POESIA

TU SCENDI DALLE STELLE

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ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori coi grandi maestri italiani Pavarotti e D’Annunzio.

La poesia che segue  fa parte delle Laudi del cielo, una serie di 5 libri, pubblicata dal Vate tra il 1903 ed il 1912

I Re Magi
.
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.
.
(Gabriele D’Annunzio)

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, ARTE, LE TREDICI NOTTI SANTE, MUSICA, POESIA

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 settembre 2020)

 

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI

(29 SETT. 2020)

 

 

1/18051

NITIDO SOLE D’OCCIDENTE

 

 

DOPO LA FOLGORE E IL SILENZIO :

CIO’ CHE  RIMANE E’ ORO DEL MATTINO.

 

ESSENZA DI POTESTA’ CHE VOLGE AL CONSACRARE.

ESSENZA DI VOLONTA’ CHE ARRESTA E TRAFIGGE

LE ONDE DI BLASFEMIA NEL CENTRO DEI CERVELLI.

 

TEMPESTE DI VITALISMO CORPOREO FRA STERMINATE MASSE BRONZEE

DALLE OSCURE ELEMENTARI EPIDERMICHE INTENZIONI

VOLTE AL NEGARE ED ALL’APPESANTIRE.

 

TORBIDE PROFONDE SALINE LASTRE DI POTENZA VOLITIVA

IN CUI LA RIBELLIONE CONTRO I CIELI SEMBRA CERTEZZA.

 

I SENZA ANIMA NEI CORPI ENERGIZZATI

ESIGONO PESARE MENTRE IMPONGONO GLI APPETITI DELLA BESTIA.

 

EPPURE QUEL GRAVARE TREMA E ARRETRA

QUANDO NELL’UMANO

DAI LIMPIDI LUOGHI DEL SILENZIO

LA POTENZA DELLA FORZA FORMANTE DEL CONCETTO

EROMPE DALLA DEDIZIONE CON CUI VIENE CONTEMPLATA.

 

L’IMPOSSIBILE ACCADE E DILAGA

NELLO STUPORE DELLE OCCULTE CERTEZZE COLLETTIVE

CHE  -BESTIALI ED APPARENTEMENTE INAMOVIBILI-

CROLLANO.

 

TORME COMPATTISSIME E STERMINATE DI INDIVIDUALITA’OSTILI AI CIELI

VENGONO SCONVOLTE DA CIO’ CHE CONSIDERAVANO IMPOSSIBILE  :

LA SOVRUMANITA’ NELLA SUA VESTE DI LUCE OPERATIVA.

 

LAMPEGGIA IL CALORE DELLE LONTANISSIME ARMONIE

NELL’INAUDIBILE FRAGORE IN CUI DAL FERREO VALORE

DEL RICORDO CONTEMPLATO :

ORO SI CREA E RISANA.

 

ARCANGELICO.

NITIDISSIMO.

OPERATIVO.

 

NEL RITO DEL SOLE D’OCCIDENTE.

_______________________

 

2/18052

FULGUREA E REDIMENTE

 

 

VIENE DAL CREPUSCOLO L’ORGOGLIO DELLA BESTIA.

TESISSIME ENERGIE DEL LATTESCENTE ADDENSARE

SU CUI INCOMBE L’OSCURITA’ NELLA MORTE DI OGNI SENTIRE.

 

FOLLE ALTERIGIA DEL SENTIRSI DI PIETRA

NEL PROROMPERE DI UNA VOLONTA’ CHE NEGA E SI COMPRIME.

 

 

CUOIO E CARTILAGINI QUALI ESSENZE DI UNA INSENSIBILITA’

CHE TENTA SOLTANTO DI NEGARE.

NELL’INCREDULITA’ CHE TENDE A FARSI PIETRA.

 

COSCIENZE TANTO PIGRE E OTTUSE DA DORMIRE IN UN MALE

CHE LE AVVOLGE NELL’ATTESA DI POTERSI ESPRIMERE.

 

ADORANO LA FORZA DI ENERGIE IMPLACABILI

CHE NELLA MINERALITA’ SOSTITUISCONO LE ANIME.

 

MA L’ANIMA ETERNA COMUNQUE VIVE NELL’ATTIMO IN CUI

OLTRE LA SUPERBIA CEREBRALE :

RESPIRA IL PENSARE CHE GIUNGE A CONTEMPLARE IL CONCATENARSI

LOGICO DEL PROPRIO RICORDARE.

 

DINANZI AL PENSARE CHE RESTA FEDELE ALLA SINTESI DI QUANTO

HA CONCEPITO :

ESPLODE LA DISARMONIA DEL PLUMBEO FALSIFICARE IL VERO.

E SI SVELA.

 

L’EVIDENZA DEL VERO SENTIRE

(VIVENTE VALORE INTERNO ALL’INTENSO PENSARE NELLA SINTESI)

AFFRONTA GLI SPETTRI DEL MENTIRE IMMALVAGENDO.

 

SI MOSTRA LORO E LI SQUASSA.

 

ED E’ L’ESSENZA DELL’ASCESI.

 

LA VERITA’ SI MOSTRA IN QUANTO

-PER ATTIMI-

MANIFESTA LA POTENZA DEL SUO ESSERE.

 

APICI DEL PENSARE IN CUI L’ANIMA CELESTE

-IN VARIO GRADO E MISURA-

RITORNA VALORE OPERATIVO.

E ARDE.

 

NELL’ARCANGELICO SPLENDORE

IN CUI L’ESSENZA LOGICA DEL VERO

SVELA LE LAPIDI INFERNALI E LE SVELLE

RISORGENDO NELLA VITA DELLE ESSENZE.

 

FULGUREA E REDIMENTE.

________________________________

 

3/18053

AURA DELL’UNICO VALORE

 

L’ATTIMO IN CUI E’ POSSIBILE IL SILENZIO :

OTTIENE LA FORZA DI DISTINGUERSI DAL MALE.

 

OTTIENE IL POTERE DI SEPARARE IL CUORE DI ARMONIE

DAL VILUPPO DI ENERGIE CEREBRALI CHE NE COPRONO L’ESSENZA.

 

APICI UMANI IN CUI IL PENSARE

-PERMANENDO NEL CONTEMPLARE –

AFFRONTA L’EVIDENZA DELL’ESTRANEO AL VERO.

AFFRONTA LA POTENZA DI CIO’ CHE SI OPPONE E NEGA.

 

ED E’ LA ZONA IN CUI L’UNIRE LOGICO

LUNGO I SENTIERI DEL RICORDO :

AGISCE MEDIANTE LAMPI DI SINTETICHE EVIDENZE

CHE NELLA LORO ESSENZA SONO LA VERITA’,

 

UNA VERITA’ IN CUI L’ARMONIA MORALE

-DEL TUTTO CEREBRALMENTE INCONCEPIBILE E IMPREVEDIBILE–

SPLENDE.

 

IN VARIO GRADO E MISURA : AURA DELL’UNICO VALORE.

 

METRO DEL SOLO BENE.

 

LA VERITA’.

LE ESSENZE.

ORO DEL LOGOS.

 

NELL’ARCANGELICA IMPRONTA DEL NITIDO STRENUO CONNETTERE.

 

TENUISSIMO FERREO MANTENERE UNITO

QUANTO VIENE CONCEPITO PER ESSERE CONTEMPLATO.

 

NEI LUOGHI DEL SILENZIO PUO’ SCOCCARE

-QUALE FOLGORE-

L’ATTIMO DEL RISANARE DISSOLVENDO IL MALE.

 

AVE SUPREMA RICHIESTA DELLA LUCE

IN CUI E’ PRESENTE L’AUREO EDIFICARE.

 

LIBERA SCELTA INDIVIDUALE

IN CUI PUO’ RISOLLEVARSI IL FATO.

 

NELL’ARCANGELICO IMPOSSIBILE COMPORRE.

______________________

 

4/18054

ETERNITA’ DELL’ATTIMO

 

 

VILUPPI CEREBRALI AL CUI INTERNO SCORRE LA VOLONTA’

DELL’OPPORRE E DEL NEGARE.

 

VILUPPI IN CUI

VISCIDA E BIOLOGICA

E’ L’ENERGIA VOLITIVA A DETENERE LA POLARITA’ MALIGNA

DELLE PIU’ SVARIATE OPINIONI UMANE.

 

MASSE DI PERSONE IN CUI IL DISCUTERE E’ SOLTANTO UN FRANTUME

DELLA MASSA CALCAREA CHE DAL MALE

LI DOMINA LI PERMEA E LI GOVERNA.

 

SENZA L’ASCESI DEI POCHI :

SAREBBERO LE INCONTRASTATE GUIDE DELL’UMANITA’

DIRETTA NEL BESTIALE.

 

MA  -SEPPURE INDISTINGUIBILE NELL’IMMEDIATO-

UN ARGINE RESISTE E PONE GERMOGLI DI LUCE

CHE -PARIMENTI AGENTI NELLA VOLONTA’-

INTACCANO QUEL MALE E INNALZANO IL VOLTO DELLE ANIME

MEDIANTE LIBERTA’

VERSO IL TENUISSIMO SCINTILLIO DEI CIELI

CHE –SIA PURE APPENA SFIORATO-

OPERA ETERNAMENTE ACCESO.

 

UN ATTIMO CHE SI RINNOVA E MANTIENE LE ALTEZZE DELLA SINTESI

VOLUTA :

E’ LUCE MORALE CHE SI ACCENDE NEL VOLERE.

 

LUCE CHE NEGLI APICI CONSACRA E CHE

– IN VARIO GRADO E MISURA –

RISOLLEVA I LIVELLI INTERIORI DELLE SENSIBILITA’ INTELLETTIVE.

 

AZIONI DEL PENSARE CHE :

IMPREVEDIBILI E POSTE OLTRE OGNI FATALE OBBLIGATORIETA’

RINNOVATE E RIPETUTE MEDIANTE LIBERA SCELTA INDIVIDUALE

POSSONO DILAGARE NEL COSMO DELLE CAUSE.

REDIMENDO.

 

AURA DEL PENSARE IN CUI E’ POSSIBILE IMMETTERE

VOLONTA’ UNITIVA CHE CONSACRA.

 

LAMA DELL’ARCANGELO LUNGO I SENTIERI DELL’UOMO D’OCCIDENTE

IN CUI L’ESSENZA LOGOS PUO’ ERIGERE LA NUOVA SACRITA’.

 

ETERNITA’ DELL’ATTIMO NEL LAMPO CHE REDIME.

 

ORO LOGOS NELLA FERREA IMMATERIALITA’ DA CUI PUO’ EROMPERE RISOLUTIVA FOLGORE.

_______________________________________________

 

5/18055

ULTIMA LUCE PERENNEMENTE RINNOVATA

 

NELL’INFERNO DELLE ANIME MINERALIZZATE E GHIGNANTI

PUO’ ACCENDERSI L’EVIDENZA DEL POTERE

CHE NON LE RITIENE DEGNE DI ESISTERE.

OSSIA PUO’ATTUARSI LA POLARITA’ DELL’IMPOSSIBILE REDIMERE.

 

ESANGUI PLUMBEE INTERIORITA’ DI CUOIO E PIETRA

COLTIVANO CERTEZZE DI RABBIA E DI MENZOGNA.

