forma umana essa è raffigurata nelle mani. Le due mani sono un’immagine dei Pesci che nuotano in cielo in direzioni opposte, sono tuttavia collegati con una pallida fascia di Stelle. 

Con le nostre mani noi agiamo nel mondo. Tutti i conseguimenti dell’arte e della scienza, del costruire, così come dei milioni e milionidi piccole azioniche rendono possibile la vita umana sulla terra, sono causate, in definitiva, da mani umane. Esse sono fluite e costantemente fluiscono dalle teste umane nelle mani. Se proviamo una volta ad immaginare la quantità di lavoro umano, di tutti i tipi, che è stato fatto nel passato e che verrà fatto nel futuro, possiamo guardare con ammirazione e venerazione alla mano umana. Noi tuttavia non sappiamo come accada che i nostri pensieri vengano realizzati dalle nostre mani, ovvero come noi possiamo maneggiare la padella o la vanga. Ciò è ancora nascosto per la nostra coscienza diurna. 

Però possiamo immaginare una condizione futura dell’essere umano nella quale noi potremo esser coscienti di che cosa avviene allorché muoviamo le nostre braccia o i nostri arti e lavoriamo con le nostre mani. Possiamo persino immaginare che talvolta l’essere umano possa essere capace di adoperare le facoltà nascoste nelle mani; forze radianti che oggi sono soltanto accennate dalla forma della mano. 

In effetti, noi incontriamo il nostro destino con le nostre mani. Le mani sono quella parte del nostro organismo con la quale ci confrontiamo costantemente con il mondo. Incontrando il mondo con la realtà delle nostre mani operanti, incontriamo il nostro destino. Il destino appare alla maggior parte degli esseri umani come un qualcosa che si libra al di sopra di loro, che è loro straniero, che li afferra a sorpresa in una direzione o in un’altra. Viene sperimentato come un potere di volontà superumana. Avendo ora trovato il rapporto tra le mani e i Pesci, e letto dietro i Pesci le azioni degli Spiriti di Volontà, possiamo vedere operanti dietro i Pesci, come pure nelle nostre mani, le forze della Volontà cosmica che chiamiamo le forze del destino. Nella maniera in cui sperimentiamo quelle forze di Volontà è nascosta l’ultima traccia delle forze riflesse di volontà dei nostri antenati dell’Antico Saturno, come descritto più sopra. Possiamo pure immagnare che un giorno, in un futuro lontanissimo, saremo capaci di essere tutt’uno – ma in piena coscienza – con quelle forze di Volontà che ancora ci sono estranee e incomprensibili; che noi, in piena coscienza, potremo compiere ciò che la Volontà cosmica desidera fare attraverso di noi. Allora noi saremo “simili a Dio”. Saremo uniti alla Volontà di Dio Padre. Questa capacità, che soltanto nel futuro potremo maturare in noi, venne posta come un seme spirituale entro quegli esseri di calore di Saturno dall’attività degli Spiriti della Volontà. Rudolf Steiner lo chiama il germe dell’Uomo Spirito. 

Possiamo trovare ciò inscritto nella costellazione dei Pesci: la sostanza di volontà degli Spiriti della Volontà al principio dell’evoluzione mondiale, la sua cristallizzazione in “Terra” e “destino” che noi sperimentiamo più direttamente nelle nostre mani, e il germe di unione con la Volontà del Padre in una maniera pienamente cosciente e pienamente attiva. 

Così adesso abbiamo trovato l’immagine eterea dell’umanità, così come essa venne creata dagli Déi, ed il suo rapporto con l’Universo delle Stelle. E’ un’immagine dell’essere umano superiore: la testa con il cervello, l’organizzazione del linguaggio e del suono, e le braccia – giù fin entro le mani. Essa è altresì un’immagine del destino del mondo e dell’essere umano (così come della Volontà delle Gerarchie allorché il mondo fu creato), del pensare e della testimonianza dei pensieri degli Dèi in tutto ciò che ci circonda, e della loro realizzazione nell’esistenza della terra fino a che la Volontà del Padre non sia sveglia e attiva nel volere dell’essere umano. 

L’immagine eterea dell’essere umano superiore è un’immagine del proprio essere superiore. Esso non entra, in realtà, nell’essere corporeo. Nel Medio Evo si troverà ancora che l’essere umano sperimentava pallidamente in questa maniera le Entità Angeliche nel Mondo Spirituale: Entità unicamente con la testa, senza il corpo, e con ali in luogo di braccia. Così, per esempio, li dipinse Raffaello Sanzio nella Madonna Sistina. E’ un’immagine di ciò che diverranno gli esseri umani nel futuro, allorché avranno acquistato forme di esistenza più sottili ed eteree. 

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Come mostrato sotto, abbiamo raggiunto un’immagine del legame tra l’essere umano, il mondo Stellare, e l’evoluzione del mondo: 

 

Antico Saturno 

 

I

Riflesso della Vita

Ariete

Capo-Cervello

II

Riflesso dell’animazione

Toro

Organismo del Linguaggio e del Suono

III

Riflesso dell’Individualizzazione e della Personalità

Gemelli

Braccia-Simmetria

IV

Antenati dell’Essere Umano

Sagittario

Parte superiore delle Braccia

V

Organi di senso primordiali

Capricorno

Gomiti

VI

Metabolismo Primordiale

Acquario

Avambracci

VII

Volontà

Pesci

Mani

 

(Continua)

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ISIDE SOPHIA - Introduzione all'Astrosofia - Willi Sucher, LIBRI E AUTORI, SCIENZA DELLO SPIRITO

MABEL COLLINS – LA LUCE SUL SENTIERO

Mabel Collins – Light on the path – Hermetic Academy Library

Istruzioni date da quelli che hanno percorso il Sentiero, a quelli che desiderano calcarlo

Così nell’introduzione di C.W. Leadbeater viene tra le altre cose descritto questo trattato, che costituisce un opera di rilevanza per quanto riguarda l’esoterismo occidentale ed il suo sviluppo, risultando essere anche il lavoro piu conosciuto, tradotto e diffuso in tutto il mondo con svariate ristampe, della scrittrice e teosofa inglese (per diverso tempo stretta collaboratrice di Mme Blavatsky) Mable Collins (Saint Peter Port, 9 settembre 1851 – 31 marzo 1927).

