La Poesia di FK AZIONE SOLARE

SOTTILISSIMO E SUPREMO

FINE AGO  6SETT 2015 FK 007

NELL’ATTIMO DEL MALE AVVAMPANO DI GELO.
SODDISFAZIONE UMANA NELL’ESSERE DI CALCE.
SODDISFAZIONE RAZIONALE IN CUI SI E’ SENZA DIO.

ATTI DI SUPERBIA IN CUI L’UMANO E’ SAZIO
E DECIDE DI GIUDICARSI SAGGIO.
DECIDE DI ATTRIBUIRSI PIENA MATURITA’ MORALE.
 
INCONSAPEVOLI ATTI DI SUPERBIA IN CUI I MOLTI SI INEBRIANO IN ARIMANE.

ATTINGONO AUTORITA’ DAI REGNI DELLA PIETRA
E SE NE ATTRIBUISCONO LA “GLORIA”.

FINALMENTE PLAUSIBILI E CREDIBILI DINANZI AL POTERE MINERALE DELLA RAZIONALITA’ PIETRIFICATA.
GLI INGORDI DEL CIBO DI MISERIA.

CONTINUE ESPLOSIONI INAVVERTITE
ATTINGONO SUPERBIA MINERALE
E LA USANO PER SOSTENERE IL VUOTO CHE LI ASSALE.

VUOTO MORALE STRACOLMO DI FINE ELUCUBRARE CONCETTI PRIVI DI INTUIZIONE.

I SORDI TRAMESTII CALCAREI DI CHI SI FECE ESTRANEO AI CIELI.

MA LA SORDITA’ DI PIETRA NON PUO’ ESSERE NEUTRALE.
L’ASSENZA DEL BENE NON GENERA ALCUNA STASI.

ESPLOSIONI DI SAGGEZZA MINERALE POSSONO E VOGLIONO L’INFINITO LACERARE.
LA MALATTIA. L’INVERSO. IL NULLA.

TENDONO ALLA FOLLIA IN QUANTO E’ L’OPPOSTO DELLA LOGICA VERA IN CUI IL LOGOS RESPIRA.

ED IN TALE SAGGEZZA INVERSA IN CUI LA RAZIONALITA’ PONTIFICA PER GIUNGERE INFINE ALLA FOLLIA :
L’ATTO DEL PENSIERO CHE CONTEMPLA L’ESSENZA DEL RICORDO  :

SCOCCA QUALE INNALZAMENTO AI CIELI.

E’ LUCE ED E’ LAVACRO.

FARMACO CHE CURA LA FOLLIA.
E LA CONSUMA.

MENTRE LA PRESENZA DELLA SOLA E DELLA VERA INTELLIGENZA
–VOLUTA NELL’ATTO ESTREMO DELL’ASCESI –
IMPONE LA DISTANZA DAGLI ABISSI ED  IL LORO DISVELARSI INDEGNI.

L’OTTUSITA’ BARCOLLA ASSIEME AD OGNI SUO FALSO CREDO.
 
MENTRE LA VITA INTERNA ALLA VERA INTELLIGENZA COLLEGA ALLE ARMONIE MORALI.

E FOLGORA.

ESSENZA SOLARE CHE
QUALE PILASTRO DELL’UNICA REALTA’
ERIGE E SOSTIENE GLI UNIVERSI.

LA SOLA INTELLIGENZA.
L’UNICA ARMONIA.

ESSENZA UNITIVA DELL’ACUME.

L’UNICO UNIRE PERCORRE IL POTERE DEL RICORDO
ESSENZA GERMINALE DEL CREARE.
ATTO IN CUI L’IO OTTIENE DI ALLEARSI AL VALORE LOGOS DELL ‘UNICO INTELLIGERE.
L’UNICO UNIRE E L’ULTIMO INNALZARE COLLEGANO AL SOLARE.
 
ERIGONO IL SANARE.
 
NELL’ALTA IDEA CHE CONTEMPLA IL PROPRIO CONCEPIRE.
 
LUCE ESTREMA DEL SOLE D’OCCIDENTE.

L’UNICO.
L’ESTREMO.
IL SOLO REDIMENTE

E FOLGORA FRA I SEMI DELL’AURORA
SOTTILISSIMO E SUPREMO
IL VOLTO DELL’IO CHE PUO’ OTTENERE GLI INFINITI LIVELLI DEL REDIMERE.

ESSENZA DEL RISORGERE.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

5LUGL 2015 FK 055

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

E SOLLEVA

24 MARZ 2015 FK 002

CONTORTA E RIPUGNANTE SUPERBIA DEL MAGNETE.

RAFFINATA INTELLIGENZA SPREZZANTE E GELIDA
ALLA CUI BASE VI E’ SOLO POTENZA.

NON PENSA MA SOLTANTO VUOLE.

IMMERSA IN UN MARE DI SUPERBIA
FRA TESISSIME E INDURITE CARNI OCCULTE
DA CUI TRAE LA POTENZA DEL MENTIRE.

CERTA DI POTER NEGARE IL VERO.
CERTA DI IMPRIMERE OLTRAGGIO E PENA.
CERTA DI ESSERE TANTO IMPERIOSA
DA POTER INFLIGGERE VERGOGNA E DEBOLEZZA.

VERGOGNA E DEBOLEZZA SONO IL SENSO ED IL SIGNIFICATO
DEI NODI DI ENERGIE CHE PRESIEDONO AL VIGORE INTELLETTIVO
CHE ALBERGA E VIVE NEI FAVORITI DA ARIMANE.

LE FURIOSE SENSIBILITA’ DEGLI ANCORATI AI POTERI FISICI DEL MONDO.

I SENZA CIELO.

I TORREGGIANTI NEL VIGORE DENSO E COMPRESSO
CHE DISPREZZA E SI MINERALIZZA.

ROCCE DI CARNE PENSANTE FRA RAFFINATE BLASFEMIE
IN CUI L’ANIMA E’ SOSTITUITA DAL PESO CHE SI AGGRUMA
E DAL GHIGNO CHE ATTERRISCE MENTRE SENZA PAROLE :
IMPONE LA DEMENTE CERTEZZA CHE NEL BENE VI SIA SOLO OTTUSITA’.

I DISEGNI DI FORZE INTENSISSIME E DENSE E MALIGNE.
FRA I GIGANTI DEL CORPOREO INSUPERBIRE CEREBRALE.

INTELLETTO DI DEMONI CHE GIUDICA INERMI I MENO MALVAGI.

MA INFINE :
TALI RAFFINATE E OPEROSE SPIRALI DI SUPERBO DISPREZZO PENSANTE :
VENGONO POSTE AL COSPETTO DEL POTERE UNITIVO CHE CONTEMPLA I CONCETTI E NE VIVE IL VALORE.

E PER ATTIMI ETERNI IL POTERE DI ROCCIA E SUPERBIA : FRANTUMA.

UN SILENZIO CHE ATTINGE AL VALORE SOLARE
IN CUI L’ALTISSIMA IDEA  – MANTENUTA E VOLUTA- CONDUCE E RESPIRA :
CONTEMPLA E DISVELA QUEL MISERO ORGOGLIO INFERNALE
E LO PLACA POICHE’ NE DECIFRA IL MENTIRE.

LO PLACA POICHE’  STRUTTURATA DI SOVRAMENTALE COERENZA AL PURISSIMO UNIRE :
ATTRAVERSA IL DISPREZZO TENACE E ODIOSISSIMO
CHE NE RESTA SCONVOLTO.

AVVIENE L’IMPRIMERSI ESTREMO DI UN SOTTILISSIMO BENE.

L’ARMONIA DEL RICORDO RISPLENDE NELL’ATTIMO DESTO IN CUI SOVRUMANO VALORE LAMPEGGIA.

L’AFFACCIARSI DELL’ESSENZA DAI TRATTI DIVINI
NELL’ATTIMO AUREO
IMPRIME IL VALORE CHE DISTRUGGE UN RITO DI OLTRAGGI E MENZOGNE
CHE MUOVEVA DESTINI E PENSIERI.

E FRANA ED ARRETRA LA COMPLESSA STRUTTURA DI ENERGIA
NEL SUPERBO STRIDORE DI PIETRE E MAGNETI
CHE NON RIESCONO PIU’ A FARSI MENZOGNA.

TORTUOSI PROCESSI MENTALI PERDONO FORZA E CERTEZZA.

E’ L’AVVENTO DI UN APICE PURO CHE PER ATTIMI
SANA RICREA ED INNALZA.

SONO ATTIMI ETERNI.

LAMPI DI AURORA CELESTE
IN CUI RISORGONO LEGITTIME ALTEZZE DEL VERO VALORE.

CIELI RINATI FRA ABISSI MENTALI
CHE VENGONO SMOSSI E PERCORSI DA LUCI RISORTE.

VERO VOLTO SI IMPRIME
SOTTILISSIMO E NETTO.
QUALE VESTE DEL SOLO VALORE CHE SOSTIENE IL REALE.

ESSENZA DEL LOGOS
CHE NEL PENSARE DARDEGGIA DALL’IO.
E SOLLEVA.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

Copia-di-APR-MAG-2015-FK-0031

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LE DUE STIRPI

 23 GENN 2015 FK 008

TUTTA LA STRUTTURA MINERALE DEL MONDO E’ PERVASA DA FORZE DI GELO.

GELO MORALE, SOTTILE, IMMATERIALE.

PERTANTO ACCADE CHE L’UOMO PERCEPENDO LA REALTA’ MEDIANTE I SUOI SENSI, VENGA INVASO DA TALE GELO.

QUOTIDIANAMENTE, LUNGO TUTTO IL CORSO DELLA VITA, SI VERIFICA UNA CONTINUA ASSUNZIONE DI GELO MINERALE MEDIANTE LA NORMALE PERCEZIONE SENSORIA.

DALLA PERCEZIONE DEL MONDO FISICO L’UOMO RICEVE CONTINUAMENTE FORZE DISUMANE DI GELO CHE SI SEDIMENTANO INAVVERTITE NELLA SUA INTERIORITA’.

ED E ‘ LA CONTINUA ASSUNZIONE DI VELENI MORALI MEDIANTE LA SPONTANEA PERCEZIONE FISICA DEL MONDO.

E’ QUESTO UN EVENTO NUOVO VERIFICATOSI IN MANIERA ACCENTUATA PROPRIO AGLI INIZI DEL 1900.

CONTEMPORANEAMENTE ALL’AVVENTO DELLA MASSIMA INTENSITA’ DI PENSIERO.

IN EPOCHE PRECEDENTI IL GELO MINERALE DEL MONDO ERA MITIGATO NELL’INTERIORITA’ UMANA DAL PARALLELO ACCENDERSI DI ARMONIOSE QUALITA’ ANIMICHE IN CUI PER ATTIMI IL CALORE CHE SORREGGE IL MONDO VENIVA PERCEPITO E AMATO.

L’UMANITA’ RIUSCIVA A MANTENERE UN CERTO EQUILIBRIO NEI RIGUARDI DEGLI ASPETTI PIU’ CRUDI E DESOLATI DELLA REALTA’ FISICA.

POI GLI EVENTI SI RADICALIZZARONO.

CREBBE IL POTERE INTELLETTUALE IN UOMO, IN VARIO GRADO E MISURA MA IN TUTTI.

E LE ANIME SI INARIDIRONO NELLA STESSA PROPORZIONE.

PERTANTO AD OGNI SGUARDO DELL’UOMO VERSO IL MONDO, OGGI, CORRISPONDE UNA DOSE DI VELENO ANIMICO CHE LO ASSALE E GLI RIMANE IN ANIMO, ACCUMULANDOSI NEL PROSIEGUO DELLA VITA.

TALE GELO SPONTANEO E’ IL PROMOTORE DI OGNI DISUMANITA’ IN UOMO.

E’ IL SUGGERITORE DELLA MISTICA FIDUCIA IN UN ORDINAMENTO MECCANICO DEL MONDO.

UN ORDINAMENTO IN CUI GLI UOMINI SIANO SOLO NUMERI.

IN CUI I LORO ORGANI FISICI POSSANO ESSERE SMONTATI E RIMONTATI COME NELLE MACCHINE.

UN ORDINAMENTO IN CUI L’ECONOMIA POSSA ESSERE CAPITA E GUIDATA SOLTANTO MEDIANTE  NUMERI E CALCOLI.

ED IN CUI OGNI LUCE MORALE SEMBRA INGENUA, SOGGETTIVA ILLUSIONE CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON L’OGGETTIVITA’ MOSTRUOSA DEL “REALE”.

MENTRE INVECE IL MONDO E’ SORRETTO DA VIVENTI LEGGI MORALI CHE SONO IN RAPPORTO DIRETTO CON L’INTERIORITA’ DELL’UOMO.

E CIO’ MEDIANTE ASCESI DEL PENSIERO E’ INDIVIDUALMENTE VERIFICABILE.

MENTRE L’ASSUNZIONE DISUMANA DELLA REALTA’ DERIVA PROPRIO DAL MANCATO IMPEGNO ASCETICO DI TUTTI GLI ORIENTATORI (POLITICI, SCIENTIFICI, RELIGIOSI, MORALI) DELL’ATTUALE CIVILTA’.

IL GELO MINERALE FINISCE PER PROSCIUGARE, PER INDURIRE L’ANIMA, IL SENTIRE DI TUTTI GLI UOMINI, PRODUCENDO IN ESSI LA CONSEGUENTE ATTITUDINE INTERIORE VOLTA ALLA MECCANICITA’ ED ALLA (PIU’ O MENO) INVOLONTARIA CRUDELTA’.

ACCADE INVECE NELL’ASCESI CHE UN IMPERCEPIBILE FISICAMENTE MA REALE CALORE INTERIORE SI CREI.

UN CALORE INTERIORMENTE PERCEPIBILE.

IMMATERIALE ED AUREO.

E’ IL POLO VERO DELLA REALTA’.

POICHE’ NELLO SFORZO DI CONTEMPLARE IL PENSIERO: SI CREA CALORE.

LA VOLONTA’ CHE LIBERAMENTE SI DECIDE DI USARE PER PRATICARE L’ASCESI DEL PENSIERO :  CREA CALORE.

CREA UN VALORE CHE IMMETTE NELL’ANIMA, NELL’INTERIORITA’ LE ARMONIE SOVRACCEREBRALI.

LA SACRITA’.

IN TALE VALORE VI E’ LA LIBERTA’ RISPETTO AL GELO DEL MONDO MINERALE.

VI E’ LA POSSIBILITA’ DI SPERIMENTARE UNA REALTA’ INTERNA AL PENSIERO.

UNA REALTA’ FONDATA SUL CALORE ANIMICO.

SULLA BONTA’.

SULLA DEVOZIONE.

CIONONDIMENO: UNA REALTA’ OGGETTIVA E UNIVERSALE.

OGGETTIVA E UNIVERSALE TANTO QUANTO IL MONDO FISICO, E PIU’ DI ESSO.

DERIVERA’ DA CIO’ LA NASCITA DI DUE STIRPI UMANE, NETTAMENTE SEPARATE FRA LORO: GLI INTERIORMENTE CONSACRATI ALLA FONTE MORALE DEL MONDO, ED I PLASMATI DAL GELO DISUMANO.

