MARIE STEINER – 17 MARZO 1935 –

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E’ stato dato il bel incitamento a festeggiare in modo possibilmente simile, nei diversi gruppi della Società Antroposofica, il decimo anniversario della morte di Rudolf Steiner, per sperimentare in tal modo più profondamente la forza unificatrice della sua parola e della sua opera.

Una bella idea.

E colpisce come particolarmente tragico il fatto che questo evento coincide con l’estremo acuirsi dei conflitti sociali che inesorabilmente spingono verso una decisione.

Che la crisi della Società venga appunto a culminare in questi giorni, pone in misura tutta speciale davanti alla nostra anima il problema come una questione di coscienza.

E ciascuno di noi deve porsi la domanda: dov’è il nostro dovere?

Dobbiamo cercarlo in una comoda tolleranza che, per evitare la lotta e serbare di fronte al mondo l’apparenza della fratellanza, lascia correre le cose come vogliono, sacrificando così il voluto ideale di una spiritualità pura e cosciente e distruggendo a priori ogni tentativo nuovo di una Società che si dedichi su basi rigorosamente etiche allo studio della conoscenza dello Spirito?

Oppure sta nell’impegnare tutte le nostre forze affinché si adempia il massimo desiderio nutrito da Rudolf Steiner per il movimento da lui fondato, e cioè che di esso si possa dire: ha esistito una volta, dedita allo studio dell’indagine spirituale, una Società che non ha tollerato, là dov’esso voleva imporsi, un vano giocare all’esoterismo, ed ha impedito che nel proprio seno, si affermasse la volontà di dominio che su quello s’appoggia facilmente, aprendo le vie alla ciarlataneria.

In ciò sta il massimo pericolo per ogni società che si occupa dei risultati dell’indagine spirituale; poiché essa è sempre esposta ad essere invasa dai più svariati elementi; è un pericolo a cui soggiacque spesse volte nel corso dei tempi, e a cui si può sfuggire solo vigilando con la massima severità.

Da questo deriva la quasi naturale predisposizione del mondo, che occultismo e ciarlataneria vadano sempre uniti.

Infatti il mondo si occupa solamente dei ben noti personaggi, molto in vista che, spinti dall’ambizione, vogliono con questo mezzo, crearsi un nome e una posizione nel mondo, e che, di quando in quando, vengono sollevati in alto dai flutti della vita sociale e politica.

Oppure sente parlare di piccole esistenze oscure, che usano la loro medianità a scopo di lucro e quindi soggiacciono facilmente alla tentazione di ingannare.

Colui che nel campo dell’indagine spirituale è puro, grande e incorruttibile, viene, come ben si sa, crocifisso e abbruciato, e riconosciuto dopo secoli, da un’umanità che nel frattempo, per opera di lui, è stata innalzata di qualche gradino.

Quando un tale martire ha lasciato la terra, proseguono a coltivare il suo lavoro i gruppi di uomini radunatisi intorno a lui perché da lui potevano ricevere risposta ai problemi che li assillavano; ora, riconoscenti, essi vogliono trasmettere ad altri quell’opera che insegna le vie del progresso spirituale.

E quando l’opera è cresciuta, e già comincia ad essere rappresentativa nel mondo, si accostano di più in più anche coloro che vogliono trovare in essa un campo dove esercitare la loro volontà di dominio e raggiungere ciò che altrimenti non è facile trovare nel mondo, un podio per salire più rapidamente.

Il bisogno che essi hanno di farsi valere trova un ostacolo nelle forze più modeste e meno egoistiche, che in quel campo hanno dovuto faticosamente creare, ed ora gli ambiziosi cercano di spinger quelle da parte, per brillare loro.

E se hanno ingegno, lingua lunga, molta cocciutaggine, pochi riguardi per gli altri, vi riescono facilmente. Poiché in una Società consacrata a mete ideali, non si suppone, a tutta prima, che gli uomini che ne fanno parte possano volere il male: si è fiduciosi, fidenti.

E ciò fornisce il terreno propizio per molte male tendenze.

Quegli ambiziosi ingannano talmente sé stessi, possono essere così convinti di sé, che non riesce loro difficile convincere anche altri.

E molto si può raggiungere per mezzo di allusioni mistiche, quando si crede fermamente in sé stessi!

