ARTE

EURITMIA (di M. Scaligero)

🟡

Ove si educasse l’anima al suo vero rapporto col sistema muscolare, questo acquisirebbe, per virtù cosciente, sempre maggiore autonomia del proprio movimento: la sua forza attingerebbe sempre più direttamente alla sorgente metafisica. E sarebbe esperienza ulteriore dell’anima.

La coscienza è insufficiente al suo rapporto con la corporeità, essendo coscienza dell’organismo fisico: perciò tende a far leva, più che per se medesima, sul rapporto immediato che è il corpo. Con ciò si impedisce di avere un obiettivo rapporto con il corpo: opprime e distrugge il corpo.

L’autonomia della corporeità non è il risultato di una diminuzione della coscienza, bensì di un rafforzamento.

Così l’euritmia è l’arte di ricongiungere il movimento del corpo e degli arti, in quanto manifestazione individuale, con i ritmi del cosmo, la cui vita affiora nello spazio: come movimento. Viene ricongiunto il pensiero che vuole nel movimento del corpo e delle membra nello spazio, con il pensiero originario. Perciò il movimento tende a esprimere la parola originaria da cui è nato l’essere corporeo.

L’euritmia non può essere tecnica: dove essa è soltanto tecnica, la sua arte perisce e le forze del movimento proiettate nella corporeità per via della coscienza riflessa, divengono distruttive.

L’arte dell’euritmia è iniziatica: non patisce adattazione profana, o scolasticismo, potendo essere trasmessa ai discepoli mediante ordinario insegnamento, a condizione che questo, in colui che insegna, sia in veste di contenuto fluente per virtù super-individuale.

La trasmissione dell’arte non è tecnica, ma virtù del maestro che nella sua opera si giova della tecnica, come di una forma vivente, la cui anima è il ritmo stesso della corporeità nel movimento incorporeo: il movimento. Il movimento originario non è spaziale, ma mediante la mobile figurazione della forma umana entra nello spazio e, grazie alla coscienza individuale dello spazio, può fluire dal cosmo nella terra, recando i lineamenti di un volere superumano.

L’euritmia è il meditare profondo immeditato, ma tracciato in figure di luce e di spazio. E’ il meditare che non dà luogo a conoscenza o visione, perché si esprime direttamente nella sonorità della parola e nel movimento. La conoscenza o la visione possono conseguire in altro tempo e silenzio. L’euritmia è il meditare che fluisce immediato nell’individuo corporeo, come incontro dell’essere del tempo con l’essere dello spazio: perciò gli è necessaria la virtù della spontaneità propria al pensiero sorgivo. Tale spontaneità riprende in sé e incanta la potenza degli istinti: la trasferisce in una <<zona>> in cui opera per lo spirito.

La potenza degli istinti, come potere serpentino, che inevitabilmente si sprigiona dalla discesa della virtù del movimento, viene dominata e trasfigurata da colui che insegna l’euritmia, e così dominata e trasfigurata opera nel rapporto con il discepolo. Ma ove manchi l’impegno primo della meditazione nel maestro, l’èmpito serpentino opera in luogo della luce nel movimento. Il movimento come espressione della tecnica euritmica si estrania all’elemento ispirativo, e opera inconsciamente come veicolo di forze istintive: nelle quali si scatena sottile e divoratrice la sensualità.

La magia del movimento è l’espressione immediata del pensiero universo, secondo leggi realizzate nella struttura del corpo: riaffioranti ogni volta nel suo incedere e operare mediante gli arti nello spazio: risonanti nella parola, per un’ulteriore vita.

Il volere originario come parola creatrice si esprime nella corporeità: l’anima dell’uomo può lasciarsi permeare dall’amore originario vivendo nel mistero del movimento corporeo secondo l’arte dell’euritmia e abbandonandosi a una più alta vita, che fluisce perché chiamata a congiungersi con le profondità corporee in cui normalmente si esprime per via di sonno della coscienza.

Ma l’arte dell’euritmia è inseparabile da uno spirito di saggezza e da un’alta moralità che non lasciano all’egoità impossessarsi della tecnica euritmica per esprimersi in brillante geometrismo: questo diviene una distruttiva magia, destinata a paralizzare la vita cosciente dei discepoli sino a forme di alterazione mentale.

 

MASSIMO SCALIGERO

 

da MAGIA SACRA – UNA VIA PER LA REINTEGRAZIONE DELL’UOMO

_________________________________________________

 

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

SIRIO-ISIDE-SOPHIA (di Savitri)

Stella dell’anima mia

che al tramonto

m’annunci la notte oscura,

quando non ti vedrò piú

ed il crogiuolo della nostalgia

modellerà il mio cuore per eoni 

in attesa ad accogliere il Tuo Figlio.

 

Quando Io sarò Uomo

Tu risorgerai al mattino

per annunciare del Fiume Sacro

la fecondazione della Nuova Terra.

Ed Io Ti riavrò accanto

mia Luce un tempo esiliata,

Iside dolorosa.

 

Dal mio cuore sterile non piú solo,

con Pensiero Immacolato

Ti concepirò di nuovo:

in un respiro

pronuncerò il Tuo nome,

Suono risplendente

in tenue calda fiamma,

per sempre,

mia Stella del Mattino,

per sempre,

mia Sophia.

(S. S.)

________________________________________

🌻

ARTE, PENSARE MASSIMO (poesie di Savitri), POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

APRIRSI FIORE (di A. Onofri)

(IRIS di Marina Sagramora)

🪻

APRIRSI FIORE

L’anima che si spinge verso l’alto
del suo celeste fremito immortale
s’affranca dal suo carcere di smalto,
per aprirsi in un fiore, che trasale,
al raggio d’una grazia
che sola ormai la sazia.