TALE SARA’ LA LOTTA CHE SI SCATENERA’ NEL MONDO.

LOTTA CHE GIA’  ESISTE MA CHE NON E’ INELUTTABILE.

POICHE’ QUANTA PIU’ RETTIFICAZIONE DEL PENSARE UMANO AVVERRA’ MEDIANTE ASCESI, TANTO MENO GELO AVRANNO A DISPOSIZIONE GLI SPONTANEAMENTE IMMALVAGITI PER PROSEGUIRE NELLE LORO POSSESSIONI.

TALE E’ LA DIVISIONE VERTICALE CHE SI STA VERIFICANDO NELL’EPOCA MORALE.

UNA DIVISIONE APPUNTO MORALE, INTERIORE, FRA TUTTI GLI UOMINI.

UNA DIVISIONE DATA DA QUANTO ESSI VORRANNO FARE PER RIASCENDERE AL CALORE MORALE, O PER INABISSARSI NELLA MALVAGITA’ DISUMANA CHE ODIA L’INTEGRITA’ E LA PIETA’.

AMBEDUE SARANNO SCELTE VOLITIVE.

SARANNO STRADE IMBOCCATE IMPIEGANDO LA PROPRIA VOLONTA’.

NELL’ ASCESI DEL PENSIERO LA VOLONTA’ IMPIEGATA NEL TENTARE DI CONTEMPLARE UN INSIEME DI CONCETTI LOGICAMENTE COLLEGATI FRA LORO: PRODURRA’ CALORE IMMATERIALE, VITA COSCIENTE CHE SI INNALZA SINO A DIVENTARE PURO CALORE, CONSACRAZIONE.

L’UNA, LA VIA DEL CALORE, POTRA’ ESSERE PRATICATA MEDIANTE UN RAFFORZAMENTO DELLA COSCIENZA  CHE OLTRE AL CAPIRE INTELLETTUALMENTE UN CONCETTO RIESCA A VIVERE  IN ESSO REDENTORIAMENTE.

TRAPASSANDO DAL LIVELLO IN CUI SEMPLICEMENTE SI RIFLETTE E SI MEMORIZZA NEL PENSARE, AL LIVELLO IN CUI SI VIVE IL MALE CHE LO ATTORNIA E LO SI REDIME. 

L’ALTRA E’ LA VIA SONNAMBOLICA DEL PERVERTIMENTO PRERAZIONALE (OSSIA L’AVVENTO DI UN PROFONDO IMMALVAGIMENTO INTERIORE CUI FA SEGUITO UN ADEGUAMENTO DELLE OPINIONI RAZIONALI CHE FINISCONO PER GALLEGGIARE ENTRO UN MARE DI MALIGNITA’ SUBCONSCIA) VERIFICATOSI MEDIANTE CARENZA DI PRESENZA COSCIENTE NEL MISTERO DEL PROPRIO INTELLIGERE.

IN PRATICA COLORO CHE EVENTUALMENTE INSISTERANNO NEL GELO E NELLA DISUMANITA’ AGIRANNO IN STATO DI EBBREZZA MALIGNA, UN’ EBBREZZA CUI ASSERVIRANNO TUTTA LA PROPRIA INTELLETTUALITA’.

CIO’ POTRA’ ESSERE IN LARGHISSIMA MISURA EVITATO SE COLORO CHE PRATICHERANNO L’ASCESI SARANNO IN NUMERO SUFFICIENTE E SE LO FARANNO IN MISURA SUFFICIENTEMENTE INTENSA.

NULLA E’ PREORDINATO O FATALE.

TUTTO DIPENDE DALL’ATTO LIBERO DELL’INDIVIDUO.

QUINDI L’UMANITA’ POTRA’ DIVIDERSI IN DUE STIRPI, IN DUE RAZZE, SOLTANTO SE QUELLA BUONA NON ASSOLVERA’ BENE IL PROPRIO COMPITO.

ALTRIMENTI TUTTO SI POTRA’ SANARE.

E NEL MONDO POTRA’ DILAGARE IL BENE.

IL LOGOS SOLARE D’OCCIDENTE.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

MARCO VALERIO MESSALLA CORVINO (64 AC 8 DC) URNACINERIS

HELIOS-FUOCO-SOLARE-FK-18-OTT-2012-FK-004

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RIGENERAZIONE ETERICA CHE ANNIENTI I GIACOBINI

SOLEROSACROCE    GIU 2013 FK 077(1)

RIGENERAZIONE ETERICA CHE ANNIENTI I GIACOBINI

AUREO RISORGERE

__________________

CUPE CEREBRALITA’ D’ABISSO.
ESPRIMONO CON FORZA OPACA BANALISSIME CONVINZIONI
RESE POTENTI DALL’ISTERICA RABBIA CON CUI LE SOSTENGONO.

RIVOLUZIONE FRANCESE E RIVOLUZIONE D’OTTOBRE :
IDENTICA RABBIA PER IDENTICI SCOPI :
OTTENERE L’ABISSO E DISTRUGGERE IL BENE.

ODIO FEROCE CHE SOSTENNE OGNI FUTILE CREDO.

IL BESTEMMIARE ILLUMINISTICO SI GENERO’ NEL FANGO
E SPARSE NELL’ARIA ANIMICA IL CRETINISMO ODIANTE.

AVENDO PERSO FEDELTA’ AI CIELI
MISERO AL SERVIZIO DEGLI INFERNI LA RAGIONE.

ED IL LORO DISCETTARE SUI LUMI INTELLETTIVI
FU UN RAGIONARE IMMERSO NEL PANTANO DEL DISGUSTO ANTISOLARE.

FURONO OSSESSI E ISTERICI NELL’ODIARE COLORO CHE DORMINAVO NEL BENE.
COSI’ NUTRIRONO DI SANGUE LE NUOVE SCHIERE DI DEMONI INCARNATI.

FURONO DESTI I GIACOBINI NEL FORMULARE CONCETTI “ILLUMINATI”
FRA LE CONSERTE BRACCIA DEL DEMONIO ISPIRATORE CHE RINGHIAVA.

DESTI E REPELLENTI NELLA RAZIONALITA’ CHE SI SVEGLIAVA FRA I SERPENTI.
GRONDA DI SANGUE INNOCENTE LA STRAGE DEI BAMBINI DI VANDEA.

MENTRE SATANA DANZA FRA GLI OSSESSI DEL DIRETTORIO INDEMONIATO.
LA GHIGLIOTTINA MIETE I SUOI SACRIFICI UMANI
CHE GUIDERANNO LA RAZIONALITA PEDANTE DEI SOVIETICI FUTURI ORRORI.

ROBESPIERRE INCITA MARX MENTRE IL RADICALE E’ IN ESTASI DA ABORTO.
TUTTA UNA CATENA DISCETTANTE DI FALSI IDEALI RAZIONALI
CONCEPITI DALL’INFERNO IN CUI LA RAGIONE DEI PEGGIORI ATTINGE.

EBBRI DI PRURIGINOSA GIUSTIZIA ERESSERO I FOLLI ALTARI DELLA NOTTE.
IN CUI LE RAZIONALITA’ ORMAI PRECIPITATE
POSSONO SOLO RIPETERE NEL SANGUE QUANTO NEL SANGUE GIA’ E’ STATO EDIFICATO.

EPPURE IL PENSIERO PUO’, ATTINGERE FRA GLI ANGELI REALI.
PUO’ INNALZARSI SINO ALL’INCORROTTO DA CUI SORGE.
PUO’ INDAGARE FRA I CIELI CHE ANNIENTANO GLI INFERNI.

L’ASCESI DEL PENSIERO PUO’ CONTEMPLARE LA FORZA DELLA PROPRIA FORMA.
PUO’ GIUNGERE A RESPIRARE OVE LA RAGIONE E’ GENERATA DALLE FOLGORI.
PUO’ REDIMERE IL PASSATO DISSOLVENDO I DEMONI CHE POPOLANO IL PRESENTE.

RETTIFICARE L’ATTIMO IN CUI SI GENERANO I PENSIERI E’ IL RITO SOLARE ATTESO.
E’ CONGIUNGERE AL DIVINO CIO’ CHE FRA I CONCETTI LAMPEGGIA NEL PENSARE.

E’ CONGIUNGERE ALLA REALTA’ SOVRUMANA QUEL LAMPEGGIANTE SILENZIO
CHE SCOCCA QUANDO UN CONCETTO VIENE COLLEGATO ALL’ALTRO.
QUANDO SI PENSA IMMERSI NEL PROPRIO CONCEPIRE LOGICO.

QUELLO CHE ACCADDE NEL PASSATO FRA GLI INFERNI
PUO’ ORA ACCADERE IN ALTO FRA GLI APICI DEI CIELI ETERICI IN CUI IL LOGOS DIVAMPA.

STUOLI DI VOLITIVE ANIMOSITA’ DEGLI INFERI EVOCATE NEI MILLENNI
PRECIPITARONO FRA I CIECHI RAGIONAMENTI ILLUMINISTICI
AVVIVANDOLI DI PREVENTIVE SENSIBILITA’ INDIRIZZATE AL MALE.

ORA E’ POSSIBILE NELL’ASCESI DEL PENSIERO REDIMERE QUEL MALE.

E’ POSSIBILE POPOLARE DI ENTI VOLITIVI DEL PURO SOLE ETERICO
LE FORZE CHE CIRCONDANO IL PENSARE MENTRE SI SVOLGE IN UOMO.

AZIONE DEL SOLE ETERICO CHE L’UOMO PUO’ SFIORARE VOLENDO NELL’IDEA.
AZIONE DEL LIBERO DECIDERE DI CONTEMPLARE UN INSIEME DI PENSIERI.
AZIONE DEL SOLITARIO ASCENDERE DAL CONCETTO ALLA FORZA CHE LO GENERA.

RUGGE LA POTESTA’ INAUDIBILE DELL’ANGELO CHE GUIDA AI CIELI.
ORO DELLA TEMPESTA SOVRUMANA
CHE ANNIENTA I DEMONI GENERATI RAZIOCINANDO NEL PALLORE GIACOBINO.

GERMOGLI DI ETERICHE DEITA’ RIPOPOLANO L’OLIMPO DEGLI EROI SOLARI.
PLASMANDO A NUOVO LA FUTURA STORIA DELLE GENTI CONSACRATE.

ALLORO ETERNO DAL BIANCO VISO DI VITTORIA.

E SUA IMPOSSIBILE VERITA’ REALIZZATA ARDENDO.

NELL’ETERE INCORROTTO DELL’IDEA.

 

 HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS-FUOCO-SOLARE-FK-18-OTT-2012-FK-004

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ORO OLTRE IL DESERTO CAP.7

17OTT 2014 FK 034

ORO OLTRE IL DESERTO CAP.7 (OROLDES)

5/9015
LE LIBERTA’ DEL GIORNO

L’INSENSIBILITA’ E LA PIETRA.
ESTREME PROPAGGINI DI MORTE.
NELLE COSCIENZE NON PIU’ IRRORATE DAL SENTIRE.

COSCIENZE MOLTO ACUTE VIVONO NELLA MORTE COME SE L’ANIMA FOSSE PIETRA-

LA PARTE COSCIENTE DEL PENSARE AFFONDA LE SUE RADICI IN UN MARE DI ENERGIE CHE NON APPARTENGONO ALL’UMANO.
TRAGGONO PERSONALITA’ E VIGORE DA UN MONDO IN CUI ODIARE L’ANIMA E’ IL SENSO DELL’INTELLIGENZA.

UN BOZZOLO DI ENERGIE EMANA INTENSITA’ VITALE CHE SI REGGE SOLO SUL NEGARE.
RIGIDA E FURIOSA L’APPARENZA DELLA RAZIONALITA’ VIVE SOLO FRA GLI APPETITI DEL MOSTRUOSO.

PROPUGNANO CERTEZZE CHE SONO SOLTANTO IL BENE ROVESCIATO.
DISEGNI DI DISTRUZIONE CHE PRENDONO INFINE LA VESTE DI RELIGIONE LAICA
I CUI DOGMI VENGONO IMPOSTI CON LA FORZA DI UNA LEGALITA’ ASSOGGETTATA.

LE ARMONIE DELL’ANIMA CELESTE SONO PERCEPITE COME ASSURDITA’ PUERILI
CHE LA SOTTERRANEA POTENZA DEL NEGARE DEVE ASSOLUTAMENTE LACERARE
IN VIRTU’ DI UN COMPITO INFERNALE CHE DEVE ESSERE ESEGUITO.

LA CONTRORELIGIONE E LE SUE SCIMMIE SACERDOTALI CHE GOVERNANO GLI STATI E LE FINANZE.

UNA VITA INTERIORE COMPLETAMENTE IMMERSA FRA LE ENERGIE DEL DOPPIO CORPOREO :
PUO’ SOLO CONCEPIRE L’ANELITO DEL MALE.
PUO’ SOLO ESPRIMERE SENSIBILITA’ DI BESTIA ATTRAVERSO I MEANDRI DELLA RABBIA.

SOLTANTO OLTRE L’INTRICO DI ENERGIE PUO’ ESSERVI IL RESPIRO CHE DOMINA LA PIETRA.
SOLTANTO OLTRE IL MENTALE SI IMPRIME L’ARMONIA CHE DISSOLVE IL MAGNETE E LE SUE CUSPIDI VOLENTI.
SOLTANTO NELL’ATTO IN CUI IL PENSARE CONTEMPLA IL POTERE UNITIVO DEL CONCETTO : PUO’ BALENARE IL VALORE CHE RISANA.
APICI IN CUI L’IMMATERIALITA’ DI UN RICORDO LOGICAMENTE COSTRUITO E INFINE CONTEMPLATO : HA IL POTERE DEL SOVRUMANO RICOMPORRE.

UNICO RITO ED UNICA FONTE DELLO SCIOGLIMENTO CHE REDIME L’ADDENSARE.

ASCESI DEL PENSIERO IL CUI VALORE E’ DETERMINATO DALLE DIFFICOLTA’ CHE INCONTRA.
ASCESI IN CUI LO SFORZO IMMATERIALE CHE E’ RICHIESTO ATTIVA QUALITA’ MORALI CHE MAI L’UMANA PERSONALITA’ AVREBBE CONQUISTATO.
UNICA ASCESI IN CUI L’UMANO TROPPO UMANO PUO’ TRABOCCARE OLTRE SE STESSO NELL’ALTRIMENTI INCONCEPIBILE VIRTU’ SOLARE DELLA TRASCENDENZA.

SOVRAMENTALE NASCITA CELESTE CHE TUTTI (SEPPURE IN VARIO GRADO) POTREBBERO OTTENERE.

ORO ETERICO DELLA PERENNE RICONFERMA.

OVE CANTANO LE LIBERTA’ DEL GIORNO PIENO.

MENTRE TUTTO L’INTRICO DEGLI OSTACOLI CHE SI OPPONGONO AL CONTEMPLARE L’ESSENZA DEL CONCETTO
COMPONGONO UN VIVENTE PIANO DI UMANAMENTE IMPENSABILI REALTA’ CHE VENGONO ARGINATE E SCIOLTE.
UN MONDO DI POTENZE CHE VENGONO INTACCATE DALL’ATTO DEL REDIMERE CHE PALPITA LIEVISSIMO DAL CENTRO DELL’IDEA.