Come apprendiamo dal frontespizio, siamo al cospetto di un “Trattato scritto per coloro che ignorano la sapienza orientale e desiderano riceverne l’influenza” (più oltre viene specificato che si tratta di regole “scritte per tutti i discepoli”) “Ricevuto e trascritto da Mabel Collins”.

Ricevuto e trascritto in forma ispirativa, giacchè:

“a seguito di lunghe e strenue fatiche, un giorno mi ritrovai fuori dal mio corpo, e venni portata dal luogo in cui mi trovavo ad un altro molto diverso. Come una bambina venni presa per mano da un essere molto elevato che mi mostrò quel che avrei dovuto vedere e mi insegnò come comprenderlo. Oltrepassammo l’ampio ingresso di un vasto salone e ci fermammo di fronte a uno dei muri. Osservai con grande gioia, poiché era di una bellezza incredibile. Scintillava di pietre preziose: dal pavimento fino al soffitto che quasi scompariva nelle altezze, ogni centimetro ne era ricoperto e il bagliore scintillante era incantevolmente bello. Venni invitata ad osservare attentamente e vidi che le preziose pietre erano disposte formando segni e disegni. Più della sola mia attenzione si rese necessaria; abbisognavo della assistenza attiva della mia guida per vedere che tali segni e disegni erano lettere che formavano parole e frasi. Ma divenni capace di vederle, e mi venne detto che avrei dovuto accuratamente ricordare tutto ciò che riuscivo a leggere, e metterlo in forma scritta una volta ritornata nel mio corpo. Fu ciò che feci. …e questo è il modo in cui i primi aforismi de “la luce sul sentiero” presero forma, in poche parole e poche frasi. Per poterle vedere e leggere io stessa ero stata portata presso il muro sul quale sono scritte, nel luogo in cui tutti coloro che vi entrano possono a loro volta leggerle e che è reso noto ai lettori di questo libro come l’Aula dell’Apprendimento. Alla stessa maniera ottenni l’intero contenuto di questo piccolo libro”.*

Nell’introduzione il Leadbeater indica il Maestro Hilarìon come trasmettitore diretto alla Collins dei contenuti a sua volta da lui ricevuti da parte del suo Maestro: “il Veneziano”.

In origine vi era un testo scritto a mano, sottoforma di brevi aforismi in sé compiuti, in epoche molto lontane (tanto che “prima del tempo di Cristo gli uomini ne avevano già dmenticato la data e il nome dell’autore”) su 10 foglie di palma: tre righe su ogni foglia, disposte nel senso della lunghezza. Il Maestro Veneziano le tradusse in greco dal sanscrito antico e vi aggiunse le proprie spiegazioni le quali formarono assieme ai trenta aforismi il contenuto trasmesso alla Collins nel 1885. E’ interessante notare, tra le altre cose, l’aspetto di complementarietà di tali spiegazioni, che portano completamento e spesso una sorta di contrappeso agli aforismi, come a voler fornire gli strumenti volti ad evitare tentazioni dogmatioche e unilaterali.

A titolo di esempio seguono i primi tre aforismi accompagnati dal commento (espresso nel punto 4.):

1 .Uccidi l’ambizione

2. Uccidi il desiderio di vivere

3. Uccidi il desiderio del benessere

4. Lavora come lavorano quelli che sono ambiziosi. Rispetta la vita comequelli che la desiderano. Sii felice come chi vive per la felicità.

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Questi libri hanno lo scopo di affrettare l’evoluzione di coloro che sono sul Sentiero, e presentano degli ideali che gli uomini del mondo non sono generalmente disposti ad accettare. Un individuo sarà capace di intendere realmente l’insegnamento solo in quanto lo vive. Se non lo mette in pratica, il libro rimarrà per lui suggellato, ed egli lo crederà inapplicabile ed inutile.Ma qualsiasi sforzo sincero di viverlo getta subito luce su di esso, e solo in tal modo questa perla di valore inestimabile può essere apprezzata.

C.W. Leadbeater

(Questo libro) è stato scritto per coloro che sono alla ricerca di quella verità che oggi vive in forma seminale, atta a produrre i suoi frutti domani; coloro che non permangono avvinghiati a ciò che è già stato ma attendono con dedizione a ciò che è ancora in divenire. Quanti desiderano comprendere gli insegnamenti de “La luce sul sentiero” devono crearli come qualcosa di proprio, amandoli al contempo come qualcosa affatto propria, così come una madre da alla luce il proprio figlio e lo ama in quanto altro e separato da sé. I primi quattro insegnamenti sono tali per cui, ove propriamente compresi, aprono il varco d’accesso all’esoterismo.*

Rudolf Steiner

* mie traduzioni dal testo “The archetypal Feminine in the Mystery Stream of Humanity” di Manfred Schmidt-Brabant e Virginia Sease, pgg 70-71.

SENZA CATEGORIA

ISIDE SOPHIA – Quarta Lettera (parte III)

Denderah

 

 QUARTA LETTERA

Luglio 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(Continuazione)

Possiamo trovare pure l’immagine di questi eventi dentro la forma umana. La cassa toracica umana è una immagine reale del Cancro. La cassa toracica circonda e protegge gli organi interni, in special modo il cuore e i polmoni; e tuttavia, nella misura in cui la cassa toracica separa gli organi interni dall’esterno, vive dentro la cassa toracica il desiderio di venire in contatto con il mondo esterno. Questo desiderio può giungere sino ad essere egoismo; il desiderio di possedere tutto quello che giunge alla portata dell’essere. Dobbiamo adesso immaginare che quest’immagine della cassa toracica è soltanto pallidamente indicata negli eventi descritti sopra, perché gli esseri connessi con gli eventi del Cancro dell’Antico Saturno sono ancora molto dipendenti dall’aiuto degli Spiriti dell’Amore. Essi non hanno neppure raggiunto la coscienza dell’Io simile a quella umana, così dobbiamo vedere in qualche modo il peso di questi eventi nella Costellazione del Capricorno. Ciò appare ora come le giunture nella forma umana, in special modo nei gomiti e nei ginocchi. Così troviamo di nuovo il rapporto con gli eventi nel quarto ciclo di Saturno. Abbiamo detto che gli avvenimenti dei Gemelli e del Sagittario appaiono entro la forma umana come la parte superiore delle braccia seguite dai gomiti. Comunque, si può chiedere: “Che cosa hanno a che fare i gomiti con gli organi dei sensi?”. Se non si fa l’errore di immaginare gli organi dei sensi unicamente come li ha oggi l’essere umano, si può trovare la soluzione. Se immaginiamo le percezioni soprasensibili degli Spiriti dell’Amore che compenetrano i corpi di calore e nell’atto della compenetrazione, per così dire, creanti organi di percezione sulla superficie della “pelle” di quei corpi, possiamo allora sperimentare quanto segue: fuori dei corpi di calore – il luogo di dimora degli Arcangeli – l’influenza degli Spiriti dell’Amore è qualcosa di simile a linee “rette”, ma essa nel penetrare la pelle di quei corpi viene ritorta, e così viene creato una specie di organo – come una giuntura – che cambia la “direzione” esterna in una “direzione” interna. Solo dall’esatto rapporto tra ambedue le “direzioni”, attraverso un organo di senso simile ad una giuntura, possono aver luogo le corrette percezioni. Questo, per esempio, è il modo come agisce l’occhio umano, in quanto sorta di organo di senso Archetipico simile ad una giuntura. Nel caso del gomito, come immagine del periodo dell’Antico Saturno, avremmo un attivo organo di senso perché esso è usato per la nostra attività proprio come dobbiamo immaginare gli organi di senso ispirati dagli Spiriti dell’Amore: come organi attivi, creativi. 

