Nome dell'autore: Admin

L’ARCHETIPO – NUMERO SPECIALE – FEBBRAIO 2023

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-FEBBRAIO 2023

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-GENNAIO 2023

ANNUNCI, MARINA SAGRAMORA, SCIENZA DELLO SPIRITO

BLUE CHRISTMAS

ECOANTROPOSOPHIA.IT augura  BUON NATALE a tutti i suoi amici lettori con la voce di Elvis e la poesia di Edmond Rostand.

*

*

La stella

Perdettero la stella un giorno.

Come si fa a perdere la stella?

Per averla troppo a lungo fissata…

I due re bianchi, ch’erano due sapienti di Caldea,

 tracciarono al suolo dei cerchi, col bastone.

Si misero a calcolare, si grattarono il mento… 

Ma la stella era svanita come svanisce un’idea,

e quegli uomini, la cui anima

aveva sete di essere guidata,

piansero innalzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri, si disse: 

“Pensiamo alla sete che non è la nostra. 

Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali”.

E mentre sosteneva il suo secchio per l’ansa,

 nello specchio di cielo

in cui bevevano i cammelli

egli vide la stella d’oro che danzava in silenzio.

(Edmond Rostand)

ALBERO DI NATALE, ANNUNCI, ARTE, POESIA

L’ARCHETIPO-DICEMBRE 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO – NOVEMBRE 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

LA DISCUSSIONE PURA… (di Rastignac)

