PENSIERI AL ROSMARINO

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La grande pianta di rosmarino, in fondo alla scala di casa mia è tutta fiorita. Piccoli fiori violetti ovunque, tra gli aghi scuri e profumati. Io le passo accanto, l’ammiro e le sorrido.

La pianta non mi lascia andare via, viene con me. La sua immagine, la sua rappresentazione, ora fà parte del mio mondo interiore.

Mentre continuo a camminare inizio a pensare a questo fenomeno.

Intorno a me c’è il vasto mondo esteriore, ma non c’è solo quello. In me trovo un secondo mondo che chiamo mondo interiore, fatto di pensieri, rappresentazioni, ricordi, sentimenti e volizioni.

Questo mondo si è creato nel corso della mia vita grazie al vasto mondo esteriore, è il mio mondo soggettivo. Ogni soggetto è un frammento del mondo oggettivo.

Mi chiedo: In che relazione stanno questi due mondi? Qual’è il più importante?

Ripenso alla pianta di rosmarino. E’ più reale la pianta fuori di me o è più reale la pianta in me?

L’intelletto risponde subito con sicurezza: “Che domanda! E’ chiaro che la pianta reale è quella fuori di me”. Ma lo spirito in me continua a riflettere.

Quella pianta che sembra così reale, oggi c’è, ma stà invecchiando e fra un pò non ci sarà più. Nasceranno nuovi rosmarini che fioriranno e poi, forse per una gelata, moriranno.

Tutto ciò che ha esistenza è soggetto al nascere e al perire.

Però il concetto di rosmarino, che mi sono fatta osservando e pensando su tutti i rosmarini che ho incontrato nella mia vita, quello vive in me, è nel mio spirito e non morirà mai. Così è per tutti i concetti che vivono in me.

Lo spirito èessere non esistere per questo è eterno.

Dunque, qual’è la realtà più importante, il mondo esterno o la mia interiorità?

La realtà più importante sono Io ed il mio mondo interiore! Tutto il resto esiste soltanto per dare a me la possibilità di interiorizzarlo nella ricerca del Vero, del Bello e del Buono.

Tutto questo l’essere umano l’ha dimenticato…..Ci troviamo di fronte ad una precarietà e ad una fragilità profonda dell’individuo che ha perso la connessione e l’identità con lo spirito.

Sembra che solo il mondo esterno sia importante e l’individuo si sente sempre più piccolo, più insignificante, più solo.

Ma la verità è l’opposto! Tutto il mondo esterno ha il senso di servire l’uomo, di essere uno strumento per la sua crescita individuale.

Il Logos si è fatto carne, è diventato percezione esteriore affinchè l’uomo potesse individualizzarsi, ora l’uomo può, tramite il pensare, interiorizzare e riportare allo spirito, un pò alla volta, tutte le percezioni esterne.

Massimo Scaligero sintetizza in maniera magistrale questo processo con le parole:

“Soltanto l’uomo può trarre dal Logos il pensiero che pensa il Logos. Questo pensare è Amore. Amore che diviene pensare”

 Una pensiero che, tramite la meditazione, può aprire mondi!

 

 

Marzia

 

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