Il successivo gradino dell’Antico Saturno, il sesto grande ciclo, conduce oltre lungo questa linea. Finora vi erano facoltà di percezione create dentro le creature di calore, e adesso durante questo ciclo viene instaurata una sorta di digestione. Gli eventi dentro Saturno sono non solo percepiti, bensì le sostanze di calore nell’ambiente circostante vengono pure accolte nell’essere di calore. Là esse attraversano una specie di “metabolismo”; così hanno luogo processi di nutrizione e di escrezione. 

Questa evoluzione viene causata da due specie di Esseri Spirituali. Gli “Angeli” o “Figli del Crepuscolo”, e gli “Spiriti dell’Armonia” o “Cherubini”. Nell’Antico Saturno gli Angeli hanno una coscienza ancora più bassa degli Arcangeli. La loro coscienza potrebbe essere paragonata con il grado di coscienza che oggi hanno le piante, ed essi pure agiscono sui corpi di calore in una maniera pallidamente simile. Essi provocano questo primordiale metabolismo che è simile alla circolazione della linfa nelle piante, ma non potrebbero farlo da soli. Li aiutano elevati Esseri Spirituali, chiamati Spiriti dell’Armonia. Questi hanno acquisito il potere di dirigere le correnti cosmiche di calore. Se noi fossimo capaci di dirigere volontariamente la nostra corrente sanguigna, allora avremmo una pallida idea di ciò che questi Esseri possono fare. Consistendo di calore, questa corrente di sangue cosmica appare da fuori come suono. E’ l’”Armonia delle Sfere”; per questo, questi Spiriti sono chiamati Spiriti dell’Armonia. L’ordine nel quale essi dirigono le correnti cosmiche, che da un lato è calore e dall’altro volontà, è così bello e armonioso che appare come musica celeste. 

Ambedue le Gerarchie insieme creano il metabolismo primordiale. Possiamo trovare questo stadio di evoluzione rimembrato nella Costellazione del Leone e dell’Acquario. La costellazione del Leone può essere trovata, in Febbraio a mezzanotte, alta sull’orizzonte meridionale. E’ una Costellazione veramente notevole. Al di sotto vi è l’Idra e sopra di essa, verso il cielo settentrionale, il corpo dell’Orsa Maggiore. In questa Costellazione sono inscritte le azioni degli Angeli. Essa pure è strettamente collegata col cuore. Il leone sulla Terra ha un rapporto peculiarissimo tra il battito del cuore e il respiro. Si può dire anche che il corpo di questo animale è principalmente orientato verso il cuore. Esso è, preso come un tutto, un grande “cuore”, e perciò è il “re degli animali”. 

Senza grandi difficoltà, ora, possiamo vedere in questa regione il metabolismo di calore come è stato creato dentro i corpi di calore su Saturno, perché il cuore è ancora oggi l’organo centrale del metabolismo del calore connesso col calore del sangue.

46 - Leo 1

 

La Costellazione dell’Acquario può essere vista, verso la fine di Agosto nelle ore di mezzanotte, tra la Costellazione dei Pesci e il Capricorno. Le nostre vecchie mappe Stellari la mostrano come una figura umana che riversa acqua da un’anfora negli spazi celesti. In questa regione sono inscritte le azioni degli Spiriti dell’Armonia. L’acqua che viene riversata nell’Universo non è, naturalmente, acqua terrestre. E’ la corrente di calore che gli Spiriti dell’Armonia dirigono attraverso l’Universo dell’Antico Saturno. Dentro il corpo umano, la circolazione della corrente sanguigna è ancora l’immagine dell’attività di quegli Spiriti Divini. Sappiamo che, talvolta, parliamo persino del suono dello scorrere impetuoso della corrente sanguigna. Gli avanbracci e i polpacci sono pure collegati con l’Acquario. Coloro che hanno una qualche esperienza nella cura dei bambini sanno che gli avambracci ed i polpacci sono un eccellente mezzo per la misurazione e la regolazione del metabolismo del calore, così come un controllo della velocità cardiaca. 

Acquario

 

Nella prossima Lettera concluderemo la descrizione dell’evoluzione dell’Antico Saturno e riassumeremo le nostre esperienze sullo Zodiaco, che ci renderanno capaci di delinearne un’immagine più completa. Ciò sarà necessario dopo il nostro viaggio in qualche modo rapido attraverso questo grande giro dell’evoluzione cosmica. Possano i lettori non diventare impazienti se queste descrizioni sembrano molto difficili. Dobbiamo fare questo duro lavoro per stabilire una reale e fondamentale conoscenza dell’Universo Stellare, che si dimostrerà utile in molte maniere.

Tutti i diritti di riproduzione, di traduzione o di adattamento sono riservati per tutti i Paesi. E’ vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, se non espressamente autorizzata per iscritto dall’editore, salvo piccole citazioni in recensioni o articoli.

ISIDE SOPHIA - Introduzione all'Astrosofia - Willi Sucher, LIBRI E AUTORI, SCIENZA DELLO SPIRITO

TRAPIANTO DI TESTA: SI PUO' FARE?

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SI…PUO’….FARE!!!