(The Peacemakers – di G. P. A. Healy – 1868)
.
Non pongo dubbi sul fatto che tutti sono liberi di discutere su tutto, sembra anzi che l’apoteosi di ogni questione debba essere la Discussione Pura, cioè quella subbiettiva, financo libera dalla realtà.
Sarebbe cosa migliore che i diversi punti di vista di chi pratica l’antroposofia fossero mirati ad un livello del sentimento e del pensiero più rispettoso dei contenuti che si vorrebbero trattare e di chi li tratta.
.
Fare un passo indietro nei confronti della propria verità è già goetheanismo applicato, e portare l’anima e il cuore più su di un gradino è la condizione che permette all’invisibile di ascoltarci e comunicare con noi creativamente.  Osserviamo poi  quello che passa per opinione. Anche in questo caso tutti si fanno le opinioni che desiderano: opiniamo di continuo con estrema facilità e questa sembra un’attività del tutto lecita.
Nella vita è così, ma non nel pensiero scientifico che certamente usa quasi solo il pensiero razionale e perciò anche deduce: ma deduce dal modo dell’osservazione che deve essere imparziale.
Pure chi vuole divenire uno scienziato dello Spirito dovrebbe tendere a conquistare osservazioni obiettive sugli oggetti osservati e proprio perché tali oggetti sono per lo più immagini di pensiero, maggiore dovrebbe essere la prudenza, il rigore e l’autodisciplina quando si collegano i dati che non sono… dati, ma dipendono dalla nostra intima attività. Sempre che si ricerchi il vero, come nella scienza del sensibile.
.
Ora passiamo ad una risposta che sia sufficientemente lontana dalla mia visione personale. Magari iniziando da una domanda: «Secondo voi è più importante la gamba sinistra o la gamba destra?». Risposta: «Tutte e due, ovviamente; poi in alcuni momenti si usa più una che l’altra».
Ecco: osservando una normale funzione della vita concreta, ci sarebbe uno spiraglio di risposta che non negherebbe alcuna di due verità contrapposte. Perché crediamo sia giusto fermi come statue sulle proprie posizioni? E’ forse un contrasto mal impostato sulla forma dei contenuti o un cimento di autoaffermazione? Poiché nel secondo caso un braccio di ferro o una partita a calcetto risolve tutto, il maschio alfa si distingue e il diritto alla ‘ragione’ passa a lui…
Ma se – poniamo il caso – due amici si confrontano, ambedue cercando il meglio e il vero di una Via di Conoscenza spirituale, perché non mettercela tutta esponendo con forza e passione le proprie ragioni ed esperienze ma anche permettendo all’anima di accogliere le ragioni e le esperienze dell’altro? Non si tratta di abbandonarsi passivamente all’invasione, ma di pensarle e ripensarle e sentirle anche se disturbano o incrinano o persino violano le temporanee certezze proprie. È una questione di onestà intellettuale e (soprattutto) di coraggio.
Parafrasando Scaligero: ogni idea o pensiero perturbante è prezioso per l’asceta.
.
Se manca la vitalità e l’entusiasmo della ricerca, rimane la plumbea opacità dei moltissimi che nella vita comune alzano immediatamente le difese del loro status quo e dicono subito che le idee a loro estranee sono solo un mucchio di sciocchezze. Mi spiace dirlo, ma se ricercatori dello Spirito sono incapaci di pensare pensieri altri dalla propria sfera di pensieri, non possiedono ancora le qualità per addentrarsi nelle Scienze sacre, che già sui passi più elementari ti chiedono di pensare pensieri assai estranei al mondo comune.
Pensieri e sintesi di pensiero che, pensati a fondo, scardinano la pregressa visione del mondo, simultaneamente modificando il modo del pensare a cui la fissità del compiuto ci abitua da quando, dopo la nascita, prendiamo coscienza delle cose. Non ho mai conosciuto un discepolo della Scienza dello Spirito che nel suo processo/progresso sia stato indegno di questa attribuzione facendo antroposofia su di una gamba sola.
.
Spesso si è inconsapevoli pronipoti di quella mai colmata crepa che si aprì con la morte del Dottore tra la comprensione e la conoscenza. La comprensione  –  per non apparire astratto la indico come lettura di testi di antroposofia  –  ha sommerso quasi del tutto la conoscenza, che indico come l’esigenza sperimentale espressa da testi quali Linee fondamentali di una teoria della concezione goethiana del mondo, Verità e scienza e Filosofia della libertà. Che io sappia, il Dottore ai suoi discepoli forniva ambedue: testi ed esercizi.
.
Un luminoso esempio di ciò è presente nell’agire del dott. Colazza che, a seconda dei casi concreti, indirizzava molti verso un severo studio generale e particolare di formazione, ma per tipologie diverse indicava subito discipline interiori. Significativo è il suo apporto nei fascicoli di Ur, in cui la sua autorità non era condizionata dalla onnipresenza evoliana: iniziando la collaborazione con «Barriere» dice chiaramente che il primo movimento del ricercatore è quello «di spezzare la propria immagine abituale» e che potrebbe essere l’io da cui partire solo quando a questi «corrisponda l’immaginazione interiore di un sentirsi senza limiti di spazio, di età e di potenza».
.
Di seguito offre al lettore la sintesi più breve (che io conosca) di quanto un’anima dovrebbe avvertire come contenuto di un sapere del tutto dinamico, da sentire come senso di sé e del mondo. Nel prosieguo di diversi articoli offre spunti di altissimo lavoro interiore e termina una parte del suo contributo (Ur 1927) con una serie di aforismi meditativi su quanto è alla base della comprensione antroposofica, ma che a seguito di mutamenti dell’anima come frutto degli esercizi possono divenire oggetto di conoscenza spirituale.
.
In conclusione: gli esercizi privi di una precedente preparazione, che chiamerei una visione cosmica dell’uomo e dunque di noi stessi in altezza e profondità, e alla pari con questa un’approfondita comprensione del significato ultimo del pensiero e del suo articolarsi nell’entità umana, mancano di una solida base nell’anima. Mentre la lettura, che con beneficio d’inventario suppongo seria e approfondita, soddisfa la comprensione ma non giunge alla conoscenza. Guardate che dico cose che possono venir sperimentate spesso anche nella vita comune.
.
Vi è mai capitato di ascoltare le spiegazioni di un idraulico o di un elettricista che avete chiamato per il rifacimento dell’impianto di casa? Dopo aver compreso tutte le spiegazioni sapreste fare il suo lavoro? O almeno, dopo qualche giorno potreste ripercorrere con continuità logica i concetti che vi aveva esposto? Nel primo caso la cosa è impossibile e nel secondo quasi impossibile: eppure avevate udito e capito. Quello che vi manca sono soltanto i mesi (o gli anni) di faticosa pratica: unendo il sapere con la pratica conosci fattivamente e sai che è una cosa ben diversa. Così è per la Scienza dello Spirito dove anzi il capire (leggere) troppo sommerge l’autonomia del soggetto che, se non lotta vigorosamente per la propria indipendenza, si china ad assimilare fede, dogmi e precetti come in ogni settarismo che gira per il mondo. In tale direzione troppi gruppi sono niente più che condensatori di forze arimanico-luciferiche, contrapposte all’Io libero.
Per correggere il danno causato dalla frattura alla quale ho accennato, e che ha portato ad un clima di confusa vacuità, è intervenuta l’Opera di Massimo Scaligero, che si è sobbarcato un greve ed ingrato lavoro di risanamento e vivificazione della radice stessa della Scienza dello Spirito, ma a molti sono mancate le forze per comprenderlo e molti non hanno voluto capire. Ma questo è un discorso senza una fine. Per intanto si può convenire che pensiero (comprensione) e percezione (esperienza) devono unirsi: solo la viva arte di questo incontro può formare l’organo di conoscenza della Realtà.
.
Rastignac

SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-OTTOBRE 2022

ANNUNCI

L’ARCHETIPO-SETTEMBRE 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-AGOSTO 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-LUGLIO 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-GIUGNO 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

DEL MEDITARE ( di F. Giovi)

