ISIDE SOPHIA – Ottava Lettera (Parte I)

Denderah

OTTAVA LETTERA

Novembre 1944

LA NATURA DEL MONDO PLANETARIO

Sino ad ora abbiamo tentato di creare una conoscenza dello Zodiaco. In questo e nei prossimi numeri sarà nostro compito porre le fondamenta per una comprensione del mondo planetario.

Il mondo delle Stelle Fisse che circonda il nostro sistema solare è concentrato nel circolo dello Zodiaco. Ci sono molte Costellazioni al di fuori dello Zodiaco delle Stelle Fisse, ma tutti questi gruppi di Stelle sono in qualche modo profondamente collegati alle dodici Costellazioni dello Zodiaco. Troviamo, per esempio, al di sopra delle Costellazioni di Ariete e dei Pesci quelle di Perseo, di Andromeda, Cepheus, Cassiopea e molte altre. Se penetriamo più profondamente nel retroscena spirituale dei miti collegati con queste Costellazioni, troviamo un’espressione degli stessi fatti che appaiono nelle Costellazioni di Ariete, dei Pesci ecc. Se passiamo attraverso lo Zodiaco e guardiamo le Costellazioni al di sopra e al di sotto delle immagini familiari di Toro, dei Gemelli e del Cancro, troviamo in esse una sorta di “commentario” cosmico del dodecuplo Zodiaco.

perseo

Così il mondo delle Stelle Fisse è rappresentato dalle dodici Costellazioni dello Zodiaco. La dodecuplicità è la manifestazione dello spazio. Ivi troviamo i fatti che portarono alla creazione del nostro Universo, che esiste nello spazio, ed anche l’immagine Archetipica della forma umana che sulla Terra manifesta se stessa nello spazio.

Nelle Lettere precedenti abbiamo descritto la creazione di questo Universo nello spazio come l’evoluzione dell’Antico Saturno. Non abbiamo ancora descritto quegli stadi di evoluzione nei quali questo Universo, estendentesi nello spazio, venne compenetrato dalle forze della vita e della coscienza. Ciò rimane da fare nei prossimi numeri. Abbiamo stabilito una prospettiva nella creazione del nostro Universo da un punto di vista dello spazio, ed abbiamo collegato questo col dodecuplo Zodiaco. Entriamo in un mondo abbastanza diverso se guardiamo l’Universo planetario. Qui siamo posti di fronte ad una settuplice relazione. Nei tempi antichi gli esseri umani contavano cinque Pianeti in aggiunta al Sole e alla Luna. Questo era il mondo planetario che poteva essere percepito ad occhio nudo. Oggi non sembra esser più settuplice, poiché abbiamo scoperto qualche Pianeta in più – Urano, Nettuno e Plutone – con l’aiuto del moderno telescopio. Potrà accadere in futuro, con telescopi ancora più potenti e forti, che molti più Pianeti verranno scoperti appartenere al nostro Universo. Inoltre, dobbiamo tener bene in mente che tutti questi Pianeti, che vennero trovati con l’aiuto del telescopio, sono al di là del regno dell’Universo umano, poiché essi non possono essere visti dall’organismo umano senza aiuto. Essi possono essere visti unicamente mediante strumenti, attraverso un meccanismo – il telescopio – il quale in quanto macchina è “al di là” della natura umana e appartiene ad un mondo diverso. Poiché qui stiamo parlando della relazione tra l’essere umano e le Stelle, dobbiamo limitare la nostra prospettiva strettamente alle limitazioni dell’organismo umano non aiutato da strumenti.

Ciò non ci vieta lo studio di quei Pianeti novellamente scoperti, ma per una conoscenza di tal genere dovremmo entrare nel mondo del Superumano. In numeri successivi possiamo avere un’opportunità di far ciò, ma per adesso dobbiamo tenerci entro i limiti del regno umano.

Troviamo un settuplice mondo planetario in rapporto con l’essere umano. Per i sensi umani normalmente sviluppati, senza mezzi artificiali, sono accostabili sette corpi celesti entro il nostro Universo solare: Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio e, accanto ad essi, i corpi del Sole e della Luna.

Ogni cosa che nell’Universo appare in rapporto col numero sette è un’immagine del tempo. Movimento entro il tempo è evoluzione, che è dire creazione in stadi o intervalli. Quando abbiamo dovuto descrivere l’evoluzione dell’Antico Saturno, siamo stati forzati ad esporla in un settuplice aspetto (i sette cicli dell’Antico Saturno), perché ciò che fu creato poteva esser dato unicamente “nel tempo”. Tuttavia, l’essenza di questa evoluzione, l’immagine Archetipica della forma umana, appare nello “spazio”, nel dodecuplo Zodiaco.

La settuplicità, in quanto immagine del tempo, è altresì manifesta nei sette giorni della settimana. Essi sono una immaginazione dell’intera evoluzione universale, non solo dell’Antico Saturno, ma anche degli stadi passati e futuri.

Perché la settuplicità è un’immagine del tempo? Il fatto che la dodecuplicità, che è rappresentata dallo Zodiaco, è collegata con lo spazio può essere compreso da un punto di vista geometrico, giacché il cerchio è la forma che è giunta a riposo ed ha potenzialmente le altre forme geometriche dello spazio bidimensionale dentro di sé.

