VINCERE LA PAURA
Sembra strano pensare al sentimento della paura all’inizio di una primavera, quando il buio delle notti si sta riducendo sensibilmente, ma basta guardarsi intorno ed è indubbio che il sentimento della paura è il sentimento più diffuso e più generalizzato nell’umanità moderna.
Svariate sono le forme in cui si presenta, paure percepite “vicine” o un po più “lontane” nel tempo, ma comunque sempre incombenti.
Insicurezza generalizzata dell’esistenza, timore di sbagliare in campo morale e sociale, paura di perdere la salute, il lavoro o un affetto, forme che si traducono in sostanza, in paura della vita e della morte.
Vive quale sentimento di fondo, una fredda, grigia ragnatela che tenta di imprigionare sempre più gli esseri umani: paura del mondo esterno ma anche paura della propria vita interiore.
L’essere troppo identificati con il proprio corpo fisico porta con se il terrore di perderlo, ma anche il bramare con troppa intensità a una via di fuga verso lo spirito, può portare a degli squilibri nella vita psichica.
L’anima cosciente avanza e con essa avanza la possibilità di una sempre maggiore libertà per l’uomo, ma paradossalmente, pur essendo la libertà l’essenza suprema dell’umano ed il suo bene più prezioso, anch’essa fa paura ed in genere si preferisce il tepore del conosciuto al coraggio di qualcosa di nuovo, fossero anche solo dei nuovi pensieri.
Esistono anche paure che sono soltanto uno specchio delle nostre debolezze, della nostra volontà di sopraffazione, delle nostre invidie, dei nostri egoismi, delle nostre insincerità.
Queste deformazioni dell’anima ci impediscono di superare i momenti di paura, perché sono paure nascoste, non compenetrate di coscienza.
Dato che la paura è un fattore così reale nella vita dell’uomo singolo e del contesto sociale, è necessario, per tentarne il superamento, appellarsi a forze profonde dell’anima, perché non è sufficiente fare dei semplici appelli al coraggio.
Si può discernere tra elementi giustificati e ingiustificati, quali sorgenti di timore, e si può con coraggio spirituale cercarne il superamento.
Naturalmente, le capacità necessarie per distinguere fra una paura giustificata e una ingiustificata, si raggiungono soltanto con uno sforzo serio, che porti sempre più ad un’ auto conoscenza e ad una conoscenza del mondo priva di preconcetti.
Le paure possono certamente essere anche degli avvisi importanti nei confronti di pericoli imminenti ed è importante tenerne conto.
Siamo ancora capaci di provare un sano timore di fronte a certi aspetti distorti della vita che a molti sembrano normali?
Sappiamo restare vigili e quanto più possibile coscienti quando le modificazioni che la scienza ci impone in svariati campi ci assalgono in modo sempre più violento, o la rassegnazione, il relativismo, l’appiattimento e le uguaglianze ad oltranza, hanno spento questo sano campanello d’allarme, accendendone nel contempo altri non giustificati?
Il fenomeno paura è molto complesso!
Partendo da un auto osservazione, si può dire che una delle premesse fondamentali per superare la paura è il compenetrare con la coscienza i propri timori, ponendoseli di fronte, uno alla volta, e prestando attenzione alla forza che li vuole illuminare e comprendere.
Questa forza è ben conosciuta al singolo ricercatore della Verità. Quando egli si dedica in modo attivo a questa ricerca, il pensare si potenzia, così da giungere all’esperienza che la sua vita di pensiero, in un primo momento soggettiva e creduta erroneamente senza valore, si rafforza in modo tale da divenire oggettiva e percepibile come facente parte della realtà stessa del mondo.
Questa è l’unica forza capace di riunificare il particolare con il Tutto, l’unica forza capace di stemperare il sentimento della solitudine e dell’isolamento e anche l’unica strada che dia la possibilità all’uomo di raggiungere la conoscenza del mondo soprasensibile: il porto sicuro dove la paura non trova ormeggio!
Su questa via, se si vogliono raggiungere delle mete significative, è necessario ritrovare un rapporto con due sorgenti di forza che nel corso dei tempi sono andate in gran parte perdute: la fiducia e il coraggio spirituale.
E’ indispensabile ritrovare la fiducia nei confronti di una guida del proprio destino e la fiducia di fronte alla guida spirituale dell’umanità.
Se la fiducia è stata distrutta, questo non significa che non possa venir riconquistata!
Una tranquilla osservazione dei molti segni che il destino ci porta incontro, al di là di ogni cieca casualità, ci consente di ascoltare nuovamente la nostra “voce interiore”, la presenza silenziosa e forte che giuda i nostri passi nella vita.
Chi coglie questa voce, inizia a intravedere l’operare di elementi soprasensibili nell’uomo. Da questo sentore nasce la fiducia e dalla fiducia la sicurezza necessaria per tenere testa ai timori della vita.
Però, nella condizione in cui le onde di un agitarsi interiore o esteriore salissero minacciose, rischiando di sommergerci, potremmo chiedere aiuto a Colui la cui Forza può dominare gli sconvolgimenti di ogni mare.
Nei Vangeli viene descritto come “il Signore degli elementi” come “la Forza che placa le tempeste” o che “cammina sulle acque”.
Egli è Colui che ha detto: “…nel mondo avrete paura, ma fatevi coraggio, Io ho vinto il mondo”.
Per l’uomo moderno, c’è naturalmente il pericolo di considerare tali parole come espressioni di una fede che non ha più nessun collegamento con la pratica della vita. Ma se si provasse a tenerle nel cuore senza preconcetti, come se risuonassero in noi per la prima volta, potremmo trovare o ritrovare in esse tutta l’originaria potenza e ogni paura, per quanto forte, potrebbe mitigarsi al calore della sua Vita, vivendo nell’anima l’acquietarsi degli elementi.
L’anima, dopo essersi rifugiata in questi meravigliosi contenuti per meditarli, si potrà accostare all’esercizio della calma interiore che piano, piano l’aiuterà a riprendere quota e coraggio in quel volo meraviglioso che può essere la vita.







Tutti i pomeriggi, quando uscivano dalla scuola, i bambini avevano l’abitudine di andare a giocare nel giardino del Gigante.
perché non c’erano bambini e le piante si dimenticavano di fiorire.
Così scese di nascosto le scale e aprì in silenzio la porta principale, e uscì nel giardino. Ma quando lo videro, i bambini ne furono così spaventati che scapparono via e nel giardino ritornò inverno. Solo il bambinetto non scappò, perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non vide il Gigante avvicinarsi. E il Gigante gli girò dietro pian piano, lo prese in mano delicatamente e lo posò sull’albero. E l’albero si mise di colpo a fiorire, e gli uccelli vennero a cantare là sopra e il bambinetto distese le braccia e cinse il collo del Gigante e lo baciò. E gli altri bambini, quando videro che il Gigante non era più cattivo, ritornarono di corsa, e con loro arrivò la Primavera. – Ora è il vostro giardino, bambini, – disse il Gigante, e prese una grande scure e buttò giù il muro. E a mezzogiorno, quando stava andando al mercato, la gente trovò il Gigante che giocava con i bambini nel giardino più bello che avessero mai visto.
