PITTURA

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Prima Parte – quarta visione

qr0u

 

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

‡

Tavola IV
Quarta visione della prima parte

La sfera centrale (come nelle precedenti tavole) rappresenta la Terra suddivisa contemporaneamente delle 4 stagioni, che da un lato all’altro della Terra si alternano contemporaneamente.

Le Gerarchie Spirituali dalle costellazioni (teste di animali che emanano sostanze spirituali dalle loro bocche) operano  e vigilano incessantemente  sull’operato umano.

tav4

.

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Prima Parte – terza visione

.

qr0u

 

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

‡

Tavola III

Terza visione della prima parte

Creazione dell’uomo ad opera di Jahvè

Il capo laterale esterno a destra (se lo ruotiamo di 90° a sinistra ha la stessa posizione di testa e mano della tav.II) rappresenta Jahvè dell’Antico Testamento.

La sua posizione è nella Luna opera come esecutore del volere del Padre (pergamena nella mano come nella tav. II) ed esecutore dell’ordinamento divino nell’Antico Testamento.

3

.

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link che porta all’inizio della pubblicazione di questa Opera di Mara Maccari:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Prima Parte – seconda visione

qr0u

 

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

‡

Tavola II

Seconda visione della prima parte

Al centro Archetipo  Divino ad opera del Cristo e della Sophia.

Sequenza delle immagini come rappresentazione dell’evoluzione cosmica terrestre e umana ad opera della Santa Sophia  e delle Gerarchie Spirituali.

La Sophia elabora il piano della volontà del Padre (capo sopra)

Dalla gola della Sophia dai sette pianeti allineati (stelle)  il Logos (Sole centrale) emana la sua Parola creatrice nel “vuoto” creato si riflette l’Archetipo Divino.

Le  Gerarchie Spirituali (teste di animali) dalla fascia dello zodiaco (stelle intorno alla sfera rossa) accolgono il piano  divino facendo fluire le loro forze e azioni dalle quattro direzioni cosmiche.

Nel primo cerchio (prima sfera di fuoco) fecondato dal calore del pensiero divino è tracciata l’orbita di  Saturno

Ne secondo cerchio (sfera blu, aria) l’orbita di Giove

Nel terzo cerchio (sfera con ondulazioni,acqua) l’orbita di Marte

Nella sfera centrale dietro l’Archetipo dell’Uomo la Terra.

tav 2

.

************************************

Per chi volesse riprendere le fila della pubblicazione ricordiamo il link:

https://www.ecoantroposophia.it/2013/11/art…-maria-maccari/

Troverete inoltre e comunque tutto il materiale relativo a questa artista nella sezione categoria ” Mara Maria Maccari”

MARA MARIA MACCARI, PITTURA

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR di Mara Maria Maccari – Prima Parte

maracopertina

CHRISTUS MUNDI REDEMPTOR
di
Mara Maria Maccari


Come si fa a introdurre, con pensieri reali, un cammino di un’ anima che non è la propria? Esiste una possibilità di far da guida imparziale ad un’opera dove la visione, l’iconografia e la virtù sacra del mandala fanno sinergia mediante due diverse forze, quella che sorge dal flusso artistico e quanto è stato interiormente vissuto lungo tanti anni di appassionata ricerca spirituale?
Poiché mi manca pure la vocazione dell’anatomista, nemmeno so, di quest’opera, quanto appartenga alla Santa e quanto sia dell’Artista.
Poi, per ulteriore demerito, non ho alcuna velleità intellettuale-interpretativa.
Ho abbandonato da molti decenni il piacere di costruire cornici o castelli intorno a simboli e immagini: sono abituato ad arrestarmi a ciò che vedo, in silenzio attendendo che quello che vedo, se lo vuole, manifesti da sé quello che può dirmi…semprechè e quando ciò sia possibile.

Qui, in Eco, abbiamo ormai totalizzato una non minima quantità di critiche, riassumibili in due parole: Preconcetto e dogmatismo. Questo perché in un articolo tra altri dieci, si sottolinea l’importanza della disciplina interiore incentrata sull’essenziale atto della Concentrazione…contro la quale si erge la solita canea di chi abbraccia la stravagante priorità di infette mucillagini quali ritualistiche trasmissioni, magismi erotici, politiche spirituali e gli accademismi dell’antroposofia parolaia.
Magari fossero critiche espresse da figure oneste! Arrivano, purtroppo per loro, dalle schiume sudice della risacca spiritualistica e, al meglio, da frustrate animosità personali.

