IL SENSO DELLE NOZZE MISTICHE

nozze

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Prima di giungere al Mistero dell’inverno, credo sia necessaria una riflessione intermedia che potrebbe essere la seguente.
Se parlo di qualcosa di “mistico”, non siate rigidi: qualcosa di ciò che avviene nell’anima in profondità, lo si coglie a tutta prima nella zona del sentire personale. Da ciò la scelta della parola.
E, se possibile, scusatemi per la generale povertà delle altre parole usate.

In riferimento alla forza autunnale di Michele, non solo Arimane non può stendere la sua gelida ragnatela, ma l’impulso di Lucifero, l’entusiasmo, lo slancio dell’anima che Arimane voleva impietrire, sono trasformati, sotto la guida di Michele, in cosciente e temprato, impersonale trasporto verso il bene spirituale ricevuto in dono nell’estate e custodito in seno all’anima.

Questo germe interiore ha cominciato a maturare nel tempo di Michele. Cos’è dunque tale bene interiore, il dono divino dell’estate? Qui si lambisce un delicato mistero.

Per caratterizzare il mistero dell’estate, del Natale occulto, ho antecedentemente usato il termine di “Nozze mistiche dell’estate”. Questa denominazione può essere usata perchè nell’estate avvengono veramente le nozze mistiche. Tra chi vengono fatte queste nozze?

Per rispondere occorre risalire assai lontano. Si legge nel Genesi che nel sesto giorno della creazione Dio formò l’uomo a sua immagine e somiglianza. Ciò significa che, mentre gli altri esseri del mondo sono solo elementi, singole parti del Tutto, l’uomo nel suo archetipo è una immagine completa di Dio: ciò che è in Dio è anche nell’uomo, come in uno specchio vivente.

E nel Genesi (I, 27) si legge pure che Dio fece l’uomo maschio e femmina. Solo nel capitolo seguente, dopo che Adamo ha già dato i nomi alle cose, dopo che egli ha già compiuto opere importanti, si narra che Dio procede alla divisione dei sessi, traendo Eva dall’Adamo unitario.

Ciò significa che non è essenziale all’uomo la divisione nei sessi maschile e femminile, ma che, anzi, l’uomo nel suo archetipo è bisessuale, è maschio e femmina, come dice il Libro.
Ma ciò significa pure che, essendo formato l’uomo ad immagine di Dio, anche in Dio stesso esiste questa polarità.
Per questo motivo, per esempio, sarebbe errato credere che la generazione del Figlio dal Padre avvenga mediante il rapporto con lo Spirito Santo.
Il Padre ha in sé tutti gli elementi per la generazione del Figlio, in quanto è Padre e Madre nello stesso tempo.
La divisione, in varie dottrine, tra il Padre Supremo e la Grande Madre, deriva dalla proiezione verso l’esterno di alcunché che in Dio è uno.
Il Figlio è generato ab aeterno dalle nozze misteriose che in Dio avvengono fra la polarità maschile e quella femminile.

Cosa si effettua nelle nozze, nella fecondazione in genere? Un germe viene accolto dalla madre: nella madre il germe si evolve a nuovo essere, finchè esso nasce, viene partorito, nel figlio.
Questa madre è, per il singolo essere umano nelle nozze mistiche dell’estate, l’anima stessa, che nel suo volo estivo si congiunge nell’universo con il Logos cosmico: il Logos la feconda con l’oro solare.
Questo “oro solare”, che è il Sole stesso, è il dono che l’anima umana riceve nel Natale estivo.
E’ ora compito dell’anima umana portare il germe a maturazione: la maturazione del germe estivo non è un fatto che possa avvenire solo naturalmente: occorre che l’anima stessa vi provveda coscientemente.
Altrimenti il germe muore e a Natale il figlio spirituale non può nascere.

A questo punto possiamo domandarci: cosa avviene a Natale in quelle anime che non sono in grado di compiere coscientemente il descritto processo spirituale?
Il ritmo spirituale che si svolge dalle nozze mistiche dell’estate al Natale invernale non ha per esse alcun beneficio?

La risposta a questo quesito si ha dalla considerazione di ciò che è per l’uomo la sfera religiosa, il suo cammino positivo e regolare lungo un indirizzo spirituale e, in particolare, l’intimo approfondimento del Mistero del Golgotha, rispetto ad un vivere solo nella dimensione sensibile anche quando si sia colti ed evoluti.

Tutta la storia dell’uomo è compresa in due termini: involuzione ed evoluzione.
Essi rappresentano il ritmo fondamentale di tutta la vita umana sulla terra.
Senza l’involuzione dell’essere psichico-spirituale umano nel fisico-sensibile, l’uomo terrestre non ci sarebbe mai stato. L’involuzione è rappresentata simbolicamente da una spirale che s’imbozzola in sé stessa, con un processo verso il ‘dentro’ della materia, fino al punto ultimo, il centro, oltre il quale non c’è più niente: in quel punto sta Satana, che vuole impadronirsi dell’essere umano.