E CHE IRRAGGIA.

CONSEGUENZA RETTIFICATRICE DELL’ATTO LIBERO OTTENUTO NEL CONTEMPLARE L’ESSENZA DEL CONCETTO.

TRAMA ETERICA DEGLI ENTI E DEGLI EVENTI CHE ATTENDEVA L’ESSENZA LOGOS CHE SOLO L’ATTO LIBERO DELL’UOMO PUO’ MEDIARE.

FOLGORANDO.

NEGLI APICI DEL MASSIMO SILENZIO CHE E’ MASSIMA VIRTU’ DI OFFERTA.

AUREA DEDIZIONE CHE E’ REALE IMMISSIONE DELLA POTENZA LOGICA DEL SOLE.

POTENZA DEL CONNETTERE VOLENTE CHE GIUNGE NEL SOVRAMENTALE TRASMUTANDO.

ORO LOGOS.

.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

HELIOS FRATERNITAS Ecoantr  3  Copia di img091

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ASCESI DEL PENSIERO

 A RUDOLF STEINER.    A MASSIMO SCALIGERO.

MAESTRI SOLARI

🟡

Tecnica dell’ascesi del pensiero ottenuta verificando autonomamente gli  insegnamenti dati da MASSIMO SCALIGERO in base alle indicazioni di RUDOLF STEINER.

SOLE TRAPASSANTE AUREO 8

ASCESI DEL PENSIERO

 

La Verità esiste.

Eterna e una.

Reale e tangibile.

Pura e assoluta ma al tempo stesso continuamente applicabile alla realtà contingente che da impura e relativa può approssimarsi ad essa sino a livelli supremi.

E tale è il compito dei tempi attuali.

Manifestare la Verità.

Farla fluire nel mondo tramite la propria persona.

Accedere ad essa secondo i  propri compiti e le proprie possibilità.

 

Ma non occorre cercarla  – essa già esiste continuamente  sfiorata e perduta dall’uomo che pensa – ciò che occorre conquistare è quella purezza, quella assenza di desideri consci e semiconsci, quella serenità di anima e pensieri che permette di scorgerla.

 

La Verità è ciò che si vede e si sa e si decide quando si è tanto coscienti e tanto puri da poterla concepire.

 

Non è un concetto o una dottrina o una ideologia da ripetere in branco, ma una luce intuitiva della coscienza capace – purchè pura – di concepire in prima persona ciò che è giusto e ciò che non lo è in rapporto ai propri compiti ed alle proprie capacità.

 

L’uomo continuamente sfiora questa luce, questa possibilità, questa potenza di retto giudizio che è implicita ad ogni pensiero, ma anziché ascendere sino ad essa, la ricopre dei propri “desideri interiori” e la degrada, la opacizza abbassandola al livello di opinione, di ciò che desidera che sia, di ciò che la sua conformazione caratteriale ed animica pretende che sia, perciò stesso perdendola.

 

I concetti, le ideologie, la cultura, le dottrine, gli ideali non sono la verità (e pertanto impararli cerebralmente a nulla vale) ma solo (e nel migliore dei casi, invero attualmente rarissimo) il prodotto di quella rarefatta, siderea dimensione di supremo equilibrio interiore e di lucida, cosciente trasparenza intuitiva che sola, aformale, eterna, archetipica, vuota è la Verità, e che è essa da conquistare, non i suoi prodotti dialettici, discorsivi, utilizzabili soltanto come appigli intuitivi per introdurvisi.

 

In questi termini la Verità è una con l’elevazione della persona e l’errore è il degradamento di essa al proprio livello umano, per quanto nobile o erudito o artisticamente acuto esso possa essere.

 

La via della Verità passa attraverso il troncamento, il superamento in alto  dei propri limiti umani.

 

Niente altro.

Senza scampo.

In suprema nudità.

 

La Verità è vuota e non può essere analizzata.

 

E’ una luce di purezza interiore cui solo chi ascende può attingere, ed al cui chiarore soltanto si possono concepire idee conformi a giustizia, realmente incidenti sulla realtà, realmente morali.

 

E’ uno stato d’essere, non una documentata analisi.

Una siderea dimensione interiore, non una consolante dottrina.

Una luminosa qualità d’animo e di mente, non una monumentale teoria economica.

 

E’ inoltre un apice umano che ha in se stesso la propria ragione d’essere, che E’ senza dipendere da nulla altro, che occorre conquistare di per se stesso e non per le eventuali applicazioni intuitive che dall’alto di quella luce possano venire concepite, formulate, decise ed applicate alla realtà, in quanto la Verità è già agire sulla realtà, è la riconnessione  (seppure temporanea e continuamente da riconfermare) dell’umano con la propria realtà originaria che compete ad ogni uomo secondo le proprie capacità e possibilità.

 

La Verità è la condizione normale dell’uomo.

 

Una assenza di desideri e di velleità naturalistiche insorgenti dalla componente semplicemente razziale, soggettiva, emotiva che è il rifiorire dell’IO umano al livello di nudità in cui soltanto è realmente libero, o in cui soltanto può iniziare ad esserlo, e dal quale soltanto può trarre indirizzi di azione  e di decisione realmente giusti perché liberi e quindi morali.

 

La via della Verità non è prefissata  (e nessuno può studiarla cerebralmente o fideisticamente recitarla mediante dogmi o testi sacri rivelati o ciechi e intoccabili materialismi dialettici che tutto credono di spiegare lasciando immutata ed immota l’interiorità umana)  ma è un compito di lucente, silenziosa, nobile ascesi interiore individuale, a cui nessuno può sottrarsi, poiché  ognuno è veramente se stesso solo fra le vette del proprio assoluto e soltanto fra i ghiacci e le aurore interiori di quelle ascese è riposta la purezza animica  e la luce intuitiva che è il proprio OGGETTIVO spiraglio sull’unica Verità.

 

Tale il compito.

La meta.

La conquista.

 

La Verità è una, molteplici spiragli su essa non potranno (non possono)  che accordarsi fra loro, seppure raggiunti a livelli diversi e tradotti in concetti diversi.

 

Soltanto l’errore  (la verità corrotta)  può dividere, la Verità è universale, è un assoluto umano, è una condizione  di chiarezza interiore che non può non unire secondo la realtà effettiva delle cose.

 

Il resto è solo ottundimento, sublimazione erudita, poetica, visionaria del soltanto umano, delle svariate componenti che sono diverse  (più o meno nobili)  per gradazione, intensità, qualità, in ogni uomo e che ne rappresentano soltanto il limiti, la componente subpersonale da superare e non da codificare dialetticamente, politicamente, religiosamente.

 

La Verità è in alto  (nuda, pura, incorruttibile)  e con essa è impossibile barare, così come è impossibile esaurirla in un dogma o in una filosofia, ad essa si può solo attingere elevandosi fra le vette delle proprie migliori qualità, che solo a tali altezze possono valicare i limiti del soltanto umano, iniziando a trasmutarsi in qualche cosa di oggettivamente, di universalmente valido, reale, operativo.

 

Così come fra uomo e donna quando fiorisce vero amore permeato di offerta interiore, di volontà di consacrazione reciproca, di dedizione interiore, l’archetipo di comportamento, la legge interiore, l’evidenza della realtà “amore” è identica per ambedue i componenti la coppia, o per ogni coppia che ascenda a tali livelli, altrettanto simile per ognuno è la realtà della Verità quando ad essa si voglia realmente ascendere, anziché subire il desiderio psicofisico di abbassarla a se stessi quali ci si trova ad essere per conformazione, sensibilità, predisposizioni innate, o sopraggiunte  (imposte)   tramite il caos contingente.

 

La Verità non è soggettiva e molteplice.

E’ una.

Sempre la stessa.

 

Ciò che è molteplice, multiforme, contraddittorio, opposto sono i veli che la alterano, le deformazioni di essa, le brame subconscie che la incrostano e che per poter esistere, comunque attingono ad essa come filtri sempre più opachi e plumbei di un’unica, incolore, siderea luce.

 

Rimuovere i filtri è ritrovare l’aurora che essi in vario grado e misura rendevano crepuscolo.

 

La via della Verità implica il superamento di se stessi, dei propri limiti, delle proprie  (sempre meschine)  velleità, e quanto più ci si libererà  (purificherà)  da essi  (sempre più incenerendoli)  tanto più come nuda evidenza oggettiva la realtà delle cose, un nobile criterio di giudizio, un cosciente intuito sicuro riguardo a ciò che è giusto, affiorerà come asse interiore fra le trame dei propri pensieri, illuminandoli.

 

E nei pensieri, nel proprio pensiero è l’inizio, il cardine, il campo di battaglia della via verso la Verità.

 

E’ nei pensieri che la luce di retto giudizio viene ad incontrarsi con le insorgenze automatiche della natura, del subconscio, delle predisposizioni emotive e caratteriali appartenenti alla “impalcatura organica” cui tale luce è innestata per trasmutarle in alto o per subirne la corruzione  (l’oscuramento)  qualora tale trasmutazione non avvenga.

 

L’Io dell’uomo è l’arbitro di questa lotta, colui a cui spetta la decisione di tale trasmutazione ed il compito di effettuarla.

 

L’uomo può essere concepito come una “impalcatura organica” evocatrice di sensazioni su cui è innestato un principio di luce conoscitiva che sono i pensieri, i quali “specchiandosi” nel corpo (individuandosi mediante esso, l’impalcatura organica)  permettono che un Io individuale sorga.

 

L’Io è conseguente ai pensieri, è tramite essi che un Io può sorgere ed innestarsi su questo piano di realtà, ed una individualità umana agire.

 

I pensieri non sono soggettivi, sono una pura, oggettiva, impersonale capacità conoscitiva che può venire soggettivizzata e quindi falsata, appunto dal mescolamento  (oscuramento) che la componente biologica, emotiva, naturalistica  (filtrandola impuramente)  può operare se l’Io non agisce ma si limita a subirla.

 

L’Io, l’uomo, è il ponte e l’arbitro fra la Verità ed il degradamento, la corruzione di essa.

 

Liberare i pensieri dalle brame sub-semiconscie della propria natura equivale all’ affiorare graduale della Verità, poichè una pura capacità conoscitiva riaffiora per l’Io al livello in cui essa inizia a ritornare tale, e l’Io dell’uomo è l’unica ragione per cui tale processo può avvenire, tale urto verificarsi, tale possibilità presentarsi.

 

La Verità già esiste  (Eterna,  Atemporale, Vivente, Una)  essa determina comunque anche le leggi biologiche  (fisiche ed iper fisiche, sottili) che reggono l’impalcatura organica, l’unico elemento libero, autonomo, non determinato di tale processo e per il quale tale processo accade, si manifesta, è l’Io dell’uomo  (l’ago della bilancia del creato)  che può elevarsi ai vari livelli di tale Verità e da tali altezze manifestarla coscientemente, reinserendola operante e folgorante al  livello di realtà in cui si trova ad esistere, oppure mancando a tale compito (ascesa) può corrompere tutto il piano di realtà  (spirituale, sociale,  fisica)  che da lui dipende e che da lui attende conoscenza, edificazione, attività sacrale.

 

I pensieri sono l’inizio, è tramite essi che l’Io sorge a coscienza di sé ed è tramite essi che si ricollega al mondo ed è tramite essi che potrebbe raggiungere  (concepire)  spiragli sempre più vasti di Verità.

 

La purificazione può principiare solo nel pensiero.

 

Il pensiero non è ciò che si pensa ma ciò che permette di farlo, un principio di pura lucidità conoscitiva che può essere potenziato, liberato, purificato, oppure ottenebrato.

 

Il pensiero è la capacità impersonale di concepire le cose, non il concepito, il formulato, il pensato che ne costituiscono il prodotto soggettivo.

 

L’atto del pensare  (continuamente folgorante la mente)  avvenendo si trova innanzi un potenziale di innatismi e predisposizioni caratteriali, di desideri consci e semiconsci, di convinzioni e schematismi culturali imparati  (letti o sentiti)  ma raramente pensati in prima persona  (di prima mano)  che immediatamente lo vincolano, lo ottenebrano, lo guidano verso formulazioni cui fornisce vita ma in cui si “sporca”, perdendo la possibilità di retta intuizione che sorgivamente  (se avesse trovato una mente ed un animo puri)  portava con sé come possibilità e potenza, e l’Io a tal punto (per debolezza di pensiero)  non può fare altro che fornire la propria individualità, ossia la recitazione di un soggetto agente per “proprie convinzioni”, a tale processo meccanico, subpersonale e cieco.

 

Il caos dei tempi attuali non ha altra origine.

 

Tale abdicazione del pensiero avviene sistematicamente nella generalità umana  (salvo rare eccezioni)  variando solo le forme di apparire ed i livelli di intensità e di degradamento di un unico generale stato di dipendenza interiore dell’uomo rispetto alla propria inferiore natura biopsichica.

 

Nessuno dei massimi esponenti della cultura attuale  (ufficiale o rivoluzionaria che sia)  escluso.

 

I meccanicismi razziali  (innati ed acquisiti)  già esistono comunque, per potersi purificare da essi l’unica via è rafforzare il pensiero sino a che sia tanto potente e radicato in sé  da non venire travolto, guidato, manovrato da essi;  a tal punto l’Io inizia a liberarsi ed a giudicare conformemente a verità, a giustizia, a serenità d’animo, a purezza, seppure applicherà i prodotti di tale elevazione secondo le proprie capacità e qualità ed attitudini personali depurate.

 

Tale la via della Verità.

Rafforzare il pensiero è il compito.

Purezza e serenità la meta.

Verità lo scopo.

Rettificazione dell’umano il risultato.

Manifestarsi del Divino.

 

 

L’ASCESI

 

Arida.

Apsichica.

Geometrica.

Concentrazione contessuta di volontà.

Che è volontà del vero.

Amore del vero.

Volontà di amore.

 

Occorre poggiare inizialmente la capacità di pensare su di un oggetto artificiale fabbricato dall’uomo, il più semplice ed il meno emotivamente interessante possibile  (penna, scarpa, spilla, bottone, bicchiere, cavatappi, zappa, etc…)  e in solitudine ricostruirlo mentalmente, analizzarne e visualizzarne la forma, le singole componenti, il colore, il materiale, l’uso a cui serve, le connessioni logiche e gli altri oggetti che ad esso si riconnettono, se ne può fare brevemente la storia rintracciando l’evoluzione dell’oggetto.

 

Tutto ciò in solitudine, concisamente, attentamente, il più minuziosamente possibile, senza divagazioni, concentrando i pensieri solo su tale operazione volitiva di ricostruzione  e di unificazione mentale di un oggetto ideato dall’uomo.

 

Ciò per circa qualche minuto.

Limpida attenta minuziosa operazione di pensiero contessuta di volontà.

Al termine di questa azione preliminare, occorre riprendere l’insieme dei pensieri dipanati attorno all’oggetto  (ossia tutto ciò che si è pensato nel corso degli almeno alcuni minuti)  e tentare di contemplarli TUTTI INSIEME, in sintesi, in un unico “concentrato” di significato.

 

Compiere o tentare di compiere ciò per almeno qualche altro minuto, regolandosi temporalmente ad intuito.

