LE PECORE NERE DELLO GNOSTICISMO

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Forse perché, come scrive s. Epifanio, praticassero “cose nefande” oppure per ciò che Sinesio chiama ” un eccesso di verità in delirio”…

Oppure può considerarsi un miscuglio caotico di idee esasperate, assai mal definite, quello che può essere chiamato il circolo dei Cainiti.

Così si chiamarono poiché il loro anti jehvehismo si spinse al punto di onorare Caino, Cam e Esaù, e in genere, tutti i maledetti delle Scritture, per il fatto che Jehveh li aveva bersagliati con la sua ira.

Probabilmente fiorirono tra il 140 ed il 150, poi la traccia oscura si perde e rimane di essi solo il nome.

Come quasi tutti gli gnostici, anche i Cainiti affermavano che il Creatore del mondo non è il Dio supremo. Per essi il mondo sensibile è un aborto o una “nascita postuma” in confronto alla Nascita vera, corrispondente al Mondo degli Eoni Superiori. Il Padre di quest’ultimo era il Dio della luce e della sapienza, mentre il nostro mondo era stato generato da un Potere inferiore. Il Dio espresso dall’antico testamento imponeva l’assoluta obbedienza ai comandamenti del Potere inferiore.

In questa sfera vennero considerati come giusti quelli che, come Abele, Giacobbe, Lot e Mosè, avevano seguito i comandamenti di Jehveh (espressione del Potere inferiore), esecrando e maledicendo tutti quelli che non avevano seguito tale obbedienza.

Questo il motivo della maledizione su Caino: Abele, come pastore offriva sacrifici di sangue, mentre Caino offriva il frutto dei campi, l’ostia incruenta: naturalmente Jehveh, il Demiurgo, preferiva il sacrificio di sangue.

Uno tra gli aspetti più interessanti delle dottrine cainite riguarda Giuda. Egli possedeva la nozione esatta del vero Dio e di conseguenza lo distingueva dall’inferiore Jehveh. Perciò egli aveva insegnato a vivere separando completamente le cose del mondo, della carne.

L’uomo doveva salire al vero Dio attraverso la crocifissione del Cristo. Il Cristo era lo Spirito che era sceso dall’Alto per rafforzare nell’uomo il potere del mondo spirituale.

Così esso trionfò col sacrificio del suo corpo di carne, abbandonando questo corpo alla Morte che è la manifestazione del Potere inferiore.

Giuda tradì il Cristo?

Sì, ma in ciò stava il suo eterno merito, in ciò il suo titolo per l’eterna gratitudine del genere umano. Egli, da vero gnostico, sapeva che la salvazione del mondo necessitava del sacrificio del Cristo: era necessario tradirlo e farlo crocifiggere per aprire all’umanità la strada verso Dio.

Perciò Giuda si fece traditore del Maestro, come era stato stabilito dalla Divina Sapienza, e così divenne l’importante fattore della Salvazione, votandosi in pari tempo al proprio sacrificio, cioè ad essere maledetto ed esecrato nei secoli come il traditore più abbietto.

Pare che Quintilla facesse, in Africa, ampia propaganda di questa dottrina.

Il completo rigetto di Jehveh da parte dei cainiti fu simile al profumo delle rose se confrontato da una setta più oscura, quella degli Antitacti. Poco si sa di essi, forse anche nulla poiché le notizie provengono dai Padri della Chiesa Cattolica.

Sembrerebbe che gli Antitacti praticassero con ostentazioni tutto quello che la Antica Legge jehvehtica aveva proibito, e poiché si cade sempre lì, praticavano soprattutto con entusiasmo religioso (!) l’adulterio.

Di calibro ben diverso erano gli Ofiti. Anche in questo caso il termine non fu coniato dagli stessi ma da eresiologhi a cui interessava sottolineare, utilizzando caratteri non compresi, come gli gnostici fossero una variegata banda di criminali dello Spirito. Dunque per il trionfo della causa propria, diverse correnti furono bollate con il sbrigativo giudizio di “adoratori del Rettile odiato” e ammucchiate in un dispregiativo termine di Ofitismo.

Probabilmente il serpente di bronzo inchiodato alla croce che Mosè fece plasmare per difendere il suo popolo dal mortale attacco dei serpenti velenosi, fu un simbolo profetico in questa corrente che si pone, sulla più spassionata testimonianza del pagano Celso, in un tempo tra il primo e secondo secolo, quando ancora Gnosticismo e Cristianesimo non erano ancora due movimenti in conflitto.

Nel generico Ofitismo si riassumono le scuole dei Peratei, Naasseni e Setiani.

La cosmogonia è davvero complicata e la risparmio al lettore: credo basti sapere che l’Eone di Luce, asceso alla regione di mezzo, sotto la Madre universale, aveva creato un figlio quando venne a contatto con le Acque dello Spazio. Costui fu il principale Potere creativo del mondo sensibile e il suo nome era Jaldabaoth. Egli produsse Jao o Jehveh, il quale generò Sabaoth, padre di Adonai che generò Eloi, il quale generò Uraios, padre di Astaphaios. Così furono sette i Poteri demiurgici dell’universo sensibile: bellicosi e in continua lite.