E se non vuol da sé, schiuder se stessa
con l’energia che in lei freme assopita
rimane imprigionata entro la ressa
del sangue, che ne trae la propria vita,
serrandole ogni forza
nella sua propria scorza.

Ma quando volontà d’uomo è risorta
fino ad aprirsi in calici di fiore,
l’anima che gemeva fredda e smorta
sente su lei discendere il fulgore
del suo rinascere sempre
in rinnovate tempre.

*

ARTE, ARTURO ONOFRI, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

SINGULTO AL MATTINO DISSOLTO (di M. Scaligero)

🪷

Singulto al mattino dissolto.

Per inattesa venerazione,

disceso di me nel profondo,

assorbito nel fondamento,

l’essere alla quiete abbandono.

D’esistere ormai inconsapevole,

congedo il tramare del mondo:

come foglia che cada

lieve vagante, discendo

verso l’invisibile centro.

Dolce dimenticanza

d’ogni computo anelare,

fiorisce inavvertita

l’assente contemplazione.

L’asceta è occhio che guarda,

senza sapere di sé.

Vacanza pura, specchio dell’immenso:

inesauribile

determinazione del nulla.

🪷

(Massimo Scaligero)

POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

Massimo Scaligero – Il Logos e i nuovi misteri. Il disincanto dell’apparire (di P. Pistoletti)

OLTRE

Massimo Scaligero – Il Logos e i nuovi misteri. Il disincanto dell’apparire

La via del Pensiero vivente è il tema centrale anche di questo testo di Massimo Scaligero. Il pensiero che è connesso alla vera libertà. Quanto si trova scritto qui, quindi, è idoneo ad introdurre e poi condurre lo sperimentatore motivato a una esperienza interiore. Un’esperienza reale, che può trasformarsi in liberazione dal pensiero celebrale [riflesso] – disincantando così l’apparire, il miraggio dell’illusoria esteriorità. Ci si muove in un processo inverso, quindi, rispetto all’ordinario – verso l’interiorità –, risalendo il pensiero fino a qualcosa d’altro – poiché “v’è un pensare che non è stato ancora pensato”. Quindi, anche qui, come in ogni altro testo di Scaligero, va sempre sottinteso [anche quando non sia espressamente richiamato] l’imprescindibile primato da attribuire alla disciplina interiore [la “concentrazione” e la “meditazione”], secondo i canoni proprio da lui indicati. Con tutto ciò che ne consegue.

__________________________________________________________________

Da

Massimo Scaligero, il Logos e i nuovi misteri (Teseo, 1973)

pp. 47-48

La libertà è il momento del pensiero che muove secondo il proprio Principio, attuandolo però entro i limiti postigli dalla mediazione cerebrale, che lo isola bensì dall’anima antica, ma lo derealizza sul piano dialettico: onde non v ‘è libertà di cui l’uomo possa legittimamente parlare, prima della indipendenza del pensiero dalla mediazione cerebrale.

La libertà che l’uomo crede trovare fuori di sé, in eventi o strutture esteriori, non è che un miraggio, perché è sempre proiezione del vincolo della psiche: il vincolo che tende ad affermarsi come impulso libero, illegittimamente. Il cercatore della libertà deve scoprire che qualsiasi limite trovi ad essa fuori di sé, è un limite che gli è interno.

Libero può essere solo il pensiero, o lo Spirito: la libertà di un desiderio o di un istinto, è la vera prigionia dell’uomo. Il pensiero razionale non è libero, ma ha la possibilità della libertà: reca riflesso il potere sintetico originario, lo ha come momento d’indipendenza dalla relazione metafisica, ma simultaneamente come possibilità di indipendenza dalla relazione fisica, che suscita l’opposizione al metafisico. Esso però ignora tale possibilità, scambiando per normale condizione la menomazione riflessa. In sostanza esso si determina come opposizione alla scaturigine metafisica, ma, nella reificazione dell’alterità fisica, annienta il momento di libertà: ignora il moto originario della relazione, servendosi tuttavia di esso: attinge a un potere che gli rimane sconosciuto. In effetto è libero, ma non esce dalla mediazione cerebrale che lo asserve inconsciamente agli istinti, ossia alla naturaumano-animale.

La realtà costringe, la parvenza lascia liberi. L’uomo moderno, nel disconoscere la realtà metafisica, ha l’iniziale momento della libertà, ma non lo afferra, perché non lo afferra dove sorge: onde esso non coincide con il momento della realtà epperò della verità. Egli bensì volge le spalle alla realtà metafisica, ma, non conoscendo la dipendenza del pensiero dalla mediazione cerebrale, si lega alla realtà fisica, ossia alla parvenza della realtà. Questa non lo costringe, lo lascia libero, perché consente l’illimitatezza della soggettività: egli non afferra la libertà dove sorge, bensì dove si aliena, riflessamente correlata all’aspetto sensibile dell’apparire.

Perciò egli non può distinguere l’a p p a r i r e dal s e n s i bi l e. La vita degli istinti è correlata all’apparire. L’apparire sorge mediante il sensibile, ma non è sensibile esso stesso, essendo la proiezione della relazione originaria. Il vero Sovrasensibile è il disincantamento dell’apparire, o il superamento della condizione riflessa. La coscienza sensibile muove dalla relazione originaria, ma, nel suo limitarsi all’apparire, che lascia libero il suo essere soggettivo, non può non opporsi ad essa. Tuttavia l’uomo ha nella dimensione della libertà l’esigenza di un principio che non necèssiti, per essere, di sostegno fisico né metafisico, essendo in sé l’assoluto originario, capace di disincantamento dell’apparire, epperò di reale dominio fisico: di reale reintegrazione degli istinti. I quali dominano la psiche là dove il pensiero riflesso, credendosi libero, subisce la mediazione cerebrale. Invero, la libertà dell’uomo attuale, inconsapevole della propria interna dipendenza, è una libertà animale, in cui l’elemento animale subisce una corruzione, che l’animale medesimo non conosce.