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Negli ultimi giorni abbiamo visto una notizia molto particolare balzare e rimbalzare nel  flipper massmediatico. Tralasciando i professionisti della “notizia shock” ab-usata per indicare tanto gli accadimenti più seri quanto quelli rientranti nel campo del “tittytainment” tale evento è stato presentato da alcuni come una “possibilità straordinaria”, da altri come “un traguardo fantascientifico” o come “progetto complicato” con tutti gli annessi e connessi (o disnessi e sconnessi) del caso in quanto all’etica e all’opportunità. 

Di cosa stiamo parlando? Tenetevi forte: è roba da far girare la testa! Anzi, a quanto dice il neurochirurgo Sergio Canavero la testa si trapianterà proprio del tutto. Certo, ci vorranno ancora un paio d’anni, ma che volete che siano data l’epocalità della cosa? 

Il progetto si chiama HEAVEN/GEMINI (Head Anastomosis Venture with Cord Fusion), ma l’idea non è recentissima dato che i primi passi a livello pratico risalgono al 1970, allorquando la prima unione cefalosomatica venne realizzata dal Dr. Robert White utilizzando due macachi. Il ricevente visse ben 8 giorni, a quanto pare in maniera normale (!) e senza complicazioni di sorta. 

Lo stesso Dr. White ebbe a scrivere qualche anno dopo: “…Ciò che è stato realizzato nelle cavie animali..è pienamente realizzabile nella sfera umana. Per sapere se tali procedure sensazionali troveranno mai giustificazione in campo umano dovremo attendere non solo le continue conquiste della scienza medica ma, in maniera più appropriata, le giustificazioni morali e sociali di tali imprese”. 

Ma la tecnologia allora disponibile non permetteva ancora di passare anche all’atto pratico sugli esseri umani poiché l’impossibilità di connettere tutti i nervi della spina dorsale avrebbe comportato la paralisi del corpo dal collo in giù. 

Frankenstein Junior

Cionondimeno nel 1999, il Dr. White predisse che “…ciò che era stata da sempre materia di fiction scientifica – la leggenda di Frankestein, nella quale un intero essere umano veniva costruita cucendo tra loro parti di diversi corpi – diverrà realtà clinica nel XXI secolo…il trapianto di cervello, almeno ad uno stadio iniziale, sarà un trapianto della testa a tutti gli effetti (o trapianto di corpo a seconda dei punti di vista) …considerando i significativi miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nella gestione post-operatoria…è ora possibile considerare l’applicazione delle tecniche di trapianto della testa agli esseri umani“. 

Sembra dunque giunto il momento fatidico, perlomeno stando a quanto pubblicato dal Dr. Canavero stesso sulla rivista Surgical Neurology International(http://www.surgicalneurologyint.com/article.asp?issn=2152-7806;year=2013;volume=4;issue=2;spage=335;epage=342;aulast=Canavero): il sopracitato problema della connessione sarebbe stato risolto grazie ad un particolare tecnica di taglio chirurgico (definita nella pubblicazione “clean cut”) e all’utilizzo di polimeri inorganici (chiamati fusogeni o sigillanti di membrana) che dovrebbero «ricucire» la lesione midollare rendendo dunque possibile la continuità del midollo spinale fra donatore e ricevente. 

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Senza scendere troppo nei dettagli (chi fosse interessato può facilmente trovare maggiori ragguagli sul web nonché nell’intero articolo sul sito della rivista sopralinkata) : la testa del ricevente (tetraplegico o affetto da patologia neuromuscolare degenerativa) verrebbe portata ad una temperatura tra i 10°C e i 15°C, per essere poi chirurgicamente asportata da parte di una equipe medica, mentre una seconda equipe provvederebbe al contempo all’asportazione della testa del soggetto donatore (deceduto a seguito di un trauma cranico puro oppure di un ictus fatale). La bassa temperatura permetterebbe il corretto svolgimento dell’operazione da concludersi nel tempo massimo di un’ora. Tempo permettendo il donatore sarebbe altresì sottoposto ad un’autotrasfusione di sangue da rimettere poi in circolo ad anastomosi compiuta. 

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Concluso l’intervento si trasferirebbe il ricevente in terapia intensiva dove rimarrebbe sedato per tre giorni  indossando un collare cervicale, dopodiché avirebbero sedute di fisioterapia fino al massimo recupero funzionale possibile. 

A livello psicologico viene invece prefigurato un intervento volto ad occuparsi dell’identità e dell’immagine corporea. Inoltre gli psichiatri dovrebbero tra le altre cose occuparsi di monitorare un corretto decorso dal punto di vista delle aspettative del paziente rispetto all’allotrapianto, affinché esse siano mantenute positive ma realistiche. 

Le ultime fasi della sperimentazione dovrebbero svolgersi avvalendosi della solita collaborazione dei primati oltreché di soggetti umani, in condizione di morte cerebrale e prima di un eventuale espianto di organi. 

Per quanto riguarda invece il dilemma etico esso viene esposto chiamando in causa il racconto di Thomas Mann “Le teste mozzate” (1940)*, in particolare considerando il fatto che quella che il Dott. Canavero indica come “HEAVEN created chimera” avrebbe la mente del ricevente ma in caso di riproduzione la prole erediterebbe il patrimonio genetico del donatore. 

Ad ogni modo, nel giro di un paio d’anni il progetto HEAVEN “potrebbe portare i suoi frutti”. Non so se in questo caso sia necessario aspettare i frutti, da cui riconosceremo. Forse la semina è già più che sufficiente.

Come dite? Potrebbe essere peggio? Beh si, in effetti…potrebbe piovere! 