Ma il maestro al quale si aggrappano, che vede intorno a sé queste aspirazioni, questi sforzi, che deve dare un posto alle diverse facoltà, dice, se è un vero occultista: Come non apro il cassettone chiuso di un altro per scoprire cosa esso contenga, così non mi è lecito, come occultista, scrutare le pieghe segrete di un’anima, per indagare cosa possa giacervi nascosto. Già il pensiero, che dietro alle pretese buone intenzioni, si nasconda dell’altro, rafforza il male ancora nascosto nel subconscio.

Il pensiero di un occultista è una forza più vigorosa del pensiero astratto ordinario. Perciò esso si proibisce quel pensiero anche quando ha ragione di presentirlo, anche quando, per questa ragione, egli a tutta prima ha rifiutato rapporti più stretti con tale discepolo.

“L’occultista deve lasciarsi ingannare…” Anche queste sono parole che Rudolf Steiner ha pronunciato.

Tragiche parole, perché hanno conseguenze ineluttabili, e perché il Maestro prende su sé il Karma del discepolo. Sempre di nuovo vi furono dei casi in cui si vide questa tragicità estrinsecarsi in tutta la sua grandezza.

Quando nei discepoli si palesavano la vanità e l’ambizione unite a frascherie mistiche, come le ciance intorno alle incarnazioni passate, Rudolf Steiner soleva dire: In una Società vastamente diramata, cose siffatte non si potranno mai totalmente impedire: si potrà venirne a capo, purché non ne entri mai nulla nella Direzione: se questa resta immune, si riuscirà ugualmente a tenere alto il livello della Società.

E sotto la sua direzione il livello fu sempre possibile: si riconosceva come naturale e indiscutibile la sua autorità…a meno che, per vanità offesa non si fosse uscito dalla Società e divenuto nemico giurato.

Naturalmente, coloro che a bella posta si oppongono agli influssi del massimo bene, si aprono tanto più ai nascosti sentimenti di odio, e in loro il male si accumula in misura stupefacente, diventa più forte di loro, si agglomera, ed ha inoltre la pericolosa qualità di agire suggestivamente, con la sua forza demoniaca, sugli altri.

Così si spiegano molte cose, altrimenti inspiegabili, nei destini di una Società come la nostra, e nella sorte, davvero inconcepibilmente tragica, della generosa Guida dell’umanità.

Sul terreno di fatti così negativi, simili alle ombre che accompagnano la luce del sole sulla terra, germoglia poi tutto ciò di cui si impadronisce l’odio che esiste nel mondo circostante, per denigrare una Figura radiosa, per rimpicciolire il Grande. Coloro che hanno sperimentato come possa venir odiato in un uomo ciò che è spiritualmente eccelso, come ciò sia insopportabile alla meschinità circostante, riconoscono che il loro compito più grande è quello di salvare, non solo la purezza della sua immagine, ma anche quella della sua opera, conformemente al suo desiderio così chiaramente espresso a questo riguardo.

Perciò non devono sottrarsi alla lotta per salvare la purezza di quest’opera, anche se avrebbero prescelto di ritirarsi piuttosto loro stessi.

La lotta viene loro imposta a forza, e diventa allora un dovere; e col riconoscere questo dovere la necessità della lotta s’accresce, dovesse pur l’anima spezzarsi.

Ma forse, appunto per questo, verrà un giorno in cui si potrà dire: Ha esistito una volta una Società, che almeno ha cercato, con tutte le sue forze, di tenere lontano da sé ciò che sempre di nuovo ha abbassato e indebolito altre Società del genere.

Forse che il franco guardare in faccia i propri errori può far progredire tutta una Società di quanto occorre, affinché le manchevolezze solite di tali Società non si ripetano in eterno.

Forse che solo per questa via è possibile la formazione di una coscienza fondata sull’Io, in interi gruppi umani. Poiché, ove non vi fosse la lotta per riconoscere gli errori che si insinuano in unioni più numerose di uomini, non vi sarebbe nemmeno una possibilità di sviluppo per gruppi umani, né superamento cosciente dei relativi e purtroppo sintomatici fenomeni negativi, né ascesa a più alti gradi di comunità; e l’umanità, non solo si consoliderebbe nel materialismo e vi affonderebbe, ma cadrebbe in preda alle demonìe.

Oh, ben si sa, in quel regno, perché le cose ci vengano rese così difficili: essi vogliono che la Terra appartenga a loro, e combattono per assoggettarsi i poveri uomini.