Massimo Scaligero, il Logos e i nuovi misteri (Teseo, 1973) pp. 47-48

foto di PatrizioYoga su Pixaba

________________________________________________________

per gentile concessione de

https://ilcipressobianco.it/chi-siamo/

 

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO,

ORO E CELESTE FULGORE

💧

 VI E’ UN NOBILE DOLORE

CHE IMMETTE GERMOGLI DI ETERICA RUGIADA

FRA LE ORME DI UN ANTICO AMORE.

 

NEL GRIGIO TANGIBILE DOLORE :

INAVVERTITO ORO SI FORGIA

NELLA INCONCEPIBILE CERTEZZA

DEL SUBITANEO SPLENDERE NELL’ATTO DEL RISORGERE.

 

LA FOLGORE DELL’ORO CHE SI CREA

RINASCENDO QUALE CELESTE IRROMPERE :

INFRANGE LE ROCCE DEL MENTALE RATTRAPPITO

IMMETTENDO GLORIA.

 

AURA DELL’IMMENSITA’ CHE AIUTA E CHE RISANA

SOSTENENDO GLI UNIVERSI.

 

AVE INARRESTABILE PRESENZA

CHE ILLUMINA LE ALTEZZE

IN CUI L’IO RISPLENDE NELLA COMMOZIONE

DINANZI ALLA MAESTA’ DEL VERBO

CHE NEL SOLE RISORGENTE

RIEMPIE DI SACRITA’ L’AURORA.

 

FULGIDA E’ LA LUCE CHE SQUARCIA LE TENEBRE PIU’ FITTE

ATTRAVERSANDO ABISSALITA’ TELLURICHE

RESE IMMATERIALI E PERCORSE DAL FUOCO DI UN CANDORE IN CUI L’ANIMA SI INNALZA NEL CELESTE.

 

OVE L’ANTICO AMORE SI RINNOVA

NEL VIVENTE ALTARE DELLA VOLONTA’ COSCIENTE.

 

AVE POSSENTE SOTTILISSIMA MAESTA’ DEL NUOVO CONSACRARE.

 

OVE IL PENSARE GIUNGE A FARSI ATTO DI RESURREZIONE

LUNGO GLI INCREATI SENTIERI DEL PERENNEMENTE RINNOVATO CONTEMPLARE IL POTERE UNITIVO DEL CONNETTERE.

FRA I VERTICI SOLARI DELLE ESSENZE.

 

IL TEMPO SI FERMA DINANZI AL MISTERO DEL RISORGERE PERENNE.

 

PALPITI DI PURO ORO IMMATERIALE

SOSTENGONO LE ALI DELLA GLORIA

IN CUI LA VASTITA’ DELL’INAVVERTITO AMORE

SORPRENDE CHI LO ATTENDEVA

NEGLI APICI DELL’IMPOSSIBILE FUOCO NEI PENSIERI.

 

PURO SOTTILISSIMO ORO

STRIATO DI CELESTE FULGORE.

 

ED E’ SALVIFICA TEMPESTA

CHE LAVA E REINNALZA I CUORI.

 

PERCORRENDO I LUOGHI REALI

DELL’IMPOSSIBILE SCOLPIRE A NUOVO IL FATO

MEDIANTE LIBERA IMPREVISTA AUTORITA’ CREANTE

CONCESSA QUALE POSSIBILITA’ NEGLI APICI DEL SOLE LOGOS.

 

INAUDIBILI FRAGORI DI SOVRUMANE SOFFERTE TEMPESTE.

___________________________________________________

 HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

https://essenze-scultoree.webnode.it/

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://folgoperis.blogspot.com/

http://lampisilenti.blogspot.it/

https://www.ecoantroposophia.it/2014/07/arte/fk-azione-solare/ascesi-del-pensiero/

http://folgoperis.blogspot.it/2014/07/ascesi-del-pensiero.html

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, PASQUA, POESIA

PRIMAVERA (di M. Scaligero)

🌼

Il mio cuore palpita e brilla come una fiamma,

le mie membra spargono letizia,

la mia carne pare una rosa fiorita,

.

la mia vita oscura pare sciogliersi;

veggio con amore la luce del giorno,

e dico: passano le ore cantando!

.

O dolce primavera, io ti rivedo beato,

ti rivedo, con i tuoi begli occhi azzurrini

e, con il tuo scettro fiorito

.

e i tuoi uccelli che s’involano gorgheggiando

per i campi, e le foreste vergini;

ma con dolore penso: anche tu primavera morirai!

🌾

(22 marzo 1914 – La Pietra e la Folgore)

ARTE, POESIA

IL FIORE DI LUCE ( di Savitri )

⚜️

Ti attendo

mentre il pennello della mia anima 

dipinge il Tuo sguardo, la Tua carezza,

 il suono del Tuo cuore.

Nel chiarore della sera le ombre

 vorrebbero far muovere falsamente

le Tue labbra, ma io veglio.

Verrà il mattino per togliere

il panno che copre la tela

e stare con Te faccia a faccia.

Nel silenzio della notte d’angoscia, 

dalla stanchezza del tempo,

nel dolore del mio specchio

 attendo lo Spirito del quadro.

– Prima che io nascessi 

Signore tu mi conosci – 

a Te il dono di Me 

quando la Luce dell’Alba

la mia luce incontra.

Sorge dal cuore della terra

del Tuo sangue fertile,

 della Tua acqua intrisa,

il frutto sacro,

il Fiore di Luce

che dona ai mondi respiro

 e all’uomo vita vera.