TALMENTE CONGIUNTE CON LA STATICITA’ OPEROSA DEL MALE

DA NUOTARE CON NATURALEZZA FRA OCEANI DI EVIDENTISSIME

MALVAGITA’ ADORATE QUALI IDOLI ESTREMI.

 

TALI CONTORTE REALTA’ CONSIDERANO INATTACCABILE

IL PROPRIO STATO DI IMPUNITA’ E POTERE.

 

EPPURE VENGONO COLPITE DALL’IMPOSSIBILE LUCE MORALE

– LUCE LOGICA DELL’UNICA VERITA’ –

QUANDO VOLONTA’ SI IMMETTE NEL PENSARE

E CREA SPLENDORE OCCULTO.

 

DALL’INTENSITA’ NEL CONTEMPLARE SORGE

– IN VARIO GRADO –

L’AURA DELLA VERGINE CELESTE CHE NELLA FOLGORE

REINTESSE IL LACERATO MANTO DELLA LUCE.

 

ATTO DELL’ARCANGELICA PRESENZA

NEL PIU’ STRENUO INSISTERE IN IDEA.

 

– AVE DELLE SUPREME FONTI QUINTESSENZA DEL REDIMERE –

 

ORO LOGICO DEL PERENNE TRASMUTARE NELLA SANITA’

L’OLTRAGGIO DEBELLATO.

 

INTENSITA’ DELL’ULTIMA PREGHIERA

IMPERCETTIBILMENTE RINNOVATA E ACCESA

OVE LA SINTESI TRAPASSA NEL VALORE CHE CONSACRA.

 

LAMA VIRTU’ SPLENDORE DI METEORA.

 

FERREO DETERMINATO SGUARDO CHE

APPARENTEMENTE IMPOSSIBILE E INCONCEPIBILE

DALLA SOVRUMANITA’

– IN VARIO GRADO –

REDIME.

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, MICHELE - La Via del Pensiero, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

NEL SILENZIO IN CUI LA VOLONTA’ E’ CALORE.

NOVATEK CAMERA

 

NELL’IMMENSO GELO : IL FUOCO CHE AVVAMPA

E’ UNA GOCCIA DEL CUORE DI LUCE

CHE MANIFESTA L’ARMONIA DEGLI ETERNI.

 

MENTRE NELLA STASI DEL GELO LE ANIME PERSE ESPRIMONO ODIO.

TENUE IL CALORE SI ANNUNCIA NEGLI AUREI BAGLIORI DEL CIELO.

 

E TALE INVINCIBILE LUCE CHE SORGE

SCATENA IL FURORE DI COLORO CHE VOLLERO IL MALE

NEL MARE GHIACCIATO DELL’OTTUSO SENTIRE SOLTANTO LE PIETRE.

 

L’ABOMINIO CHE MUORE PRONUNCIA SOLTANTO LAMENTI RIBELLI

VOLUTI LADDOVE ODIO E STRIDORE PERVADONO INTELLETTI OSCURATI.

 

OTTUSI INTELLETTI  NEL GELO MALEDICONO IL BENE

CHE PURE DESIDERANO ESISTA PER POTERLO AGGREDIRE.

 

UNA NUBE SI ESTENDE

-ARIDISSIMA-

PERMEATA DA UN FORTE VOLERE

IN CUI L’ELEVATO ED IL DEGNO APPAIONO DEPRECATI E IMPOSSIBILI.

 

INSENSATE POTENZE DELL’INCUBO

DENSISSIME

IMPONGONO PRESSANTI CERTEZZE

CHE SONO SOLTANTO POSSENTI SENSIBILITA’ CEREBRALI

NUOVE E PLAUSIBILI E FALSE

APPARSE DAL NULLA.

VOLUTE LADDOVE IL FARNETICANTE DISPREZZO E’ ABITATO DA ENTI DEL MALE.

 

NEI DECADUTI IL PENSARE SI FONDA SU PRESUPPOSTI SUBITI

CHE -QUALI GORGHI CHE PRECEDONO IL RIFLETTERE- INDIRIZZANO E MANOVRANO OPINIONI ED AZIONI.

 

UNA FORMA MENTALE SINISTRA E’ UNA FORZA FORMANTE DENSA ED OSCURA

CHE RICONDUCE  -OSSESSIVA- AI VELENI DA CUI SCATURISCE

E CHE E’ OBBLIGATA AD INSERIRE NEL MONDO.

 

IL SOGGETTO SPESSO E’ PASSIVAMENTE ASSOPITO DINANZI AL PROPRIO VELENO

E TENDE A RIFLETTERE COME PAROLA IDEOLOGICA QUANTO HA INABISSATO IL PROPRIO INTERIORE SENTIRE CIO’ CHE CONSIDERA VERO E CREDIBILE.

 

INCONCEPIBILE RISULTA LA POSSIBILITA’CHE UN MONDO PIU’ ALTO

POSSA ISPIRARE PENSIERI SENTIMENTI E AZIONI VERSO UN VALORE VIVENTE

CHE ABBIA I CARATTERI DELLA SOVRUMANITA’.

 

EPPURE SI AMMETTE CHE DA UN IPOTETICO NULLA SORGANO I PENSIERI E LE IDEOLOGIE LIBERAMENTE CONCEPITE E CONDIVISE PURCHE’ APPARTENENTI

AD UN MALIGNO ODIARE GLI AVVERSARI.

 

SI ADORA UN MALE CONDIVISO CHE NON AMMETTE ERETICI

DEI QUALI PERO’ NECESSITA PER POTERSI ESPRIMERE.

 

E’ L’ETERNA DUALITA’ DEGLI INFERI

CHE HA COME COROLLARIO IMPRESCIDIBILE LA CONTINUITA’ NELLA MENZOGNA.

 

TALE ESECRABILE  FOLLIA E’ UNA POTENZA MALATA CHE ATTENDE LA SUA CURA.

 

SPLENDE DI MERAVIGLIA L’ALTA ESSENZA DI VERITA’ OVE L’IDEA NE SFIORA L’ALBEGGIARE.

 

POTERE UNITIVO DELL’INTELLIGENZA CHE MANTIENE COLLEGATI FRA LORO I CONCETTI RICORDATI MENTRE LI CONTEMPLA :

OTTIENE L’IMPOSSIBILE VIRTU’ DI CONSUMARE IL MALE CHE

-CONTRASTANDO QUALE OSTACOLO L’ATTO DEL NITIDO RICORDO-

E’ OBBLIGATO A MOSTRARE LA CONTORTA POTENZA AVVERSANTE CHE LO GENERA.

 

A TALI LIVELLI IN CUI L’ASCESI DEL PENSIERO CONTEMPLA LA SINTESI DEI CONCETTI RICORDATI :

OGNI OSTACOLO,OGNI OPPOSIZIONE,OGNI ENERGIA NEGANTE,OGNI FISICIZZAZIONE,OGNI DISTRAZIONE E’ LA VESTE (ALTRIMENTI INAVVERTITA E INCONCEPIBILE) DI ALCUNI DEI MALI OPERATIVI CHE INFESTANO IL MONDO E CHE INFETTANO LE OPINIONI DEGLI UOMINI E LE AZIONI MALIGNE CHE NE DERIVANO.

 

LA VERITA’ QUALE ESSENZA OPERATIVA NEL VIVENTE : DISSOLVE O CONSUMA IL MALE E LA MENZOGNA.

 

NEGLI INDIVIDUI E NEL MONDO.

 

FOLGORE DELL’IMPOSSIBILE RISORGERE.

 

FOLGORE CHE –STRUTTURATA DI VOLONTA’- GIUNGE FRA LE VETTE

OVE OPERA IL RESPIRO OCCULTO CHE REDIME.

 

FRA LE VETTE :

OVE GIUNGE IL GRAN SILENZIO A CONSUMARE I NODI DELLA RABBIA.

OVE NELL’IMPOSSIBILE QUIETE POSSONO OPERARE GLI ENTI DEL REINNALZARE.

OVE INFINE NELL’INTENSO E PROLUNGATO CONTEMPLARE :

PUO’ DISPIEGARSI IL CELESTE MANTO DELLE ANIME LACERATE CHE INIZIANO A RIGENERARSI.

 

INAVVERTITO IL VALORE DEL SOLENNE VOLTO SOLARE

PERMEA GLI ATTIMI IN CUI L’UMANO TROPPO UMANO BLATERARE : TACE.

 

L’ETERNITA’ PUO’ IRRAGGIARE LA FIGURA INTERIORE DEI MOLTI

CHE ORA LA NEGANO CON MINORE CONVINZIONE

POICHE’ LE CEREBRALITA’ STUPITE SONO ASSEDIATE DAL SILENZIO.

 

ORO DEL SILENZIO NEL GRAN RESPIRO DEL SIGNORE DELLE FOLGORI.

 

OVE L’ASCESI GIUNGE A CONSACRARE.

 

CROLLANO I PRESUPPOSTI DELL’IMMENSO GELO

MENTRE SI IMPRIMONO E SI ESTENDONO I SEMI DELL’INVITTO ORO.

 

NEL CALORE IMMATERIALE LIBERAMENTE ATTINTO NEL VOLERE.

 

ESSENZA DELL’INTELLIGENZA CHE ATTUA IL COSCIENTE CONTEMPLARE.

 

ORO LOGOS.

 

PRINCIPIO CREANTE DELL’UNICO CALORE.

, 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

ARMONIA CELESTE (di Savitri)

musica e poesia

Può accadere che

varcata la frontiera

in zona franca

senza pagar dazio

all’alba

d’un giorno qualunque

la Musica ti rapisca

o che tu la possieda

diventando Essa stessa:

tu musico e

strumento

orchestra intera e

direttore di

superba Sinfonia,

sacro respiro in

cassa armonica

navigante nel

Mare Celeste

sofficemente immerso

in luminosità

di fluide

aeree note.

(S. S.)

 

ARTE, PENSARE MASSIMO (poesie di Savitri), POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 SETT.2019)

 MAGG 14 LUGL 2016 FKHSIFS 060

1/18046

FOLGORE E RESURREZIONE

.

NEL CENTRO DELLA SFERA OSSEA APPARE IMPOSSIBILE IL CALORE.

NUBE DI PIETRIFICAZIONE FRA LE CEREBRALITA’

IN CUI E’ ODIATA LA LUCE DELLE ESSENZE.

CIECA VOLONTA’ DELL’ADDENSARE PRECLUDE OGNI CONCEPIRE NEL VIVENTE.

POSSENTE TUMULTUARE DI ENERGIE

DALL’OSSEA QUALITA’ PROMANATE.

IL DESTINO DELLA CENERE E’ PERDERE OGNI DEGNITA’.

DILAGANO NEL RAZIOCINIO PROFONDE OPINIONI SENZA SENNO

CHE ORIGINANO DAL VORTICARE PIETRIFICANTE E VOLITIVO.

LA FONTE MORALE DELL’INTELLIGENZA

– RIPOSTA NEL VIVENTE AUREO CONNETTERE –

APPARE DEPRECABILE E IMPOSSIBILE.

I SOMMERSI NELL’OSSEO ACUTIZZARSI DEL GELO

NON SOLO SI NUTRONO DI PIETRE

MA NE SONO AFFASCINATI.

I PERDUTI.

GLI ENERGIZZATI NELLA MINERALITA’.