Igor

* Molto sinteticamente: Ambientato in India, e basato su di un mito indiano, esso vede protagonisti due amici,  psicofisicamente differenti essendo uno (Shridaman) mercante brahmano spiritualmente dotato ma non fisicamente prestante e l’altro (Nanda) un fabbro e vaccaro di bell’aspetto e dal corpo curato. Shridaman sposa la bella Sita, ed i tre si recano sei mesi dopo il matrimonio (con Sita in dolce attesa) a trovare i di lei genitori. Durante il viaggio Shridaman, in preda a turbamento religioso, si decapita autosacrificandosi in un tempio dedicato  alla dea Kali e l’amico, scopertone il cadavere, fa lo stesso per timore di venir accusato di omicidio. Quanto Sita, che era consapevolmente attratta fisicamente da Nanda, trova i cadaveri tenta di impiccarsi, convinta che la causa del tutto risiedesse nella gelosia dei due verso di lei. A questo punto entra in scena direttamente la dea Kalì, che erudisce Sita su quanto è in realtà avvenuto dandole al contempo la facoltà di ristabilire la situazione. Ma Sita, sopraffatta dall’emozione commette un errore, cosìcché la testa di Shridaman viene a trovarsi sul corpo di Nanda e quella di Nanda sul corpo di Shridaman. Inizialmente i due amici paiono soddisfatti della nuova situazione, ma resta da definire chi a questo punto debba legittimamente essere il marito della giovane donna. L’asceta Kamadamana, all’uopo interpellato, sentenzia che il legittimo consorte dev’essere colui che ha ereditato la testa di Shridaman (“Sposo è chi porta il capo maritale”), con gran delusione di Nanda che decide di diventare un anacoreta. Col passare del tempo però anche il nuovo corpo di Shridaman (non esattamente un tipo dalla vocazione atletica)  comincia ad inflaccidirsi, tornando ad essere “uno di quei corpi che possono ben servire da complemento e appendice a una testa nobile e sapiente”. Nel frattempo viene alla luce il piccolo Sadhami (soprannominato poi Andhaka, ossia ciechino, essendo affetto da forte miopia) e Sita aprofitta di una breve assenza di Shridaman per recarsi a trovare Nada e fargli conoscere quel bambino che era anche carne della sua carne. Passarono nuzialmente insieme un giorno ed una notte, fino a quando Shridaman, tornato dal suo viaggio ed intuito dove si trovasse la moglie, li raggiunse ponendo così Sita nella condizione di dover effettuare una scelta. Non sussistendo la possibilità per la donna di poter vivere con entrambi, l’unica soluzione risulta essere il suicidio dei due, seguiti ritualmente nella stessa sorte da Sita in un rogo funebre appiccato dal piccolo Andhaka, il quale poi condurrà una vita molto spirituale e diverrà lettore presso la corte del Re di Benares.

 

ALTRO, SENZA CATEGORIA

ISIDE SOPHIA – Quarta Lettera (parte II)

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Denderah

 

QUARTA LETTERA

Luglio 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(Continuazione)

Quest’immagine del Sagittario, in special modo dell’arco, rivela un grande accordo circa gli eventi e gli sviluppi ispirati dalla Costellazione opposta dei Gemelli. Attraverso la duplice influenza che giunge dai Gemelli, al singolo corpo di Saturno è stata data forma esteriore e la pallida esperienza di un mondo interiore. Così è venuto nel mondo un principio di estrema importanza per tutta l’ulteriore evoluzione, in special modo umana. Questa duplicità è la ragione per la creazione di un “mondo fisico” e pure di un “Mondo Animico” umano. Essa contiene già il germe di una lunga storia dell’evoluzione umana: la lunga lotta del divenire dell’essere umano, l’armonizzazione tra il mondo esterno, fisico, e il Mondo Animico e spirituale. Ed è realmente come un arco che inizia in questa era di evoluzione e mira ad una mèta che è lontana. Contiene pure la storia dell’essere umano come essere che ascende da inferiori stadi subumani di esistenza a forme elevate, persino divine, perché quest’evoluzione è unicamente possibile attraverso la continua lotta tra la natura inferiore, che è in rapporto con il mondo esterno, e la superiore natura interiore dell’umanità, che porta la scintilla della Divinità. Abbiamo così l’immagine del centauro, semiumano e semianimale.

Nella precedente descrizione, abbiamo trovato che la Costellazione d’Ariete contiene qualcosa di simile all’immagine Archetipica del cervello, il Toro l’immagine Archetipica dell’organismo della parola, ed i Gemelli gli Archetipi della duplicità, come la simmetria di destra e sinistra o la duplicità di testa ed arti. Quindi dai Gemelli saltiamo al Sagittario. Possiamo trovare pure questo evento impresso nella forma umana. E’ la progressione dalla testa e dalla laringe alle braccia. La parte superiore del braccio è l’immagine corporea del Sagittario. Il corpo umano è diretto verso un mondo esteriore con le braccia, in quanto opposto al mondo interiore della testa. In ciò abbiamo la freccia del Sagittario. Le nostre braccia sono mosse da muscoli e tendini, ed essi indicano la corda dell’arco del Sagittario. Con le nostre braccia operiamo nel mondo, ed attraverso la nostra opera portiamo avanti l’evoluzione dell’umanità e del mondo.

Avendo ora stabilito questa duplicità di un mondo esteriore e di un mondo interiore, possiamo facilmente immaginare l’ulteriore evoluzione. Viene creato una sorta di legame tra i due mondi durante il successivo quinto ciclo dell’Antico Saturno. I primissimi inizi degli organi dei sensi sono creati eentro questi corpi di calore. Questi Archetipici organi dei sensi non sono, naturalmente, in alcun modo simili agli organi dei sensi dell’umanità sulla Terra. Il mondo circostante viene ora percepito come calore, così si può immaginare che i sensi e gli altri organi siano esistenti unicamente in una condizione veramente primordiale. Si dovrebbe immaginare qualcosa di simile ad una guaina limitante che si trova tra i diversi gradi di calore, tra quello all’interno del singolo corpo e quello al di fuori. Sappiamo che quello che possiamo chiamare il nostro senso più basso, è collegato con la capacità di separazione della pelle, ma già nei processi embrionali gli altri organi di senso sono in una certa misura connessi con lo sviluppo della pelle.

Questo sviluppo viene causato da due Gerarchie di Esseri Spirituali. I corpi di calore o di fuoco, che sono in realtà le origini dei corpi fisici umani, per così dire sono inabitati da Esseri Spirituali che Rudolf Steiner chiama “Figli del Fuoco” o “Arcangeli”. Essi non hanno ancora raggiunto, in quel periodo, la coscienza dell’essere umano di oggi. La loro coscienza potrebbe essere paragonata con la coscienza degli animali di oggi, ma unicamente nel grado di veglia. Lavorando e dimorando questi Esseri dentro i corpi di calore, sorge ivi un desiderio di giungere ad un contatto sensibile con l’esterno. Comunque, ciò non potrebbe essere sufficiente a creare quei primordiali organi di senso. Entrano in azione altri Esseri di un ordine elevatissimo, che Rudolf Steiner chiama “Spiriti dell’Amore” o “Serafini”. Essi “percepiscono” gli eventi entro l’Antico Saturno, e la loro percezione non è riflessiva come lo è oggi, per esempio, la percezione dell’essere umano, bensì è creativa. Essi sono capaci di elaborare, insieme con gli Arcangeli, i sottili, eterei abbozzi degli organi di senso Archetipici.