⚜️

(Cena di Emmaus, dettaglio del volto di Cristo, 1606,  Caravaggio)

ARTE, PENSARE MASSIMO (poesie di Savitri), POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

Ognuno vede (di C. Michelstaedter)

🐫

Ognuno vede quanto l’altro falla

quando crede passar filo per cruna,

pur spera ognun di infilar sua cruna,

né perché più s’avveda dell’inganno

meno ritenta ancora la fortuna.

Ché tale è la sua sorte:

col suo filo sperar vita tramare

e con la speme giungere alla morte.

🌴

ARTE, POESIA

VOCE (di M. L. Spaziani)

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.

Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole

💫

ALBERO DI NATALE, ARTE, LE TREDICI NOTTI SANTE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

Massimo Scaligero – Il pensiero vivente. Una via oltre le filosofie occidentali, oltre lo Yoga, oltre lo Zen (di P. Pistoletti)

OLTRE

Massimo Scaligero – Il pensiero vivente. Una via oltre le filosofie occidentali, oltre lo Yoga, oltre lo Zen

Un testo fondamentale per chiunque intenda inoltrarsi lungo la via, verso il pensiero vivente. Qui, Scaligero, consegna alla libertà di ciascuno un altissimo aiuto. Un percorso che sottintende, va detto, la pratica della retta concentrazione e della meditazione, secondo i canoni indicati dallo stesso Scaligero.

_________________________________________

 

Dal Trattato del pensiero vivente, pp. 4-7

.

Il presente trattato, anche se logicamente formulato e accessibile, propone un còmpito attuabile forse da pochissimi. La sua concatenazione di pensieri è congegnata in modo che il ripercorrerla comincia a essere l’esperienza proposta: esperienza che, in quanto si realizzi, risulta non una tra le varie possibili all’uomo, ma quella della sua essenza interiore, che lo spirito esige da lui in questo tempo. Il trattato non è filosoficamente confutabile, essendo fondato su tale esperienza: che va compiuta, se si vuole disporre dei mezzi per porla in questione. Ma chi possa compierla, comincia a vivere in un pensare che non ha nulla da porre in questione, perché penetra il mondo. E’ il pensare che è la verità di tutte le teorie e di nessuna, essendone la sostanza predialettica. Chi percepisca la distinzione tra il seguire logicamente un discorso e il muovere nel pensare che ne tesse la struttura logica, può verificare l’esperienza proposta: vivendo i pensieri di queste pagine, può sperimentare la potenza della « concentrazione», o la tangibile presenza dello spirito: la via al pensiero vivente, la trascendenza comunque presente, ma sconosciuta, in ogni pensiero che pensa.

.

l

L’Io che l’uomo dice di essere non può essere l’Io, se non nel pensiero vivente: ancora da lui non conosciuto. Egli conosce solo il pensato, o pensiero riflesso, ma non sa come lo conosce. Deve prima pensare, per conoscere il proprio pensiero: non conosce il pensare. L’uomo conosce ed opera secondo il pensato, che, esaurito nella sua determinazione, non ha vita. Non avviene mai che in lui il pensiero operi direttamente come vita, essendo ogni moto vitale un processo a sé, traentesi dalla inconosciuta vita dell’organismo corporeo: processo che attinge direttamente al pensiero soltanto nei movimenti volontari: a un pensiero comunque riflesso.

Al massimo oggi l’uomo giunge a concepire il « pensiero pensante » come « atto », o momento dinamico del pensiero: ultima positiva intuizione della filosofia occidentale. Egli filosoficamente intuisce il« pensiero pensante », tuttavia senza possibilità di percepirlo direttamente, come fa con il pensiero pensato, che può ogni volta conoscere, ripensandolo: facendolo risorgere come pensiero pensante. In effetto, il pensiero pensante gli sidà nella misura in cui egli non l’abbia, attuandosi esso solo in quanto rivolto a un oggetto, ossia pensante qualcosa, non pensante come tale: come · puro pensiero. E’ pensante in quanto possa essere per un tema, senza il quale non saprebbe essere pensiero, svolgendosi nei vari sistemi logici come una teorica del suo svolgersi solo per un tema, in vista dei fondamenti e dei metodi della scienza. Pensante, dunque, secundum quid: non secondo se stesso.

Conoscendo solo il pensato, l’uomo veramente non può dire di conoscere: in realtà non ha il conoscere, ma il conosciuto, privo del momento interiore per virtù del quale è conoscenza. II pensiero deve prima venir pensato, cadere nella riflessità, per essere da lui conosciuto. Ma, conosciuto, cessa di essere conoscenza. Così la morte del pensiero è la condizione del suo dialettificarsi in forme diverse, solo in apparenza contrastanti. Onde se all’uomo venisse oggi comunicato il segreto dell’essere, gli sarebbe inutile, perché non saprebbe pensarlo: potrebbe pensarlo solo a condizione di ridurlo a quella riflessità, o astrattezza, al cui livello non è possibile si dia qualcosa dell’essere. L’uomo, però, può trovare la forza del pensiero che pensa, ove giunga a scorgere l’essere del mondo fluente in lui come vita: vita dell’idea, che è vita della realtà percepita, nascente in lui come dal centro del mondo. Apice dell’ascesi del pensiero, che sia capace di portarsi oltre le posizioni idealistiche, oltre la dialettica del « pensiero pensante », oltre realismo fisico e metafisico.

*

Massimo Scaligero, Trattato del pensiero vivente. Una via oltre le filosofie occidentali, oltre lo Yoga, oltre lo Zen(Tilopa 1961)

foto di Nico Franz su Pixabay

________________________________________________________

per gentile concessione de

https://ilcipressobianco.it/chi-siamo/

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

Massimo Scaligero – Dell’amore immortale. Prologo (di P. Pistoletti)

OLTRE

Massimo Scaligero – Dell’amore immortale. Prologo

.