OVE LA SFERA OSSEA

– OPPRIMENTE E PERFIDA –

GIUNGE A VIVACIZZARE L’ODIO.

TALE RETROSCENA DI ENERGIE

APPARE E SI SVELA E INIZIA A INDEBOLIRSI

SOLTANTO QUANDO LE COSCIENZE

– NELL’ASCESI –

GIUNGONO A PENSARE NEL SILENZIO.

QUANDO GIUNGONO AD ESSERE COSCIENTI SENZA ATTINGERE FRA LE PAROLE CEREBRALI.

OVE NEL SILENZIO IL FUOCO APPARE.

OVE NELL’ATTIMO IL VERO VALORE PUO’ IRRAGGIARE.

CONSACRANDO.

FUOCO MORALE INTERNO AL CONTEMPLARE.

A TALE INTENSITA’ DI SGUARDO CONTEMPLANTE :

GIUNGE L’EVIDENZA DI CIO’ CHE SI OPPONE AL VERO.

E TALE EVIDENZA E’ VIVERE L’ORRORE DI CIO’ CHE ODIA IL SOLE IN UOMO.

E TALE EVIDENZA E’ VIVERLO MENTRE LO SI CONSUMA

ATTO DI VOLONTA’ NELL’ACUME CHE E’  SEPARARSI DAGLI ABISSI.

FRANGERE LE PIETRE MENTRE SI RITRAE L’OSSEA QUALITA’.

E’ SCUOTERE LE DENSE STANZE DELL’ANTI INTELLIGENZA.

E’ VIVERE STRENUAMENTE OVE LE FORZE SCULTOREE

ERIGONO LA MORALITA’ DEL COSMO.

VITA SOTTILISSIMA DELL’AUREO VALORE :

SI ACCENDE IN TUTTI COLORO CHE NELLA LIBERA SCELTA DELL’ASCESI

GIUNGONO A CONTEMPLARE LA FORMA UNITIVA DI UN INSIEME DI CONCETTI.

OVE LE COSCIENZE RISORGONO NEL RITO DEL PENSARE

E OTTENGONO DI IMPRIMERE VALORI SOVRUMANI

CHE IRRAGGIANO NEL MONDO.

FUOCO IMMATERIALE NELL’ATTO DELL’IDEA.

LAMPO DELL’ARCANGELO.

OVE IL PENSARE E’ L’UNICA ARMA DELLA SUPREMA LAMA.

FOLGORE E RESURREZIONE.

____________________________________________

2/18047

SCINTILLANTE AURORA

 

IL FUOCO PURO DELL’ALTARE GIUNGE A FARSI LAMPO DI AUREITA’.

GIUNGE A SCUOTERE I DESERTI IN CUI LE ENERGIE DELL’ESTREMO DISTORCERE

DOMINANO LE COSCIENZE DEI BLASFEMI.

QUANDO NELL’ALTA SINTESI  IL PIU’ INTENSO CONTEMPLARE

OTTIENE DI SEPARARSI DAL NUDO MENTIRE

CHE ALBERGA NEI GORGHI DI ENERGIE CORPOREE

CHE FINGONO IL PENSARE  :

QUANDO L’ESTREMA VERITA’ SFIORA IL VOLERE CONTEMPLANTE :

QUANDO LA SINTESI VOLUTA E’ TRACCIA SOTTILISSIMA

IN CUI SI CONSACRA L’ANGELO INTERIORE :

LA’ SI RIMESCOLANO GLI ABISSI INDEBOLITI

CHE PERDONO SUPERBIA CERTEZZA E TRACOTANZA

POICHE’ IMPOSSIBILE FORMA DI ARMONIE IN LAMPO SI TRASMUTA.

E LAVA.

SI ACCENDE LA PREGHIERA NELL’ESSENZA DI VOLONTA’

CHE ASCENDE LUNGO GLI APICI COSCIENTI

IN CUI I CONCETTI RICORDATI SONO SOLTANTO

– IN VARIO GRADO E MISURA –

LUCE OPERATIVA DEL VERO BENE.

E SUA LAMA.

E SUA IMPRONTA.

FUOCO DI LUCE TERSA CHE VIVE DI ETERNITA’.

E CHE ETERNITA’ RESPIRA.

VORTICE DI FERREA ESSENZA IN CUI ARDE BONTA’.

VORTICE IN CUI L’ANELITO E’ RICONNESSO AL SUO RESPIRO.

AL SUO PLASMANTE SILENZIO.

IN CUI NITIDISSIMA E RAREFATTA

LA SCINTILLANTE AURORA IRRAGGIA

L’INCONCEPIBILE CANDORE DELL’UNICO REDIMERE.

ALTISSIMO SANARE NEL CUORE DI TEMPESTA

FRA LE CELESTI VETTE DA CUI STA PER SCOCCARE FOLGORE.

ESSENZA DELL’ARCANGELO.

E SUO TRONO

________________________________________

3/18048

SORGE DAL SOLE

 

LE FETIDE CAVERNE DELLA RABBIA

IN CUI LA MOSTRUOSITA’ RAZIOCINANTE SI AGGIUNGE AL MALEDIRE.

OSSIA AL PROMANARE ODIO.

POTENZE CHE HANNO UN TALE TERRORE DEI CIELI IDEANTI

DA NEGARE E COMBATTERE ANCHE OGNI LONTANISSIMO INDIZIO

CHE LI POSSA SUPPORRE.

CHE VI POSSA CONDURRE.

CHE NE ACCENNI LA VIA.

EPPURE I CIELI IDEANTI SONO TALI CHE CHIUNQUE

– FRA I MODERNI E IN OCCIDENTE –

IN VARIO GRADO E MISURA

PUO’ INNESCARE IL LORO POTERE SCULTOREO CHE SANA.

L’INCONCEPIBILE FOLGORE SOVRUMANA

PUO’ PERCUOTERE E SCALZARE LE PORTE DELL’ABISSO.

UN APICE DI SILENZIO PUO’ CONTEMPLARE

IL MISTERO DI UN INSIEME DI PENSIERI

CHE L’INTELLIGENZA TIENE UNITI

MENTRE SI INNALZA AI BORDI DELL’AURORA.

SOVRUMANO CHE LAMPEGGIA OVE IL PENSARE

SI AFFACCIA FRA LE FORZE FORMANTI

CHE PERMETTONO IL RICORDO.

FORZE FORMANTI CHE IN ESSENZA HANNO UN VOLTO

CHE NON E’ FIGURA MA VALORE.

VIVENTE QUALITA’ CHE PUO’ PLASMARE A NUOVO

– GRADUALMENTE –

I PILASTRI STRUTTURALI DEL SENTIRE.

PUO’ MOSTRARE LE VERE SENSIBILITA’ CELESTI

ALLE INTERIORITA’ OTTUSE

CHE NE RIFUGGIVANO IL PIU’ PALLIDO ACCENNO.

MENTRE NELL’ACUME LA VOLONTA’ SI FA FEDELE.

POICHE’ L’INSISTERE VOLUTO GIUNGE SEMPRE OLTRE L’UMANO

IN QUANTO IL PENSARE IN CUI SI PONE :

SORGE DAL SOLE IMMATERIALE.

ED E’ ARCANGELICO BAGLIORE.

QUALITA’ CHE IMPERA

SOTTILISSIMA

DOPO CHE FOLGORE E’ SCOCCATA.

REGALE E PURISSIMA.

TENACE E AFFILATISSIMA.

PURA.

DEL LOGOS.

___________________________________________

4/18049

AZIONE SOLARE

 

L’ALTISSIMO UNIRE DISSOLVE IL CONTORTO NEGARE.

ALTISSIMO UNIRE CHE

– IN ASCESI –

IL PENSARE CONCEDE AL LIBERO ARBITRIO DEI POCHI.

ALTISSIMO UNIRE

PER ATTIMI

TRASCENDE E PERCUOTE LA PIAGA NEGANTE.

DALL’ALTO IN CUI VI E’ SOLO SILENZIO

PROMANA UN POTERE CHE RETTIFICA IL MALE

E PER ATTIMI : LO PONE AL COSPETTO DEL VERO.

L’ATTORTO MENTIRE SUSSULTA E SI SPEGNE.

CONTRASTATO E LAVATO.

UN GORGO DI FORZE CADUTE

SI TENDE E SI SCUOTE

AL COSPETTO DEL LAMPO CHE NE SVELA I CONTORNI.

CHE NE SVELLE IL POTENTE GRAVARE.

CHE RIPRISTINA  IL VERO DAL CUORE DI STELLA.

PER ATTIMI DEGNI.

LAMPO INSISTITO INNESCA IL LAVACRO.

LENITI GLI EVENTI FUTURI CHE IL MENTIRE VOLEVA DI TENEBRA E ODIO.

ENERGIE CEREBRALI NORMALMENTE ACCOLGONO IL CAOS

CHE INFINE DIVENTA DESTINO

OSSIA POTENZA CHE DISEGNA IL DOLORE E LO IMPRIME.

MA ATTI DI ASCESI LIBERAMENTE VOLUTI

POSSONO ATTINGERE IMPOSSIBILI EVENTI SANANTI

CHE INFRANGONO IL TERREO DECISO LAMENTO.

LACERARE IL FUNESTO E’ AZIONE SOLARE DELL’UOMO.

NELL’AURA DEL LOGOS.

MANTENUTA SINTESI ESTREMA

CHE GIUNGE A FARSI POTENZA DI FOLGORE OCCULTA. 

NITIDISSIMA LUCE IL CUI INTERNO E’ AUREITA’ FIAMMEGGIANTE.

OGNI FORZA CHE IRROMPE NEL MONDO NE MUTA IL DESTINO.

LA FOLGORE DEL LOGOS SI ATTUA NELL’ARCANGELO.

ORO DEL PENSIERO GIUNTO A FARSI LAMA.

ARMA SOLARE DELL’IO.

SOLVENTE TEMPESTA DELL’UNICO REDIMERE.

_____________________________________

5/18050

IL FUOCO E IL DIVAMPARE

L’ESSENZA ESTREMA SI FA VALORE.

UNICO METRO DEL BENE.

ESSENZA ESTREMA : ULTIMA LUCE.

LA SINTESI E’ IL RICORDO MANTENUTO

IN CUI L’ULTIMA TRACCIA DEL CONCETTO :

SPLENDE DI RAREFATTA VITA SCULTOREA

CHE L’ACUME STRENUAMENTE INSEGUE MANIFESTANDO VERITA’.

IMPRIMENDO L’ORO DELLE VETTE

IN CUI LA PURITA’ PER ATTIMI E’ SOLENNE.

FERREA NITIDISSIMA EVIDENZA

AL CUI INTERNO IL SEME DELLA FOLGORE

– OSSIA ATTIMO DI LIBERAZIONE E INNALZAMENTO –

PUO’ ESSERE CONCESSO.

IL FUOCO E IL DIVAMPARE.

AMPIO RESPIRO DELLE ESSENZE

NEL QUALE PUO’ ESSERE ACCOLTA ED IRRAGGIATA LA VERITA’ VIVENTE.

IL LAMPO SOLVENTE CHE RISANA.

INAVVERTITO POTERE DEL REDIMERE.

RAREFATTISSIMA SPLENDE LA POTENZA

CHE IMPRIME IL VERO VOLTO DEL SOLARE.

