
(Map of lost Lemuria – 1876)
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La conoscenza del rapporto tra le forze luciferiche e quelle arimaniche non è semplice da penetrare. Per vari motivi. Secondo la storia del divenire cosmico dell’uomo, l’azione delle potenze luciferiche sull’essere umano è molto più antica di quella arimanica, essendo iniziata già nella remota epoca lemurica, mentre quella arimanica iniziò ad operare nella tarda epoca atlantica. Ma ancora nell’antichissima epoca paleoindiana, su un tipo umano che vedeva l’apparire fisico del mondo come una “maya” illusoria operante sui sensi, della quale era necessario liberarsi, l’azione arimanica era pressoché inesistente. Troppo forte, addirittura struggente, era la nostalgia dell’antico indiano per la perduta patria spirituale dalla quale si sentiva esiliato, perché l’impulso materializzante dell’Oscuro Signore potesse operare efficacemente. Solo nelle epoche successive un tale impulso è andato – con molta gradualità – affermandosi nel corso dei millenni, sino a cancellare in una parte dell’umanità ogni percezione spirtuale, anche elementare, e a recludere ed irrigidire l’essere umano nella prigione-tomba, come nell’Ellade veniva chiamata da Orfici, Pitagorici e Platonici, corporea.
Via via che l’impulso del Principe dell’Oscuro Pensiero – di Angra Mainyush, o Ahriman, come lo chiamava Zarathustra – si è andato affermando, si è andata pure saldando una sorta di nefanda “collaborazione” tra i due Ostacolatori: tra Lucifero e Arimane. Ma ambedue, in realtà, operano sia nella corrente abelita che in quella cainitainvolute e degenerate. Mentre – come scrive più volte Massimo Scaligero – còmpito dell’uomo è quello di scompaginare l’alleanza tra i due Ostacolatori, rendere operante l’inimicizia tra loro, ed usare l’uno contro l’altro.
L’alleanza tra i due Oppositori è esiziale per l’uomo, mentre la loro reciproca inimicizia è, invece, salvifica per lui. Massimo Scaligero in Dallo Yoga alla Rosacroce, Perseo, 1972 – consiglierei di leggere l’edizione originale, non quella arbitrariamente manomessa e malamente “ortopedizzata”, edita successivamente da una casa editrice romana – nel capitolo Deità Ostacolatrici, descrive bene il giuoco dei due Ostacolatori, e come scompaginarlo, rendendo operante e fruttuosa tale inimicizia.
E’ corretto affermare che l’Eloha Jahve-Jehova sia all’origine dell’impulso abelita, ma oggi tale entità opera ancora nella corrente decadente, involuta, regrediente, di tale impulso, e la sua azione viene compromessa dall’intromissione dei due Ostacolatori.
La redenzione dell’impulso abelita, e delle stesse forze luciferiche, avviene nella Via Rosicruciana attraverso l’opera di redenzione del pensiero, di resurrezione del pensare dalla prigione-tomba somatica nella quale oggi esso è recluso. Ed è ancor più giusto e corretto affermare che il Logos, operante nell’Io e nell’anima cosciente dell’uomo separa ed equilibra le due Potenze Ostacolatrici, e le pone al servizio del Divino.
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