Dobbiamo trovare la legge fondamentale della settuplicità. Una volta che l’abbiamo trovata, abbiamo una base per una comprensione della sequenza interiore dei sette gradini. Se, per esempio guardiamo qualcosa che esiste nell’ambiente circostante, troviamo che esso ha un passato ed anche un futuro. Tra passato e futuro esiste il momento presente. Se guardiamo i fiori sulla nostra tavola, sappiamo che essi crescevano nel passato e che deperiranno o appassiranno, ma tra questi due stadi essi sono qui nel tempo presente. Così essi esistono non solo nello spazio ma anche nel tempo.

Nella misura in cui gli oggetti esistono nel tempo, possiamo osservare tre gradini: passato, presente e futuro. Questi tre gradini non sono altro che una settuplicità semplificata. Troviamo che i primi tre gradini sono sempre delineati insieme in quello che chiamiamo “il passato”. Qualsiasi cosa che appartenga al passato in realtà porta sempre il segno di tre stadi di sviluppo. Se le nostre osservazioni sono fatte in maniera completa, troviamo ciò ovunque come legge fondamentale. Anche ciò che chiamiamo futuro rivela se stesso come una triplicità. In mezzo a questi due, passato e futuro, sta il presente come singolo momento nel tempo. Così l’evoluzione o lo sviluppo nel tempo rivela se stesso come una settuplicità.

Inoltre, se le nostre osservazioni sono fatte in modo ancor più esatto e accurato, troviamo che i tre gradini su entrambi i lati dei piatti della bilancia di passato e futuro hanno una relazione interna l’uno con l’altro. Così il primo gradino del passato appare esser collegato con l’ultimo sul lato del futuro. Il primo stadio della settuplice sequenza di qualsiasi evoluzione è in relazione col settimo stadio, il secondo col sesto, il terzo col quinto, e in mezzo sta il quarto che, in quanto presente, collega il passato col futuro.

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Se proviamo a realizzare ciò come immaginazione, cominciamo a formare una figura simile al “settuplice candelabro” del Vecchio Testamento, e realizziamo che il candelabro a sette bracci che stava sull’altare del Tabernacolo era un’immagine di ciò che il popolo ebraico doveva sviluppare nel tempo. Mosè, il fondatore della nazione ebraica, conosceva questo compito. Gli ebrei dovevano creare un corpo capace di servire come vero recipiente per l’Essere del Christo che discendeva. Ciò poteva essere compiuto soltanto nel corso del tempo. Perciò Mosè creò l’immagine del tempo nel settuplice candelabro come una luce confortante sul lungo e faticoso sentiero del suo popolo.

Se oggi realizzassimo questa legge fondamentale del tempo, allora la nostra vita culturale e personale potrebbe essere meno caotica e disturbata. In molte circostanze fuggiamo da ricerche spirituali con la scusa che “non abbiamo tempo” o, se abbiamo un impulso, spessissimo diventiamo impazienti e vogliamo realizzarlo all’istante. Non possiamo riconoscere che dal tempo del suo concepimento sino alla sua realizzazione esso deve svilupparsi gradino per gradino fino a che si sia evoluto a compimento; altrimenti, questo seme può essere rovinato da una nascita prematura. Talvolta dimentichiamo che possiamo dover aspettare sette anni, oppure tre volte sette anni, o anche un intervallo di tempo più lungo fino a che i nostri impulsi e le nostre idee possano essere realizzati.

Dobbiamo imparare nuovamente le leggi segrete del tempo al fine di divenir più sani nella nostra vita animica e persino nella vita del nostro corpo. La settuplicità è la legge fondamentale del tempo, ma ci sono altri misteri del tempo dei quali non possiamo ora parlare.

Questa legge può esser trovata ovunque nel nostro Universo, ma essa rivela l’essenza del suo interno ritmo dinamico nella vita di un essere umano. Se guardiamo nella vita di un essere umano adulto, possiamo distinguere pure tra il passato, il presente e il futuro di lui o di lei. Il passato di ognuno di noi è la nostra Gioventù che include fanciullezza, infanzia e persino la vita embrionale. Più risaliamo indietro nel passato più troviamo una forma di dipendenza dalle Potenze protettive che ci circondano. Non siamo ancora signori di noi stessi; altri esseri devono aver cura di noi. Comunque, procedendo nella vita diventiamo gradualmente indipendenti. Qualsiasi età abbiamo raggiunto attualmente, troviamo che abbiamo, in una certa misura, liberato noi stessi da qualche potenza protettrice. Il bambino neonato è stato separato dal corpo della madre. In seguito noi, come persone pienamente adulte, separiamo noi stessi da molti altri rapporti. Quale che possa essere il “presente” di una vita umana, esso è sempre la manifestazione di un singolo essere che ha liberato se stesso da una precedente condizione di esistenza. Questo singolo essere, essendo divenuto indipendente da precedenti condizioni, è il potere determinante nel suo proprio terzo gradino d’evoluzione: il futuro. Nella misura in cui il singolo essere è divenuto indipendente nel suo “presente”, egli sarà capace di manifestare se stesso nel futuro come singolo essere di contro al retroscena delle condizioni dalle quali egli ha emancipato se stesso. Così, la vita umana rivela tre gradini di evoluzione nel tempo:

Passato: dipendenza da molte altre condizioni ed esseri.

Presente: emancipazione e indipendenza.

Futuro: manifestazione e attività come singolo essere individuale.

 

(Continua)

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2 pensieri su “ISIDE SOPHIA – Ottava Lettera (Parte I)

  1. Sì, è un gran bel libro. Scritto con la semplicità dei grandi.
    Per quanto sia aria il mio parere, grazie Daniel per il lavoro che stai portando avanti 🙂

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