MANIFESTAZIONI ETERICHE

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L’espressione eterico ci richiama principalmente la vita del mondo vegetale caratterizzato da una ricchezza di forme che, se non si vuole spiegare tutto con il caso, presuppone nella natura una forza ed una fantasia straordinarie.

Se, camminando in montagna, vediamo un cespuglio e delle rocce, il cespuglio in sé non ci dice poi molto e la roccia nella sua inerzia ci dice ancor meno. Immaginiamo però il lavoro delle radici del cespuglio, dove il minerale viene trasformato in materia vivente, dove realtà diverse si incontrano e si congiungono, lì troveremo la forza eterica al lavoro, una forza ancora sconosciuta dalla scienza attuale.

L’umanità d’oggi da valore solo a ciò che è percepibile ai sensi e si avvale di una scienza che è fondata e convincente soltanto riguardo a ciò che è fisico-materiale mentre la vita in sé, non essendo percepibile, non permette allo scienziato indagini empiriche su di lei.

Ci si può chiedere: come si manifesta nell’uomo questa forza eterica? c’è la possibilità di riconoscerla in noi?

La Filosofia della libertà, specialmente nella sua prima parte, tratta di un elemento, di una prima realtà che viene subito dopo il fisico e che non è più materialmente percepibile.

Qui incontriamo un punto di passaggio molto importante, la famosa cruna dell’ago che, se siamo capaci di attraversare, ci porta da ciò che è fisico alla prima realtà soprasensibile, quella che viene chiamata eterica o vitale.

A chi conosce il testo sopracitato sembrerà subito evidente che il primo elemento non più materiale nell’uomo sia il pensare, ma se ampliamo il concetto “pensare” vediamo che esso si svolge in un “tessere in pensieri”.

Se osserviamo il nostro pensare mentre lo esercitiamo cogliendo i suoi movimenti, il suo connettere vivacemente un pensiero all’altro, il suo sforzo di cesellare i pensieri per trovare la forma di espressione più chiara e specialmente, quando l’attività pensante inizia a sollevarsi in pensieri che non hanno più bisogno di appoggiarsi al mondo materiale per sostenersi, allora ci accorgiamo che tutto questo avviene in un elemento che non è più di natura fisica.

Tutti tessiamo in pensieri, lo facciamo continuamente perlomeno a livello iniziale, e lo facciamo in un elemento soprasensibile, anche se non lo sappiamo o non ce ne accorgiamo, questo elemento esiste, ed è una realtà eterica.

L’eterico, il nuovo elemento che chiede di entrare nelle nostre coscienze per essere percepito e conosciuto dall’uomo!

La scienza tradizionale negli anni cinquanta del secolo scorso, in ambito psicologico, conosce e si avvale del termine empatia, equiparato al termine tedesco Einfuehlung (sentirsi dentro) coniato dal filosofo tedesco Robert Vischer, per caratterizzare dei processi nuovi nati nei rapporti tra le persone. Viene osservato che questa facoltà dell’empatia si sviluppa principalmente da simpatia, amore, partecipazione, interesse per l’altro.

Essa ci rende possibile il “sentirsi dentro, l’essere con l’altro” e ci porta in modo immediato alla comprensione dei suoi pensieri e stati d’animo.

Esperienza più comune di quanto si creda. Onde che ci portano nell’anima luce e tenebra dell’altro essere, onde che coinvolgono l’eterico.

Il dottor Steiner, già nel secondo decennio del secolo scorso, aveva descritto questo fenomeno dell’empatia allargandolo ad un contesto più ampio, non limitato agli incontri umani.

Egli era convinto che questo tipo di dedizione potesse riguardare qualsiasi processo, fenomeno o situazione afferrati interiormente, dato che la nostra attuale coscienza diurna, idonea a comprendere solo il mondo fisico, gradualmente acquisisce la facoltà di percepire il mondo eterico, il mondo dei processi della vita.