Così, abbiamo in questo quinto ciclo due influenze, ed ora ci possiamo chiedere: ove possiamo trovare rimembrati questi eventi nello Zodiaco?

Gli eventi del quarto ciclo appaiono collegati con i Gemelli e il Sagittario. Ora dobbiamo soltanto procedere nell’ordine dello Zodiaco e troveremo la risposta. E’ un’azione reciproca tra forze che oggi sono rimembrate nelle Costellazioni del Cancro e del Capricorno. Possiamo trovare il Cancro, in Gennaio a mezzanotte, esattamente a Sud. Sopra di esso, verso Nord, vi è la testa dell’Orsa Maggiore. Esso consiste solo di pallidissime stelle. Nelle vecchie mappe viene dipinto come un granchio circondato da un duro carapace e con enormi chele davanti. Quest’immagine ci da una sorta di raffigurazione di come gli Arcangeli dimoravano nei corpi calore dell’Antico Saturno. Così come il granchio è circondato dal carapace, con i molli organi importanti per la vita all’interno del carapace, così gli Arcangeli vivono all’interno dei corpi di calore. Inoltre, essi afferrano o sviluppano il desiderio di afferrare il mondo esteriore con organi simili a chele.

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Sul lato opposto dello Zodiaco vi è la Costellazione del Capricorno. E’ possibile trovarla a mezzanotte, verso la fine di Luglio, esattamente a Sud e vicinissimo all’orizzonte. La maestosa Costellazione del Cigno è allora esattamente sopra di essa. Nelle vecchie mappe Stellari essa viene raffigurata come uno stambecco, però senza le zampe posteriori. Al loro posto si vede una specie di coda di pesce che è incurvata come una spirale. Questa immaginazione ci dà un’idea dell’attività di quegli elevati Esseri Spirituali, gli Spiriti dell’Amore. Come lo stambecco che scala i più alti picchi delle più elevate montagne del mondo,  che allunga le sue corna nella sfera della luce, così dobbiamo immaginare gli Spiriti dell’Amore. Essi dimorano nella più alta sfera dell’Universo spirituale. Essi percepiscono gli eventi dentro l’Universo da un punto di alto vantaggio, sebbene la loro percezione non sia passiva, bensì creativa. Nell’atto della percezione essi creano. Essi non trattengono le loro percezioni creative; le passano agli Arcangeli. Questa è un’azione di puro amore. La percezione assoluta si combina con il desiderio di percezione dentro gli Arcangeli; vengono così creati gli organi di senso. Non sono creati come organi meccanici. L’Amore Divino dentro le immagini di luce, che gli Spiriti dell’Amore percepiscono, crea organi che rendono capaci le creature di percepire il riflesso delle esperienze soprasensibili di quegli Esseri divini. Tale “involuzione” creativa di esperienze superiori in una sfera inferiore appare nella coda di pesce del Capricorno. Questa indica che essa giunge nella sfera dell’”acqua”, che non è ancora, naturalmente, acqua reale perché esiste unicamente calore su Saturno, ma indica la sfera di riflessione che, indubbiamente, è il calore.

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(Continua)

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ISIDE SOPHIA - Introduzione all'Astrosofia - Willi Sucher, LIBRI E AUTORI, SCIENZA DELLO SPIRITO

INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE

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Durante la lettura e lo studio del testo mi è spesso capitato di dover tralasciare momentaneamente personaggi o argomenti citati riguardo a cui conoscevo poco o nulla. Sebbene tale conoscenza possa essere in qualche modo considerata accessoria e non indispensabile rispetto all’essenza dell’opera in questione ho ritenuto utile quantomeno acquisire informazioni anche solo a livello basico a riguardo. Condividerò ogni tanto qui su Eco, casomai possa tornare utile anche ad altri (fatta salva la possibilità da parte di chiunque abbia modo e/o voglia di integrare, aggiungere o quant’altro).

§§§

Karl Julius Schröer (Presburg, 11 gennaio 1825 ; Vienna 16 dicembre 1900).

Schroer

Filologo, linguista e letterato, viene indicato nella prefazione (tratta dal cap. VI de « La mia vita ») come colui che consigliò all’editore Joseph Kürschner l’allora ventiduenne Rudolf Steiner come curatore dell’edizione delle opere scientifiche di Goethe per la Collezione della « Letteratura nazionale tedesca ».

Nel saggio “Enigma dell’uomo” il Dottore (che fu prima suo studente all’università di Vienna dove lo Schröer insegnava storia della letteratura tedesca) lo indica come personalità nella quale è possibile scorgere il nobile manifestarsi dello spirito di “austricità” nel corso della seconda metà del XIX secolo.

Commentatore e fine conoscitore delle opere di Goethe, volgerà in particolar modo il suo interesse allo studio del Faust di cui pubblicherà una edizione commentata in due volumi. Nel 1878 fu tra i cofondatori dell’ “Associazione Goethiana di Vienna”, mentre nell’ambito della Collezione della « Letteratura nazionale tedesca » si occupò dei drammi, oltre a scrivere una prefazione al primo dei volumi pubblicati da Rudolf Steiner nella quale « esponeva la posizione di Goethe, quale poeta e pensatore, nella vita spirituale moderna » facendo notare « che la concezione del mondo, elaborata dall’epoca successiva a Goethe, era una caduta dall’altezza spirituale a cui Goethe era assurto ».

