Nome dell'autore: Admin

I PENSIERI SON PICCOLI DIAVOLETTI (di F. Giovi)

82211632_1369201709919771_3340224189545054208_o

I pensieri sono piccoli diavoletti che abbisognano di spazi ristretti e ben chiusi, così lo pensava (diavoletti a parte) il grande Leonardo. E i monaci, esperti in queste cose prima e dopo Leonardo, non s’imbucavano forse in cellette ben poco più vaste degli austeri giacigli?

In effetti l’uomo naturale è natura, pur se plasmata dal Principio: datemi due bacchette ricurve e vi trovo subito l’acqua o metalli sepolti: questo significa solo che acqua e metalli hanno sul mio corpo invisibili poteri e altri poteri hanno l’aria, lo spazio, le pietre, i rigagnoli montani: insomma tutte le presenze del luogo e più su la luce, il sole, la luna.

Elémire Zolla mi raccontava, molti anni fa, che, nel tempo in cui insegnava all’Università di Genova, vicino alla sua casa quando la luna tondeggiava in cielo, c’era un cane che disturbava la notte, ululando per ore. Zolla, con discrezione, si dedicò a una indagine che non dava frutti. Nessuno tra le casette vicine possedeva quel cane. Però il modo signorile e l’incredibile calma del mistico scrittore aprì molte porte e qualche cuore, così il mistero fu svelato: nessun cane, solo un signore che, dominato dalla luna, diventava un lupo mannaro.

Tornando al tema: Si può scoprire che il vento porta via i pensieri, che lo spazio li evapora e che le crepuscolari e potentissime rappresentazioni di come-saranno-gli-esercizi ti bruciano già alla riga di partenza. È giusto provare tutto: fa parte del gioco, della sperimentazione e, sportivamente, dobbiamo accettare i tanti calci che sono il positivo frutto dell’esperimento.

La mente supera la materia, anzi è lei che fissa in forme finite il perpetuo moto dell’infinito. Ma per il Soggetto umano che è sveglio e autocosciente grazie alla contrapposizione che la mente ha creato forgiando la maya materica, per una destità che fiorisce in misura della sua aderenza al senso di sé corporeo, si intuisce facilmente quanto sia lunga e quasi tutta in salita la strada per riconquistare la nostra reale natura.

Gli esercizi esoterici, ripeto sempre che basterebbe “quasi” la concentrazione, il silenzio e, negli anni, una pazienza sovrumana, modificano lentamente i ‘corpi’ dell’uomo, rendendoli atti ad allineamenti sottili (modificazioni di coscienza) che ci permettono tutto: allora possiamo meditare sotto il palco di un avvinazzato complesso irlandese e passare attraverso il meditare (non dalla meditazione come tanti dicono) oltre “il velo dipinto” di questo mondo, oppure praticare il percepire puro ai margini di una strada affollata e sciogliere il mondo dai suoi incantesimi, e magari fare una perfetta concentrazione nella sala macchine di una carretta di pescatori. Atti interiori puri (radicalmente privi di limiti rappresentativi) causano immediate modificazioni interiori (percepite) che provocano illuminazioni: tutto in una manciata di secondi. Sembra facile? È facile, ma per arrivarci bisogna addestrarsi ad estinguere tutto. Come osserva un mio acuto amico, anche la stessa concentrazione, così come viene intesa, va superata. Tempo di cottura? Se va bene, una vita: oppure si passa ai tempi supplementari.

Ma, tornando al contingente, si scopre che è saggio usare per anni la stessa stanza, la medesima sedia, l’identica positura. Perché l’ostacolo corporeo e psichico è enorme e le forze interiori sono dedite alla sensazione rifiutando l’Io. L’esercizio interiore deve allora essere ripetitivo e implacabile: indifferente, cieco e ottuso verso il continuo insuccesso.