La disponibilità a temi abbastanza diversi tra loro è data, in genere, dal rispettoso rapporto con le tradizioni e in particolare con contenuti tra loro diversi. Uno di questi ultimi lo presentiamo con un inedito lavoro di Mara Maccari: inusuale anche per molti lettori perché li costringerà a “guardare”, a seguire con attenzione e coscienza attiva molte immagini: quadri e disegni che affrontano, col coraggio proprio di questa artista, (anima veramente capace di grandi profondità) il mistero delle Visioni, a cui si aggiungono i misteri più alti: quelli cosmici della Creazione e della loro relazione con il creato ed il mistero dell’azione divina, tenendo sempre bene in vista i protagonisti che stanno più a cuore alla Santa e all’Artista: l’uomo ed il Christo. Per Mara, il Christo è davvero il cuore di ogni cosa!
Per nostra fortuna, l’Artista, con economia di parole, ci offre una traccia, ci indica qualcosa. Poi, la dinamica delle relazioni tra forme e colori deve diventare un lavoro per chi sa fermarsi e intendere… Pubblicheremo questo “percorso” in sezioni minime, dando ai lettori tutto il tempo necessario per poterlo conquistare completamente.

isidoro

Ps:
Se volete approfondire la conoscenza delle individualità in campo, per Ildegarda cliccate su Wikipedia, per Mara andate su www.maramaccari.com
Buon lavoro!

 

*
qr0u

 

 

www.maramaccari.com

® maramaccari / www.patamu.com marzo 2013
Ogni riproduzione anche parziale di testi e immagini è vietata

‡

Gli appunti che seguono sono successivi alla realizzazione di miei dipinti e disegni tratti da “Il libro delle Opere Divine” di Santa Ildegarda di Bingen.

Tali immagini, all’inizio enigmatiche, si sono rivelate come lettere di un alfabeto segreto.

Offro la sintesi di questi appunti come traccia o  argomento di riflessione.

Della sequenza di queste visioni la Santa nel suo prologo dice: “… le ho viste con gli occhi interiori dello spirito e le ho ascoltate con le orecchie interiori mentre intenta ai misteri celesti vegliavo con la mente e col corpo, non in sogno né in estasi come ho detto delle mie visioni precedenti…..”

pwyi

Tavola I

Prima visione della prima parte

La figura centrale rappresenta la Divina Sophia.

La Santissima Trinità la incorona -nella figura del Padre (capo sopra la sua testa) del Figlio (agnello) e dello Spirito Santo (rosso effuso nella sua persona)- quale strumento per realizzare il suo piano (pergamena srotolata).

La direzione verticale del Padre, Figlio e Sophia e la direzione orizzontale delle teste di Angelo ed Aquila nelle ali sembrano tracciare una croce, sotto la quale le forze ribelli del caos intrecciate tra loro -Lucifero (serpe) e Arimane (essere antropomorfo)- vengono dominate.

anm4

MARA MARIA MACCARI, PITTURA

Il vernissage di Mara Maccari

 PERCORSO INTERIORE DALL’ABISSO ALLA GRAZIA:

OPERE DI MARA MARIA MACCARI

.

Ecco un’occasione per conoscere l’Opera di un’Artista e amica che segue da decenni un percorso di Scienza dello Spirito.

Chi volesse partecipare all’Evento è invitato a darne notizia a Francesca Miandro: azothsophia@yahoo.co

*

flyer_mara

Scarica PDF evento

(cliccare sulla scritta azzura : Scarica PDF…)

ANNUNCI, ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

L'ARTE DELLO SPIRITO

.

L’ ARTE DELLO SPIRITO

shapeimage_4

M. M. M.

*

Mara Maria Maccari: i suoi cicli pittorici che si accavallano nel tempo, si presentano come una sorta di racconti dello spirito con temi ed ambientazioni diversi. Ad una lettura superficiale potrebbero apparire alquanto contraddittori, ma in realtà trovano radici e riferimenti comuni narrati con la medesima sensibilità e tensione, sì da farne corpo unico pur con differenti aspetti.

Trame e percorsi si incrociano al di là di ogni formale coerenza che il più delle volte diviene sinonimo di maniera.

ARTE E NON – ARTE

Un’opera d’arte per essere tale deve esprimere valori universali propri a tutti gli uomini; per questo è riconosciuta tanto dall’ateo quanto dal credente, avendo in sé un valore assoluto che trapassa il comune intelletto e tocca direttamente il cuore.