Nel corso dei suoi studi sul folklore dei territori tedeschi e ungarici si occupò dei Jeux populaires de Noël d’Oberufer (isola sul Danubio sulla quale tali Jeux venivano messi in scena) raccogliendo vari testi ed arricchendoli con le sue note comparative per un opera che nel 1857-58 sarebbe uscita con il titolo Les Jeux de Noël allemands en Hongrie. A tale riguardo è interessante notare come Rudolf Steiner ponga in evidenza (sempre ne l’ « Enigma dell’uomo ») il fatto che i vari e prestigiosi incarichi che caratterizzarono la vita professionale ed accademica dello Schröer costituirono una sorta di « guscio esterno » a copertura di una sua più profonda e significativa attività inerente alla vita spirituale austriaca, principiante proprio da studi approfonditi riguardo agli enigmi, all’anima ed alle espressioni linguistiche della vita popolare Germanico-Austriaca e volta a cogliere in maniera vivente quelle forze che sul palcoscenico dell’interiorità e dell’anima dell’uomo lottano per venire alla luce (in particolare riguardo a Les Jeux è da evidenziare il fatto che essi sono in stretta correlazione con le modalità con le quali la nascita di Cristo, assieme a tutto ciò che ad essa è connesso, vive e si imprime in immagini raggiungendo in profondità cuore ed interiorità delle persone).

Importante risulta anche essere l’esempio di Schröer per quanto riguarda la pedagogia. La profonda attitudine e conoscenza nei confronti dell’essenza dell’essere e dell’anima umana trova applicazione e accrescimento in campo pedagogico in occasione di varie esperienze che il Professore compie come direttore scolastico, sfociando tra le altre cose nella piccola pubblicazione « Questioni relative all’insegnamento » che Steiner considera annoverabile fra le « perle della letteratura pedagogica ».

Verso la fine della sua esperienza terrena Schröer si spese per la creazione a Vienna di un memoriale in omaggio a Goethe che verrà inaugurato il giorno prima della sua morte.

Schröer, l’austriaco, non intende vedere il mondo dei pensieri grigio su grigio. Le idee dovrebbero risplendere di una colorazione tale da rinfrescare e ringiovanire continuamente le profondità del nostro cuore. E quanto di più importante ci sarebbe stato a tale riguardo per Schröer…era il pensiero concernente il sofferto anelito verso la Luce, che alberga nelle profondità del cuore umano, ricercante nel mondo delle idee il sole di quel regno nel quale il nostro intelletto volto al solo mondo dei sensi e della finitezza dovrebbe sentire l’estinguersi della sua luce.
(R. Steiner)

LA CORONA DI GOETHE

Da Goethe e l’amore, “Ricordi di Weimar”, Filadelfia Editore, Milano 2007, pp. 113-114. Tratto da “L’Archetipo” – Ottobre 2008 –www.larchetipo.com/2008/ott08/

…Già nella carrozza postale mi rallegrai per un’immagine graziosa che potei ricavare dal racconto di una signora, compagna di viaggio, che parlava in modo alquanto caloroso di Goethe. Ancora scolaretta ebbe una volta la fortuna di partecipare ad una festa preparata per onorare la granduchessa.
Alla schiera delle giovinette furono distribuite strofe di poesie che esse dovevano imparare e poi leggere ad alta voce. La mia compagna di viaggio aveva dimenticato i dettagli di quella festa, ma un momento solo ella ricordava vivamente. Dovevano esserci delle prove, e le giovinette si radunarono in una sala.

Faceva freddo e si avvolsero nei mantelli. Ad un tratto entrò Goethe, che la narratrice vedeva per la prima volta. Egli apparve avvolto in un mantello con un bavero rosso foderato, che aveva qualcosa di militaresco …«Si mostrò però cosí affabile con noi piccoli, ed era cosí bello e regale, che noi bambine ci distraemmo completamente guardando solo lui. Egli si sedette di fronte a noi per ascoltare le prove, e noi non distoglievamo gli occhi da lui!». Piú tardi fu chiesto alla narratrice se avesse visto Goethe, ed ella rispose di sí e disse che «egli portava una corona!».
La si derise, ma ella chiamò un’amica come testimone, ed anch’essa si ricordò «che certo, egli portava una corona!». Piú le giovinette riflettevano e piú si convincevano «che certo, egli portava una corona!», e questo nonostante gli altri incominciassero ad irritarsi per questa grave non verità sostenuta cosí fortemente. I bambini però sapevano bene cosa avevano visto.
Avevo una lettera per Eckermann, che gli feci recapitare con la preghiera di ricevermi per un’ora e la richiesta di quando sarebbe potuta avvenire la mia visita. Nel frattempo mi recai in una specie di caffè; ciò che mi colpí fu che, nonostante fosse arredato in modo piccolo borghese, tutti i muri intorno erano decorati con quadri ben dipinti. Erano quadri di valore, e non riuscivo a spiegarmi come potessero trovarsi lí. Chiesi al padrone.
Egli sospirò, non sapendo se degnarmi o no di una risposta. Finalmente disse: «I quadri sono di mio figlio». – «Allora vostro figlio deve essere un artista importante». – «Avete già sentito parlare del pittore Martersteig di Parigi?». – «Certo, naturalmente!». – «Ecco, è lui mio figlio!». Ed ora il vecchio si sedette accanto a me e disse con tono confidenziale:
«Eh, vedete, se avessimo qui ancora Goethe, quella era vita! Senza di lui mio figlio non sarebbe divenuto pittore. Egli era un uomo che vedeva attraverso gli uomini!». Questo è all’incirca quanto ricordo di ciò che mi comunicò il rispettabile signore. E cosí, appena arrivato, avevo già appreso una seconda storia di mio gradimento, e mi rallegravo di poter trovare ovunque tracce della personalità di Goethe. Ciò che specialmente amavo qui e anche piú tardi, era la percezione di come cosí tante persone si ricordassero della calorosa benevolenza e vera bontà d’animo che emanava dall’essere di Goethe.
Karl Julius Schöer

INTRODUZIONI AGLI SCRITTI SCIENTIFICI DI GOETHE, LIBRI E AUTORI

ISIDE SOPHIA – Quarta Lettera

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QUARTA LETTERA

Luglio 1944

LA NATURA SPIRITUALE DELLO ZODIACO DELLE STELLE FISSE

(CONTINUAZIONE)

Questa impresa può sembrare estremamente difficile, specialmente per quei lettori che non sono profondamente familiarizzati con il libro di Steiner da noi menzionato, ma si deve comprendere che non vi è altra via per acquisire una conoscenza reale e fondamentale della natura interiore delle Stelle fisse e dei Pianeti. Esistono, naturalmente, molte opere astrologiche che descrivono influenze differenziate dello Zodiaco; comunque, tali descrizioni per lo più derivano dalla tradizione e non dànno alcuna spiegazione del perché i dodici segni dello Zodiaco agiscano nella maniera indicata. Così gli studiosi vengono posti di fronte ad un Universo, nel quale le influenze devono essere prese in considerazione, che tuttavia circonda l’essere umano con un muro insormontabile d’incomprensibile necessità.