 

Così come spontaneamente, senza neppure esserne coscienti, al termine della lettura di un libro, il senso (la sintesi)  di tutto ciò che si è letto affiora nella mente in un unico insieme intuitivo, adialettico, che precede nei pensieri le parole con cui eventualmente si potrebbe descrivere ciò che si è letto, così  (coscientemente e volitivamente)  al termine della ricostruzione mentale dell’oggetto occorre fermarsi contemplativamente al livello di pensiero in cui la SINTESI di tutto ciò che si è pensato è una pura evidenza, un’idea allo stato formante, un senso pieno di significato che PRECEDE LE PAROLE con le quali eventualmente lo si potrebbe esprimere scomponendolo.

 

In definitiva si viene a consumare, ad incenerire, a trascendere il dialettismo, il dispiegarsi delle parole, la frase fatta, poiché quando si tenta di osservare unitariamente, in sintesi, in un unico “colpo d’occhio” mentale, tutto ciò che si è pensato attorno all’oggetto, NON SI PUO’  PIU’ PENSARE A PAROLE, si salta di livello, si è costretti a raggiungere, si è in grado di  “toccare”  la zona interiore in cui il pensiero sta per rivestirsi di un contenuto, di un significato discorsivo, è sul punto di farlo ma non è più le parole con cui lo si può tradurre e scomporre, è qualcos’altro, inizia a ritornare nudo: spogliato delle parole con cui si determina, il pensiero inizia a rafforzarsi ed a mostrarsi in quella zona sorgiva in cui ancora non può rivestirsi di errore.

 

L’apparente semplicità della tecnica concentrativa, l’apparente meccanicità che sembra contraddistinguerla, l’apparente lontananza da ogni contenuto metafisico – simbolico, magico, religioso può trarre in inganno i  “miopi dello spirito”, mentre in realtà è l’inizio e la chiave  di volta pressoché imprescindibile di ogni rettificazione individuale, di ogni ascesa conoscitiva dell’uomo verso il proprio assoluto.

 

Tutto il resto è erudizione.

 

Nulla può essere compreso se la capacità di comprensione è impura in partenza.

 

La prima ascesi attualmente è la rettificazione della propria capacità conoscitiva.

 

L’inizio di tutto non può essere un verità imparata  (qualunque essa sia e per quanto “giusta” essa possa essere)  dalla quale dedurre norme, orientamenti e dogmi, ma soltanto ed unicamente la verifica e la rettificazione della capacità che permette di imparare, ossia la coscienza e l’esperienza dell’atto del conoscere che è tutt’uno con la sua purificazione.

 

Insistere nella tecnica concentrativa permette di prendere coscienza del livello di luce in cui ancora non si pensa discorsivamente, poiché osservare in sintesi  – tutti assieme –  l’insieme di pensieri discorsivi dipanati attorno ad un oggetto e cercare di mantenere per alcuni minuti tale osservazione, implica un salto di livello interiore, ci si trova ad avere a che fare con UNA FORZA che tiene unita un’evidenza, che tiene unita l’essenza, l’idea, il concentrato adialettico  (privo di parole)  di quanto si è pensato.

 

Tale forza è pura.

 

Tale forza è ciò che continuamente dà vita a ciò che si pensa, ma che mai si è in grado di sperimentare, perché si è troppo avvinti al significato di ciò che si pensa, al prodotto del pensiero, al concetto pensato e non a ciò che permette di concepirlo.

 

Insistere nella tecnica concentrativa purifica.

E’ l’inizio.

E’ il progressivo SPERIMENTARE sempre più lucidamente l’elemento formativo dei pensieri, che non è i pensieri pensati ma ciò che permette di produrli.

 

E’ il progressivo prendere coscienza di sé al livello in cui i pensieri STANNO PER FORMARSI, superando il comune livello di veglia e dell’errore in cui si diventa coscienti di sé e del mondo nel pensato, fra i prodotti dialettici, discorsivi in cui l’elemento formante si è già rinchiuso e degradato, poiché gli innatismi e le predisposizioni caratteriali e la razza dell’anima sono ciò che ha ricoperto il suo cadere  – folgorare –  fra loro di per sé inerti.

 

E l’Io inizia a purificarsi nel prendere coscienza di sé senza dover pensare qualcosa ma pensando soltanto, poggiando sul potere formante dei pensieri e non sui pensieri già formati.

 

E’  l’inizio della libertà dalle opinioni,dalle verità accettate perché desiderate in quella forma, dalle frasi fatte che la propria personale natura preferiva.

 

Tramite la disciplina “concentrativa”  l’Io si conquista un terreno vergine, una zona pura, una luce di serenità di giudizio, ossia una autonomia dai propri vincoli che parallelamente è la possibilità di scorgere sempre più disinteressatamente  (secondo i propri compiti e le proprie possibilità)  il “nocciolo dei problemi” che si pone, sino a che la soluzione può spontaneamente fiorirgli in animo come naturale conseguenza del seme posto con la progressiva liberazione dell’Io.

 

Tale la via della Verità.

L’inizio di essa:

 

E con tale inizio l’anima si rischiara.

 

Poiché conoscere, concepire secondo verità è elevarsi alla qualità delle cose, alla loro bellezza morale, alla riposta purezza della realtà, mediante un atto interiore che è lucidità conoscitiva e splendore animico contessuti di volontà ossia di amore (si può volere solo ciò che si ama).

 

LA VIA DELLA POTENZA

 

La concentrazione del pensiero fa appello ad una zona di determinazione interiore che è la chiave della potenza, sia nell’analisi dell’oggetto creato dall’uomo, sia nella contemplazione della sintesi dei pensieri dipanati attorno all’oggetto,  si attinge ad una zona di decisione interiore che è crogiuolo di potenza.

Fissare l’attenzione pensante su di un oggetto insignificante e banale fabbricato dall’uomo e poi contemplare – o tentare di contemplare, il che è lo stesso – tutti assieme i pensieri  sviluppati intorno all’oggetto è sviluppare una volontà di attenzione cosciente fluente tramite i pensieri che è potenza.

Potenza dell’Io.

Potenza di determinazione.

Potenza di decisione.

Una individuale potenza di decisione che è asse interiore di fedeltà, di consacrazione, di dedizione al vero.

In antico tale potenza di decisione – che è consacrarsi ad un valore – poteva venire e veniva sollecitata ed eretta grazie alla spontanea capacità evocativa del sentire, dei sentimenti, dell’anima che sapevano “toccare” valori ideali (entità viventi) e dall’ardore che tale contratto accendeva, si enucleava forza di decisione interiore, la capacità di votarsi completamente, di consacrarsi del tutto ad un compito scelto in conformità a quei valori.

Ed era l’idealismo innato e spontaneo degli antichi.

Presente in tutti gli antichi, seppure in vario grado e misura, ed è una possibilità esaurita che non può essere imboccata in senso ascendente.

Ed è una via morta.

I mistici ed i cavalieri medievali agivano in questa direzione e da essa traevano forza.

Ma l’anima in essi era sana, forte, vigorosa, capace di orientarli nel mondo etico dei valori, capace di spietrificare le dottrine ed i simboli religiosi poggiando su essi la propria capacità intuitiva e morale, capace di sentire le qualità ideali come buone e sane o come cattive e malate.

Un’anima vasta e generosa splendente di un contatto emotivo per le qualità che sorreggono il mondo.

Un’anima che nell’unificare l’uomo secondo gli eterni valori non incontrava barriere celebrali.

La nascita del pensiero cerebrale moderno – ossia di un pensiero privo di intuizioni morali, capace di dipanare nessi logici soltanto razionali, capace di articolarsi in virtù di un intrinseco canone logico interno al pensiero e sordo ai suggerimenti evocativi dell’anima ad esso esteriori – ha segnato la fine, lo strangolamento, la morte dell’anima come organo di conoscenza innata e di orientamento spontaneo.

La barriera cerebrale è quanto si è sviluppato nell’uomo moderno e ha dato origine all’attuale civiltà agnostica e priva del sublime (del Divino).

E’ la solitudine – nei migliori è l’angoscia – che ogni uomo moderno sperimenta all’interno dei propri pensieri.

E’ la solitaria potenza razionale in cui ciascuno sa – più o meno consapevolmente – di essere separato da tutto e da tutti, dal vivente, dalle certezze ultime, da un reale rapporto con l’Eterno, con l’assoluto, col sublime, col superumano.

E’ l’isolamento all’interno della propria potenza concettuale, una vera e propria barriera che sa solo scomporre in pensieri razionali ogni aspetto del mondo e degli altri, che sa solo ricomporre in cerebralismi privi di slancio e di spontaneità il mistero dell’esistere, che sa solo parlare, pensare a parole, quando si vorrebbe provare amore o pietà, coraggio o dolore, amicizia o tripudio, ossia quando si tenta il collegamento unificante con una qualità, con un valore vivente super razionale.

La barriera cerebrale è un potere di pensiero che isola da tutto e da tutti, un deserto, un nulla puramente logico in cui ciascuno è solo, in cui ciascuno è libero, in cui ciascuno può disporre di se ed è responsabile di quanto compie.

Gli antichi erano meno liberi.

Mancando – poiché in via di svilupparsi – la barriera cerebrale, un orientamento riguardo al senso della vita era spontaneamente fornito dall’anima.

Mai un antico ha avuto problemi esistenziali.

Non avrebbe potuto.

Vi furono antichi che scelsero il male, ma – in occidente – la loro visione del male era sorretta dalla comprensione animica del bene, sapevano di compiere il male nella visione di un bene che sapevano esistere, che conoscevano, che sapevano di trasgredire, di tradire, di offuscare ma che esisteva, e che veniva da loro percepito.

Sapere di compiere il male non è compierlo fino in fondo, poiché una visione animica del bene ne è alla base e ne crea il rimorso, la nostalgia del celeste, una dilacerazione interiore che impedisce di demonizzarsi, di corrompersi del tutto.

Percepire il bene compiendo il male è compierlo in uno stato di relativa ingenuità.

Gli antichi erano ingenui.

Qualunque atrocità abissale da loro commessa  – e ne commisero molte – è paragonabile alle perfidie  (a volte atroci ) dei bambini: sono compiute in stato di inconsapevolezza parziale di semicoscienza, di ingenuità sostanziale, il bene può rifiorire in ogni istante facendovi appello, il male non è mai definitivo.

Le atrocità ma soprattutto i superbi splendori degli antichi rientravano ancora in una “economia dei divini”, in uno scontro tra potenze ideali, tra Dei che agivano tramite le anime degli uomini, la cui responsabilità interiore – che comunque vi era – era minore di ora .

In Occidente ad ogni antico – dopo la venuta del Logos – era innata la sensazione, il calore, il sentimento, la percezione animica del bene ( di ciò che è universalmente il bene, la potenza solare che tutto sorregge ) sia che vi aderisse  – secondo le proprio possibilità –  sia che vi rinunciasse per desiderio di vita.

Comunque agisse sapeva del bene.

Spontaneamente la forza del bene fluiva in tutti.

E quindi uno stato di ingenuità – ossia un potere di redimersi, una forza del rimorso – obbligava tutti a non potersi incattivire del tutto, obbligava tutti a vedere comunque, a vivere comunque, a percepire comunque il bene.

Poi l’avvento della barriera cerebrale.

L’avvento dell’uomo solo, che dipende da sé, dai propri pensieri astratti – perché incapaci di vedere il mondo quale è: sorretto dal bene e assediato dal male – pensieri che proprio in quanto astratti (ossia ciechi verso le potenze morali del mondo ) sono liberi.

Liberi di restare astratti (ossia di incattivirsi) o di superare l’astrattezza.

Liberi da ogni percezione obbligata – perché spontanea – del bene e quindi capaci di compiere il male peggiore: quello completamente estraneo ad ogni percezione del bene, quello la cui scelta ricade completamente sulle responsabilità individuali, quello privo di ingenuità, privo di rimorsi, arido, consapevole, tetro, convinto di sé.

Un male diretto, privo di scrupoli, convinto della propria potenza che è potenza di non essere più umano.

Il male del pensiero astratto che non vuole saperne di vincere la propria astrattezza, di riattingere all’eterno, al vivente, agli eterni valori, che vuole continuare ad inebriarsi dell’assenza di vincoli morali che la astrattezza fornisce, che vuole restare quale è, irrimediabilmente vincolandosi sempre più al subumano.

Questo male può essere vinto.

Deve essere vinto.

La barriera cerebrale isola da ogni percezione obbligata del bene (e quindi anche da ogni percezione del male, poiché la percezione del male può sorgere solo dal paragone col bene), la barriera cerebrale è una nebbia molto intelligente che può giostrare con i concetti in maniera tanto abile quanto errata, è come possedere un grande potere di comprensione intellettiva senza riuscire ad avere realtà viventi da comprendere, senza avere “materiali” su cui esercitare, su cui usare tale potere; pertanto è un potere che gira a vuoto, che non afferra nulla, che vorticosamente accelera la ginnica intellettiva nell’astratto.

Tale potere intellettivo astratto, proprio in quanto tale ha come costante sottofondo semiconscio la sensazione di soffocare.

Si tratta della percezione semiconsapevole del potere cosciente, dell’enorme potere di intelligenza individuale che ci si trova a dover amministrare e che d’altra parte non riesce ad afferrare nulla, non riesce ad afferrare entità, realtà capaci di soddisfare la sete di potenze reali nelle quali immettersi tramite il pensiero.

E’ come essere intelligenti nel punto zero di tutti i valori.

C’è l’intelligenza ma mancano i valori sui quali poggiarla.

C’è l’intelligenza ma manca il terreno, la realtà su cui poggiarla.

C’è l’intelligenza ma non c’è nulla che possa nutrirla.

Tale è la situazione iniziale dell’uomo moderno.

Si è intelligenti nella totale sterilità di un mondo e di una vita che sembrano privi di senso, scopo, mete.

Tale intelligenza può compiere una sola azione: contemplare se stessa.

Può compiere unicamente l’ascesi del pensiero.

La tecnica della concentrazione.

Nel punto zero di tutti i valori, un solo valore resta: il potere che permette di accorgersi di tale vuoto.

L’acume pensante.

In cui già è presente – inespresso – il bisogno, ossia il ricordo di una realtà capace di dare un senso alla vita.

Il bisogno di una realtà di cui il deserto è la mancanza e la negazione.

Ed è la via della potenza.

La via dell’impossibile potenza.

Poiché all’intelligenza astratta appare impossibile superare il deserto, pur riconoscendone l’esistenza, pur soffrendone la presenza.

Ed invece la potenza capace di spezzare il deserto gli è interna: è la potenza che permette ai concetti di concatenarsi tra loro.

E’ la potenza che permette di muoversi entro i pensieri.

E di una forza si tratta.

Di una potenza.

Una realtà che è oltre ogni barriera razionale.

Oltre ogni morta aridità.

Oltre ogni deserto.

La via della Potenza.

La potenza di manifestare il sovamentale consacrato.

 

LA FONTE

 

Se vi è sufficiente acume per accorgersi del deserto:

Se vi è sufficiente limpidità per soffrirne:

Se vi è sufficiente vastità intuitiva per comprendere che si è sull’orlo di un abisso razionale incolmabile: allora la potenza può essere ipotizzata.

