IL MISTERO DELL’ESTATE

la campagna in estate

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Carissimi,

ho per tutti voi una piccola strenna…natalizia (sì, natalizia…se non vi spiace).

E’ noto che Goethe diceva di sentirsi a più agio nel periodo dell’anno in cui le giornate si allungano.

Le sue forze creative, la sua ispirazione, favorite dalla letizia che gli infondeva l’inoltrarsi verso la stagione nella quale il sole più splende, erano particolarmente deste.Invece quando, dopo trascorso il mese di luglio, le giornate iniziavano ad accorciarsi, una particolare ombra di tristezza veniva avvertita come imprigionante lo spirito, ostacolandogli la fecondità creativa.

Per lui era una gioia quando, nel cuore dell’inverno, il processo s’invertiva e le ore di luce duravano ogni giorno di più.

Con la luce, alla quale segue il calore, viene in aiuto all’uomo, da fuori, tutto l’universo.

Gli spiriti della natura gli si affollano intorno per dargli, senza sua fatica, ciò che nell’inverno egli si vede negato e deve conquistarsi a prezzo di gran sforzo. Da Natale a Pasqua i giorni danno sempre più luce si prepara infine ciò che sboccia a Pentecoste:

“Quando piove, del maggio ai primi albori,

su tutto, un lieve volteggiar di fiori,

e la verde dei campi acconciatura

risplende ad ogni umana creatura,

Elfi piccini, ma dal grande cuore,

dove possan giovare, accorron là:

incolpevole o reo, nel suo dolore

li muove ogni infelice alla pietà.

(Goethe, FAUST II, I atto. Vers. di V.E.)

Tutta la natura offre all’uomo i suoi doni. Essa così parla all’uomo: “Sciogliti da te stesso, abbandonati a me nella luce e nel calore. Ed io ti porterò là, dove riceverai un dono prezioso”.

L’uomo, fiducioso, si abbandona alla grande madre, il suo essere sembra dissolversi nel procedere verso l’estate, come in un sognare. E s’arriva a S. Giovanni:

“La splendente bellezza dei mondi

a scioglier mi move, dal fondo dell’anima,

al cosmico volo le forze divine

della propria mia vita,

ad abbandonarmi, per cercare me stesso,

fiducioso, sol nella luce

e nel calor dei mondi”

(Steiner, CALENDARIO DELL’ANIMA, S. Giovanni. Vers. di F. C.)

Così, andando più oltre, da S. Giovanni si arriva al cuore dell’estate, al vero e proprio Mistero dell’estate, che possiamo chiamare “Natale occulto”, perchè esso è il vero parallelo o meglio il contrapposto estivo del Natale invernale.

Nel fervore di luglio, circa intorno alla seconda domenica del mese, quando lo spirito dell’uomo è tutto effuso nello splendore e nel calore del cosmo esteriore, avviene una comunione, che è una vera fecondazione, dell’anima umana con lo spirito dell’universo:

“Io sento, come preso da incantesimo

nell’apparenza dei mondi,

il tesser dello spirito.

Esso ha ravvolto l’esser mio

nell’ottusità del sensibile,

per donarmi forze, che il mio io

è impotente a darsi

nella sua limitazione.

 

(Steiner, CALENDARIO DELL’ANIMA, III settimana da S. Giovanni. Vers. di F. C.)

Ecco che qui la natura dà le forze, il dono promesso, all’io umano che si è abbandonato a lei.

Questo dono è lo stesso spirito cosmico, l’oro cosmico del Logos solare, che l’io riceve quando nel suo volo sognante al di là di sé stesso, nelle lontananze dello splendore e del calore estivi, il suo essere occulto giunge fino al Dio dei mondi, che regge e vivifica il corso dell’universo.

Questo dono dell’oro solare cosmico all’anima umana è veramente l’alimento spirituale che, insieme alle mature messi dorate, l’universo spirituale somministra all’uomo ogni estate attraverso la percezione e l’esperienza del mondo sensibile, affinchè l’individualità umana abbia ristoro e riacquisti le forze consumate nel travaglio invernale.

 

Nella IV settimana da S. Giovanni il Calendario dell’anima dice:

“Custodir nell’intimo

il dono dello spirito:

è questo il monito severo

che avverte l’anima mia,

affinchè maturando i doni divini,

fruttificando in seno all’anima,

rechino frutti all’essere interiore

dell’io.

(vers. di F. C.)

 

Questo dono di Dio, questo tesoro spirituale, immerso nell’anima umana nelle nozze cosmiche dell’estate, diviene poi il “figlio spirituale” che nasce nell’interiorità dell’anima a Natale.

E’ un onda crescente, fino al misterioso culmine sopra accennato, che si svolge nel crescere delle giornate dell’anno; è una sottile onda di gioia in cui le forze individuali sono portate da un empito cosmico, sollevandole dal sacrificio interiore poiché chiede all’anima solo di abbandonarsi alle forze universali agenti dall’esterno. Nel cuore del mese di luglio interviene una sosta: in tale sosta avviene, senza sforzo individuale, il sogno divino dell’estate: il dono dello spirito all’anima. In seno al tripudio della luce e del calore.

Aggiungo come nota che quanto descritto avviene, di solito, oltre la coscienza umana: esercizi e sensibilità portano alla percezione di quanto avviene. Allora basta poco o un attimo: la percezione balena!

Va anche ricordato che, comunque, per l’anima è sempre Natale invernale, è sempre il Natale estivo, ecc. Questi tempi dell’anno si dispongono in successione temporale sul piano fisico: hanno però un rapporto non temporale nello spirituale. Solo che nelle stagioni competenti le rispettive influenze predominano, dando il tono complessivo alla vita dell’anima.

Dopo le “nozze occulte” estive si produce nell’anima un analogo processo di gravidanza che dovrebbe compiersi mediante il concorso di una attività interiore cosciente dell’anima…e non occorre che continui, non vi pare? :)

Rastignac

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