Anche immersi nella natura si può far molto; indirettamente. Ad esempio camminare con un ritmo regolare convincendo dolcemente il pensiero della sua inutilità davanti ad alberi e monti e al movimento delle proprie gambe: esse (nel moto) sono più importanti dei pensieri. Guardare il verde che ci attornia. Accontentarsi della semplicità del vedere. Tutto ciò senza contrapposizioni: i grandi alberi, se rispettati, ci saranno amici. Riempire di riconoscenza l’anima nei confronti dell’aria che a noi si dedica infondendoci vita attimo dopo attimo. Così, senza evocare il Vate ed i panici tripudi, anzi in assoluta modestia, si può avvertire un sentimento religioso irradiare tra noi e i mille raggi nei quali la luce, giocando con le finte tenebre dei rami, si moltiplica: foreste come cattedrali dello Spirito.

SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-FEBBRAIO 2021

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-GENNAIO 2021

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

PRECIOUS LORD, TAKE MY HAND.

ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori

i…………

Prezioso Signore, prendi la mia mano

E conducimi a casa

Mi portano via, lasciatemi stare.

Sono stanco, sono debole, sono consumato.

E quando la mia, quando la mia strada è oscura

Prezioso Signore per favore stammi vicino

E oh, quando la mia, quando la mia vita è quasi, quasi finita

Padre, Padre, Padre ascolta il mio grido, Signore

E oh, quando sono sulla riva del fiume

ascolta la mia chiamata e tieni, tieni la mia

Tieni la mia mano, Gesù affinche io non cada

Oh, prendi le mie mani, Signore prezioso

E conducimi, 

Conducimi verso la luce

Oh, prendi le mie mani, Signore prezioso

E conduci i tuoi figli a casa

E quando la mia, quando la mia strada è oscura

Prezioso Signore per favore stammi vicino

E oh, quando la mia, quando la mia vita è quasi, quasi finita

Padre, Padre, Padre ascolta il mio pianto, Signore

E quando sono sulla riva del fiume

oh, ascolta la mia chiamata e tieni, tieni la mia

Tieni la mia mano prezioso Signore, affinche io non cada

Oh, prendi la mia mano Signore prezioso

E conducimi a casa.

ALBERO DI NATALE, ANIMA DELL'UOMO!, ANNUNCI, LE TREDICI NOTTI SANTE

L’ARCHETIPO-DICEMBRE 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-NOVEMBRE 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-OTTOBRE 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-SETTEMBRE 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-AGOSTO 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

NEL SILENZIO IN CUI LA VOLONTA’ E’ CALORE.

NOVATEK CAMERA

 

NELL’IMMENSO GELO : IL FUOCO CHE AVVAMPA

E’ UNA GOCCIA DEL CUORE DI LUCE

CHE MANIFESTA L’ARMONIA DEGLI ETERNI.

 

MENTRE NELLA STASI DEL GELO LE ANIME PERSE ESPRIMONO ODIO.

TENUE IL CALORE SI ANNUNCIA NEGLI AUREI BAGLIORI DEL CIELO.

 

E TALE INVINCIBILE LUCE CHE SORGE

SCATENA IL FURORE DI COLORO CHE VOLLERO IL MALE

NEL MARE GHIACCIATO DELL’OTTUSO SENTIRE SOLTANTO LE PIETRE.

 

L’ABOMINIO CHE MUORE PRONUNCIA SOLTANTO LAMENTI RIBELLI

VOLUTI LADDOVE ODIO E STRIDORE PERVADONO INTELLETTI OSCURATI.

 

OTTUSI INTELLETTI  NEL GELO MALEDICONO IL BENE

CHE PURE DESIDERANO ESISTA PER POTERLO AGGREDIRE.

 

UNA NUBE SI ESTENDE

-ARIDISSIMA-

PERMEATA DA UN FORTE VOLERE

IN CUI L’ELEVATO ED IL DEGNO APPAIONO DEPRECATI E IMPOSSIBILI.

