AL TRAMONTO, GETTANDO SASSOLINI IN MARE

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Osservare, prego, come la quasi totalità delle aspirazioni metafisiche vorrebbe salire ai Campi Elisi per poi…discendere immancabilmente nella vasta offerta, più o meno patologica, che la corporeità offre gratuitamente.

Il corpo, in senso occulto, è una miniera di grandi cose ma occorre che il minatore le trovi e le estragga. Il minatore non è la miniera: essa da sola non può scavarsi ed il minatore viene da fuori.

Così come il vasaio che, per fare il suo lavoro è altro e fuori dalla creta del vaso…che non produce vasai.

Questo per dire che la psiche con cui ci orientiamo nel mondo, o meglio, che ci tiene a guinzaglio corto, è a conti fatti, una sorta di secreto corporeo. Dunque abbiamo un fenomeno fondato nel corpo che eserciterebbe un’azione sul corpo medesimo: ciò nell’uomo avviene, ma come?

La psiche attua modifiche nella corporeità…legando maggiormente la coscienza alle forze corporee. Poiché trascina la coscienza nelle sensazioni: è l’opposto di ciò che l’uomo sano fa quando agisce: egli dimentica il corpo, dimentica le sensazioni, non viene sollecitato da esse. Immergersi in esse è una iniziale condizione di malattia, è come calarsi in un pozzo chiuso da ogni parte. Ci si lega e ci si sottomette al sensibile assai più che nel ordinario vincolo che subiamo con i comuni “percepiti” del mondo.

Quelli, nell’uomo normale, non costringono. Ci permettono di conservare l’atomo della nostra libertà.

Non v’è una delle moderne tecniche “psicofisiche” che non si ispiri al corpo, alle sensazioni: essendo il malanno che trova le sue giustificazioni logiche e la sua spiritualità. La via al sub-umano si è fatta ampia tanto quanto il pensiero caduto.

Per uscire dai limiti che paiono come imposti alla nostra povera anima, il pensiero di dover “leggere antroposofia” è una rappresentazione deleteria. O perlomeno inutile. Nessuno dovrebbe “leggere” scritti di Scienza dello Spirito. Ma accogliere con anima desta i suoi contenuti fondamentali forse sì. Ripeto: non si tratta di leggere ma di lasciare che pensieri ed immagini possano divenire attivi nella propria anima, permettendo che il contenuto  di essi si trasformi nelle forze di cui l’anima (tra l’altro) ha disperato bisogno per vivere, per rivivere e per crescere.

Temi come nascita e morte, reincarnazione, struttura dell’uomo e la sua identità con il grande cosmo, non sono (non dovrebbero essere) una pletora di eccentrici dati da sapere, ma più che altro e qualora discendano in verità dallo Spirito, forze di cambiamento e di risveglio: sono temi di ricordo sovrasensibile, di quando si è stati Spiriti nel mondo degli Spiriti.

Prendi la Scienza Occulta o Teosofia e fa tuoi i suoi pensieri, con calma e senza fretta, assimilane riga dopo riga. Poi ripensa a quelle righe anche in altri momenti: ciò che più t’ha colpito scaldalo nell’intimo calore del cuore. Anche poche parole, tieni dentro il loro senso e cuocilo a “cottura lenta”. Così, semplicemente.

Frena, per quanto t’è possibile, la brama del sapere. Impara a distinguerla da ciò che il Dottore chiama “impulso alla conoscenza”. A parole sembra cosa difficile ma, con la pratica, sarai capace di ripercorrere la via che dall’anima porta alla corporeità: in realtà non è difficile rintracciare le zone corporee da cui ascende la brama immediatamente accolta dall’anima: l’impulso a superare i “veli di maya” è cosa diversa.

Alterna a queste opere le pagine costituite da puro pensiero, come nel caso del Trattato del Pensiero Vivente.