ALTA L’AURORA E GLORIA DELLO STREMATO INSISTERE VOLENTE.

ARCANGELICA VIA INTERNA AL LAMPO DEL PENSARE.

ALTARE DELL’IMPOSSIBILE CHE GIUGE A FARSI RITO NELL’ORO E NEL METALLO.

_ 

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, MICHELE - La Via del Pensiero, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AUREO CALORE ILLUMINA L’ALTARE

 AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI M Baron Arild Rosenkrantz images

LA NUBE DEL MENTIRE.

PROFONDE VOLIZIONI CORPOREE IN CUI LA VANITA’ E’ LEGGE.

ENERGIE ADDENSANTI CHE SGUAZZANO NEL CENTRO DEI CERVELLI.

TEMPESTE VOLITIVE CHE IMPRIMONO IL MENTIRE

E LO ADORANO FAMELICHE.

SONO I DERELITTI DELL’INCUPIRE DISCETTANDO.

AMANO LA BESTIA  IN QUANTO NE CONDIVIDONO IL MORIRE DETURPANDO.

DISCETTANO SU TUTTO MA TEMONO IL VALORE IN CUI SOLO LA VERITA’ RESPIRA.

DISCETTANO SU TUTTO MA

– DOMINATI –

EVITANO ACCURATAMENTE IL VERO ED IL SUO CELESTE MANTO DI BELTA’.

SONO I VOLTI ACCULTURATI DELLA BESTIA.

FRA IL TURBINARE DI ENERGIE IN CUI IL MENTALE RESPINGE E COMPRIME

OTTENGONO RECITE PLAUSIBILI DI UNA SAGGEZZA CHE E’ FURORE LACERANTE E DISTRUTTIVO.

TESISSIMO TURGORE DI ENERGIE CHE RIGETTANO IL SOLARE.

 

MA NELL’ATTIMO CHE LI FOLGORA :  VERITA’ SI CREA.

 

IMMATERIALE LIEVISSIMA POTENZA DEL RICORDO OTTIENE LA SUA LUCE

E IMPRIME LE RETTE CONNESSIONI.

LUCE SOTTILISSIMA DELL’INSEGUIRE I LAMPI DEL RICORDO CHE INSISTE NEL PROPRIO CONTEMPLARE. 

VOLONTA’ IMMESSA NELL’ATTO DELLA SINTESI INSEGUITA OTTIENE L’OPERARE DELL’UNICO VALORE :

FUOCO DEL VERO E SUA NORMA.

E SUA ORMA.

E SUA LAMA.

– E’ SANARE –

E L’IMPATTO DIVENTA DI LUCE.

IL MENTIRE NEGANTE SI LACERA AL TOCCO DI CIO’ CHE LO SCIOGLIE.

SI RIAFFERMA IL CONNETTERE AUREO.

RISORGE ARMONIA.

LINEAMENTI CELESTI CANCELLANO IL DEFORME.

SILENZIO NE SORGE.

SILENZIO IN CUI INAUDIBILE ARMONIA REIMPRIME LE FORME DEL CELESTE.

LE FORZE FORMANTI CHE ATTINGONO IN SOLE.

VI E’ LUCE E SILENZIO.

AUREITA’ IN CUI DEVOZIONE RESPIRA.

TENUISSIMA LAMA DI FOLGORE ECCELSA.

OVE IL FERREO VALORE SI TRAE DEL PIU’ IMPOSSIBILE IRROMPERE DELL’AUREO CALORE.

IMPOSSIBILE ATTO CHE AL CONNETTERE LOGICO PUO’ CONCEDERE  ARMI.

MENTRE SI ILLUMINA L’ALTARE.

MENTRE LA LUCE DELLE ALTEZZE SCROSTA E CONSUMA L’ENORME ADDENSARE.

RESTRINGENDO IL CAMPO DELLE CALCAREE ENERGIE.

UN CAMPO DI ANIME PERSE IN CUI POTENZE DEL GELO ATTRAVERSANO OTTUSE OPINIONI

VIVACIZZANDO NELLA FEDE INVERSA CIO’ CHE NON PUO’ ESSERE PENSATO

POICHE’ E’ SOLO EUFORIA DEL MALE PROMANATO

CHE INSEGUE QUALI BRAME IL PROPRIO DEFORMARE.

PERFIDI SINGHIOZZI DI ENERGIE PERCORRONO LE CARNI CEREBRALI

INTENTI A SOMMERGERE DI FORZE DEVASTANTI

IL RAZIOCINIO ILLOGICO DEI CONTAMINATI.

PICCOLE PERSONE IL CUI ACUME E’ PERSO NEI FLUSSI DI ISTERIA VOLTA AL MALIGNO.

COSTORO PERCORRONO LA VITA IMMERSI NEL FURORE ESISTENZIALE IN CUI OGNI BENE E’ ODIATO.

E IN CUI LA MERAVIGLIA

– CHE E’ AMORE PER IL BENE DISVELATO-

RISULTA SPENTA E OCCULTAMENTE MALEDETTA.

MA TALE FLUSSO DI ENERGIE SI DISPERDE E TREMA

DINANZI ALL’ESSENZA DI ARMONIA VIVENTE

CHE ARDE FRA LE VETTE LOGICHE

IN CUI IL PENSARE CONTEMPLA IL PROPRIO UNIRE GLI ATTIMI SINTETICI DELL’INTELLIGENZA.

SONO LE FOLGORI DEL VERO CHE LONTANISSIME

– IN IDEA –

ATTINGONO FRA LE POTENZE UNITIVE DEL PROPRIO CONCEPIRE.

TREMANO LE BASI DEL MENTIRE

POICHE’ IL COMPRIMERE ENERGIE SVELA LA PROPRIA ASSURDITA’

DINANZI AL PENSARE CHE PERCORRE I SENTIERI DEL PROPRIO VOLUTO RICORDARE.

METEORA DELL’ARCANGELO.

ATTI DI ARMONIA MEDIANTE INNALZAMENTO DELL’ACUME.

E MASSIMA RAREFATTA SOTTILISSIMA :

L’ANIMA RIACCENDE IL SUO CREARE

OVE L’IDEA INTENSISSIMA PERMETTE IL SUO RISORGERE.

LAMPO DI MIKELE CHE ILLUMINA L’ALTARE.

MENTRE IL FUTURO SUBISCE IMPREVISTE ORME CELESTI DEL SANARE.

.

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

NELL’ATTIMO CHE NON PUO’ ESSERE SPORCATO

cielo

HELIOS SOLE INVITTO 23 GIU 25 LUGL 2018 FKHSIFS 005 2_640x604

NON HANNO POSSIBILITA’ DI ESSERE DEVOTI IN QUANTO ADORATORI DELLA PIETRA.

 

NON VI E’ AMORE NEI CENTRI DEL POTERE.

IMPLACABILI NEI MORTI CODICI IN CUI SCORRE IL GELO DELL’OTTUSITA’ NEL PESO.

 

LA TROPPA INTELLIGENZA RAZIONALE ESCLUDE OGNI INTUIRE.

ESCLUDE OGNI MIRACOLO.

SPEGNE OGNI CALORE.

 

SONO GLI IMMERSI NEGLI OCEANI MINERALI DEL BUROCRATICO IMPIETRARE.

 

LEGGI E COMMI DI GELIDO CALCARE : INDURISCONO LENTAMENTE E CRESCONO.

SINO A SPROFONDARE.

SINO A GIUNGERE NELLE BOLGE DI UNA FALSA VITA IN CUI GLI INFERI DILAGANO.

 

NEL PROFONDO DELL’AFFLITTA INTERIORITA’ :

IGNORANO QUANTO PROFONDA SIA L’INFETTA RELIGIONE CHE LI DOMINA.

E QUANTO ASSORTA E CONCENTRATA L’ANIMA LORO SI MMERGA NELLA CENERE DEL MALE.

 

LA BUROCRAZIA E’ SEMPRE GIURIDICA INTROMISSIONE NELLA VITA ALTRUI.

GIUDICATA CON GLI OCCHI DEI DIABOLICI STRATEGHI INFRAUMANI

CHE DAGLI INFERI ISPIRANO GLI SPENTI NORMATORI SENZA SENNO.

 

ORDE DI INCONSAPEVOLI ADORATORI DELLA TENEBRA E DEL PESO

IMPONGONO UN ORDINE CAOTICO IN CUI IL BENE E’ PALESEMENTE ODIATO.

MENTRE IL PRIVILEGIO DI INFLIGGERE DOLORE  AFFASCINA  L’ANONIMO ESTENSORE.

 

ORDE DI TOPI SPENTI CHE SPENDONO LA VITA PER ALLONTANARSI DALLA MERAVIGLIA.

PER AVVELENARE OGNI AUREO IMMAGINARE.

PER TOGLIERE IL RESPIRO AI CIELI DEL LIMPIDO CREARE.

 

ORDE STRISCIANTI CHE SPARGONO VELENO: CELEBRANO RITI INTERIORI IMMONDI

MENTRE CONCEPISCONO TORTUOSE LEGGI

CHE AVRANNO LORO COMPLETAMENTO MOSTRUOSO NELLA CORONA DI SENTENZE

CUI HANNO FORNITO I CORRUCCIATI PRESUPPOSTI.

 

ANCHE IL PIU’ MINUSCOLO CENTRO DI POTERE COMUNALE

AMBISCE AD ESIBIRE IL POTERE TENEBROSO DELL’ANONIMO OTTUSO SANZIONARE.

PICCOLE PERSONE PER IL GRANDE SOMMOVIMENTO DELLE ESORBITANTI NORME CORROSIVE.

 

MA  -SEPPURE IPERATTIVI E ONNIPRESENTI-  NON HANNO VITA PROPRIA.

 

HANNO SOLO IL POTERE VAMPIRICO DI DETURPARE CIO’ CHE NASCE SANO.

HANNO SOLO IL POTERE DI OPACIZZARE IL NITIDO LAMPO DELL’INTELLIGENZA.

POSSONO SOLO BESTEMMIARE DINANZI AL MANIFESTARSI DELLA FOLGORE DELL’IO.

 

FOLGORE DEL DIO.

 

L’UMANAMENTE CONCEPIBILE MA SPONTANEAMENTE IMPOSSIBILE DA SPERIMENTARE:

UMANAMENTE CONCEPIBILE E VOLITIVAMENTE SPERIMENTABILE MEDIANTE ASCESI DEL PENSIERO:

FOLGORARE DEL PENSARE NELL’ATTIMO NASCENTE DI OGNI IDEA CHE STA PER ESSERE CREATA.

FOLGORE NASCENTE DA CUI OGNI CONCETTO DISPIEGA LE SUE VESTI DISCORSIVE.

 

LAMPO DELL’INTELLIGENZA CHE ATTENDE L’ATTO DELL’IO CHE IN ESSO VOLITIVAMENTE RESPIRI.

 

APICI IN CUI IL PENSARE  MEDIANTE ASCESI  CONTEMPLA UN INSIEME DI CONCETTI DISCORSIVI.

APICI ENTRO I QUALI L’IO VIVE IL PROPRIO MANIFESTARSI CONSAPEVOLE

MANTENENDO VIVENTE ATTENZIONE DINANZI  AL PROPRIO RICORDARE.

 

IN TALI APICI VOLITIVI NON PUO’ ESSERVI MENZOGNA.