L’intenzione di queste Lettere è quella di creare una reale comprensione della natura dell’Universo, poiché soltanto attraverso comprensione e chiaro pensiero l’essere umano diviene libero ed autocosciente, allorché viene messo di fronte alle influenze di questo Universo. Perciò, dobbiamo compiere un po’ di lavoro duro, specialmente al principio, e dev’essere fortemente sottolineato che è necessario studiare questi passaggi sulla relazione tra Zodiaco ed evoluzione sempre di nuovo sino a che essi non divengano reali immagini interiori, reali immaginazioni. Questo studio deve essere fatto insieme con lo studio del libro Scienza Occulta. Solo allora esso diverrà una fonte di conoscenza, che renderà lo studioso capace di trovare molteplici rapporti tra i mondi celeste e terrestre, i quali, semplicemente, non possono essere compresi tutti in una volta da un essere umano. Lo studioso deve giungere ad un punto nel quale lui, o lei, si sentono come un artista che prenda nelle sue mani il suo soggetto e col potere dell’immaginazione indovina le molte possibilità delle influenze cosmiche. Possiamo cominciare con una grande immaginazione fondamentale: la creazione.

 

Willi Sucher

 

Nell’ultima Lettera abbiamo descritto i primi tre grandi cicli di evoluzione entro l’Universo primordiale che abbiamo chiamato Antico Saturno. Vi era allora unicamente sostanza di Volontà, derivata dal sacrificio degli Spiriti della Volontà, un Universo piuttosto caotico e di natura più o meno animica. Durante il primo ciclo vi era un riflesso della vita, creato entro questa sostanza di Volontà. Nel corso del secondo ciclo, venne creato un riflesso di animazione da altri Esseri Spirituali, e durante il terzo ciclo venne attuato un esteriore riflesso di individualizzazione, che dette luogo ad una divisione dell’unico corpo singolo del “Pianeta” in molti corpi separati.

Inoltre, abbiamo trovato l’imprimersi di questi eventi primordiali nelle Costellazioni di Ariete, Toro e Gemelli. Abbiamo così trovato la natura interiore di queste Costellazioni, poiché, impregnate da tali eventi esse irradiano ancora forze come una specie di memoria cosmica.

Ora proseguiremo con la descrizione dell’evoluzione. Fino ad ora tutto è ancora di natura più o meno animica. Sono stati creati dei corpi singoli, separati, ed ora entro questi per la prima volta viene ad esistenza una sorta di duplicità universale: un mondo esteriore ed un mondo interiore. Il mondo interiore è stato, ad un grado lieve, separato dal mondo esterno. Il mondo esterno diviene qualcosa di obbiettivo che è “percepibile” dal mondo interiore, anche se è soltanto ad un livello di “coscienza” molto ottuso. Il mondo esterno è in se stesso Volontà, ma, sperimentato come oggetto, diviene fuoco o calore. Fino a che siamo immersi nella nostra sfera volitiva, agiamo ed operiamo fuori del mondo che possiamo considerare il regno dei nostri impulsi animici. Per esempio, non appena siamo leggermente stanchi o distaccati dall’impulso – possiamo ancora chiamarlo il nostro dovere – cosicché sperimentiamo lo sforzo causato da una “volontà esteriore”, sperimentiamo al tempo stesso produzione di calore nel nostro corpo. Naturalmente, la nostra esistenza corporea oggi è troppo complicata per fornire un buon esempio per la spiegazione dei fatti entro l’evoluzione dell’Antico Saturno.

Questa trasmutazione della sostanza di Volontà in fuoco o calore viene causata da Esseri Spirituali che Rudolf Steiner chiama “Spiriti della Personalità” o “Archai”, nel suo libro. Essi attraversano esperienzi simili a quelle dell’uomo sulla Terra per acquisire la coscienza dell’Io; tuttavia, lo fanno in condizioni abbastanza differenti. Nel farlo, essi lavorano nei corpi che sono stati creati nel ciclo precedente. Non potendo la sostanza di Volontà accogliere le influenze precedenti, essa è ancor meno capace di trattenere l’influenza degli Spiriti della Personalità. Di nuovo, ne resta una sorta di riflesso.

Dentro i corpi di Saturno vi è ora un “riflesso di Personalità” che crea quelle lievi tracce di un mondo interiore all’interno di questi corpi. Così accade che viene ad esistenza la tendenza ad una scissione tra un mondo interiore ed un mondo esteriore, che permette quindi all’essere interiore di “sperimentare” la volontà nel mondo esterno come calore.

La descrizione di quest fatti può già ispirare l’idea dei “Gemelli” – mondo esteriore, mondo interiore – e, in realtà, la si può trovare scritta nella Costellazione dei Gemelli. Ivi abbiamo già l’evento dell’influenza individualizzatrice degli spiriti della Forma che è stata descritta nell’ultima Lettera. Qui dobbiamo immaginare che la Costellazione dei Gemelli porti non solo “tendenze dei Gemelli” nel mondo, bensì che essa è o è stata, in tempi da lungo trascorsi, realmente due Costellazioni: l’una che ricorda l’attività degli Spiriti della Forma e l’altra l’attività degli Spiriti della Personalità.

Ma il fatto che oggi vi sia soltanto un’unica Costellazione rivela pure un profondo mistero. Nel linguaggio della memoria cosmica ciò rivela che qualcosa è scomparso. Fu così. Si dovrebbe immaginare che gli Spiriti della Personalità, nel corso della loro evoluzione, si mossero dalla loro “località” spirituale nella cerchia delle Gerarchie Spirituali e si mossero nella “direzione” opposta, nella sfera che oggi è simboleggiata dalla Costellazione del Sagittario.

Possiamo trovare la Costellazione del Sagittario, durante le notti di mezza estate, esattamente al di sopra dell’orizzonte meridionale sotto la Costellazione dell’Aquila e di Ofiuco. Non salirà moltissimo alle nostre latitudini e si muove lentamente lungo l’orizzonte. Nelle antiche mappe Stellari viene dipinto come il centauro – un essere metà cavallo e metà uomo. Porta arco e freccia ed appare tendere ad una certa mèta. Molto spesso viene raffigurato unicamente da arco e freccia. 

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(Continua)

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