Quanto poco il Dottor Steiner si sia sottratto alla lotta contro sempre rinnovati assalti, appare da molti e molti dei suoi discorsi, e da molte introduzioni e chiuse dei suoi cicli di Conferenze. Citiamo ad esempio le parole con cui conclude le sue conferenze all’Aja (1913), il primo ciclo dopo la separazione dalla Società Teosofica. Esso è uscito ora in forma di libro, col titolo scelto allora da Rudolf Steiner: ”Quale importanza ha l’evoluzione occulta dell’uomo per i suoi involucri e per il suo Sé”. Nelle sue parole d’addio, egli vi parla della liberazione da ciò “che, in un certo modo, ci ha pure imposto dei ceppi, ceppi che, se vogliamo veramente progredire secondo le esigenze dell’evoluzione spirituale umana, ci sarebbero diventati, di giorno in giorno, più insopportabili…vennero interrotte forme di pensiero che hanno prodotto un certo influsso ostacolatore…E’ per noi una liberazione: pensieri che prima ci ostacolavano, devono ora come esulare dalle nostre file, veramente esulare…pensieri che prima operavano, non voglio dire come, in seno al nostro lavoro”.

Quindi egli continua: “Molte cose dovranno venir comprese, poiché il modo come, per es. si sono comportati i nostri avversari in Germania, e che ci ha portato alla necessaria difesa, ha mostrato ovunque, in ogni punto, il contrario di ciò che deve essere il modo di lavorare di un vero movimento occulto, ha cioè mostrato ad ogni proposito, una smania di tiranneggiare, rivestita di obbiettive menzogne. Un vero occultista non può che arrivare a non voler avere nulla da fare con coloro dei quali sa che non possono essere dei suoi. E cioè a non volerli avere nelle sue file. Questo è l’unico principio che può regnare in un movimento occulto: lavoro positivo e diritto di non occuparsi di coloro che lavorano su un altro terreno…Questa è stata l’unica pretesa che sia stata sollevata nelle nostre file. E chi esamina la cosa, potrà appunto vedere realizzato nelle nostre file questo sacro, antichissimo criterio di una vera comprensione dell’occultismo. Era infatti derisoria, per un vero occultista, la pretesa che la Sezione tedesca dovesse accogliere ognuno che volesse appartenervi per opinione propria e non secondo la valutazione della Sezione stessa. Ciò che allora chiedevano a noi i nostri avversari, e a cagione di che ci hanno scagliato contro ogni sorta di menzogne, equivaleva al fatto che gli uomini non dovessero camminare sulle gambe, ma sulla testa. Solo che al tempo nostro non si perseguono le cose fino alle loro ultime conseguenze”.

Ciò contro cui il Dottor Steiner ebbe a lottare è mostrato anche dal passo seguente: “Si è già arrivati al punto che in uno degli ultimi “Bollettini” si è dovuto dire che uno dei rappresentanti del sistema Besant in Germania ha detto persino che egli non comprendeva come mai quel singolare ragazzo (s’intende il giovane Krishnamurti) avesse potuto passare per una evoluzione come quella che si diceva avesse passato. Poiché, scrive quel signore, Annie Besant fa pompa di lui come futuro Cristo. Ma chi ha letto le non so quante incarnazioni di quel singolare ragazzo, saprà bene che Annie Besant non intende parlare di lui come fosse il Cristo dei Vangeli; essa dice solamente (dice quel signore) all’umanità europea, che colui che essa non ritiene essere il Cristo, è il Cristo.

Orbene, io credo che se è possibile che qualcuno stenda sulla carta simili cose, è già una prova sufficiente di fatti che non vogliamo più oltre caratterizzare.

Dunque, quanto avvenuto può veramente significare una liberazione. Voi pure lo avete sentito in questo ciclo che è stato per me, in certo senso, molto serio e solenne, perché è stato il primo ciclo del nostro nuovo Lavoro, nel nostro nuovo produrre. E in verità, solo il sentimento del dovere di questo nuovo produrre, ci ha dato la possibilità di sopportare con una certa equanimità tutto ciò che ci si è accostato in modi importuni, disgustosi e sfrontati.

Fate dunque sì, miei cari amici, voi tutti che avete potuto parteciparvi, che questo ciclo venga sentito nei nostri cuori come una certa inaugurazione di un nuovo periodo di lavoro.

Così vi ho salutati al principio, e così penso, siamo stati uniti in questo tempo in una intonazione armonica concorde.

