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Adesso vediamo di affrontare la domanda più delicata:
“Caro Massimo, hai detto in un tuo libro…” (… nel Kamaloka tutti i libri che ho scritto mi perseguiteranno…) “… hai detto in un tuo libro che l’amore non corrisposto non è amore” (lo confermo…). “Sento in profondità che questo è vero”, (Ooh! Menomale!) “Ma ti chiedo, qual è la maniera più giusta per vivere un sentimento d’amore quando l’altro non corrisponde ?”
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Potrei anche finire qui e dire: “Tanto avete risposto tutti”. Perché tutti sapete di che si tratta, però non me la voglio cavare così quindi…
E… guardate, qui faccio rispondere Dante: – Amor, c’ha nullo amato amar perdona -. E mi ricordo quando lo studiammo, allora gli studenti erano un pochino più calmi e più fraterni tra loro, non si scannavano tra loro; studenti di destra e di sinistra erano fratelli, c’era la Corda Fratres che era un’associazione di studenti che riuniva tutti gli studenti, ed era un luogo in cui si facevano discussioni filosofiche, valle a fare adesso…
E mi ricordo che ci fu una discussione che durò dei mesi su questa storia – Amor c’ ha nullo amato amar perdona – perchè diversi commentatori … non sono d’accordo, però l’interpretazione dei migliori è proprio questa, che: “non permette di non riamare”, quindi implica che sia riamato se veramente c’era amore, quindi qui però non è che sfuggiamo adesso col verso di Dante.
La realtà è questa, che se uno ama veramente l’altro, e l’ama in maniera assoluta, deve amarlo come è, anche non riamante, lo deve lasciare libero.
Perché sennò ritorniamo a quella situazione per cui uno dice: Bisogna essere tolleranti”, “Tu devi essere tollerante !” E già sei intollerante…
Quindi se un essere veramente è animato da un amore immenso verso una creatura che non risponde, e magari gli farà un saluto alla lontana, ebbene: si eserciti in questo amore e sappia che proprio per amore non deve chiedere più di quello che l’altro gli dà, non deve forzarlo sennò rovina tutto.
Non ci sono forzamenti. Certo ci può essere il forzamento di acchiapparla e fare una seduzione ma… quello non risolve niente, lo sa benissimo… l’uomo…e dopo la donna ah… subisce la cosa lì per lì perche’… poi … non te la perdona più, ma certe non la perdo… certe… (tutti ridono)
Comunque non è quella la via. Guardate, un essere che si trovi in queste condizioni, e questo…non posso parlare perchè non è nemmeno firmata, però la calligrafia la conosco… ( tutti ridono )
Che … un’essere che abbia questo amore deve essere felice di averlo, perchè questo amore veramente santifica la vita, che ti importa se quello non risponde?
L’interessante è che tu lo ami. Quindi il volere che l’altro riami è già una forma di egoismo, non bisogna forzare questo, bisogna veramente essere quieti, non rassegnati ma … capaci di accettazione di quello che è, felicità dell’accettazione di ciò che è, e quindi non pretendere nulla oltre quello che l’altro liberamente può dare, e non esercitare seduzioni, persuasioni, eccetera…. perché tutto questo significa rovinare questo che qui si presenta come un grande amore.
Allora possiamo aggiungere: se veramente l’amore raggiunge questa impersonalità, questa potenza di dedizione, è impossibile che l’altro non ami; ci saranno degli ostacoli, dei limiti… e lì però bisogna fare i conti col Karma, perché il Karma é molto importante, ci sono delle linee che… però quando c’è questa dedizione si può dire che lo spirito dell’uomo opera in una zona in cui il Karma viene dominato da forze nuove, da forze dell’Arcangelo del Tempo, per cui anche l’amore più impossibile, se vissuto nella sfera del Graal, si realizza: soltanto, bisogna arrivare a quel grado, e poi a quel grado cambiano le prospettive.
E qui mi trovo altre, molte altre domande, speriamo di non essere atteso fuori da coloro a cui non ho risposto che mi chiedono conto. Comunque… molte domande, molto onore (tutti ridono).


“ebbene si eserciti in questo amore”
come si fa?