Si può giungere a sospettare che l’estrema capacità intellettiva è in se una forza.

Ed è in se l’unica vita in una sfera di morte conoscitiva.

Ed è la via dei tempi attuali.

L’unica via.

Il passo ulteriore è viverla questa potenza.

Percepirla.

Elevarsi ad essa.

Abbeverarsi al suo fluire.

Ed è la tecnica della concentrazione.

Indicata da Massimo Scaligero.

Donata da Massimo Scaligero.

In base agli insegnamenti di Rudolf Steiner.

Poiché tentare di contemplare la sintesi dei pensieri usati per descrivere un oggetto, è in definitiva finire per contemplare la forza che li tiene uniti, la forza che tiene unito il senso, il significato che essi sono.

Tale forza è la vita.

Dapprima appunto potrà essere concepita solo come una potenza ma sperimentata che sia, essa col tempo si disvelerà come un valore che vive.

La potenza si svelerà: vita superiore.

Vita.

Valore in cui l’intelligenza ed il puro sentire diventano tutt’uno.

Valore in cui l’intelligenza svela la propria anima eterna.

L’impossibile.

Ciò che all’interno della barriera razionale appare impossibile diviene realtà: l’anima eterna cui gli antichi si abbeverarono tutti, è intima al pensiero, è intima alla potenza che permette di pensare e di muoversi nei pensieri.

Ed è la progressiva morte di ogni deserto.

E’ superare l’abisso razionale.

E’ riuscire a respirare oltre ogni soffocamento.

Poiché ora l’intelligenza ha veramente ciò su cui immettere l’enorme acume che prima dispiegava unicamente per dubitare e per soffrire del vuoto.

Ed è proprio questo il senso del deserto e della barriera razionale: che tutto rivelandosi vuoto e privo di scopo, permette in quella suprema nudità sofferente di accorgersi della nuova vita che albeggia là ove si riflette sul vuoto, là ove si diviene coscienti del nulla.

Tale nuova vita è una potenza che può logicamente essere ipotizzata.

La potenza del proprio muovere entro pensieri che sanno di essere giunti là ove ogni ulteriore riflettere sul mondo, sulla vita, sui valori è un barare con se stessi.

Ogni pensiero può essere errato o irreale ma indubitabile è la realtà di ciò che li concatena e li fa muovere.

Una potenza.

La potenza.

La fonte di vita.

Nella sintesi della concentrazione essa affiora.

In quello sforzo.

Nello sforzo di mantenerla.

Nella lotta interiore che si sviluppa per continuare a contemplare la sintesi.

Tale lotta, tale sforzo impegna il più intenso acume di pensiero, poiché si ha a che fare con un ente che si è manifestato tramite l’oggetto analizzato, ma che non ha nulla a che vedere con esso, in quanto ciò che si finisce per contemplare è il mistero del prodursi dell’intelligenza in un uomo.

Si finisce per contemplare ciò che in noi è il mistero del nostro essere individui raziocinanti.

Si finisce per contemplare il potere che in noi si fa intelligenza individuale.

Si entra in contatto con il mistero della nostra vita cosciente. Tale mistero è una potenza in cui sottile ed impalpabile vive il sentire, l’eterno sentire, l’anima eterna del solo valore, la fonte eterna di ogni verità.

Una fonte oggettiva, universale, valida per tutti, seppure individuale e sperimentabile unicamente all’interno del proprio pensare.

Ed è la via della potenza.

La potenza di ritrovare l’anima eterna.

Il sentire.

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

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HELIOS FUOCO SOLARE FK 18 OTT 2012 FK 004

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

ORO OLTRE IL DESERTO CAP.6

 MAESTA' D'AURORA (2)

(OROLDES)

 

4/9014

LIBERTA’ E CALORE

 

PASTOSITA’ BIOLOGICHE.

DENSE NUBI DI ENERGIE INABISSANTI

CHE RISUCCHIANO I PENSIERI NEL DOMINIO DELLE CORPOREITA’.

FRA LE POTENZE IN CUI L’INDIVIDUO MUTA INDIRIZZO INTERIORE.

 

LE INTEMPERANZE TELLURICHE IN CUI SOLO IL NOCIVO DIVENTA PLAUSIBILE.

LE DENSE FORZE IN CUI SOLTANTO L’AVVERSIONE AL BENE DOMINA INAVVERTITA.

 

INSOPPRIMIBILE ARGOMENTARE CEREBRALE ACCECA SE STESSO

E PROCEDENDO IN UNA FALSA SPONTANEITA’ : VOLGE AL MALE.

 

TURBINANTI MASSE DI MEMORIA ACCULTURATA E DI COGITANTI ENERGIE

PERDONO OGNI ACUME ED OGNI SENSIBILITA’ MORALE

IMMERGENDOSI NELL’OPACO VORTICARE DEL MEDIANISMO ISTERICO

IN CUI IMPERA LA VOLONTA’ NON UMANA DEL LACERARE IL BENE.

 

INFINE UN ENTE NE SORGE E  ABITA I DORMIENTI NELLA CEREBRALITA’ ACUTIZZATA.

L’ENTE DELLA CONTRO-ISPIRAZIONE CONTINUA.

AVVELENATORE DELLE SENSIBILITA’ PROFONDE.

ENTE DELLE RABBIOSE REAZIONI COLLETTIVE CONTRO IL BENE.

 

L’ANTICA SAGGEZZA SPONTANEA VOLGEVA L’ANELITO PROFONDO VERSO L’AUGURARE IL BENE AL PROSSIMO.

ORA SORGE E DOMINA L’OPPOSTO  :

UN VORTICE NON UMANO CHE VUOLE IL MALE E IL DOLORE DEL PROSSIMO

E CHE POI RICERCA ARGOMENTAZIONI RAZIONALI PER MOTIVARE IL MALE CHE DESIDERA INFLIGGERE.

 

IRRITAZIONE LATENTE E SEDIMENTATA AVVOLGE DI RABBIA LE CEREBRALITA’ FISICIZZATE.

CUPO CONTINUO MALEDIRE IN CUI L’ODIARE SI NUTRE DEL MANCATO AMORE

MUTANDO IN IMPLACABILE LIVORE QUELLA DEVOZIONE VERSO UNA PERFEZIONE AFFERMATRICE

CHE PIU’ NON SI RIESCE A CONCEPIRE.

 

I SERVI DEL DOPPIO ARIMANICO DIVENTANO ORDA

E I LAMENTI CHE LANCIANO INCONTRO ALLA NOTTE SONO ISTERICHE SFIDE DI CRUDA FOLLIA.

OGNI FERITA ALLA CELESTE BELTA’ DIVENTA UNA META IMPELLENTE DA PRETENDERE IN BRANCO.

IL DIRITTO DI ERIGERE INFERNI MORALI E’ PRETESO E OTTENUTO FRA NORME GIURIDICHE FORMULATE DA OSSESSI.

 

MA IL PROBLEMA REALE E’ CHE NON VIDERO MAI QUEL BENE CONTRO CUI PURE SI SCAGLIANO.

NON VISSERO MAI FRA LE ARMONIE SOVRUMANE CONTRO CUI  -ALLUCINATI- INVEISCONO.

MAI RESPIRARONO FRA LE POTENZE FORMANTI DELL’UNICO BENE.

 

OCCORRE UNA LUCE TANTO DIRETTA  CHE POSSA FOLGORARE IL MALE

IMPRIMENDO L’EVIDENZA DEL RICORDO SOVRUMANO NELLE COSCIENZE OTTENEBRATE.

ESSENZA LOGOS DELL’AUREO IRRAGGIARE DALLE FONTI IMMATERIALI DEL PENSARE.

SOLE SOVRUMANO DELLA SOLA MERAVIGLIA IN CUI LA NUOVA DEVOZIONE E’ DESTA E PUO’ ISPIRARE.

 

SOLTANTO L’ATTO DEL PENSARE PUO’ TACITARE IL CONTINUO BLATERARE DELLE CEREBRALITA’ IMMERSE NEL MALIGNO.

SOLTANTO L’ESSENZA COSCIENTE DELL’IO -CHE VIVE  ALL’INTERNO DEI PENSIERI-  PUO’ DECIDERE DI CONTEMPLARE LA FONTE DA CUI IL PENSARE SORGE.

 

SOLTANTO IL VIVERE STRENUAMENTE TENTANDO DI MANTENERE COSCIENTE E UNITO IL SENSO DI UN INSIEME DI CONCETTI CEREBRALI :

OSSIA UN INSIEME DI RICORDI LOGICI ERETTI PER POTERLI CONTEMPLARE NELL’ESSENZA LORO :

PUO’ INNALZARE OLTRE LE SOGLIE DELL’UMANO DECADERE E PUO’ PORRE AL COSPETTO DI UN VALORE SOVRUMANO

CHE E’ INTERNO ALL’ESSENZA STESSA DEL MISTERO DELL’INTELLIGENZA IN UOMO.

 

UN AUREO VALORE SORGE DALL’IMMERGERSI VOLITIVO NEL POTERE UNIFICANTE DEL PENSARE CHE CONTEMPLA UN INSIEME DI CONCETTI.

UNA QUALITA’ SOTTILE CHE SOLO NEL TEMPO VERRA’ RICONOSCIUTA COME SOLA MEDICINA NEI RIGUARDI DELL’UMANO DECADERE.

UN LIVELLO DI SANITA’ INTERIORE CONGIUNTO AL POTERE UNITIVO E COSCIENTE DEL PENSARE.

 

IL RITO DEI NUOVI TEMPI.

 

COME UN RESPIRARE NEL SOVRUMANO PER POI REIMMERGERSI NELL’UMANO QUOTIDIANO E GRADUALMENTE –STRENUAMENTE- CONSUMARNE I VELENI.

REINNALZANDO E REDIMENDO.

RICONSACRANDO.

 

ATTO DI SOLA LUCE VOLITIVA.

NELL’IMMANE CONTINUO FORARE LE TENEBRE CEREBRALI IN CUI SI DECIDONO I DESTINI DEL MONDO.

 

ATTO DI LUCE DI LAVACRO E DI RESPIRO IN CUI TORNANDO OGGETTIVA LA MERAVIGLIA  :  TORNA LA VERA DEVOZIONE.

 

IMPREVISTO IMPREVEDIBILE ED IMPOSSIBILE INTRICO DI ENTI CHE ABITAVANO I MEANDRI INTELLETTUALI E FETIDI DELLE CEREBRALITA :

MOSTRA I SUOI VOLTI ORRIBILI MENTRE CEDE LE SUE FORZE ALLE FISIONOMIE DIVINE CHE –NETTE LINEARI ARMONIOSE E CALDE- IRROMPONO.

VOLUTE E CONCESSE NEGLI ATTI DI LIBERTA’ COMPIUTI.

 

NEL CONTINUO IRRAGGIARE DELL’UNICO REDIMERE RIPOSTO IN CENTRO AL SOLE IN CUI IL VIVENTE LOGOS RISPONDE E INNALZA E CREA.

 

RICAMBIO MORALE NELLA LIBERTA’ DI ACUME.

 

E POSSENTE SI FA IL LIEVISSIMO VALORE.

 

 

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

SACRO RITO DEL SOLE D’OCCIDENTE

 fk

*

NEL CIELO UNA CORONA ATTENDE LA VITTORIA.

E MILLE ALTRE NE ATTENDE.

E INFINITE ALTRE NE CHIEDE.

NEL PERENNE IMPEGNO DEL RICONSACRARE QUANTO CONTINUAMENTE NELL’ADE SI CORROMPE.

MOLTITUDINI DI ANIME ACCOLGONO MOSTRI NEL PENSIERO

E DI ESSI VESTONO LE ESSENZE RICOPRENDOSI DI PIAGHE.

DISEGNANDO FORME DI POTENZA CHE ABITANO GLI EVENTI

E NE PLASMANO L’INTERNO SUSSURRARE DI FOLLIA.

IL VUOTO ACCAVALLARSI DI CONCETTI RITENUTI MORALI

E’ PRONUNZIATO NELLA MENTE DEGLI SPROFONDATI

COME CONSAPEVOLE MENZOGNA

DESIDERANDO REALIZZARE EVIDENTI E SPERIMENTATE

BRAME DI POTENZA CONSIDERATE INVIOLABILI ED ETERNE.

SCELGONO COSCIENTEMENTE IL MALE CONSIDERANDOLO UNICA REALTA’.

UNICA VERITA’.

UNICA FORZA SOLA.

LO SCELGONO POICHE’ GLI APPARE COME LA FONTE DI POTENZA CHE DOMINA IL REALE.

MANCA IL PARAGONE CHE POSSA FAR CONDANNARE IL MALE.

MANCA IL BENE ALLA CUI LUCE RIFIUTARE CIO’ CHE GLI SI OPPONE.

MANCA IL CIELO DA CUI POTER SCRUTARE GLI ABISSI DA EVITARE.

TUTTO IL CONCEPIBILE E’ CENERE CHE IL MALE RIVESTE DI FOLLIA.

IL MALE AGISCE DA BEN OLTRE L’UMANO.

EMERGE DAGLI ABISSI IN CUI NELLA POTENZA DISEGNA LE SUE TRAME SUBUMANE.

E SOLO DAL SOVRUMANO UNA FOLGORE PUO’ SORGERE CHE POSSA RISANARLO.

MA LONTANA E INACCESSIBILE E’ LA FONTE DA CUI TALE FOLGORE PUO’ SORGERE.

IL SENTIRE FISICIZZATO MUOVE SOLO FANTASMI TRATTI DALLA CORPOREITA’

IN CUI LA VOLONTA’ SOLLECITATA SPROFONDA FRA LE ENERGIE DELL’ETERNO NEGARE.

MA OLTRE IL PARLOTTIO PERENNE DELLA RAZIONALITA’ :

OLTRE L’IMMANE FRANTUMARSI DEL DISQUISIRE RAGIONANDO SENZA VIGORE:

NUDO E SOLITARIO RESTA IL PENSARE.

SUA E’ LA POTENZA LATENTE DELLA RESURREZIONE.

SUA LA POTESTA’ DELLA FOLGORE CHE LAVA E CHE REDIME.

UN PENSARE CHE QUALE ATTO DEL SILENZIO

POSSA SFIORARE IL SOVRUMANO MENTRE NE VIVE GLI ATTIMI FULGUREI

CHE SOLTANTO ALLORA NELLA VOLONTA’ RICONSACRATA

ACCENDONO NEL PROPRIO SLANCIO APICI DIVINI DEL SENTIRE.

RITO DELL’IDEA QUALE ASCESI DEL PENSIERO

CHE E’ L’UNICA REALE VIVENTE VIA DI RESURREZIONE

CHE L’UMANO INCATENATO –LIBERANDOSI- PERCORRE.

UN VALORE SI TRAE DAL CONTEMPLARE UN PENSIERO COSTRUITO PER POTERSI IMMERGERE NEL RIASSUMERNE IL RICORDO.

UN VALORE PERCEPIBILE SOLO A POSTERIORI LUNGO LE VIE DEL TEMPO.

UN VALORE CHE E’ IL METRO UNICO DEL BENE

E LA SUA FONTE VIVENTE.