E se, miei cari amici, questa volta non abbiamo veduto insieme a noi, taluno che forse vi sarebbe stato, ove i fatti precedenti non si fossero svolti possa qualche altra cosa, se noi la sentiamo nel giusto modo, sollevarci ben al disopra di tutto questo”.

14 pensieri su “MARIE STEINER – 17 MARZO 1935 –

  1. “ha esistito una volta, dedita allo studio dell’indagine spirituale, una Società che non ha tollerato, là dov’esso voleva imporsi, un vano giocare all’esoterismo, ed ha impedito che nel proprio seno, si affermasse la volontà di dominio che su quello s’appoggia facilmente, aprendo le vie alla ciarlataneria.”

    …Ahinoi…

  2. Bene egregie fecisti, optime Isidore, in publicationem huius scripti Mariae Steiner!
    Con grandissima gioia rileggo queste parole di Colei che, facendosi rappresentante delle più profonde esigenze delle anime assetate di conoscenza spirituale, pose al Maestro dei Nuovi Tempi la domanda che – secondo le leggi del Mondo Spirituale – Gli permise di rispondere con l’illimitata donazione della eterna e sempre nuova Scienza dello Spirito. Marie Steiner fu Donna di supremo coraggio, sacrale custode della Verità, nemica di ogni compromesso diplomatico e di opportunità politica. Parlando di Lei, il suo fedele discepolo e amico, Jakob Streit, in un colloquio che ebbi con lui, la definì una Regina della Verità.
    Marie Steiner, amica di Giovanni Colazza e della sua cerchia, era appassionata amante della nostra Italia e della nostra meravigliosa lingua, da Lei costantemente coltivata, lingua ch’Ella diceva esprimere nel modo migliore le realtà dello Spirito.
    Un grazie di cuore, Isidoro, per il mirabile dono che con questo scritto di Lei, una volta di più, ci hai fatto.

    Hugo contemplatore

  3. La Societa’ Antroposofica per me non ha avuto mai significato, per via del fatto che per molti anni, pur io leggendo Scaligero e qualcosa di Steiner, ero all’oscuro della sua esistenza ne’ mi chiedevo, presa dalla lettura, di cosa ci fosse oltre il mio naso teso tra i miei occhi che leggevano e oltre il bordo delle pagine. Sinceramente non potrei tesserne nessuna lode o critica.

    Pero’ so che nella benemerita, per fare un esempio, intrecciata come i tralci alla sua vite, una setta vi e’ attecchita da anni, e cosi’ tanto che difficilmente ai non attenti, e alla Societa’ stessa, in buona e in malafede, e’ possibile distinguere un vero antroposofo da un membro di questa setta.

    Qualcuno potrebbe obiettare che all’antroposofia possono arrivare da ogni dove, da qualsiasi estrazione, ma invece io obietto che i membri di questa setta, in segreto ma non tanto se le loro dichiarazioni sono belle che pubbliche nel loro sito web e stampate in opuscoli pubblicati, ritengono gli antroposofi e la societa’ decaduti per demerito, e bisognosi di essere rinnovati da nuove opere e …missioni.

    Debolmente, tentando di scuotersi, la vite ha cercato di scrollarsi via i parassiti ma questi si sono difesi e arroccati adducendo che hanno ripudiato il loro superiore un po’..strano, il quale pero’ ha fondato allegramente una antroposofia sua parallela e indipendente dalla Societa’, una impresa…..commerciale i cui fondamenti e corsi di formazione passano di mano in mano, e qualcuno fa mostra orgogliosa di se’ pure tra gli scaffali di Dornach.

    Cosi’ indisturbati operatori e missionari rinnovatori rimangono avviluppati alla vite, cavalli di Troia che pascolano tranquilli da anni in terra soggetta a usucapione. Ma cosa ci si puo’ aspettare di diverso da una Societa’ che ha ignorato e ignora intenzionalmente un Maestro come Massimo Scaligero, scelta ancora piu’ sconcertante che quella di accettare missionari sedicenti unti salvatori e rinnovatori della Societa’?

    Le parole di Marie Steiner che leggiamo sembrano essere state scritte oggi.
    Vero Isidoro?