A chi ha suscitato l’essere vivo
di queste pagine. Al nome pronunciato
nel segreto dell’anima.

.

Con Massimo Scaligero entriamo in un altro piano di pensiero, seguendo il suo. Lo dico a bassissima voce, e solo per quelli che vorranno. Qui vi è qualcosa di immenso e sacro, di assoluto.

Certo, è vero, non è questo il testo più adatto dal quale partire per seguire la via indicata. Ossia, bisognerebbe, quanto meno, aver praticato prima [per molto tempo] la concentrazione del pensiero [e la meditazione], secondo i canoni indicati proprio dallo stesso Scaligero. Però questo testo ha uno splendore così originario, e poi nel suo prologo, come un richiamo da lontano, lontanissimo – tanto che, per i lettori de Il Cipresso Bianco, ho scelto, tra i 27 libri di Scaligero, di iniziare proprio da questo qui.

_____________________________________________________________

 .      

PREFAZIONE

Questo libro non va letto, né studiato: forse neppure meditato, ove il meditare non sia il muoversi stesso del pensiero nel suo contenuto. Va messo da parte, in attesa che una situazione senza uscita, o una crisi, lo renda veicolo delle forze di risoluzione proiettate nelle imagini e nei pensieri.

Può essere conosciuto anche prima di simili situazioni, ma a condizione che il lettore, per determinazione volitiva, dissuggelli quel che nelle parole è stato racchiuso, tenendo conto che la struttura del discorso, indipendentemente dalla sua necessità dialettica, è stata tratta dall’immediato movimento epperò dalla sonorità delle idee evocate.

La logica di un simile discorso è la forma stessa di ciò da cui deriva il processo logico identificabile dai logici come forma inseparabile dai vari contenuti, compreso quello «spirituale» che non è mai lo spirito.

La possibilità di una simile lettura, perciò, appartiene parimenti al destino come alla volontà che cominci a valere come un potere di destino. Se la virtù delle idee evocate è tale che opera già nel mondo, in quanto è parte della sua vita, non può non rispondere alla richiesta di uno spirito che giunga al punto in cui il suo volere e il suo destino coincidono. Ciò che è stato ideato allora si riaccende, germina di ulteriori forme, continua ad essere sostanza del divenire umano.

DEL VOLERE CHE AMA

L’amore è l’essere dello spirito: lo spirito che opera nell’umano, ordinariamente dandosi come evento corporeo: talora risorgendo come evento incorporeo: manifestando così la sua vita più alta, epperò più profonda.

Anche il più oscuro e ottuso amore, è in sé vita sovrasensibile: che si altera nelle forme sensibili: senza speranza, perciò, di penetrarle. La vita in ogni suo grado segretamente chiede all’amore revivere secondo il mistero della origine, essendo l’amore la possibilità del suo immediato ricongiungersi con tale mistero: in ogni punto e in relazione a questo. Mistero che l’amore sempre sfiora, evoca e smarrisce: per ritrovarlo. Senza mai ritrovarlo, finché esso stesso non riviva di quella sostanza immortale di cui la vita, in quanto vita egoica, necessariamente si priva e si va privando, sino ad esaurirsi.

Non v’è evoluzione che non si compia come ricongiungimento della forma creata con il suo principio. Essenziale moto d’amore: apertura del limite che limita la forma in cui necessariamente l’essere, in quanto creato, si separa dall’essere originario e si reclude.

Il limite che resiste, il limite che si spezza, è il dolore: che unicamente si dà per ciò in cui ha segrete radici: per l’amore in cui ogni volta, spezzandosi il limite, possa estinguersi. Ma lo spirito che si attua, ogni volta ritrovando se stesso oltre il limite, si riconosce in quella forma di sé che è «l’altro»: nel creato, nelle creature: in una creatura che le riassuma tutte.

Nel riconoscersi, comincia a conoscere la sua storia: da fuori del tempo, nel tempo. E intende il senso della sua solitudine: la ravvisa come il lungo preludio all’incontro con l’essere il cui nome ha sentito pronunciarsi nel segreto dell’anima. Ma è simultaneamente l’incontro con se medesimo: con il soggetto che sperimenta il nuovo moto di vita. Egli è colui che può infine essere con l’altro, perché ritrova se stesso nella sua illimitata solitudine: nel cui segreto è il segreto della solitudine di ogni essere: della profonda unità degli esseri. Che un giorno l’amore renderà manifesta.

Massimo Scaligero, Dell’amore immortale (Tilopa 1963), pp 4-5

Massimo Scaligero, pseudonimo di Antonio Massimo Sgabelloni (Veroli, 17 settembre 1906 – Roma 26 gennaio 1980)

foto di Bernard Hermant su Unsplash

________________________________

per gentile concessione de

https://ilcipressobianco.it/chi-siamo/

 

ARTE, SCIENZA DELLO SPIRITO

ECCE HOMO – Il FIGLIO DELL’UOMO (di R. Steiner)

