I TRE PASSI NELLA CONOSCENZA
“La difficoltà principale nella spiegazione delle rappresentazioni viene trovata dai filosofi nella circostanza che noi stessi non siamo le cose esterne, e che tuttavia le nostre rappresentazioni devono avere una forma corrispondente alle cose. A un più preciso esame risulta però che tale difficoltà non esiste per niente. Certo noi non siamo le cose esterne, ma con le cose esterne facciamo parte di un unico ed identico mondo.”
Partendo da questi pensieri della “Filosofia della Libertà” (inizio capitolo VI) vorrei fare delle riflessioni su questo argomento, sempre tenendo presente il principio che dice:
….”ognuno descrive l’albero dal suo punto di osservazione e con i propri pensieri”…
L’uomo, in modo spontaneo, guarda il mondo, lo vede, lo sente, lo tocca, lo annusa e con tutta naturalezza, prima di diventare un filosofo, crede che il mondo materiale che lo circonda sia quello reale.
Questo è un primo modo di conoscere il mondo.
Il bambino gode il mondo proprio così come lo vede e come lo sente….solo che l’evoluzione umana prevede che il bambino cresca e che, divenuto adulto, possano sorgere in lui pensieri, domande e dubbi su quel mondo che lo attornia. Ed inizia a cercare risposte.
Egli può pensare: “Fuori di me c’è il mondo oggettivo che io chiamo mondo della percezione.
Io lo guardo dal di fuori e il pezzo di mondo che, di volta in volta, entra in contatto con me, si imprime in me ed in me rimane come rappresentazione o ricordo.
Del mondo che mi circonda, io posso però cogliere solo l’immagine statica, ed è questa che resta impressa in me, come nella fotografia si imprime solo l’attimo colto dall’obbiettivo.
Di questo mondo materiale non potrò mai raggiungere l’ interiorità, la sua essenza viva, perché mi sento racchiuso nel pezzetto di mondo che chiamo il mio corpo, e questo corpo non potrà mai diventare uno con gli esseri fuori di me. Tra me e il mondo c’è assoluta incomunicabilità.
Io vivo nel mio mondo di rappresentazioni, e posso conoscere solo la fisicità di quanto mi circonda, mai la sua vera essenza.
La “realtà vera” non si concede alla mia conoscenza, non è da me raggiungibile, io ne rimango escluso.
In questo modo però, per me, il mondo si divide, in due parti: il mondo esteriore ed il mondo interiore che ne è la sua immagine riflessa”.
Questo è un secondo modo di conoscere il mondo.
Come gettare un ponte tra queste due realtà? Chi può unificarle?
La risposta, o il grandioso chiarimento che l’uomo attendeva da molto tempo e che ancora oggi solo sempre troppo pochi sanno comprendere, ci viene dato dalla “Filosofia della Libertà”.
E questo può diventare il terzo modo di conoscere il mondo.
Si può pensare: il mio mondo interiore, nel quale ritrovo tutti i posti dove ho vissuto, tutte le persone che ho conosciuto, tutte le esperienze che mi sono venute incontro nella vita, le infinite immagini che ogni momento posso richiamare nella mia coscienza, tutto questo mio mondo di rappresentazioni come lo raggiungo? Lo raggiungo per mezzo della percezione. Esso è per me percezione esattamente come è percezione il mondo esterno, e ambedue devono venir illuminati dal pensare per divenire realtà.
Il pensare è al di sopra di questi due mondi ed è il pensare che crea il concetto di percezione, quando si riferisce al mondo esterno e rappresentazione quando si riferisce al mio mondo interiore.
I concetti che io trovo pensando completano le percezioni che mi vengono incontro sia dalla mia interiorità che dal mondo esterno.
Il pensare, questo tessuto luminoso che abbraccia, riveste, da senso e significato ad ogni percezione, creando così la realtà del mondo, riporta all’unità ciò che per necessità dell’uomo viene frammentato all’infinito nelle percezioni.
Solo il Pensare ricrea, per l’uomo, l’unità originaria fatta di amore e di saggezza….” Egli desta la nascita dello Spirito nel morire della materia”…..
Dunque, il terzo passo sulla via della conoscenza consiste nello “svegliarsi” al pensare, nel riconoscere nel pensare l’elemento vivo nel quale lo spirito dell’uomo e lo spirito dell’universo sono UNO e dove la “cosiddetta materia” può sciogliersi finalmente dall’incantesimo e tornare ad essere Luce!

