L’ARCHETIPO – DICEMBRE 2014

In questo numero

Variazioni
A.A. Fierro Variazione scaligeriana N° 70

Socialità
L.I. Elliot La carne facile

Il racconto
J. e J. Tharaud L’ultima visitatrice

AcCORdo
M. Scaligero Il senso meraviglioso del sacrificio

Il vostro spazio
Autori Vari Liriche e arti figurative

Esercizi
F. Giovi L’animuccia e la concentrazione

Antroposofia
R. Steiner La festa dell’Apparizione del Cristo

Considerazioni
A. Lombroni Natale – Consigli per gli acquisti

Pubblicazioni
J. von Halle Il Padre nostro
V. Bianchi, A. di Furia Un nuovo mondo a portata di mano

Esoterismo
M. Iannarelli La missione occulta dell’anima di popolo italiano

Spiritualità 
R. Steiner Il compito del Movimento della Scienza dello Spirito

Inviato speciale
A. di Furia Torture da suini gonzi Tarzan

La conferenza
A. Lombroni Voci dello Spirito

Costume
Il cronista Artissima 2014 – Shit and die

Redazione
La posta dei lettori

Poesia
F. Di Lieto Betlemme

Arretrati

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1 commento su “L’ARCHETIPO – DICEMBRE 2014”

  1. Hugo de Paganis

    L’amico Franco Giovi, a quanto vedo, ha pubblicato, sulla rivista “L’Archetipo” della nostra cara Marina, un articolo al fulmicotone. La lettura delle pagine dell’articolo daranno la sveglia a molte anime belle cullantisi nei dolci sogni del misticismo sentimentale, o nelle divagazioni di un attivismo esteriore, e inviteranno coloro che vogliono consacrarsi ad una pratica intensa della Concentrazione ad un impegno volitivo estremo. Perché è estrema la situazione nella quale si trovano oggi l’uomo singolo e, di conseguenza, la società umana, l’intera umanità.
    Vogliamo perdere altro tempo nei narcotici che anestetizzano la percezione dolorosa del vuoto e dell’angoscia esistenziale? Ma quella dolorosa percezione, quella disperazione che sorge nell’anima di fronte al vuoto e alla non significanza di una vita senza lo Spirito, sono il massimo aiuto che l’uomo possa ricevere in momenti di estremo pericolo, come nel presente tempo! Un tale narcotico sentimentale è il massimo tradimento che si possa operare nei confronti dell’uomo, perché ne falsa la visione della situazione, e ne fiacca, ne sfrangia, ne spezza la tensione volitiva. Così come le divagazioni attivistiche, per un altro verso, disperdono quelle forze della volontà che dovrebbero diventare consacrazione alla disciplina interiore, dedizione assoluta alla Via del Pensiero, travolgenza interiore nella Concentrazione e nella Meditazione.

    L’articolo di Franco Giovi ha il merito di togliere ogni illusione alle anime belle, che sognano una “via dell’anima” facile, comoda, e soprattutto consolante. Nell’articolo di Giovi la visione realistica non viene affatto “edulcorata” e resa “piacevole”, bensì offerta in maniera brutalmente inattenuata, onde i sognanti e gli accidiosi non s’illudano, semmai si sveglino, e mettano in esercizio la più energica volontà . Come negli Antichi Patriarchi della energica Scuola Chan, la “Mahakaruna”, ossia l’Illimitata Compassione, è basata sulla “Mahaprajna”, ovvero sulla Sapienza Trascendente, e non sulla sentimentalità, tant’è che una tale così poco sentimentale compassione si manifestava sovente – quasi sempre – nel metodo illuminante “dell’urlo e del bastone” come in Lin-tsi e in quello delle “scarpate e delle zoccolate sulla testa” di Ju-tsing, l’energico Maestro cinese di Dogen Zenji, il fondatore del Soto Zen in Giappone.

    La Via dei Nuovi tempi, la regia Via del Pensiero Vivente, non può esigere dal discepolo minore slancio, dedizione più episodica, tensione più attenuata e sfrangiata, rispetto a quella eroica che le antiche Vie d’Oriente e d’Occidente imperiosamente richiedevano a chi si consacrava allo Spirito. Semmai, oggi, la tragicità dei tempi esige una tensione, un’abnegazione, una consacrazione, se possibile, ancora più radicali che non in antico. E’ richiesta una eroicità interiore nella pratica della Concentrazione e nella Meditazione, e non le svenevolezze del misticismo sentimentale o le dispersioni attivistiche esteriori.
    Prendiamo dunque spunto dalla sollecitazione, presente nelle parole di Franco Giovi, per scuoterci dall’accidiosa inerzia, e riaccendere il fuoco della volontà: volontà nel pensare, volontà nella pratica della Concentrazione, nella meditazione rituale delle opere nelle quali ci viene donata la Via del pensiero.

    Visitare L’Archetipo, numero di dicembre 2014

    Hugo, che se su Eco non lo trovi,
    vuol dire che è andato a pappare,
    dopo aver letto Franco Giovi

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