IL SORGERE DELLA SOVRUMANITA’ IN UOMO.

L’UNICA.

LA SOLA.

LA PERENNE.

FUOCO DEL SOLE SACRO D’OCCIDENTE.

FUOCO DEL LOGOS.

E SUA RESURREZIONE.

NEI CIELI DELLA FOLGORE E NEL CUORE.

NELL’ULTIMA FRONTIERA DEL PENSARE.

 

HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

 

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, PASQUA, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AURORA CHE PIETRE ERRANTI DISSOLVE

AURORA

MORTI NEL GELIDO LAMENTO

STANNO AMMASSATI

E REPLICANO –INUMANI- IL DISPREZZO CHE LI MOSSE.

 

VISSERO NELLA SUPERBIA DEL SANGUE E DELLA CARNE

E OLTREPASSATA LA SOGLIA DELLA MORTE

NON EBBERO ALTRA EVIDENZA DA POTER SEGUIRE.

 

ASSORTI NELL’UNICO PENSIERO CHE EBBERO LE CARNI DI CUI FURONO SCHIAVI :

IMMERSI NEL MALEDIRE

OSSERVANO DISTANTI L’AGIRE DEI VIVENTI.

 

LE LORO TOMBE SONO ALTARI DI IMPASSIBILE FURORE

MASSE DI GELO E DI VERGOGNA ISPESSISCONO I LAMENTI

NEL SEMPRE PIU’ DISUMANO GIUDICARE.

 

MORTI SOLO A META’ POICHE’ VISSERO D’ABISSO

ORA NULLA LI PUO’ SCALDARE AL DI FUORI DELLA FOLGORE SUPREMA.

UNO SGUARDO LAMPEGGIANTE CHE LI ESPONGA AL GIUDIZIO DEI CELESTI.

 

NON POSSONO MORIRE POICHE’ VISSERO A META’

NEL SANGUE DELLA CARNE ADORATA COME SE FOSSE IL DIO.

NELLE PROFONDITA’ DEL GELO CHE TUTTO RESPINGE E ODIA.

 

L’ENTE DEL NEGARE ASSORBE OGNI RESIDUA FORZA

E TUTTO QUANTO SI SPESE QUALE VIGORE UMANO

NACQUE DAL MALEDIRE.

 

ACIDI E SILENZIOSI AMMORBANO DI GELO L’ARIA CHE LI CIRCONDA.

AFFOLLANO UNA TERRA CHE  STRENUAMENTE LI RIFIUTA

MA CHE SANNO DI NON POTER LASCIARE.

 

IL PESO E’ UNA FERITA CHE A LORO PIACQUE INFLIGGERE

E CHE ORA LI TORMENTA POICHE’ NON LI LASCIA LIBERI

E CHE ANZI LI COMPRIME NEL NULLA INAMOVIBILE.

 

FINANCHE LE TRAPIANTATE ROSE REALI : GIACCIONO IMMERSE NEL CALCARE

PREDA DELL’OMBRA IMMENSA E DELL’IMMANE PESO

CHE GLI OCCHI FISICI NON POSSONO VEDERE MA SOLO PRESENTIRE.

 

INFINE UN VIVENTE SGUARDO HA TRAPASSATO IL TUMULO.

HA SCOSSO QUELL’INFINITA RABBIA DEL MORIRE

HA OTTENUTO IL PALPITO DELLA FULGUREA FIAMMA

CHE NELL’IMMATERIALITA’ DISSOLVE E SANA.

 

UN ATTIMO DI FOLGORE HA INCRINATO IL PESO.

HA INTERROTTO IL DRAMMA DELL’INUTILITA’ CALCAREA.

UN PALPITO DI LUCE SI E’ ACCESO SULL’INFERNO

PERMETTENDONE IL DISSOLVERSI.

 

NELLO STUPORE STREMO : UN PALPITO DI MERAVIGLIA HA EGUAGLIATO IL TUONO.

CALORE HA PERCORSO I GELIDI SENTIERI

MENTRE VERITA’ ACCORREVA AD ANNIENTARE ESSENZE MINERALI

DI INAMOVIBILE MENZOGNA.

 

UN FUOCO LONTANISSIMO IMPONE LO STUPORE CHE INNESTA LA MERAVIGLIA.

 

POTENZA DELL’ACCENTRARE NEL SOVRUMANO

SVELLE IL DENSISSIMO COMPRIMERE

E SVELA IL VERO VOLTO DEL PENSARE CHE MAI VENNE NEPPURE CONCEPITO.

E MASSE MINERALI SGRETOLANO AL SUO COSPETTO.

 

TUONO FOLGORE E LAMPO INDICANO LE VIE DEL CUORE

CHE MAI EBBERO RICOMPENSA

MA CHE SONO L’UNICA MEDICINA NEL TEMPO ESTREMO DEL GIUDIZIO.

DINANZI ALL’ESSENZA VERA DEL REALE.

 

VERA FISIONOMIA DEL SOVRAMENTALE RESPIRO NEL SOLE ETERICO

LUNGO I SENTIERI DELL’IDEA CHE GIUNGE A CONTEMPLARE LA PROPRIA FORMA.

ATTRAVERSO UN VOLERE CHE NELL’IMMATERIALE PROTENDERE : CONSACRA.

E ARDE.

 

UNA SPERANZA INCRINA QUELLE OCCULTE PIETRE CHE BRAMARONO GLI ABISSI.

UNA LIEVITA’ ILLUMINA IL PESARE E LO TRAPASSA.

INTOCCABILE E INVINCIBILE  INDICA IL CALORE.

INDICA LE ALTEZZE.

 

IMPONE GLI ORIZZONTI CHE  -SACRI-  ORA RITORNANO VISIBILI.

 

ATTRAVERSO GLI INFINITI GRADI DI UNA LUCE CHE E’ IL SOLO FONDAMENTO.

 

ALL’UOMO AFFIDATA ED AL SUO ATTO DI ACUME.

CHE E’ ATTO DI FEDELTA’ IN IDEA.

 

 

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FRA LE ARMONIE RISORTE

 GIU 2013 FK 023 

MENTRE SI INNALZA IL PENSIERO NELLA  FIAMMA

SI LACERANO LE NEBBIE DELLA BESTIA CEREBRALE.

 

TENEBRA DISCETTANTE OVE SI CHIUDONO LE VIE DEI CIELI

E L’ORIZZONTE E’ CUPO DI MENZOGNA.

FRA I PIU’ RAFFINATI INTELLETTI MARCI.

 

NEBBIE DI SUPERBIA AVVOLGONO I PENSIERI

NEL GELO E NELL’OLTRAGGIO

CHE GIUDICA INCONSISTENTE IL CUORE

E L’INTELLETTO AUREO CHE IRRAGGIA LE ARMONIE.

 

NEBBIE DEL GRIGIORE INTELLETTIVO COLMO DI AUTOAPPREZZAMENTO

E RIGIDO DI CALCE.

POSSENTE OTTUSITA’ EMANATA DA CIO’ CHE TEME LE VIE DEL CUORE.

DA CIO’ IN CUI VIVE L’ENTE DEL PALLORE.

NEL POSSENTE DISPREZZARE CHE CALPESTA I SOGNI CONSACRATI.

E CHE NEL PROPRIO DISPREZZARE : UCCIDE.

 

AVVAMPANO DI GELO NEL PUERILE INORGOGLIRSI LE MENTI DEI MALIGNI.

 

GIGANTI INTELLETTIVI COMPOSTI ED IMPLACABILI

TRAGGONO I PENSIERI DA CIO’ CHE LI SOSTIENE :

IL GELIDO PALLORE DI UNA SUPERBIA GRIGIA

CUI SONO APPRODATI IN CERCA DI UN PADRONE.

IN CERCA DI UN SAPERE CHE E’ SOLO DENSA IRRITAZIONE CONTRO IL BENE.

 

ORA SONO SCONVOLTI DINANZI A UN SOLE CHE LAMPEGGIA.

 

DINANZI AD UNA VERITA’ CHE GENERA UNA FIAMMA.

 

DINANZI AD UN POTERE INTELLIGENTE

CHE TANTA PIU’ LUCE IMPRIME

QUANTO PIU’ CONTEMPLA IL PROPRIO SORGERE IRRAGGIANDO.

 

DINANZI AD UNA FORMA IDEANTE

CHE NEL MANTENERSI TALE

RIGENERA LE ESSENZE DEL CALORE

POICHE’ ATTUA IL RICORDO FRA CIELI IN CUI PERENNEMENTE RISORGE IL SOLE.

 

IMPOSSIBILE MANIFESTARSI DI UN’AURORA CHE REDIME

E CHE SOLO L’ATTO IMPREVEDIBILE DELLA SCELTA INTERIORE HA MANIFESTATO.

ATTO CONCESSO ED INNALZATO.

 

ED E’ LAVACRO-ARSIONE CHE SQUARCIA QUELLE NEBBIE.

 

SORGE E SI MANTIENE AUREO IL POTERE CHE DISSOLVE IL GELO E LO TRAPASSA.

 

– IMPRIMENDO NUOVE CONNESSIONI DI PENSIERO CHE GIUNGONO A FOLGORARE IL MONDO –

 

NELLA LUCE E NEL CALORE.

FRA LE ARMONIE RISORTE.

LUNGO I SENTIERI DELLA BELTA’ CHE ARDE NELLA GRAZIA.

 

MENTRE INTELLETTI DI SUPERBIA ESTREMA

CUI ERA INTERNA L’IMPOSTURA FINALE DELL’OLTRAGGIO

IMPONEVANO COME CREDIBILE E SCONTATO

IL VOLTO SOTTILE DEL DISPREZZO NELL’AFFANNO.

 

STUDIO E FATICA CEREBRALE

NEL DISINVOLTO ODIO DEL CALORE E DELLA LUCE.

 

SERIO E SEVERO VOLTO DELLA RABBIA

SEMPRE PRONTA ALL’ISTERICA ESPLOSIONE DI FOLLIA.

IMPLACABILE E CONVINTA E RADICALE.

 

LE NEBBIE DELL’ARIMANE LUNARE

CHE OPPRIME L’INTELLETTO TRAMITE I GIGANTI DELLA MEMORIA IMMENSA.

IMMERSA NEL MAGNETE

FRA PALLIDE CALIGGINI DENSISSIME

SU TRONI DI SUPERBIA RIGIDA ED ASTIOSA.

 

EPPURE L’ARMONIA SI E’ IMPOSTA.

 

ED HA IRRAGGIATO ACUME.

 

VERO CALORE HA RIPERCORSO I SENTIERI DEL PENSARE.

 

HA RINNOVATO I TRONI DEL FULGORE.

 

SOTTILISSIMA IMPRONTA DELLO SCULTOREO SOLE.

 

NEL CUORE DELL’IDEA

MENTRE CONTEMPLA IL RICREARSI DEL CONCETTO

LUNGO I SENTIERI DEL VERO RICORDARE :

– CHE E’ RICONSACRARE –

SI E’ MANIFESTATO L’AUREO POTERE DELLA RICONNESSIONE ALLE FISIONOMIE DEI CIELI.

 

FRA LE ESSENZE DEL CONNETTERE I CONCETTI NEL FUOCO DELLA VOLONTA’ CHE  DIVENTA GENERARSI DI UN AMORE.

 

IMPRIMERSI E SCOLPIRE DEL SOLARE.

 

NELL’IMPOSSIBILE ATTUARSI DEL REDIMERE.

 

 

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CATARSI

9 GIU 2013 FK 026 - Copia

🟠

IL MALE CHIEDE DI ESSERE AFFRONTATO DA UNA POTENZA TANTO INTENSA NELL’IMMATERIALITA’ QUANTO E’ INTENSA LA DENSITA’ TRAMITE CUI AGISCE.

NELL’IMMATERIALITA’ NON VI E’ ALTRO POTERE REDIMENTE CHE LO STRAZIO DEL CUORE MENTRE PENSANDO VIVE IL MALE  E LO DISSOLVE.

UN TEMPO FU L’OFFERTA DEL SENTIRE CHE NEL CELESTE RESPIRO DEI MIGLIORI

ATTRAVERSO SDEGNO E SACRIFICIO POTEVA COLPIRE IL MALE.

ORA NEL DESERTO ESTREMO DI OGNI SENTIRE O NELLA MORTE DI OGNI SUO POTERE DI UNIFICANTE INTENSITA’ :  SOLITARIO REGNA IL PENSARE.

SOLITARIO ED ASSOLUTO CUSTODE DI UNA INCONCEPIBILE MAESTA’

CHE E’ TANTO SOVRUMANA QUANTO PIATTA E BANALE APPARE LA SUA TROPPO UMANA VESTE SPONTANEA.

SE IL PENSARE SI INNALZA OLTRE LE PAROLE MEDIANTE CUI SI AFFACCIA ALLA COSCIENZA

OTTIENE LA FOLGORE ED IL TUONO

LA CATARSI E LA PIETA’

IL FUOCO DISSOLVENTE CHE RIEDIFICA IL PASSATO

MENTRE SCOLPISCE A NUOVO IL FUTURO CHE SI APPRESTA.

VIVERE PENSANDO NEL VEDERE IL MALE

MENTRE LO SI PONE AL COSPETTO DI CIO’ CHE LO REDIME

E CHE ABITA NELL’AUREO ALONE CORONATO

POSTO AL DISOPRA DELLE NUBI CHE ASSEDIANO L’IDEA.

IN ALTO UNA VIRTU’ LAMPEGGIA NELL’IMMATERIALITA’ D’IDEA

NELLA SINTESI PIU’ LIEVE

NELLA FLUTTUANTE POTENZA FORMANTE IN CUI IL SIGNIFICATO E’ ASCESO

E CHE CONTINUAMENTE OCCORRE RICREARE.

TALE VIRTU’ E’ CIO’ CHE SVELA IL MALE COME TALE

E CHE NE SVELLE OGNI DENSITA’ VOLENTE DA CUI COMUNQUE SCATURIVA.

TALE VIRTU’ E’ IL VIVENTE METRO DI OGNI BENE

IL PARAGONE INVITTO CHE NELL’UNITIVO POTERE DEL CONNETTERE

MANIFESTA IL LOGOS DEL SOLO CONCEPIRE.

FIAMMA VIVENTE DELL’ORDINE LOGICO CHE ARTICOLA IL PENSARE.

QUALITA’ VIVENTE E UNICA CHE UNISCE LA LIBERTA’ DELL’UOMO AL DIO.

AUREA DIVINITA’ CHE INFINE PER ATTIMI NELL’UOMO SI REALIZZA

TRASPORTANDO NELL’ETERE SOLARE CIO’ CHE CONOSCENDO VIENE TRASMUTATO.

E POI REDENTO.

AVE TRAVASO ETERICO DEGLI ENTI IN CUI L’UMANITA’ DAL SOVRUMANO AGISCE.

NELL’ATTO DEL PENSARE CHE ATTRAVERSO GLI OSTACOLI AL SUO FARSI SINTESI

REALIZZA ESSENZE IMMATERIALI DA CIO’ CHE FU DENSISSIMO OLTRAGGIARE.

NELL’UNIFICATA VAMPA DEL CONTEMPLARE L’ATTO LOGICO CHE VIVE

L’ANIMA LIBERATA SVELA QUANTO DI ORRIBILE VIENE RISANATO.

