L’AMORE DI CUI SI ALIMENTA IL REGNO DEI CIELI (di M. Scaligero)

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L’uomo è un dio caduto e al tempo stesso un dio che risorge dalla caduta. Il luogo della caduta è l’“umano” a cui tutti sono bramosamente legati.

Dall’uomo che risorge mediante le forze pure della conoscenza, emana l’amore di cui si alimenta il Regno dei Cieli.
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È il nutrimento che sempre nell’umano è derubato o sottratto da Lucifero, perché Lucifero vuole nutrirsi del sentire umano, onde ogni sentimento umano è un inganno, un’ipocrisia, una gioia che per purificarsi deve ogni volta divenire dolore.
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Chi non conosce questo soffrire per ritrovare ciò che negli istanti piú veri dell’anima ha aperto il varco alla beatitudine vera, non può conoscere l’alimento sacro del Graal.
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Non v’è amore, se non v’è alimento del Graal. L’amore è l’interna identità di due esseri come essenza, o germe, della vita risorgente dalla morte del cosmo. Perché il cosmo è morto: tutto ciò che riluce nel firmamento può rilucere perché è minerale, perciò riflette la luce, non è la luce.
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Ma l’uomo impara a conoscere la luce nella sfera in cui la vita dello spirito è eliminata. Da questa luce di Lucifero egli tende alla sorgente della Luce. L’Amore è questa sorgente, ma per giungervi occorre ogni volta vincere il custode della luce riflessa: Lucifero.
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Gli Dei, le Gerarchie, sono tessuti d’Amore Divino, ma non sanno che cosa sia l’Amore, perché essi lo sono. È l’uomo che da “fuori” di essi deve irradiare verso essi l’amore, perché essi lo sperimentino come dono di un essere “libero”: libero di non amare, dapprima. Essi non conoscono l’Amore perché sono fatti di Amore, sono dalla loro stessa natura costretti ad amare. Per loro la Beatitudine Divina è l’alimento naturale: se ne nutrono, ma è l’essenza loro propria. L’uomo può conoscerla..

La Forza-Cristo è la sola che può unire la coppia umana, la sola che può dare l’identità una a due esseri che si amano, perché è la forza che inizia la ricostituzione della coppia superumana, per la redenzione dell’umano dall’impulso dell’antico peccato.

Massimo Scaligero

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(Massimo Scaligero-Dicembre 1968)
Per gentile concessione de L’ Archetipo

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