 

INSENSATE POTENZE DELL’INCUBO

DENSISSIME

IMPONGONO PRESSANTI CERTEZZE

CHE SONO SOLTANTO POSSENTI SENSIBILITA’ CEREBRALI

NUOVE E PLAUSIBILI E FALSE

APPARSE DAL NULLA.

VOLUTE LADDOVE IL FARNETICANTE DISPREZZO E’ ABITATO DA ENTI DEL MALE.

 

NEI DECADUTI IL PENSARE SI FONDA SU PRESUPPOSTI SUBITI

CHE -QUALI GORGHI CHE PRECEDONO IL RIFLETTERE- INDIRIZZANO E MANOVRANO OPINIONI ED AZIONI.

 

UNA FORMA MENTALE SINISTRA E’ UNA FORZA FORMANTE DENSA ED OSCURA

CHE RICONDUCE  -OSSESSIVA- AI VELENI DA CUI SCATURISCE

E CHE E’ OBBLIGATA AD INSERIRE NEL MONDO.

 

IL SOGGETTO SPESSO E’ PASSIVAMENTE ASSOPITO DINANZI AL PROPRIO VELENO

E TENDE A RIFLETTERE COME PAROLA IDEOLOGICA QUANTO HA INABISSATO IL PROPRIO INTERIORE SENTIRE CIO’ CHE CONSIDERA VERO E CREDIBILE.

 

INCONCEPIBILE RISULTA LA POSSIBILITA’CHE UN MONDO PIU’ ALTO

POSSA ISPIRARE PENSIERI SENTIMENTI E AZIONI VERSO UN VALORE VIVENTE

CHE ABBIA I CARATTERI DELLA SOVRUMANITA’.

 

EPPURE SI AMMETTE CHE DA UN IPOTETICO NULLA SORGANO I PENSIERI E LE IDEOLOGIE LIBERAMENTE CONCEPITE E CONDIVISE PURCHE’ APPARTENENTI

AD UN MALIGNO ODIARE GLI AVVERSARI.

 

SI ADORA UN MALE CONDIVISO CHE NON AMMETTE ERETICI

DEI QUALI PERO’ NECESSITA PER POTERSI ESPRIMERE.

 

E’ L’ETERNA DUALITA’ DEGLI INFERI

CHE HA COME COROLLARIO IMPRESCIDIBILE LA CONTINUITA’ NELLA MENZOGNA.

 

TALE ESECRABILE  FOLLIA E’ UNA POTENZA MALATA CHE ATTENDE LA SUA CURA.

 

SPLENDE DI MERAVIGLIA L’ALTA ESSENZA DI VERITA’ OVE L’IDEA NE SFIORA L’ALBEGGIARE.

 

POTERE UNITIVO DELL’INTELLIGENZA CHE MANTIENE COLLEGATI FRA LORO I CONCETTI RICORDATI MENTRE LI CONTEMPLA :

OTTIENE L’IMPOSSIBILE VIRTU’ DI CONSUMARE IL MALE CHE

-CONTRASTANDO QUALE OSTACOLO L’ATTO DEL NITIDO RICORDO-

E’ OBBLIGATO A MOSTRARE LA CONTORTA POTENZA AVVERSANTE CHE LO GENERA.

 

A TALI LIVELLI IN CUI L’ASCESI DEL PENSIERO CONTEMPLA LA SINTESI DEI CONCETTI RICORDATI :

OGNI OSTACOLO,OGNI OPPOSIZIONE,OGNI ENERGIA NEGANTE,OGNI FISICIZZAZIONE,OGNI DISTRAZIONE E’ LA VESTE (ALTRIMENTI INAVVERTITA E INCONCEPIBILE) DI ALCUNI DEI MALI OPERATIVI CHE INFESTANO IL MONDO E CHE INFETTANO LE OPINIONI DEGLI UOMINI E LE AZIONI MALIGNE CHE NE DERIVANO.

 

LA VERITA’ QUALE ESSENZA OPERATIVA NEL VIVENTE : DISSOLVE O CONSUMA IL MALE E LA MENZOGNA.

