9 Novembre 2013

COMUNICAZIONI DA SIGWART – 3

Botho_Sigwart_conde_de_Eulenburg - Copia

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14 dicembre 1915

Ho sentito quanto avete detto e voglio rispondervi.

I miei messaggi rappresentano per voi delle rivelazioni: le più sacre che possiate ottenere grazie all’amore che vi ha innalzato alle sfere che rendono possibile il nostro rapporto. Voglio adesso innalzarvi ancora e condurvi con me fuori dai residui dei pesi terreni. Dovrete imparare a respirare e a contemplare in libertà, nella misura che vi verrà concessa.

Desidero elevarvi per far maturare i germi che sono in voi e mostrarvi come far fruttificare i vostri più intimi tesori.

Non ho dimenticato la prigione terrena e posso ancora sentire la mia umanità. Provo perciò compassione per voi e voglio indicarvi la via che permette di evadere da tale prigionia.

E’ la vostra libera volontà a dover rispondere alla mia chiamata. Interiormente ciascuno sentirà quello che è giusto fare. Non temiate mai che possa condurvi a trascurare i vostri doveri terreni.

No, dovrete anzi diventare più forti e abili per poterli affrontare da padroni e non da servi.

Dovreste rendervi conto di quanto possiate crescere ancora e di come possa germogliare e maturare tutto ciò che vi circonda allorché sarete capaci di elevare con regolarità il vostro spirito e renderlo signore del corpo.

Noi sappiamo quanto ciascuno di voi può avanzare e deploriamo il fatto che i terreni fertili vengano portati incolti verso l’estate. Voglio pertanto aiutarvi ad ottenere quei benefici di cui io godo liberamente che, pur se vivete sulla terra, sono ugualmente alla vostra portata. Se crescerete, il vostro agire si riscalderà e illuminerà dall’interno così da aumentare la forza con cui assolvete quei doveri che anche per noi sono sacri.

Di certo non vivete sulla terra per rimanere immersi nella materia e ricercare soltanto in quest’ambito l’area dei vostri doveri. Tale area si eleva con voi e consegue ogni volta il livello che voi stessi conseguite. A ogni livello dovete imparare a chiedervi: “Cosa devo fare? Cosa mi viene richiesto? Per cosa devo vivere?”.

La forza di assolvere i propri doveri scaturisce sempre dall’Alto. Ma elevandovi alle sfere superiori apprenderete il modo di svolgerli secondo la volontà del Creatore. Giudicate, decidete e agite affrontando ogni cosa con grande coraggio! Non dimenticate mai che il tempio di Dio da voi edificato, potrebbe essere scosso violentemente anche soltanto da una menzogna.

Oltre ai pensieri, controllate pure le parole. La forza della vostra ascesa dipende dal vostro atteggiamento interiore e dalla purezza del vostro stile di vita. Siate saldi su questi due punti.

17 dicembre 1915

La grande missione che dovevo qui svolgere è terminata: ora sono libero. Posso scegliere se continuare o meno a lavorare nella medesima direzione: se voglio cioè acquisire nuove forze, per evolvermi il più rapidamente possibile, oppure assumermi ancora dei grandi e importanti impegni di carattere musicale. Sceglierò la cosa che mi permetterà di rimanere più vicino a voi.

Per la vostra salvezza, sono pronto a rinunciare volentieri a ogni ulteriore e rapido progresso. Devo decidere entro oggi. Finora tutto si è evoluto nel rispetto di norme e leggi ben precise. Adesso però sono giunto al punto in cui posso decidere l’indirizzo da dare alle mie future attività.

Di solito, una cosa del genere -usando il metro terrestre- si realizza soltanto dopo molti anni. Potete quindi capire quanto sia felice e grato per aver ottenuto il permesso di iniziarvi, quale maestro, alle verità dello spirito: le uniche che contino davvero.

(La sua opera musicale, terminata poco prima dello scoppio della guerra, venne per la prima volta rappresentata in questo periodo, a sei mesi dalla morte).

19 dicembre 1915

M. sorella mia, mi hai chiesto spesso se c’era qualcosa che tu potessi fare per me. Ho buone notizie: ti dirò cosa puoi fare per me muovendo dalla tua libera volontà.

