LA LUCE

luce

Dopo il solstizio d’ inverno la luce del giorno, lenta e sicura, riprende a salire.

Ma che cos’è, o chi è in realtà la luce che illumina il mondo intorno a noi?

Qual’è la natura di quella cosa invisibile chiamata luce, la cui presenza ci fa vedere ogni cosa, tranne se stessa? Per quanto possa sembrare impossibile, la luce è invisibile!

Esperimenti scientifici hanno dimostrato che la luce diventa visibile solo quando illumina un oggetto.

L’occhio umano vede sempre soltanto cose, soltanto oggetti, non lei….la luce.

In un’ intervista, l’astronauta del progetto Apollo, Russell Schweickart, raccontò che durante il suo viaggio nello spazio, nonostante fosse difficile mantenere fuori dal campo visivo il veicolo spaziale o altri oggetti che, colpiti dalla luce, diventavano estremamente luminosi, se riusciva a farlo, allora si vedevano solo le profondità oscure dello spazio punteggiate dallo splendore di innumerevoli stelle. La luce del sole, sebbene presente in ogni luogo, non cadendo su nulla non era percepibile e quindi tutt’intorno c’era solo profonda oscurità.

Il fenomeno luce ha sempre affascinato l’essere umano. La sua natura e il suo significato sono stati oggetto di attenzione e venerazione per millenni da parte dell’uomo, ma essa ha conservato sempre il suo mistero.

E’ stata trattata scientificamente dai fisici, simbolicamente da mistici e filosofi, praticamente da artisti e tecnici: ognuno ha dato voce ad una parte della nostra esperienza collettiva della luce.

Molto prima di divenire oggetto di studi scientifici, la luce e le sorgenti di luce, furono venerate come divine, come immagini di divinità della natura.

Mitologie di tutte le civiltà sono ricche di racconti sul Sole, la Luna, le Stelle, il Fuoco, l’Arcobaleno e l’Aurora.

In questi miti si rispecchiavano le esperienze e le emozioni che l’anima umana viveva tramite le varie manifestazioni della luce. Epoche diverse e popoli differenti, sono stati attratti da uno o dall’altro dei numerosi suoi aspetti, e ognuno a suo modo, ha tentato di interpretarli e raccontarli.

La storia della luce “esterna” all’essere umano, nel tempo, si è delineata prima dolcemente nell’antica mitologia, poi i moderni studi scientifici hanno tentato, con esperimenti sempre più complessi e sofisticati, di svelare, inutilmente, i suoi più intimi segreti.

Ma in che relazione sta l’uomo con questa luce e con il mondo da lei illuminato? Qual’è il ponte che unisce se stesso con il mondo esterno?

Deve trattarsi di un ponte a sua volta fatto di luce, perché solo la luce può cogliere la luce e questo ponte è il PENSARE!

L’uomo, che ne sia cosciente o no, vive tra due tipi di luce: la luce “esterna” e la “luce sua propria”.

Senza questa seconda luce che illumina e fluisce attraverso tutti i nostri sensi, lo splendore del mondo rimarrebbe muto davanti al nostro spirito indagatore.

L’occhio percepisce la luce perché è intessuto di luce, diceva Goethe. E l’organo umano per percepire la realtà del mondo è il pensare, perché il pensare è spirito umano nella sua attività.

Anche la luce del pensare viene percepita attraverso le percezioni, ma anch’essa rimane invisibile all’essere pensante. Egli la usa continuamente per illuminare le percezioni intorno a lui, ma dimentica di chiedersi cosa o chi essa sia. Solo quando questa luce inizia ad indagare se stessa l’uomo la può portare a coscienza.

Grandi pensatori si sono impegnati nella ricerca di una spiegazione scientifico-spirituale anche per questa luce interiore e ci si può accostare a loro nel tentativo di comprendere.

 

J. W. Goehe fu il primo ad iniziare un percorso di conoscenza nuovo. Il suo approccio richiedeva un cambiamento del metodo di osservazione, sia dei fenomeni naturali sia della mente che osservava.