 

NEGLI INDIVIDUI E NEL MONDO.

 

FOLGORE DELL’IMPOSSIBILE RISORGERE.

 

FOLGORE CHE –STRUTTURATA DI VOLONTA’- GIUNGE FRA LE VETTE

OVE OPERA IL RESPIRO OCCULTO CHE REDIME.

 

FRA LE VETTE :

OVE GIUNGE IL GRAN SILENZIO A CONSUMARE I NODI DELLA RABBIA.

OVE NELL’IMPOSSIBILE QUIETE POSSONO OPERARE GLI ENTI DEL REINNALZARE.

OVE INFINE NELL’INTENSO E PROLUNGATO CONTEMPLARE :

PUO’ DISPIEGARSI IL CELESTE MANTO DELLE ANIME LACERATE CHE INIZIANO A RIGENERARSI.

 

INAVVERTITO IL VALORE DEL SOLENNE VOLTO SOLARE

PERMEA GLI ATTIMI IN CUI L’UMANO TROPPO UMANO BLATERARE : TACE.

 

L’ETERNITA’ PUO’ IRRAGGIARE LA FIGURA INTERIORE DEI MOLTI

CHE ORA LA NEGANO CON MINORE CONVINZIONE

POICHE’ LE CEREBRALITA’ STUPITE SONO ASSEDIATE DAL SILENZIO.

 

ORO DEL SILENZIO NEL GRAN RESPIRO DEL SIGNORE DELLE FOLGORI.

 

OVE L’ASCESI GIUNGE A CONSACRARE.

 

CROLLANO I PRESUPPOSTI DELL’IMMENSO GELO

MENTRE SI IMPRIMONO E SI ESTENDONO I SEMI DELL’INVITTO ORO.

 

NEL CALORE IMMATERIALE LIBERAMENTE ATTINTO NEL VOLERE.

 

ESSENZA DELL’INTELLIGENZA CHE ATTUA IL COSCIENTE CONTEMPLARE.

 

ORO LOGOS.

 

PRINCIPIO CREANTE DELL’UNICO CALORE.

, 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS-FUOCO-SOLARE-FK-18-OTT-2012-FK-0041

_________________________________________

http://fuocoimmateriale.blogspot.com/

http://folgoperis.blogspot.com/

http://lampisilenti.blogspot.it/

 http://i-semi-delle-folgori.over-blog.it/

 https://www.ecoantroposophia.it/2014/07/arte/fk-azione-solare/ascesi-del-pensiero/

 http://folgoperis.blogspot.it/2014/07/ascesi-del-pensiero.html

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

LEGGERE CON MAGGIOR ATTENZIONE TESTI QUALI TEOSOFIA O LA SCIENZA OCCULTA (di F. Giovi)

82614381_1387920551381220_8205573716663336960_n

«Leggere con maggior attenzione testi quali Teosofia o La Scienza Occulta, ascoltare il più possibile soltanto sé stessi e quello che si sente vero nelle parole del Dottore, e imparare a fare a meno delle ‘opinioni’ degli altri».

Questo è un consiglio, non un’opinione. Confesso che tra un’opinione e un cobra, senza esitazione scelgo il cobra (tra l’altro ai serpenti la meditazione, a modo loro, piace… ma questa è un’altra storia): di solito, nei tanti gruppi che ho frequentato, quando qualcuno con voce esitante ed educata chiedeva la parola con la magica formula: «Forse non ho capito bene, ma vorrei esprimere la mia opinione…» fiondava un istante dopo una cretinata più grossa d’un elefante impazzito ed altrettanto catastrofica, poiché nessuno aveva il coraggio di imbrigliare la cosa.

Un giorno provai a contrastare tale fenomeno in un gruppo di studio indipendente, con la massima diplomazia di cui ero capace a quel tempo: «Ma dai! Chiudi la bocca e non dire scemenze!». Ebbene, una dozzina di volti ruotarono nella mia direzione manifestando irritazione e tristezza, quasi avessi lordato il Santissimo: solo l’opinionista zittito mi guardò e disse: «Scusa».