Un percorso difficile, poiché la forma ed il contenuto di questo libro sono perfettamente uniti. Ti occorrerà un poco di volontà extra ma sarai ben ripagato, pensa che l’autore osa scrivere nella breve introduzione che “la concatenazione di pensieri è congegnata in modo che il ripercorrerla comincia ad essere l’esperienza proposta”, che poi sarebbe la massima esperienza possibile all’uomo di questo tempo. Tritura ogni singola virgola del testo, combatti con ogni singola frase del libro, sperimenta in te se l’affermazione dell’Autore s’invera o sia falsa.

Poca roba dunque, non “letta” ma vissuta da te in te, per quanto t’è possibile.

Se tanti avessero fatto così poco, avremmo legioni di veri e forti discepoli dello Spirito: poiché l’uomo si risveglia per quanto l’anima vive.

L’anima vive comunque ma di solito è impercepita, è invisibile anche a noi stessi. Spalmata sulla sensazione di sé, aderisce al corpo e quando “guardiamo dentro” sembra che tutto sia buio e vuoto.

Il peso dei libri non modifica questa impressione. Solo quando abbiamo il coraggio di mettere in moto pensare-sentire-volere iniziamo a percepire qualcosa.

Non dobbiamo accontentarci del momentaneo sentire che accompagna ogni modificazione causata dagli eventi: la condizione normale è questa. Normale?

La concentrazione: essa fa parte della nostra vita. A far bene una cosa dobbiamo concentrarci. Anche i sassi conoscono la concentrazione: giorno e notte la fanno per rimanere fermi al loro posto! E le vie alchemiche, gnostiche, yoghiche, magistiche, a loro modo pure (un giorno, su di una patinata rivista dedicata al Kendo, ho trovato una delle migliori descrizioni pratiche dell’esercizio che mi sia capitato di leggere).

Con questo intendo dire che, a parte la decadente, pigrissima e sedicente corrente spiritualistica, tutto il mondo dello Spirito e dell’occulto fa, ognuno a suo modo, la concentrazione. Madame Blavatski (la fondatrice della moderna teosofia) prendeva a calci i discepoli che non superavano la “prova dell’ago”.

Questa consisteva nel muovere a distanza, con  attenzione concentratissima, un ago, sospeso per via della tensione molecolare sulla superficie dell’acqua che riempiva una ciotola. Se qualcuno volesse provare ora aggiungo che l’ago va preventivamente ingrassato. Il burro va bene. Poi deposto con estrema delicatezza sulla superficie liquida. Indi gran calma e attenzione concentrata su una delle estremità: dopo qualche minuto l’ago trema e si muove. Con la pratica è possibile farlo ruotare su se stesso. L’esperimento è del tutto grossolano, non apre alcuna porta…ma quanti riuscirebbero a farlo?

Sì, sono uscito dal seminato, ma non dal fatto che la concentrazione sia necessaria. Su You Tube, UdB, a suo tempo, ha pubblicizzato l’esercizio che Scaligero diede a chi gli diceva di non poter fare la concentrazione: si osserva la punta della lancetta dei secondi in movimento del proprio orologio (o del Rolex che avete rubato a uno che passava), mantenendo mente sgombra ed un guardare continuato. Non riesce per più di tre secondi? Bene, rifatelo in giornata. Poi ripetetelo il giorno dopo: col tempo saranno trenta, di secondi. Già una vittoria e non sto scherzando. Arrivate ad un minuto continuato e scuoterete il pianeta! E, già che ci siamo, saprete fare anche una concentrazione vera e propria, beninteso avendo superato la timidezza di passare dal sensibile all’invisibile.

Durante questo tragitto, imparate a entrare in voi stessi, più in profondità. Come? Naturalmente uscendo dal “voi” abituale. Davvero! Si entra uscendo, guarda un po’.

Sedetevi su una panchina del parco e osservate la meraviglia della luce che circonda la superficie  della pietra che sta nell’erba davanti a voi. Osservatela con amicizia, con simpatia. Osservate le gemme vegetali che stanno per schiudersi, l’arabesco puntiforme del primo verdeggiare contro l’azzurrità del cielo oppure i cerchietti concentrici che i sassolini che sto gettando disegnano sulla superfice del mare. Niente altro da fare che vedere e guardare: vedrete che il cuore incomincerà a rispondere. Potete anche fare ciò camminando, è un po’ più difficile ma basta abituarsi a non ascoltare il frinire dei grilli dentro la testa.