 

IL PENSARE CHE CONTEMPLA IL PROPRIO RICORDARE: OTTIENE IL RESPIRO NELL’ATTIMO CHE NON PUO’ ESSERE SPORCATO.

 

ATTINGE IL VALORE PURO CHE VIVE ALLA FONTE OGGETTIVA DELL’INTELLIGENZA.

 

IMMATERIALMENTE RESPIRA OVE L’AURA DEL LOGOS NON ABBANDONA MAI L’UMANO.

 

NELL’ESPERIENZA LUMINOSISSIMA E TREMENDA DEL MODERNO UOMO D’OCCIDENTE.

 

OVE L’ACCESSO ALLE ARMONIE MORALI  -GRADUALMENTE E PROPORZIONALMENTE-  SI IMPRIME NEL MONDO

E TACITA E TRAVOLGE E INCENDIA LE BALBETTANTI PIETRE CEREBRALI DEI POSSEDUTI  DALLE DENSE TENEBRE.

MENTRE L’IMPOSSIBILE RITO DEL PENSARE ACCENDE E PERMETTE  IL SORGERE DELLA NUOVA AURORA.

 

SE L’ENTE CEREBRALE DELL’IMPLACABILITA’ GELIDA E NOTTURNA PERCORRE E DESERTIFICA LE VIE DEL MONDO:

CIO’ ACCADE COME SIMBOLO E MISURA DI QUANTE IMPRONTE SOVRUMANE OGGETTIVAMENTE NECESSITANO

 AFFINCHE’ VI SIA VERITA’ NEGLI ATTI DELL’UMANO.

 

LA VITA DEL TURPE E’ ASSENZA DI LUCE

SE LUCE RISORGE NELL’IMPREVEDIBILE LIBERO ATTO D’ASCESI DELL’UOMO:

IRROMPE IL GRADUALE REDIMERE.

 

RITO DEI NUOVI TEMPI.

RITO DEL TEMPO NUOVO.

UNICO E SOLO RITO DALLE UMANAMENTE INCOMPRENSIBILI MA CAUSALMENTE IMMENSE E RESURRETTIVE CONSEGUENZE LUMINOSE.

 

QUANDO L’INTERIORITA’ E’ SOLLECITATA DA UN QUALUNQUE STIMOLO:

ATTINGE AL PENSARE PER USARLO QUALE UNICO STRUMENTO CONOSCITIVO IN RAPPORTO ALLA SOLLECITAZIONE AVVENUTA.

IMMEDIATAMENTE LA CORRENTE DEL PENSARE: LAMPEGGIA

OSSIA PERMETTE LA CONSAPEVOLEZZA DELL’IO E LA RIFLESSIONE E IL GIUDIZIO SULL’EVENTO CHE ACCADE.

 

MA TALE GIUDIZIO ATTUATO MEDIANTE IL RIFLETTERE

(CHE INFINE E’ LA CONTINUA, PERENNE, SCELTA ESISTENZIALE DELLA PROPRIA VITA)

VIENE IMMEDIATAMENTE SOMMERSO, ASSEDIATO, PLASMATO

DA TUTTO CIO’ CHE PRECEDENTEMENTE SI E’ SEDIMENTATO COME QUALITA’, TENDENZA DI FONDO, POLARITA’ OCCULTA

DEL PROPRIO (UMANO TROPPO UMANO) ESISTERE E DECIDERE.

 

SI POTREBBE AFFERMARE CHE IL PENSARE VIENE ACCOLTO E DEVIATO DA QUANTO DI REALMENTE VIVENTE

LA PROPRIA VITA UMANA HA CREATO, HA ERETTO, HA IMPRESSO LUNGO I SENTIERI DELL’ETERNITA’.

E ATTUALMENTE (OSSIA OGGI PER L’UOMO OCCIDENTALE, IN QUANTO PER L’ORIENTALE E’ ANCORA PEGGIO)

IL PRODOTTO INTERIORE E’ SOLO CATASTROFE E ORRORE MEDIANTE UN SEMPRE PIU’ INTENSO ALLONTANAMENTO DALLE ARMONIE CELESTI.

 

LA VOLONTA’ UMANA INTENSAMENTE SOLLECITATA IRRAGGIA NEL MONDO E VI IMPRIME DISEGNI VIVENTI

CHE POI DIVERRANNO VALORI DOMINANTI E INFINE AZIONI INTERIORI E COSTRUZIONI MATERIALI E  LEGGI POLITICHE.

TALE VOLONTA’ USA I PENSIERI E SONNAMBOLICAMENTE LI INDIRIZZA VERSO CIO’ CHE HA GIA’ EVOCATO COME ENTITA’ DOMINATRICE.

 

MENTRE DOVREBBE ESSERE L’OPPOSTO: IL PENSIERO DOVREBBE VIVERE OLTRE LA BARRIERA CEREBRALE USANDO LA VOLONTA’ CONTEMPLANTE

CHE E’ DIRE LA VOLONTA’ QUANDO E’ PURA.

SOLLECITANDO IL VOLERE QUANDO IL PENSARE E’ IMMERSO NEL MASSIMO POTERE COSCIENTE.

 

OVE L’IO PUO’ RESPIRARE NELLA LUCE DEL LOGOS.

 

SENZA PRATICARE L’ASCESI DEL PENSARE, L’UOMO ATTUALE SUBISCE SOLTANTO IL SUBUMANO.

SUBISCE QUANTO DI INTENSO LA VITA SOLLECITA IN LUI

O QUANTO AUTONOMAMENTE DECIDE DI OTTENERE DALLA VITA FISICA

PRETENDENDO DA ESSA L’APPAGAMENTO DI BISOGNI ESISTENZIALI ASSOLUTI CHE SENTE URGERE IN SE’

E CHE IN REALTA’ COSTITUISCONO L’ANELITO VERSO UN SOVRUMANO CHE NON RIESCE NEPPURE A IPOTIZZARE POSSA ESISTERE.

 

NELLE ZONE ALTE DEL PENSARE E’ PRESENTE UN POTERE AUREO CAPACE DI REDIMERE E RICONSACRARE L’UOMO MODERNO.

TALI ZONE SONO SPERIMENTABILI (OSSIA RAGGIUNGIBILI) UNICAMENTE MEDIANTE ASCESI DEL PENSIERO

OSSIA MEDIANTE LA TECNICA DELLA CONCENTRAZIONE INDICATA DA MASSIMO SCALIGERO IN BASE ALL’INSEGNAMENTO DI RUDOLF STEINER.

 

CREDERE CHE CIO’ SIA VERO PARALIZZA LA POSSIBILITA’ DI SPERIMENTARLO.

OCCORRE SOLO TENTARE DI VERIFICARE QUANTO ASSERITO DA TALI INDICAZIONI.

 

NEL TENTATIVO DI CONTEMPLARE UN INSIEME DI CONCETTI MENTALMENTE FORMULATI:

LA VOLONTA’ IMPIEGATA VIENE SPESA SINO ALLE ETREME POSSIBILITA’ INTERIORI

OSSIA VIENE SPESA SINO AL VIVENTE IMPRIMERE ESSENZE OPERATIVE NELLA REALTA’ E NEL MONDO.

MA TALE VOLONTA’ E’ SOLLECITATA DA UNA SCELTA DI PENSIERO CHE E’ SENZA APPETITI

(SENZA ESPERIENZE UMANE CHE NE POSSANO APPETIRE LA MANIFESTAZIONE).

TALE SCELTA DI PENSIERO E’ CONTINUAMENTE CONTESTATA DA UNA RAZIONALITA’ (LA PROPRIA)

CHE E’ COSTRETTA A MOSTRARE ILLOGICI MOTIVI DI INSOFFERENZA E RIGETTO VERSO UN SOVRAMENTALE:

IN CUI GRADUALMENTE AFFIORA IL RESPIRO DELLE VETTE.

 

ORO LOGOS DEL SOTTILE UNIRE I CONCETTI CONTEMPLATI IN UN RAREFATTISSIMO AMBITO DI FEDELTA’ AL VERO.

 

DINANZI A TUTTO CIO’ E SOLO DINANZI A TUTTO CIO’:

SGRETOLA E SI CONSUMA IN PROPORZIONE IL GELO SUBRAZIONALE ESPRESSO NELL’APPARENTE RAZIONALITA’ BUROCRATICA.

OPPRESSIONE DEL SUBUMANO INFERNALE INTERNO ALL’APPARENZA PLAUSIBILE DEL FORSENNATO LEGIFERARE.

FINANZA,POLITICA,INDUSTRIA FARMACEUTICA O IPERTECNOLOGICA: TUTTO AGISCE MEDIANTE RAZIONALITA’ INFETTATA DA ENTI ABISSALI.

 

SOLO UN REINNALZAMENTO DEI CIELI INTERIORI POTRA’ CONSUMARE E DISSOLVERE IL MALE.

 

TUTTO PASSA ATTRAVERSO L’USO DEL PENSARE NELL’ESPERIENZA DELL’UOMO OCCIDENTALE.

 

AFFINCHE’ L’INCONCEPIBILE EPPUR SPERIMENTABILE FULGORE DEL LOGOS POSSA DILAGARE  -SANANTE-  NEL MONDO.

 

UNICA ARMA E UNICO RITO RIPOSTI NEL PIU’ TENUE ED APPARENTEMENTE INCONSISTENTE ATTO LIBERO DELL’INDIVIDUO.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

MARCO VALERIO MESSALLA CORVINO (64 AC 8 DC) URNACINERIS

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

SOGNO DI NATALE ( di Luigi Pirandello)

Auguri amici lettori, sulle magnifiche note di un brano musicale ormai così tanto amato da essere entrato nel canone dei canti natalizi nonostante il testo possa esularne alquanto; il brano, di L. Cohen, è interpretato in questo live dell’anno passato in maniera magistrale dall’artista Elisa, e ne consigliamo l’ascolto completo, perché in certi momenti tocca apici difficilmente imitabili. Di seguito vi proponiamo poi la lettura di un racconto del grande Pirandello.

………………. 

*
SOGNO DI NATALE

luigi-pirandello

di Luigi Pirandello

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo: – Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.

Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.

A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:

– Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.

– E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.

Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:

– Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.

– La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?

– Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.

– Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.

Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.

Risultati immagini per vischio

BUON NATALE

a tutti Voi da Ecoantroposophia.it

 

ALBERO DI NATALE, ARTE, MUSICA, POESIA

ETERNA AURORA

11 LUGL 2018 FKHSIFS 012

HELIOS SOLE INVITTO 23 GIU 25 LUGL 2018 FKHSIFS 005

INFINE S’ANNUNCIA LA LUCE NEL CIELO DA CUI TENEBRA FUGGE

E PIU ALTO IL FUOCO S’ACCENDE AMPLIANDO IL CALORE

MENTRE IL GELO SI ESTINGUE POICHE’ LA SPERANZA DIVENTA REALE MIRACOLO ECCELSO.

RINASCERE AL SOLE IN ETERNO E’ IL RITO CHE COMPIE CHI SEPPE MORIRE.

CHI EBBE LA FORZA DI RICONOSCERE AMORE QUANDO TUTTO IL PLAUSIBILE IMPONEVA IL DESERTO DEFORME DEL NOTTURNO INCUPIRE.

E’ NATO E RISORGE IN ETERNO IL SOLARE.