Si, l’anima umana è davvero complicata. Non credo che un’individualità entrata nel percorso della Scienza dello Spirito scelga l’una o gli altri (lettura o esercizi): con buona pace per l’idea primitiva e personale della libertà, è l’Antroposofia che attrae te o, se preferisci, sono impulsi pre-natali che ti dirigono ad essa.

E, non di rado, si veicolano dapprima alla brama: in alcuni come brama di conoscenza, in altri persino come brama di potenza. Mi sembra meschino guardare queste cose, quando si fanno strada nell’anima, con la lente del moralismo. L’anima dice a se stessa: «Ho bisogno di queste cose». Dice il Dottore: “Sorge nell’uomo come un bisogno del cuore e del sentimento”. Il “bisogno” è potente ed elementare (hai una fame nera: hai bisogno di mangiare; cammini, zaino in spalla, da otto ore: hai bisogno di fermarti). L’aspetto sostanziale sta semplicemente nell’intensità del bisogno. Chi di sete sta morendo non s’attarda a selezionare le bevande, similmente chi trova la Scienza dello Spirito come ciò che ha sempre cercato come senso della propria vita, afferra di essa quanto, al momento, gli è più vicino.

Fintanto che il ricercatore permane (immerso) nella corrente del karma, la sua azione è assistita da una saggezza sovrapersonale. Spesso si dice: “il peso del karma” o frasi consimili, tutte allusive alla gravità del destino. Non voglio contestarle, da un certo punto di vista sono oro colato, ma l’incontro con i contenuti dello Spirito modifica molte cose nell’anima. Ne cito una, drammatica e decisiva: quella che in precedenti note ho chiamato “assunzione di responsabilità”. Se essa è radicale, il karma muta, per così dire, professione: passa da tutore ad accompagnatore. Allora nella sfera dell’Io devi sostenerti da solo, solo tue diventano le sconfitte, le vittorie e le scelte: tessi tu stesso il tuo destino e divieni cosciente (o semi-cosciente) dell’abisso che si apre a destra e a sinistra intorno a te. Per l’uno sono impressioni diversificate di forze interiori, per l’altro lampi immaginativi, il terzo avverte tempeste ed angosce, mentre il quarto purtroppo sente solo paura e si contrae o scappa in tutti i modi possibili. Chi non scappa, a volte tra mille turbamenti, concepisce che la propria evoluzione dipende, ora, dalla sua attività, e inizia a completare ciò che la ‘natura’ ha abbandonato in corso d’opera: fa gli esercizi, magari oscillando tra un sentimento di pochezza “Domine non sum dignus”e il prometeico impulso del “Che importa. Io li faccio lo stesso”.

Sono consapevole che il disegno tratteggiato è assolutamente incompleto, frammentario: ma è per qualcuno l’itinerario reale, e non è del tutto necessario che si svolga oggi in un fiato: spesso le consapevolezze salgono lente da luoghi profondi.

Gli esercizi non sono “un problema”. Non portano danni all’anima, spaccature alla psiche, ingestibilità alla coscienza morale: casomai è proprio il contrario. Se si impara a dominare le forze dell’anima che spesso e volentieri (sempre!) scorazzano indipendenti e selvatiche, è tutta la struttura umana che, semmai, si riarmonizza: dove prima c’era il caos inizia l’ordine. Inoltre aiutano non poco le ‘letture’ di testi il cui contenuto non si ferma al riflesso del mondo sensibile ma dovrebbe essere “risvegliatore della vita spirituale del lettore, non una somma di comunicazioni” (purtroppo la “somma di comunicazioni” s’è ampliata a dismisura e viene concepita come qualcosa di assai positivo!).