.
Le potenze divino-spirituali conferirono all’uomo la sua figura, la sua immagine esteriore; ma quel che visse in tale figura esteriore, a partire dall’antica epoca lemurica, si trovò sempre sotto l’influsso delle forze luciferiche e più tardi anche di quelle arimaniche. Sotto gli influssi di tali forze venne in seguito sviluppandosi ciò che gli uomini chiamarono scienza, conoscenza, intendimento. Non è quindi da meravigliarsi che, essendo stata presentata all’umanità proprio in quell’epoca [al tempo del mistero del Golgota] la vera essenza, l’essenza spirituale dell’uomo, gli uomini non fossero in grado di riconoscerla e di comprendere che cosa fosse diventato l’uomo nel corso dei tempi. Il sapere umano, l’umana conoscenza, si erano andati impigliando sempre piú nell’esistenza sensibile, diventando cosí sempre meno capaci di accostarsi alla vera natura dell’uomo.
.
…Al cospetto dell’umanità si trovava “l’uomo”, nella figura conferitagli dalle potenze divino-spirituali: nobilitata però e spiritualizzata dalla triennale presenza del Cristo in Gesú di Nazaret. Cosí “l’uomo” si trovava in quell’ora davanti agli occhi di tutti gli altri uomini. Per quanto riguarda la comprensione e la conoscenza di questo mistero, gli uomini avevano potuto conquistarne soltanto quanto lo consentiva la loro intelligenza sottoposta al millenario influsso di Lucifero e di Arimane. Ed ecco che ai loro occhi si presentò l’uomo che durante tre anni aveva espulso da sé gli influssi luciferici e arimanici, l’uomo ripristinato nella condizione precedente a Lucifero e ad Arimane. Solo grazie all’impulso del Cristo cosmico l’uomo era ritornato quale era stato posto nel mondo fisico, proveniente dal mondo spirituale. Lo spirito dell’umanità, il figlio dell’uomo, stava dinanzi a coloro che il quel momento erano giudici o carnefici, a Gerusalemme; si presentava però quale era divenuto per il fatto di avere eliminato dalla propria natura tutto ciò che aveva trascinato l’uomo verso il basso. Cosí, al compiersi del mistero del Golgota, l’uomo si presentava in immagine a tutti gli altri uomini; gli uomini avrebbero dovuto stare davanti a lui, venerandolo e pregando: ecco lí la mia vera essenza umana, ecco il mio ideale piú sublime, ecco lí la figura che io dovrei assumere con il piú strenuo sforzo dell’anima mia. Dinanzi a me vedo ciò che solo è venerabile e degno di adorazione nella mia natura, vedo il divino che è in me. Di quella figura, gli apostoli avrebbero dovuto dire (se fossero stati in grado, allora, di esplicare una vera autoconoscenza): in tutto il mondo non esiste nulla che sia confrontabile, per valore e grandezza, a questo figlio dell’uomo che sta dinanzi a noi.
.
L’umanità avrebbe dovuto disporre di questo grado di autoconoscenza in quel momento storico. Cosa fece invece? Sputò sul figlio dell’uomo, lo flagellò, lo trascinò al calvario. Questo è il drammatico punto di svolta fra ciò che avrebbe dovuto avvenire (cioè il riconoscimento che ci si trovava di fronte a qualcuno di assolutamente incomparabile con qualunque cosa al mondo) e quello che avvenne realmente e che ci viene descritto subito dopo. I Vangeli ci descrivono che l’uomo, incapace di discernere, invece di riconoscere se stesso calpestò il meglio di se stesso, lo uccise: solo mediante questa tragica lezione cosmica l’uomo poté accogliere l’impulso a conquistarsi a poco a poco la sua vera essenza, in tutto il corso dell’ulteriore storia della Terra.

.

Rudolf Steiner

.

 Da R. Steiner, Il Vangelo di Marco, Editrice Antroposofica, Milano 1980, pp. 188-189

Immagine: Hieronymous Bosch «Ecce Homo» Olio su tavola Statlisches Kunstinstitut, Francoforte

per gentile concessione de L’ Archetipo di Marina Sagramora

 

MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 SETT. 2022)

 

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI

(29 SETT. 2022)

 *

1/18061

ORO SOVRAMENTALE

 

NEBBIE ESALATE DALL’AURA DEI FEGATI

IN CUI DOMINA OSSESSIVA LA CERTEZZA MATERIALISTA

DEL TROPPO UMANO RAZIONALIZZARE NELLA FANTASIA MALATA.

 

NEBBIE CEREBRALI IN CUI L’ARROGANZA DELLA CERTEZZA ANIMALE

PERMETTE OGNI CONTORSIONE MORALE

FRA LE BRAME SCATENATE NEL BESTEMMIARE FISICAMENTE.

 

USANO I CORPI FISICI E LE LORO ENERGIE

PER RIBELLARSI CONTRO LE ARMONIE CELESTI.

 

TUTTA UNA MASSA DI PERSONALITA’ IMPAZZITE

PERCORRONO I SENTIERI DELLA FOLLIA URLANTE

TENTANDO DI EVOCARE INFERNI CUI PALLIDAMENTE SENTONO DI APPARTENERE.

 

INFERNI IN CUI VOGLIONO SPROFONDARE.

 

SI AGITANO INTENSAMENTE CERCANDO DI IMMETTERE

NEI PENSIERI COLLETTIVI QUANTO DI ORRENDO E DI DEFORME LI ATTRAVERSA E LI MUOVE.

 

EPPURE LE LORO VERTEBRE DI ENERGIE ABISSALI SI TORCONO SQUASSATE QUANDO UN RAGGIO DI SOLE LE ATTRAVERSA.

 

LE COLPISCE.

 

LE PORTA AL COSPETTO DELLA SOVRUMANA SANITA’.

 

IMPREVISTE E IMPREVEDIBILI FOLGORI SORGONO E SCOCCANO DALL’IMPOSSIBILE RISOLLEVARSI DELL’UMANO IN CUI LA TRACCIA DELL’IDEA GIUNGE A SFIORARE LE ARMONIE CELESTI.

 

ARMONIE MORALI.

 

RISORTI CIELI CHE LE POTENZE ARCANGELICHE CONCEDONO A QUELLA PARTE DI UMANITA’

CHE NEL SOVRAMENTALE SI RICONSACRA.

 

AVE AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI.

 

UNICA ARMA ED UNICO RITO.

 

FOLGORE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA IL PROPRIO UNIRE LOGICO

NELLA POTENZA DA CUI SORGONO I CONCETTI.