CALORE : E DIVINA BELTA’ SCOLPISCE ARMONIA NEL CUORE DEI FEDELI IN ACUME.

E’ SORTO E RINASCE IN ETERNO IL CALORE DELL’IO CHE SEPPE INNALZARE L’UMANO NELL’AURA DEL LOGOS.

ETERICA FIAMMA PENSIERO CHE VIVE NEL RINATO FRAMMENTO DI LUCE CHE UNISCE I CONCETTI E LI PONE DINANZI AL VALORE ASSOLUTO IN CUI PALPITA L’IMPOSSIBILE AMORE.

AVE SUPREMA SCINTILLA DEL SOLO VALORE CHE INCORONA L’ALTARE DEL DIVINO FANCIULLO IN CUI L’UMANO RISORGE AL SOLARE DI CUI MANTENNE IL RICORDO E L’ANELITO ESTREMO.

E PER ATTIMI ETERNI NELLA LUCE VI E’ SOLO POTENZA SCULTOREA DEI CIELI.

NITIDISSIMA ALATA VIRTU’ CHE PALPITA E INFIAMMA.

SOVRUMANO CHIARORE SI APPRESTA E RISANA.

ELEVANDO.

ETERNA E’ L’AURORA CHE INFINE PERMETTE IL VIVENTE RISTORO.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS-FUOCO-SOLARE-FK-18-OTT-2012-FK-0041

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ALBERO DI NATALE, ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 SETT. 2018)

 30MAGG 2018 FKHSIFS 063 2

1/18041

NUOVO AMORE

AFFILATA INTELLIGENZA NEGLI ISTRUITI DALL’ELETTROMAGNETISMO.

DILIGENTE E PRECISO ACUME EDUCATO FRA I MISTERI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.

DEDITI ALL’ELETTRONICA SOPPORTANO TUTTO TRANNE LE ARMONIE.

SALINA RABBIA SPREZZANTE LI DIVORA SE LUCE SOVRAMENTALE URTA LA LORO SOGLIA.

I DISCEPOLI DI ARIMANE NON SANNO COSA AMARE.

NON SANNO DOVE AMARE.

LA LORO DEVOZIONE E’ SOLO UMILTA’ OBBLIGATA DINANZI AI MOSTRI DELLA MEMORIA OSCURA.

VIVACI NELLA PIETRA SONO ATTERRITI DAL VIVENTE IN CUI DOMINA IL SOLE.

EPPURE DALL’INCONCEPIBILE PUO’ SORGERE IL SOVRUMANO SGUARDO CHE LI FOLGORA.

ACCESO OVE REGNA L’AMORE CHE SOLLEVA.

OVE LO SCULTOREO LAMPO CONTEMPLA IL POTERE DELLA FORMA

IN CUI L’ESSENZA DEL CONCETTO E’ VOLITIVAMENTE RICORDATA.

NEGLI APICI IN CUI

-PER ATTIMI SENZA TEMPO-

IL SOVRAMENTALE VIVE E RESPIRA.

CONSACRANDO.

ARGINE ALLA FOLLIA MECCANICA E SUA POSSIBILE REDENZIONE.

MENTRE SCOMPARE LA SALINA RABBIA DEL TENACEMENTE INSERITO NEL SUBUMANO ACUTAMENTE CALCOLARE IL GELO.

TUTTO SPAZZATO VIA DINANZI ALL’IMPREVEDIBILE TEMPESTA

IN CUI L’ETERNITA’ –PER ATTIMI- IRRAGGIA LA FERREA IMPRONTA CELESTE

CHE RIEDIFICA  L’UMANO.

ARCANGELICA IRRUZIONE DEL RISORGERE CREANDO.

OVE L’IMPERCEPIBILE ALTO RESPIRO DEL PENSARE MUOVE GLI UNIVERSI

ED ATTRAVERSO LA LIBERTA’ DELL’UOMO : LI RIEMPIE DI NUOVO AMORE.

________________________________________

 2/18042

DAL CENTRO DELL’IDEA

ALTA IMMATERIALITA’ ERIGE IL SUO SCOLPIRE.

E NEL PROFONDO DELLE CARNI ENERGIZZATE :

SI IMPRIME LA LA POTENZA FORMANTE CHE NON HA APPETITI.

NEL VILUPPO DI FORZE IN CUI LA FRENESIA SANGUIGNA FINGE DI POTER PENSARE :

ED ESPRIME INFINE OPINIONI CHE PROVENGONO DAL BUIO :

E GIURA SU EVIDENZE CHE ESISTONO SOLO PER POTER NEGARE :

SI AFFERMA E SI IMPRIME  UN VALORE CHE LE TAGLIA.

ATTIMI IN CUI VI E’ IL DISVELARSI DELL’IMPURO.

APICI IN CUI L’ILLOGICITA’ CHE MENTE VIENE ISOLATA

ED APPARE QUALE E’  : ENERGIA CHE BRAMA NEL MENTIRE.

– MENTRE RIFULGE LA STELLA INCORONATA –

AUREO FERRO TENUISSIMO CHE IRRAGGIA DAL CENTRO DELL’IDEA.

APICI IN CUI IL CONCETTO CONTEMPLATO ASSURGE A VIVENTE METRO DELLA SOLA VERITA’.

ESSENZA REDIMENTE DEL REALE

CHE SOLO L’UMANA LIBERTA’ PUO’ GIUNGERE A FAR MANIFESTARE.

LUNGO GLI UMANAMENTE IMPERCEPIBILI SENTIERI DELL’ASCESI

IN CUI DALLA VOLONTA’ IMMESSA NEL PENSARE

L’ARCANGELICO VALORE PUO’ IRROMPERE SANANDO.

UNICA ARMA CAPACE DI SBIOLOGGIZZARE IL DENSO DISSOLVENDO IL MALE.

UNICA ARMA IN CUI L’ETERNA MERAVIGLIA E’ L’IMPOSSIBILE REDIMERE.

ARGINE E INALZAMENTO NEL CUORE DELLA FOLGORE.

ATTO DEL PENSARE NEL RITO DELL’IDEA IN CUI IL GIUSTO ANELITO ENUCLEA L’ESSENZA DELLA FIAMMA.

_____________________________________________

 3/18043

RESPIRO SOVRUMANO

I LUOGHI ESISTENZIALI IN CUI LA VOLONTA’ GALOPPA TRISTE E SPIETATA.

NELLA FALSA EVIDENZA DI UN EFFICIENTISMO SENZA GARBO.

L’AFFANNO DI CHI SENZA SPERANZE MUOVE NEL CAOS

E VIGOROSAMENTE AL CELESTE RESPIRO SI SOTTRAE.

MORENDO AL COMPITO DELL’IO.

TURBINIO DI VOLONTA’ CHE INFINE GIUNGONO AL MALIGNO.

ACUTI NELLA DENSITA’ DELLA MATERIA NON SANNO PERCEPIRE ESSENZE

E QUINDI NON SANNO RAGIONARE.

PERDONO LE CONNESSIONI LOGICHE QUANDO SI TRATTA DI VERITA’ E GIUSTIZIA.

NON POSSONO MUTARE : POSSONO SOLTANTO PEGGIORARE.

SOLO DALL’ATTO LIBERO DI ALTRI

SUBIRANNO IL RESPIRO SOVRUMANO CHE POTRA’ PLACARLI.

SOLO L’ATTO ETERICO DELL’INTELLIGENZA IN CUI SI MANIFESTA L’AUREITA’ DEL LOGOS : POTRA’ RESTITUIRE IL RESPIRO SOVRUMANO A QUELLE VOLONTA’ SCHIACCIATE NELPESO INCAROGNITO DEL PLAUSIBILE.

SOLO NEGLI APICI IN CUI IL CONCETTO CONTEMPLATO GIUGE A FARSI VITA DELLA FOLGORE :  PUO’ SORGERE DALL’IMPOSSIBILE IL RIEQUILIBRIO DELLE FORZE.

FISIONOMIE CELESTI DISSOLVERANNO I TRATTI DEL BESTIALE.

CUORE DI METEORA CHE INTERNO AL CONCESSO LAMPO DELL’IDEA

PUO’ PORRE AL COSPETTO DEGLI DEI QUANTO DI ABERRANTE SI ANNODAVA NEL CAOS DELL’UMANO DECADUTO.

PERMETTENDO IL CONSACRARE.

ATTO LIBERO DI CHI FEDELTA’ MANTENNE  NEL PERENNE RIASCENDERE ALL’ESSENZA TRAMITE L’INSIEME DEI CONCETTI CONTEMPLATI RICORDANDO.

UNICO ELEMENTO CHE PERMETTE IL DIVINO FOLGORARE.

_____________________________________________________

 4/18044

NUOVO ORO

CERTI SOLO DELLA CONFORMITA’ AI CODICI

ALBERGANO ANIME BALBETTANTI E PRIMITIVE.

ANIME GIURIDICHE IN CUI NON ALITA ALCUNA VITA INTERIORE.

INTENSO ACUME FRA GELIDE NORME E VITA ISTINTIVA RICOLMA DI MOSTRI.

VIVONO SEPARATI DAL RESTO DEGLI UMANI

ADORANDO ENTITA’ DI GELO E DI MISERIA.

FRA PIETRE INTELLETTIVE DI CUI NON COLGONO L’ORRORE.

ACIDE CARNI RECITANTI PENSARE

IL CUI UNICO IMPEGNO E’ RINNOVARE LA MORTE INTERIORE ED INFLIGGERLA.

SUBISCONO VERTIGINE E DOLORE QUANDO UN VALORE AUREO VIVE LE LORO ESSENZE E DALLE ARMONIE GIUDICA QUEI MOSTRI.

INTACCANDO LA SOLIDITA’ INFERNALE  DI QUEL RAZIOCINIO SORDO ED IMPLACABILE.

ALTRE EVIDENZE –LE VERE- PERCORRONO QUEI LUOGHI DEL MORIRE.

ED UNA ESSENZA SACRA SI IRRAGGIA DALLE FORZE DEL CONNETTERE

IN CUI IL SILENZIO ACCOGLIE LA VOLONTA’ PROTESA NEL MANTENERE UNITO IL SENSO DEL RICORDO CHE E’ LA FORMA DI UNA INTELLIGENZA SPESA FRA I CONCETTI.

POICHE’ INTERNO ALL’UNIRE LOGICO SI MANIFESTA IL SOLO VALORE.

LAMA DELL’ARCANGELO E SUO SCETTRO.

MENTRE AVVAMPA DI NUOVO ORO QUANTO DI SACRO AVVIENE NELL’ASCESI.

___________________________________________________

 5/18045

BIANCO VISO

DEFORMITA’ E VECCHIAIA NEL TURBINE DELL’ANTIUNIRE.

FLUSSI DI ENERGIE NEL SANGUE INFETTO

GENERATO DA VOLONTA’ SPESA NEL FALSO AGIRE.

COLORO CHE PORTANO A COMPIMENTO UMANO IL FALSO CONCEPIRE.

ABOMINEVOLI OPINIONI DIVENUTE AZIONI PROLUNGATE

TRAPASSANO NELLA FUTURA DEFORMITA’.

NOTTE DELLA SECONDA MORTE ATTENDE AL VARCO I FUTILI DEL MAGICO INCRUDELIRE.