I continui avvertimenti lugubremente ammonitori sulla incalcolabile serie di danni che l’operatore si troverebbe a subire tre minuti di disciplina voluta, e che sento da oltre cinquant’anni, sono queruli, noiosi e inutili. Stare attenti, ma in nome di tutti gli dei, da che cosa? Non c’è uno tra gli accademici avvoltoi che abbia tentato davvero una disciplina forte e vera. Non uno che abbia sperimentato qualcosa che non sia la propria, onanistica, elucubrazione. Farsi sordi ai canti sirenici delle acque infere, leggere assai lentamente qualche testo di Steiner e di Scaligero con cuore aperto, volontà di comprendere e pensiero disciplinato.

Lasciare che singole frasi o parole vibrino nell’anima: questo è lo schema del meditare. I pensieri suscitati dalla lettura, se sperimentati nell’anima, sono il miglior viatico per il lungo cammino che ci aspetta. Se poi l’anima avverte che la vita nella lettura sta inaridendosi, che non giunge più fino al cuore, allora potrebbe essere giunto il momento di darsi una scrollata da cane bagnato e di iniziare, con attenta cura, gli esercizi di fondamento. Credo non vada dimenticato che il pensiero ordinario è strutturalmente funzionale alla sfera ahrimanica, cioè al mondo dei sensi, e quando astrae da questo mondo s’intrappola nella rete luciferica che chiamiamo astrazione; dire questo è corretto, ma è pure straordinariamente scorretto non aggiungere l’indicazione che è possibile formarsi pensieri coscienti in cui agisce l’elemento puro del volere voluto dall’Io e non dagli dèi degli ostacoli. La concentrazione e poi la meditazione paralizzano l’azione di Lucifero e di Ahrimane: ciò è, in un certo senso, sperimentabile per l’asceta. Nella concentrazione la determinazione univoca rivolta all’oggetto spinge a realizzare l’inutilità dei pensieri più acuti, dei giudizi, di tutto il pensiero ordinario. Ci si incammina sulla via di liberare il pensare dai pensieri. Poi sarà possibile giungere allo spirituale che pensa in noi: questa è la via di Michael.

SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-LUGLIO 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’EQUIVALENTE DELLA STELLA POLARE (di F. Giovi)

orsa polare

Sono stato un lettore accanito sin dai banchi delle primarie, e per molti anni onnivoro, anche se il cuore accelerava quando leggevo accenni a qualche mistero. Quando passai faticosamente e con intense lotte interiori dall’Oriente all’Occidente e infine all’antroposofia, mi costruii rapidamente una delle piú ricche biblioteche private del Paese: avevo tutto, a cominciare dalla prima edizione della Filosofia della Libertà edita nel 1918 ed i libriccini di piccole edizioni nate e morte in un battito di ciglia.

Tra i tanti che mi aiutarono ad accumulare, in tempi di magra, proprio tutto, oltre alla gentile signora Bossi-Riganti di Milano ricordo il teosofo e bibliofilo Erwin Danussi, che faceva parte della compagnia di maghi e occultisti di cui ho raccontato qualcosa varie volte.
Danussi era un omone germanico che si sentiva orgogliosamente italiano ma lottava inutilmente con il linguaggio, pesantemente condizionato dal suo d’origine, e cosí lo sentivi spesso tuonare: “Zölo nella nostra pella lincua…” sinché da un diverso punto del serpentone dei tavoli accostati una tagliente voce tantrico-divertita lo interrompeva: «Zitto Erwin! Che se parli, ti portano dentro per oltraggio all’italiano».

Quanto leggevo! Mi rovinai il sonno perché depredavo la notte con i testi che erano ancora chiusi alla sera. Ho divorato tutto quello che c’era. Serve davvero? Certo, finché la brama del conoscere ti cuoce l’anima, e soprattutto finché ti muovi: finché ti muovi sei salvo, ma se ti esaurisci con il primo che capita e non passi avanti, sei fregato.
Già qui entra l’immisurabile, perché la quantità di informazioni o i tentativi pratici sono soltanto l’immagine esteriore del bruciante morso animico che ti sospinge incessante verso ciò che non hai ancora, verso l’incontro con quello che attende che tu lo raggiunga: oltre l’illusione rappresentativa e culturale.
Leggere molto, sapere molto, sarebbe una trappola se non avverti che ti viene richiesta la capacità di discriminare, di distinguere il buono dal cattivo, il vero dal contraffatto: ma dopo aver letto senza pregiudizi. Di solito è un percorso per nulla lineare.