Questi atteggiamenti non sono appannaggio di questo o quello, non appartengono a Scuole occulte e anzi, poeti, pensatori e ragionieri ne hanno beneficato: fanno un gran bene a tutti quelli che non disdegnano di sperimentarli.

Chi si sente affascinato dall’occulto, crede di trovare grandi cose ovunque ci sia una targa con su scritto: Mistero. Mentre non vengono presi in considerazione i veri misteri che sono sempre manifesti. L’unico misteriaccio che dovrebbe essere svelato è la benda che l’uomo mantiene sugli occhi per restare cieco dalla nascita alla morte. Tanta è la paura del vedere!

Già! La paura è il mistero che non si vuole trovare mentre sarebbe indispensabile spingerla alla luce…

*

Ne parlavo ieri con un vecchio amico, occultista dalla nascita. Una coppia di scemi, poiché in oltre sessant’anni (più di centotrenta in due), non siamo riusciti a capire una frase ricorrente, quando viene estratta a forza dal contesto in cui originariamente si trova. La si usa e la si ripete (io sospetto, con molta voluttà, ma i gusti sono gusti…) Si tratta di “Tre passi nella morale e uno nella conoscenza”. Così, ripeto, fuori contesto: è bellissima e mi sento defraudato, umiliato, poiché non so come si fa in pratica. C’è qualche anima pia che possa aiutare in concreto  due vecchi imbecilli?

Io lo spero proprio poiché sembra una cosa che (quasi) tutti sanno. Può anche darsi che non ci sia nulla da dire…ma in questo strano caso perché viene detta e ridetta continuamente? E’ possibile che occorra forse una conoscenza antecedente? Se sì, perché nessuno me l’ha mai fatta conoscere tale conoscenza?

Heu, me miserum…

28 pensieri su “AL TRAMONTO, GETTANDO SASSOLINI IN MARE

  1. Caro Isidoro tu sai bene che usualmente le formule vengono usate da chi è il primo a non rispettarle o chi si bea di averle capite troppo. Ma tu questo lo sai anche se ingenuamente fai finta di non saperlo….. 😉
    L’articolo è bello ma come tu dici e pensi, per essere un vero “Ramingo dico io”della via descritta, bisogna essere mossi da un fuoco che non si spegne mai neanche quando ti arrivano addosso fiumi in piena atti a distruggere quel poco che credi aver conquistato. Ecco! Se nel silenzio delle nostre stanze siamo capaci di rimanere fedeli all’insegnamento donatoci…..allora una piccola speranza di salvezza per questa umanità potremo averla.

  2. Caro Paolo, sai, non era un artificio “letterario”. E’ solo che, quando ci troviamo tra vecchi amici, talvolta passiamo in rassegna (anche) quelle che da sempre consideriamo come cavolate e ci domandiamo, per l’ennesima volta, quali possano essere le radici da cui hanno preso corpo come comandamenti indiscutibili.
    Questo e non solo: ripassiamo un po’ tutto (anche le cose migliori), tentando diverse angolazioni. E non evitiamo le nostre mancanze, quello che non abbiamo saputo fare al meglio.
    E poi, “nel silenzio delle nostre stanze”, se va bene, riesco ad accostarmi alla Rocca che è oltre al flusso delle cose che scorrono come turaccioli in un torrente. Ritrovo una realtà che regge, che non viene portata via dalla continua illusione: non è la disciplina interiore in sé…però quest’ultima è l’unica strada che mi porta ad un minimo di realtà. E non è neppure che non abbia provato altre vie (quasi tutte, se non tutte).
    Perciò, fin che campo, ribadirò sempre le stesse cose. Credo che tutte le azioni che non nascono da questa realtà siano solo imperduranti sogni del nostro sognare.