MA OVE LA BELTA’ FOLGORA DAL BIANCO VISO :

PUO’ ACCENDERSI LA FORZA DEL SOLO RISANARE.

FUOCO DELL’IDEA CHE –FORTE DEL GIUSTO ANELITO- GIUNTA A CONTEMPLARE IL SENSO DI QUANTO HA RICORDATO  (MANTENENDO E RINNOVANDO GLI APICI RAGGIUNTI) : SI PONE QUALE STRANIERA FORZA NEL CAMPO DEL DEFORME E LO CONSUMA.

RITO DEL TEMPO ULTIMO

IN CUI LA LIBERTA’ DELL’UOMO

PUO’ GIUNGERE NEI CIELI A RIPLASMARE IL FATO.

PUO’ GIUNGERE A INDEBOLIRE LE TRAME DEL CATASTROFICO

SINO AD ARGINARE EVENTI GIA’ DECISI CHE POTRANNO ANCHE NON ACCADERE.

NEL LAMPO DELL’ARCANGELO IN CUI IL PENSARE OTTIENE ATTIMI DI VOLONTA’ CREANTE.

VETTE DALLE QUALI GLI ATTIMI DI BELTA’ ERIGENTE POSSONO GIUNGERE LONTANO.

RISANANDO.

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS SOLE INVITTO 23 GIU 25 LUGL 2018 FKHSIFS 005

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, MICHELE - La Via del Pensiero, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

SPAZI DI LUCE : ATTI DELLA FOLGORE

thumbnail_Copia di 20 FEBB 7 MARZ 2018 FKHSIFS 028

L’INGRESSO DELLA LUCE ATTUA MOMENTI DI VERITA’

LAMPI DI INCONSAPEVOLE ISPIRAZIONE

CONCETTI DI POTENZA ESPRESSI CON FACILITA’

ENTRO RISRETTISSIMI SPAZI DI TEMPO IN CUI IL SINGOLO INDIVIDUO E’ SORRETTO DAGLI DEI.

E’ IL CONTRARIO DELL’INDEMONIAMENTO.

SPAZI DI LUCE  :  ATTI DELLA FOLGORE.

 

COME IMMATERIALI ONDE DI RINVIGORIMENTO DEL PENSARE

IN CUI LA LUCIDITA’ ATTINGE OLTRE LE INTENZIONI UMANE.

ATTINGE OVE L’IMPRONTA DEL LOGOS E’ OPERATIVA.

E PUO’ INCIDERE CARATTERI DI SOVRUMANA LIBERTA’ NELL’UMANO.

AVVENGONO IMPOSSIBILI SCULTURE INTESSUTE DI ORO NELL’ARGENTO.

MENTRE L’ACCIAIO CELESTE TRACCIA I SUOI SENTIERI.

NELLE MENTI E NEI CUORI DI COLORO CHE NON RIESCONO A CONCEPIRE UMANAMENTE CIO’ CHE PURE SOVRUMANAMENTE COMPIONO.

 

MUTANO IMPERCETTIBILMENTE E MINIMAMENTE I SENTIERI DEL DESTINO.

 

MA E’ VERSO L’ALTO  CHE VOLGONO IMPREVEDIBILMENTE LE METE E GLI INDIRIZZI ESISTENZIALI.

 

E’ LUCE ED E’ FULGORE.

 

TUTTO IN OGNI TRATTO DEL CAMMINO PUO’ SPEGNERSI E PRECIPITARE

IN BASE A EVENTUALI INTERIORI TRADIMENTI.

MA PER ORA VI SONO SOLTANTO IMPREVEDIBILI ED IMPOSSIBILI AVVISAGLIE DI UN ‘AURORA IN CUI IL VOLTO LOGOS PUO’ GIUNGERE AD ESSERE CONCEPITO E VENERATO.

E POI INFINE – IN VARIO GRADO – ERETTO.

VIVENTEMENTE ERETTO PER L’ETERNITA’.

 

OVE SI SPEGNE L’ALITO DEL DRAGO.

ED OVE LA NOTTE MUORE POICHE’ LA LUCE DELL’AURORA

NELLE VIVENTI FORME DEL BENE LA TRASMUTA.

TUTTO PUO’ ACCADERE SE NEL SOVRAMENTALE L’ANGELO RESPIRA.

 

APICI DEL RITO DELL’IDEA IN CUI L’ESSENZA DEL REALE

PUO’ ESSERE IMPRESSA DALL’IMPOSSIBILE CREARE IN CUI NEL SOLE L’ORO SI CREA

E TRACCIA LE VIE DEL FATO RINNOVATO E POI REDENTO.

 

NELL’ATTIMO IN CUI

PROTESO NEL CONTEMPLARE UN CONCETTO APPENA FORMULATO :

IL PENSARE E’ COSTRETTO AD ATTIGERE NEL POTERE UNITIVO DELL’INTELLIGENZA.

IN QUELL’ATTIMO SORRETTO DALLA VOLONTA’ :

L’IO E’COSCIENTE EPPURE RESPIRA FRA LE FORZE FORMANTI IN CUI NASCONO I PENSIERI UMANI.

IN QUELL’ATTIMO L’IO E’ COSCIENTE EPPURE SFIORA L’ESSENZA SOVRUMANA DELL’INTELLIGENZA POICHE’ E’ FEDELE ALL’ESSENZA LOGICA DELLA VERITA’.

 

IN QUELL’ATTIMO L’AUREITA’ DEL LOGOS  -IN VARIO GRADO- LAMPEGGIA, SI IMPRIME, IRRAGGIA NEL MONDO, SCOLPISCE GLI EVENTI DEL REDIMERE.

L’IMPOSSIBILE SI VESTE DEGLI ATTI ASCETICI INDIVIDUALMENTE ACCESI.

E QUANDO LE VESTI (OSSIA LE FORZE FORMANTI) SONO MINIMAMENTE SUFFICIENTI : POSSONO ISPIRARE ED INNALZARE GLI ATTI DELL’UMANO.

REDIMENDO.

TRACCIA DI TUTTO CIO’ E’ L’EVIDENTE IRROMPERE DI IPOTESI E TEORIE CHE FRANTUMANO LE NEBULOSE IDIOZIE FURENTI DELLA BESTIA CHE PARLAVA ATTRAVERSO I DEVOTI DEL MARCIUME.

ALL’IMPROVVISO IL “68” E’ CONTRADDETTO CON AUTORITA’ E VIGORE.

VIGORE NEI PENSIERI FINALMENTE E’ RIVOLTO A FAVORE DELLA LUCE.

E TALE VIGORE NON E’ DI QUESTO MONDO.

LA SUA FONTE E’ FAMILIARE A CHI OLTRE A PRATICARE L’ASCESI SFIORA LA NUOVA DEVOZIONE  CHE NE COSTITUISCE L’INTIMA STRUTTURA OCCULTA.

LUCE SCULTOREA CHE NELLA NUOVA DEVOZIONE IMMETTE LA VOLONTA’ COSCIENTE DELLA PERENNE AURORA.

OPERATIVA LUCE DEL LOGOS.

E SUO ALTARE.

E SUA ARMA.

 

FRA LE LIBERE SCELTE DEL PENSARE.

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HELIOS FK AZIONE SOLARE

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

GIORDANO BRUNO, IL GUERRIERO DELL’IO (di F. Giovi)

18082017101647

Dalla sua morte sul rogo, a Roma, in Campo dei Fiori, l’altera figura di Giordano Bruno, che in nome della libertà respinge con il sacrificio supremo ogni compromissione, ha generato nei secoli – quasi che le fiamme del suo supplizio e impregnate dalla sua essenza si fossero riaccese di continuo nei petti umani – l’ideale riferimento per i singoli o i gruppi di pensatori che in ogni tempo successivo hanno tentato di dare al mondo idee nuove, perciò indipendenti dalla oppressione dei precedenti modelli: quelli che immancabilmente divengono poi i tiranni della società che ad essi deve conformarsi.

Ancora oggi chi ha sentito il nome di Bruno lo associa ad un individuo che seppe resistere a testa alta davanti all’ottusa potenza del potere costituito, sia esso secolare, ideale o religioso. Quasi nessuno conosce la sua opera e sa di quanto possiamo essergli debitori quando prendiamo consapevolezza dell’ultimo nato in casa nostra: l’Io. È difficile rendersi conto del contributo di Giordano Bruno nello sviluppo dell’autocoscienza. Del resto è incredibile la cecità degli uomini verso quello che credono di possedere come un semplice dato di fatto: sono malauguratamente troppi coloro i quali, nei confronti della coscienza desta e pensante, hanno la medesima impressione di chi, vedendo un vaso di pregiata fattura, pensasse ad esso come un capriccioso e casuale prodotto di forze naturali. Del resto la banalità che oggigiorno si stima essere in ogni cosa è il prodotto del pensiero banale, ossia del pensiero monco: il pensiero che collassa prima di pensare a fondo le cose e con ciò superando la parvenza di esse.

Ma torniamo a Bruno: il fatto importante della sua vita e della nostra evoluzione è stato lo spezzare i rigidi limiti della volta celeste, infranta la quale ciò che va concepito è l’infinità.

Oltre un secolo prima, già Nicolò Cusano aveva embrionalmente esposto questo terrificante concetto, ma a farlo valere con forza dirompente fu Bruno.

Secondo la concezione tolemaica (che spiritualmente vale ancora e che il sottoscritto ama con passione), il cosmo è formato da sette sfere planetarie e racchiuso dalle stelle fisse, dietro le quali va pensata la Divinità quale motore dell’universo.

In questa concezione il “cielo cristallino” chiude da fuori l’universo.

Il pensiero di spazio di Giordano Bruno si lanciò nella vertigine dell’Infinito-Illimitato. E ciò lo spinse a immaginare mondi molteplici, soli remotissimi, altri sistemi planetari.

Con la cosiddetta “rivoluzione copernicana” la Terra aveva già perduto la posizione centrale, fissa, intorno alla quale orbitava l’intero cosmo: Bruno radicalizzò la visione di Copernico estendendo anche al Sole un ruolo di stella tra altre innumerevoli stelle. Questa totale mancanza di centralità divenne, dai secoli seguenti ad oggi, un contenuto di coscienza.

Non si ha, di solito, contezza del substrato di smarrimento e terrore che si accompagnò a questa dissoluzione di limiti e certezze nell’abisso dell’infinità fisica.

I grandi come Copernico e Keplero furono rivoluzionari, ma per essi era ancora un presupposto indiscutibile il sistema planetario inteso come un’organica unità cosmica, un intero definito. Anzi, Keplero contestò“la fantasticheria sull’infinito” e confessò di provare un tenebroso brivido «al solo pensiero di trovarsi errante in uno smisurato Tutto al quale fossero contestati i confini».

In queste parole confessate dal poeta Arturo Onofri troviamo con chiarezza il sentimento di ogni uomo nei confronti della “perdita del centro”:

…Un tragico silenzio

ottunde la stanchezza che mi duole…

un mutismo irreale, antecedente

alla natività dei mondi,

scava abissi impossibili, i cui fondi

precipitosi, intimano alla mente

un nulla smisurato.