 

ARCANGELICA VITU’ CHE INNALZA SINO AL SOLE LOGOS.

 

OPERATIVO ORO SOVRAMENTALE.

________________________________

 

 2/18062

NEL CENTRO DEL PENSARE

 

NELLE OSCURE PIEGHE CEREBRALI SI ACCUMULA L’INFERNO.

LA CARNEA ENERGIA DEL NEGARE.

 

DENSA VOLONTA’ CHE FINGE DI NON CREDERE A NULLA

MENTRE DEVOTAMENTE BRAMA L’APPIATTIRE NEL BESTIALE.

 

PIEGHE CEREBRALI : PIAGHE DI MEMORIA

IN CUI VIENE RIBADITA

– COME FOSSE EVIDENZA –

L’AMARA VIGORIA DELLA RABBIA CHE CALPESTA E OSCURA.

 

PIAGHE DI MEMORIA IN CUI SOLO L’OCCULTO FETORE

RIEMPIE I VUOTI DELLA OTTUSISSIMA INDIVIDUALITA’.

 

E’ L’AFFIORARE DEI SEMI DI VERGOGNA

ENUCLEATI NEL FISICO VIVERE COLMO DI DISPREZZO.

 

I SENZA DIO CHE ADERISCONO ALL’ESCA DELL’OPPOSITORE.

 

EPPURE TUMULTUA FORTE E TREMA IL CORO DEGLI INFERNI

QUANDO DALL’ALTO VI SI ABBATTE UNA FORZA CHE LI VEDE

LI VIVE

E CHE LI ARRESTA.

 

IMPOSSIBILE APPARE E AGISCE L’INCOMPRENSIBILE FULGORE.

TENUISSIMO ATTO DI TEMPESTA CHE RIMANIFESTA IL SOLE.

 

OVE IL DECORO ILLUMINA L’ALTARE E LI CANCELLA.

 

 

UNA CORRENTE DI VOLONTA’ UNITIVA

SCONVOLGE I POTERI DELLA BASSA CEREBRALITA’ NEGANTE.

 

OVE IL FARFUGLIARE FISICO DEVE CEDERE IL PASSO AL  SILENZIO IN CUI IL SIGNIFICATO DI UN CONCETTO RICORDATO :

MANIFESTA UNA POTENZA CHE PURIFICA REINNALZA E LAVA.

 

SPAZZANDO VIA LE DENSITA’  :

LUCE IMPOSSIBILE REINTESSE LE ARMONIE MORALI

REALIZZANDO ACUME CONSACRATO.

 

ATTO DELLA FOLGORE NEL FUOCO DELL’IDEA.

 

ATTO DELL’IO NEL CUORE DELL’ARCANGELO.

 

OVE IL PENSARE GIUNGE A FARSI RITO

POICHE’ NELL’ALTA SINTESI LA LOGICA E’ DEL LOGOS.

 

ATTO COSCIENTE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA IL NUCLEO DEL CONCETTO

DIVENUTO A TALI ALTEZZE :

FORZA FORMANTE IN CUI LA RAREFATTA INTELLIGENZA E’ CUORE.

 

METEORA CRISTALLINA DEL VOLERE

NEL MISTERO DELL’INTELLIGENZA.

 

AVE  NEL CENTRO DEL PENSARE :

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI.

 ________________________________

 

 3/18063

FERREO CONTEMPLARE

 

I DENSISSIMI VOLTI INTERIORI DEGLI APPIATTITI NEL BASSO PENSARE.

 

CADAVERI DALLE VIVENTI CARNI

CHE SI MUOVONO SENZA SCOPO

ENTRO MASSE DI PAROLE CEREBRALI CAOTIZZATE.

 

BLOCCHI DI PAROLE CEREBRALI SI  URTANO E SI FONDONO

MENTRE L’ASSENZA DI VITA INTERIORE

OSSERVA QUELLO SCENARIO DI FOLLIA

E CREDE DI PARTECIPARE AD UN VIVERE

DEL QUALE SUBISCE SOLTANTO I MUTAMENTI SEMPRE PIU’ BLASFEMI.

 

INDIVIDUI TOTALMENTE SEPARATI DALLE FORZE ETERNE DELLA PROPRIA INTERIORITA’ :

SI IMMERGONO IN UNO SCENARIO DI AUTOMATISMI RAZIOCINANTI

IN CUI VI E’ SOLO ACCUMULO DI MENZOGNA  ED ERRORE.

 

I NON VIVENTI AGITATI DALLA BREZZA DEGLI INFERI :

VOCIFERANO IL NULLA CHE LI CONTRADDISTINGUE

MENTRE SEGUONO IN BRANCO LE ORME DELLA BESTIA.

 

SOLO UNA CATASROFE PUO’ ESTINGUERE QUEL BALBETTANTE CRETINISMO MALIGNO.

 

SOLO UNA CATASTROFE O UNA LUCE TANTO INTENSA DA FORARE QUELLE NEBBIE.

 

ED INFATTI E’ UNA FOLGORE CIO’ CHE QUEL DIFFUSISSIMO RETORIZZARE MALIGNO

CHIEDE OCCULTAMENTE.

 

FOLGORE SCATURITA DAGLI ATTI DELL’ASCESI.

 

COLORO CHE NELL’ATTIMO GIUNGONO A SFIORARE

–         SECONDO DEGNITA’ –

IL COSMO DELL’ARCANGELO.

 

NELLA VOLONTA’ SPESA PER MANTENERE EVIDENTE IL SIGNIFICATO DI UN CONCETTO.

 

OLTRE LA BARRIERA CEREBRALE L’ORIZZONTE E’ COLMO DI SPLENDORE CHE CONSUMA E SOVRASTA OGNI DENSITA’.

 

FRA OSSEE POTENZE OSTACOLANTI CHE VENGONO CONSUMATE.