    • Condivido le tue parole e confido nel vero bene che è in ognuno di noi!….un tempo avrei detto: Che Dio salvi la Regina….! oggi mi limito di sperare nella bontà dei nostri intendimenti!

      Ciao caro Isidoro, stai bene e cerca di mantenerti forte e in forma!

      A presto!

  3. Ha chiesto Isidoro:
    “La si usa e la si ripete (io sospetto, con molta voluttà, ma i gusti sono gusti…) Si tratta di “Tre passi nella morale e uno nella conoscenza”. Così, ripeto, fuori contesto: è bellissima e mi sento defraudato, umiliato, poiché non so come si fa in pratica. C’è qualche anima pia che possa aiutare in concreto due vecchi imbecilli?”

    Si puo’ tentare… Puoi provare, caro Isidoro, a ripetere anche tu, e per anni, anzi per sempre, quello che e’ diventato un mantra ( ma non e’ che la fissa era un’altra?): puo’ essere che cosi’, anche a te vengano consapevolezza e illuminazione.

  4. rispondo alle 3 domande:
    1)perché viene detta e ridetta continuamente?
    per poter accusare gli altri in primis e poi perche’ e’ bella e talmente misteriosa che nessuno si azzardera’ a contestarla e tutti devono fare finta di capire e devono annuire……
    giustamente, osservi tu, come si metta in pratica non si sa, perche’ ( aggiunta del moderatore [compresa la virgola] su suggerimento dell’autore del commento) essendo legata al livello di conoscenza difficilmente coincidera’ con la morale che gia’ osserviamo durante il quotidiano.
    2) E’ possibile che occorra forse una conoscenza antecedente?
    Se non e’ il primo passo che si fa nella conoscenza allora almeno i passi precedenti devono essere conosciuti e anche la morale a loro relativa….
    3) Se sì, perché nessuno me l’ha mai fatta conoscere tale conoscenza?
    Per l’affermazione precedente solo tu sai quali passi hai fatto ( solo tu? )e allora solo tu puoi risponderti, a meno che non sia , tu, disposto a pagare un costo, come necessariamente deve avvenire per ogni conoscenza, ed allora potresti anche saperlo.
    Questo costo e’ una pizza ai quattro formaggi in una pizzeria di tua scelta una sera concordata.
    Aspetto la tua firma al contratto.
    E non scherzo!

  5. …e ulixe sarebbe tra “color che sanno”!
    Allora sto fresco, anzi gelido dopo breve ma atroce agonia…
    Poiché ulixe vorrebbe spedirmi all’altro mondo…senza scherzi.
    Egli evidentemente sa che una pizza ai quattro formaggi sarebbe incompatibile con le delicate pareti del mio colon che reagirebbe facendomi un buco che mi porterebbe alla setticemia ed a rapido decesso.
    Per fortuna siamo tra amici, qui su Eco… 🙁

    • Potresti virare su margherita senza mozzarella (aka marinara senz’aglio) magari con cipolla cotta, olive e capperi.

      Se proprio vuoi formaggiarti è possibile prodursi del formaggio vegetale e sissignore: anche fondente e filante per la pizza.

    • Imperterrito Isidoro,
      volentieri ti consiglio
      anche per la rima –
      la pizza al pomodoro.
      Con l’aglio bene in cima
      ci voglion pur l’acciughe
      ed il prezzemolo,
      senza punte fughe
      in forno caldo poi tenemolo.
      Oppur per la canzone
      cuciniam un bel calzone,
      con di bufala la mozzarella
      la scamorza in padella.
      Ogni vano pensier
      pappando fugo,
      perché son sempre
      Hugo, senza sugo.

      • di bufala mozzarella
        vieppiù la scamorza in padella
        modera o Hugo cotesta favella!

        che, non sentisti?
        non fosti informato?
        Fu detto: il formaggio giammai va infornato
        se il nostro Isidoro vogliam preservato

      • Fan pietà la metrica e le rime,
        tuona Savitri con costanza,
        e d’Hugo costei non scorge
        donde lo scabro verso sorge.
        Di poesia e di pietà non parlavo,
        ma di pizze, di bufale e pietanza,
        per riempir bene ognor la panza,
        perché la fame sol s’ammorza
        cuocendo al forno
        mirabile scamorza!