Al di là dell’espressione (sia essa figurativa, naturalistica, astratta o altro) o della tecnica usata, quando un oggetto creato dall’uomo suscita in noi un senso di pienezza e di gioia, un anelito al sublime, allora possiamo dire di trovarci davanti a un’opera d’arte, e questo non può dipendere solo da un fattore estetico, ma anche da “qualcosa d’altro”.

Ogni vera creazione artistica opera da un impulso dell’anima compenetrato dallo spirituale. Chi faccia l’esperienza vivente della creatività sente che l’uomo è un essere in divenire, la cui immagine archetipica è il Cristo (o uomo cosmico).

L’artista è il ponte che può unire queste due realtà. Il sentire nella nostra interiorità tale unione è fonte dell’appagamento che proviamo davanti a un’opera d’arte; questa ritrova allora il potere di tornare ad essere la porta che si apre nella nostra dimensione illuminandoci del Vero, del Bello, del Buono.

Al di sotto dell’opera d’arte stanno le creazioni minori, che a diversi gradi, pur anelando alla meta più alta, non oltrepassano quella soglia che permette loro di più. Qui sono collocate moltissime opere che anche se gradevoli e ben eseguite, pure restano a un gradino inferiore. Ma possiamo considerarle creative perché, anche se non raggiungono l’alto obiettivo, sono in qualche modo animate dal bello.

Al di sotto di queste comincia il caos, dove l’innalzamento dell’istinto animale viene preso per libera creatività, dando luogo a forme sconnesse, incubi, a oscene rappresentazioni o a raffinate raffigurazioni intrise di vera malvagità, che scivolano sempre più in basso sino ad arrivare all’apice del contrario dell’arte, cioè la non-arte.

La non-arte è qualcosa che può eccitare nell’uomo sensazioni mosse da un cupo materialismo che tendono a riempire l’anima con quella pesantezza e invadenza prive del vero. Anche questa è una porta che si spalanca verso qualcosa di altro e lascia passare ciò che di più nocivo può danneggiare l’uomo.

E’ necessario fare queste distinzioni, non perché l’arte debba essere schematicamente rappresentata in categorie, ma per dare una caratterizzazione generale che ci permetta di avere un certo ordine nei pensieri. (www.maramaccari.com)

*

icone

*

Michele

*

Mercurio

*

capricorno

*

occhio di Dio

*

ILDEGARDA DI BINGEN

*

Mara Maria Maccari è nata in Umbria, nella bella Foligno, dove è cresciuta e tuttora vive e lavora.

La sua espressione sostanzialmente è anelito, ricerca ed ispirazione per il mondo dello Spirito.

Estremamente interessante la diversificazione della produzione di Mara. Questa si manifesta su binari assai diversi tra loro, quasi contraddittori.

Troviamo una notevole serie iconografica (segnata dall’incontro con il Maestro russo Peter Jegor), seppure reinterpretata dove però deve regnare un certo ordine (leggete quel gioiello di Pavel Florenskij che è intitolato “Le Porte Regali”).
Nell’Icona troviamo la Tradizione più pura; la Porta, appunto, verso lo Spirito ma secondo regole precise.

All’estremità opposta le forme rintracciabili nella consuetudine rappresentativa vengono superate, dissolte, per far posto a paesaggi interiori e la stessa materia viene trasfigurata in opus alchemico.
La sperimentazione si arricchisce con varietà di mezzi: l’acrilico, il mosaico, la vetrofusione.

Vi invitiamo a visitare il sito di Mara Maria Maccari, ad ammirare le sue opere, a leggere le recensioni. Da tempo Marina Sagramora arricchisce graficamente la sua rivista mensile L’Archetipo con opere, specialmente icone, di Mara.

www.maramaccari.com

.

ARTE, MARA MARIA MACCARI, PITTURA

IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL

.IL NUOVO TEMPIO DI MARC CHAGALL - Microsoft Word

🏛️

.L’ Arte di Chagall: un “arto” per sfiorare, toccare l’invisibile. Non solo strumento per esprimere o conseguire urgenti sensazioni, bisogni ignoti. Disse dei suoi quadri che essi parlavano forse di una visione del mondo, d’una concezione che si trovava fuori del soggetto e dell’occhio, una concezione, in quell’epoca “tecnica” dell’arte che valeva come accusa di cadere nella letteratura.
In realtà egli non volle accontentarsi di mere esercitazioni del suo talento, di sostare in una visione contrapposta o duale, nè di produrre opere che fossero solamente immediati riscontri fenomenici, bensì presentì la necessità del completamento della sua arte.