Ho ricevuto il permesso di assistere alla rappresentazione della mia opera, e di vedere e udire, nella sfera terrestre, gli effetti del mio lavoro. Per questo ho però bisogno di avere a mia completa disposizione un anello di congiunzione. Vuoi esserlo tu? Saresti disposta a rinunciare del tutto ai tuoi sensi fisici per permettermi, utilizzandoli al posto tuo, di vedere e udire fisicamente?

(Più tardi)

Ti ringrazio! Sapevo che questa mia richiesta ti avrebbe resa felice. L’esaudimento di questo mio desiderio è per me un sacro dono, il migliore che potessi farmi. Ti ringrazio in tutte le maniere in cui è possibile ringraziare da questa sfera! Tuo Sigwart.

Dovreste cogliere gli echi della verità e del sublime che risuonavano in me, allorché composi la mia opera, e calarvi nelle loro profondità. Il sacro sentimento di cui è intessuto questo mio lavoro vi apparirà ancora più bello se gli porterete incontro una maggiore lucidità spirituale.

Le porte del mio tempio sono spalancate e ne sgorga un mare di luce che fonde i vostri esseri e il mio in un’unità.

Sono più vivo che mai e posso ascoltare tutto. Quando si riaffacciano dei pensieri tristi, relativi alla mia morte, non pensate di potermeli nascondere. Dispongo di una sensibilità maggiore della vostra in quanto è il mio Io superiore a percepire: a voi, invece, tutto viene oscurato dalla materia.

Anche noi sperimentiamo ancora la sensazione del pianto: soltanto però quando ci troviamo di fronte alla Grandezza.

Vi prego ancora, cercate il mio spirito, il mio vero Sé, non la veste materiale che non indosso più. Pensate a una figura di luce somigliante alla mia immagine terrena.

Dispongo ora della mia libera volontà e posso fare tutto ciò che desidero. Per voi è difficile immaginare cosa significhi qui una cosa del genere: l’essere liberi dai vincoli terreni, liberi da ogni occupazione materiale, liberi dal desiderio di un corpo fisico, liberi dal cordoglio di coloro che abbiamo lasciato. Sono indicibilmente fortunato. Posso ora elaborare tutti i pensieri che albergano in me. Qui si deve esercitare con fermezza la più grande pazienza. Per quanto sublimi possano essere le opere che ha creato, un artista non può utilizzarle a beneficio degli altri finché non ha superato tutte le prove e conseguito un certo grado di sviluppo. Ho voluto dirvelo perché sappiate che non si può essere subito attivi nel lavoro che si è scelto.

Ho deciso per la musica, la mia diletta musica! Potrò così esservi particolarmente vicino.

Proprio adesso mi trovo impegnato in una composizione. Conterrà tutte le mie sacre e sublimi esperienze recenti. Quale “pegno di riconoscenza” la dedicherò al miei Maestri che, come mediatori della Divinità, mi hanno reso possibile una vita grande e illuminata. Sin tratterà di una sorta di inno eseguito da numerosissimi esseri messi a mia disposizione. Potete facilmente immaginare quanto mi piaccia questo lavoro! Non sono in grado di parlarvene in maniera più dettagliata perché io stesso non so ancora come risulterà. Per il momento ho chiaro solo il motivo conduttore, la chiave e, in modo approssimativo, le linee di sviluppo. E’ esaltante poter di nuovo creare da solo qualcosa di grande!

Per il resto sto bene. Ho trovato molte care anime umane che mi consolano della nostra separazione spaziale. Sono tutte stupite del mio saldo e intimo rapporto con voi perché è considerata cosa rara il poter mantenere relazioni così strette con i propri cari in terra. Nessuno mi è comunque più caro di voi. Con quanta gioia guardo al giorno in cui ci ritroveremo uniti qui, nel mondo spirituale!

L’uno per l’altro significheremo molto più di prima perché qui non esiste alcuna separazione.

Vostro Sigwart.