        Hugo, ch’a pappar
        or cantando se n’andrà.

  6. prima cosa ho dimenticato una virgola che va messa prima del perche’ e dopo non si sa, ma tra le bizze del pc che scrive e cancella autonomamente quello che vuole lui, tra il minuscolo che cosi’ non vedo gracnhe’ e tra l’ora tarda proprio non me ne sono accorto.
    Spero il moderatore metta la virgola come ha messo il resto…e di cio’ lo ringrazio.
    Caro Isidoro, una ben strana concezione la tua che una pena vada a favore del condannato, sarebbe come dare a un ladro da risarcire 1 milione di dollari e metterli nelle sue tasche…..la pizza ai 4 formaggi non era per te, che so delicato in questo periodo, ma per me, perdiana!!!!
    Solo su Eco siamo fra amici?
    Sollevato che sei dalla pena di morte in pena di relativo digiuno ( chissa’ cosa prenderai tu ? ) , aspetto tua conferma per concordare luogo e tempo.
    Proposta non impegnativa: Pizzeria Montecarlo ore 1900 dd 29.01.14?
    Ps) ulixe non e’ tra ” coloro che sanno “, ma tra coloro che sanno qualcosa…..

  7. E’ IN QUESTI FRANGENTI CHE SI VEDE LA SERIETA’ DELLE PERSONE E DI UN GRUPPO !!!!
    ( USO LA MAIUSCOLA NON PERCHE’ GRIDO O SBRAITO MA PER FARE MENO ERRORI E PEREDERE MENO TEMPO A CORREGGERLI ).
    LA REAZIONE, MOLTO COMPOSTA ED EDUCATA, PARTECIPE ALL’AFFANNO DEL COLLEGA ISIDORO,DA PARTE DEI COMMENTATORI MI INDICA CHIARAMENTE IN CHE SPECIE DI AMBIENTE ETICO CULTURALE SONO, IGNARO, CAPITATO.
    NON SO SE RIUSCIRO’ A SUPERARE GLI OSTACOLI AD UNA ADEGUATA INTEGRAZIONE.
    SPERO MOLTO NEI CONSIGLI CHE ISIDORO E GLI ALTRI POTRANNO DARMI AL MONTECARLO.

  8. Sì, ora vedo che c’è stata un’esplosione di…SERIETA’

    Ma nessuno, tantomeno ulixe, indica dove sta MONTECARLO (e risparmiatevi la battuta che sono un asino in geografia) 🙂

  9. CARISSIMO ISIDORO, APPENA AVRO’ LA TUA DESIDERATA CONFERMA DELLA DATA TI DARO’ I DETTAGLI LOGISTICI DELL’EVENTO.
    PER QUANTO RIGUARDA LA SERIETA’ DEI TUOI ECOCOLLEGHI ESSI, COME DICEVA IL SANTO, DANNO QUEL CHE HANNO E PER QUELLO CHE E’ LORO COMPETENZA.
    MEGLIO PER NOI IN EFFETTI, VISTA LA LORO INCLINAZIONE NATURALE E SVILUPPO ASCETICO, NON AVERLI CON NOI AL MONTECARLO PERCHE’, OLTRE AD AVERE UN CONTO SALATISSIMO, CHE NEMMENO UN FAMOSO SCRITTORE COME TE PUO SOPPORTARE SENZA INFARTO,AVREMMO L’UMILIAZIONE DELLA NOSTRA IGNORANZA NEL CAMPO IN CUI, LORSIGNORI, ECCELLONO.
    RESTA PERO’ IL FATTO CHE ESSENDOCI, LORO, POTREBBERO AIUTARE UN CANDIDO NEOFITA INGENUO COME ME AD INTEGRARSI IN QUESTO DIFFICILE GRUPPO.
    FORSE POTREI SOPPORTARE IO LA LORO PRESENZA FINANZIARIAMENTE, MAGARI UNA VOLTA SUCCESSIVA A QUESTO INCONTRO DOVE IL TEMA E’ DIVERSO DALLE LOTO COMPETENZE ED ANCHE UN PO’…..INTIMO……
    RESTO IN ATTESA DI UN TUO CENNO DI CONFERMA, O SMENTITA, RINGRAZIANDO PER L’OSPITALITA’.
    GRAZIE A TUTTI.