“Ciò che mi ha sempre tentato di più è l’aspetto invisibile, quello cosiddetto illogico, della forma e dello spirito, senza il quale la verità esteriore per me non è completa”. (M.C.)

coppia azzurra solecoppia azzurra ballerina

I suoi sposi, soggetti ricorrenti nelle sue opere, volano non per distaccarsi nel sogno e lasciare la vita reale: infatti i paesaggi e la terra sono parte importante dei suoi quadri, una memoria,  culla, barca, vascello in cui i due, spesso abbracciati viaggiano nella vita, alla ricerca della dimora vera. Nella emancipazione del vecchio, nell’appropriarsi del suo destino, nella trasformazione dell’anima, in una nuova presa di coscienza, nella individuazione di uno scopo, ha inizio la nuova opera:

“Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell’aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima.” (M. C.)


L’amore della coppia è il leit motiv delle immaginazioni di Chagall, il protagonista senza cui il quadro della vita sarebbe solo natura morta.

Solitudine

E dalle sue escursioni e meditazioni solitarie ogni volta il tema risorge in vivezza di colori da cui sboccia il fiore della coppia, il dipinto non è più dipinto……la vita vi si anima.

marcchagallbirthday

                          Chagall, Marc The Three Candles (1)

                 a strollchagall

Ma il raggiungimento non è casuale e occasionale, ad un certo punto egli potrà affermare che:

“Ci fu un tempo in cui avevo due teste, vi fu un tempo in cui questi volti erano bagnati dalla rugiada dell’amore e disciolti come profumo di rosa. Ora mi sembra che anche quando indietreggio avanzo verso un’ampia porta, oltre la porta ci sono ampie distese di pareti, rombi di tuoni smorzati e lampi spezzati riposano.” (M. C.)


Quindi non più necessità di oscuro sentimento a improntare la sua arte, non più un attendere ed accettare i doni della musa, ma insieme l’intuizione, il presentire di una certezza, di un equilibrio, di una potenza che possono estrinsecarsi in volontà di conoscere, di toccare le vesti di quell’arte, di affiancarsi ad essa e con lei insieme agire.

“Non si deve cominciare dai simboli, ma giungere a essi.” (M. C.)

Penetrare lo spirito di questa frase è poterla affiancare a quella di Goethe: “Tutto l’effimero non è che un simbolo”. Ossia si può ravvedere in Chagall la necessità del disincanto del simbolo, e quindi di una non più supina accettazione dell’immediato visibile e percepibile, ma un intendere che il mistero attende proprio l’uomo per essere compreso, per svegliare dal riposo i rombi dei tuoni smorzati e i lampi spezzati. Non più il simbolo a scaramanzia, protezione, antico rituale, ma piuttosto il simbolo in attesa dell’uomo che lo liberi del suo effimero, per far si proprio che torni a essere potenza viva e alleato, in quanto conosciuto: dalla magia alla imaginazione, ossia arte dell’uomo e non più forza prigioniera e in balia della natura.

L’artista nella sua esperienza artistica, così come l’uomo è chiamato nella vita a completarsi del suo IO cosciente e agente, sente urgente in sè di dare la vita vera, la luce, il calore e i colori, il suono, al suo vecchio quadro.

L’arte della pittura a volte è strumento che può essere usato solo in funzione di sè stessa, ossia di soddisfazione di sensi, così come nella vita ciecamente si ripetono i desideri, le brame e le soddisfazioni, e poi da capo: una sofferenza che nei secoli è apparsa a ancora appare sulle tele, in impressioni d’ansia, sconfitte, paure, angoscie, imprigionate e immobilizzate nella trama e nei colori, in ottusa ricerca vanificata e spesso conducente a vera e propria visionarietà disordinata e senza scopo: esplosioni, momentaneamente soddisfacenti e lenenti l’oscuro impulso di vita che sulla tela trovano sfogo solamente e non anche direzione.

A questi artisti sofferenti, a questa arte – sentendosi uno di loro – Chagall risponde non solo con la sua arte, ma anche con questi versi:

chagall2

LI HO CONOSCIUTI TUTTI? HO VISITATO
I LORO STUDI? HO CONTEMPLATO
I LORO QUADRI, DA VICINO
O DA LONTANO?

ESCO ADESSO FUORI DI ME,
DAL MIO TEMPO,
E VADO ALLA LORO TOMBA SCONOSCIUTA.