Mi ricordo un sentimento assai prossimo all’invidia di fronte alle robuste certezze che il mio amico tantrico traeva dalla sua bibbia: L’Uomo come Potenza che era un testo terribile, inadatto alle anime delicate (le edizioni successive vennero ‘normalizzate’ e annacquate dallo stesso Autore). Certezze che non possedevo, perché un dubbio mi disturbava l’anima: “Ma l’autore ha sperimentato quello di cui parla?”. Tale dubbio fu per me l’equivalente della stella polare per i vecchi marinai. Non volevo chi sa scrivere ma chi sperimenta quello che dice.

Trovai Scaligero perché il suo era al momento l’unico libro nuovo in libreria – ne parlavano tutti male, era un “caso preoccupante” o “un traditore” – iniziai comunque a leggere quello che mi parve scritto in uno stile terribilmente impervio, e la sorpresa giunse presto, in alcune righe che riguardavano un’antica forma di alchimia cinese a me famigliare: mi accorsi che questo Autore parlava con l’autorità dell’esperienza diretta (c’è chi ha scritto quasi un’intera pagina di prefazione ad un proprio libro per comunicare urbi et orbi – ma sopratutto agli orbi – l’opposto. Mi parvero righe insincere e funzionali alle ambizioni del personaggio).

Quel poco che a quei tempi riuscivo a comprendere mi rimise faticosamente sulle tracce di Colui che avevo da tempo abbandonato per via delle tante critiche sparate dal tradizionalismo, su cui svettava Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo di Evola.
Mi si perdoni per la lunga descrizione del mio percorso iniziale, ma è quello che posso descrivere meglio perché lo conosco bene: essendo soggettivo mi consente il massimo dell’osservazione oggettiva.

Se non ci si ferma, prima, durante o poi si devono fare i conti con quello che si sa e magari anche si capisce. Che cosa? Che l’esoterismo ‘letto’ è solo un atto preliminare, da uomo moderno che inizia supponendo una identità tra il sapere e il percepire sovrasensibile, tra il leggere e la trasformazione di sé. Questa confusione in principio si chiama ingenuità e se si protrae troppo a lungo possiamo avvertirla come ottusità a fondo cieco.

È anche vero che nell’oceano del ciarpame vi sono testi in cui le parole esprimono un contenuto sovrasensibile (mantrico), però non ho mai conosciuto nessuno che, tolta una abhinavaguptiana “caduta di potenza”, privo di forze interiori maturate, tragga da quei testi qualcosa che sia la percezione animico-spirituale e non un accumulo di sapere. Il punto cruciale del problema è se all’anima basti il placido accatastarsi di libri oppure si possegga ancora un po’ di disperazione per i propri limiti e di volontà di liberazione.
«Quella che verrà data non sarà una risposta teorica, da portare poi con sé come una semplice convinzione conservata nella memoria …ma si indicherà un campo di esperienze dell’anima nel quale …per virtú dell’attività interiore dell’anima, (l’uomo) tornerà ad avere una risposta viva …affinché …possa ulteriormente esplorare in larghezza e profondità i misteri della vita…». Sono parole estratte (ma sequenziali) dalla Prefazione alla Filosofia della Libertà.