.
Il meditante, superato il periodo delle difficoltà più grossolane, inizia a sperimentare due mondi, anche quando ancora ne ha scarsa consapevolezza.
E non sono cose granché segrete: una rumoreggiante giornata nel mondo esteriore e ed una manciata di minuti, spero ripetuta, in un mondo opposto, silenzioso e inabituale.
Quest’ultimo sembra così poco famigliare che viene, anche per molto tempo, confuso con la navetta dell’esercizio: del resto, salvo casi eccezionali nella vita, il mondo interiore è irraggiungibile senza la disciplina interiore.
Lo so che le teste dure lo negano, In realtà capiscono ben poco di ciò che essi stessi negano poiché è solo reazione contro tutto ciò che è fuori dal piccolo sé stesso (ir)razionalistico, quello che è sostenuto dal cieco furore dell’istinto: iudicium sine intellectu.
Ma ciò non riguarda il tema. Ed è estraneo al mondo interiore.
Il mondo esteriore, quello che appare solido, certo e compatto, quale lo percepiamo e l’intendiamo, è tutt’altro che reale, piuttosto è anima travolta, asfaltata.
La corporeità percepita è solo mediatrice sensoria: colori, suoni, temperatura, liscio e scabroso, durezza e morbidezza, odori, ecc. ci giungono attraverso le vie dei sensi, che hanno un rapporto con l’esteriore come il tubo in cui fluisce l’acqua che gli scorre dentro.
Chi o cosa percepisce tutto questo? La coscienza, che, per così dire, viene colpita passivamente o bombardata.
Il pensiero, i concetti, che fluiscono dall’Ignoto, organizzano (nell’uomo normale) tutto ciò che in forme definite e concluse ci appare come il mondo che conosciamo.
Sembra una burla ben riuscita: dall’esterno un quid che non conosciamo cosa sia in sé, dall’interno una attività a cui siamo ben poco presenti e che ignoriamo da dove venga.
E abbiamo il coraggio di chiamare questo duplice inconosciuto “il mondo che conosciamo”!
.
Semmai una cosa è certa: che l’incontro tra gli sconosciuti sembra avvenire nella nostra coscienza: da essi nasce la rappresentazione. Non è poi sbagliato affermare che il (nostro) mondo è rappresentazione. E’ un’affermazione che la negazione, la cancellazione che interviene nel sonno, conferma.
Anche da questo punto di vista si può avvertire quanto possa essere (per noi) eccezionale la produzione di una rappresentazione completamente  volontaria.
.
Formare una rappresentazione che non sia un prodotto passivo, intervenuto sulla scena della coscienza senza la nostra regia, è la prima azione vera che sia possibile all’uomo in quanto dotato da tutti gli elementi che dovrebbero comporlo. Tutto quello che discende dal già fatto, scusatemi tanto, ma in sede conoscitiva è essenzialmente una sciocchezza.
Nel nostro tentativo di entronauti, appena usciti dal porticciolo del fuori, avvertiamo quasi subito che non ci siamo infilati in un “cul de sac” ma che davanti a noi si apre un mare sempre più vasto: realtà stranissima: più limitiamo noi stessi, più lo spazio si dilata.
.
La coscienza, sempre piena di robe come un ripostiglio stipato, magicamente si svuota, si fa più chiara, illimpidisce. La cacofonia continua dei rumori svanisce nel silenzio.
Vi sono gradi di silenzio: il più elementare viene chiamato mentale ed è connesso con l’esercizio della rappresentazione voluta, ma quando l’immagine assume una speciale mobilità e autonomia voluta senza sforzo, essa ed il silenzio che l’avvolge dinamicamente sembrano svincolarsi e assumere una specie di potenza propria, anzi sono veste di una potenza libera da sedi particolari: di solito essa  viene condotto al cuore oppure può succedere l’eccezionale: che una luce trasmutatoria scenda dall’alto nell’anima e nel corpo.
.
Comunque, in entrambi i casi, che sono temporanei, l’essere cosciente può assaggiare (sperimentare) qualcosa dell’infinito vivente e avvertire cosa sia la liberazione nel flusso dello Spirito.
Liberata dall’anima personale, sciolta dallo spettro della illusoria corporeità, la coscienza avverte il sentimento della Libertà ed il sentimento della Vita. Essi irraggiano in tutto l’uomo (ben oltre quella che continuamente deduciamo come morto riflesso).
.
In un mondo che permane ma più chiaro, illimpidito, fattosi cristallo, è il primo alito di forza e di vita che possiamo sperimentare o, per usare i termini della tradizione religiosa occidentale, avvertiamo l’alito delle Virtù che emanano dal paradiso. Il loro “nulla” riempie tutto, le forme ed i vuoti tra le forme. Da tale nulla che illumina come un sole, il cuore si alimenta, si avverte che è ora il centro di ogni cosa.
Il contrappasso consiste, per la coscienza ed il suo sentire il vero, in una maggiore difficoltà ad indossare le vesti di scena sul palcoscenico del mondo ordinario che si avverte insufficiente e talvolta insussistente.
Ciò fu esperienza anche per giganti del pensiero a cui però il destino, tragicamente, non recò le giuste conoscenze di ascesi, e non evento raro, si rivelò per essi fatale.
Del resto, quale acqua di questa terra può dissetare, da quel momento, l’anima di chi riesce ad attingere anche a una sola goccia della rugiada dei Cieli?
SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO-Maggio 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO

L’ARCHETIPO- APRILE 2022

ANNUNCI, SCIENZA DELLO SPIRITO
Torna in alto