Nei tempi remoti, Terra e uomo, in quanto creazione e mèta degli Dei, furono in assoluto al centro dell’universo, mentre intorno ad essi, quale periferia, si intrecciavano le gesta delle potenze universali. Occorre davvero rievocare nel pensiero e nel sentimento l’antica visione del cosmo per immergersi in essa, averne sensazione. Solo cosí avremo un barlume di quello che abbiamo perduto e cosí potremo anche prendere consapevolezza di quello che abbiamo conquistato.

Il tradizionalismo si è volto all’antico ma, irrigidendosi in ciò, esso ha rifiutato senza condizioni l’arido e detestabile mondo moderno: questo atteggiamento può essere comprensibile ma zoppica nella logica: infatti, a penetrarlo troviamo che esso è soprattutto romanticismo elevato a potenza.

E pigrizia: poiché le anime si sdraiano nella confortante luce degli splendidi tesori delle compiute spiritualità, ma non osano avventurarsi nel mistero del presente, ove la concezione promossa dalle forze propulsive di cui Bruno fu veicolo ci ha guidato al desto sguardo sensibile che si specchia in un mondo privo di Dei, in un cosmo fisico infinito.

Il problema – per molte anime la tragedia – si potrebbe racchiudere in una “semplice” domanda: a cosa può servirci un mondo spoglio e arido, un infinito senza un centro di valore?

Il mondo senza Dei e senza Spiriti è il mondo che può essere visto e contemplato con sguardo sveglio, netto e obiettivo: è il mondo in cui l’uomo può porsi sul primo gradino della destità non condizionato dallo Spirito universale, perciò in piena libertà individuale. In tale mondo senza centro, senza sostegno, l’uomo può essere lui stesso il centro del cosmo, purché intuisca che a ciò è stato eletto: a reggersi su se stesso.

Magari rendendosi conto che gli spiritualismi e gli idealismi appartengono alle certezze del passato: ora divenute le comode grucce per chi non sa stare in piedi.

Tant’è che attraverso la concezione matematica dell’idea dell’infinito, divenuta un mezzo di sperimentazione spirituale, Giordano Bruno giunse alla dottrina delle monadi, le quali costituiscono l’uomo e ogni altro fenomeno: attraverso le monadi che stanno alla base di tutti gli esseri, il divino è attivo e presente all’interno di ogni evento e non supporta da fuori l’esistenza del cosmo, come nella concezione aristotelica: il Deus ex machina.

Secondo quanto scrive il Dottore nel suo libro L’evoluzione della filosofia dai presocratici ai postkantiani, la dottrina delle monadi di Giordano Bruno è il riflesso della lotta combattuta dall’Io per la sua esistenza nell’epoca moderna. Quello che traspare di questa lotta è esprimibile con questa frase: Io sono una monade e una monade è increata e imperitura.

È da questo punto realizzato che, come ancora Onofri ci rivela nei suoi versi, possiamo contemplare a nuovo le sfere celesti, la nuova conoscenza dell’universo:

O musica di limpidi pianeti

che nel sangue dell’Io sdemoniato

articoli i tuoi cosmici segreti:

nella tua chiarità, che ci riscatta

dalla tenebra morta del passato,

la densità ritorna rarefatta.

.

Franco Giovi

______________________

per gentile concessione de http://www.larchetipo.com/2014/set14/

ARTURO ONOFRI, SCIENZA DELLO SPIRITO

LA STELLA DI NATALE (di Boris Pasternak)

Introduciamo la poesia con la versione originale di una famosissima canzone di Natale. Una delle canzoni di natale più famose viene chiamata Carol of the bells, o Bells carol, o Carola delle campane. In genere è cantata in inglese, ma è la canzone ucraina Scedrik (rondinella) composta un secolo fa su una base popolare contadina dal bravissimo compositore russo-ucraino Nikolaj Dmitrievič Leontovič, ucciso negli anni ’20 con un colpo di pistola da un agente della ceka, la polizia politica sovietica leninista.

LA STELLA DI NATALE

Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E aveva freddo il neonato nella grotta
Sul pendio della collina.

L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici
stavano nella grotta,
sulla culla vagava un tiepido vapore.

Scossi dalle pelli le paglie del giaciglio
e i grani di miglio,
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.

Lontano, la pianura sotto la neve, e il cimitero
e recinti e pietre tombali
e stanghe di carri confitte nella neve,
e sul cimitero il cielo tutto stellato.

E lì accanto, mai vista sino allora,
più modesta d’un lucignolo
alla finestrella d’un capanno,
traluceva una stella sulla strada di Betlemme.

…

Per quella stessa via, per le stesse contrade
degli angeli andavano, mescolati alla folla.
L’incorporeità li rendeva invisibili,
ma a ogni passo lasciavano l’impronta d’un piede.

Una folla di popolo si accalcava presso la rupe.
Albeggiava. Apparivano i tronchi dei cedri.
E a loro, “chi siete? ” domandò Maria.
“Noi, stirpe di pastori e inviati del cielo,
siamo venuti a cantare lodi a voi due”.
“Non si può, tutti insieme. Aspettate alla soglia”.

Nella foschia di cenere, che precede il mattino,
battevano i piedi mulattieri e allevatori.
Gli appiedati imprecavano contro quelli a cavallo;
e accanto al tronco cavo dell’abbeverata
mugliavano i cammelli, scalciavano gli asini.

Albeggiava. Dalla volta celeste l’alba spazzava,
come granelli di cenere, le ultime stelle.
E della innumerevole folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nell’apertura rocciosa.

Lui dormiva, splendente, in una mangiatoia di quercia,
come un raggio di luna dentro un albero cavo.
Invece di calde pelli di pecora,
le labbra d’un asino e le nari d’un bue.

I Magi, nell’ombra, in quel buio di stalla
Sussurravano, trovando a stento le parole.
A un tratto qualcuno, nell’oscurità,
con una mano scostò un poco a sinistra
dalla mangiatoia uno dei tre Magi;
e quello si voltò: dalla soglia, come in visita,
alla Vergine guardava la stella di Natale.

(Boris Pasternak)

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BUON NATALE

a tutti voi da Ecoantroposophia.it

ALBERO DI NATALE, MUSICA, POESIA

VIVERE ARDENDO…

Oggi, in un mondo sempre più automatizzato, ubriaco di effimero e di agitazione, in un mondo che sempre più vive in una spenta routine e in reazioni automatiche, si ha – fortissima – l’impressione di vivere in ogni campo come in un vasto cimitero. Sta dilagando quella qualità che, in Oriente, nel Sâmkhya e nello Yoga viene chiamata tamas, ossia l’elemento torpido, inerte, pigro, accidioso, che porta l’anima ad essere avida d’inerzia e di passiva dipendenza dall’abietto servaggio corporeo. Questo elemento tamasico intossica e oscura l’anima, le preclude la speranza dell’altezza e la avvilisce al punto di renderle inconcepibile una condizione diversa dalla schiavitù che la astringe alla vicenda mediante la quale gli dèi distruttori divorano la sua vitalità spirituale prima, e poi anche quella corporea. La Via del Pensiero – la pratica assidua, alacre, intensa della Concentrazione – è oggi l’unica cura, LA cura radicale alla dilagante malattia dell’anima. Via dura e faticosa, proprio perché l’anima schiavizzata è avida d’inerzia e di servaggio, ed è ostile al richiamo salvifico che indica il risveglio e la liberazione.

Abbiamo avuto modo di vedere come l’infida natura inferiore tenti incessantemente di ridurre al proprio dominio e di rendere inoffensivo persino l’elemento spirituale che la dovrebbe dissolvere e trasformare. Pigrizia e torpida inerzia portano ad evitare il coinvolgimento decisivo con la pratica interiore, in particolare con la Concentrazione. Magari a preferire le comode e “morbide” vie del misticismo e dell’emotività più torbida, illudente, e traditrice. È proprio quel «vivere a metà» della quale parla – mirabile ammonizione – la poesia di Khalil Jibral, donatami da un’anima eletta e pura, e che con grandissima gioia ho voluto trascrivere su questo audacissimo blog.

Khalil-Gibran

Vivere a metà…
Khalil Jibran

Non frequentare coloro che sono innamorati a metà.
Non essere l’amico di coloro che sono amici a metà.
Non leggere coloro che sono ispirati a metà.
Non vivere la vita a metà.
Non morire a metà.
Non scegliere una metà di soluzione. Non fermarti a metà della verità.
Non sognare a metà.
Non ti attaccare a metà di una speranza.
Se taci, conserva il silenzio sino alla fine, e se ti esprimi, esprimiti pure sino in fondo.
Non scegliere il silenzio per parlare, né la parola per essere silenzioso…
Se sei soddisfatto, esprimi pienamente la tua soddisfazione, e non fingere di essere soddisfatto a metà…
e se rifiuti, esprimi pienamente il tuo rifiuto, giacché rifiutare a metà è accettare…
Vivere a metà, è vivere una vita che tu non hai vissuta…
Parlare a metà, è non dire tutto quello che vorresti esprimere
Sorridere a metà, è rinviare il tuo sorriso,
amare a metà, è non raggiungere il tuo amore,
essere amico a metà, è non conoscere l’amicizia.
Vivere a metà, è ciò che ti rende estraneo a coloro che ti sono più vicini, e renderli estranei a te…
La metà, delle cose. È finire e non finire, lavorare e non lavorare, è essere presente e… assente.
Quando fai le cose a metà, sei tu quando non sei te stesso, giacché non hai saputo chi eri.
È non sapere chi sei…
Chi ami non è l’altra tua metà… sei tu stesso in un altro luogo, nello stesso momento.
Bere a metà non placherà, mangiare non sazierà la tua fame…
Una strada percorsa a metà non ti porterà da nessuna parte
e un’idea espressa a metà non darà nessun risultato…
vivere a metà. È essere nell’incapacità e tu non sei affatto incapace…
Perché tu non sei la metà di un essere umano.
Tu sei un essere umano…
Tu sei stato creato per vivere pienamente la vita, non per viverla a metà.

ARTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

FOGLIE (di F. Di Lieto)

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FOGLIE

Un vento di gran lasco, 

un soffio teso, 

preludio di partenze, 

raso ai tetti, 

agita gonfaloni, 

banderuole sposta 

al capriccio dei suoi colpi. 

Quando sarà il momento, 

quale strappo avrà ragione 

del peduncolo che tiene la foglia 

unita al vincolo del ramo? 

Ora lassú, nel sole che declina, 

è un luccicare, un brivido arpeggiante 

degli alberi che sentono, 

insidiato dalla buriana, il popolo vociante, 

già chiazzato di ruggini, scambiarsi, 

da cima a cima, gli echi dell’estate:

il frusciare di nuvole, 

l’azzurro venato d’oro e cremisi al tramonto,

nel crogiolo salino, rara alchímia,

il raggio verde che gli innamorati 

coglievano in un lampo all’orizzonte.

E conchiglie sonore, e voli a stormo, 

orme incalzanti le orme fuggitive.

Tutto questo è memoria che si estenua 

nel febbrile stormire arborescente, 

suggendo al tempo l’ultimo respiro. 

Poi, a un urto piú secco il tronco freme, 

scrolla nel vuoto la sua chioma, 

allenta l’eterico dominio delle linfe.

Cosí la foglia si abbandona 

al flusso della vita che va e che ritorna.

Poiché, se il vento chiama,

deve andare,

leggera, nell’eterno navigare.

 

ARTE, FULVIO DI LIETO, POESIA
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