 

FORZE FORMANTI SI IRRAGGIANO DAI LUOGHI INTERIORI

IN CUI IL SILENZIO CONTEMPLA IL POTERE DEL RICORDO.

SINO AL CREARE ARMONIE IN SENO ALLA TEMPESTA CHE PURIFICA.

E CHE INNALZA.

 

SANITA’ RIESCE A PROGREDIRE POICHE’ SQUASSA E INDEBOLISCE LE FORZE DELLA MALATTIA INTERIORE.

 

ESPANDENDO I LUOGHI OCCULTI IN CUI L’ESSENZA LOGOS

PUO’ IMPRIMERE

SECONDO LIBERTA’ D’ASCESI

IL SUO REDIMERE SUPREMO.

 

ARCANGELICO FERREO CONTEMPLARE NEL CENTRO

DEL PENSARE.

 

ESSENZA UNITIVA DEL CONCETTO CHE GIUNGE A FARSI RITO SOLARE.

__________________________________

 

 4/18064

RESPIRO DEI CIELI

 

NELL’ALTO PENSARE SI UNIFICA IL VOLTO INTERIORE.

E RISORGE.

 

LA VERA QUALITA’

(IMPOSSIBILE E NEGATA NEL PLAUSIBILE MENTIRE CEREBRALE)

SI IMPRIME E SVELA E MANIFESTA IL SUPREMO VALORE.

 

LE RAZIONALITA’ SORRETTE DAL TANGIBILE VIVERE NEL MONDO FISICO :

SI SVELANO ATTRAVERSATE E DOMINATE  DA UNA CORRENTE CHE BRAMA PIATTEZZA E PESO.

 

FRANTUMATE E BALBETTANTI VITE INTERIORI

IN CUI LE BANALITA’ RAZIONALI SONO ASSEDIATE E MOSSE DALL’ANTIAMORE.

 

 

TUTTO CIO’ NELL’ATTO DELL’IDEA :

E’ COME SE VENISSE POSTO DINANZI AL RISORGERE DEL POTERE DI CUI ERA LA NEGAZIONE.

 

RESURREZIONE CHE IN QUANTO SI MANIFESTA

URTA CONSUMA E CANCELLA QUANTO LA ODIAVA.

 

NELL’ATTIMO IN CUI LA SINTESI RIESCE AD ATTUARSI

E PUO’ ESSERE CONTEMPLATA :

SORGE  NELL’ACUME L’ESSENZA DI UN VALORE

CHE FRANTUMA L’ANIMA PERVERSA DEL NEGARE  INTERNO AL RAZIOCINIO.

 

IL METRO DI OGNI VALORE SI CREA RISORGE E AGISCE NEL RITO DELL’IDEA.

 

E L’INTIMA VIRTU’ DELLE ARMONIE FOLGORA.

 

ATTO DI ACUME NEL FERRO CELESTE DELL’ARCANGELO.

 

STRENUA VOLONTA’ SPESA INNALZANDO I LIVELLI DEL PENSARE.

 

SINO AL CONSACRARE IL CUI RESPIRO GIUNGE SINO AI CIELI.

___________________________

 

 5/18065

INCENDIA L’ORIZZONTE

 

DENSI PENSIERI CARNEI GIUNGONO A FARSI OSSEI.

PEGGIORANDO.

 

RIGIDA NEL DISPREZZO L’ARIDA CORRENTE DEL MALEDIRE :

QUASI TANGIBILE COME CORRENTE DI ENERGIE :

SOMMERGE GLI INFETTATI PORTANDOLI AL DELIRIO.

 

EPPURE MASSE STERMINATE DI OTTUSI NELLA RABBIA :

PERDONO POTERE.

DIVENGONO ACCESSIBILI AGLI STRALI DEL DESTINO RETTIFICATORE.

VENGONO COLPITI DAL DISVELARSI DEL LORO MENTIRE.

 

VI E’ LUCE SACRA CHE COME FORZA DELL’ALTRUI ACUME

ORA LI FERISCE E LI RENDE VULNERABILI.

 

CROLLANO SECOLARI BASTIONI DI PERFIDIA E DI MENZOGNA.

 

LA TELLURICAMENTE FERREA ALBIONE ORA ARRUGINISCE.

 

AFFILATISSIMA INTANGIBILE MISTERIOSA FORZA DI VERITA’ :

ORA COLPISCE GLI ASTUTISSIMI DEMENTI.

 

NEI PIU’ RAREFATTI ALTISSIMI LAMPI DELL’IDEA :

TENUISSIMA LAMA DELL’ARCANGELO IMMETTE CORRENTI DI VERITA’.

 

NEL MONDO DELLE FORZE ORA UN IRRADIARSI DI METALLO CELESTE HA LA FACOLTA’ DI RISVEGLIARE NUMEROSI MOTI DI ACUME.

 

NEL FUTURO ORO E NELL’ACCIAIO.

 

NEL PURISSIMO LAMPEGGIARE

IN CUI DALLA LIBERA VOLONTA’ NASCE L’INCANTO.

 

VERITA’ VIVENTE CHE SEPPURE NON COMPRESA NELL’UMANO :

AGISCE ALL’ORIZZONTE.

 

SCULTOREO IMMETTERSI DI ARMONIE MORALI.

_____________________________

 HELIOS FK AZIONE SOLARE

_____________________________________________________

https://essenze-scultoree.webnode.it/

 http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://folgoperis.blogspot.com/

http://lampisilenti.blogspot.it/

http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

https://www.ecoantroposophia.it/2014/07/arte/fk-azione-solare/ascesi-del-pensiero/

http://folgoperis.blogspot.it/2014/07/ascesi-del-pensiero.html

 

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, MICHELE - La Via del Pensiero, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO
Torna in alto