(continua)

ALTRO, SIGWART ( a cura di Mar_zia )

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Prima Parte

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CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR
di
Mara Maria Maccari


Come si fa a introdurre, con pensieri reali, un cammino di un’ anima che non è la propria? Esiste una possibilità di far da guida imparziale ad un’opera dove la visione, l’iconografia e la virtù sacra del mandala fanno sinergia mediante due diverse forze, quella che sorge dal flusso artistico e quanto è stato interiormente vissuto lungo tanti anni di appassionata ricerca spirituale?
Poiché mi manca pure la vocazione dell’anatomista, nemmeno so, di quest’opera, quanto appartenga alla Santa e quanto sia dell’Artista.
Poi, per ulteriore demerito, non ho alcuna velleità intellettuale-interpretativa.
Ho abbandonato da molti decenni il piacere di costruire cornici o castelli intorno a simboli e immagini: sono abituato ad arrestarmi a ciò che vedo, in silenzio attendendo che quello che vedo, se lo vuole, manifesti da sé quello che può dirmi…semprechè e quando ciò sia possibile.

Qui, in Eco, abbiamo ormai totalizzato una non minima quantità di critiche, riassumibili in due parole: Preconcetto e dogmatismo. Questo perché in un articolo tra altri dieci, si sottolinea l’importanza della disciplina interiore incentrata sull’essenziale atto della Concentrazione…contro la quale si erge la solita canea di chi abbraccia la stravagante priorità di infette mucillagini quali ritualistiche trasmissioni, magismi erotici, politiche spirituali e gli accademismi dell’antroposofia parolaia.
Magari fossero critiche espresse da figure oneste! Arrivano, purtroppo per loro, dalle schiume sudice della risacca spiritualistica e, al meglio, da frustrate animosità personali.

La disponibilità a temi abbastanza diversi tra loro è data, in genere, dal rispettoso rapporto con le tradizioni e in particolare con contenuti tra loro diversi. Uno di questi ultimi lo presentiamo con un inedito lavoro di Mara Maccari: inusuale anche per molti lettori perché li costringerà a “guardare”, a seguire con attenzione e coscienza attiva molte immagini: quadri e disegni che affrontano, col coraggio proprio di questa artista, (anima veramente capace di grandi profondità) il mistero delle Visioni, a cui si aggiungono i misteri più alti: quelli cosmici della Creazione e della loro relazione con il creato ed il mistero dell’azione divina, tenendo sempre bene in vista i protagonisti che stanno più a cuore alla Santa e all’Artista: l’uomo ed il Christo. Per Mara, il Christo è davvero il cuore di ogni cosa!
Per nostra fortuna, l’Artista, con economia di parole, ci offre una traccia, ci indica qualcosa. Poi, la dinamica delle relazioni tra forme e colori deve diventare un lavoro per chi sa fermarsi e intendere… Pubblicheremo questo “percorso” in sezioni minime, dando ai lettori tutto il tempo necessario per poterlo conquistare completamente.

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Ps:
Se volete approfondire la conoscenza delle individualità in campo, per Ildegarda cliccate su Wikipedia, per Mara andate su www.maramaccari.com
Buon lavoro!

 

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www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

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Gli appunti che seguono sono successivi alla realizzazione di miei dipinti e disegni tratti da “Il libro delle Opere Divine” di Santa Ildegarda di Bingen.

Tali immagini, all’inizio enigmatiche, si sono rivelate come lettere di un alfabeto segreto.

Offro la sintesi di questi appunti come traccia o  argomento di riflessione.

Della sequenza di queste visioni la Santa nel suo prologo dice: “… le ho viste con gli occhi interiori dello spirito e le ho ascoltate con le orecchie interiori mentre intenta ai misteri celesti vegliavo con la mente e col corpo, non in sogno né in estasi come ho detto delle mie visioni precedenti…..”

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Tavola I

Prima visione della prima parte

La figura centrale rappresenta la Divina Sophia.

La Santissima Trinità la incorona -nella figura del Padre (capo sopra la sua testa) del Figlio (agnello) e dello Spirito Santo (rosso effuso nella sua persona)- quale strumento per realizzare il suo piano (pergamena srotolata).

La direzione verticale del Padre, Figlio e Sophia e la direzione orizzontale delle teste di Angelo ed Aquila nelle ali sembrano tracciare una croce, sotto la quale le forze ribelli del caos intrecciate tra loro -Lucifero (serpe) e Arimane (essere antropomorfo)- vengono dominate.

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MARA MARIA MACCARI, PITTURA
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