Un serio ricercatore potrebbe impiegare anni per capire la loro portata ma sembra che pochi desiderino sprecare il loro tempo per così poco. E sembra che quasi nessuno afferri la differenza che passa tra il leggere, il capire ed il conoscere.
E se si vuole conoscere, i testi diventano altissimi percorsi interiori e allora in una vita ne basterebbero pochi, pochissimi. Fare antroposofia non significa leggere e fare i buoni, per questo basta il volontariato o lo scoutismo, ma agire nel senso della percezione spirituale e per essere degni di ciò occorre trasformare le potenze dell’anima: per iniziare a trasformarle occorrono gli attrezzi idonei che si conviene chiamare discipline o esercizi. Ma se gli esercizi vengono prolungati ed intensificati nel tempo, succede un fatto increscioso per le accademiche virtù: succede che si può accedere a lampi di una realtà più reale di quella dei fatti, delle cose… e pure dei libri.

Diventano cenere le cose e anche il pensiero sulle cose nella misura in cui ci si accontentava di fabbricare passive rappresentazioni di quelle. Un indicativo e realistico esempio: occorre una vita d’attività interiore per immaginare consequenzialmente quanto descritto nella Scienza Occulta e farne sintesi che sarebbe una vera azione di magia spirituale. Spero di esser stato chiaro. No? Pazienza. Oltre i testi scritti del Dottore (e qualche ciclo di eccezionali conferenze come Coscienza d’Iniziato) consiglierei ben poco: essi sono già molto. In una seria ricerca Scaligero è fondamentale! Dubito che al presente, pur sapendo molto, il ricercatore possa trovare la dimensione viva della Scienza dello Spirito senza l’aiuto di Massimo Scaligero. Opinione mia, s’intende.

SCIENZA DELLO SPIRITO,

L’ARCHETIPO-GIUGNO 2020

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

Libertà (di F. Giovi)

82910606_1389751657864776_8573539666744049664_n

Il fiore dell’indipendenza dagli Dei che l’uomo sperimenta in ogni momento non può non essere altro che la Libertà. Parola troppo facile che nasconde un contenuto tremendo ed imprevedibile. E’ ciò che l’uomo di oggi può volere o non volere: dipende dalla sua propria azione.

Non v’è uomo che non porti in sé l’antico. A cui ripugna e spaventa l’atto libero. Anche le religioni, seppure ricche di tesori, appartengono al passato, seguono la via dei morti. Le pseudo religioni o le pseudo mistiche contemporanee sono solo fenomeni di tarda necrofilia su corpi marcescenti.

Ora, lo si desideri o meno, è il corpo che abbiamo, la coscienza che possediamo, che fanno da base ad ogni ulteriore movimento. Converrebbe parlare meno di “mondi spirituali” e di contenuti “morali”: venendo essi assunti da una coscienza vuota di Spirito e da un pensiero astratto, privo di realtà condizionante. Non direi simili cose se non mi fosse chiaro il contenuto della coscienza: piena di rappresentazioni, vuote anch’esse di realtà ma sostenute da una debole impressione di vita elargita dalla oscura vis biologico-istintiva.

L’attività della coscienza di sé si svolge in pensieri o, più esattamente, in una sfera di astratte rappresentazioni: semplici riflessi del mondo come appare o dell’inconosciuta vita organica, quella del corpo o della psiche soggetta al corpo. Ma se la rappresentazione è un riflesso, una maya, essa non muta il suo carattere “sia che pensi Dio o una sedia” o l’Opera Omnia del Dottore.

Un riflesso non può trasformarsi in una realtà senza una concreta animadversio. Per questo motivo chi evita di guardare con coraggio la condizione di “caduta” in sé stesso, cerca di saltare l’ineludibile fosso con azioni e parole illudenti che ponendolo in condizioni crepuscolari (di fatto medianiche) lo trascinano verso condizioni più involute rispetto allo stato di coscienza dell’uomo comune.

L’involuzione può essere “elettrizzante”, stimolando nel soggetto retrogrado impulsi di evangelizzazione (contagio) verso i deboli e gli instabili.
Questo è semplicemente il retroscena che anima la maggior parte di “Maestri”, “Guide” e “Profeti” del teatrino del mondo e, in particolare, del mondo esoterico.

SCIENZA DELLO SPIRITO
Torna in alto