Dal gioco tra queste forze nacque la mente, la quale era “formata dal Serpente” e nacquero pure “spirito” e “anima” e tutte le altre cose del mondo.

Jaldabaoth era millantatore e arrogante e si proclamò Padre e Dio, affermando che sopra di lui non ci fosse nessuno. Ma Sofia, sua madre, gli gridò di non mentire perché sopra di lui vi è il Padre supremo, il Primo Uomo e col Padre v’è il Figlio: l’Uomo Figlio dell’Uomo.

I Poteri rimasero stupiti dalla Voce che veniva dall’alto…allora Jaldabaoth, per distrarre la loro attenzione, li portò a creare l’uomo terrestre a loro immagine e somiglianza. A questo simulacro Jaldabaoth soffiò il fluido di Luce ricevuto da Sofia.

Allora l’uomo terrestre ringraziò l’Uomo primo e disprezzò gli Elohim che lo avevano creato dal fango: Jehveh, preso da rabbia gelosa, stabilì di privare l’uomo da una scintilla di Luce, formando Eva. Le potenze demiurgiche si innamorarono di Eva e da questo amore nacquero gli Angeli.

Così Adamo cadde sotto la signoria di Jaldabaoth e degli Elohim: allora Sofia mandò il Serpente (la Mente) nel paradiso di Jaldabaoth. Adamo e Eva ascoltarono i suoi consigli e ancora una volta l’uomo fu liberato dalla tirannia del potere demiurgico, trasgredì l’ordine di ignoranza imposto dal demiurgo che non voleva che l’uomo conoscesse Forze più elevate. Di conseguenza Jaldabaoth lo espulse dal paradiso, ma con il “serpente”, cioè con l’intelligenza.

Nel frattempo le cattive qualità di Jaldabaoth avevano generato: il figlio di ciò fu Shath-an Ophiomorphos, il Deviato, il quale procreò a sua volta sei figli, i Poteri Diabolici che tormentano l’uomo.

Adamo e Eva, prima dell’espulsione dal paradiso, avevano “corpi vaporosi”, come gli angeli. Ma dopo l’espulsione, densificandosi, i corpi divennero vestiti di pelle, finché Sofia misericordiosa rese loro il profumo della Luce ed essi conobbero di portare con sé la morte. Ma anche riebbero memoria dello stato anteriore e attesero, sapendo che la veste di pelle un giorno sarebbe stata deposta.

Poi appaiono, tra l’umanità, i Profeti che parlano illusioni suggerite dai sette Elohim, sebbene talvolta Sofia riesce ad inserirvi frammenti su l’Uomo primo e sul Cristo.

Vedendo come andavano le cose, la Sapienza implorò l’aiuto della grande Madre e questa pregò il primo Uomo di mandare il Cristo a redimere il mondo.

Tramite Giovanni ed il battesimo del pentimento, Gesù fu preparato a ricevere il Cristo. Il Cristo attraversò le sette sfere, facendosi simile agli Arconti, privandoli del loro potere e della Luce da essi trattenuta. Prima di ogni altra cosa il Cristo rivestì la sorella Sofia del Vestimento di Luce. Poi scesero in Gesù, il Cristo e Sofia, l’uno racchiudendo l’altro, e Gesù divenne il Cristo.

I poteri studiarono di sopprimerlo. Così, l’uomo Gesù fu crocifisso. Ma Cristo e Sofia ascesero all’Eone incorruttibile.

Cristo non dimenticò chi lo aveva accolto in sé e mandò un potere che fece risorgere il suo corpo psico-pneumatico. I discepoli che videro questo eterosoma rivestito di tutte le apparenze sarcosomatiche, lo credettero risorto in carne.

Egli spiegò il mistero e diede molti insegnamenti a coloro che furono in grado di comprendere. Ora egli siede alla destra del Padre e accoglie le anime che ricevettero i misteri. Così il potere di Jaldabaoth diminuisce: non può più mandare anime sante a reincorporarsi. Quando tutta la Luce sarà nuovamente raccolta dall’Eone Incorruttibile, avverrà la Consumazione finale dell’Hylê.

Questo a larghissimi cenni e sospetto che sembrerà molto noioso. Ma la colpa è tutta mia. Notate il coraggio degli gnostici a ribellarsi all’ordine stabilito e pure a rovesciare molto di quanto si è sedimentato anche in noi, poiché persino il dramma umano-divino, alla fine fu scritto dai vincitori…e direi che ne stiamo pagando le conseguenze. FK aveva ragione quando scrisse: “Che Europa sarebbe sorta dalla dottrina gnostica?”. Dico solo che aveva ragione ad invitarci a riflettere.

2 pensieri su “LE PECORE NERE DELLO GNOSTICISMO

  1. Sarebbe sorta forse anche una america diversa, dal momento che quest’ultima è la figlia di una certa europa, e aveva altre dottrine prima dell’avvento degli europei

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