CONTRADDIZIONI ANIMICHE

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Evelyn De Morgan  «Psiche abbandonata» (secondo la mitologia, Psiche ha le ali di farfalla)

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«Perché volete tormentare con eterni pianti la vostra vecchiaia infelice?» disse Psiche ai genitori prima di esser esposta sulla rupe in attesa dell’ignoto sposo. «Quando le genti e i popoli mi rendevano onori divini, quando con universale consenso mi davano il titolo di novella Venere, allora avreste dovuto dolervi, allora versar pianti, allora, sí, prendere il lutto, come se fossi estinta».

Il fascino di Psiche, infatti, aveva indotto intere città ad adorarla come divinità, dimenticando la potenza e la bellezza di Venere. Sembra di ravvisare in forma di fiaba, all’interno della vicenda di Amore e Psiche narrata nelle metamorfosi di Apuleio, la progressiva assolutizzazione della psiche e la perdita di memoria dell’Io, operata dalla psicologia a partire dal periodo corrispondente all’opera di Rudolf Steiner.

La nascita della psicologia e della psicanalisi è avvenuta per la necessità di comprensione dei fenomeni sempre piú complessi degli individui alle prese con l’esperienza della materia priva della memoria spirituale, incapace di vedere lo Spirito nell’oggetto osservato. Tale nascita si è resa necessaria in vista di un lontano conseguimento della libertà.

Steiner però ci dice, nella conferenza tenuta a Penmaenmawr il 31 agosto 1923, che «la libertà non può essere acquistata che al prezzo, in certo qual modo, di una malattia generale dell’umanità». Infatti avvenne che per rendere l’uomo indipendente dalla connessione naturale con il Mondo spirituale, la parte superiore del corpo astrale dell’essere umano andò rimpicciolendosi, rendendo piú attiva quella inferiore. Poiché l’attività del corpo astrale nell’uomo superiore è correlata alla forza di controllo del fisico e dell’eterico, il rischio fu appunto un progressivo indebolimento dell’umanità. La Divinità allora decise di inviare il Cristo, il quale, attraverso il Mistero del Golgotha, apportò le forze guaritrici, che ancora oggi possono essere ridestate e richiamate.

Ma l’opera salvifica del Cristo non arresta l’evoluzione che prevede l’immersione dell’uomo nella materialità, con l’accrescersi dell’attività della parte inferiore del corpo astrale, dove però si accumulano delle “provincie animiche subcoscienti”. Tale è la giusta progressione dell’autocoscienza, che richiede una profonda comprensione spirituale nello studio dell’anima, che tenga conto anche della conoscenza storico-cosmica dello Spirito, mentre la psicanalisi riconduce l’essenza dell’uomo alla psiche e all’inconscio, strettamente correlati con l’organo cerebrale. Viene tolta all’essere umano la possibilità di controllare le proprie azioni e i propri pensieri in modo totalmente cosciente, perché influenzati da pulsioni recondite.

Anche se, come disse Giovanni Colazza, «in questo campo, sia pure a tentoni e spesso deviando, la scienza psicologica moderna ha presentito qualche profonda verità. Cosí essa ci dice che nell’essere umano esistono i cosiddetti “complessi”, centri di forze psichiche dotati di vita propria, zone separate della coscienza capaci di vitalità autonoma, in grado quindi di sottrarsi al controllo cosciente dell’Io». Tali complessi animici, basati su percezioni corrotte dalla corren-te inferiore della natura, si radicano sotto forma di memoria che spinge a reazioni obbligate, seppure si riconosce coscientemente che siano degli errori.

Nel libro L’uomo interiore, Massimo Scaligero scrive che «la vita istintivo-emotiva può agire sulla individualità, alterandone l’essenziale equilibrio, proprio in quanto penetra nella coscienza attraverso il sistema nervoso della testa. …Il giusto pensiero può ben poco su ciò che si è quasi connaturato con la psiche, divenendo istinto, o stato d’animo, oppure, per usare un termine della Psicologia attuale, complesso».

Tale è sicuramente uno dei maggiori problemi dell’uomo moderno, che spiega anche il notevole interesse giovanile per la psicologia. È un tentativo di comprensione di un’interiorità sem-pre piú intricata che richiede, secondo le esigenze del tempo, di essere portata alla coscienza.

L’attuale situazione di malattia sociale, in cui da un lato viene data libertà all’istintualità mortifera e dall’altro non si garantisce neanche il diritto alla vita tramite continui ricatti finanziari, di certo porta ulteriore confusione e rischio di nevrosi. Bisogna ricordare inoltre che siamo portati a legarci sempre di piú al sistema nervoso e al cervello, i quali sono costretti a rielaborare quotidia-namente bombardamenti di immagini e impulsi esterni multiformi, spesso anche violenti.