  10. Il mistero della posizione geografica della pizzeria Montecarlo permane.
    Perchè, di grazia, quello che chiami “gruppo” sarebbe difficile?
    E quali sarebbero le competenze degli ecocolleghi di isidoro?
    Ma lascio educatamente a isidoro districare il mistero del doppiosensismo ( almeno così appare) del garbato ulixe.
    Un saluto a tutti.

  11. Gruppo? Che cavolo di gruppo sarebbe? Non conosco nemmeno i lineamenti di qualcuno e non so cosa scriverà tizio o caio. Per quello che (non) ne so, Daniel, ad esempio, potrebbe essere una danzatrice del ventre turca…
    In realtà, CHIUNQUE può postare un articolo su Eco, purché non sia di…fantasia o di politica e non contenga volgarità gratuita. Insomma onesto e sincero.
    Per il 29 c.m. non posso. Mi sono ricordato (sono cose che non scrivo da nessuna parte) che ho un incontro già fissato con un amico d’oltre oceano.
    Del resto la mamma mi diceva sempre di non andare a Montecarlo con gli sconosciuti…

    Inoltre pregherei gli amici di non intasare i “Commenti” com’è avvenuto in questo caso.

    Grazie a tutti, in particolare ad ulixe e desistete dal mandarmi a casa tutti quei formaggi!

  12. GARBATO…….LA MIA DIFFIDENZA CONGENITA SUBODORA UN’OFFESA, UN’ONTA, MA LA MIA IGNORANZA COSMICA NON MI PERMETTE DI DELINERARNE I CONTPORNI.
    MA IL FATTO STESSO CHE NESSUNO MI HA MAI DATO DEL ” GARBATO ” RENDO SOLIDO IL SOSPETTO.-
    OH ISIDORO, LIEVE E’ LA TUA ASPIRAZIONE ALLA CONOSCENZA SE DI FRONTE ALLA POSSIBILITA’ DI FARE FINALMENTE UN VERO PASSO NELLA CONOSCENZA, DI APRIRE IL MISTERO DEI TRE PASSI NELLA MORALE, GETTARE UNO SGUARDO NEI MEANDRI PIU’ INTIMI DEL PROPRIO TUO ESSERE, TU, AL PRIMO OLTREOCEANICO CHE PASSA, LASCI TUTTO E COME UN TOSSICANDRO A LUI TI DEDICHI.
    POTRESTI DARE ALMENO UN’ALTERNATIVA, O DUE. INVECE NIENTE.
    PROPRIO COME TUTTI GLI OCCULTISTI CLASSICI: DISPERATI PER NON POTER ACCEDERE AL MISTERO E QUANDO FINALMENTE SI POTREBBE DEVONO ANDARE DAL PARRUCCHIERE, O IN SETTIMANA BIANCA ECC. ECC.
    MA SICCOME LA PAZIENZA E’ UNA VIRTU’ CHE VA COLTIVATA TI DO’ UN’ALTRA OCCASIONE:
    DAMMI TU UNA DATA SERALE O PRANZISTA CHE RIENTRI NELL’ARCO DEI PROSSIMI 15 GIORNI MENO IL 3-4 FEBBRAIO CHE MI HANNO CHIAMATO A ROMA.-
    VALE!

  13. Ok, ulixe. Se ti va, il giorno successivo (30 c.m.) non prima delle 20.

    Sempreché non ghiacci o nevichi, perché in quel caso non vado né su né giù.

    Attendo coordinate….

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