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Non c’è nessun errore nel “desiderare di realizzare lo Spirituale”. Magari l’essere umano ne fosse capace!
Come più volte ci indicò Massimo Scaligero, si tratta di dare al desiderio un oggetto divino: solo il Divino, l’Assoluto, è degno di essere desiderato. E aggiungeva, che il sentire sbaglia sempre quando non sente il Divino.
Realisticamente, dobbiamo essere coscienti che a sentire il Divino, a desiderare di realizzare lo Spirito, l’anima deve essere educata. Anzi: “rieducata” attraverso una vera e propria fisioterapia dell’anima.
Perché il lungo servaggio nella prigionia corporea l’ha resa largamente inerte e sorda al richiamo dello Spirito, del Divino.
Altrimenti sarebbe semplice: conoscere intellettualmente la verità, sarebbe al tempo stesso realizzarla. Il che non è, perché proprio a causa del servaggio dell’anima, il pensiero intellettuale è morto pensiero riflesso. E senza una fervida ed energica disciplina della Concentrazione il pensiero non esce dal suo stato di morte, e l’anima dal suo paralizzante servaggio.
È la Concentrazione che educa l’anima a sentire il Divino, a desiderare di realizzare lo Spirito.
Non vi è altra Via. La Via del Pensiero è la Via vera: l’unica. La Via Regia!
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