Questa spirale involutiva può esser detta “il gorgo della vita” e anche “il gorgo della morte”,
essa è effettivamente un gorgo in cui l’anima viene inghiottita.

L’uomo, con il suo organismo psichico-spirituale, ha dovuto scendere fino al centro del gorgo della vita in un processo di involuzione che rappresenta il progredire dello spirito umano verso la formazione dell’uomo terreno con tutte le sue capacità, ma anche con ciò che via via egli ha perduto per guadagnare la terra.

Il risultato dell’involuzione è la formazione del “Figlio dell’uomo”. Ed è nella sua natura l’essere dapprima sottoposto alla morte. Nel centro della spirale però, l’uomo, giunto sino ad un punto in cui sente di annullarsi, è giunto alla formazione del suo io terreno: il “Figlio dell’uomo” ormai esiste: l’io umano terreno è completato. Lì Satana vuole ghermirlo e annientarlo.
E’ a questo punto che interviene il Cristo, il Logos incarnato che ha accettato la morte e l’ha vinta con la Resurrezione: la Vittoria dello Spirito sul “gorgo della morte”, cioè sull’involuzione dell’anima nella materia.

Con il Mistero del Golgotha la spirale cambia direzione. Come ha insegnato Rudolf Steiner, si ha un salto oltre il vuoto: l’entità umana con la forza del Cristo inizia un processo di evoluzione verso lo Spirito, portando il suo intero organismo corporeo-animico-spirituale alla trasformazione per vivere nel corpo spirituale di resurrezione, di cui parla san Paolo.

Con il Cristo nasce il processo evolutivo, e cioè il “Figlio di Dio”.
L’effetto benefico del ritmo che si svolge dall’estate al Natale invernale, opera dunque sempre, in via naturale,col formare nel singolo individuo il “Figlio dell’uomo”, e cioè nel dare all’uomo le forze necessarie per lo sviluppo del suo essere terreno.
Ma solo una cosciente unione col Cristo, la quale permetta di cooperare coscientemente al processo spirituale descritto, fa sì che a Natale sbocci nell’anima non solo il “Figlio dell’uomo” ma bensì il “Figlio di Dio”, il “Cristo in me” paolino.

Va tenuto ben presente a questo riguardo che già all’epoca del Mistero del Golgotha il processo di formazione dell’uomo terreno, del “ Figlio dell’uomo” era giunto a maturazione.
L’involuzione complessiva dell’entità umana giunse al centro della spirale involutiva pochi secoli dopo l’avvento del Cristo.
Da allora ogni ulteriore ‘progresso’, quale appare nel sensibile, in realtà non è più un progresso ma è piuttosto un abbandono di sé stesso che spinge verso Satana, costantemente in agguato nel centro della spirale: lì dove l’io umano giunge a maturazione.

Solo destandosi dalla vita data unilateralmente ai processi della materia e iniziando a sviluppare in sé una cosciente attività spirituale, esoterica e non solo formalmente religiosa, l’uomo d’oggi può uscire dal presente giogo a Satana, che porterebbe all’annientamento dell’umanità.
Per questo motivo occorre all’uomo del presente di cooperare consapevolmente affinché nel tempo natalizio nella sua anima principi la nascita del “Figlio di Dio” come frutto della presenza cristica: ma sempre più vissuta nella coscienza, cioè non fondata solo nel sentimento d’amore ma, in primissimo luogo, sulla conoscenza interiore.

Salute a tutti.

Rastignac

2 pensieri su “IL SENSO DELLE NOZZE MISTICHE

  1. Benché sia sparito da un po’ di tempo, questi scritti dell’arzillo Rastignacco continuano a scuotere profondamente nell’anima. Grazie per riproporceli Savitri!
    Dopo una bella giornata passata con le mani nella Terra, mi sono ritrovato a rileggere questa serie di articoli sui misteri ciclici dell’Anno e devo dire che ad ogni rilettura offrono sempre qualche nuovo spunto per raccogliersi in giusta contemplazione.
    Vorrei condividere con voi due pensieri su Novembre. Qual mese possente! Odiato da moli per le sue pazze giornate umide ed uggiose, Novembre è in realtà un mese di un’importanza speciale giacché durante i suoi trenta giorni il mondo spirituale si prepara specularmente per una nuova rinascita. E’ il mese della morte della Natura e della nascita dello Spirito e ogni buon agricoltore (o possessore di orto) dovrebbe spendere le poche ore di tiepido sole a passeggiare nei suoi campi a imprimere, con la sua presenza, di forze Umane la terra morente. Leggere e meditare libri di alto valore spirituale al confine del proprio orto o frutteto riempi il suo piano eterico di vigorose forze guaritrici che con l’avanzare del freddo e il cadere della neve si impregneranno nella umida e stanca terra.
    Un mese davvero magico che è il corrispettivo speculare del venturo Febbraio e forse non è un caso che alcuni popoli posero Novembre come primo mese dell’anno.

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