  4. Cara Savitri, sono due le cose di cui parli.
    Della prima ti racconto una storia: il veterinario del mio cane è un bell’uomo spagnolo che, per amore s’è trasferito da noi. Dopo aver avuto tre figli (la più piccola ha circa tre anni), la moglie lo ha lasciato coi bambini ed è andata nella comunità dei ciarlatani di cui alludi. La proprietaria del parcheggio in cui lascio la vettura quando vado dal veterinario, raccontandomi qualcosa del fatto, termina con queste parole: “Lei ha lasciato la famiglia per andare in una setta steineriana”.
    Mi ha fatto male? No. S’è impressa dentro a fuoco la “setta steineriana”.

    Per quanto riguarda la Società, morto il Dottore ne hanno fatto strame per decenni e decenni. Chi costruirebbe una casa sulle vacillanti rovine di ciò che c’era prima? Nell’estremo est europeo fanno spesso così: sopra case vecchie di legno, costruiscono vari piani in cemento armato. Con una simile follia costruttiva, basta un brivido che tutto crolla e la gente muore.
    Similmente, cosa può essere poi costruito sul tradimento, la menzogna, gli interessi di potere personale?
    Il 28 aprile del 1949 Marco Spaini, alla richiesta di Dornach di riconsegnare le due tessere, una firmata da Rudolf Steiner, l’altra (per la Classe) firmata da Marie Steiner, scrive: “Affido dunque alla fiamma le due carte, nelle quali si esprime il più alto ideale della mia vita, perché, nella purezza del fuoco, ritornino a quella Società Antroposofica che il Dottore ha fondato e che non è più di questa terra.”
    Uno dei tanti…Del resto basta poco per percepire cosa è rimasto dell’Edificio. Unica eccezione è il Rappresentante dell’Umanità, che si può comodamente contemplare…dall’alto.
    In questo contesto mi turba la direzione intrapresa dalla von Halle, dotata com’è, e non ne dubito, di rivolgersi verso l’attuale Goetheanum e verso gli attuali soci. Non è una critica, anzi sono costretto alla sospensione del giudizio.
    Sto facendo un articolo, scusatemi…

    • Isidoro, Massimo Scaligero stesso mi raccontò la vicenda di Marco Spaini che bruciò le tessere firmate da Rudolf Steiner e da Marie Steiner!

      Hugo rimasto senza sugo

    • Del resto, un trattamento indegno fu riservato a Giovanni Colazza, l’Iniziato e Maestro che Rudolf Steiner aveva preposto alla guida della Società in Italia: fu calunniato in maniera indegna – ho copia delle lettere autografe dei calunniatori – e dopo la seconda guerra mondiale gli fu tolta la Presidenza della Società in Italia, per darla a quella scioccona della principessa Dentice.

      • Ora tradurrò qualcosa di particolare in relazione a Marie Steiner, e lo pubblicherò su Ecoantroposophia.

        Hugo, che per sfuggire allo sciocchezzaio
        si pappa fagioli e trippa col cucchiaio!

            • Noi si cercava di denunciare certe azioni da un bel po’ ma ci mancava veramente la parte “storica”. Hugo ci completa 🙂

              È ora che la gente si svegli. Non è indispensabile diventare degli asceti. Si può essere antroposofi anche in modo semplice vivendo e pensando. La vita non deve essere una continua autogiustificazione esoterica dei nostri difetti come la famosa “società” si sta ingegnando per farci credere.

  5. Buon giorno.
    Quante macerie….credo che Judith stia cercando di utilizzare, per quanto possibile, il poco-spiritualmente parlando-che è rimasto. Non lo so, conosco di lei alcuni scritti e quantoi ne dicono amici fidati ed equanimi.
    Se peraltro guardiamo la cosa , ovverosia la debacle del Goetheanum dopo la morte del Fondatore (che fra l’altro fu anche avvelenato, a quanto sembra) sotto una prospettiva storica, considerando l’Opera di Steiner nella sua grandezza e paragonandola ad altre Rivoluzioni dello Spirito, notiamo, dopo il trapasso delll’Iniziat, la stessa ridda di scissioni,ortodossie lacerate, rinfacci di “tradimento”, tradimenti veri, che hanno caratterizzato le stesse .
    Basta pensare a quanto accaduto nei primi secoli cristiani, o prima ancora, dopo la morte di Aristotele.
    La differenza, terribile e tale da non permettere di lasciarsi andare a facili “ottimismi esoterici” in salsa newage è che l’Armata dell’Orrore è ormai in pieno movimento invasivo e che i tempi stringono paurosamente: per dirne una, in sintesi estrema, il gap fra sapienza tecnoscientifico-materiale ( e submateriale..) e moralità cosciente si va allargando sempre piu’….

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