CATARSI NELL’ATTO LOGICO INFINITO

CHE NEGLI INFINITI LIVELLI IN CUI S’ATTUA :

E’ RITO.

 

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I LAMPI DEL SILENZIO

  PENTAX Image

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CIO’ CHE MANCA E’ IL SOVRUMANO.

IL RAGIONARE E’ SEMPRE PIU’ DECISO E ACUTO MA LA DIREZIONE DI FONDO, IL TONO E LE SCELTE DEL SUO OPERARE  SONO RIPOSTE NEGLI ANELITI PROFONDI DEL SENTIRE DI CIASCUNO.

LA  POTENZA E LA QUALITA’ ESSENZIALE DI OGNI ARGOMENTARE RAZIONALE SCATURISCE DAL SILENZIO IN CUI  L’ANELITO PROFONDO SCANDISCE (SPESSO INCONSAPEVOLMENTE) IL PROPRIO  ADERIRE AD UN INDICIBILE E VIVENTE VALORE.

IL MONDO E’ POPOLATO DA ESSENZE VIVENTI (SOVRUMANE  E SUBUMANE) CUI NELLE PROFONDITA’  DEL PROPRIO  ANELARE SI ADERISCE.

NEL BENE COME NEL MALE.

QUANDO SI ARTICOLA UN PENSIERO E CON ESSO SI DA’ VITA AD UN ARGOMENTARE, L’ATTIMO CHE LO PRECEDE  E’ UN LAMPO DI VOLONTA’ NEL SILENZIO INTERIORE, IN CUI L’ANIMA SI DENUDA E FA IRREVOCABILMENTE APPELLO AD UNA SINTESI VIVENTE DI TUTTE LE SENSIBILITA’ INTERIORI (SOVRUMANE O SUBUMANE) SINO A QUEL  PUNTO ACQUISITE VOLONTARIAMENTE (CASO RARISSIMO)  O INCONSAPEVOLMENTE EVOCATE.

TUTTO IL  RAZIONALE E’ IN FONDO UN ATTINGERE ED UN PROPAGARE POTENZE MAGNETICHE VIVENTI (NEL MALE), O UN IRRAGGIARE POTENZE DEL CALORE CHE IN SE’ CUSTODISCONO UNA CERTA QUAL MISURA  DI VIVENTE INNALZARE.

IL SILENZIO CHE SEPARA UN PENSIERO DALL’ALTRO E’ IL POTERE VIVENTE IN CUI LAMPEGGIA LA SINTESI VERA DELLA PROPRIA VITA E CHE MANIFESTA LA POLARITA’ ESSENZIALE CUI SI E’ DEVOTI ED ALLA QUALE SI ADERISCE.

SIMPATIE E ANTIPATIE SI MANIFESTANO IN BASE AL COLLIMARE O AL CONFLIGGERE DI TALI ESSENZE PROFONDE E VIVENTI E MAGICHE, SOVRUMANE O SUBUMANE.

IL PROBLEMA E’ CHE TALI POTENZE VIVENTI POSSONO VENIRE IPOTIZZATE ED ANCHE RAZIONALMENTE RICONOSCIUTE COME LOGICO RETROTERRA DI OGNI PENSIERO, MA NON POSSONO (RIMANENDO NELLA USUALE E COMUNE COSCIENZA DI VEGLIA) VENIRE SPERIMENTATE, OSSIA COSCIENTEMENTE SCELTE, OSSIA OPERATIVAMENTE E VIVENTEMENTE VISSUTE.

TALE E’ L’ABISSO DELLA COSCIENZA SOLTANTO RAZIONALE CHE E’ IL COMUNE LIVELLO DI ACUME DEL MONDO ATTUALE, RAZIOCINANTE NEL DESERTO E NELLE TENEBRE, NEL VASTO DISPIEGARSI DI IMPULSI PRERAZIONALI CHE DECIDONO TUTTO.

INSERIRSI NEL LIVELLO DEL SILENZIO IN CUI IL SOVRUMANO LAMPEGGIA: TALE E’ IL COMPITO  CHE LA SOVRABBONDANZA DI INTELLIGENZA RAZIONALE ((GRATUITAMENTE DILAGANTE )  PRESUPPONE.

MENTRE LA POTENZA PRERAZIONALE E’ SPONTANEA NELLA FURIA DELLE CRISI UMANE INFERE (SIA ESSA AVIDITA’ ECONOMICA, O DISPERAZIONE POLITICA, ODIO, LIBIDINE, SETE OMICIDA O ALTRO), NON ALTRETTANTO E’ POSSIBILE NEL SOVRUMANO.

NULLA DELL’ANTICO SENTIRE POETICO, RELIGIOSO, FILOSOFICO E’ SOPRAVVISSUTO NEL BENE CON ALTRETTANTA POTENZA DEL MALE.

SPONTANEA (IN VARIO GRADO E MISURA) E’ SOLTANTO LA DISCESA NEGLI INFERI, DISCESA GRATUITA E FAVORITA, OBBLIGATA.

LA RIASCESA NEL BENE E’ POSSIBILE SOLO ATTRAVERSO L’ASCESI DEL PENSIERO CHE E’ IL FULCRO CENTRALE DELL’INSEGNAMENTO DI RUDOLF STEINER ( LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ ) E CHE SENZA LA SPERIMENTAZIONE ASSOLUTA DI MASSIMO SCALIGERO SAREBBE RIMASTA PER SEMPRE NON PRATICATA, INCOMPRENSIBILE, DISATTESA, SMINUITA, TRADITA.

INSERIRSI REDENTORIAMENTE LADDOVE IL SILENZIO CHE PRECEDE OGNI RAZIOCINARE E’ GIA’ PREDA DI VOLIZIONI NON UMANE E MALEVOLE, E’ ATTO DELL’IO, ATTO DI ONESTA’ LOGICA, VOLONTA’ DI VERIFICA SOLITARIA E PURAMENTE EMPIRICA.

DAL SILENZIO IN CUI SI GENERA  IL SENSO DI CIO’ CHE POI SI TRADURRA’ IN PENSIERI ESPRESSI A PAROLE NEL MENTALE RAZIONALE, OCCORRE DISCENDERE AL MENTALE RAZIONALE  E SU DI ESSO FONDARE L’ASCESI DEL  PENSIERO.

SI COSTRUISCE UN DECORSO LOGICO DI PENSIERI ESPRESSI A PAROLE, PER ESEMPIO DESCRIVENDO  A SE STESSI UN OGGETTO FABBRICATO DALL’UOMO, UN OGGETTO FISICO MOLTO SEMPLICE, E POI SI TENTA DI CONTEMPLARE TUTTO ASSIEME IL RIASSUNTO  (OSSIA IL CONCETTO) DI CIO’ CHE SI E’ DESCRITTO.

CONTEMPLARE IL SENSO DI CIO’ CHE SI E’ DESCRITTO IMPLICA IL SILENZIO NELLA VOLONTA’ COSCIENTE, POICHE’ SENZA PAROLE SI INCITA SE STESSI A MANTENERE VIVO E PRESENTE IL SENSO, LA FORMA, IL SIGNIFICATO DI CIO’ CHE SI E’ RAZIONALMENTE COSTRUITO MEDIANTE CONNESSIONI LOGICHE DI PAROLE NEL CHIUSO DELLA PROPRIA MENTE.

L’INCITAMENTO E’ VOLONTA’ CHE SI MUOVE SENZA INCLINAZIONI ANIMALI.

A QUALUNQUE LIVELLO E’ PURA.

A QUALUNQUE LIVELLO SIA LA PROPRIA ANIMA: PER ATTIMI DI DEDIZIONE, NEGLI APICI, SFIORA LA PURITA’ MENTRE TACCIONO LE PAROLE CEREBRALI.

PER ATTIMI IL PROPRIO IO CHE VAGA NEL MONDO TRASCINATO DA UNA PROSAICITA’ TROPPO UMANA AD UN’ALTRA,  PER ATTIMI LAMPEGGIA LA PROPRIA SOVRUMANA NATURA IN VIRTU’ DELLA QUALE IL DIO SOLARE SI E’ FATTO UOMO  IN OGNI INDIVIDUO.

ED E’ IL RITO SOLARE DEI NUOVI TEMPI.

PER IPOTESI DA VERIFICARE:  IL SOLO E L’UNICO.

L’IMPRESCINDIBILE.

SENZA TALE ATTINZIONE CONTINUA E RIPETUTA VANA E’ OGNI RAPPRESENTAZIONE INTERIORE DI VERITA’ DI CUI NON SI SA SFIORARE LA POTENZA.

LA POTENZA E’ IL MANIFESTARSI COSCIENTE DI UN POTERE CHE SOVRUMANIZZA E CHE LOTTA INCESSANTEMENTE PER MANTENERSI TALE NEL SILENZIO IN CUI L’UMANO ACCOGLIE L’ESSENZA VIVENTE DELLA MORTA CONSEGUENZIALITA’ RAZIONALE.

IL SILENZIO ACCOGLIE LA VOLONTA’ CHE INSEGUENDO IL VERO PERMETTE AL SOVRUMANO DI IRRORARE I CUORI DAL SOLE ETERICO.

HELIOS FK AZIONE SOLARE

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Nota

PRECEDENTEMENTE APPARSO  IN :  ANTROPHORUM / 7 GIU 2010/

ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

PERENNE RISORGERE DEL SOLE NELL’AMORE

 natale solare evid

PERENNE RISORGERE DEL SOLE NELL’AMORE.

 

IL LORO SEMPLICE VIVERE E’ CONTINUO INFETTARE LE ANIME ALTRUI.

IMMETTONO ORRORE MEDIANTE LA FEROCE ATTENZIONE CHE DEDICANO AL PROPRIO OPERARE.

 

PROFONDAMENTE CONVINTI DI ESSERE SVEGLI E OPEROSI :

NON HANNO PIU’ NULLA CHE LI SEPARI DAL MALE.

 

IL FUTURO –LONTANO- DOLORE AVVOLGENTE CHE LI COLPIRA’

POTRA’ FORSE CURARLI MA NON CERTO SALVARLI DAL MALE CHE HANNO COMPIUTO.

 

IL LORO NUMERO E’ ORDA.

 

SONO EFFICIENTI OPEROSI E CONTORTI.

IMMENSO E’ L’IMPURO SENTIERO LEGALE CHE HANNO TRACCIATO IN BASE AI PROPRI APPETITI.

IMMENSO SPIETATO DANNOSO BLASFEMO E ASSASSINO.

 

ARMONIA E COMMOZIONE

– CHE RISPLENDONO E VIVONO (IMMENSI) NEL NATALE SOLARE –

NON TROVANO SPAZIO NELL’OSCURO SENTIRE DEI BUROCRATI INFETTI

MENTRE DIVORANO E IMPONGONO DEBITI IMMENSI E INVENTATI

FRA OCEANI DI ASTRATTO DENARO CHE FUORIESCE DA DEMONI ERRANTI ED IRATI.

 

ARMONIA E COMMOZIONE RISPLENDONO NELL’INVITTO SOLLIEVO DEI CUORI OBERATI.

RISPLENDONO E ARDONO.

COMUNQUE RISPLENDONO.

INAVVERTITE E PROFONDE POTENZE DEL CUORE RISPONDONO AL CELESTE CHE APPARE.

 

E CHE  – NUOVO –  RISORGE.

 

E CHE  – ETERNO – MUTA IN ORO DIVINO L’AFFANNO INFLITTO DAL PIOMBO DEI VILI.

 

CELESTE RESPIRO DEL PURO MUTARE IL DOLORE NELL’ETERICA VESTE DEL RINASCERE DEI.

 

IL FUOCO DIVAMPA E LA SUA ESSENZA E’ LA GLORIA.

 

SI PREANNUNCIA NEL CIELO IL SIGNORE DEL SOLE

CHE FORNISCE L’IMPOSSIBILE ARMA SUPREMA  :

IL REDIMERE ESTREMO MEDIANTE LA LIBERTA’ NELLA FOLGORE

CHE ALBERGA NELL’IO.

 

E’ ASCESI ED E’ RITO.

E’ IL PENSARE CHE INNALZATO OLTRE L’UMANO CEREBRALE ACCUMULARE IL PARLOTTIO CORPOREO :

PUO’ CONTEMPLARE IL PROPRIO POTERE UNITIVO CHE MANTIENE L’OCCULTA MEMORIA DEI CONCETTI ERETTI E POI RIASSUNTI NEL RITO DELL’IDEA.

 

E’ FUOCO SENZA NEPPURE IMMATERIALE IMMAGINE DI FIAMME.

E’ FUOCO INCONCEPIBILE CHE SI TRAE DALL’ATTO DEL PENSARE CHE CONTEMPLA IL PROPRIO RICORDARE.

E’ CHIARORE SOVRUMANO CHE SI RICONGIUNGE ALL’UOMO MENTRE INCONSAPEVOLE SI INNALZA NELL’ETERE DEL LOGOS.

 

ATTO COSCIENTE DEL CONTEMPLARE NEL PENSARE IN CUI PERENNEMENTE RINASCE LA FIAMMA DELL’AMORE.

NATALE SOLARE DEL SOVRUMANO ALLORO.

 

MISTERO PALESE CHE LIBERAMENTE CHIUNQUE

PER ONESTA’ DI ACUME

PUO’ ATTUARE.

 

E CHE LIBERAMENTE – SU TUTTI-  IRREVOCABILMENTE GIUNGE A RIVERBERARE.

 

ATTO DI LIBERTA’ COSCIENTE E SOLA MEDICINA.

 

AURA SOTTILISSIMA DEL PERENNE RINASCERE DI AMORE.

 

ORO SOLARE.

_______________________________

 

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HELIOS FK AZIONE SOLARE

 

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

IMPOSSIBILE SOLE COSCIENTE ATTO AL SANARE

 Copia di 8-12  OTT 2013 FK 010 - Copia (2)

*

IMPOSSIBILE SOLE COSCIENTE ATTO AL SANARE

 

LA MALVAGITA’ CHE QUANDO SI RIPOSA E’ ATTENTA.

ATTIMI DI CURIOSITA’ MERAVIGLIATA IN CUI NON HA DECISO OVE COLPIRE.

ATTIMI DI BONARIA ATTESA IN CUI IL VELENO ATTENDE IL SUO BERSAGLIO OCCULTO.

 

MALIGNI SUFFICIENTEMENTE DESTI PER INTERESSARSI A CIO’ CHE NON LI RIGUARDA MA CHE LI STUPISCE.

NELL’ ATTESA DELL’ATTO SCONVOLGENTE IN CUI DIPANARE IL NUOCERE.

NELL’ATTESA IN CUI L’AGUZZO FAR SOFFRIRE POSSA SCOCCARE.

 

MALVAGITA’ SUFFICIENTEMENTE AVIDA E LUNARE

PER RIMANERE COMUNQUE INAMOVIBILE NEL PROPRIO INTERESSE PRIMARIO :

MANIFESTARE GELIDO DISPREZZO IN CUI POSSA SOFFRIRE L’ORO.

 

TUTTA UNA GENIA DI PALLIDE ENTITA’

CHE AFFILATISSIME LAME DI GELO E DI LUNA

RENDONO EFFICACI E ARMATE.

