LA PITTURA DI MARINA SAGRAMORA
LA PITTURA DI MARINA SAGRAMORA
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Nella pittura trasfigurativa di Marina Sagramora la natura e il mondo sono stimolo, con promontori, valli, picchi da conquistare. Mai separati dal loro cielo.
(Cammino evolutivo)
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(Più in alto)
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Il sole nutre e la luce della luna illumina la notte coprendo col suo manto argenteo i semi dell’anima che prosegue il suo viaggio, ferma e forte, irriducibile verso la meta;
(Plenilunio)
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che prende soste, dialoga interiormente con lo spirito della natura, pone domande e riceve intime risposte.
(La Risposta)
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L’io, sempre protagonista, è soggetto vivo. Lo stesso osservatore si trova a impersonarlo, mentre i paesaggi, i colori, gli incontri, divengono la sua scena, la sua realtà.
(Raggiungersi)
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Un’anima in cammino, lungo un sentiero determinato, in compagnia del lume delicato del suo Io che si fa sempre più forte e luminoso.
(Il Guardiano del Regno)
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Il lume che svela la trama della maya e libera lo spazio e il tempo agli occhi dell’anima.
(Coscienza della luce)
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Occhi che così possono individuare la via, abbracciando liberi tutto il tempo passato e futuro, ogni spazio interiore ed esteriore…
(La celeste)
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( Concentrazione)
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Quel che sembra un mondo onirico parallelo, irreale nell’ingenuità dell’anima, si rivela essere – nella contemplazione e nella preghiera, nel dolore e nel silenzio, nella determinazione fedele dell’impulso originario che conduce ogni cuore – il fulcro del vivere: ciò che alla vita si deve riunire; ossia una coscienza del vero battito, del reale sentire; tutto ciò nella realizzazione di quell’animadversio, risalita alla sorgente, che consente di farsi nutrire e ricreare dalla comprensione del segreto della terra: dal Mistero del Golgotha, la meta sacra interiore di cui ogni uomo sente forte l’anelito del ricongiungimento.
(La cascata)
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(La Redenzione dell’ Uomo)
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(Pensare liberato)
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La pittura della Sagramora è un sacro dialogo continuo con la Sophia, la madre che si sceglie di portare alla luce da quell’esilio in cui fu relegata.
Ogni quadro di questa delicata, fine artista è atto fedele ed esperienza sentita del ritorno di colei che conduce al fiorire della vera Vita.
(La Percezione Pura)
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(Orchidea)
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