Questo nuovo dono della natura offerto all’umanità, è dovuto al fatto che nel corso di un naturale processo di evoluzione l’uomo, in maniera inizialmente inconscia, inizia ad oltrepassare la soglia del mondo spirituale.

Un altro fenomeno che coinvolge l’eterico è quello del “Nachbild” (ritorno di immagine), già descritto da Goethe, e viene portato dal Dottore come esempio emblematico riguardante ciò che la percezione di oggetti colorati suscita nell’occhio.

In questo fenomeno veniamo resi attenti al fatto che ogni processo di percezione visiva è accompagnato da un secondo processo complementare, il quale non è solo di natura fisica ma entra in relazione con il mondo eterico. Sta a noi scoprire questo secondo processo e di afferrarlo.

E’ possibile fare alcuni semplici esercizi per sperimentare quello che si intende. L’esercizio dei cerchi faciliterà la comprensione di questo fenomeno.

Si disegni su di un foglio bianco un cerchio di un bel rosso vivo e, più in alto, un altro cerchio della stessa dimensione con la matita.

Al centro dei due cerchi si faccia una crocetta con la matita e si inizi a guardare il cerchio rosso.

Si deve fissare lo sguardo sulla crocetta centrale in modo che l’occhio sia costretto ad una percezione periferica del cerchio rosso e l’esperimento si attua con un occhio “disinteressato”, entrando in una percezione che si può definire empatica.

Dopo 10-15 secondi di tranquilla osservazione, si passi ad osservare la crocetta nel cerchio a matita e nel giro di pochi secondi apparirà un anello verde che è il colore complementare del rosso.

Se si disegna un cerchio blu apparirà, come complementare un cerchio arancio, e se si disegna un cerchio giallo apparirà un cerchio viola.

Se noi pensiamo ai tre colori di base: rosso – giallo – blu, succede che il colore che ci appare come Nachbild o immagine di ritorno, è formato dagli altri due colori.

Da un cerchio rosso ritorna il verde, dunque blu + giallo

da un cerchio giallo ritorna il viola, dunque rosso + blu

da un cerchio blu ritorna l’ arancio, dunque rosso + giallo.

Il giro dei colori fondamentali si chiude sempre nel “Nachbild”, un colore chiama sempre i due mancanti e viceversa.

Sono esercizi fattibili da chiunque e che portano in se qualcosa di magico.

Anche l’ incontro vero tra due esseri umani è un miracolo di empatia, di metamorfosi, di trasfusione dell’uno nell’altro, di arricchimento reciproco, e il primo elemento soprasensibile in cui avviene tutto questo è quello eterico.

Nella vita succedono spesso fatti dovuti al “ritorno di immagine però, essendo questo un fenomeno soprasensibile e dunque sottile e delicato, il più delle volte non viene percepito dall’uomo abituato alle grossolane percezioni del mondo fisico.

Un volto creduto scomparso dalla memoria improvvisamente riappare chiaro per alcuni secondi richiamato forse da un qualche dettaglio riguardante la sua persona; un oggetto riposto senza attenzione e per questo divenuto introvabile, può ritornare come immagine nel momento in cui veniva riposto e dunque ritrovabile. Credo che ognuno, con un po di attenzione, potrebbe trovare innumerevoli esempi in questo campo.

Ogni fenomeno relativo la memoria si svolge in ambito eterico.

Ove l’uomo, grazie ad un lavoro interiore, impari a dedicarsi agli esseri umani e al mondo in modo che possa insorgere questa visione interiore “di ritorno”, anche se non chiaramente a coscienza, diverrà capace non solo di percepire qualche cosa circa l’essere interiore del suo prossimo, ma pure ciò che richiede come aiuto una pianta, un animale o una situazione difficile. Si aprono prospettive nuove grazie alla possibilità di un ampliamento di coscienza in ambito eterico.

Sembra di poter dire che nella buia notte del materialismo appaiono sempre nuove strisce di aurora quali doni del mondo spirituale.

L’importante è che sempre più uomini se ne accorgano!

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