 

PROFONDA INFISSA E TENACE

SUPERBIA DI SE’ FRA GLI APPETTITI

IN CUI LA COMMOZIONE E’ ODIATA.

 

CHIUSURA TESISSIMA E GELIDA

CHE BRAMA OGNI ALBA AL TRAMONTO

ED OGNI LUCE DEL CUORE OSCURATA NEL TERRIBILE AFFANNO.

 

LA FEROCIA SILENTE DEL PROFONDO EGOISMO ASSASSINO

NELL’ESTREMO BRAMARE LE LACERE VESTI DEL BENE TRAFITTO E INFANGATO.

AFFINCHE’ VI SIA DOLO.

 

LA GRANDEZZA AVVINCE I MALVAGI.

MA VIENE RESPINTA IN NOME DEL GELIDO ABBRACCIO CHE ODIA.

E CHE INFINE DETIENE IL POTERE CUI HANNO ADERITO.

 

CAMPIONI NELL’INFRANGERE I SOGNI :

CUI E’ AFFINE LA SUPREMA E LONTANA SUPERBIA D’ORIENTE.

TOTALE SILENZIO NEL VOLERE CHE TUTTO SOSPINGE FRA MASSE INFINITE DI ROCCE CALCAREE.

 

IMPASSIBILE ESTREMA TENACIA-SUPERBIA.

IL SILENZIO DI ORDE ASSASSINE.

 

IMPLACABILI E SPENTI

FURENTI E COMPOSTI.

IGNARI DEI CIELI CHE HANNO PERDUTO.

 

DENSITA’ CHE COLTIVA SUPERBIA NEL VUOTO IN CUI IL CALORE E’ SVANITO.

 

FRA MASSE INFINITE DI ROCCIA DESERTA

E SPENTA

E GELATA.

 

L’AVANZARE DI QUELLA SUPERBIA E’ L’OTTUSA TENACIA DEL GELO

CHE NON TROVA CALORE ADATTO A INCENDIARLO.

ETERICO INCENDIO CHE NASCE A OCCIDENTE.

POTERE UNITIVO CHE MUOVE I CONCETTI SECONDO ARMONIE CHE RIASCENDONO AI CIELI.

E CHE MUOVONO FOLGORI AUREE SCONOSCIUTE AI SAPIENTI.

 

SCONOSCIUTE AI SERPENTI.

 

TUTTO  -OPERANDO-  RIVIVE L’IDEA.

E TUTTO ATTRAVERSA.

SOLVENDO.

 

LA LUCE CHE COPRE DESERTI :

LI ACCENDE E LI ARDE.

 

–       SANANDO –

 

 

E’ GLORIA E CALORE.

 

PROTENDERSI ESTREMO DI VERA ARMONIA.

 

ESSENZA CHE SVELA E CHE REINNESTA IL VALORE.

 

AUREO CONNETTERE SACRO CHE IMPOSSIBILE SANA.

 

LO STUPORE DI SOLERTI ENTITA’ DEL DOLORE

-CERTE DI ESSERE OLTRE OGNI POSSIBILE AFFRONTO-

RICHIAMA SUPERBIA E LA IMPONE

TENENDO BEN SALDE LE FORZE DELL’ETERNO SERRARE NELL’ALVEO DELL’ETERNO DOLORE.

 

EPPURE NON SANNO PENSARE.

E IGNOTE AUREITA’ SI DISPIEGANO OVE I MALIGNI NON SANNO GUARDARE.

OVE IL PENSARE UNISCE I CONCETTI E LI IMPONE NELLA IMPOSSIBILE FORMA CHE –VOLENTE- LI MANTIENE PRESENTI.

E’ ORO CHE GIUNGE DA LUOGHI CHE ERA IMPOSSIBILE CONCEPIRE ESISTENTI.

DA LUOGHI CHE ERA IMPOSSIBILE PENSARE ABITATI DA UN SOLE COSCIENTE ATTO AL SANARE.

 

ORO SOLARE MANIFESTA ED IRRAGGIA POTENZE SANANTI

E SOCCORRE GLI ATTI DELL’IO CHE MANTIENE EVIDENTI LE LOGICHE ESSENZE DEI RICORDATI CONCETTI CHE SI VOLLE CREARE.

OTTENENDO DEL VERO STUPORE NEL CREARSI DI UN BENE VIVENTE CHE ERA IMPOSSIBILE SUPPORRE ESISTESSE.

 

MAI SOPITE SPERANZE OTTENGONO VESTI FULGUREE CHE PER ATTIMI SONO REALI.

E SCOLPISCONO L’IMPOSSIBILE FARMACO AUREO.

 

 

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ARTE, La Poesia di FK AZIONE SOLARE, POESIA, SCIENZA DELLO SPIRITO

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI (29 sett. 2013)

 ji

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI

(29 SETT. 2013)

 

1/17996

LE FOLGORI ED IL CREDO

 

OVE LA SUPERBIA E’ GRANDE FRA LE DENSISSIME ENERGIE

APICI DI ASSOLUTA DISUMANITA’ SVILUPPANO LA RABBIA NEL DOLORE.

 

STANNO SOFFRENDO I DEMONI DELUSI.

 

SPENGONO L’ETERICO MEDIANTE DENSISSIMO CONTRARSI DI ENERGIE.

FISIONOMIE INTERIORI TANTO PIU’ POTENTI QUANTO PIU’ LONTANE DALL’UMANO.

 

FIUMI DI MAGMA FRA CAVERNE DELL’ORRORE.

 

EPPURE QUELLA POTENZA SOFFRE.

RISULTA MENO CREDIBILE IL MENTIRE.

 

LA SUA MENZOGNA CEDE.

 

LASTRE DI MAGNETISMO DOMINANTE

VENGONO SQUASSATE DAL SOLE DI ARMONIE SOLVENTI.

 

AURA DEL CUORE INTERNA AL FOLGORARE.

 

AURA DELL’IMPOSSIBILE INNALZARE.

 

LUCE DEL CONNETTERE FRA I CIELI L’IMMATERIALITA’ DEL LOGOS NEL PENSARE.

 

NEGLI APICI IN CUI L’INTENSITA’ VOLENTE OTTIENE IL PIU’ ALTO CONTEMPLARE :

PUO’ LA QUALITA’ CHE NE DERIVA

COLPIRE IL PIU’ DENSO INDURIRE DEL MENTIRE.

 

PUO’ PORRE AL COSPETTO DELLA SOVRUMANITA’ SANANTE

QUANTO SI ADDENSAVA NEL RIBELLE OLTRAGGIO DI ENERGIE.

 

VOLTO SOLARE DI ARMONIA IMPRIME L’IMPOSSIBILE AFFACCIARSI DEL REDIMERE.

 

ED E’ FOLGORE ARCANGELICA.

 

DIVINO SGUARDO CHE STRENUAMENTE SANA.

 

ORO DELL’IO NEL CREDO CORONATO.

___________________________

 

2/17997

AURORA DAL CANDIDO MANTO

 

L’ALITO DI IENA PREVALE NEL LIVORE.

CUPA CONCENTRATA ABISSALE VISIONE DI SE

CHE E’ SUPERBIA ARIMANICA COLMA DI SPIETATE CERTEZZE.

 

LO SGUARDO TORBIDO DI ARIMANE ATTRAVERSO TITOLATE FEMMINE ABISSALI.

 

LA PROPRIA SENSIBILITA’ DI STREGA E’ ERETTA A METRO SUPREMO DI GIUDIZIO.

LASTRE DI POTENZA NEL FURORE CHE E’ SEVERAMENTE ISTERICO AL DI SOTTO DEL PENSARE.

 

LA GRANDE SUPERBIA DEL MALE AGISCE TRAMITE OTTUSI.

 

SPONTANEI NEL MALE SOLTANTO IN QUANTO PRIVI DI ACUME

MA CERTI CHE IL PROPRIO GIUDIZIO SIA NORMA IMPERANTE.

SIA TRASCENDENTE VALORE CHE SCAVALCA E SOSPENDE IL PENSARE.

 

IL LORO SEMPLICE SGUARDO E’ CONTROVEGGENZA CHE IMPONE IL DOLORE.

 

MA IL FEMMINILE TELLURICO MORTO AL VALORE DI NITIDA AURORA :

STA ORA SOFFRENDO NEL DECADERE IN CUI L’ISTERIA  SI RESTRINGE.

 

SOTTILISSIMA LUCE FULGUREA PERCORRE OPINIONI CONTORTE.

SOTTILISSIMA LUCE STA ORA VIVENDO QUEL MALE CHE PERCIO’ STESSO CONSUMA.

 

SQUASSANDO L’IMPERIO DI ABISSALI STREGHISMI MENTALI.

 

GLI OCCULTI CORPI DEL MALE SUBISCONO OLTRAGGI.

 

FISICISSIMI VOLTI INTERIORI MALIGNI : SUBISCONO IL VOLTO SOLARE.

 

E’ FOLGORE E TUONO.

 

METALLICO SGUARDO DEL TENUISSIMO ORO.

IDEA CHE CANCELLA CERTEZZE ABISSALI.

 

LA SUPERBIA SPIETATA DEI FOLLI : VACILLA.

 

DAI CIELI LAMPEGGIA L’AURORA DEL CANDIDO MANTO.

 

E’ IL VOLTO DEL FERREO LUCRORE DEI CIELI CHE SORGE DAL CUORE.

_________________________________

 

3/17998

ESSENZA FOLGORANTE E CUORE

 

OVE RIMBOMBA L’ALITO DEL DRAGO

FRA LE CAVERNE CARNEE DELLA CEREBRALITA’.

 

NEL FARFUGLIARE OTTUSO DI PAROLE

CHE VENGONO ESALATE DAGLI AUTOMATISMI FISICI

PRIVI DI RAGIONE E PRIVI DI BONTA’.

 

OVE NEL GELO E’ PERSA LA SPERANZA.

 

E DOVE LA FOLLIA  -INSISTENDO-  TROVA LA SUA RABBIA.

CEREBRALITA’

FALSO CALORE

E L’IMPRIMERSI CAOTICO DI INFERNI.

 

OLTRE TUTTO CIO’ SI INNALZA L’IMMATERIALITA’ SINTETICA D’IDEA.

 

LUCE DEL VOLERE CHE CONTEMPLA NEL CONCETTO.

E CHE NEGLI ALTI VERTICI

PER ATTIMI

RITROVA IL CUORE E L’AMPIO RESPIRO DEL CELESTE.

 

ED E’ FULGORE IMPREVISTO CHE DILAVA.

 

ATTO DEL LUCRORE CHE SPEZZA LE PAROLE CEREBRALI.

MENTRE GELIDO LIVORE DELLE CARNI  :  MUORE.

 

PER ATTIMI IL FERRO E’ INCONTRASTATO.

 

FERRO CELESTE DELLE ORIGINI DEL TUONO.

NELL’ORO DELL’ALTARE.

OVE NEL RITO DEL PENSARE L’ARCANGELO RIAPPARE.

 

AUREO SIGNORE DELLE FOLGORI E CALORE.

 

ESSENZA ESTREMA DELL’INCONCEPIBILE ATTUARSI DEL RITO NEL PENSARE.

_____________________________________________

 

4/17999

LUCE DI ARMONIA

 

LA CATTIVERIA ISTERICA SI NUTRE DI MENZOGNA.

ESTATICA COMMISTIONE FRA IL MENTIRE E L’ODIO.

 

STANNO SERRATI E STRETTI IMPLORANDO LA POTENZA.

TANTO OTTUSI DA POTER MENTIRE SENZA DUBITARE MAI.

 

CERTI DELLA MENZOGNA OTTENGONO POI LA FORZA DEL FURORE.

UNITI AL DEFORME IMPEGNO MARCIANO TRAVOLGENTI NEL TERREO STREPITARE.

 

ESSENZA ROCCIOSA DELL’INVERSO NUTRITA DAGLI INFERNI.

 

MA IL TRAVOLGENTE STREPITARE VIENE TOCCATO DALLA LUCE

CHE MENTRE LO CONTEMPLA NE VIVE LE RIBUTTANTI ESSENZE.

 

INFINE MISERICORDIA OTTIENE IL FOLGORARE.

 

OTTIENE LA PRESA FERREA SUL MALIGNO

E NE CONSUMA SPAZIO E POTERE ED INFLUENZA.

 

VOLTO DIVINO CANCELLA QUEL DEFORME ATTRITO.

 

GEME LA TERREA VESTE DEL BESTIALE.

 

QUEL GRIDO PERENNE DEL FURORE  :  TACE.

 

SORRIDE FRA LE ARMONIE L’AUREO IMPRIMERSI DEL VERO.

 

L’IDEA PERCORRE NELL’IMMATERIALITA’ I SENTIERI DELLA FOLGORE.

 

ORO TRAVOLGE LO SCORRERE DEL TEMPO

E GIUNGE A SANARE LA’ OVE FU FERITO.

 

LUCE DI VERITA’ SI IMPONE SUL MENTIRE.

MENTRE LA TERREA RABBIA GIACE LACERATA.

 

ATTO DELLA SCULTOREA ESSENZA NELLA FORMA IN CUI SI DELINEA IL SOLE.

E’ FOLGORE ED E’ AMORE.

_____________________________

 

5/18000

ORO SOLARE

 

NELLA CARNE E NEL LIVORE ROTOLANO NEL FANGO LE ENERGIE.

CONVINTE DAL MENTIRE EMANANO L’INFORME DECRETARE.

 

SANCISCONO L’UMANO DECADERE.

IL PERDERE L’ETERICO.

 

L’INCREDULITA’ E L’ASSURDO FONDATO SUL BANALE.

 

L’OSCURITA’ DEI CORPI CANCELLA L’INTUIRE.

PROSAICITA’ E PLAUSIBILE SI ACCORDANO NEL GELO COI PIANI DELLA RABBIA.

 

IL CARNEO SI AVVINGHIA ALL’OSCURARE

E ASSIEME PREPARANO GLI INFERNI.

 

MA L’ASSOLUTO E’ INCONCEPIBILE AI DORMIENTI.

E PERTANTO NON PUO’ ESSERE OSCURATO.

 

QUANDO LA VOLONTA’ IN IDEA SI IMMETTE NELL’UNIRE

OTTIENE L’IMPOSSIBILE ACCENSIONE FRA GLI UMANI.

 

IMPREVEDIBILE E INCONCEPITA SOVRUMANITA’ OPERANTE : ACCADE.

 

L’UMANO -PERMANENDO TALE- SUPERA CONFINI CHE NON POTEVA PREVEDERE.

E UNISCE LA QUALITA’ DEL SUO IMPEGNO INUSITATO

A NUOVI DISEGNI CHE INONDANO IL REALE.

 

AVVAMPA DI MERAVIGLIA L’ATTO CHE SI SCAGLIA CONTRO ESSENZE OSTACOLANTI CHE NON SI SAPEVA DI POTER PENSARE.

 

E FOLGORE SI IMPRIME  OVE SOCCORRE IL FATO.

 

SOVRUMANITA’ SI AFFACCIA FRA I DESTINI CONSACRATI.

 

ORO SOLARE IMMESSO NELL’UMANO.

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