Nel processo andavano a formarsi nuovi organi di percezione, atti a vedere gli aspetti essenziali dei fenomeni osservati, fino ad arrivare a percepire l’idea dentro la realtà, come fenomeno archetipico. Goethe, di fronte al fenomeno vegetale contemplato in maniera vivente, dal concetto di forma statica, salì al concetto di forma in movimento e in questo movimento trovò la Urpflanz o Pianta primordiale che comprendeva in sé tutte le piante e tutte le creava: questa fu l’ opera grande e centrale della sua ricerca scientifica in questo campo.

Rudolf Steiner con la “ Filosofia della libertà”, non partì nella sua ricerca con l’ indagare concetti o idee, ma iniziò dall’attività pensante. Non si fermò ad osservare gli oggetti illuminati dalla luce, ma la luce stessa: e la rese oggettiva e osservabile.

Analizzò e descrisse le sue leggi. La mise in stretta relazione all’Io dell’uomo, e restituì al pensatore la possibilità di percepire nuovamente lo spirituale, facoltà andata perduta nel corso dei millenni, attraverso un lavoro di pensiero cosciente e voluto, perché… “vivere nel pensare è già vivere nello spirito”. (Fil. d. Lib.)

Nell’uomo non dovrebbero esistere solo pensieri atti a riempire i vuoti involucri delle percezioni, ma un pensare che può potenziarsi fino a diventare la luce che illumina e “crea” la realtà del mondo.

Nel dare la possibilità all’essere umano di vivere coscientemente il mistero dell’atto conoscitivo, il dottor Steiner superò con un balzo la paralisi del pensare portata nel mondo da Kant con la sua “teoria della cosa in sé” irraggiungibile e inconoscibile, per ridare vita alla facoltà più importante dell’essere umano: il pensare!

Massimo Scaligero: il Maestro del pensare vivente!

Il suo “Trattato del pensiero vivente “ è un inno alla Luce spirituale e, nello stesso tempo,un accorato appello al risveglio dell’uomo.

I pensieri, nelle pagine del trattato, disegnano meravigliosi arabeschi dove la luce appare e scompare su tracciati volutamente disseminati di luci ed ombre, che confondono il viandante che in essi si è avventurato.

Il suo passo deve proseguire lento, parola dopo parola, frase dopo frase, ponendo grande attenzione per non perdere quel filo di luce che, se veramente lo vorrà, lo condurrà alla meta.

L’anima che vuole percorrere la via del labirinto senza perdersi, deve immettere una luce sempre più forte e più cosciente nel pensare che, tramite questo lavoro, si sveglia a se stesso, ritrova la vita e si riconosce per quello che è: perché questo è lo scopo del trattato di Scaligero!

Come in una palestra vengono fatti lunghi e faticosi esercizi per rinforzare i muscoli, così per potenziare il pensare servono analoghi sforzi nello spirito.

Finalmente, forse dopo anni di tentativi, può arrivare qualche risultato.

Può succedere che un giorno, improvvisamente, una pagina diventi luminosa….e si sa di aver trovato la chiave che svelerà, a poco a poco, tutte le altre pagine.

La Luce finalmente ha conosciuto se stessa!

Le due luci, quella esterna e quella interna all’uomo, ora si riconoscono come la stessa identica Luce: la Luce Logos!

15 pensieri su “LA LUCE

  1. Grazie a te Isidoro!
    Nel tuo ultimo post “Gettando sassolini…” anche tu hai scritto qualcosa sul “Trattato” di Scaligero e i tuoi pensieri corrono vicini ai miei…Sarà l’aria di gennaio a portare ispirazioni simili in anime, mi permetto di dire, affini..?

  2. Sarà l’aria di Gennaio a portare a cimentarsi ancora con quel libro … 🙂
    … quindi mi ha fatto piacere che i vostri due ultimi articoli lo citino …
    Ri-trovare il filo del ‘discorso’ … 🙂

    • “Grazie a Marzia!
      Che esiste veramente ”

      Perchè, Savitri, non ci credevi? Finora avevo visto mettere in dubbio l’esistenza dei marziani, ma l’esistenza di Marzia ancora no!

      I want to believe!

      Appuratane l’esistenza non mi resta che ringraziarla pure io

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