MI CHIAMANO. MI INVITANO,
INNOCENTE O COLPEVOLE CH’IO SIA
MI INVITANO ALLA LORO FOSSA.
MI DOMANDANO: DOV’ERI?

…SONO SCAPPATO
…MI ALZO PRENDO CONGEDO DA VOI
CAMMINO VERSO IL NUOVO TEMPIO.
E LÀ GIUNTO ACCENDO UN CERO
DAVANTI AL VOSTRO QUADRO…

.

Nell’arte di questo pittore si può intuire anche lo stesso impulso che animò la vita e le opere del poeta Arturo Onofri, impulso di volontà a manifestare “il significato cosmico della vita degli uomini e dell’universo”.
L’arte al servizio dell’Uomo e dell’Universo.

In Marc Chagall l’arte diventa un presentire l’esistenza di quella Verità che nello stesso tempo è mezzo di ricerca e impulso di volontà cosciente per potersi conseguire.

“Mi darà Dio, o qualcun altro, la forza per respirare nella tela il mio sospiro?” (M. C.)

E chi può essere quel qualcun altro se non il proprio Io che vuole vivere, risvegliare l’uomo e la natura?

Il simbolo ricorrente nei suoi quadri, la donna, la coppia, fa completare la frase di Goethe: “Tutto l’effimero non è che un simbolo, l’eterno femminino ci trae in alto.”

In alto come gli sposi di Chagall.
Che si uniscono nell’anima, in cerca del Nuovo Tempio, il loro Tempio.

.

.

ARTE, MARC CHAGALL, PITTURA

LA PITTURA DI MARINA SAGRAMORA

–autoritratto

LA PITTURA DI MARINA SAGRAMORA

*

Nella pittura trasfigurativa di Marina Sagramora la natura e il mondo sono stimolo, con promontori, valli, picchi da conquistare. Mai separati dal loro cielo.

camminoevolutivo

(Cammino evolutivo)

.

piuinalto

(Più in alto)

.

Il sole nutre e la luce della luna illumina la notte coprendo col suo manto argenteo i semi dell’anima che prosegue il suo viaggio, ferma e forte, irriducibile verso la meta;

pleniluniofontana

(Plenilunio)

.

che prende soste, dialoga interiormente con lo spirito della natura, pone domande e riceve intime risposte.

larisposta

(La Risposta)

.

L’io, sempre protagonista, è soggetto vivo. Lo stesso osservatore si trova a impersonarlo, mentre i paesaggi, i colori, gli incontri, divengono la sua scena, la sua realtà.

raggiungersi

(Raggiungersi)

.

Un’anima in cammino, lungo un sentiero determinato, in compagnia del lume delicato del suo Io che si fa sempre più forte e luminoso.

ilguardianodelregno

(Il Guardiano del Regno)

.

Il lume che svela la trama della maya e libera lo spazio e il tempo agli occhi dell’anima.

coscienzadellaluce

(Coscienza della luce)

.

Occhi che così possono individuare la via, abbracciando liberi tutto il tempo passato e futuro, ogni spazio interiore ed esteriore…

guidaceleste

(La celeste)

.

concentrazione

( Concentrazione)

.

Quel che sembra un mondo onirico parallelo, irreale nell’ingenuità dell’anima, si rivela essere – nella contemplazione e nella preghiera, nel dolore e nel silenzio, nella determinazione fedele dell’impulso originario che conduce ogni cuore – il fulcro del vivere: ciò che alla vita si deve riunire; ossia una coscienza del vero battito, del reale sentire; tutto ciò nella realizzazione di quell’animadversio, risalita alla sorgente, che consente di farsi nutrire e ricreare dalla comprensione del segreto della terra: dal Mistero del Golgotha, la meta sacra interiore di cui ogni uomo sente forte l’anelito del ricongiungimento.

lacascata

(La cascata)

.

La redenzione dell' Uomo

(La Redenzione dell’ Uomo)

.

pensareliberato

(Pensare liberato)

.

La pittura della Sagramora è un sacro dialogo continuo con la Sophia, la madre che si sceglie di portare alla luce da quell’esilio in cui fu relegata.

Ogni quadro di questa delicata, fine artista è atto fedele ed esperienza sentita del ritorno di colei che conduce al fiorire della vera Vita.

lapercezionepura

(La Percezione Pura)

.

orchideah

(Orchidea)

*

 

 

www.marinasagramora.it

ARTE, MARINA SAGRAMORA, PITTURA,
Torna in alto