La risposta che fornisce la psicanalisi, diffusissima anche tra giovani e giovanissimi, è basata su una ricerca che non conosce realmente la costituzione dell’uomo, in quanto dimentica l’Io e lo Spirito, soffermandosi alla reazione dell’ego alla percezione, che viene cosí intessuta dell’eco soggettiva dell’individuo schiavizzato dalle abitudini meccaniche della memoria, che non si rendono conto dell’essenza dei fatti.

Usando le parole di Scaligero, «l’errore della psicoanalisi è scambiare per contenuti della co-scienza, in cui l’individuo possa riconoscersi, ciò che invece andrebbe ravvisato estraneo alla vera individualità, e che, in quanto tale, agisce come supporto di forze ostacolatrici».

La giovane Psiche, per ricongiungersi all’amato Cupido deve superare numerose prove impo-stele da Venere: l’ultima sarà la discesa negli Inferi, dove si potrebbe allegoricamente vedere il volontario annientamento della brama dell’uo¬mo, come esperienza di morte, per un risorgere della Luce. Ma regolarmente ella rischia l’errore, la ricaduta, dalla quale viene salvata dagli Dei. Il ricercatore moderno, infatti, deve attingere alle forze divine presenti nell’Io per superare le contraddizioni interiori e liberarsi dei meccanicismi.

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John Roddam Spencer Stanhope  «Caronte e Psiche»

Tale scopo hanno i sei esercizi datici da Steiner, al centro dei quali si pone la concentrazione come liberazione del pensiero. L’essenza dell’essere umano, il seme dell’Individuo futuro, risiedono nell’Io libero dalla psiche e dalle sue zone oscure dove si celano Lucifero e Arimane.

La psicanalisi che si soffermi in tale dimensione corrotta e confusionaria, non fa che incatenare ulteriormente l’uomo nella sua sfera inferiore, negandogli la possibilità di realizzarsi quale individuo autocosciente avente come ordinatore l’Io. È infatti, scrive Scaligero, il pensare libero dai sensi che permette «allo sperimentatore di comprendere come andare incontro alla percezione con l’idea pura che le è pertinente, cosí che non si diano stati d’animo gratuiti, sensazioni che deprimano o esaltino, falsando la vita dell’anima e impedendo la conoscenza di ciò che oggettivamente avviene».

Il lavoro individuale deve essere compiuto ogni minuto come prevenzione a errori e cadute causati dall’assenza della totale padronanza e coscienza di se stessi. Non è possibile rimandarlo ai momenti in cui effettivamente si riscontri la necessità di agire secondo ciò che risulti in ordine con il Mondo spirituale. E ogni qualvolta una situazione avversa ci dia la possibilità di mettere alla prova i frutti del nostro sforzo quotidiano, è necessario trovare la forza di non cedere alle correlazioni presenti nella memoria, ormai riconosciute come ingiuste.

Yuika Uchiyama

(per gentile concessione di  www.larchetipo.com)

4 pensieri su “CONTRADDIZIONI ANIMICHE

  1. Una lucida e completa analisi, nella sua semplicità tocca con maestria i punti fondamentali della questione e le contradizioni tipiche della nostra epoca in cui l’umanità dovrà passare da un pieno sviluppo dell’Anima, ad un primo rapporto cosciente con lo Spirito.
    Condivido pienamente la riflessione finale dell’Autrice (dal nome immagino giapponese vero?), <>: esso deve diventare costante come il battito del cuore.

    Grazie di cuore Savitri per averci proposto questo piacevolissimo scritto!

    • Piuttosto grazie a Yuika Uchiyama e a L’Archetipo per la concessione.
      Avete ragione ad apprezzare gli scritti di Yuika, che sono soprattutto notevoli per la sua giovane eta’. Mica scegliamo a caso noi cosa pubblicare……. 🙂

  2. Cibon, sei dappertutto (comunque qui ti risparmio). E hai ragione!
    La semplicità, la chiarezza e l’eleganza con cui Yuika Aurora espone i contenuti (im)portanti è una speranza per tutti i lettori.

    E tu, Yuika, scusami ancora per i miei panegirici, i vecchietti vanno sopportati 🙂

  3. E daje colla “giovane età”.Mi sembra che Einstein (fatto confermato da molti colleghi scienziati) disse pressappoco che dopo i 23 visse di rendita (concettuale).
    Del resto Savitri va capita: per lei sei giovane fino ai 60, poi…maturi 🙂

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